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Super Street Fighter 4: nuove modalità e ritorno dei bonus stage [video]


Dovreste già conoscere il nostro parere sulla nuova versione dell’eccelso Street Fighter 4, questo Super che verrà rilasciato tra qualche mese da Capcom.
Tre personaggi aggiuntivi già confermati, più mosse e combo per tutti, ma non solo. Nel video che vedrete ritornano i mitici bonus stage che abbiamo amato ai tempi del secondo glorioso episodio, ma soprattutto nuove modalità online per massacrare amici e nemici!
E’ sicuramente simpatico citare il gioco da cui tutto è partito grazie all’intermezzo “sfasciacarrozze” e “rompiba…rili”: spero solo che non siano perfettamente identici a quelli storici, che in fondo diventavano ben presto banali e con grado di sfida zero.

Per quanto riguarda le modalità quello che si intuisce dal video è la possibilità di assistere da spettatori a partite o mini tornei, così come quella di vedersela contro più avverarsari umani consecutivamente: chi si è limitato della penuria di variabili multiplayer potrebbe essere finalmente accontentato.
Dei tre personaggi ormai arcinoti poco da dire: due sono recuperati da Super Street Fighter 2, il giamaicano Dee Jay e il gigantesco indiano T-Hawk, mentre la terza, la coreana Juri,che ha seriamente rischiato di essere una… pattinatrice sul ghiaccio, è del tutto nuova: in ogni caso su questo fronte mi aspetto qualche altra sorpresa, alla faccia della ricerca dell’equilibrio in ottica multiplayer.

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AEX Ranbat 2.4 a Roma, 17 Ottobre [torneo di Street Fighter 4]


AEX Ranbat logoRomics non è stato un grandissimo evento a livello di videoludico. Cioè, non è stato granchè lo spettacolo offerto sul palco dei World Cyber Games organizzato da Progaming Italia. Ci siamo divertiti, per carità: il quizzone sui WCG è stato fantastico. Ma in tre giorni abbiamo fatto vedere solamente la sfida di Guitar Hero e quella di FIFA tra i finalisti. Troppo poco per un patito di Sport Elettronici e netgaming come me. Eppure una nota positiva, nascosta in un angolo della fiera, c’è stata. Il torneo di SF4!

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Sacred 2: Fallen Angel e le lezioni di Blizzard [recensione]


Dal giorno dell’uscita del primo Diablo, l’intero genere degli hack ‘n slash con pesanti elementi dei giochi di ruolo non è che si sia poi evoluto di molto. Semplicemente, gli inventari sono diventati vastissimi, poteri magici e non divampano in tutti i giochi e classi e razze bizzarre infestano il genere.
Sacred 2: Fallen Angel prende molto del buono delle lezioni impartite da Blizzard, ma pecca sotto parecchi punti di vista, alcuni dei quali fondamentali, correndo il rischio di rovinare ai giocatori l’esperienza complessiva.

Ancaria è una terra piena di segreti e creature bizzarre, peccato che entrambi siano abbondamente già visti in decine di altri prodotti simili…

Al di là della trama comune a tutto il genere fantasy (vagare come ossessi dal punto a al punto z, salvo passare per tutte le lettere dell’alfabeto e, alla fine, salvare il mondo per il rotto della cuffia), elemento da cui non ci si può quindi aspettare la minima innovazione, bisogna dire che di carne al fuoco ne è stata messa davvero tanta, forse troppa. La mappa di gioco è davvero immensa, piena di posti da scoprire alla ricerca di quest secondarie (sono più di 500) e mostri da debellare.

Le varie classi (ne ho provate tre: Serafina, Guerriero Ombra e l’insulso Guardiano del Tempio, una sorta di Dio Anubi cibernetico…puah!) si differenziano per equipaggiamento utilizzabile e abilità, ma sembrano abbastanza equilibrate tra loro: è apprezzabile l’idea che ognuna prenda le mosse in un punto diverso della mappa, un po’ come funziona in World of Warcraft.

