FIFA e PES (Pro Evolution Soccer) sono, da sempre o quasi, i videogiochi numero 1 e numero 2 più venduti in Italia alla fine dell’anno. Chiaro come il sole che nel nostro paese ci sia qualcosa che non va Calcio in TV, calcio sui giornali, calcio nei videogiochi: basta usare questa parola magica di cinque sei lettere e tutto il resto è “inutile”. Questo blog se fosse stato sul calcio, probabilmente, farebbe molte più visite… ma questa è un’altra storia. Anche e soprattutto perchè, se questo blog fosse sul calcio e fosse scritto comunque dalle stesse persone, si parlerebbe solo di A.S. Roma e quindi chissà… magari non sarebbe poi così letto Tra l’altro a Fucktotum verrebbero le vene varicose ogni lunedì o quasi, quindi, meglio così: meglio Inside The Game che Inside The Football!
La notizia di oggi riguarda Ubisoft anche se non certo una novità dell’ultim’ora. Anche il colosso francese vuole una fetta dell’immensa torta che riguarda le simulazioni calcistiche. Azz… cosa ho scritto? Simulazioni calcistiche? Beh, non è proprio esatto.
Pure Football, infatti, il videogioco di prossima pubblicazione (Maggio 2010) non sarà una vera e propria simulazione di una partita di calcio bensì un qualcosa alla “FifaStreet“, quindi con un’attitudine un po’ più arcade e un po’ più scanzonata. Come primo passo verso la direzione dei videogiochi calcistici, ovviamente, è qualcosa di più semplice rispetto a programmare un “terzo incomodo” nella guerra che anno dopo anno sconvolge il mondo conosciuto e che si combatte tra Konami e ed Electronic Arts a suon di licenze, colpi speciali, falli di mano e intelligenza artificiale.
Il titolo vedrà la partecipazione di circa 200 star (ho usato questa parola sovapprensiero ma, ora che ci rifletto, è veramente adatta) del calcio mondiale. Le squadre in gioco saranno composte da 5 elementi (quindi si “simulerà” in un certo modo il calcetto) e il gameplay del titolo probabilmente non sarà del tutto “assurdo” come Fifa Street (con colpi speciali molto al di là delle possibilità offerte dalla fisica dei corpi) ma adrenalinico allo stesso modo.
Che dire, sinceramente non sono un calciomane ma i titoli di questo tipo mi divertono da morire. Inoltre Ubisoft sta davvero dando prova di essere una buona SoftwareHouse oltre che un ottimo publisher e, se permettete, in questa guerra senza confini preferisco l’Europa (Ubisoft è Francese) al Giappone e agli Stati Uniti. Quindi in bocca al lupo a questo progetto.
Come la foto spiega bene, da una settimana Fifa 10 ha invaso i salotti europei.
Uno dei più importanti brand di Electronic Arts ritorna come ogni anno con un buon bagaglio di novità e il consolidato gameplay che, più o meno dalla versione dedicata agli Europei, lo ha portato quantomeno ad eguagliare il re PES, di cui attendiamo ancora l’uscita per un confronto faccia a faccia.
Una volta trovata l’alchimia magica, non resta che da fare un pesante lavoro di cesello, per rendere il complesso fresco e nuovo anche per chi abbia passato giorni sul capitolo precedente.
Scommessa vinta una volta di più, perchè Fifa 10 è un gioiello vero e proprio, che non può mancare nelle case dei malati di calcio!
Il bello di parlare di un titolo che tutti conoscono è che si possono dare alcune nozioni per scontate. Tutti masticano il calcio e moltissimi si sono cimentati con quello virtuale. Solo qualche accenno quindi al lato più tecnico della faccenda, dato che lo scheletro di questo capitolo è ovviamente la base di quello precedente, arricchito da molte animazioni dannatamente realistiche e qualche lampo di pura classe, come evidenziato in questo video.
