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“La Vendetta di Jimmy”, il nuovo regalo (a pagamento) di Empire City [DLC Mafia 2]


Mafia 2 è in vendita da una settimana (cliccate qui per leggere la nostra recensione che ti spara con la lupara ad opera del nostro mitico Francesco Serino), e purtroppo, come ormai avviene per ogni titolo di calibro, già si parla di Dlc.

In realtà i possessori Ps3 già possono godersi il contenuto extra esclusivo “Il tradimento di Jimmy“, ma dal 7 Settembre sarà disponibile un nuovo Dlc dal titolo “La vendetta di Jimmy” (a pagamento) per tutte le piattaforme. Vi proponiamo un video che spiega molte cose:

Innanzitutto, ma questo potevate anche capirlo da soli, Vito non c’entra niente e giocheremo nei panni di Jimmy, mezzo Hitman e mezzo Bruce Willis, che pare si diverta a sforacchiare gente in giro! Poi, il trailer ci avverte che sperimenteremo un tipo di gioco arcade… cosa vuol dire questo? Probabilmente che avremo a che fare con un gameplay più cazzone e meno realistico di quello visto nel gioco base, un po’ come è stato “The Ballad of Gay Tony” per GTA IV! Riceveremo punti e riconoscimenti in base alle uccisioni e allo stile di guida e pare che la storia si dipanerà nel corso di 30 missioni, il che porterebbe a pensare ad una buona longevità!

Vi lasciamo mestamente al trailer, sperando che questa moda dei Dlc si esaurisca con la presente generazione (seeee, come no!)

P.s. Per la serie “le ipotesi di Dollmasterz“, quel cadavere a terra mentre Jimmy si allontana non assomiglia proprio a Vito? E sullo sfondo non c’è proprio il garage dell’abitazione finale di Vito in Mafia 2??? Sicuramente è tutto un parto della mia testa…però…..

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The Secret World è ancora vivo: primi 30 minuti di gioco dell’MMO firmato Funcom


Quello tra il sottoscritto e The Secret World, l’MMO ad ambientazione moderna prodotto dai ragazzi di Funcom, fu subito amore.

Presentato per la prima volta a Marzo del 2006, il Mondo Segreto di Ragnar Tornquist, Creative Director del gioco, rivela una fortissima vena thriller/horror, facendo del sovrannaturale su fondamenta reali la sua ragion d’essere. Ad un’ambientazione assolutamente particolare, fa fronte un classico action RPG massivo con evidenti citazioni all’interfaccia di World of Warcraft, ma con un taglio unico che lo porta a distinguersi nettamente nell’affollato panorama dei titoli giocabili in rete.

Taglio unico che la fa da padrone anche nell’ultimo video rilasciato dagli sviluppatori, che mostra i primi 30 minuti di gioco: l’ambientazione è quella di un mondo contemporaneo in cui forze oscure stanno invadendo la Terra portandola nel caos, a partire dalla cittadina americana di Kingsmouth, placida e ridente, ben lontana dai drammi in cui si trova adesso. D’improvviso, il paese si trova avvolto da una fitta nebbia, oltre la quale nessuno riesce ad andare, preda improvvisa dell’assalto di creature mostruose che ricordano da molto vicino tutta la fantastica letteratura di Lovecraft, che è citato in maniera evidente in più momenti e con risultati eccellenti. A combattere queste creature, in quella che è soltanto la prima location del gioco che poi vedrà mappe ambientate sino anche in Egitto, sono tre fazioni di soggetti dotati di poteri paranormali, che potranno organizzarsi al meglio in veri e proprio team per racimolare esperienza, item ed equipaggiamento.

Un’impostazione a prima vista molto tradizionale, ma che in realtà nasconde un eccellente connubio: profondità a braccetto con snellezza. La struttura di The Secret World è infatti, secondo le dichiarazioni dello stesso Tornquist, molto snella e aperta, in cui da una parte il team ha voluto combinare le caratteristiche tipiche di un gioco di ruolo online, ma dando la possibilità ai giocatori di sentirsi liberi di tentare l’approccio più consono al loro stile di gioco. Non ci sono classi, ma solo poteri da acquistare spendendo l’esperienza accumulata. Ogni personaggio può portare un massimo di 14 poteri in ogni battaglia, 7 attivi e 7 passivi. Quelli attivi possono essere attribuiti ai tasti funzione, gli altri modificano le caratteristiche del personaggio, che in qualsiasi momento potrà essere modificato comprando nuovi poteri con cui cambiare il set di quelli a disposizione, in modo da offrire una malleabilità e funzionalità insperate prima d’ora in un titolo del genere.