L’inventario è assolutamente sterminato, ma pessimamente gestito: una serie di utilizzi o di categorie di oggetti è spiegata in modo approssimativo e sbrigativo, creando confusione eccessiva anche per chi conosca a fondo le meccaniche dei giochi di ruolo. Questa è una pecca imperdonabile, perchè spinge il giocatore a ignorare completamente alcune possibilità, solo e soltanto per la pochezza della fase esplicativa.

Il gameplay è abbastanza semplice, composto da fasi di esplorazione, di raccolta delle misisoni secondarie e, ovviamente, di combattimenti. Questi ultimi sono un po’ banalizzati, perchè a parte la conoscenza delle varie abilità è richiesta solo la pressione continua dei pulsanti dedicati agli attacchi fisici o magici: considerato che si tratta di un titolo da almeno (stando stretti) 40 ore, ben presto si avrà la tendenza di evitare quelli meno essenziali, privilegiando la perlustrazione all’azione più becera.

Tecnicamente non vedrete nulla di sensazionale: Ancaria è il tipico mondo fantasy (deserto, prati, paludi, isole…), reso con colori molto sgargianti e afflitto, soprattutto in città, da fastidiosi caricamenti (e installare su HD non cambia nulla ). Purtroppo le animazioni dei personaggi sono abbastanza limitate e vi troverete a uccidere strani sgorbi senza sapere di cosa si tratti, così come l’esplorazione sarà bloccata da paletti invisibili e percorsi obbligati.

Tutto ciò non toglie che in Sacred 2 ci sia qualcosa di additivo per chi apprezzi (e riesca a capire) le sue meccaniche: il potenziamento delle abilità è affare che porterà via molto tempo, così come anche solo cercare di vedere tutto in mondo; aggiungente una modalità cooperativa locale (a due giocatori) o online (fino a quattro) e già la musica è diversa.

A proposito di musica, per fortuna i Blind Guardian hanno collaborato alla colonna sonora con tutta la loro epicità, finendo addirittura catapultati su Ancaria per una delle quest più divertenti che abbia visto; la ricompensa dopo avergli dato una mano sarà questa:

Nonostante qualche difetto anche grave, primo fra tutti la derivazione dei controlli dal pc, che porta gravi limiti alle abilità selezionabili di volta in volta (per fortuna ci sono le macro a salvare la situazione), Sacred 2 è un titolo che sarebbe potuto essere imperdibile se non fosse lacunoso in termini di rifiniture; più chiarezza e pulizia nei testi insieme a qualche limatura nel gameplay, lo avrebbe di certo favorito perchè quando Diablo 3 sarà fra noi, non ci sarà più spazio per nessuno in questo genere.

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EVE Online, Dust 514 e la fantomatica convergenza console-PC al quadrato


Io, come sapete, sono un blogger molto “aperto”. Non sessualmente, e che diamine! Diciamo che mi fa piacere se qualcuno di voi lettori volesse provare a sottopormi un articolo da pubblicare sul blog. Non è certo detto che verranno sempre pubblicati, anzi il più delle volte no, ma magari si può fare uno strappo alla regola, come nel caso odierno.

A Colonia CCP, lo sviluppatore islandese di EVE Online (i cui introiti grazie al suo MMO ne hanno fatto una delle più grandi compagnie della nazione), ha fatto un annuncio molto importante: sta programmando Dust 514, il suo primo nuovo videogioco dopo EVE (a 6 anni da EVE, per essere precisi), per console! Ma l’abbandono del personal computer non è la sola caratteristica d’attenzione del progetto; l’altra è la convergenza tra ciò che succederà su Dust 514 e il mondo di Eve Online che coinvolgerà le community di questi due giochi.

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Left 4 Sims! [clash of videogames]


L4SCe l’hanno fatta, i nostri eroi hanno dovuto combattere, squartare, nascondersi e attaccare all’infinito, ma finalmente il loro incubo è finito, essi sono giunti alla loro ultima destinazione: Riverside. Ma un’ultima prova li attende…. vivere assieme.