Niente male eh? Per fortuna, oltre a gingillarsi col pallone, i miglioramenti hanno toccato due aspetti molto importanti, che non rendevano a dovere nella versione 2009: i cross laterali (che ora prendono una traiettoria arcuata molto realistica, e dai quali finalmente si segna senza troppi problemi) e i tiri da fuori. Su questi ultimi è bello notare la minore frequenza del missile da lontanissimo, colpo straordinario abbastanza raro da vedere dal vivo, in favore di bolidi da medio-lunga gittata che mettono in splendida luce le animazione e parate dei portieri.
Per quanto poi il gioco resti ancora un filo troppo frenetico, col pallone che toccato di prima schizza qua e là, non ci sono critiche particolari da fare a quest’aspetto, per tanti anni il tallone d’Achille della serie.
La gestione delle palle “morte” invece (quelle che sbucano da un rimpallo e vanno conquistate) non mi piace affatto, perchè spesso il giocatore controllato dal computer vaga per un secondo nei pressi prima di farla propria: per fortuna capita di rado e si può quindi chiudere un occhio.
Come è sempre stato poi, tutto ci che è corollario alla partita in sè è curato nei minimi dettagli: stadio, pubblico, ma soprattutto modalità di gioco sono capaci di mantenere sempre viva l’attenzione del giocatore.
La modalità allenatore è stata limata ulteriormente, e le 15 stagioni da cui è composta tra calciomercato, amichevoli, campionati, rinnovi contrattuali e gestione del club coprono più o meno ogni aspetto della vita manageriale. Peccato per le licenze di Champions ed Europa League che non è stato possibile sfruttare per motivi diversi e per qualche sciocchezzuola che può dar noia al vero patito (per es. mi è capitato in Coppa dei Campioni di incontrare, ovviamente con la Roma, ai quarti l’Inter e in semifinale il Milan…), così come ho trovato abbastanza surreale che dopo aver vinto 6 trofei in 2 anni le uniche squadre interessate alle mie abilità manageriali fossero 8 compagini di serie B…spagnola tra l’altro!
Il versante multiplayer è, come sempre, ottimo: tanti giocatori online e buon numero di modalità (dal 10 vs 10 al bellissimo campionato tra amici, massimo 20 squadre: entusiasmante). L’unico problema è dato dall’unione dell’idiozia di alcuni players che al 90° si disconnettono quando perdono (tantissimi) e di quella di EA che addirittura dà un obiettivo per chi dà forfait 5 volte mentre è sotto nel punteggio: incoraggiare comportamenti sleali è secondo me vergognoso, anche se il punteggio per l’achievement 0.
Concludo parlando delle due aggiunte più pubblicizzate: il movimento del calciatore a 360° è eccellente e permette addirittura di sgusciare tra due avversari con la palla al piede, mentre la procedura di caricare una propria foto per creare la nostra controparte è macchinosa e pessimamente gestita.
In definitiva, escludendo il fatto che non sia possibile definire capolavoro un titolo che vedrà tra 12 mesi un successore ancora più curato, non posso che consigliare l’acquisto del blockbuster EA, perchè senza dubbio vale ogni centesimo speso. Almeno fino al 2011.
Siete pronti all’ennesima sfida da dentro o fuori? Come accade ormai da anni col calcio simulato (PES o Fifa?) e con i rhythm games (Rock Band o Guitar Hero?), a breve i dibattiti si concentreranno per l’ennesima volta sui racing: aspetterete trepidanti il nuovo Gran Turismo o vi butterete sul nemico made in Xbox 360, questo Forza Motorsport 3, la simulazione automobilistica più completa disponibile sulla macchina Microsoft?
Mentre prendete la decisione un paio di appuntamenti da segnare sul calendario: 24 settembre per la demo da scaricare, mentre il 23 ottobre è la data d’uscita nei negozi.
Dal canto mio, essendo poco avvezzo alle simulazione e più prepenso all’arcade, mi gusterò questa sfida all’ultima vettura comodamente, pronto ad appaludire il vincitore finale!