Il “profumo” scelto da Funcom è decisamente interessante, per non parlare poi delle possibilità offerte dallo State System, che consente di combinare in tempo reale i poteri dei giocatori appartenenti al team e che darà ancor più senso al lavoro di squadra e alla collaborazione tra i giocatori.

Le brutte notizie riguardano pertanto solo la data d’uscita, fissata per un imprecisato periodo del 2011 su PC e Xbox 360.. E purtroppo l’esperienza con Age of Conan insegna che i ritardi in casa Tornquist sono frequenti e spesso frustranti.

Non mi resta che lasciarvi al lungo e bellissimo video: non è di altissima qualità, ma dopo 12 lunghissimi mesi di silenzio il detto “chi si accontenta gode” calza a pennello. ;-)

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Final Fantasy XIV rimandato su console? Colpa della ram! [Square Enix spiega il perchè del ritardo]


C’eravamo rimasti male a fine giugno, quando uscirono le date per il nuovo MMORPG Final Fantasy XIV, quando accanto ad un 30 settembre per PC veniva contrapposto un lontanissimo marzo 2011 per PS3, per non parlare della stasi in cui riversa la versione per XBOX 360. A distanza di due mesi, sappiamo finalmente il perchè di questo ritardo.

Il produttore del gioco, Hiromichi Tanaka, ha dato la colpa alla memoria ram, spiegando che mentre nel PC c’è memoria a sufficienza, nella PS3 ci sono delle restrinzioni e i programmatori stanno lavorando per ovviare a questi problemi, ecco perchè la versione per PS3 è slittata di un bel po’. Ovviamente non sappiamo in cifre quanta ram necessiti il gioco per girare decentemente, ma se pensiamo che i PC moderni partono da 2 giga di ram e la PS3 ha 512 MB divisi in due, pensiamo che il problema possa essere legittimo.

Dobbiamo dunque aspettarci un FFXIV su PS3 con molte limitazioni rispetto alla sua controparte su PC? Questo sarebbe davvero un peccato ma dal mio punto di vista non vedo altre alternative. Aspettiamo.

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Kingdom Under Fire II: cappa e spada in compagnia [video multiplayer cooperativo]


L’annuncio di  Kingdom Under Fire II ci ha strappato un sorrisetto carico di soddisfazione. Quella di Blueside è una serie che è riuscita a donare un pelo di tatticismo e profondità ad un genere tipicamente cazzuto e ignorante, nonostante l’assoluto passo falso fatto con lo spin-off  Circle of Doom.

La seconda incarnazione principale della saga di KUF ritornerà ad abbracciare le splendide meccaniche di gioco del primo capitolo in esclusiva per Xbox (un dannatissimo capolavoro!), alternando le cruenti fasi di combattimento alla gestione tattico/ruolistica degli eroi principali, che per l’occasione saranno finalmente in grado di collaborare in battaglia per sconfiggere gli sconfinati eserciti nemici combinando la forza bruta del guerriero con la sagacia del generale e la volontà del mago. Come è ben visibile dal video rilasciato oggi dagli sviluppatori, interamente dedicato alla componente multiplayer cooperativa, le meccaniche strategiche in tempo reale funzionano alla grande anche al di fuori della campagna in singolo, comunque presente e arricchita dalla partecipazione di Phantagram, già autori del primo Ninety-Nine Nights.

Solo a fine anno, data di uscita del titolo (per PC e Xbox 360) sapremo se le strategie messe in atto dai ragazzi sudcoreani di Blueside saranno in grado di infiammare i nostri monitor e di dare una pista al già annunciato N3 II, di cui sicuramente ricorderete l’azione senza sosta del trailer mostrato da Konami.

Buona visione ed occhio a non scottarvi! ;-)

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Higurashi. When they cry: visual novel, violenza e orrore gratis su iPhone e iPod Touch


In occidente le visual novel non hanno mai attecchito, è un dato di fatto oggettivo; questo genere decisamente particolare, a metà tra manga, romanzo e videogioco, gode di scarsissima fama al di fuori dell’arcipelago nipponico. In patria tuttavia la questione sembra diversa, tanto che nel solo 2006 le visual novel hanno costituito circa il 70% della totalità dei titoli pubblicati per PC.Un commercio da non sottovalutare, aiutato tanto da fan pronti ad affezionarsi seriamente a storie, protagonisti e prodotti, quanto da un’oggettiva semplicità di realizzazione che premia idee narrative e character design prima ancora che la realizzazione tecnica.