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Demon’s Souls non arriverà in Europa? [piccola invettiva contro Atlus ed la distribuzione dei videogiochi]


L’importanza del mercato europeo è cresciuta enormemente negli ultimi 10 anni, costringendo produttori e distributori di software a rivedere le proprie strategie; a riprova di questo si sono ridotte moltissimo le differenze fra le date di lancio nei tre mercati, e addirittura sono sempre più numerosi i giochi che esordiscono prima sul vecchio continente per poi arrivare in America e Giappone.

Nonostante questo certe usanze sono dure a morire, ed a volte purtroppo noi europei ci ritroviamo ancora ad essere trattati come l’ultima ruota del carro.

Spero di venire smentito nei prossimi giorni, ma per ora pare proprio che Demon’s Souls, titolo di From Software esclusivo per Playstation 3, non arriverà in Europa.

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Ryu vs Nude Cammy [video di Street Fighter 4 con Cammy nuda]


Ho un aneddoto da raccontarvi riguardante questo video, postato oggi da Kotaku e subito rimosso da Youtube (negli ultimi tempi l’amata televisione internettiana si sta rendendo complice di molti episodi di censura…), per poi rispuntare su Gametrailers da cui l’ho embeddato. Proprio ieri, mentre Fucktotum osservava le mie movenze incredibili con Abel mentre spaccavo dei culi online a SF4, ha affermato con forza una delle sue solite provocazioni: “Ma dovevano farlo con i personaggi nudi, era meglio” o una cosa simile, tanto per scherzare. Io gli ho risposto, di getto: “Ora che il gioco è uscito per PC, è solo questione di tempo, ma lo faranno”.

Incredibilmente Kotaku titola proprio così il suo post “It was only e matter of time…”. Sono un profeta.

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Giappone, demoni, e MMORPG [Recensione di Shin Megami Tensei: Online]


921999_57074_front.jpgC’è poco da fare: anche per un profano come me è evidente che il mercato dei giochi di ruolo online (o MMORPG) è decisamente saturo; complici le aziende che si sono fiondate su quella che è stata per un periodo una sorta di miniera d’oro, ormai non esiste ambientazione che non sia stata sfruttata per offrire ai giocatori un’esperienza a loro misura.

Che possibilità potrebbe avere allora un MMORPG vecchiotto che fa solo ora la sua comparsa sui lidi occidentali? Nel caso di Shin Megami Tensei Online Imagine si direbbe non poche.

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Blog Magazine di giugno e… attenti a non sostare sui binari!


 Blog Magazine Giugno

In colpevole ritardo vi segnalo l’uscita di Blog Magazine di giugno dove, come di consuetudine, c’è un mio articolo. Questa volta si parla di E3 in maniera abbastanza convenzionale: un riassunto delle novità presentate alla fiera e un’opinione su come cambierà l’industria nei prossimi mesi.

Trovate la rivista online, da sfogliare digitalmente o da stampare e leggere sulla metro, al sito www.blogmagazine.net. A pagina 28, come dicevo in precedenza, c’è il mio articolo chiamato “E3, dove andremo a finire?“. Ovviamente parla della fiera appena tenutesi a Los Angeles, l’Electronic Enterteinment Expo. Leggetelo e commentiamolo insieme :)

Ma allora questo titolo, con i binari e col treno, che c’entra?

Beh semplice, vi avviso in modo molto indolore che il treno per la trasformazione di Inside The Game è partito. Avete notato che a destra sono riapparsi gli autori? Bene. Tra poco vedrete qualche nome in più, mentre io continuo le mie selezioni in giro per il web per trasformare questo blog in qualcosa di più rispetto ad uno spazio personale.

Niente, vi volevo solo avvertire :) Occhio a non sostare sui binari quindi che il treno sta partendo… e non ci fermiamo per nessuno ;)

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Halo Wars diverte, ma il futuro degli RTS è un altro!


Mi riallaccio al mio post “Halo Wars il futuro degli RTS?” per parlarvi finalmente nel dettaglio delle mie impressioni su Halo Wars, un gioco uscito a febbraio ma che io, con tutta calma, recensisco solo ora. Perchè? Sinceramente volevo scrivere questo post il giorno che fossi arrivato primo nella ladder mondiale (ce l’avrei potuta fare tranquillamente…) così prendevo al volo l’occasione per darvi la buona notizia. In verità, arrivato al 220esimo posto su circa 150.000 giocatori è uscito Street Fighter 4 e il mio tempo videoludico si è dannatamente assottigliato.

