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King of Chinatown, un documentario sul pro gaming [video Justin Wong e Street Fighter]


Qualche giorno fa abbiamo mandato in visibilio il pubblico di Inside The Game parlando della velocità dei pro gamer coreani. Oggi speriamo di fare altrettanto con un video che invece arriva dall’america: il trailer di King of Chinatown, un documentario su Justin Wong, un pro gamer a stelle e strisce specializzato nei picchiaduro 2D (Street Fighter & company).

Questi ragazzi non saranno veloci con le mani come i progamer di Starcraft ma devono ragionare e pensare alla loro mossa vincente in attimi, non secondi. Frame, per l’esattezza. Ogni colpo, ogni super mossa, ogni finta deve essere calcolata ed eseguita con una precisione chirurgica che spesso ha dell’incredibile. Ad esempio quando lo stesso Justin si è giocato la finale dell’EVO (un famoso torneo di Street) contro Daigo è uscito fuori uno dei momenti più belli del netgaming mondiale, questo: Chun li (Justin Wong) vs Ken (Daigo Umehara) che vi consiglio di vedere ASSOLUTAMENTE.

Ora su Justin Wong, cino americano di New York, sarà girato un film di cui quello che vedete in apertura è il trailer. Nel video si può vedere come il suo manager  faccia notare al nostro come sia “difficile” la vita del pro gamer: senza vittorie non si paga l’affitto. Ovviamente il documentario mi sembra autoprodotto e non so se uscirà nei cinema però spero si possa reperire in download qui da noi.

Intanto che dire… Justin è fresco fresco di vittoria all’ESWC (Electronic Sports World Cup) e usa Rufus. A quando il prossimo scontro con Daigo? :) La rivincita? ;)

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E se Starcraft 2 fallisse? [Column]


Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultima generazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.

Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.

E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.

Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.

Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.

Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!

Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.

Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sport elettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.

Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo  a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.

Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

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Vivere Giocando [Tom Taylor, Lim Yo-Hwan e Alessandro Avallone]


Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.

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Gow2, scandalo epico?


Battiamo il ferro finchè è caldo.

L’ultima puntata di Three Minutes of Game è stata su Gears of War 2,  di cui avevamo già sviscerato ampiamente sia l’aspetto single player che quello multiplayer con un’intervista a Lapo Matteoni.

Sia io che Fucktotum abbiamo detto, a più riprese, che questo gioco è una bellezza. Un capolavoro, addirittura, un “must buy”. E personalmente penso che la cosa sia più che vera: GoW 2 è il miglior sparatutto dell’anno ed ha un multiplayer davvero spettacolare.

Ma forse i videogiochi andrebbero valutati a più livelli. Per gli utenti “casual”, per quelli più smaliziati e per i “pro”. Nei primi due casi, la sostanza non cambia: siamo di fronte ad un capolavoro. Eppure per chi questo gioco lo sta giocando ad alti livelli online, cercando di sfidarsi e diventare il clan più forte d’Italia e perchè no d’Europa e del mondo, c’è qualche cosa che non va. Chi entra nel “gaming competitivo” dalla porta principale, nota ogni micro dettaglio, ogni bug ogni glitch ogni imprecisione. E purtroppo Gears of War 2 in questo senso non ha dei “micro” problemi ma dei MACRO problemi che lo rendono ingiocabile.

Starete già vedendo il video qui sopra, su cui apro una parentesi. E’ un video creato da Or4k, un utente del blog, un amico sul Live e un player di Gears of War (ha fatto parte della spedizione italiana al WCG 2007 di Seattle come Coach, insieme Lord Ravenloft) e, a questo punto, un videomaker di successo. Lui con un solo video ha eguagliato e superato le visualizzazioni di tutti i miei messi insieme, anche perchè questo suo ultimo “prodotto” è stato citato da più parti, anche dal famoso Kotaku di cui avevamo parlato in questo post. Un orgoglio italiano, direi. Grande Or4k!