Una piccola schiera di appassionati tuttavia sembra esistere anche in occidente, tanto da rendere possibile la pubblicazione da parte di SEAMS e Mangagamer, di Higurashi.When they cry su iPhone e iPod Touch in lingua inglese. In questo non gioco l’unica libertà lasciata al giocatore è quella di decidere quando girare pagina per far avanzare la storia o salvare per poter riprendere la lettura da dove la si era interrotta, nel più puro stile visual novel; praticamente un libro, con illustrazioni e musiche, nulla di più.

Nonostante le premesse possano far storcere il naso, Higurashi.When they cry è considerato un vero capolavoro nel proprio genere e costituisce un esempio di come un simile prodotto possa essere declinato in decine di altre forme, dando vita a una vera e propria macchina commerciale di grandi dimensioni. Prodotta nel 2002 dal circolo amatoriale 07th Expansion con NScripter (un tool gratuito disponibile sul web), la serie è stata trasposta in fumetto, animazione e film dal vivo; ricevendo conversioni per quasi qualunque console esistente: dalla Playstation 2 al Nintendo DS, approdando finalmente anche su iPhone e iPod Touch, in versione giapponese e inglese.

Merito del successo va probabilmente cercato nella trama, cupa e violenta, che crea un forte contrasto con un character design volutamente naif e super deformed.Trama talmente riuscita da aver creato un piccolo caso in patria, quando nel 2007 una ragazzina uccise il padre, funzionario di polizia, servendosi di una mannaia, esattamente come accadeva nel corso di un episodio della serie animata in onda in quel periodo.

Protagonista della vicenda è Keiichi, un ragazzino di Tokyo che si trasferisce in un sonnecchioso e calmo paesino di campagna. Qui farà la conoscenza di un gruppetto di ragazze che frequentano la sua stessa scuola e verrà coinvolto in una serie di brutali omicidi che hanno a che fare con un’antica maledizione, in un crescendo di tensione e crudeltà psicologica, dove nulla è come sembra e l’innocenza nasconde sempre un lato oscuro.

Anche le modalità narrative hanno probabilmente contribuito alla diffusione della serie: la vicenda è divisa in otto episodi, a loro volta divisi in “Question arcs” e “Answer arcs” dove i primi servono a introdurre il giocatore all’ambientazione e porre i misteri che verranno svolti nel corso dei secondi, creando così una struttura duale di botta e risposta che ben si adatta ai temi della saga.

L’oscurità della visual novel è evidenziata già dal titolo originale giapponese quell’ Higurashi no Naku Koro ni traducibile come “Quando piangono le cicale“; vale la pena di notare che il termine “naku” presente nel titolo può indicare sia un verso animale, sia il pianto umano e che nella versione originale la sillaba “na”, che da sola indica una situazione  macabra o di attesa infausta,  è indicata in rosso, al fine di comunicare tutta l’inquietudine presente nel romanzo.

Per quanto riguarda lo svolgimento della storia, Higurashi. When they cry gioca benissimo sul creare tensione nel lettore: il racconto è fluido e lo stile semplice e pulito: inizialmente si avrà la sensazione che qualcosa non vada, che si trasformerà in breve in un piacevole senso d’inquietudine fino ad arrivare al brivido di un finale crudele e violento. Higurashi. When they cry non è un videogioco e non è un romanzo, ma non pretende di esserlo. Non ci saranno pagine degne di Dostojevski, ne’ una giocabilità degna di Kojima, ma il risultato finale, nonostante e forse a causa di una grafica e un design dei personaggi caricaturale e infantile, riesce ad arrivare esattamente dove deve, lasciando il lettore con molti interrogativi e la voglia di saperne di più; per soddisfare la quale bisognerà aspettare l’uscita dei sei episodi ancora in via di sviluppo.

La scelta per la pubblicazione del titolo su iPod Touch e iPhone rispetta la suddivisione iniziale in episodi, i primi due sono già presenti su App Store, il primo scaricabile gratuitamente, il secondo al prezzo di 2,99 euro, un costo poco oltre la media per una durata intorno alle 7 ore a episodio (ma dipende quanto velocemente riuscite a leggere, ovvio). In aggiunta alla storia sono presenti una serie di brevi capitoli di approfondimento dedicati ai vari personaggi.

Higurashi. When they cry non è un prodotto per tutti, anzi. Quei pochi che potrebbero sentirsi interessati in una sorta di piccolo manga narrativo da godersi su iPhone e iPod Touch tuttavia potrebbero trovarsi tra le mani la sorpresa dell’estate: un romanzetto dalle atmosfere lugubri e cruente che non mancherà di procurare qualche piacevole brivido gelido nelle calde notti estive.