Allora ho aspettato, sempre per cercare di non dare giudizi sbilanciati sulla produzione Ensemble Studios / Microsoft (esclusiva per Xbox 360) e il torneo di The Live Community (TLC, ve li dovreste ricordare per La Zona X, erano nostri partner) è caduto proprio a fagiolo. La mia vittoria a questo evento online, mi permette di  parlare nuovamente di questo gioco che è dannatamente intrigante, per un fanatico della strategia in tempo reale come me, ma purtroppo anche realizzato in maniera approssimativa per poter essere ricordato come un capostipite negli anni a venire.

Il mio primo posto, in verità, ha una doppia valenza. In primis mi ha permesso di giocare con molti altri italiani e comunque capire molte cose in più sul gioco, visto che contro gli stranieri non parlavo mai con nessuno di strategie e contromosse. E poi mi ha permesso di prendermi una rivincita personale molto gradita: al tempo del mio post sull’Arbiter, infatti, molti commenti di alcuni partecipanti allo stesso torneo che ho vinto, ebbero addirittura i toni di una “presa in giro” (bonaria, per carità, comunque vi voglio bene :) ) nei confronti di ciò che dicevo io sull’eroe Covenant (una delle due fazioni in gioco). Beh, ho giocato contro quello che reputo uno dei migliori giocatori italiani (probabilmente anche migliore di me, perchè almeno non usava l’Arbiter…) in finale, cioè Great Teacher e l’ho battuto 2 a 1 (unico match che ho perso, tra l’altro, in tutta la competizione) usando il suddetto eroe. Scelta che ho adottato per quasi tutto il torneo (ho giocato una partita col Profeta, di cui parleremo a breve), quasi a voler autodimostrare che non sbagliavo una virgola quando descrivevo questa unità come totalmente sbilanciata (troppo forte, in gergo si direbbe “imba”) nei match multiplayer di Halo Wars.

Apro una parentesi e ringrazio quindi comunque TheForce (l’admin di TLC dedicato al torneo) per l’ottimo lavoro svolto e tutti i giocatori contro cui ho giocato: tutta gente simpaticissima e cordialissima. E’ stato davvero un bel torneo! Ed ora è giunto il momento di esprimermi su Halo Wars, con questa nuova esperienza alle spalle.

Innanzitutto, il discorso fino a qui fatto e quello che sta per iniziare, non vale minimamente per chi vuole giusto divertirsi con un RTS per console: in questo caso il titolo Bungie è comunque fatto davvero bene. Graficamente, tecnicamente e soprattutto a livello di controlli. Credeteci o no, comandare uno strategico col pad, in questo modo, è comunque un piacere. Io non ho sentito la mancanza di mouse e tastiera. Promosso, quindi, per qualche 2vs2 in compagnia, ma non certo per un torneo nella televisione coreana…

Infatti per chi prende le sfide multiplayer con un po’ più di “serietà” e soprattutto per coloro che masticano già il linguaggio degli RTS online, il gioco purtroppo non può essere definito godibile, perchè totalmente sbilanciato in molte unità, alcune abilità e soprattutto nelle razze.

Quando ho scritto il post sull’Arbiter, infatti, non avevo capito che non era tanto quell’eroe a fare la differenza ma tutti gli eroi. Cosa voglio dire? Dovete sapere che in Halo Wars ci sono 2 fazioni: i Covenant e i CST (alieni e umani, niente di più banale…). La prima è dotata di un eroe mentra la seconda no, ha invece delle abilità (a pagamento). Nonostante io debba ammettere che comunque il gioco è anche più bilanciato di quel che credessi e ci sono modi per vincere anche contro Arbiter bravi , il problema fondamentale è la mobilità della razza Covenant confrontata con quella dei CST.