Ma cosa mostra questo video? Dei muri inesistenti che possono essere utilizziati come “arma” invisibile, usando il corpo a corpo. Un glitch che Epic sta cercando di nascondere addirittura sui forum propietari, dove ha cancellato i post che lo riguardano. Non un bug ma un BUCO enorme che meriterebbe una patch da un giorno all’altro. Patch che invece non arriva…

Uno scandalo epico.

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GoW2 in multiplayer? Intervista a Lord Ravenloft


Ieri abbiamo postato la nostra opinione su Gears of War 2 in single player. Fucktotum ha scritto un ottimo post e sicuramente ne capisce, in questo campo.

Sul multiplayer  però avevo dei dubbi. Avrei dovuto postare io, visto che sicuramente sono riconosciuto come esperto dalla community, in questo ambito, forse vi sarebbe anche andata bene la mia opinione. In fondo sto proprio giocando il nuovo titolo Epic in multi e mi sto divertento veramente molto. E’ anche vero però che non ho avuto tutto questo tempo negli ultimi giorni e che del multi su console, c’è sicuramente qualcuno che ne sa più di me.

Avete sentito parlare mai di Lapo Matteoni? Se cercate su google c’è addirittura un servizio di Repubblica.TV che lo definisce un “professional gamer”. Sorvolo su questa nomina, perchè credo che anche lui sappia di non campare videogiocando a Gears of War (esiste solo un giocatore in Italia a poter vantare di essere un progamer, cioè Alessandro “Stermy” Avallone che ha anche inaugurato il suo nuovo sito ufficiale). Però stiamo parlando di uno dei componenti della ex nazionale italiana del primo titolo Epic, vincitore quindi delle eliminatorie italiane per i World Cyber Games e volato a Seattle nel 2007 per confrontarsi con altre squadre provenienti da tutto il mondo. Lì il Team Impact, questo il nome del team (precedentemente noto come RoS, cioè Reapers of Souls) è addirittura arrivato quinto, praticamente sotto al podio.

Chi meglio di lui, ho pensato, può spiegarci quanto è bello Gears of War 2 in multiplayer tramite una bella intervista firmata Inside The Game? Spero che apprezzerete l’iniziativa; io ne sono convinto. Lord Ravenloft è forte e ci ha raccontato un sacco di cose interessanti. Nel video di apertura potete vedere alcuni frag online dei RoS, Lapo compreso.

Team Impact
In foto il Team Impact a Seattle, Lapo è quello in mezzo.

AKirA@InsideTheGame: Allora, GOW2 è nei negozi e la gente è entusiasta. I giocatori di Halo 3 e COD4 sono diminuiti vertiginosamente. Il titolo Epic sembra il top per il multiplayer su Xbox Live: quali sono gli ingredienti che secondo te miscelano questo successo?

Lord Ravenloft: Gears of War 2 ha il merito di aver migliorato le dinamiche di gioco del grande successo che è stato GoW, ma senza distaccarsi troppo dal suo predecessore: le ha rese più tattiche e più “pensate”, attraverso espedienti quali rendere il gioco più lento e rallentare il rateo di fuoco del fucile a pompa, favorendo un gioco di squadra più marcato e aggiungendo quel pizzico di strategia in più che i giocatori apprezzano sempre.

AKirA@InsideTheGame: Hai parlato di strategia; se ti provocassi dicendoti che secondo me più che strategia in GOW2 serve gioco di squadra, tu che mi diresti? Dove sta la strategia in un titolo simile?

Lord Ravenloft: Per strategia intendo tattica, e il gioco di squadra è “parte” della strategia di un team. GoW è infatti una serie che favorisce enormemente la superiorità numerica (se ben sfruttata), e da qui ovviamente nascono concetti strategici intesi come il posizionamento a copertura reciproca sulla mappa (e quindi teamplay), oppure ai fini della guardia o raccolta di una specifica arma

AKirA@InsideTheGame: Io ho trovato GOW in multi un po’ limitato; tu l’hai giocato fino a diventare campione italiano col tuo clan. Questo GOW2 invece ha un feeling molto più “elegante”. Cosa è stato migliorato? Dove Epic si è resa conto di aver sbagliato nel primo capitolo e dove invece ha aggiunto ex novo?