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Due mesi senza TV – breve resoconto di un’astinenza forzata da console casalinghe


Nota: questo articoletto non esprime alcun concetto o approfondimento, non rivela al suo interno alcuna verità assoluta sull’universo videoludico, non vi dirà chi siete, che console dovete comprare o qual’è il gioco di cui non potete proprio fare a meno. Quindi, qualora cercaste qualcosa di realmente interessante da leggere, vi rimando direttamente alla nostra pagina delle recensioni, in questo periodo fiorente come non mai! :)

Il trasloco (o pseudo-tale, nel mio caso) è un evento dalle conseguenze curiose: si ritrovano tante cose che si credevano perdute, se ne cestinano altrettante, e spesso mette di fronte a scelte inattese.

Un esempio è l’essere costretti, per motivi di spazio, a liberarsi del mastodontico televisore CRT che prima era totalmente dedicato ai videogiochi: l’occasione ideale per passare ad una TV piatta, che mi introduca ai tanto decantati fasti dell’alta definizione. Peccato che si scontri con una poderosa mancanza di denari causata, fra le altre cose, dalle spese connesse al trasloco stesso…”ma durerà poco, no?”

No. Così è più o meno dai primi di Giugno che sono senza un televisore degno di tal nome, o almeno di uno per cui possa valer la pena perdere un pomeriggio a cablare ed posizionare tutt’e tre le console di questa generazione. E con Alan Wake ancora da inserire la prima volta nella 360, mannagg’ !!

Benchè siano ormai anni che non passo una giornata intera di fronte ad un gioco, finora le mie brave console sono sempre e comunque state lì, collegate e pronte a darmi la mia dose di divertimento alla bisogna, fossero anche i 5 minuti del Rogue-like casualmente scovato fra gli indie del Marketplace e ritagliati fra un impegno e l’altro; così dopo un mesetto ho iniziato ad avvertire i primi sintomi di astinenza (frase messa ad hoc perchè Panorama ci peschi per uno dei sui fantastici dossier sui videogames :) ), o quantomeno ho iniziato a percepire la spiacevole impossibilità di poter giocare -almeno potenzialmente- in qualunque momento, in modo non dissimile da quanto mi succede quando mi viene precluso l’accesso ad una chitarra per più di 6-7 giorni.

Scontato quindi il tentativo di rivolgersi a succedanei d’emergenza, nel mio caso PC e Nintendo DS.

Con il primo non giocavo più dai tempi di Oblivion (videoludicamente un eone fa!), salvo qualche gioco indipendente non giocabile altrimenti ed estemporanee sessioni con il MAME. In pratica per me era diventato realmente quell’accozzaglia di scuse con cui un tempo si cercava di convincere i genitori all’acquisto di un C64 o un Amiga: “mi serve per studiare!” “ci si può disegnare!” “vedi, insieme danno anche il programma per scrivere ed un utilissimo foglio elettronico!”

Scuse che peraltro decadevano mestamente quando i detentori del denaro chiedevano che cosa fosse, un “foglio elettronico”..

Comunque necessità fa virtù, e così ne ho approfittato per provare due recenti offerte gratuite di Steam, ovvero Portal e Alien Swarm. Per quel che riguarda il primo devo dire che -al di là della scomodità e di una certa disonestà intrinseche nel concetto stesso alla base di Steam- gira bene ed è un gran gioco, ma la combinazione WASD+mouse, una volta tanto comoda, ora per il sottoscritto è diventata un vero incubo: abituato all’ergonomicità dei joypad, ho perso la capacità di stare per ore con la mano in quella contrazione spastica che in medicina viene detta “mano da ostetrico” e che è fondamentale per i giocatori di FPS su computer, specie per chi è dotato di notebook.

mano da ostetrico

La "mano da ostetrico" o Segno di Trousseau

Alien Swarm poi mi ha definitivamente riportato alla triste realtà: al di là della grave mancanza di una vera componente single player, la  giocabilità à la Robotron ha ancor di più acuito la nostalgia dei due stick analogici, mentre l’auto-settaggio della grafica su livelli qualitativi infimi mi ha riportato alla mente tweaks, schede grafiche, la carenza cronica di RAM e tutto quello che a suo tempo mi aveva convinto ad abbandonare il PC come piattaforma da gioco.

Scottato, mi sono quindi rivolto verso i familiari lidi del Nintendo DS.

Rispetto a quando ero bambino, non sono più un giocatore “portatile”: la consolina Nintendo passa la gran parte del suo tempo a casa, ed è qui più in virtù delle sue peculiarità e della nintendosità dei suoi giochi che non per la reale necessità di avere del divertimento elettronico facilmente trasportabile.