In questo articolo l’ex presidente di SCEE dichiara senza troppi fronzoli che a suo parere i titoli AAA per l’attuale generazione di console dovrebbero essere prezzati attorno alle 70£ (117$, 82€ circa) per coprire gli ingenti costi di produzione, altissimi rispetto a quelli delle due generazioni hardware precedenti.
Domani sarò alla Ranbat, un torneo praticamente mensile (o quasi), organizzato dalla community di Street Fighter 4 e da Arcade Extreme, come telecronista. L’evento è volto soprattutto a far avvicinare nuovi “adepti” al fantastico picchiaduro Capcom di cui, su questo blog, abbiamo parlato in lungo e largo. Si terrà a Roma nel locale 1Up della “catena” ESC Italia, in Piazza Pecile (quartiere Garbatella): orario, dalle 15 alle 20.
Ovviamente, visto che ci sono, parteciperò al torneo per mostrare a tutti le mie scarse potenzialità con Abel (mio nuovo personaggio, con cui online sto prendendo solo schiaffi ). Mi sono anche comprato l’Arcade Fight Stick per l’occasione.
Non è un segreto che la serie FIFA stia andando veramente bene. Noi, io e il buon Fucktotum (che le ultimissime partite ha perso, anche se per mesi è stato il contrario… ma fatemi godere questi cinque minuti di gloria), abbiamo sostituito il mitologico PES (che ormai è rimasto davvero appeso al passato) con il nuovo, fiammante, lavoro di ElectronicArts.
Siamo anche noi quindi in attesa, spasmodica, del prossimo episodio la cui data d’uscita è il 9 ottobre 2009.
Sempre chiusi in un ufficio a sognare giorni migliori, prati verdi e spiagge afose.
Vorrei smetterla con questa mezza vita, con questo tempo che mi viene rubato dal mio impiego o dai miei obblighi. Vorrei fare come mi pare, per qualche giorno almeno, per qualche istante. Basterebbe un viaggio, una vacanza? In coda per prendere l’aereo, in coda per prendere da mangiare, in coda per vedere un museo… no, non mi basta. Allora una giornata a dormire su un prato, beh questo già va meglio, ma non mi farebbe dimenticare i miei guai.
Voglio un posto e un tempo che diventi magico, che si trasformi e che mi trasformi, da angelo a demone, o il contrario, se vi va. Desidero condividere con altri quest’esperienza di totale divertimento e totale assorbimento. Voglio tornare che mi sembra ancora di non essere partito. Una brutta sensazione, lo so, ma vorrebbe dire che il tempo mi è letteralmente volato.
Allora, di cosa ho bisogno secondo voi?
Di un LANParty, ovvio!
Una 3 giorni di videogame, partite e tornei,nuda e cruda: h 24. Per fraggare gente, gonfiare reti, strillare in un microfono tutta la mia rabbia/gioia per una sconfitta/vittoria.
Ma in questo paese distrutto dall’individualismo ci hanno tolto anche le LAN. Non ce ne sono più. Una volta c’era NGILAN; cazzo quanti ricordi. Ho partecipato a tutte le edizioni. NGILAN 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006. In una sola occasione ho racconato con un video quello che ho visto. L’autodromo di Monza pieno di appassionati di Counterstrike, Starcraft, Warcraft, Warhammer 40000 Dawn of War, Call of Duty che si davano battaglia nel segno della sfida, quella sana, quella sportiva.
Ragazzi semplici, persone a modo, che in un modo o nell’altro non dimentecherò mai. Avversari prima di tutto, ma amici subito dopo, con cui ho condiviso momenti bellissimi. Questo video racconta proprio NGI LAN 2005 ed è ormai un ricordo sbiadito di 4 anni fa, perchè questo evento non c’è più, non c’è più dal 2006.
