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Cartman e Lady Gaga uniti in Rock Band [DLC]


Diamine, io adoro South Park. Non solo per le continue citazioni di videogiochi, ma anche e soprattutto per la miriade di messaggi positivi che emergono dal profluvio di volgarità dette da tutti i personaggi, perfette per allontanare gli idioti dalla televisione e colpire in pieno viso chi si disponga con spirito costruttivo alla visione.

Il video in alto è tratto da una puntata di un paio di mesi fa, in cui i bambini giocano a Rock Band e Cartman mette tutto se stesso in una indimenticabile performance sulle note di Poker Face di Lady Gaga.

Non so voi, ma io ancora sto ridendo.

Evidentemente non sono il solo, dato che il prossimo pack tematico di canzoni da scaricare sarà appunto dedicato alla pop star più amata da AKirA, comprenderà Poker Face, Bad Romance, Just Dance e Monster ma anche… la versione suddetta interpretata da quel genio di Eric Cartman. Il tutto per Xbox 360, Wii e PS3, come ormai consuetudine.

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La Infinity Ward si spacca mentre Activision prepara tre nuovi Call of Duty! [L'inizio della fine o la fine dell'inizio?]


Tutto questo per un solo motivo, noi amiamo Activision, noi amiamo la società fondata da David Crane, Alan Miller, Larry Kaplan e tutti gli altri che fuggirono a gambe levate da un’Atari oramai irriconoscibile, dove gli hippy erano braccati dai nuovi arrivati, colletti bianchi con calcolatrice nel taschino. Il nostro è fottuto amore, niente altro che amore. Perchè se chiudiamo gli occhi davanti a noi non c’è altro che Zork, non c’è altro che Battlezone in wireframe, titoli che oggi non sono semplici capolavori ma si sono guadagnati una posizione molto più alta, sono le fondamenta stesse dei videogiochi. Ma poi anche Activision si trasformò, a dir la verità tutto il mondo dei videogiochi cambiò radicalmente. Con il crollo del 1983/84 Activision divenne Mediagenic, una società specializzata in software professionale per pc che all’alba degli anni ‘90 venne sopraffatta dai debiti finendo in bancarotta. Mediagenic si ritrasformò in Activision con un solo intento: ripartire alla grande creando grandissimi videogiochi.
zork disc
LA RINASCITA
Ci fu così una seconda epoca d’oro, fatta di nuovi ottimi titoli e indimenticabili successi passati rispolverati per l’occasione. Una strada fatta di molte luci e poche ombre, dove al fianco del nostro colosso rinato era possibile scorgere figure estremamente creative come la Neversoft dei primi Tony Hawk’s Pro Skater e la Ritual Enterteinment di SIN, oggi tornata alla ribalta grazie a Take2 (e non è un caso) con il mai troppo lodato Borderlands. Activision era quella buona, mentre Electronic Arts, nelle mani dell’oscuro John Riccitiello, era divenuta nel tempo la cattiva. Vero o falso non ci importa poichè è proprio questo quello che i videogiocatori percepivano.
Tanti successi d’altronde portano una società a crescere e spesso, sembra questo il caso, ha dimenticare le proprie origini, le scelte che l’hanno di fatto resa grande. Con l’arrivo di Vivendi e la fusione con Blizzard oggi la Activision è il colosso dei videogiochi per eccellenza, la più grande produttrice di software per l’intrattenimento del mondo, probabilmente anche dell’universo se non c’è vita oltre la Via Lattea. Ma Activision oggi è anche la società percepita come più malvagia. Vero o falso ancora una volta non ci importa perchè è proprio questo che i videogiocatori percepiscono, è proprio questo quello che ieri hanno pensato nei forum di tutto il maledetto mondo leggendo cosa stava accadendo alla Infinity Ward.

UN PROGETTO INSTABILEbobby kotick
C’è insomma qualcosa che non va nel progetto di Robert Bobby” Kotick, già osteggiato dagli appassionati per le sue dichiarazioni d’amore verso il profitto più facile, a scapito di tutto ciò che spesso rende un gioco grande. Quello che Kotick non capisce è che noi non gli chiediamo di portare la Activision in passivo, noi non abbiamo problemi se sviluppano giochi dal richiamo facile, magari sfruttando senza sosta i brand più famosi. Stiamo parlando di una società quotata in borsa, le regole si fondano sul guadagno, per sopravvivere bisogna pensarci e anche molto attentamente. Ma il rispetto, quello che sembra mancato nel caso di Tim Schaffer, nel caso di Vince Zampella e Jason West, nel caso della Harmonix che prima di Rock Band creò proprio Guitar Hero, il rispetto è importante. Sia nei confronti degli sviluppatori con cui lavorate sia nei confronti del vostro pubblico. La storia dei server Pc di Modern Warfare 2 è un chiaro segno che il rispetto non è più una cosa importante in Activision, un chiaro segno che oramai il guadagno ha superato ogni altro aspetto dello sviluppo creativo di un videogioco. In soldoni (così Bobby Kotick capisce…) un campanello d’allarme per tutta la società, un morbo da cui nemmeno Blizzard potrebbe essere del tutto immune.