Pur di non rientrare nel tunnel di Animal Crossing, mi sono trovato a rimettere le mani e finalmente a terminare New Super Mario Bros. … il problema è che come sempre, uno desidera quello che non può avere, e così mentre saltellavo tra una piattaforma e l’altra, la mente ripensava a quanto vissuto e quanto c’è ancora da fare nel Ferelden, a Saren il taditore ancora vivo e libero, a quel poco che ho visto di Faranga e, soprattutto, a quanto avrei voglia di visitare per la prima volta Bright Falls.

Mi sono quindi scontrato, nel modo più brutale possibile, con i limiti della console che tengo fra le mani la quale, pur apprezzabilissima, solo in rarissimi giochi (che peraltro mi sono già bruciato) è riuscita finora a creare mondi adulti e coerenti come quelli di cui sento tanto la mancanza in questi giorni. Un compito improbo per la piccola macchina a due schermi, reso ancor più difficile dal suo essere una console portatile, e quindi per sua natura meno immersiva di quanto non possa essere un salotto in penombra, con uno schermo delle giuste dimensioni ed un giocone in cui perdersi.

E sono da capo, con tanta voglia di giocare con PS3, Wii e 360 che, scollegate, mi guardano sprezzanti della mia carenza pecuniaria dalla loro provvisoria sistemazione sotto il tavolino del salotto, mentre dietro resta un’imbarazzante buco nella libreria pronto per accogliere la sospirata TV che sembra non arrivare mai.

Così mi ritrovo a scrivere uno sconclusionato editoriale su ITG, un po’ per occupare il tempo, un po’ perchè questi due mesi mi hanno fatto capire che la passione è passione, e quando si fa sentire è bello poterne parlare con chi ti capisce, anche quando non hai grandi concetti da esprimere. :)

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Virtual Bloodsucker [The Sims 3 vi trasforma in vampiri!]


Il mondo di The Sims 3 continua ad avvincervi e convincervi? Bene, perchè Electronic Arts non ha alcuna intenzione di lasciar scemare la vostra dedizione, tutt’altro! Da questo autunno potrete infatti acquistare The Sims 3 Late Night Expansion Pack, aggiunta al gioco principale che vi farà gustare i piaceri della vita notturna. Sentite come Scott Evans, General Manager del The Sims Studio, batte il tamburo dell’entusiasmo:

The Sims 3 Late Night offre moltissimi modi per condurre una vita più pepata rispetto alla classica giornata da Sim, come ad esempio flirtare con celebrità sul tetto di un grattacielo, fare impazzire la folla con la vostra band musicale, o diventare il miglior barista nel lounge bar più figo della città.”

Tutto molto bello, certo. Ma se un giorno vi venisse voglia di trasformarvi nell’ Edward Cullen di turno? Insomma… di diventare autentici vampiri? Anche questo è possibile! Il team di sviluppo ha implementato un intero sistema di cultura vampirica nel quale immergervi, consentendovi di stare allegramente con un piede nel regno degli umani ed un altro in quello degli immortali succhiasangue… Con tutte le implicazioni del caso.

Prezzo e data di uscita del pacchetto restano ancora imprecisati, ma il tutto – lo ribadiamo –  giungerà in autunno. D’altra parte si sa, i vampiri non hanno molta simpatia per il solleone…

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Il finto Easter Egg di Call of Duty Modern Warfare 2 ! [Video Divertente]


Ma quanto ci piacciono gli easter eggs nei videogiochi? Qui ad Inside the Game li adoriamo, perchè sono veri e propri atti d’amore degli sviluppatori nei confronti dei loro affezionati clienti: noi giocatori. Alcuni giochi ne sono pieni, mi viene da pensare ai titoli Valve o Bungie, altri ne hanno pochissimi e segretissimi (chi ricorda l’uomo seduto al gabinetto nel primo Gears of War?), altri ancora sono stati gradite sorprese, come Just Cause 2 (mica vi sarete persi la top ten degli easter eggs più divertenti di Just Cause 2 vero?), ma purtroppo alcuni videogiochi ne sono privi.

E quindi, come Internet in questi anni ci ha insegnato, che si fa quando una  cosa non esiste ma in tanti vorrebbero vederla? Semplicemente la si inventa, magari portando a sostegno della propria tesi anche un video di ottima fattura…questo è l’esempio del caso di oggi, e di un ragazzo inglese che ha creato ad hoc un video per un finto easter egg di Call of Duty Modern Warfare 2.

