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Top 10 dei giochi Amiga dimenticati (o quasi) che rivorremmo su Xbox Live Arcade/Playstation Network/Virtual Console


Al di là del giudizio positivo o negativo che ognuno può avere sui rispettivi negozi online di Xbox360, Playstation 3 e Wii, Xbox Live Arcade, Playstation Network e Virtual Console/WiiWare hanno un merito indubbio: tengono viva la memoria del videogioco.

A differenza della musica o del cinema, media sempre attuali che vengono continuamente ripescati, riadattati, rimasterizzati, il videogame ha infatti il problema di essere strettamente legato alla piattaforma su cui è uscito a suo tempo e, con il succedersi delle macchine e la scarsa tendenza alla retrocompatibilità, questo porta tanti giochi a perdersi fra le maglie del tempo, lasciando vuoti spesso incolmabili e rendendo difficile ripercorrere compiutamente la storia a meno di non dedicarsi a emulazione e retrogaming, attività che comunque richiedono un certo impegno e spesso obbligano ad agire ai confini della legalità.

Oltre a questo, l’uscita sempre più massiccia e frequente di titoli, sommata ad un vorticoso turn-over delle software house e dei rispettivi copyright, porta alla perdita -in alcuni casi irrimediabile- di perle che gran parte dei videogiocatori rischia di non conoscere mai.

Proprio per questo da diversi anni a questa parte sono fioccati in rete siti come mobygames.com, i cui utenti si dedicano con abnegazione a mantenere viva la memoria storica del videogioco, e numerosissime comunità virtuali dedite alla rivitalizzazione, al rinverdimento e alla traduzione di vecchi capolavori, come ad esempio Ultima Babylon.

La restrizione all’ambito PC di questi progetti però, sommata con la crisi del computer come macchina da gioco, rischia di essere insufficiente, e così eccoci a parlare di 10 titoli per l’Amiga di cui ci piacerebbe tanto poter vedere un riadattamento (ma ci accontenteremmo anche di una riproposizione dura e pura, come d’altra parte avviene sulla Virtual Console) sugli online store delle console attuali.

Ovviamente ci aspettiamo ulteriori suggerimenti nei commenti!

10-Projectyle

A vent’anni di distanza ricordo ancora le furiose partite a questo strano, velocissimo incrocio fra Speedball e l’air hockey in cui fino a 3 giocatori in contemporanea (e 8 alternati!), con visuale dall’alto, cercano di spingere il disco/palla in una delle porte del campo, evitando nel contempo che gli avversari facciano altrettanto nella propria.

8 “squadre” fra cui scegliere ben caratterizzate anche se concretamente poco differenziate, bonus, power-up ed una geniale ed anomala composizione del campo, con la sua strana conformazione a croce che vede una stanza centrale connessa a 3 “defense zone”, contenenti ognuna la porta di un giocatore, più una quarta contenente le porte di tutti e tre i partecipanti. Il risultato è un delirio totale e forsennato, in cui abilità, strategia, rabbia, e conoscenza dell’avversario si fondono.

Perfetto per un eventuale multiplayer online, da una riconversione in 3D avrebbe forse più da perdere che da guadagnare, ma in ogni caso l’ostacolo più grande resta comunque convincere EA a ricordare e riprendere questa vecchia PI in animazione sospesa fra i dischetti da 3½.

9-Weird Dreams

Ancora più vecchio (22 anni!) il gioco della Best Ever Games Company, un puzzle/action/adventure decisamente lisergico, che ci vede nei panni di un paziente sotto i ferri in sala operatoria che viene rinchiuso nel proprio subconscio da un demone, e che si ritrova così a fare i conti con un ambiente malato e assurdo, in cui anche un’innocente bambina può nascondere brutte sorprese, e in cui un statua di pietra va abbattuta a colpi di…pesce.

Una trama di fondo “diversa” quindi, per un gioco che è un’imperdibile, autentica discesa nella follia ma che per rigidità ed una certa incoerenza nel gameplay difficilmente sarebbe giocabile oggi as is.

Un remake quindi dovrebbe ammorbidirne gli spigoli senza però compromettere la cripticità insita nel gioco e quell’aria insana che permea ogni singolo quadro. E magari prolungare un po’ l’esperienza visto che, tolte le difficoltà derivanti dai controlli allucinanti e dalle sopracitate incoerenze di gameplay (tipo “eviti un pericolo per tutto un quadro, e poi alla fine scopri che l’unico modo per finirlo è lasciarsi prendere“), la durata del viaggio si ridurrebbe drasticamente.

8-Moonstone: a hard days knight

Un titolo geniale -in tutti i sensi- quello Mindscape, che presenta caratteristiche invitanti ancora oggi.

La ricerca della moonstone infatti vedeva fino a 4 giocatori (che giocavano a turno, tranne in alcune occasioni) muoversi su una variegata mappa strategica costellata tanto di città e luoghi speciali, quanto di arene in cui combattere, grazie ad un sistema di controlli complesso e sicuramente da smussare ma ancora valido e divertente, e affrontare scontri all’ultimo sangue che potevano finire subito come durare interminabili minuti, ponendoci di fronte a creature di tutte le taglie e fogge (i draghi!), nonchè agli altri giocatori, in un PvP ante litteram.