Ma quest’anno è andata anche peggio. Ci hanno levato anche la Pro LAN, rimandata a data da destinarsi…
Siamo stati ufficialmente abbandonati, noi netgamers, la nostra vita rimarrà dove è, ancorata ad una sedia con la pelle illuminata dal chiarore di un monitor… con in torno nessuno con cui giocare. Nelle cuffie un teamspeak pieno, negli occhi solo e assolutamente la nostra immagine riflessa nello schermo spento.
…
Vi ho messo tristezza? Avrei dovuto farlo. Perchè se quest’anno fosse stato senza LAN, effettivamente, sarei stato molto triste anche io. Ma questo post è qui per dire tutto il contrario, invece, sarà un anno pieno di LAN ragazzi, ve lo prometto! E mantengo subito quanto scritto dando spazio alla prima edizione della Dema Zone LAN, organizzata appunto dallo shop Dema Zone. Qui sotto troverete il “flyer” (posso chiamarlo tale) con le varie informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale.
Vi do appuntamento a Monteviglio, 23 e 24 Maggio 09, ci saranno 20.000€ in premi da vincere.
Pronti ad entrare nuovamente nell’arena? Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e RFactor. Il tutto organizzato anche dai ragazzi di ESM, Esport Magazine, una rivista online di Sport Elettronici.
Questo video non mi sembra un capolavoro. Però è stato visto mezzo milione di volte o quasi, quindi, chi sono io per andare contro alla “massa”?
Ve lo segnalo.
Si tratta di un riassunto musicato dei più divertenti glitch e bug dei videogiochi per PC e Console. C’è Bioshock, c’è Pro Evolution Soccer, c’è Halo, c’è Assassin’s Creed … ecc. Devo dire che alcuni effettivamente sono davvero da ridere, ma il montaggio poteva essere più interessante.
Su dai, parliamoci chiaro. Eravamo e siamo tutti scettici sulle parole di Kutaragi San e co, boss di Sony ComputerEntertainment, quando ci descrivono una PS3 dominante in questa “nuova” console war. Sony da sempre ha cercato con la comunicazione di sopperire ad una reale mancanza di contenuti (giochi) o idee per la propria console ammiraglia che, a due anni dall’uscita, stenta ancora a decollare. Anzi la verità è che a livello mondiale, PS3 è indietro: ecco i dati di Wikipedia alla voce Console War.
Worldwide sales figures
Wii – 34.55 million, as of 30 September 2008 (2008 -09-30)[update]
Xbox 360 – 25 million, as of 25 November 2008 (2008 -11-25)[update]
PlayStation 3 – 16.84 million, as of 30 September 2008
Detto questo, però, chissà che una delle cose affermate dal management Sony non sia vera o addirittura “illuminante”. PS3, si è dice da molto tempo, è nata per durare di più delle console che l’hanno preceduta. E’ un gioiello tecnologico pronto ad affrontare questa generazione e la prossima grazie al supporto totale di Internet, un hard disk molto capiente e soprattutto il DVD ad alta definizione chiamato Blu Ray, ormai divenuto uno standard. Quest’ultima riga sembra un mezzo spot ma effettivamente comincio a convincermi anche io, soprattutto dopo aver letto questo articolo su Edge Online “PS3’s 10-year Plan Makes Sense“.
Leggendolo ho effettivamente notato una cosa. Quale è tutt’ora la console casalinga più venduta del mondo? Il Wii, secondo i dati di cui sopra sembrerebbe di si ma… se vi dicessi che PS2 è in più di 100 milioni di case voi cosa mi rispondereste? Facile, mi direste: “Ma PS2 è una console vecchia, molti l’hanno messa in uno sgabuzzino mentre usano la loro nuova fiammante console: non è più supportata!”.
Ma questo, è un grande errore. God of War 2 è uscito quando PS3 era già ampiamente sugli scaffali ed è uscito per PS2, quest’anno, senza pensarci troppo, sono usciti per PS2, COD World At War, Guitar Hero, Rock Band, Fifa e PES. 5 dei più venduti giochi dell’anno. Questo significa che, contrariamente a quanto si pensa, Sony non ha abbandonato la sua “sorella minore”, anzi, probabilmente molti degli utili che arrivano nelle casse del colosso giapponese provengono dalle vendite di software di questa “old generation” console.