Siamo nella mappa Underpass, e il ragazzo ci mostra chiaramente come, sparando in un determinato ordine ad una porta della mappa, sia possibile far uscire una casalinga innervosita dal rumore degli spari pronta a farci fuori! Vi lasciamo al video che sicuramente vale più di mille parole, ma vi ricordiamo ancora una volta che si tratta di un fake bello e buono, quindi non provateci perchè tanto non riuscirete a vedere nulla!!!

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Come avere un’idea brillante…e frullarla nel cesso! [Recensione Alpha Protocol 360/Ps3/Pc]


Il mio rapporto con Alpha Protocol è stato davvero singolare… L’ho aspettato per mesi interi e me lo sono accaparrato al day one sicuro di avere tra le mani un capolavoro, per poi arrivare a casa e vedere sogni e aspettative di un intero anno distrutte nel giro di qualche ora di gioco (alcuni utenti del forum di Inside The Game ricorderanno con simpatia il mio post di demolizione del suddetto titolo).

Giusto il tempo di comprendere l’errore di acquisto e subito AP è ritornato al negozio ed è entrato a far parte del mio pre-order di Super Mario Galaxy 2. Il Fato però gioca brutti scherzi e ha voluto che, proprio nel giorno in cui nei negozi usciva Crackdown 2, mi venisse regalato nuovamente Alpha Protocol: era venuto il momento di giocarlo seriamente.

Il gioco, sviluppato da Obsidian Enterteinment (cui facciamo un enorme in bocca al lupo per Fallout: New Vegas), si presenta come l’unico gioco di ruolo ambientato ai giorni nostri con una storia di spionaggio e tradimenti degna del miglior Mission Impossible, e come idea non si può negare che sia dannatamente intrigante! Quindi veniamo introdotti al protagonista della nostra storia, l’agente Michael Thorton. Non abbiamo grande scelta sull’aspetto fisico ma è possibile decidere che tipo di addestramento abbia ricevuto all’Accademia (in soldoni, possiamo sceglierne la classe), e così si può optare per uno specialista dell’infiltrazione, un tecnico della decrittazione, un Rambo tutto mitragliatrici e fucili a pompa e, se proprio vi volete del male (e io me ne sono voluto tanto), una Recluta spoglia di qualsivoglia conoscenza del suo mestiere, e quindi spesso e volentieri incapace di colpire un camion con un bazooka.  Un consiglio spassionato da uno che ha capito troppo tardi: se avete intenzione di giocare a difficoltà Difficile NON fate la recluta, perchè il gioco diventa seriamente impossibile e non vi permette di andare avanti!

Comunque, come ogni buon rpg che si rispetti Alpha Protocol presenta una trama estremamente interessante impreziosita da numerosi flashforward che vi permettono di capire come si evolverà la storia ma senza spoilerare nulla. Ogni azione del giocatore avrà ripercussioni sullo sviluppo della trama, e in questo Obsidian ha davvero colto nel segno! Così se durante una missione deciderete di uccidere un poliziotto che magari è armato, ma non colpevole, alcuni personaggi saranno colpiti dalla vostra freddezza mentre altri rimarranno disgustati e difficilmente vorranno avere a che fare con voi in futuro; e ancora, se durante un livello vi capiterà di trovare un file o un documento riguardante una certa persona, questo sbloccherà nuove finestre di dialogo da utilizzare per i vostri scopi (ad esempio un obiettivo richiede di provocare un certo nemico per spingerlo ad una lotta mortale, e per riuscire a realizzarlo ho dovuto prima raccogliere il 100% delle informazioni su di lui in modo da poterlo  ricattare a dovere nel corso del confronto finale).

Togliendo però la parte spiccatamente rpg (che tra morale, esperienza, abilità sbloccabili e finali differenti è davvero ben fatta), Alpha Protocol presenta alti e bassi (più bassi che alti a dire il vero) che minano pericolosamente l’esperienza di gioco, perchè l’aspetto prettamente ruolistico che interessa il pre-missione lascia il passo ad una vena action durante le incursioni di Michael che è davvero realizzata malissimo!!! Non ci sono scuse, dai frequenti fenomeni di tearing all’Unreal Engine utilizzato in maniera pessima, le fasi action sono giocabili solo da chi, appassionato di gdr, sia disposto a passare sopra numerosi bug e glitch pur di godersi la trama! E così, capita spessissimo che una fase di combattimento corpo a corpo veda il nemico entrare letteralmente nel corpo di Michael, che una scarica di mitra sparata ad un metro da un soldato non intacchi minimamente la sua corsa forsennata verso di voi o ancora, cosa che è capitata al sottoscritto, che l’ultimo boss del gioco se ne stia comodamente in piedi davanti a voi senza alzare un dito o mostrare la minima reazione mentre lo devastate di headshots!!! Proprio l’Intelligenza Artificiale è una delle più grandi pecche del gioco, dato che i nemici, per quanto lontani da voi, faranno sempre di tutto per corrervi incontro e picchiarvi a mani nude! Scordatevi coperture e guerra di trincea, dopo un paio di appostamenti il vostro antagonista di turno si lancerà di corsa verso Michael, anche se questo significa per lui attraversare una parte di livello completamente privo di difese (ed infatti il più delle volte verrà castigato nel tragitto!). In più, non si sa come, i nemici riescono sempre a sentirvi, anche se di spalle e lontani, con la conseguenza che chiunque (come me prima di provare il gioco) nutra la speranza di giocare alla Splinter Cell si debba ricredere nel giro di un paio di missioni…è molto molto più facile partire col fucile spianato che fare le cose con calma, tanto il risultato è comunque una sanguinosa sparatoria!