Strategico, slasher, picchiaduro ad incontri, gioco di ruolo, Moonstone mescolava con sapienza tutti questi ingredienti aggiungendo litri e litri di sangue e, come si percepisce già dal sottotitolo, una abbondante dose di humor sfrontato e nerissimo.

Con un contenuto restyle grafico (ma anche senza, per quanto mi riguarda), il multiplayer online ed un sistema di controllo più gestibile grazie ai tanti tasti degli odierni joypad, potrebbe tornare sui nostri schermi anche domani, e sarebbe un must have ora come allora.

7-Neuromancer

Nel 1989 la Interplay pubblicò sulle maggiori piattaforme dell’epoca un gioco che era avanti, sia per la sua struttura — sia per il tema cyberpunk, almeno quanto era  indietro per quel che riguarda l’aspetto estetico, con una grafica dai colori sgargianti che ben poco si adattava ai mondi decadenti e fumosi descritti da William Gibson.

Si tratta di un gioco che meriterebbe il rispescaggio e l’aggiornamento in virtù delle proprie unicità, come ad esempio la dicotomia di fra il gameplay nel mondo reale, a metà fra un’avventura grafica ed un RPG, e quello nel cyberspace, che propone scontri con le IA a colpi di psicoanalisi o filosofia,  ambientati in una realtà virtuale per molti versi simile a quella vista ne “Il Tagliaerbe” e “Johnny Mnemonic“.

Una riproposizione odierna dovrebbe svecchiare pesantemente la grafica (a patto ovviamente di proporre anche la versione originale!) e rendere l’interfaccia di gioco più agile e accessibile.

6-Rocket Ranger

Ah, la Cinemaware!

Una software house unica che, nel breve pur periodo in cui fu sul mercato (dall’86 al ‘91) riuscì a lasciare un segno indelebile nella storia del videogioco: sin dal primo, indimenticabile Defender of the Crown, tutti i titoli della casa erano assolutamente fuori scala per qualità e carattere, con le uscite migliori tipicamente rappresentate da giochi multi-evento veramente unici e, con un po’ di elasticità, godibili a tutt’oggi.

Rocket Ranger, a parimerito con It came from the desert e Wings, rappresenta forse l’apice della produzione, differenziandosi però dagli altri due per un gameplay più vario, complesso e nonostante tutto coeso: gestire i nostri infiltrati sparsi per il mondo, decidere dove e quando intervenire personalmente, controbattere colpo su colpo il dilagare dei nazisti e nel contempo riuscire a raccogliere sufficiente lunarium da poter portare avanti la nostra guerra raccogliendo le parti del razzo che ci consentirà di distruggere le miniere lunari dei tedeschi rappresenta ancora una sfida non indifferente, che lascia poco spazio a compiaciuti sorrisi nostalgici.

Al di là della struttura multi-evento, che per funzionare oggi andrebbe forse meglio amalgamata, la varietà, la tensione e l’altissimo livello artistico restano ancora perfettamente intatti.

5-Hired Guns

Altro titolo “ibrido” quello di una DMA Design d’annata: da 1 a 4 giocatori infatti controllano 4 mercenari selezionati da un team di 12, ognuno dotato di caratteristiche peculiari e soprattutto di una propria finestra di visualizzazione alla Dungeon Master, in uno split-screen comunque necessario per gestire le meccaniche collaborative e consentire il controllo in tempo reale di ogni personaggio.

Un action-rpg sui generis quindi, che mescolando sapientemente ingredienti diversi riesce a risultare frenetico, impegnativo e coinvolgente; a suo tempo graziato da un lato tecnico eccellente, Hired Guns forse è carente solo sotto il profilo strettamente artistico, presentando ambienti dall’aspetto poco fantasioso ed in generale uno stile abbastanza anonimo.

Riportato in vita, il multiplayer di Hired Guns potrebbe essere veramente micidiale online, dove nonostante tutto continuano a mancare giochi collaborativi che richiedano qualcosa di più della semplice coordinazione occhio-mano. Per il resto, dal passaggio ad un 3D reale e fluido il gioco DMA avrebbe solo da guadagnare.

4-Battlechess

C’è davvero bisogno di descrivere quello che forse è il più famoso videogioco di scacchi da 22 anni a questa parte?

Non metto in dubbio che gli algoritmi d’intelligenza artificiale si siano evoluti da allora, ma la soddisfazione di vedere la regina ingoiata intera dalla torre resta ancora insuperata, e le tante, buffe e cruente scene ad ogni pezzo mangiato rendono ogni partita un grandguignolesco teatro di guerra, intriso dello humor pixeloso che ancora oggi solo i giochi migliori sono in grado di trasmettere.

I giochi di scacchi ogni tanto tornano sui nostri monitor e TV, emergendo dal sottobosco di un genere che è nato con i computer e che non morirà mai. si capisce veramente cosa aspettino a riproporlo!

3-Cadaver

Benchè non fosse particolarmente originale per impostazione e gameplay (nello stesso anno -1990- uscì anche l’ottimo Solstice per NES, e l’anno prima era già uscito lo storico Head over heels), e pur risultando un cerbero non indifferente, il gioco dei Bitmap Brothers trasudava personalità e profondità da tutti i pori.

