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La lunga vita della settima generazione [rassegna delle ultime dichiarazioni riguardanti l'esordio della prossima, ottava generazione di console]


L’arrivo della prossima generazione hardware è sicuramente un argomento caldo tanto che, paradossalmente, è stato bellamente ignorato dalle conferenze dell’E3 2010, proprio per non togliere attenzione da quanto veniva presentato.

Nonostante questo, nell’ultimo periodo le dichiarazioni in merito sono state sempre più insistenti e, pian piano, sempre più concordi.

Prima di andare a rimettere insieme i pezzi però, vale la pena sottolineare come la attuale, settima generazione di console sembra sia in controtendenza con quel trend che voleva le diverse generazioni susseguirsi con intervalli sempre più brevi. Fra uscite tardive ed insuccessi da recuperare il prima possibile, si era infatti arrivati a casi limite come quello Microsoft, che ha messo in vendita la 360 a meno di 4 anni dalla prima Xbox: un’inclinazione pericolosa che, oltre ad attentare alle tasche e alla pazienza degli utenti, iniziava a mostrare una spiacevole somiglianza con la peggiore peculiarità del gaming su PC.

Questa generazione appare invece la più longeva da parecchio a questa parte, con evidenti benefici dal punto di vista economico per tutte le parti in causa: produttori, sviluppatori e soprattutto giocatori.

Ringraziamo il Signore o qualunque altra entità terrena o extra-terrena adoriate, perchè non so voi, ma io con la mia mania di avere tutte le console casalinghe sul mercato, non so quanto avrei potuto reggere un turnover così rapido..

Ad ogni modo, tornando “in topic”, fra le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo spicca indubbiamente quella rilasciata dal capo del marketing di Ubisoft UK, Murray Pannell, che senza tanti giri di parole ha affermato:

[...] cose come Move, Kinect, 3DS rinvigoriranno il mercato, e prevedo che nei prossimi 12 mesi se non avremo una vera e propria crescita, vedremo quantomeno una stabilizzazione, prima dela transizione verso le nuove console, che io immagino probabile nei prossimi due o tre anni.

Una previsione evidentemente oculata, se quanto affermato da un certo Shigeru Miyamoto poco prima che:

[...] la nostra attenzione ora è rivolta al Wii MotionPlus e a come sia intuitivo per noi crearvi attorno del gameplay. Quindi penso che continueremo a farlo per il prossimo paio d’anni. Ma questo è veramente tutto quello che posso dire su ciò che avverrà.

Affermazione poi opportunamente smussata da Iwata con un diplomatico  “Quando finiremo le idee con l’hardware attuale e non potremo regalare agli utenti altre sorprese significative con la tecnologia che abbiamo, allora lanceremo il nuovo hardware“.

Ad ogni modo, guardando allo stato attuale delle cose, la previsione di Pannell e Miyamoto appare tutt’altro che assurda, e non solo facendo riferimento alla console Nintendo.

Microsoft sta muovendo mari e monti per affermare il contrario: lo scorso Gennaio il product manager David Hufford diceva che “l’Xbox360 non è nemmeno a metà del suo ciclo vitale“, a fine Giugno Chris Lewis ha dichiarato che “Kinect prolungherà la vita della 360 di 5 anni“, e giusto ieri Peter Molyneux ha detto che “il limite delle potenzialità grafiche della 360 è ancora lontano“. Nonostante tutto questo pensiero positivo però, sembra ben più realistica la previsione degli analisti di DFC Intelligence, che non solo vede la console MS ormai in fase discendente, ma sminuisce abbondantemente anche l’impatto potenziale di Kinect:

[La 360] ha ancora qualche buona annata nel suo futuro, ma la piattaforma è chiaramente nella fase discendente del suo ciclo vitale

“In fin dei conti, prevediamo che Kinect avrà un qualche appeal verso il pubblico interessato al fitness. Ma in termini di cambiamento rispetto al mercato complessivo delle piattaforme videoludiche, prevediamo che il suo impatto sarà trascurabile.