Tutto l’impianto del gioco è un fenomenale copia-e-incolla da Mass Effect, ma il titolo Obsidian non è degno nemmeno di guardare da lontano il capolavoro Bioware. Qualsiasi elemento di Alpha Protocol, dal sistema di dialogo alla gestione delle abilità, non è altro che una scopiazzatura venuta male delle avventure di Shepard, e spesso con risultati imbarazzanti! Anche qui, come in Mass Effect, è possibile portarsi a letto le belle figliuole delle varie missioni ma, anziché farvi vedere un accenno di pomiciata, il gioco oscura tutto addirittura prima del bacio!!!! Insomma un titolo dal PEGI 18+ che sembra sviluppato da educande alle prime armi.

Il problema più grande di Alpha Protocol però è la scarsa immedesimazione che il giocatore prova nel vivere le avventure di Thorton…Il protagonista è sì carismatico, ma il più delle volte sembra un freddo pallone gonfiato che difficilmente vi rimarrà nel cuore nei mesi a venire. Stesso dicasi per tutti gli altri personaggi, troppo legati a clichè per risultare interessanti e assolutamente poco incisivi (talmente poco incisivi che non ho esitato a farli fuori tutti nel corso dell’avventura). Unica nota positiva nella fiera della banalità è Steven Heck, un sociopatico che in più di un’occasione vi strapperà larghi sorrisi con i suoi discorsi sulle torture e le donne (irraggiungibile il momento in cui vi racconta di un suo battibecco con una ragazza, e di come le abbia dato fuoco subito dopo!).

In definitiva, dopo fiumi di parole forse addirittura ingiustificati per un titolo del genere, ne consigliamo l’acquisto? La risposta è più no che sì, dipende tutto da voi! Se siete appassionati di giochi di ruolo Alpha Protocol ha alcuni assi nella manica  per farvi passare momenti divertenti (a patto che accettiate qualche compromesso nel gameplay), se invece siete patiti di action o comunque siete molto esigenti anche quando si parla di un genere a voi caro, evitatelo assolutamente e passate ad altro. Più in generale, Alpha Protocol non vale minimamente i 69 euro a cui è venduto…se volete dargli una chance aspettate che il suo prezzo venga abbassato di brutto!

E tutto questo ci porta a te, cara Obsidian: hai creato un nuovo ip che sulla carta era un potenziale capolavoro e lo hai realizzato malissimo….vedi di non ripetere lo stesso errore con la serie di Fallout, altrimenti l’allegra cricca di Inside The Game (che davanti a giochi brutti di allegro ha ben poco) potrebbe seriamente venire a farti visita armata di Bullock e machete….uomo avvisato…

Trofei e Obiettivi Ps3/Xbox 360

Incredibilmente la lista di achievements di Alpha Protocol è il miglior elemento del gioco! Concludere la trama principale vi assicurerà almeno la metà dei riconoscimenti mentre per sbloccare gli obiettivi più dettagliati ahimè sono necessarie più partite, dal momento che alcuni di essi risultano antitetici tra loro (ad esempio per “Giudice, Giuria e Boia” dovete far fuori tutte le persone con cui avete a che fare, mentre per “Thorton Inc.” dovete rendere vostro alleato ogni nemico incontrato nelle missioni della trama principale!). Se non fosse per alcuni trofei resi impossibili dai bug del gioco (come finire 6 missioni intere senza allertare i nemici) o addirittura non sbloccabili a causa di glitch (come l’obiettivo “Non c’è tempo per l’amore” che richiede al giocatore di non fare mai sesso in tutta l’avventura e che il sottoscritto, dopo una partita di privazioni, non ha ricevuto) la lista achievements di Alpha Protocol sarebbe davvero eccellente!