Personalità derivante dallo stile inconfondibile dei BB, con il loro amore per la pseudo-monocromia pennellata ad arte,  gli ambienti stracolmi di particolari ed i personaggi tozzi ma incredibilmente solidi, a cui si sommavano scelte peculiari come quella di rendere protagonista un avido nano tozzo e ben poco atletico, che si ritrova prigioniero di un’avventura ben più grande di lui.

Profondità donata da un gameplay che superava i limiti del genere, ad esempio concedendo un ampio inventario all’interno del quale il giocatore poteva sondare tutte le proprie possibilità prima di gettarsi fra le grinfie del drago di turno, proteggendosi con pergamene magiche e quant’altro fosse stato fino a quel momento faticosamente recuperato nel dungeon.

Se a questo sommiamo il fatto che, nonostante tutto questo ben di Dio, si tratta comunque di uno dei titoli meno famosi e conosciuti della software house inglese, ecco che un ripescaggio odierno diventa davvero imprescindibile, per rendere giustizia a questo giocone ormai misconosciuto.

2-Ambermoon

Triste storia quella di Ambermoon: secondo titolo di quella che doveva essere una trilogia, in realtà si è trovato nello scomodo ruolo non soltanto di ultimo titolo della serie, ma anche di canto del cigno della Thalion, casa autrice di titoli particolari e spesso pregevoli, di cui non è riuscito comunque a risollevare le sorti nonostante si trattasse anche in questo caso un titolo valido e dall’altissimo livello qualitativo.

A tutt’oggi annoverato fra i migliori RPG mai usciti su Amiga e dotato di una ristretta ma coriacea schiera di fans, Ambermoon si presentava come complesso, profondo ed artisticamente ispiratissimo. L’impianto di gioco infatti sfruttava compiutamente molteplici punti di vista, presentando il mondo esterno e gran parte delle costruzioni con visuale dall’alto chiara ma ricca di particolari, l’esplorazione dei dungeons e delle strutture “speciali” con un 3D alla Wolfenstein ben realizzato anche per l’epoca (Ultima Underworld era già uscito) e infine gli scontri e i dialoghi in bellissime schermate fisse.

Un gioco estremamente versatile quindi, supportato da un’infrastruttura RPG più che soddisfacente, che mischiava eccezionalmente bene esplorazione, dialoghi e combattimenti a turni, il tutto adornato da funzioni di automap e teletrasporto per evitare l’eccesso di backtracking.

Triste storia, dicevamo, perchè oltre ad essere l’ultimo della sua stirpe, Ambermoon è rimasto pressochè misconosciuto, pur sopravvivendo nella memoria degli oldgamers proprio in virtù delle sue tante qualità, che lo fanno entrare a pieno titolo, e tanto in alto, in questa classifica.

1-Future Wars: Adventures in Time

Il recente ripescaggio e riaggiornamento dei primi due Monkey Island ha fatto sognare -e non poco- quella folta ma poco evidente schiera di appassionati delle avventure grafiche che ha permesso al genere di sopravvivere fino ad oggi e di rifiorire in tempi recenti.

E il sogno comune a questi inguaribili nostalgici e di veder riapparire pian piano sui propri schermi versioni rivedute e corrette, ma pur sempre rispettose, dei tanti e tanti titoli appartenenti al genere che a loro tempo hanno impegnato e fatto viaggiare con la fantasia quei videogiocatori che cercavano nei loro giochi storie interessanti ed appassionanti.

In questo scenario, Future Wars rappresenta è un gioco tanto importante quanto perso nelle nebbie del tempo, principalmente a causa della sua contemporaneità con un mostro sacro come Maniac Mansion, che rivoluzionò il genere sotto più di un aspetto.

Anche il titolo Delphine rappresentava infatti un tentativo, alternativo a quello di Gilbert e soci, di superare i limiti del genere, derivanti dal retaggio delle avventure testuali; purtroppo, rispetto al gioco Lucasfilm/Lucasarts il risultato ottenuto dalla casa francese è stato molto meno brillante ed immediato, pur ponendo le basi per una serie -la Delphine Cinematique- che raggiunse poi il suo apice con Cruise for a Corpse.

Inoltre, Future Wars ha il merito di aver portato sotto gli occhi di tutti l’incredibile talento grafico di Éric Chahi, autore poi di Another World/Out of This World, Heart of Alien, di Heart of Darkness e del prossimo Project Dust, la cui mano è percepibile sin dalla primissima, geniale inquadratura, in cui sulla vetrata del palazzo del quale il protagonista sta lavando i vetri possiamo vedere tutta la bellissima skyline cittadina.

Purtroppo, come dicevamo, Future Wars, senza un adeguata rinfrescata, oggi risulterebbe fondamentalmente ingiocabile per il giocatore medio, per tante piccole mancanze che sono ormai entrate nell’uso comune del genere: dall’assenza del pathfinding (quella funzione grazie alla quale, quando clicco su un oggetto, il personaggio si avvicina e poi interagisce automaticamente), l’eccesso di pixel hunting, le frequenti morti del protagonista e soprattutto l’imperdonabile possibilità di perdersi oggetti per strada, rimanendo poi irrimediabilmente bloccati più avanti nel gioco.