Ad essere criticato da DFC Intelligence però non è solo Kinect, ma l’impianto stesso del business videoludico MS:

Nel comparto del software per il business, Microsoft ha avuto successo analizzando che cosa funzionava per gli utenti di altri prodotti e incorporando esponenzialmente queste caratteristiche nei propri. Il problema è che lo sviluppo di prodotti di successo nel campo dell’entertainment semplicemente non segue questo modello.

Su quest’ultimo punto però anche Sony potrebbe avere da dire la sua, considerato che l’originalità non è mai stata neanche il suo forte…

Basta comunque la frase finale della nota degli analisti DFC per rimettere tutti d’accordo:

Il problema a lungo termine che si sta ponendo ai produttori di console è che il modello di business che prevede il lancio di un nuovo sistema hardware ogni 5 anni semplicemente non funzionerà ancora per molto.

Prodotti come Kinect e Playstation Move sono tentativi di aggirare il problema. Sfortunatamente, pensiamo si tratti al più di soluzioni provvisorie per una questione strategica che invece è ben più ampia.

Rieccoci a capofitto nella questione: il modello “5 anni” sta fallendo, ma nonostante questo le macchine sul mercato iniziano a mostrare i propri anni; paradossalmente Nintendo, pur avendo la console tecnicamente più debole, non sembra porsi particolarmente il problema, mentre Microsoft cerca motivi e pretesti per allungare la vita della propria macchina.

E Sony?

La situazione della PS3 è contemporaneamente la migliore e la più critica: pare sicuramente la console con più futuro, almeno tecnicamente parlando, trattandosi attualmente della più giovane e performante, nonchè quella che grazie ad una struttura leggermente più aperta potrebbe offrire ancora qualche sorpresa; inoltre nonostante questo Sony non ha aspettato a mettere in campo “extra” come 3D e Move che ne dovrebbero ulteriormente dilatare il ciclo vitale.

D’altra parte però la Playstation 3 ha iniziato solo ora a ripagare i propri costi di produzione, ed è quindi l’unica console delle tre che non ha scelta: DEVE riuscire a rimanere sul mercato ancora a lungo per poter diventare un buon investimento per la casa madre.

Proprio per questo, sin dall’inizio Sony aveva parlato di un ciclo vitale di almeno 10 anni per la propria macchina, e il concetto è stato ribadito recentemente per bocca di Shuhei Yoshida:

[...] guardando le cose dall’esterno, è stata Microsoft a rilasciare la prima console di questa generazione. E’ quindi naturale, secondo me, che sarà Microsoft a fare la prima mossa. O Nintendo, visto che il loro approccio è stato di non fare upgrade del suo hardware di base e il Wii non supporta neanche l’alta risoluzione.

Secondo me quindi, [in merito al rilascio di nuove console] lo sguardo dovrebbe essere rivolto a queste compagnie. La PS3 è uscita dopo la Xbox ed è più potente,  quindi sarà più longeva.

Un’ennesima conferma di un pensiero che pare consolidato e diffuso tra i produttori hardware, ma che non necessariamente potrebbe funzionare allo stesso modo per tutti ed in tutti gli ambiti.

Spostando leggermente il focus sulla PSP possiamo infatti leggere la nuova filosofia Sony anche tra le righe di una recente intervista a John Koller di SCEA:

La PSP avrà un ciclo vitale di 10 anni o forse più. Abbiamo detto che ’saremo nel business PSP finchè saremo nel business Playstation’ perchè crediamo fermamente nel mercato handheld

Appare chiara anche qui l’intenzione di prolungare la vita media dell’hardware proprio per ammortizzare il più possibile gli investimenti fatti, a prescindere dal suo successo. Il problema è che si tratta di una strategia sicuramente oculata, ma che può funzionare soltanto se condivisa ed attuata da tutti i competitor.