Inoltre l’articolo fa notare che il passaggio di console è un’operazione traumatica per il mercato del divertimento elettronico: per gli investitori, per gli sviluppatori e per i consumatori. I primi devono lanciare una nuova console e spendere milioni di dollari in pubblicità, i secondi hanno bisogno di assumere nuove persone per imparare le nuove architetture, rischiando tra l’altro moltissimo su giochi che pochi compreranno perchè, e qui parlo di noi utenti finali, pochi comprano una nuova console appena è uscita. Perchè costa troppissimo, perchè non si sa come sarà e perchè soprattutto hanno ancora quella vecchia da nutrire.
Insomma, gli analisti dicono che il piano a dieci anni di Sony ha un senso. Io per ora dico che spendere 400€ per Little Big Planet e Metal Gear Solid 4 è assolutamente esagerato (uniche due esclusive degne dell’acquisto della console).
Ma in futuro? Mi ricrederò? Ci ricrederemo?
Ai posteri, manzoniani, l’ardua sentenza.
Nel video una divertentissima ricostruzione della “console war” che strapperà a tutti più di una risata nonostante sia abbastanza vecchiotto. Microsoft VS Sony VS Nintendo ah ah ah
Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone
Ed ora buttiamoci nel vivo del post.
Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?
Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.
E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.
Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire? Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?
Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.
Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!
La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonareveramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.
Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.
Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.
Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.
Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.
Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.
Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando
E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…
Eccomi qui a dire la mia sull’evento che più sta facendo discutere appassionati e non in questi giorni.
Intanto passo subito a questi “non”: di The Gameland hanno parlato tutti. Telegiornali nazionali, regionali, giornali tradizionali, blog, portali ecc… Un punto sicuramente molto buono: all’esterno non sono usciti i problemi che l’evento ha avuto, è uscito solo il colore e i tanti VIP presenti alla manifestazione (ho fatto le premiazioni con Carrizo, Muslera, Maurizio Battista, Vincenzo Cantatore, Alex Britti: c’ho le foto!!!). La comunicazione, si sa, fa miracoli .
Occhio però a valutare la cosa col giusto peso: sono solo una decina di servizi da qualche minuto sul torneo in TV. Tutto già visto e già successo in passato (NGILAN, SmauILP, WCG 2006 dove addirittura ci fu un coverage 24h/24 di Sky Italia; insomma, la copertura mediatica non è assolutamente inedita, in passato se ne sono viste addirittura di migliori), contrariamente a quanto ho letto in giro: non è che riabilitiamo il videogioco agli occhi dell’Italia. Da oggi si rientra nella squallida normalità, come per gli altri casi.
Torniamo invece a The Gameland e dividiamolo in due parti: l’evento e il torneo.
Non mi vergogno a dire che l’evento è stato davvero pessimo, pensato male e organizzato, a tratti, peggio. Penso che nessuno dei non giocatori intervenuti (pochissimi, tra l’altro) si sia potuto divertire. Si pagava 15 euro per 3 stand in croce, 3 conferenze di cui 2 sono state annullate, tra cui quella alla quale avrei dovuto partecipare (non saprei a chi dare la colpa, se ad Alberto Belli, che sulla carta era il coordinatore scientifico, o alle mille urgenze che l’organizzazione ha dovuto affrontare: comunque sia scandaloso), e NON si poteva entrare nell’area players.