Lord Ravenloft: GoW1 era un gioco più veloce; un misto tra un fps frenetico e un tps tattico. Soprattutto verso la fine, quando i giocatori avevano imparato perfettamente la tecnica del wallbounce (con questo termine si intende la tecnica di schivare e sparare allo stesso tempo rimbalzando sul muro). Epic ha saggiamente rallentato il ritmo rendendo il gioco più avvincente e ponderato e quindi più elegante. Per non parlare dell’Unreal Engine che dal 3.0 di GoW arriva al 3.5 per il secondo capitolo con miglioramenti, appunto, eleganti come hai detto tu.

AKirA@InsideTheGame: Che mi dici del bilanciamento delle armi: trovi che ci sia qualche arma non utilizzabile e qualcuna invece troppo potente?

Lord Ravenloft: Secondo me su GoW 2 le armi sono ben bilanciate. Ovviamente c’è un overpower del mortaio che per ovvi motivi sarà tolto da tutte le competizioni di un certo livello, ma per il resto devo dire che si è arrivati ad un ottimo bilanciamento con uno shotgun meno efficace e lancer e hummer vitaminizzati, per non parlare di cecchino, arco e martello, rivisti ma sempre stupendi. Anche le nuove: scudo, granate velenose e lanciafiamme mi sembrano azzeccate: tutte interessanti e da approfondire.

AKirA@InsideTheGame: Uno dei maggiori difetti che i giocatori PC imputano ad un gioco online per console è l’host power (su console non ci sono server dedicati, quindi è sempre un giocatore da fare da server, risultandone avvantaggiato). Secondo te GOW2 risolve un po’ questo problema? Esiste una soluzione … e più che altro, serve?

Lord Ravenloft: Secondo me con GoW 2 ci hanno dato una sorta di illusione su questo tema: si è passati da squadre di 4 a team di 5 giocatori. Questo vuol dire che ci sono 10 persone sulla mappa, e quindi il tutto è teoricamente più pesante. Tuttavia l’host power in matchmaking è sicuramente più limitato rispetto al precedente sistema di multiplayer, ma rimane riscontrabile. In parole comprensibili: lagga un po’ meno dell’1, pur avendo più players, ma lagga sempre, e se non sembra è semplicemente perchè con i movimenti più lenti ora è più facile giocare anche con lag. Il lag è un po’ come la morte, puoi fare del tutto per schivarla o ritardarla ma lei arriverà sempre. Ahah :)

AKirA@InsideTheGame: E con questa battuta abbiamo concluso. Io ringrazio il nostro ospite per il tempo concessoci e speriamo di vederti presto di nuovo in azione su Gears of War 2! :)

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Videogiochi d’azzardo: Poker online.


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Sono anni che il 26 di dicembre vado a giocare a carte con gli amici. E’ divertente tutti gli anni perdere o vincere qualcosa “al tavolo verde”, soprattutto guardando in faccia i propri avversari/amici.

Una moda che invece sta completamente dilagando su internet è quella del Poker Online, praticabile su tantissimi siti differenti.

Il gioco del poker, trasformato in videogioco, in netgame, perde quasi tutto il suo fascino. Il bluff non si può certo “scoprire” senza guardare le reazioni emotive di una faccia. Una mossa azzardata garantirà sempre il massimo dell’effetto visto che nessuno vi potrà vedere tremare. Devo ammettere che nonostante io adesso stia criticando questa disciplina in passato ci ho perso qualche soldino. Al posto di passare la serata in giro, se ero troppo stanco, mi lanciavo nel brivido del poker online a soldi. Grosso errore o grossa opportunità sprecata, dipende dai punti di vista. vi spiego perchè.

