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Inizia la beta di PES 2011!! [Come iscriversi alla beta di PES 2011]


Avete letto bene, se non ce la fate ad aspettare la fatidica demo che tutti gli anni ci spinge a dare giudizi affrettati su uno dei simulatori di calcio più importanti del mondo, da oggi potete registrarvi per richiedere l’accesso alla Master League Online beta!!

Come fare per iscriversi? Semplicissimo, basta andare su questa pagina del sito della Konami e scrivere i propri dati personali e la console utilizzata (e anche sopravvivere all’italiano mostrato sul sito, come se avessero utilizzato un traduttore automatico. La beta parte proprio oggi, quindi se siete fortunati, tra poche ore potrete avere un assaggio della nuova edizione di PES, ovviamente facendoci sapere cosa ne pensate, sperando che questo sia l’anno buono!!

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Crisi nel mercato videoludico, un analisi sui 20 giochi più venduti del 2009


Un mercato in flessione, con un ribasso pari al 30%; è questa la situazione del videogioco in Italia nel 2009, secondo il rapporto di Gfk realizzato per conto di Aesvi. Un buon risultato, tutto considerato, se si paragonano questi dati a quelli rilevati nel resto dell’Europa: mentre l’Italia si assesta su un rispettabile meno 10,6%, Spagna e Gran Bretagna si trovano a un meno 16,2%, mentre per la Francia si parla di un meno 17,1%.

Un risultato che va a intaccare il primato dell’industria videoludica come unico settore in crescita nel corso dell’attuale periodo di crisi.  Il giro d’affari italiani è passato da un miliardo e 262 milioni di euro a un miliardo e 128 milioni di euro; a fare la propria parte sono stati gli abbassamenti di prezzo delle console e la scelta, da parte degli acquirenti di privilegiare materiale usato rispetto al nuovo, come diretta conseguenza della crisi economica.

Il grosso della flessione si è avuto sulla vendita hardware, che costituisce il 44,4% delle vendite totali, ma che comunque scende del 15% rispetto al 2008. Una perdita ammortizzata in parte dai discreti risultati del software, che ha ammortizzato la perdita con un meno 5,8%. Altro motivo di preoccupazione per gli analisti è il tracollo delle vendite di console portatili, pari a una diminuzione del 20,1%.

Fa ben sperare tuttavia la diffusione di console e videogiochi, che raddoppia ripetto al 2005, passando dal 21% al 42%: secondo i dati oggi 10 milioni e 322mila nuclei familiari possiedono una console.

I più venduti.

I 20 videogame più venduti nel 2009 in Italia


1)    Pro Evolution Soccer 2010 (Konami)
2)    Fifa 10 (Ea)
3)    Wii Sport Resort (Nintendo)
4)    Call of Duty: Modern Warfare 2 (Activision Blizzard)
5)    Assassin’s Creed II (Ubisoft)
6)    Wii Fit Plus (Nintendo)
7)    Pokémon Platino (Nintendo)
8)    Resident Evil 5 (Capcom)
9)    Mario & Sonic ai Giochi Olimpici Invernali (Sega)
10)    The Sims 3 (Ea)
11)    New Super Mario Bros (Nintendo)
12)    Need for Speed Shift (Ea)
13)    Mario Power Tennis (Nintendo)
14)    Uncharted 2 (Sony)
15)    Professor Layton e lo Scrigno di Pandora (Nintendo)
16)    Killzone 2 (Sony)
17)    Tekken 6 (Namco Bandai)
18)    L’Era Glaciale 3 (Activision Blizzard)
19)    Ben 10: Alien Force (Namco Bandai)
20)    Prototype (Activision Blizzard)

I dati veramente interessanti però sono quelli relativi all’immancabile classifica di giochi più venduti nel bel paese.

Ai primi posti rimangono i veri leoni del gaming in Italia: Pro Evolution Soccer e FIFA, riconfermando l’interesse degli utenti per lo sport nazionale, subito seguiti dall’ultima incursione Nintendo in ambito fitness: Wii Sport Resort, entrato, in un modo o nell’altro, nelle case di milioni di italiani insieme a Wii Fit Plus, a riconferma della bontà dell’intuizione della casa di Kyoto riguardo al mercato del casual gaming.