Avete letto bene, se eravate lì per vedere, non avreste visto niente! A meno di “camuffarvi” da player (cioè iscrivervi all’ingresso come giocatori, cosa possibilissima in verità e poi non partecipare a nulla). Aggiungiamo che solo lunedì è stato usato il palco per vedere le partite mentre domenica è stato completamente inutilizzato (sabato c’è stata l’unica conferenza e qualche balletto… LOL) e il quadro desolante si macchia ancora di più grazie ad una pennellata di freddo, “pungente”, a dir poco, nei garage dei tornei: location assolutamente inadatta se si rompe il riscaldamento, come successo. L’unica cosa positiva dell’evento, l’avrete capito, è la maestosità. Chiunque sia passato per caso a The Gameland avrà detto: “C…o, qui ci hanno messo un sacco di soldi”. Ed è vero; ma sono stati usati bene?
Ricapitolando non si è fatta cultura del videogioco, non si è fatto spettacolo sui videogiochi tranne che nella giornata di lunedì dove le finali di Call of Duty 4 e di Guitar Hero 3 sono davvero andate molto bene (buona partecipazione di pubblico, quasi nulli i problemi tecnici, service video davvero molto in gamba) e c’era in generale poco da fare… a meno di divertirsi con uno degli spettacoli di parkour, pattinaggio, bike (ehi, siamo gamers!!!) oppure partecipando ad uno dei tornei.
Apro quindi la riflessione sul “torneo“ The Gameland: a parte quello di PES 2009, in cui è andato tutto stortissimo (la finale si è tenuta alle 2 di notte, era prevista per le sei di pomeriggio: molto male FNIV) e di cui ci saranno veramente echi disastrosi, purtroppo, in Europa (dei più di 50 stranieri intervenuti da tutto il mondo non ce n’era uno soddisfatto; anzi, erano tutti mega incazzati!!!), il resto dei tornei è “andato”. Ci sono stati dei ritardi, per carità, ma il risultato è stato portato a casa agilmente, direi.
E allora come si fa a valutare se un torneo è fico o meno? Innanzitutto dal montepremi, e qui si tratta di 80.000€ in gettoni d’oro: quindi un sacco di soldi (il più alto in Europa, WCG escluso, da mooooltissimo tempo). Poi, da quanto tempo ci metterà questo montepremi a raggiungere le tasche dei vincitori: avendo personalmente visto un uomo della camera di commercio credo che la cosa non sia nè in dubbio nè troppo lenta. In terza analisi bisogna valutare il coverage, video e scritto, offerto sul posto e online. In loco, come detto prima, non ci siamo! E’ un peccato usare un palco così bello solo un giorno, così come era quasi impossibile all’interno capire chi stesse vincendo a meno di chiedere ad un admin. Online i ragazzi (e soprattutto le splendide ragazze… ) di Eurogamer.it, nonostante si veda che non siano del mestiere “netgaming”, hanno comunque svolto un buon lavoro. Ci sono video, interviste esclusive, news ecc…: bene, direi. Bravi. Io personalmente avrei gradito di più un taglio più “critico”, ma ognuno scrive ciò che vuole. Nota negativa in tal senso (non per Eurogamer.it, ovviamente): nulla in inglese. Con tutti questi stranieri bisognava pensarci.
Infine un torneo si valuta dalla qualità dei giocatori che si scontrano e dalla bellezza delle partite.
Io ho girato molto il mondo in tal senso (Corea, Francia, Cina, ecc), ho visto di recente la finale del CPL World Tour a Londra e penso questo: The Gameland è stato un torneo incredibile. Era presente la crema dei giocatori europei ad ogni videogioco inserito in gara. A parte SBK, titolo che era tra i tornei solo per motivi sponsoristici (passatemi il neologismo), c’erano i migliori giocatori del mondo ad ogni titolo e i vincitori dimostrano pienamente ciò che sto dicendo. Nessun italiano, infatti, ha trionfato in alcun torneo (al momento in cui scrivo non sono ancora a conoscenza dei risultati di PES2009) e io mi sono ritrovato a commentare una finalissima di COD4 tra Fat Games (Inghilterra) e Button Bashers (Olanda) a Roma, nella mia città e non in una “fantascientifica” Seoul. Da paura!!!