Tutti gli RTS, infatti, si basano sulla possibilità e sul controllo della mappa, non solo sulla velocità nel costruire le giuste truppe e i giusti upgrade. E’ chiaro che se io potessi “teletrasportare” sul campo di battaglia le mie unità nel punto dove avviene un attacco oppure dove io voglio attaccare, avrei un vantaggio enorme, incolmabile, direi. Ed è proprio quello che ogni giocatore Covenant può fare!

L’eroe, qualunque esso sia, è infatti come un “beacon” dove teletrasportare in ogni momento le proprie truppe. Si può quindi, per esempio, preparare delle truppe in casa (a sorpresa), non farle vedere al nemico (o addirittura produrle senza rilasciarle, possibilità che c’è in Halo Wars), portare l’eroe in prossimità della sua base, teletrasportarle tutte e poi attaccare, con o senza comandante. Allo stesso modo, inoltre, si può riportare l’eroe in casa (che da una bella mano, alle battaglie) al costo di 100 sole risorse se si viene attaccati.

Questo significa che, soprattutto a partita avanzata (quando si hanno più basi, dalle quali è sempre lecito fare questi giochini), il giocatore Covenant ha possibilità di movimento non paragonabili a quelle dei giocatori CST. Questo sbilancia la partita in maniera da rendere davvero innocuo anche il più abile dei giocatori, non lasciandogli grande scampo se si usano bene il proprio eroe e le proprie truppe.

Con questo voglio anche dire che, effettivamente, il mio post sull’Arbiter non è poi così corretto… era semplicemente il primo eroe che vedevo e imparavo a conoscere e quindi mi ha messo davvero paura con tutte le sue abilità… Lì per lì ho pensato fosse quello imba, invece praticamente era tutta la razza grazie ai suoi tre eroi. Trovo davvero ingiusto che si sia programmato un titolo in cui ad una razza non si danno le stesse possibilità dell’altra e, fidatevi, Halo Wars è così ed ha solo due razze.

Scusate per il post forse troppo tecnico e comunque molto lungo, mi rifarò domani con un video divertente. Notte a tutti. In apertura un Arbiter rush, uno dei pochi che ho trovato su Youtube, così anche voi potrete vincere facile :)

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Adotta un Katamari [recensione Beautiful Katamari]!


La vita si sa, procede a botte di culo.

Alcune piccole, altre un pochino più grandi: una delle più recenti mi ha portato all’acquisto (per 30 euro) di due giochi assai diversi. Il primo è l’affare più roboante della storia dei videogiochi, cioè l’Orange Box. Il secondo, preso perchè ne avevo sentito parlare molto bene ai tempi delle varie release per PS2 (e PSP), è un gioiellino che aiuterà il Nintendaro che è in me, ostaggio (volontario) di Microsoft, a lenire un pochino l’ansia da tradimento.

Si chiama Beautiful Katamari ed è un giochino assolutamente folle, a partire dalla trama: il Re di Tutte le Galassie sta giocando a tennis con la moglie e il figlio ma, eccessivamente preso dalla partita, effettua un devastante super-servizio, tanto potente da far schizzare in cielo la pallina e creare un enorme buco nero che inizia a risucchiare tutto il creato!

Una vera emergenza che solo il Principe, munito di sfera Katamari, potrà riparare: ma cosa diavolo è un Katamari? Sostanzialmente è una sfera capace di raccogliere su se stessa tutti gli oggetti più piccoli di lei: esponenzialmente quindi all’aumentare del suo diametro aumenteranno anche le dimensioni degli oggetti che potrà portar via con sè fino…all’infinito ed oltre!

Si, il gameplay è tutto qui: il Re ordina la ricostruzione di un determinato pianeta e il Principe dovrà rotolare per la città cercando di raccogliere quanti più oggetti possibili entro un tempo limite.
Ovviamente la natura del pianeta (ghiacciato, caldo, coperto d’acqua) influenzerà la scelta di che cosa raccogliere: per ricreare Saturno ad esempio, il nostro minuscolo eroe dovrà prodigarsi nella caccia di oggetti rotondi, restituendo al cosmo gli anelli più celebri del creato, così come tutto quanto dà energia (macchine, stazioni petrolifere etc..) contribuirà a dare vigore all’energia del nuovo Sole.
Completata una richiesta, sarà possibile tentare i time attack, con tanto di leaderboard online.