A seguire, un’analisi complessiva dimostra che ad andare bene sono stati i titoli per così dire “di bandiera” sviluppati da first party per quanto riguarda Nintendo e Sony, che riescono a piazzare Pokemon, Uncharted, Killzone, Professor Layton, e la solita sfilza di giochi legati a Mario.

Questi dati aprono le porte anche a un altro paio di considerazioni interessanti, innanzitutto si nota da subito come essi siano accomunati dall’essere sequel e spin off di serie già assorte agli onori delle cronache; la conclusione che se ne potrebbe trarre è quella che nel momento di crisi il videogiocatore vuole spendere a colpo sicuro, preferendo acquistare un titolo del quale magari ha già giocato il prequel, o del quale già conosce l’immagine e il background. Una considerazione questa che per gli stessi motivi può essere ribaltata: in tempi di crisi le aziende preferiscono investire a livello pubblicitario in prodotti già conosciuti e riconosciuti dal pubblico, minimizzando così i rischi legati al lancio di nuove IP.

In seconda battuta stupisce l’assenza di giochi first party legati a Microsoft, che nel 2009 non è stata evidentemente in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sui propri prodotti. Al riguardo c’è da dire che l’Italia è da sempre il paese europeo in cui Sony ha ceduto meno agli attacchi della casa di Bill Gates, rendendo così un po’ più prevedibile un dato del genere.

Altro dato degno di nota riguardo al trend del paese è la presenza in classifica di molti giochi che hanno ricevuto un forte battage pubblicitario dal punto di vista televisivo, siamo evidentemente un popolo che si lascia convincere dal potere della tv: da Assassin’s Creed 2 a The Sims 3, passando per Professor Layton, New Super Mario Bros, Uncharted 2 e compagnia cantando, si evincono i buoni risultati ottenuti dal discorso di marketing sulle reti nazionali; ulteriore conferma di questo discorso è la presenza in classifica di due titoli piuttosto atipici e slegati dalle logiche di vendita tipiche del genere, ossia L’Era Glaciale 3 e Ben 10 Alien Force.

I due giochi, pur non toccando le prime posizioni si piazzano molto bene, considerando la propria natura di tie in, generalmente aborriti dagli acquirenti, e comunicano dati non indifferenti: innanzitutto riconfermano il primato mediatico televisivo di cui sopra, specialmente nel caso di Ben 10, probabilmente spinto anche dall’onda lunga della diffusione del digitale terrestre sul suolo italico. In secondo luogo danno un’indicazione forte e precisa sul target del videogioco in Italia: evidentemente l’età media del giocatore si alza ma non troppo; resta infatti uno zoccolo duro di videogiocatori in erba, che perdono potere rispetto al passato, ma che sono ancora pienamente in grado di guidare un mercato in maniera forte e legata più al brand esterno che non a quello interno all’industria.

Il dato viene confermato dalla diffusione effettiva sul mercato di giochi dedicati a un’età tra i 16 e i 18 anni: Call of Duty: Modern Warfare 2, Assassin’s Creed II, Resident Evil 5 vanno bene e coprono una soglia pari a circa il 20% del totale, tuttavia poco meno della metà del mercato continua ad esser fatta da giochi adatti a ogni età e privi di argomenti dedicati esclusivamente a un pubblico maturo.

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Pure Football: Ubisoft combatte contro i giganti FIFA e PES o quasi [gioco calcio]


FIFA e PES (Pro Evolution Soccer) sono, da sempre o quasi, i videogiochi numero 1 e numero 2 più venduti in Italia alla fine dell’anno. Chiaro come il sole che nel nostro paese ci sia qualcosa che non va ;) Calcio in TV, calcio sui giornali, calcio nei videogiochi: basta usare questa parola magica di cinque sei lettere e tutto il resto è “inutile”. Questo blog se fosse stato sul calcio, probabilmente, farebbe molte più visite… ma questa è un’altra storia. Anche e soprattutto perchè, se questo blog fosse sul calcio e fosse scritto comunque dalle stesse persone, si parlerebbe solo di A.S. Roma e quindi chissà… magari non sarebbe poi così letto ;) Tra l’altro a Fucktotum verrebbero le vene varicose ogni lunedì o quasi, quindi, meglio così: meglio Inside The Game che Inside The Football!