E la recente presentazione del 3DS dimostra che, almeno nel campo delle portatili, Nintendo non sembra voler stare al gioco. Resta quindi il dubbio che la casa di Kyoto possa smarcarsi anche in ambito casalingo, rimescolando carte e taciti accordi come solo chi ha il pieno controllo del mercato può fare, il che porterebbe ad un’improvvisa, nuova accelerazione del processo che ci consegnerà, presto o tardi, l’ottava generazione di console.

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Che fine ha fatto Milo? [Novità Milo e Kate dalla conferenza TEDGlobal 2010]


Finalmente, dopo un susseguirsi di notizie che lo volevano prima fuori e poi dentro dallo sviluppo per X360, il fantastico progetto di Peter Molyneux, Milo e Kate, torna a far sentire di sè e lo fà in grande stile!

Durante la conferenza TEDGlobal 2010 tenutasi a Oxford, è stato mostrato il gioco, e a quanto pare ha fatto dei passi da gigante! Lo stesso Mulinello, come a noi piace chiamarlo, ha spiegato molte cose riguardo Milo, ad esempio adesso sappiamo che Milo è un ragazzino che si è appena trasferito nel New England da Londra insieme alla sua famiglia e al suo cane Kate, al nostro primo incontro saremo subito invitati a giocare con lui, i maschi cacceranno delle lumache e le ragazze collezioneranno farfalle perchè, a detta dello stesso Molyneux, le lumache sono troppo viscide per le ragazze.

Non è finita qui, durante la dimostrazione Milo chiede se può schiacciare una lumaca, un reporter della sala lo incita a farlo e lui, dopo un attimo di esitazione (che bravo bambino) la schiaccia.

Come ogni gioco di Molyneux che si rispetti, saranno le nostre decisioni a plasmare la psicologia di Milo, facendo sì che non potranno esistere al mondo due Milo completamente uguali (io lo voglio pazzo schizofrenico.) Inoltre saremo invitati a tavola e ceneremo con i genitori di Milo e volendo potremo anche pulirgli la stanza.

Una nota che penso sia positiva ma che a qualcuno farà storcere il naso: Molyneux ha dichiarato che la mente di Milo non sarà contenuta su un supporto ottico ma “in the cloud”, quindi pacchetti e pacchetti di informazioni che lo renderanno sempre più intelligente(il nuovo Terminator!)… ma che richiederà quindi una costante connessione a internet e va bene che al giorno d’oggi quasi tutti ce l’hanno, ma gli altri?

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E “l’interazione” tra Microsoft e Milo prosegue [Project Milo è ancora in sviluppo... tzè!]


Fino a ieri eravamo cui a riportare la notizia del tacito abbandono di Project Milo da parte di Microsoft, quando invece… Beh, invece non è così! Pare che al buon Aaron Greenberg si sia inceppata la lingua proprio sul finire della frase. Al che l’indiscrezione da noi ieri riportata risulta “incompleta”, visto che la dichiarazione del buon Aaron, apparsa successivamente su Twitter, reciterebbe la seguente:

Project Milo continua ad essere assolutamente in sviluppo presso i Lionhead Studios, si tratta soltanto di un prodotto che non intendiamo immettere sul mercato durante queste vacanze natalizie.

Ecco svelato l’arcano: si è trattato di una “semplice” dimenticanza. Sì perché, a ben pensarci, proprio fino a qualche giorno prima dell’uscita di Greenberg, il capoccia di Lionhead Studios in persona, Peter Molyneux, si era esposto sostenendo che a breve avrebbe mostrato qualcosa di più consistente riguardo Project Milo. Ai microfoni di CVG, infatti, rincarò la dose promettendo che Project Milo adesso fosse “dieci volte più impressionante rispetto alla versione vista durante l’E3 del 2009“.

E’ giusto allora da parte nostra prodigarci in un eccesso di sincerità, dicendoci un po’ confusi dall’intera vicenda. Continuiamo a tenerci le nostre magre riserve su questo ambiziosissimo progetto, quindi, sperando che venga fatta luce non solo sulle sue sorti, ma ancor di più sulla propria raison d’être - come direbbero i francesi.