Troppo semplicistico?

Non credo proprio. Gli oggetti da raccogliere sono letteralmente migliaia, la difficoltà vera, oltre che dal tempo che scorre è data anche dalla voglia di riuscire a catturare gli oggetti più grossi: se la prima sfida sarà data dall’includere le case nel vostro Katamari, crescendo ancora vedrete che non c’è (quasi) limite a quanto potete portare con voi.

Negli ultimi stage scoprirete che è possibile diventare talmente grossi da rotolare attorno alla Terra, strappando città e continenti dalla crosta terreste!

Un gioco ipnotico, colorato e al 100% nipponico: tutto l’immaginario culturale giapponese è presente nella grande città in cui si svolgono le avventure del Principe, ad ogni angolo c’è una bizzarra scenetta tutta da gustare (uomini che inseguono salmoni, ballerine che danzano sull’acqua, gli oni, le piovre, Godzilla, i Power Rangers, l’Uomo Tigre…addirittura il pianeta del Piccolo Pricipe!), insomma vi verrà strappato più di un sorriso mentre sarete tutti concentrati nel tentativo di diventare immensi.

La gestione della crescita del Katamari in termini tecnici è stata molto intelligente: per far capire che la scala di riferimento cambia, c’è uno zoom out della telecamera che cambia l’inquadratura, allargandola. Avremo quindi oggetti grandi, che poco prima rappresentavano un ostacolo al nostro cammino, che diventano più piccoli, fino a scomparire quando sarete così tanto enormi da ignorare le case o le montagne.

Certo, al primo impatto tecnicamente non fa gridare al miracolo: qui sta a voi decidere se giocate per divertirvi o per stupire gli amici con una super grafica. Più di una medaglia al merito va data alla colonna sonora, irrimediabilmente j-pop, che vi entrerà in testa con le sue melodie e ritornelli allegri: io non amo il genere, ma ogni volta la mia testa viene crivellata da sonorità tanto leggere da non potermene più liberare.

Ampiamente rigiocabile (anche solo per cercare di raccogliere tutti gli oggetti possibili), persino in multi (cooperativo e competitivo, anche su Xbox Live), divertente e altamente additivo, rappresenta un titolo adatto a qualsiasi tipo di giocatore che abbia abbastanza irriverenza verso il mondo dei videogiochi da far prevalere la gioia di giocare sulle tante seghe mentali tecniche che ci affliggono da quando il medium esiste.

Io vi sfido a provarlo, voi sappiatemi dire!

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…Championship Mode DLC, un video divertente e una recensione sul multiplayer di Street Fighter 4 (2/2)


Ho da poco parlato della crisi del netgaming mondiale ma sarò costretto a ricredermi se Street Fighter 4 non mi delude e gli attori che recitano sul palcoscenico dell’e-sport riescono a non sprecare il suo enorme potenziale.

Come avrete capito il multiplayer online del picchiaduro Capcom mi sta piacendo tantissimo e mi sono ritrovato a credere talmente tanto in una sua diffusione davvero rilevante che ormai non penso ad altro ;)

Capisco bene che a non tutti piacciono i giochi di botte e molti netgamers considerano troppo “semplice” questo tipo di titoli. A mio avviso, invece, si sbagliano: Street Fighter 4, 1 contro 1, è uno dei più difficili esercizi di concentrazione che ci sia in giro. Per 4 minuti bisogna rimanere costantemente allineati con il gioco! Ogni momento utilizzato per divagare o fare una mossa sterile e non ponderata verrà punito dall’avversario. Insomma difficile ma bellissimo: sentire il proprio cervello pulsare pensando alla mossa giusta da fare al momento giusto per contrastare l’iniziativa dell’avversario è gratificante. Inoltre in questo gioco non si finisce mai di imparare, si può sempre giocare in modi diversi ed è evidente la spettacolarità di alcune azioni. In pratica ha tutte le caratteristiche che hanno reso Starcraft o Counterstrike delle pietre miliari in ambito multiplayer.