La notizia di oggi riguarda Ubisoft anche se non certo una novità dell’ultim’ora. Anche il colosso francese vuole una fetta dell’immensa torta che riguarda le simulazioni calcistiche. Azz… cosa ho scritto? Simulazioni calcistiche? Beh, non è proprio esatto.

Pure Football, infatti, il videogioco di prossima pubblicazione (Maggio 2010) non sarà una vera e propria simulazione di una partita di calcio bensì un qualcosa alla “Fifa Street“, quindi con un’attitudine un po’ più arcade e un po’ più scanzonata. Come primo passo verso la direzione dei videogiochi calcistici, ovviamente, è qualcosa di più semplice rispetto a programmare un “terzo incomodo” nella guerra che anno dopo anno sconvolge il mondo conosciuto e che si combatte tra Konami e ed Electronic Arts a suon di licenze, colpi speciali, falli di mano e intelligenza artificiale.

Il titolo vedrà la partecipazione di circa 200 star (ho usato questa parola sovapprensiero ma, ora che ci rifletto, è veramente adatta) del calcio mondiale. Le squadre in gioco saranno composte da 5 elementi (quindi si “simulerà” in un certo modo il calcetto) e il gameplay del titolo probabilmente non sarà del tutto “assurdo” come Fifa Street (con colpi speciali molto al di là delle possibilità offerte dalla fisica dei corpi) ma adrenalinico allo stesso modo.

Che dire, sinceramente non sono un calciomane ma i titoli di questo tipo mi divertono da morire. Inoltre Ubisoft sta davvero dando prova di essere una buona Software House oltre che un ottimo publisher e, se permettete, in questa guerra senza confini preferisco l’Europa (Ubisoft è Francese) al Giappone e agli Stati Uniti. Quindi in bocca al lupo a questo progetto.

Anzi, piuttosto, in bocca all’Ultras!

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[recensione] Fifa 10, gioiello targato EA


Come la foto spiega bene, da una settimana Fifa 10 ha invaso i salotti europei.
Uno dei più importanti brand di Electronic Arts ritorna come ogni anno con un buon bagaglio di novità e il consolidato gameplay che, più o meno dalla versione dedicata agli Europei, lo ha portato quantomeno ad eguagliare il re PES, di cui attendiamo ancora l’uscita per un confronto faccia a faccia.
Una volta trovata l’alchimia magica, non resta che da fare un pesante lavoro di cesello, per rendere il complesso fresco e nuovo anche per chi abbia passato giorni sul capitolo precedente.
Scommessa vinta una volta di più, perchè Fifa 10 è un gioiello vero e proprio, che non può mancare nelle case dei malati di calcio!

Il bello di parlare di un titolo che tutti conoscono è che si possono dare alcune nozioni per scontate. Tutti masticano il calcio e moltissimi si sono cimentati con quello virtuale. Solo qualche accenno quindi al lato più tecnico della faccenda, dato che lo scheletro di questo capitolo è ovviamente la base di quello precedente, arricchito da molte animazioni dannatamente realistiche e qualche lampo di pura classe, come evidenziato in questo video.


Niente male eh? Per fortuna, oltre a gingillarsi col pallone, i miglioramenti hanno toccato due aspetti molto importanti, che non rendevano a dovere nella versione 2009: i cross laterali (che ora prendono una traiettoria arcuata molto realistica, e dai quali finalmente si segna senza troppi problemi) e i tiri da fuori. Su questi ultimi è bello notare la minore frequenza del missile da lontanissimo, colpo straordinario abbastanza raro da vedere dal vivo, in favore di bolidi da medio-lunga gittata che mettono in splendida luce le animazione e parate dei portieri.

Per quanto poi il gioco resti ancora un filo troppo frenetico, col pallone che toccato di prima schizza qua e là, non ci sono critiche particolari da fare a quest’aspetto, per tanti anni il tallone d’Achille della serie.
La gestione delle palle “morte” invece (quelle che sbucano da un rimpallo e vanno conquistate) non mi piace affatto, perchè spesso il giocatore controllato dal computer vaga per un secondo nei pressi prima di farla propria: per fortuna capita di rado e si può quindi chiudere un occhio.