Corretti questi “acciacchi”, Future Wars tornerebbe a risplendere grazie alla sua sceneggiatura validissima e alla sua ottima impostazione grafica, che opportunamente smussata (e con qualche frame d’animazione in più..) potrebbe oltretutto fungere da fionda per il prossimo titolo di Chahi, attesissimo dai puristi ma di cui il resto della popolazione che videogioca sa poco o nulla.

Eccosi arrivati alla fine; ci sarebbero ancora tanti e tanti titoli da citare (e nulla vi vieta di farlo qui sotto, e di porre le basi per una top 20…o top 100  :) ) ma per ora ci fermiamo qui, sperando di aver piacevolmente titillato i vostri ricordi o stimolato a riscoprire qualche gioiello del passato.

Nel frattempo speriamo che qualche publisher colga il nostro appello o che Nintendo si decida (come si vociferava tempo addietro) ad aprire una sezione della Virtual Console tutta dedicata alla storica piattaforma 16bit di mamma Commodore, così come d’altronde ha già fatto con il C64.

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Recensione Monkey Island 2 Special Edition [il commento di Ron Gilbert vale 10 euro?]


Ah, quanti ricordi. Monkey Island 2 la prima volta lo giocai su PC, se non sbaglio erano 11 Floppy Disk. UNDICI. Nel passare da uno all’altro non facevi altro che aspettare titubante davanti al monitor sperando che non ci fossero errori di sorta. Il tempo scorreva lento, purtroppo, e i caricamenti anche. Ma alla fine c’era la magia di un titolo senza tempo e senza età, che prometteva esattamente ciò che poi manteneva su carta. Farti pensare muovendo le piccole cellule grigie in maniera del tutto divertente, con enigmi dal sapore nonsense e battute irridenti e sulfuree. Credo che nessuno, nessuno al mondo, sia rimasto deluso da Monkey Island 2 quando lo giocò ai tempi. Se il genere ti piaceva (e … ti piaceva alla grandissima visto che c’era quasi solo quello), Le Chuck’s Revenge era il top della categoria: sia sempre lodato Ron Gilbert!

Ed ora? Ci potrebbe essere qualcuno deluso di Monkey Island 2 Special Edition? La risposta alla domanda precedente non è facile. Oggi ci sono in gioco tanti altri fattori e tanti altri generi sono nati, evoluti e, pensate, morti. Quello delle avventure grafiche, ad esempio, a meno che non venga rilanciato da quattro personaggi e da un titolo che è già storia, cipè Heavy Rain (che tra l’altro è moooooolto lontano da avere un enigma decente che sia uno), è un genere che non esiste più! Ma sarebbe meglio dire un genere che non esisteva più perchè ora, grazie alla Digital Delivery e a giochi che costano molto meno rispetto a quelli inscatolati, ci si può permettere di avere un’idea come quella di un ingranaggio piccolo ma perfetto (Machinarium) e sfondare.

Detto questo, vale la pena spendere circa 10 euro (dipende dalla piattaforma, metterò il prezzo delle varie versioni tra parentesi) o per giocare o per rigiocare Monkey Island 2 Special Edition su Xbox Live (800 MS Points), Playstation Network (10€) o iPhone e iPod Touch (6 Euro)?

Dividiamo questa recensione in due parti: vale la pena giocare Monkey Island 2 SE se non l’avete mai giocato prima? La risposta è ovviamente affermativa, stiamo scherzando? ;) Anzi… è un dovere morale! No, a parte gli scherzi. Il punto è se vi piacciono i giochi lenti e difficili (mi sto rivolgendo ai giocatori moderni che, al tempo, non avevano l’età corretta per godere appieno del gioco)? E allora cosa aspettate? Se invece siete solo fan degli sparatutto e dell’online, non vale la pena, probabilmente. Però è ora di ampliare i vostri orizzonti e… ;)

Passiamo invece al secondo gruppo di lettori: vale la pena di RIgiocare Monkey Island 2 in versione Special Edition? Ovviamente anche qui la risposta è si, ma per altri motivi. Il primo: costa poco (soprattutto su iPhone). Il secondo, il doppiaggio nuovo è spettacolare. Il terzo è il motivo del titolo della recensione: andando in giro per il gioco, sia in versione Special Edition che originale (ah già, quasi dimenticavo, potete rigiocare l’intero titolo come se foste nel 1991, come per Monkey Island Special Edition), potrete ascoltare dei commenti di Ron Gilbert (creatore anche dell’ottimo e più recente DeathSpank, sculacciata mortale, recensito qui) che, come per i DVD con commento del regista, spiegherà insieme a LucasArts come ha creato il gioco, quali sono state le difficoltà, come gli sono venute le idee ecc ecc. Grazie a questa feature ho imparato un sacco di cose (come ad esempio la storia dello SCUMM) e, sinceramente, non posso che consigliare quindi l’acquisto del gioco a chiunque :)

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Legend of Mana su PSN! Grazie Square Enix! [Legend of Mana, da PSX a PSN]


Solo a sentire il nome mi arriva un brivido, finalmente uno dei giochi più belli che siano usciti per PSX un decennio fa, arriverà su Playstation Network, aggiungendosi ad altre pietre miliari come Final Fantasy IX e Threads of Fate. Unica nota negativa? Per adesso si parla soltanto di PSN giapponese.