Elky impegnato in una partita di StarcraftLa snaturazione del poker, giocato online, passa soprattutto per alcuni evidenti fattori. Innanzitutto quando ci sono di mezzo i soldi ma non c’è di mezzo il divertimento (l’unico obiettivo di questa disciplina è non perdere denari ma vincerli!) tiene banco l’ottimizzazione, deleteria per un gioco di carte. In pratica chiunque sappia giocare al poker online non rischia mai nulla. Se apre è perchè ha qualcosa, se viene a vedere un piatto ricco è perchè sa di poter vincere e così via. L’ottimizzazione inoltre passa sopratutto per la presenza contemporanea in più tavoli. Come potete vedere nel video allegato comincia a diventare impegnativo giocare su quattro tavoli contemporaneamente; pensare che c’è gente che fa anche di più (con tre quattro monitor) sembra impossibile. Eppure…

Ed ecco che arriviamo al “nocciolo” della questione. Fatte queste premesse il poker online si è trasformato da gioco d’azzardo a netgaming vero e proprio, nudo e crudo. Alcuni ex giocatori famosi a livello mondiale di Starcraft o Warcraft III, ora praticano il poker online a livelli “professionistici”. Sfruttando le loro abilità incredibili sullaElky al tavolo verde tastiera a livello di velocità e la loro capacità di concentrazione, si intascano parecchie migliaia di dollari al mese. Ma come fanno a guadagnare, chiederete voi? E’ un gioco di fortuna, ogni tanto perderanno. Sbagliato. Seguendo i dettami di cui sopra, invece, e giocando su più tavoli contemporaneamente questa gente riesce a guadagnare constantemente discrete somme di denaro ogni mese. Il francese  Elky, ne è l’esempio vivente (nelle immagini lo vedete prima impegnato in una partita di Starcraft sulla televisione coreana e poi seduto al tavolo verde “reale” dove è arrivato grazie ai successi virtuali). Il rischio di perdere è prossimo allo zero, o quasi. Soprattutto perchè di polli su internet ce ne sono a bizzeffe. Quindi lo “stipendio” di un giocatore professionista di poker online, che passa almeno 8 ore al giorno sui tavoli verdi virtuali, può tranquillamente superare i 1500$ al mese anche senza un minimo di talento. Se diventa anche forte poi, questa cifra aumenta esponenzialmente.

Insomma, la mia non vuole essere assolutamente una “pubblicità” a questo Poker Online, anzi il mio consiglio è di starne alla larga il più possibile, praticando invece quello reale che è molto più bello. Forse addirittura questo è un caso più unico che raro di videogioco che mi sembra assolutamente negativo anche se non dipende dalla sua natura video ludica ma da un altro fattore.

I soldi.

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Giochi dal vivo: Gamecon 2007


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Dopo tre giorni di fiera e un ritorno traumatico (speriamo che il tutor sull’autostrada non abbia fatto il suo dovere ;) ) sono pronto a raccontarvi l’esperienza del Gamecon 2007. Non come scriverei un articolo o un resonconto ufficiale, ma in perfetto stile blogger, che insidethegame richiede.

Stermy durante il suo show, con una quantità di pubblico davvero invidiabileComincio con i complimenti agli organizzatori, la fiera è risultata molto migliore dell’anno precedente e si lancia verso traguardi importanti. Più pulizia, più ordine, più iniziative, più business, più sicurezza; più giochi! Un plauso quindi a Claudio Curcio e ai ragazzi di FactaManent che gestiscono da anni con successo il Comicon ed ora si sono buttati in questa nuova esperienza con il mondo del gioco in generale.