Come è sempre stato poi, tutto ci che è corollario alla partita in sè è curato nei minimi dettagli: stadio, pubblico, ma soprattutto modalità di gioco sono capaci di mantenere sempre viva l’attenzione del giocatore.
La modalità allenatore è stata limata ulteriormente, e le 15 stagioni da cui è composta tra calciomercato, amichevoli, campionati, rinnovi contrattuali e gestione del club coprono più o meno ogni aspetto della vita manageriale. Peccato per le licenze di Champions ed Europa League che non è stato possibile sfruttare per motivi diversi e per qualche sciocchezzuola che può dar noia al vero patito (per es. mi è capitato in Coppa dei Campioni di incontrare, ovviamente con la Roma, ai quarti l’Inter e in semifinale il Milan…), così come ho trovato abbastanza surreale che dopo aver vinto 6 trofei in 2 anni le uniche squadre interessate alle mie abilità manageriali fossero 8 compagini di serie B…spagnola tra l’altro!

Il versante multiplayer è, come sempre, ottimo: tanti giocatori online e buon numero di modalità (dal 10 vs 10 al bellissimo campionato tra amici, massimo 20 squadre: entusiasmante). L’unico problema è dato dall’unione dell’idiozia di alcuni players che al 90° si disconnettono quando perdono (tantissimi) e di quella di EA che addirittura dà un obiettivo per chi dà forfait 5 volte mentre è sotto nel punteggio: incoraggiare comportamenti sleali è secondo me vergognoso, anche se il punteggio per l’achievement  0.
Concludo parlando delle due aggiunte più pubblicizzate: il movimento del calciatore a 360° è eccellente e permette addirittura di sgusciare tra due avversari con la palla al piede, mentre la procedura di caricare una propria foto per creare la nostra controparte è macchinosa e pessimamente gestita.

In definitiva, escludendo il fatto che non sia possibile definire capolavoro un titolo che vedrà tra 12 mesi un successore ancora più curato, non posso che consigliare l’acquisto del blockbuster EA, perchè senza dubbio vale ogni centesimo speso. Almeno fino al 2011.


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Pronti per Forza Motorsport 3? [video]


Siete pronti all’ennesima sfida da dentro o fuori? Come accade ormai da anni col calcio simulato (PES o Fifa?) e con i rhythm games (Rock Band o Guitar Hero?), a breve i dibattiti si concentreranno per l’ennesima volta sui racing: aspetterete trepidanti il nuovo Gran Turismo o vi butterete sul nemico made in Xbox 360, questo Forza Motorsport 3, la simulazione automobilistica più completa disponibile sulla macchina Microsoft?

Mentre prendete la decisione un paio di appuntamenti da segnare sul calendario: 24 settembre per la demo da scaricare, mentre il 23 ottobre è la data d’uscita nei negozi.
Dal canto mio, essendo poco avvezzo alle simulazione e più prepenso all’arcade, mi gusterò questa sfida all’ultima vettura comodamente, pronto ad appaludire il vincitore finale!

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Videogiocare costa troppo poco? [Chris Deering, ex SCEE, parla del prezzo dei videogiochi]


E’ di ieri un’intervista a Chris Deering pubblicata su MCV UK che ha avuto ampia eco su moltissimi siti dedicati al videogame.

In questo articolo l’ex presidente di SCEE dichiara senza troppi fronzoli che a suo parere i titoli AAA per l’attuale generazione di console dovrebbero essere prezzati attorno alle 70£ (117$, 82€ circa) per coprire gli ingenti costi di produzione, altissimi rispetto a quelli delle due generazioni hardware precedenti.

Il discorso dell’attuale chairman dell’Edimburgh Interactive Festival parte dal preannunciato aumento di prezzo per Modern Warfare 2, che dovrebbe essere venduto a 55£ contro le tradizionali 45-52£ di un gioco appena rilasciato e approfondisce la sopracitata affermazione puntualizzando che comunque i giocatori difficilmente accetterebbero di pagare una cifra come quella da lui auspicata, a causa di una sorta di blocco psicologico (quello che i più chiamano “buon senso”.. NdR) ; in conclusione starebbe quindi alle software house migliorare i processi produttivi per rendere i titoloni-blockbuster meno dispendiosi.