Legend of Mana, è il quarto episodio della serie Mana (vi ricordate il fantastico Secret of Mana per SNES?) Un gioco che per quei tempi dava uno spazio di scelta al giocatore unico e non lineare, basti pensare che a seconda della storia che decidevamo di percorrere, non avremmo mai incontrato alcuni personaggi. Le quest erano una settantina e molte diverse una dall’altra, non c’era infatti una vera e propria storia principale e questo fu causa di recensioni non molto entusiaste. I luoghi da esplorare poi erano particolari, praticamente li creavamo noi ogni volta che trovavamo un artefatto magico che raccoglieva al suo interno un mini mondo. Il combattimento era attivo, niente comandi o attese snervanti, lì si ci picchiava che era una meraviglia!

La notizia arriva tramite il solito twitter di Shinji Hashimoto, uscirà su PSN giapponese il 28 luglio, costerà 600 yen e vorrà 365 MB di spazio libero. La Square Enix si sta certamente dando da fare, ma quando Chrono Cross??? Beh, c’è un bel rumor che gira in rete: nel 2000 la Squaresoft pubblicò sul mercato americano Vagrant Story, Legend of Mana, Threads of Fate, Chrono Cross, Parasite Eve e Final Fantasy IX ognuno a distanza di un mese dall’altro, da maggio a ottobre, se luglio è il mese di Legend of Mana, agosto sarà il decimo anniversario dell’uscita di Chrono Cross….

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Shank: data e prezzo del nuovo shooter Electronic Arts!


Quest’estate, sebbene un pochino povera di titoli “scatolati” validi (ovviamente togliendo sua maestà Mario Galaxy 2), si è rivelata davvero ricca di perle in digital delivery! Come non citare l’uscita dell’ottima terza stagione di Sam & Max, l’arrivo di Tales of Monkey Island su Ps3, il mai troppo lodato Monkey Island 2 Special Edition su Xbla e Psn, l’originalissimo DeathSpank sempre multipiattaforma e l’ormai prossimo Limbo su Live Arcade???

Ecco, qualora tutto questo non fosse abbastanza, proprio in prossimità della fine dell’estate (e in prossimità di Mafia II yummy!!!) farà la sua comparsa su Xbox 360 e Playstation 3 anche Shank, il nuovissimo shooter a scorrimento di Electronic Arts che per la sua meravigliosa veste stilistica potrebbe essere definito come il Metal Slug del 2010! Da quello che possiamo vedere le azioni che il nostro “rambesco” protagonista potrà compiere saranno molteplici, ed a condire il tutto ci sarà l’ormai inflazionato bullet time, una certa dose di sangue, e un enorme macellaio pronto per essere decapitato!

Preparate i coltelli, le pistole e…i soldi! Come ormai di consueto accade per titoli che non sono mere conversioni di giochi già usciti, anche questo Shank arriverà alla non troppo modica cifra di 15 euro/1200 microsoft points. Quando? Ma il 25 Agosto ovviamente (stesso giorno dell’uscita 360 di Scott Pilgrim…boxari preparati doppi quattrini!!!).

Seguitelo con attenzione!

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Il futuro di Capcom è Mega Man Universe [annuncio Xbox Live Arcade/ Ps Network]


Sapevamo tutti che Capcom fosse in procinto di annunciare qualcosa di grosso, e tutti in realtà ci aspettavamo qualcosa del calibro di Devil May Cry 5…invece la smentita arriva proprio oggi perchè per Capcom il futuro è solo uno, e si chiama Mega Man Universe!

Tempo fa Inside The Game vi aveva accennato alla possibile esistenza di questo gioco, ma davvero non se ne sapeva nulla! Oggi invece, veniamo a sapere che si tratterà di un titolo per Xbox Live Arcade e Playstation Network, e che addirittura sarà uno dei progetti più ambiziosi della mamma di Street Fighter. Vi proponiamo il trailer (che al momento è esclusiva mondiale Gamespot), anche se rivela ben poco…anzi, una cosa la rivela eccome: si tratta di un gioco di Mega Man pieno zeppo di crossover direttamente dai giochi Capcom! E’ possibile infatti ammirare il nostro androide blu trasformarsi in Ryu di Street Fighter e Arthur di Ghosts ‘n Goblins per uccidere i perfidi scagnozzi del Dr. Willy…quindi? cosa dobbiamo pensare?

In realtà il trailer sembra tutto meno che il MMO che in molti avevano ipotizzato, ma quel sibillino “Your World. Megafied” alla fine del video ci lascia tante domande…un editor stile Little Big Planet? Un nuovo gioco della serie con trasformazioni in tantissimi personaggi? Bah! Per adesso ci limitiamo ad attendere, fiduciosi della bravura di mamma Capcom, la quale assicura: “Mega Man Universe è la nuova direzione verso cui punterà la saga dell’eroe blu, dopo 140 apparizioni in ambito videoludico in più di 22 anni di onorata carriere…Siamo sicuri che Universe rappresenti ciò che i fan di Mega Man attendono da anni“.

Con un’affermazione così entusiastica, chi se la sente di dubitare?

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Death Spank: Obiettivi e Trofei [Inside The Gamerscore]


Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato un trailer riguardante il nuovo Death Spank, action-rpg in stile Diablo dai toni demenziali sviluppato nientepopodimeno che da sua maestà Ron Gilbert, il mai troppo lodato creatore di Monkey Island e delle principali avventure grafiche LucasArts.

