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Super Mario Bros giocato con gli occhi [video periferica eye movement]


Una volta si diceva: “il futuro è la realtà virtuale“. Poi la VR è arrivata e non era il futuro. Allora si è passati a: “Il futuro sono i controller basati sul movimento“. Sono arrivati anche quelli insieme al Wii e dopo qualche anno ci siamo accorti che non sono il futuro. E allora, quale sarà il futuro? Al 100%, dopo questi “indizi”, non sarà una periferica basata sul movimento degli occhi come quella che state vedendo in questo video. Nonostante sia molto affascinante pensare di poter guidare con gli occhi uno sprite su uno schermo, credo che la scomodità intrinseca di dover spostare gli occhi da una parte per muoversi ma dover comunque guardare il televisore… Quindi lasciamo perdere i commenti tipo “questa cosa è il futuro” perchè ve lo dice AKirA, questa cosa è semplicemente un esperimento.

Un esperimento delWaterloo Labs ad Austin, Texas sviluppato da alcuni ricercatori che sono riusciti a far interagire loro stessi e anche qualche “passante” con Super Mario Bros, il primo per Nintendo NES, solamente tramite il cosiddetto “eye movement”. Il video spiega bene anche scientificamente come ce l’hanno fatta: l’occhio ha una parte positiva e una parte negativa. Gli spostamenti di queste due parti provocano alcuni scompensi a livello elettrico che possono essere tracciati e quindi codificati ad una lettura digitale. Insomma, tradotto: hanno collegato dei sensori alla faccia di un tizio e poi al pad del NES… e tutto “funziona”!

[via: Gizmodo - Modded Nintendo Lets you Play Mario with the Eyes]

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La PSP Go! leggerà gli UMD? [secondo me, no]


Inutile ripetere che dal suo annuncio, il percorso dell’ultima versione della console portatile di Sony è stato in salita. L’ eliminazione del supporto UMD ha reso la PSP Go! una delle console più odiate degli ultimi anni, tanto dai videogiocatori quanto dai negozianti.

Che le cose siano destinate a cambiare?

Secondo alcune indiscrezioni Logitech sarebbe al lavoro su una periferica per rendere possibile l’utilizzo degli UMD anche sull’ultima arrivata di casa Sony.

Un rumor immediatamente smentito dalla divisione UK dell’azienda, che ha affermato di non avere alcun piano al riguardo; ma si sa, nell’industria videoludica spessissimo rumor e smentite hanno lo stesso valore.

Onestamente sono sicuro che l’idea sarebbe accolta a braccia aperte da parecchi giocatori, contenti di poter finalmente riprendere in mano i vecchi “dischetti” senza dover scaricare e pagare nuovamente qualcosa di già acquistato. A un’analisi un po’ approfondita però, la faccenda non sembra reggere.

Il primo problema è puramente economico: non penso che la produzione di lettori UMD costi pochissimo, e vista la disponibilità sul mercato di ben tre vecchi modelli della console, Logitech dovrebbe vendere la periferica a un prezzo che sia inferiore al centinaio di euro: sarebbe possibile?

Un’altro problema è quello logistico: quanto sarebbe grande un aggeggio del genere? Come si collegherebbe alla console? In questo campo, lo ammetto, sono un profano assoluto, ma non mi sembra che sulla PSP Go! ci siano buchi che permettono una cosa del genere; mi si corregga se sbaglio.

Last but not least bisognerebbe sempre fare i conti con mamma Sony, che potrebbe non essere del tutto contraria all’iniziativa, vista una certa politica di laissez faire nei confronti delle periferiche sviluppate dalle terze parti e i dati di vendita non eccelsi della console.

D’altra parte l’accettare una cosa del genere sarebbe una grossa ammissione di colpa da parte della casa giapponese, che ammetterebbe implicitamente di aver intrapreso una strada completamente sbagliata; e in ambito videoludico marketing e immagine rivestono sempre un ruolo fondamentale.

Conclusione? A me pare una bufala bella grossa e poco altro. E voi cosa ne pensate?

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Bayer annuncia la periferica per DS che tiene d’occhio il diabete [quando i videogiochi fanno bene]


didget.jpgLa notizia è fresca fresca : la casa farmaceutica Bayer sarebbe interessata a sviluppare una periferica per il Nintendo DS in grado di aiutare i bambini diabetici a ricordarsi la lettura giornaliera del glucosio. L’idea, particolare ma molto utile, nasce dal presupposto che spesso i bambini affetti da diabete tendono a dimenticare un compito noioso come la misurazione del proprio livello di glucosio; perchè quindi non aiutarli con un videogioco, non legato alla loro condizione, che premi la costante monitorizzazione con bonus e contenuti sbloccabili? Il tutto sarà possibile grazie a una periferica chiamata Didget da inserire nello slot 2 del Nintendo DS, atta proprio a svolgere l’esame di cui sopra.

Read the full story

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Guitar Hero World Tour: una passione strozzata? [recensione]


Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone

Ed ora buttiamoci nel vivo del post.

Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?

Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.

E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.

Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire?  Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?

Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.

Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!

La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonare veramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare  a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.

Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.

Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.

Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.

Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.

Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite ;) . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.

Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando ;)

E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! :) Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…

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Controlli mentali per videogiochi


Come molti già sanno la tecnologia chiamata “realtà virtuale” è stata un fallimento: doveva essere una nuova frontiera dell’intrattenimento elettronico grazie alla totale immersione nelle tre dimensioni ma i costi realizzativi e soprattutto lo scarso livello grafico ottenibile con le macchine dell’epoca hanno fatto praticamente naufragare gli investimenti.

Non che le idee in tal senso siano ferme e lo sviluppo congelato: molti studi stanno andando avanti per avvicinare sempre di più la virtualità alla realtà. Il problema è che la grande avanzata tecnica dei videogiochi da casa ha chiuso le porte del mercato puramente enterntainment alla realtà virtuale. Si continua a sperimentare scientificamente per un utilizzo medico o industriale, ma i cabinati di VR non saranno certo all’ordine del giorno in un prossimo futuro. Semplicemente perchè, come affermato qualche riga sopra, basta un buon televisore e un dolby, magari unito a una forte dose di immedesimazione, per far sembrare il proprio salotto già abbastanza realistico grazie ad un Xbox360o Playstation 3. Addirittura con il Wii si possono mimare i movimenti nella realtà, riproducendoli nella virtualità. Chi ha più bisogno di elmetti alla “Il tagliaerbe”?

Ecco però che l’umanità sta per compiere ancora un nuovo balzo in termini di interazione. Per la fine di quest’anno verrà commercializzato un caschetto che tramuta le onde cerebrali e gli impulsi del cervello in comandi. Grazie ad un giroscopio per controllare i movimenti della testa e ad un sensore per captare appunto l’attività mentale, con questa periferica permetterà, stando a sentire i produttori Emotiv, l’utente sarà in grado di interagire mentalmente con il computer o un videogioco. Nella maniera più intuitiva di sempre: semplicemente pensandoci!

L’applicazione di una simile invenzione nei videogiochi lascia totalmente sbalorditi: potremo addirittura trasmettere le nostre emozioni nei vari mondi virtuali entrando interamente in sintonia con gli altri giocatori presenti.

Emotiv, che è una società di neuro ingegneria, ha assicurato che il caschetto riuscirà in maniera non invasiva a leggere gli impulsi dei circa 100 miliardi di cellule nervose presenti nel cervello (chiaramente non tutti gli esseri umani le usano allo stesso modo ;) ) per riprodurre almeno 30 differenti emozioni, azioni e espressioni. Queste, unite alla possibilità di puntare ai vari punti dello schermo solo spostando la testa potrebbero fare di questo gingillo da 300$ un vero e proprio oggetto di culto che via USB trasporterà la nostra mente “Inside The Game”, dentro al gioco.

Ora l’unica domanda per voi è: ma non staremo esagerando? :)

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Air Guitar Hero!!!!


[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=kKCmo8QCt6w&rel=1]

Avrete notato che dopo il week end di silenzio del blog ora sono tornato con le vere e proprie “bombe” che mi hanno contraddistinto in questi due mesi di vita da blogger. La segnalazione di oggi vi farà veramente arrivare la mascella fino a terra, quindi preparatevi a reggerla.

Avete presente Guitar Hero? Ma si non fate i finti tonti, ne abbiamo anche parlato in un vecchio post. Comunque è un gioco in cui si maneggia una chitarra di plastica simulando di “suonare” grandi pezzi Rock. Un rhythm game con una periferica molto carina e una track list da paura, niente di più.

Ora spostate la vostra attenzione sull’air guitar. Cos’è? Facile. Avete presente a quelle persone che, da sole nella loro cameretta, mentre ascoltano una canzone particolarmente coinvolgente, chiudono gli occhi e si dimenano in una performance chitarristica senza strumento come in preda ad un raptus sonoro insistente? In pratica l’air playing è l’arte di immaginarsi su un palco mentre una folla adorante si scatena ad ogni singola nota “suonata”, nell’aria. E pensate che ci sono anche campionati!!!

Ora unite Guitar Hero e l’Air Playing. Cosa ottenete? Ciò che avete appena visto nel video, una periferica (l’Air Guitar Hero), che verrà venduta all’irrisorio prezzo di circa 30$ che servirà per fare dell’Air Playing “reale” e quindi per far suonare le proprie canzoni preferite a ritmo di manate nell’aria! S T R E P I T O S O ! ;)


P.S.Oggi ho scritto un post sul Blog di The Blog TV relativo al MacWorld 2008, che tra poche ore ospiterà il famoso Keynote di Steve Jobs, durante il quale probabilmente verrà annunciato un nuovo portatile della mela morsicata. Andatelo a leggere!

P.P.S.Io e Revng volevamo formalmente scusarci per la mancata messa in onda ieri della puntata 3 del Bar dell’Esport e Dintorni. Purtroppo io personalmente sono collassato sul letto dopo il viaggio di ritorno da Bolzano.

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