A prescindere dalla scarsa simpatia suscitata da un’affermazione del genere, bisogna secondo me puntualizzare alcuni aspetti che il personaggio in questione pare dimenticare.

Innanzitutto Deering non considera le anomale differenze di prezzo che misteriosamente compaiono con i cambi di mercato e di valuta: il corrispettivo europeo di un titolo da 50£ non è 56€ (al cambio attuale) ma 64€, senza considerare casi sempre meno eccezionali come il primo Rockband, venduto nel vecchio continente a quasi il triplo del prezzo americano, o le annuali reiterazioni delle droghe di massa chiamate PES e FIFA, che spesso arrivano a sforare il tetto dei 70€.

In secondo luogo, in linea generale i costi di sviluppo tendono fisiologicamente a ridursi con il tempo, grazie all’acquisizione degli strumenti e del know-how necessario da parte degli sviluppatori, il che unito all’incremento progressivo della base installata e quindi delle vendite potenziali, comporta che la produzione di titoli AAA nelle fasi più avanzate della vita di una console abbia la naturale tendenza a costare meno e ad essere più redditizia.

Questo, unito al fatto che l’attuale generazione hardware sembra non avere alcuna intenzione di andare in pensione dopo quasi 5 anni di vita, porterà ad un calo dei costi di produzione che forse non ha precedenti nella storia del videogioco.

Infine Deering pare dimenticare un’ultima, ma piuttosto rilevante variabile dell’equazione.

L’attuale generazione infatti è la prima che consente di allungare la vita (e conseguentemente la redditività) dei giochi grazie alla nuova e apparentemente irrinunciabile facoltà di rilasciare a posteriori contenuti extra quasi sempre a pagamento.

Contenuti che nella gran parte dei casi hanno un costo di produzione molto ridotto in quanto programmati contestualmente al gioco stesso, quando poi non si tratta di features o modalità poco elegantemente decurtate dal prodotto finito o addirittura già presenti su disco e semplicemente da sbloccare previo pagamento di un ulteriore obolo.

Che si tratti di semplici accessori o di aggiunte concrete che diano ad un già oneroso acquisto la compiutezza che merita, il volume di affari registrato dai DLC è talmente ampio da risultare ormai molto rilevante nel bilancio finale di un titolo AAA.

Quindi in molti casi i giocatori pagano già le cifre auspicate da Deering. Ora aspettiamo invece che al diminuire dei costi di produzione cali il prezzo medio dei videogiochi.

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AEX Ranbat domani a Roma [torneo di Street Fighter 4]


Arcade Fight Stick per Street Fighter 4Domani sarò alla Ranbat, un torneo praticamente mensile (o quasi), organizzato dalla community di Street Fighter 4 e da Arcade Extreme, come telecronista. L’evento è volto soprattutto a far avvicinare nuovi “adepti” al fantastico picchiaduro Capcom di cui, su questo blog, abbiamo parlato in lungo e largo. Si terrà a Roma nel locale 1Up della “catena” ESC Italia, in Piazza Pecile (quartiere Garbatella): orario, dalle 15 alle 20.

Ovviamente, visto che ci sono, parteciperò al torneo per mostrare a tutti le mie scarse potenzialità con Abel (mio nuovo personaggio, con cui online sto prendendo solo schiaffi :( ). Mi sono anche comprato l’Arcade Fight Stick per l’occasione.

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Primo Teaser Trailer di gameplay per FIFA 10


Non è un segreto che la serie FIFA stia andando veramente bene. Noi, io e il buon Fucktotum (che le ultimissime partite ha perso, anche se per mesi è stato il contrario… ma fatemi godere questi cinque minuti di gloria), abbiamo sostituito il mitologico PES (che ormai è rimasto davvero appeso al passato) con il nuovo, fiammante, lavoro di Electronic Arts.

Siamo anche noi quindi in attesa, spasmodica, del prossimo episodio la cui data d’uscita è il 9 ottobre 2009.