Il gioco, in uscita oggi su  Playstation Network e domani Xbox Live Arcade al costo di 15 euro/1200 mp, proporrà i canonici 12 achievements/trofei da sbloccare nel corso dell’avventura, e Inside The Gamerscore si occuperà proprio di rivelarvi quale strampalate tasks gli sviluppatori hanno in serbo per noi fanatici di gamerscore.

Vi proponiamo dunque la lista e vi rimandiamo alla fine dell’articolo per un nostro commento in merito, di quelli che solo redattori carichi di pregiudizi (perchè effettivamente non abbiamo ancora il gioco per le mani) possono regalare!

Can’t Kill Me… (5G): Risorgi in una capanna.

Destroyer Of Chickens (10G/Bronzo): Uccidi 100 polli.

I’m an Addict (10G/Bronzo): Bevi 50 pozioni.

Menu Hero (10G/Bronzo): Amministra il bene, sconfiggi il male.

Extermination (15G/Bronzo): Uccidi tutte le 3 regine Greem.

Underground Subway (15G/Bronzo): Scopri tutte e 30 le capanne teletrasporto.

The Day the Music Died (20G/Argento): Uccidi il sergente Orque.

Man In The Hole (15G): Completa 6 missioni Speleologo.

Extracurricular Activities (20G/Argento): Completa 50 missioni secondarie.

Justice Dispenser (25G/Argento): Uccidi 2500 nemici.

Take Back The Knight (25G/Argento): Uccidi Lord Von Prong.

Mr. Tough Guy (30G/Oro): Raggiungi il livello 20

Il commento del Doll: SEMBRA DAVVERO PROMETTERE BENE! Gli obiettivi, seppure molto molto standard (a parte la trovata stellare di uccidere 100 polli!) ci rivelano una cosa del gioco, e cioè che molto probabilmente sarà longevo e ripagherà i giocatori dell’investimento effettuato. Insomma, 50 quest da completare sono proprio tante, così come la possibilità di arrivare a 2500 uccisioni ci fa ben sperare in un gioco pieno di cose da fare e, perchè no, anche con una bella trama di quelle che solo Gilbert sa realizzare! Insomma, quanti di voi, oltre il sottoscritto, domani attingeranno alla borsa degli orfani o alla cacca di unicorno? Spero vivamente sarete in tanti!

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Bioshock 2 Protector Trials [Il DLC Single Player arriva ad Agosto]


Protector Trials è il nome del nuovo DLC di Bioshock 2. E’ il primo add on per il titolo 2K e, fortunatamente, si aggiunge alla campagna single player cioè alla parte migliore (anche se pure il multiplayer è fantastico) del gioco. Occhio però: non avrà trama e non sarà un altro pezzo di avventura. Semplicemente saranno dei “trials” delle prove, quindi. Il DLC sarà sviluppato dallo stesso team dietro alla creazione del gioco inscatolato quindi la sicurezza di un ottimo prodotto è già scritta nelle pagine della storia. Vedremo poi se queste pagine saranno anche divertenti da sfogliare. Andiamo a capire insieme di cosa si tratterà.

Il DLC cercherà di spingere il giocatore al perfetto apprendimento delle tecniche relative a tutte le armi e i plasmidi. In pratica bisogna difendere le sorelline mentre raccologno l’ADAM (cosa che bisognava già fare): ora però le forze “del male” saranno molto più arrabbiate e potenti nelle nuove sei mappe create ad hoc ma basate sulle migliori location di Bioshock 2. Ci saranno sette new obiettivi/trofei.

Il DLC sarà disponibile dal 3 Agosto 2010 su Xbox Live Marketplace e costerà 400 Microsoft Points, la data di uscità sarà identica per il Playstation Network e il prezzo sarà 4.99$.

La volonta di 2K Games è quella di pubblicare nuovi contenuti scaricabili riguardanti Bioshock 2 nei prossimi mesi quindi questo Protector Trials è solo l’antipasto. Preparatevi ad una scorpacciata di EVE! ;)

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Inside The Gamecast: Puntata 02 – Intervista ad @ntonio (E3, 3D e Motion Control) – Retrogaming: Black & White


Seconda puntata ufficiale (terza in ordine cronologico: la prima era una beta) per Inside The Gamecast, il Podcast UGC di Inside The Game. Trasmissione radiofonica condotta da Paolo Miki Isidori e Marco Tinè (cioè dOz e Strider del forum di Inside The Game, anche se il secondo non è più solo nel forum;) ) con il “patrocinio” del blog sui videogiochi più irriverente e simpatico d’Italia, cioè quello che avete sotto gli occhi in questo momento!

Vabbè ormai inutile continuare con le premesse no? Ormai la trasmissione la conoscete la sentite e la amate, vediamo quali sono gli argomenti di questa puntata. Ma prima, per i nostri amici che ci vogliono proprio seguire da iTunes, il link giusto è questo:

http://itunes.apple.com/us/podcast/inside-the-gamecast/id375136643

Invece per venire automaticamente avvisati quando esce una nuova puntata, basta abbonarsi all’RSS del podcast al seguente indirizzo:

http://www.insidethegame.it/Podcast/RSS.xml

Bene detto questo, passiamo agli argomenti di questa puntata che, ve lo preannuncio, è davvero lunghissima! Chiedo infatti pubblicamente ai nostri due bravi presentatori di accorciare un pochettino la durata del Podcast anche e soprattutto per loro: una buona capacità di sintesi sicuramente aumenterebbe gli ascoltatori e soprattutto permetterebbe di creare più puntate, quindi maggiormente aggiornate.