Se posso permettermi un appunto non credo che il luogo consono per conferenze come Game in Italy e gli altri appuntamenti culturali fosse proprio quella “sala incontri”, piccola un pò scialba e soprattutto caldissima. Inoltre mi chiedo se lo stesso Gamecon debba unire il serio con il faceto. Fondamentalmente c’erano tanti giovani e giovanissimi, magari con i loro genitori. Siamo sicuri che a questo target interessassero le parole di sviluppatori stranieri, di investitori del mondo gaming e le mie? Si perchè sono stato invitato, grazie a Paolo Cupola della Gazzetta dello Sport (e al bene placito di Marco Accordi “MetalMark” Rickards, coordinatore degli interventi), a parlare all’ultimissimo intervento della fiera relativo all’online gaming insieme a Fabrizio Calì di Kalycanthus.it.Un personaggio di Final Fantasy commenta Warcraft III Un momento molto interessante che spero potrò condividere tramite video, appena metterò le mani sul girato di Gisli, che ha gentilmente sofferto il caldo asfissiante pur di riprendermi (thank you my favorite icelandic love :) ). Interessante si, ma per pochissimi: c’erano giusto alcuni amici in sala (grazie Nobsyde e Rev) e qualche giornalista per un picco massimo di 8 persone. Non che le sedie disponibili fossero tante di più, però ripeto che difficilmente un momento culturale può diventare di forte appeal solo perchè si parla di videogiochi al target consumer della fiera.

Chiusa questa parentesi ci siamo proprio divertiti al Gamecon. Con lo staff di Progaming.it e ESL innanzitutto (grande serata sabato…), e anche come community che gioca in generale. C’erano i cosplayer (ne vedete una nelle foto) c’era FNIV (il cui torneo era organizzato da CPW), c’era Gamebattles, c’erano gli scacchi, Gamesclan, i giochi di ruolo, warhammer, giochi di carte e chi più ne ha più ne metta. Chi è intervenuto si è accorto che, volendo, non c’era davvero un minuto libero. Tra un torneo di Call of Duty da una parte, uno di Halo dall’altra, una foto con la cosplayer più carina, una bella pizza napoletana, i tre giorni alla Mostra D’Oltremare sono volati.

Io e Rev che commentiamo l’IFNG di PESSull’unico palco, sempre gestito da noi tranne che domenica (in cui comunque abbiamo fatto un apparizione, leggi sotto), c’è stata davvero un accoglienza incredibile per Stermy, che si è anche fermato a firmare autografi (molte le persone che sono salite a chiederglielo, contro le mie personali aspettative). Per il resto, come al solito, il “King of The Hill” di Pro Evolution Soccer ha tenuto banco. Ma anche l’Intel Friday Night Game powered by ASUS con Geno vs Ashun in Warcraft III ha avuto un riscontro positivo; complice la “gattina” Gabriella che abbiamo coinvolto nella telecronaca del match. Per Duccio e le sfide a Carom3D, non hanno fatto a spallate, però comunque anche lui ha avuto il suo momento di gloria battendo tutti gli intervenuti dal pubblico.

Insomma il Gamecon è stata veramente una bella esperienza, conclusasi purtroppo con una mia sconfitta a PES 2008 in diretta web streaming e davanti a tutto il pubblico contro il mio acerrimo nemico Nobsyde! :) Io A.S. Roma vs lui Barcellona: 1 a 0 per il mio compagno telecronista anche se aveva il tifo contrario. Ha vinto la fascia di capitano di PES 2008 messa in palio da Bibifa, il presidente di FNIV. Ma soprattutto ha vinto una mia, ennesima, rosikata!!!!!!! Ma Nob quando mi sfidi con il Torino invece che con le squadre cheat??? ;)

Concludo ringraziando tutte le persone che sono intervenute anche solo per salutarmi, che sono state tante. La forza di reggermi in piedi continuando a farmi divertire la devo tutta a voi e al vostro affetto che ad ogni evento si moltiplica. Grazie di cuore ragazzi.

A questo link trovate la gallery di foto di ESL. Il video l’ho trovato su Youtube ed è un “memorabilia” dell’evento montato da qualche ragazzo intervenuto.

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