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E’ tanto che non andate ad una LAN signori? C’è la Dema-Zone!


Che sballo… (non dovuto a droghe, purtroppo ;) ).

Sempre chiusi in un ufficio a sognare giorni migliori, prati verdi e spiagge afose.

Vorrei smetterla con questa mezza vita, con questo tempo che mi viene rubato dal mio impiego o dai miei obblighi. Vorrei fare come mi pare, per qualche giorno almeno, per qualche istante. Basterebbe un viaggio, una vacanza? In coda per prendere l’aereo, in coda per prendere da mangiare, in coda per vedere un museo… no, non mi basta. Allora una giornata a dormire su un prato, beh questo già va meglio, ma non mi farebbe dimenticare i miei guai.

Voglio un posto e un tempo che diventi magico, che si trasformi e che mi trasformi, da angelo a demone, o il contrario, se vi va. Desidero condividere con altri quest’esperienza di totale divertimento e totale assorbimento. Voglio tornare che mi sembra ancora di non essere partito. Una brutta sensazione, lo so, ma vorrebbe dire che il tempo mi è letteralmente volato.

Allora, di cosa ho bisogno secondo voi?

Di un LAN Party, ovvio!

Una 3 giorni di videogame, partite e tornei, nuda e cruda: h 24. Per fraggare gente, gonfiare reti, strillare in un microfono tutta la mia rabbia/gioia per una sconfitta/vittoria.

Ma in questo paese distrutto dall’individualismo ci hanno tolto anche le LAN. Non ce ne sono più. Una volta c’era NGILAN; cazzo quanti ricordi. Ho partecipato a tutte le edizioni. NGILAN 2002, 2003, 2004,  2005 e 2006. In una sola occasione ho racconato con un video quello che ho visto. L’autodromo di Monza pieno di appassionati di Counterstrike, Starcraft, Warcraft, Warhammer 40000 Dawn of War, Call of Duty che si davano battaglia nel segno della sfida, quella sana, quella sportiva.

Ragazzi semplici, persone a modo, che in un modo o nell’altro non dimentecherò mai. Avversari prima di tutto, ma amici subito dopo, con cui ho condiviso momenti bellissimi. Questo video racconta proprio NGI LAN 2005 ed è ormai un ricordo sbiadito di 4 anni fa, perchè questo evento non c’è più, non c’è più dal 2006.

Ma quest’anno è andata anche peggio. Ci hanno levato anche la Pro LAN, rimandata a data da destinarsi…

Siamo stati ufficialmente abbandonati, noi netgamers, la nostra vita rimarrà dove è, ancorata ad una sedia con la pelle illuminata dal chiarore di un monitor… con in torno nessuno con cui giocare. Nelle cuffie un teamspeak pieno, negli occhi solo e assolutamente la nostra immagine riflessa nello schermo spento.

Vi ho messo tristezza? Avrei dovuto farlo. Perchè se quest’anno fosse stato senza LAN, effettivamente, sarei stato molto triste anche io. Ma questo post è qui per dire tutto il contrario, invece, sarà un anno pieno di LAN ragazzi, ve lo prometto! E mantengo subito quanto scritto dando spazio alla prima edizione della Dema Zone LAN, organizzata appunto dallo shop Dema Zone. Qui sotto troverete il “flyer” (posso chiamarlo tale) con le varie informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale.

Vi do appuntamento a Monteviglio, 23 e 24 Maggio 09, ci saranno 20.000€ in premi da vincere.

Pronti ad entrare nuovamente nell’arena? Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e RFactor. Il tutto organizzato anche dai ragazzi di ESM, Esport Magazine, una rivista online di Sport Elettronici.

Dema Zone

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I più divertenti bug e glitches dei videogiochi


Questo video non mi sembra un capolavoro. Però è stato visto mezzo milione di volte o quasi, quindi, chi sono io per andare contro alla “massa”? :)

Ve lo segnalo.

Si tratta di un riassunto musicato dei più divertenti glitch e bug dei videogiochi per PC e Console. C’è Bioshock, c’è Pro Evolution Soccer, c’è Halo, c’è Assassin’s Creed … ecc. Devo dire che alcuni effettivamente sono davvero da ridere, ma il montaggio poteva essere più interessante.