0:00:00 – 52:30
Intervista ad “@ntonio” Maria Abbate che, per chi non l’avesse notato, è uno dei blogger di Inside The Game. La sua descrizione nella pagina about tarda ad arrivare e per questo, sempre pubblicamente, chiedo scusa a lui e a tutti i lettori. Ma arriverà, non vi preoccupate :) . In questa prima parte dell’intervista si è soprattutto parlato di @ntonio e si è fatta qualche riflessione.

52:30 – 2:31:30
Discussione a 3 sulle ultime news dell’E3, riflessioni sul 3D stereoscopico e sui Motion Controller. Dopo di che il nostro ospite ci lascia… dopo 2:31:30 di Podcast probabilmente una parte di cervello è rimasto attaccato alle sue cuffie: complice il sudore e il caldo ;) Grazie ovviamente ad Antonio!

2:31:30 – 2:44:40
Angolo dell’offerte della settimana: cosa acquistare su Xbox Live Arcade o Playstation Network o Steam a poco prezzo? Cosa non bisogna davvero lasciarsi scappare?

2:44:40 – 3:36:48
Ovviamente arriva l’angolo del Retrogaming! Patria di Strider che dipinge in bianco e nero uno specialone, interessantissimo, su Black & White

3:36:48
Domande nutellose, cioè le domande niubbe più ricercate della rete!

Ora non vi rimane che ascoltare la Puntata 2 di Inside The Gamecast schiacciando Play qui sotto!

Puntata 0: Inside The GameCast [00], il primo podcast sui videogiochi generato da voi utenti del forum!

Puntata 1: Inside The Gamecast: Puntata 01 – Intervista a Simone AKirA Trimarchi (iPhone, Indie Games) – Sanctum – Retrogaming (Loom)

Disclaimer: Le opinioni espresse nel Podcast Inside The Gamecast non coincidono necessariamente con quelle di Inside The Game.

Posted in Inside The Gamecast - Il Podcast degli utenti di ITG, Le nostre iniziativeComments (13)

Simone AKirA Trimarchi intervista Giacomo Cannelli [un nuovo video podcast sui videogiochi?]


Il sottoscritto (Simone “AKirA” Trimarchi) ha intervistato Giacomo Cannelli di Current Tv, circa due settimane fa. Ve l’avevo promesso, quando vi ho mostrato di cosa è capace il conduttore di Current TV nel post Geek Rétro, prima puntata all’insegna del retrogame e ho mantenuto la mia promessa. La cosa che non vi avevo promesso, perchè non avevo idea che succedesse, è che quest’intervista sarebbe durata mezz’ora di video e avrebbe funzionato talmente tanto bene che… vorremmo farne un appuntamento settimanale :) Un video podcast sui videogiochi condotto a quattro mani (o a sei, otto, chissà…) in cui il io, il buon Giacomo, che oltre ad essere simpatico è anche abbastanza preparato, e magari altri blogger di ITG, proveremo a parlare a ruota libera di videogiochi, cinema, tv, fumetti, retrogame ecc.

Una vera e propria trasmissione web sui videogiochi che provi ad intrattenere e ad informare tutti voi. Soprattutto ad intrattenere, però. Quest’intervista quindi vuole essere un esperimento la sua riuscita dipende da tutti voi e dai vostri commenti (positivi, si spera) dove ci “implorate” di andare avanti col programma perchè, al momento, è solo un esperimento, come ho detto prima. E’ solo un’intervista ad un conduttore che si meriterebbe davvero di stare in video per molto più tempo… soprattutto perchè è un gamer! :)

Comunque sia, per farvi un breve riassunto, nella prima parte dell’intervista che trovare qui sopra, abbiamo cominciato a parlare di Geek Rétro, poi del rapportro tra videogiochi e TV (vi consiglio di leggere la mia column in proposito: “Come videogiochi e TV possono convivere“), di Red Dead Redemption, JRPG, Oblivion, Phantasy Star online, gioco online e soprattutto della “Tastiera del dreamcast” ;) .

La seconda puntata invece, che trovate qui sotto, è cominciata sempre sul tema di videogiochi e televisione, RAI (si, radio televisione italiana :) ), Playstation Network e Xbox live, Apple, cinema e videogiochi, Heavy Rain, Librigame e del Sixaxis (e del suo fantastico nome ;) ). La trovate qua sotto.

La terza, segue ovviamente gli argomenti fin’ora trattati e parte dalle trame dei videogiochi, ancora Heavy Rain, i film tratti dai videogiochi e poi un po’ di retrogame (Zelda, NES, Monkey Island) e Uncharted 2 (passando per Indiana Jones e per il cinema… ad Harrison Ford fa male la schiena ;) ). Eccola.

