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Finalmente si comincia [reportage WCG 2009 - day 3]


Pronti, partenza, via.

Il WCG è ufficialmente aperto visto che la cerimonia di apertura sta per concludersi tra qualche istante in uno dei due padiglioni della “Century City Venue” di Chengdu. Lo dico subito senza mezze parole: questa è  l’edizione senza dubbio più maestosa mai organizzata. Nessun paragone con Singapore, che era la migliore alla quale io abbia mai preso parte: più del doppio dello spazio, un palco gigantesco e soprattutto un fiume di spettatori.

L’eSport in Cina è realtà e ovviamente gli organizzatori lo sapevano: nonostante l’alto prezzo del biglietto per entrare a vedere i World Cyber Games i fan dei videogiochi competitivi cinesi hanno risposto in massa per ammirare, salutare e fotografare i propri beniamini. Fantastico.

La cerimonia di apertura è stata molto bella, come al solito: balli tradizionali cinesi, coerografie, portabandiera di tutte le nazioni in sfilata ed un gruppo di giovani artisti che hanno eseguito la canzone “Beyond The Game” cioè l’inno dei World Cyber Games. Ma il vero spettacolo sinceramente non l’ho visto sul palco bensì davanti. E’ stata davvero un emozione gigantesca vedere il tifo da stadio e le urla che gli spettatori accorsi hanno emesso per solamente l’antipasto di un torneo di videogiochi. Inutile dire che in Italia qualcosa di simile non la vedremo mai: se per molti punti di vista siamo un paese da terzo mondo, per quanto riguarda questo aspetto particolare siamo davvero alla preistoria. O semplicemente è la Cina, insieme alla Corea del Sud, che è catapultata anni luce nel futuro.

Ciò che risulta ancor più straordinario è che qui, anche noi italiani, siamo delle celebrità. La foto qui sotto è stata scattata mentre io e la nostra nazionale posavamo per un’immagine di gruppo con il tricolore. Nel tempo di mettersi in posa e sorridere si sono radunati davanti a noi un nugulo di ragazzi per fotografarci e farsi fotografare con noi, come se fossimo delle celebrità. Di noi conoscono solamente i nickname, letti in chissà quale replay, eppure sono bastati quelli e due occhi non a mandorla per trasformare un innocuo gruppo di nerd in novelli David Beckam.

Straordinario, ripeto, straordinario! ;)

From WCG 2009 CHengdu

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Il giorno più lungo [Reportage World Cyber Games 2009 - Day 2]


C’è poco da dire, nonostante oggi si la giornata in cui ho passato più ore in maniera “attiva” che io ricordi. Grazie al Jet Lag la mia sveglia digitale, fissata per le 9 ora locale, è stata battuta da quella naturale: alle 5:04 di mattina ho spalancato gli occhi per non richiuderli fino ad ora (00:43). Anzi non è esatto: al momento sto ancora guardando un bianco schermo del computer per provare a raccogliere le mie impressioni sulla giornata di WCG appena trascorsa nonostante non ci sia molto da dire.

A parte avventure personali non proprio felici con alberghi, virus scalmanati (non attaccati al mio corpo, fortunatamente: ho però passato tutta la mattinata a mostrare l’iPhone a tutti per cercare un termometro visto che chiederlo in inglese è un’utopia) e tassisti che non parlano mezza parola di inglese, non ho proprio niente di videoludico da raccontarvi, se non che ho vinto una partita contro Cloud a Street Fighter 4 e molte contro Beta nella camera d’albergo di quest’ultimo. Avete letto bene si sono portati l’Xbox e 2 Fight Stick dall’Italia per “passare il tempo”.

La riflessione odierna quindi è sull’importanza che i “professionisti” italiani del videogioco danno all’azione stessa del giocare. Non vi ho raccontato nel report del Day 1 che sull’aereo Beta, Hauntspy e Cloud hanno passato il tempo tra i giochini messi a disposizione dalla KLM (giocando 1vs1 ad un clone di Forza Quattro da due sedili diversi) e un portatile su cui girava un emulatore di arcade con Metal Slug, Ghost’n'Goblins e altre diavolerie. Mentre ora avete appena scoperto che per passare il tempo libero in camera, quello in cui non vai in giro per la città, non puoi allenarti alla tua disciplina, non ti va di socializzare con gli altri giocatori, in una valigia era addirittura “nascosta” una Xbox 360.