La segnalazione è di Studiounto, che ringrazio.

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10 anni di PS3? Gli analisti dicono “Oh Yes”


Su dai, parliamoci chiaro. Eravamo e siamo tutti scettici sulle parole di Kutaragi San e co, boss di Sony Computer Entertainment, quando ci descrivono una PS3 dominante in questa “nuova” console war. Sony da sempre ha cercato con la comunicazione di sopperire ad una reale mancanza di contenuti (giochi) o idee per la propria console ammiraglia che, a due anni dall’uscita, stenta ancora a decollare. Anzi la verità è che a livello mondiale, PS3 è indietro: ecco i dati di Wikipedia alla voce Console War.

Worldwide sales figures

  1. Wii – 34.55 million, as of 30 September 2008 (2008 -09-30)
  2. Xbox 360 – 25 million, as of 25 November 2008 (2008 -11-25)
  3. PlayStation 3 – 16.84 million, as of 30 September 2008


Detto questo, però, chissà che una delle cose affermate dal management Sony non sia vera o addirittura “illuminante”. PS3, si è dice da molto tempo, è nata per durare di più delle console che l’hanno preceduta. E’ un gioiello tecnologico pronto ad affrontare questa generazione e la prossima grazie al supporto totale di Internet, un hard disk molto capiente e soprattutto il DVD ad alta definizione chiamato Blu Ray, ormai divenuto uno standard. Quest’ultima riga sembra un mezzo spot ma effettivamente comincio a convincermi anche io, soprattutto dopo aver letto questo articolo su Edge OnlinePS3’s 10-year Plan Makes Sense“.

Leggendolo ho effettivamente notato una cosa. Quale è tutt’ora la console casalinga più venduta del mondo? Il Wii, secondo i dati di  cui sopra sembrerebbe di si ma… se vi dicessi che PS2 è in più di 100 milioni di case voi cosa mi rispondereste? Facile, mi direste: “Ma PS2 è una console vecchia, molti l’hanno messa in uno sgabuzzino mentre usano la loro nuova fiammante console: non è più supportata!”.

Ma questo, è un grande errore. God of War 2 è uscito quando PS3 era già ampiamente sugli scaffali ed è uscito per PS2, quest’anno, senza pensarci troppo, sono usciti per PS2, COD World At War Guitar Hero, Rock Band, Fifa e PES. 5 dei più venduti giochi dell’anno. Questo significa che, contrariamente a quanto si pensa, Sony non ha abbandonato la sua “sorella minore”, anzi, probabilmente molti degli utili che arrivano nelle casse del colosso giapponese provengono dalle vendite di software di questa “old generation” console.

Inoltre l’articolo fa notare che il passaggio di console è un’operazione traumatica per il mercato del divertimento elettronico: per gli investitori, per gli sviluppatori e per i consumatori. I primi devono lanciare una nuova console e spendere milioni di dollari in pubblicità, i secondi hanno bisogno di assumere nuove persone per imparare le nuove architetture, rischiando tra l’altro moltissimo su giochi che pochi compreranno perchè, e qui parlo di noi utenti finali, pochi comprano una nuova console appena è uscita. Perchè costa troppissimo, perchè non si sa come sarà e perchè soprattutto hanno ancora quella vecchia da nutrire.

Insomma, gli analisti dicono che il piano a dieci anni di Sony ha un senso. Io per ora dico che spendere 400€ per Little Big Planet e Metal Gear Solid 4 è assolutamente esagerato (uniche due esclusive degne dell’acquisto della console).

Ma in futuro? Mi ricrederò? Ci ricrederemo?

Ai posteri, manzoniani, l’ardua sentenza.

Nel video una divertentissima ricostruzione della “console war” che strapperà a tutti più di una risata nonostante sia abbastanza vecchiotto. Microsoft VS Sony VS Nintendo :) ah ah ah

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Guitar Hero World Tour: una passione strozzata? [recensione]


Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone

Ed ora buttiamoci nel vivo del post.

Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?

Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.

E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.

Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire?  Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?

Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.

Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!

La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonare veramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare  a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.

Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.

Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.

Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.

Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.

Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite ;) . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.

Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando ;)

E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! :) Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…

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