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L’erede di King’s Quest è gratuito! [The Silver Lining inside]


Quando Phoenix Online, piccolo team formato interamente da non professionisti, annunciò di aver ricevuto il via libera da Activision per la distribuzione di The Silver Lining, stentavamo a credere alle nostre orecchie: il progetto, nato come seguito cronologico della saga di King’s Quest (non serve che ricordarvi di che si tratti, giusto?), fu infatti osteggiato sia da Vivendi che dalla stessa Activision con ben due notifiche di cease and desist. Solo in tempi recenti l’azienda di Bob Kotick ha cambiato idea, approvando la distribuzione dell’avventura amatoriale a patto che il marchio di King’s Quest non venisse citato.

Fatta eccezione per questo particolare, The Silver Lining ripropone con ammirabile devozione ambienti, personaggi e situazioni tipiche della storica serie di AVG, con tanto di dedica iniziale a Roberta Williams (la quale ha personalmente dato il proprio placet definendo The Silver Lining ”un’avventura bellissima”). Siete anche voi ansiosi di tornare al castello di Daventry e conoscere i misteri della sua ricca famiglia? Allora non vi resta che collegarvi al sito ufficiale e dopo una rapidissima registrazione, scaricare il primo episodio in un pacchetto da 356 MB.
Ricordiamo che The Silver Lining è un progetto completamente gratuito, e che tale resterà sino al completamento dei cinque episodi previsti.

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Final Fantasy XIV ha una data e una Collector’s Edition [informazioni sulla limited]


Amanti dei MMORPG unitevi! Square-enix ha annunciato ufficialmente che la versione PC di Final Fantasy XIV uscirà il 30 settembre 2010! Il gioco è infatti terminato e quasi pronto per la vendita, e siamo sicuri diventerà la droga degli appassionati di gdr online, visto che fino ad ora si sono viste attraverso i tralier molte idee interessanti e una grafica di tutto rispetto.

Notizie un po’ meno buone invece per la versione Ps3, il cui sviluppo procede a rilento  a causa proprio della priorità data allo sviluppo Pc, quindi niente data di uscita per ora e possiamo solo ipotizzare un primo trimestre 2011…

Comunque, se siete intenzionati ad accaparrarvi una copia Pc, sappiate che Square-Enix metterà in vendita due versioni del gioco:

Standard Edition (49 euro): conterrà ovviamente il gioco, 30 giorni di gioco gratuiti e, come bonus per i pre-order, l’oggetto speciale “Garlond Goggles”.

Collector’s Edition (74,90 euro): Conterrà gioco + oggetto speciale Onion Helm + accesso ai server 8 giorni prima rispetto all’uscita della standard edition + dvd con i contenuti speciali + un security token (evidentemente per la sicurezza dell’account) + diario rilegato in pelle + un codice seriale per ricevere un esclusivo certificato di diritto di passaggio (non chiedeteci cosa sia) + la cover del gioco illustrata da Yoshitaka Amano + 30 giorni di gioco gratuiti (ricordiamo che l’accesso ai server di Final Fantasy XIV costerà 13 euro al mese).

Chi di voi si fionderà nel regno di Eozrea al day one? Io, in virtù del fatto che temo l’ “effetto World of Warcraft“, no di certo….conosco i miei limiti!!!

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Il viaggio al centro della vagina prosegue… forse [trailer Privates]


Vi ricordate di Privates, lo sparatutto ambientato dove non batte il sole?
Sostanzialmente un divertente e irriverente sparatutto alla Metal Slug, ambientato all’interno del corpo umano con molto carattere e ancor più voglia di stupire e shockare le mamme di tutto il mondo.

Non si era visto granchè, giusto un paio di screenshot che mostravano i buffi protagonisti, dei soldati con dei copricapi/preservativi, intenti a entrare… in una vagina per iniziare la loro esplorazione.
Il problema principale dello studio responsabile di questa follia, Zombie Cow,  è stato il brusio sollevato dall’annuncio del titolo, che secondo le attuali regole in merito alla pubblicazione di titoli da scaricare per Xbox 360 non permetterebbe di vederlo sulla console Microsoft.

Oggi che il trailer è disponibile, possiamo ammirare in tutto il loro splendore le varie parti del corpo in cui affronteremo orde di… spermatozoi et similia, il tutto in un tripudio di colori e umorismo che, a titolo strettamente personale, apprezzo molto.
Purtroppo nessuna novità sulle piattaforme di uscita, per cui rimane essenzialmente la finestra PC, con quel “coming, soon” a lasciarci qualche speranza.

Prego notare come una singola e innocua virgola, se ben piazzata a fine trailer, può far trasparire lo spirito dietro un prodotto ;)

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