Molti potrebbero criticare un attegiamento simile dando degli “stra nerd” a chi si macchia di una tale colpa. Io sinceramente non la vedo così e provo una forte empatia per la combriccola Inferno eSports (questo il clan in cui militano tutti e tre, Cloud, Hauntspy e Beta) tanto che ho passato un’ora del pomeriggio a prendere schiaffi da Cloud per poi restituirli a Beta con la mia Rose e il biondo Abel. L’importante è mischiare e non concedersi troppo al gioco. Un’ora è davvero un peccato mortale? Non credo, nonostante il portarsi l’Xbox dall’Italia potrebbe essere visto come tale.

Se hai una valigia vuota e tanta voglia di nerdare, però, perchè giudicare senza conoscere? Perchè basarsi solo sull’apparenza senza guardare la sostanza? Non è giusto e si lascia troppo spazio ad equivoci. La punta dell’iceberg è sicuramente che noi netgamer siamo innamorati del gioco e, quando non c’è, ci manca. Poi però ci stanchiamo anche noi e facciamo altro: Cloud ha letto per ore il mio numero dell’Internazionale sull’aereo, Beta non è stato fermo un attimo a parte quell’ora ed ha visitato tutta Chengdu ed Hauntspy l’ha seguito fino in discoteca stasera, luogo in cui io non mi sono recato per finire i miei articoli e scrivere sul blog.

“In tutto ci vuol misura”, dice sempre mio padre. Anche se apparentemente e in sostanza spesso i netgamer non sanno neanche il significato di questa parola, visto che giocano ore ed ore al giorno per allenarsi, alla fine i nodi vengono al pettine e quelle ore si trasformano in un viaggio gratis e in un’esperienza fantastica dall’altra parte del mondo.

Con un pizzico di videogioco extra a condire la torta ;)

(ore 01:05, domani sveglia alle 8:00… è ora di schiacciare “pubblica” e andare a dormire)

[ed ora leggetevi il mio pezzo "serio" con interviste alla nazionale italiana su Nextgame.it]

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Video game a 8 bit: l’arte in mostra


Fucktotum ha scovato questo video tempo fa. E’ il “memorabilia” (o reportage, chiamatelo come vi pare) della mostra “I’am 8 bit” di cui vi lascio anche il sito ufficiale.

In una giornata come quella odierna, in cui sono le 19:51 e ancora sto al lavoro, credo sia un bel contenuto da gustarsi con patatine o pop corn in mano.

In fondo si tratta di una galleria d’arte fatta di videogiochi, che volete di più?

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E3 2008: tempo di bilanci


Se c’è un aspetto indiscutibile riguardo all’E3 è che, nonostante mantenga sempre un fascino notevole, non è più la più importante sede in cui vengono presentati i nuovi giochi.

Non più tardi di oggi Miyamoto ha confidato che non ritiene (e quindi Nintendo con lui) che la fiera di Los Angeles sia la sede più adatta per mostrare i core games, cioè i giochi fondamentali per il suo pubblico più fedele.

Ciò non toglie che in questa settimana ne abbiamo viste delle belle: oggi anzichè disquisire di vittorie e sconfitte, console war o dati di vendita, cercheremo di dare uno sguardo d’insieme ai titoli più interessanti che vedremo di qui a breve.

Innanzitutto abbiamo quei giochi che occorre definire “per molti ma non per tutti“, nel senso che pur essendo multipiattaforma non approderanno sui lidi di una o più delle macchine principali.

Menzione d’onore dunque per Final Fantasy XIII, perchè è ovvio che si tratti di un titolo pesante per sua gloriosa storia, ma che è anche chiamato ad ogni uscita a far gridare al miracolo. Square Enix sembra assolutamente in grado di raccogliere questa sfida, sfornando di sicuro un prodotto eccellente.
Come dubito che fallirà Capcom, che ha mostrato al mondo in versione giocabile Resident Evil 5. Graficamente spaventoso e con la straordinaria novità del cooperativo: per il resto sembra di trovarsi di fronte a una versione super potenziata del quarto episodio. Restando su questi lidi, cresce bene il progetto Street Figher IV: abbiamo ormai visto quasi tutto, manca solo l’occasione di provarlo perchè sembra super giocabile e particolarmente gradevole dal punto di vista estetico.

Di Fallout 3 ho quasi paura di parlare, per paura che il minimo sussurro me lo mandi in frantumi: lo sogno da anni, l’ho visto in forma smagliante, non  vedo l’ora di giocarlo e rigiocarlo.