Finito! :)

Ora aspetto i vostri feedback. Vi siete divertiti? Avete passato una bella mezz’ora? Spero di si e… beh, ci vediamo alla prossima puntata

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[Rumor] Dead Space Extraction potrebbe uscire per PSN / XBLA


Sinceramente ci spero. Sono un fan di Dead Space, sono riuscito a sopravvivere all’incubo, e vorrei giocare a Dead Space Extraction, cioè la versione FPS (sparatutto su binari) uscita per Wii l’anno scorso. Solo che (lo so sono malato) non ha gli achievements! E già, la console Nintendo non mi permette di esprimere completamente la mia nerditudine e quindi non la preferisco sulle uscite multipiattaforma. Vabbè… attenzione, questa in fondo è una boiata: ha anche una grafica peggiore, non ha il dolby e il gioco sarebbe a “prezzo pieno”.

Tra poco invece potremo comprarlo a meno di 15 euro e con una grafica HD. Pare infatti che Electronic Arts e Visceral Games vogliano portare il titolo su Playstation NetworkXbox Live Arcade. Sembra che all’E3 verrà dato questo annuncio in maniera ufficiale. Per ora noi ci teniamo il rumor e, chi è come me, continua a sperare.

Nel video il primo livello del gioco, versione Wii.

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PSN Premium: tutta la verità all’E3? [account a pagamento anche per l'online su PS3]


La sfida tra il servizio Live di Microsoft ed il PlayStation Network pare non sia ancora finita. Per ora l’ultima parola è quella di Sony, che nelle ultime ore ha annunciato di voler arricchire la propria offerta di un nuovo abbonamento Premium.. A pagamento! Ed era anche ora di darsi una svegliata! Non fraintendetemi, sono ancora dell’idea che avere a disposizione un servizio per il net gaming del tutto gratuito sia uno dei punti vincenti della strategia Sony, ma a conti fatti la multimedialità e le possibilità offerte dal Live sono assolutamente superiori. E se qualche mese fa i rumor su un account Xbox Live Platinum avevano fatto velocemente il giro della rete, Sony non è rimasta certo a guardare come in passato:

“Non ci sarà nulla nel pacchetto Premium che penalizzerà i normali utenti del PSN”.

Account Premium dunque confermato e, secondo una fonte attendibile riportata dal sito vg247, tutti i dettagli verranno rilasciati durante la conferenza Sony del prossimo E3 di Giugno. Per ora noi di Inside The Game siamo riusciti a scoprire alcuni rumor succosi grazie al nostro sofisticato servizio di Intelligence (non è vero, è bastata una ricerchina blanda su Internet! :-D ). Nello specifico:

  • Il prezzo dell’abbonamento annuale dovrebbe essere sotto i 50$.
  • Tutti gli abbonati potranno godere gratuitamente ogni mese di un titolo PSN a scelta tra i due o quattro disponibili nell’offerta mensile.
  • Il 15 giugno sarà annunciata alla conferenza Sony la nuova applicazione Spotify per ascoltare la musica in streaming anche durante le partite.

Si parlava inoltre di un servizio di cross chat disponibile solo con la sottoscrizione dell’abbonamento, ma la notizia è stata smentita da Sony stessa, che parrebbe intenzionata a rendere disponibile questa feature fondamentale (e lo dico con tutta la convinzione possibile) in via del tutto gratuita.

Non ci resta che aspettare Giugno: sono convinto che ne vedremo delle belle!

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Descent e i suoi 1080 gradi stanno arrivando su WiiWare [Digital Delivery Nintendo]


E’ chiaro che le piattaforme di Digital Delivery, come Xbox Live Arcade, Playstation Network e WiiWare stanno servendo soprattutto ai produttori di videogiochi per rivendere qualcosa che, in passato, è già stato venduto. In percentuale quanti sono i giochi vecchi rimasterizzati in HD (oppure nemmeno modificati minimamente, tipo Doom su XBLA riproposto uguale identico alla versione del 1993) e quanti quelli originali su questi servizi appena menzionati? Secondo me almeno il 90% sono giochi già visti. Ho sparato un numero così, spannometrico, però dubito di essere andato tanto lontano dalla realtà.

Faccio questa premessa perchè è arrivato finalmente il momento di rispolverare un grande classico del passato. Un gioco che, alla sua uscita (lo ricordo ancora) fu salutato dalla stampa specializzata come una vera e propria rivoluzione. Tante aspettative, tante davvero, su un titolo in 3D che proponeva come suo punto di svolta nella storia dei videogiochi l’utilizzo di 1080°. Il giocatore muoveva nel classico mondo degli FPS un’astronave, non un omino, e quindi poteva si muoversi avanti indietro e lateralmente… ma poteva anche andare in alto, in basso ecc. Quindi, riassumento, in tutte le direzioni.

Ovviamente sto parlando di Descent che, secondo un comunicato stampa diffuso da Interplay il 14 Aprile, arriverà su WiiWare a breve. Ovviamente il comunicato racconta quanto sia azzeccata la scelta di una macchina come Wii, dotata di sensori di movimento, per giocare ad un titolo come questo che permette rotazioni di tutti i tipi. Io su quest’ultimo punto non mi pronuncio ma riconosco in Descent un vero e proprio esperimento che vi consiglio di provare, se non avete un’età simile a quella del sottoscritto che l’ha già divorato ai tempi del PC (era il 1995).

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