Ma non serve solo l’oggettiva qualità dei meccanismi che animano l’online, le sfide e i tornei a fare di un titolo un classico e un possibile appiglio per diffondere la passione per il netgaming e gli sport elettronici. Serve molto di più da parte dei programmatori che lo hanno sviluppato: un ottimo supporto e soprattutto un modo semplice per far crescere qualitativamente la community che gioca. Questo Street Fighter 4 non lo aveva… fino ad oggi.

Il 24 Aprile esce infatti il Championship Mode, tra l’altro gratuito, che aggiunge una feature talmente importante e banale da stupirmi che non fosse stata inclusa inizialmente: i replay! Questo DLC infatti non solo permetterà di partecipare a tornei con vari livelli di difficoltà e divertirsi anche ricercando una competizione più alta di quella “amatoriale” data dai punti ranked. Aggiunge anche la possibilità di registrare e rivedere le partite, caratteristica senza la quale un gioco multiplayer è impossibilitato a fare il salto di qualità. Se Halo 3, su console, è così importante ad anni dall’uscita, lo deve anche al fatto di poter condividere con altri player un’intera partita che la console registra addirittura automaticamente.

Inoltre per Street Fighter 4 i replay sono ancora più importanti perchè è attualmente l’unico gioco in cui una partita “professionistica” duri talmente poco da poter essere caricata su Youtube (che ha un limite massimo di 10 minuti a video) e sui portali di video sharing. Per continuare a fare proseliti e nuovi appassionati di netgaming, infatti, c’è bisogno che la gente veda, ad esempio, quanto è spettacolare una partita di Call of Duty 4 in S&D (cerca e distruggi) tra due clan forti o una partita tra due progamer (per chi non lo sapesse significa professional gamer, cioè giocatori professionisti) di Starcraft.

Ma non è finita qui. Le partite di Street Fighter hanno anche un altro pregio oltre a quello di essere corte: reggono. Da spettatore qualunque, non appassionato a nulla che riguardi gaming, competizioni e addirittura videogiochi; vedersi 3 minuti di partita di Street Fighter 4 è comunque divertente perchè quasi “comprensibile”. Ci sono due che si menano, hanno due barre di energia, ogni colpo leva un po’ di vita all’altro e ci sono super mosse piene di colori, luci e suoni. Un assist, vero e proprio, per una telecronaca fatta bene che non deve far altro che trasmettere emozione e spiegare qualche cosetta per creare un contenuto video davvero rispettabile che secondo me non sfigurerebbe neanche in televisione e non solo su internet.

Ok, ho finito. Direi che di carne al fuoco per un bel dibattito ce ne è tanta. Ora passiamo alle cose serie, cioè a divertirsi. Ho trovato questi video che definire FANTASTICI è poco. Infatti non sono fatti da un utente ma dal famoso portale Collegehumor, visto che tra effetti speciali e attori comunque “credibili” qualche soldo è stato speso. Si tratta di una mini serie chiamata Street Fighter: The Later Years, embeddato in cima al post avete la prima parte, che parla di “che fine hanno fatto” i personaggi divenuti celebri in tutto il mondo diciassette anni fa con Street Fighter 2 e poi “spolpati” dal film, dai vari seguiti apocrifi e da tutta una serie di commercializzazioni.

Delirante e soprattutto da morire dalle risate. Vedere Zangief che spazza il pavimento di una sala giochi non ha prezzo, se non quello di ringraziare il solito, utilissimo, viewtifulmee per la segnalazione.  Tra l’altro, fortunatamente, questi video sono stati tradotti da “BBF” e caricati sul canale youtube di “ragazzomucca con i sottotitoli. Visto che oggi mi sento particolarmente in giornata vi posto qui sotto tutti i link a tutti gli episodi / puntate sottotitolate in italiano.

Fatevi una cultura… e soprattutto quattro risate… vogliamo parlare della fine che ha fatto Ryu? :)

Street Fighter: The Later Years – part 1 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 2 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 3 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 4 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 5 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 6 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 7 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 8 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 9 (sub ITA by BBF) 

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