Arriviamo così al gioco con la data d’uscita più vicina, cioè Dead Space: lo abbiamo visto crescere nei mesi e quanto mostrato in settimana fa ben sperare per Halloween (la data d’uscita ufficiale). Una grande ambientazione e un’innovativa tecnica di affrontare le creature che ci si pareranno davanti sembrano i suoi punti di forza mentre gli unici rischi derivano dagli enigmi, croce e delizia dei survival horror.

Rise of the Argonauts è un action Rpg “alla moda”, tutto sta nel capire quanto sarà approfondito il sistema di combattimento, dato che il fascino della sua ambientazione mitologica è innegabile. In ultimo mi aspetto tantissimo da Dragon Age:Origins, innanzitutto perchè Bioware non fallisce mai un colpo, secondo poi perchè è inevitabile paragonare quanto visto a uno dei più grandi successi della software house, cioè Baldur’s Gate. Sembra proprio che il sistema di combattimento sia un avanzamento sulla retta tracciata da quel mitico titolo, con la possibilità di mettere in pausa per valutare le strategie da adottare. Il tutto in un ricco mondo fantasy come copione impone.

Passando alla sponda Pc, buone notizie per i fan di Dawn Of War: il seguito è stato mostrato e sembra davvero migliore rispetto al predecessore, con l’unico limite della spada di Damocle di Starcraft 2 a incombere sul suo futuro (soprattutto pensando al multiplayer): qualche limatura al gameplay e un’impostazione leggermente modificata, basata più su piccole squadre che su una guerra totale.
Per il resto è ovvio che anche in quest’anno spopoleranno l’espansione di World of Warcraft e, almeno secondo il mio punto di  vista, anche Spore, titolo destinato probabilmente a scatenare una mania collettiva simile a quella per i Sims.

I possessori di XBox 360 hanno di che stare tranquilli grazie a Peter Molyneux e al suo Fable 2: gioco molto ambizioso ma che ormai è pronto all’uscita. Se i difetti del primo capitolo (che erano stati tutti creati dalle eccessive aspettative e dai proclami di Lionhead) saranno limitati, questo è un Rpg davvero interessante.

Nota a margine per il piccolo Geometry Wars 2 che, dopo il vero e proprio miracolo del primo, torna a stupirci col suo cooperativo a 4 giocatori contemporanei: uno stillicidio per gli occhi ma assolutamente imperdibile.

Tutto l’hype per Sony era concentrato sulle sorprese, invece la nota migliore arriva da Little Big Planet. Ancora le sue dinamiche sono poco chiare, ma anche qui vale quanto detto per Spore: dare agli utenti finali l’occasione di creare i propri livelli di gioco e condividerli col mondo potrebbe essere una mossa davvero vincente perchè il titolo è bellissimo , il protagonista è già un classico e promette un’eternità di modifiche. Uno dei migliori titoli visti all’E3.

Strano a dirsi, ma entrambi gli altri titoli attesi erano fps: Killzone 2 è graficamente spaventoso, ma l’aver mostrato il ricco multiplayer può essere indice di ritardi nello sviluppo per un gioco mostrato la prima volta a Los Angeles nel 2005. L’altro è Resistance 2, che deve andare assolutamente al di là di quanto fatto vedere dal diretto predecessore. E’ comunque zeppo di potenzialità, sperando che non si finisca per poi buttarlo subito in un angolo.

Chiudiamo con Nintendo che, come detto sopra, rinuncia a mostrare titoli complessi in favore di una line up molto particolare. Wii Music non può essere ritenuto un rivale per Guitar Hero o Rock Band, prechè non ne ha le pretese: vuole semplicemente essere un gioco immediato e divertente per piccoli gruppi di persone, ma se non dovesse avere una set list accuratamente scelta rischia di fallire. Wii Sport Resort si impone il fine di superare i clamorosi limiti di Wii Sport, soprattutto grazie al multi online che dovrebbe supportarne la longevità: tutto sta nello scegliere accuratamente le discipline, perchè il lancio del freesbee al cane non è proprio il massimo (ed è già previsto!).

In ultimo un titolo che ho amato molto, cioè Animal Crossing per Wii: qualche anno fa poteva anche essere innovativo, purtroppo ora la maggior parte delle attività possibili è stato introdotto in svariati MMORPG, il rischio quindi è di essere un po’ schiacciato da un’agguerrita concorrenza, soprattutto perchè ormai siamo al terzo episodio e sembra sempre di trovarsi di fronte a un mero upgrade.

Interrompiamo qui il discorso, già sapendo che di progetti e giochi di cui parlare ne avremmo ancora a decine: non scordatevi però che tra un mesetto scatta la Games Convention e anche in quella sede avremo di che rifarci gli occhi!

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