Questo è un dato di fatto, importantissimo, del successo del torneo, rimarcato dai complimenti sinceri che TUTTI gli stranieri di Halo3, COD4 GOW2 e Guitar Hero 3 hanno fatto all’organizzazione. Non erano “contenti”, erano entusiasti. Rispondevano “awesome” ad ogni mia domanda!!!
E allora come concludere?
La prima edizione di The Gameland è stata molto dolorosa per molti e buona per pochi: a mio avviso rappresenta una base sulla quale costruire, per davvero e non solo per comunicati stampa, il più importante torneo europeo di videogiochi per console. Non credo ci sia mai stato, nel Vecchio Continente , qualcosa di simile per il nuovo “netgaming” cioè quello targato Xbox360 e PS3; se il prossimo anno verranno corretti i vari errori che l’organizzazione sa benissimo di aver commesso, potremmo ritrovarci con un patrimonio in casa davvero enorme.
Speriamo bene
Ultima riga per ringraziare e abbracciare tanto Giada Morabito di Equa: una donna, una soluzione. Mai visto una persona lavorare con ritmi tali. Un piano B vivente.
Nel video una mia intervista rilasciata ad Eurogamer.it (un grazie a Michele Bertocchi, l’intervistatore, che si becca la citazione al blog ) sulla quale tengo a precisare alcune cose (ero freddo, ho commesso degli errori): parlo al plurale e non so perchè, visto che io NON HO FATTO PARTE dell’organizzazione, ero solo il telecronista/presentatore ufficiale. L’intervista si è tenuta MOOLTO prima dei problemi sul torneo di PES (erano circa le 12:30), altrimenti avrei detto altro. I Fat Games sono inglesi e non francesi! E…
Per par condicio, ma non solo, oggi parlo di un altro evento che si terrà in concomitanza con The Gameland, cioè la terza edizione del GameCon, la fiera del Gioco e del Videogioco.
Questo week end, 6, 7 e 8 Dicembre, a Napoli, per la prima volta a Castel Sant’Elmo (prima era alla Fiera d’Oltremare) l’appuntamento, a mio avviso, è imperdibile. Tanto inutile stare a discutere su quale dellle due fiere sarà migliore. Allo stato attuale non credo che due eventi simili richiamino pubblico da fuori: quindi non credo ci sia volontà di scegliere uno o l’altro in base al menù proposto. Così come mi sembra lapalissiano che probabilmente i giocatori interessati ai tornei di The Gameland verranno a Roma e non a Napoli e viceversa.
Ma anche il Gamecon avrà dei tornei e anzi un’iniziativa piuttosto interessante. Sto parlando del solito stand Intel, dietro cui ci saranno gli amici di Progaming.it, dove avrà luogo il primo Intel Friday Night Game aperto al pubblico. Wow, direi! Sarà organizzato un torne di Counterstrike Source che verrà praticamente tutto giocato sotto forma di esibizioni sul palco, con telecronisti e solito spettacolo degli Sport Elettronici offerto dall’azienda bolzanina. Per sapere come partecipare, c’è la pagina ufficiale su ESL. Mi permetto una parentesi su questo argomento: io non ci sarò ma voglio comunque augurare a tutti i miei colleghi e capi un calorosissimo “buon lavoro” e dare loro un abbraccio. Ci vediamo comunque alle finali EPS, non vedo l’ora!
Inoltre ci saranno gli immancabili appuntamenti culturali, coordinati da Marco Accordi Rickards e dalla sua AIOMI (ci sarà un intero evento sulle avventure grafiche… fico!!!), i ragazzi di GameBattles e i loro tornei per consolari, una rassegna chiamata Cinegame “Tra cinema e videogiochi” e tanto, tanto altro ancora (per il sito ufficiale clikkate sull’immagine: c’è scritto tutto).
Buon divertimento quindi a tutti gli avventori di una fiera divertente e spensierata: tra una partita a scacchi e una a PES anche a Napoli, il divertimento è di casa!