P.S. Ah, per la cronaca. L’immagine in apertura mostra il team Milo a lavoro, dalla quale è difficile evincere il numero delle persone che ci si stanno dedicando. Per questo ci siamo noi: sono all’incirca 50 gli sviluppatori coinvolti. E sì, non dubitiamo sul fatto che in quell’ufficio possano entrarci tutti!

via Scrawlfx

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Stavolta è Microsoft ad “interagire” con Milo [aggiornamento]


Quanto avvenne sul palco della Convention Center di Los Angeles durante l’E3 dello scorso anno, doveva segnare, a detta di Peter Molyneux (attualmente impegnato nello sviluppo di Fable III), una “svolta epocale” nell’ambito dell’intrattenimento videoludico. L’allusione è chiaramente a Project Milo, ed in particolar modo a quella spiazzante tech demo mostrata durante la conferenza Microsoft.

Da subito ci siamo chiesti a cosa mirasse quel geniaccio di Molyneux, cosa ci celasse dietro la volontà, più volte sottolineata, di voler creare una “connessione”, quella fra due mondi: uno dentro lo schermo e l’altro fuori dalla schermo. Qualcosa, ancora una volta, forse troppo ambizioso, più delle reali possibilità di dargli una reale consistenza. Ecco allora il dietrofront, posto che di questo si tratti, da parte di Microsoft: “Non abbiamo intenzione di commercializzare Project Milo“.

E allora ci sembra giusto riportare testualmente le dichiarazioni di Aaron Greenberg, che a tal proposito sembra essere stato piuttosto eloquente.

L’anno scorso abbiamo svelato la tecnologia Project Natal, mostrando qualche demo come parte integrante (della presentazione ndr.). E ovviamente Milo è una dimostrazione di questa tecnologia che continua ad esistere, ma al momento non è un gioco che stiamo pianificando di immettere sul mercato.

Effettivamente parecchi dubbi erano sorti in capo alla reale utilità di quella demo “nuda e cruda”. Ci si chiedeva, per esempio, quale e quanto potenziale disponesse, in termini di divertimento, un titolo in cui l’unico scopo – almeno all’apparenza – era quello di interagire con una vaga intelligenza artificiale. Senza contare le implicazioni derivanti dallo sviluppo di un rapporto, con empatia annessa, con una CPU come Milo.

Chissà comunque che questa applicazione non risulti utile nell’ambito di altri progetti… Per ora limitiamoci a sorridere all’idea di un cuore puro come Milo che entra a contatto con un mondo come il nostro, così come proposto nel video soprastante. Forse, in fin dei conti, al piccoletto è andata bene. :D

Aggiornamento: Aaron Greenberg, direttore della gestione progetti di Microsoft, ha dichiarato che il team Lionhead continua a lavorare su Milo, le dichiarazioni precedenti sono state male interpretate ed erano riferibili alla finestra d’uscita natalizia. C’è ancora speranza per il virtual boy :)

via Kotaku

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I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]


top 5 videogames innovative innovativi innovazione rivoluzionari molyneuxPeter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).

Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.

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Cosa c’entrano Lionhead Studios e il Che?


Che strano. Da oggi, se andate sul sito ufficiale della Lionhead, trovate la famosa immagine del Che con lo sfondo del numero 6, come a indicare un’ovvio conto alla rovescia. Read the full story

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Il futuro di Milo [video divertente su project Natal per Xbox 360]


Ahahahah sto ancora ridendo! Siamo tutti rimasti sbalorditi durante la scorsa E3, per la comparsa del Project Natal e per la presentazione di Milo, il bimbo interattivo frutto della mente di Peter Molyneux. Quale sarà il futuro di Milo? Ci ha pensato IGN a rispondere al quesito… gustatevi il filmato!!

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