infinity-ward-logo

EVENTI CHE SI RIPETONO
Decapitare la Infinity Ward dopo che la software house in questione ha creato il gioco più popolare degli ultimi anni, capace di vendere cifre da capogiro, è una mossa fin troppo azzardata e ben poco lucida. I due boss della Infinity Ward, Jason West e Vince Zampella, sono stati rimossi non per un mancato pagamento delle royalties, come ieri in un primo momento si era paventato, ma per delle divergenze sull’uso e abuso del brand Call of Duty, divergenze ancora una volta creative. La Infinity Ward nasce poi da una situazione molto simile, avvenuta ironia del destino proprio con la vecchia regina del male, ovvero Electronic Arts, per la quale West e Zampella crearono niente di meno che Medal of Honor, il Call of Duty del passato. Fuggiti dalle grinfie della Electronic Arts fondarono poi la Infinity Ward la quale oggi si ritrova nella stessa identica situazione. E secondo voi quante probabilità ci sono che il magico duo creerà il nuovo grande action game del futuro e Activision si ritroverà nel giro di qualche anno con un brand sgonfio come la EA con Medal Of Honor? Ma sopratutto perchè mai nessuno impara dagli errori del passato? Il gradino più alto del podio obnubila la mente, ci sono milioni di prove al riguardo.

TRE NUOVI CALL OF DUTY
Mentre l’ultimo Modern Warfare attende l’arrivo del primo dei due “pacchetti mappe” previsti la Treyarch sta lavorando febbrilmente a Call of Duty 6 (o Call of Duty 7 se HMX_logo_vectorcontiamo Modern Warfare 2), in arrivo entro la fine dell’anno e da quanto si mormora ambientato in Vietnam. Oggi apprendiamo che non solo la Sledgehammer Games (fondata da molti esuli del progetto Dead Space) si appresta a lavorare a uno spin-off che dovrebbe persino esplorare nuovi generi ma che nel 2011 ci sarà con o senza il prossimo gioco della Infinity Ward, un terzo progetto marchiato Call of Duty e affidato a non sappiamo ancora quale software house. Una bulimia senza freni che ha già danneggiato il mercato dei giochi musicali e di conseguenza l’altra grande serie in mano ad Activision, quel Guitar Hero che esattamente come Tony Hawk si ritrova senza gli sviluppatori originali, macellati lungo le estenuanti riorganizzazioni interne imposte anche dalla crisi. Niente più Neversoft, niente più Infinity Ward ma sopratutto nessun nuovo IP di rilievo, Activision si ritrova ora in una posizione che si regge solo ed esclusivamente sul guadagno da arcipelago tropicale di World of Warcraft, brand Blizzard tra l’altro, proprio quei poveri scemi che ci mettono cinque anni per fare un gioco.

Per aiutare qualcuno che si ama non lo si finisce con un colpo di pistola. Inside The Game invita coloro che vorranno commentare sull’argomento a non offendere nomi o marchi, ma piuttosto ricordare ai dirigenti di oggi tutti i giochi che hanno fatto grande Activision e di cui siamo stati diretti protagonisti. Non possiamo certo dimenticarci di Vigilante8, Alter Ego, Interstate ‘76, Hyperblade, Mechwarrior, Pitfall!, River Raid, non possiamo farlo ora!

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Sogni di Rock and Roll [Column]


La musica è l’arte più misteriosa che conosco.

E’ incomprensibile e sfuggevole, eppure senza neanche capirla fino in fondo riesce a toccare le corde dell’anima e a farle vibrare. Pensate ad un bambino: non conosce gli strumenti, non sa niente di armonia, eppure rimane imbambolato se una radio trasmette una canzone che gli piace e magicamente si mette a ballare o a ridere. E’ un semplice discorso di chimica e fisica, probabilmente: certe frequenze, ascoltate dal nostro timpano, producono determinate reazioni. Questa visione toglie però tutta la poesia alla musica, quindi preferisco ritenerla magica, piuttosto che calcolabile.

I videogiochi sono sempre stati legati a doppio filo con la musica: non c’è praticamente alcun titolo senza una minima colonna sonora. Con gli anni, gli artisti della musica nei games stanno diventando importanti e rispettati, perché al crescere  dell’industria crescono i budget e la qualità delle loro creazioni.

Oggi però sembra che sia la musica a volersi legare ai games con titoli come Guitar Hero e Rock Band, veri spartiacque tra il passato e il futuro del medium interattivo. I videogiochi musicali sono infatti una vera e propria rivoluzione, soprattutto economica. Parlando di numeri, il miliardo di dollari incassato in tutto il mondo dal terzo episodio della saga inventata da Harmonix è davvero significativo. Negli anni Ottanta, l’intero settore non valeva una cifra simile. Ora, un singolo prodotto ha infranto questa barriera, dimostrando la potenza di un’idea semplice ma riuscita,  quella di avverare un sogno ricorrente in chiunque abbia mai preso in mano uno strumento: imparare a suonarlo fino a raggiungere la celebrità.

I videogiochi musicali sono questo: un simulatore di celebrità. Non li chiamerei infatti simulatori di strumenti musicali, perché trovo addirittura riduttiva questa definizione: la bellezza di imbracciare la chitarra di plastica non sta solo nel sentire i miglioramenti giorno per giorno, e quindi nell’imparare a “suonare” virtualmente, ma soprattutto nel premiare il giocatore con l’emozione che probabilmente prova una rock star, davanti ad un pubblico di fan scatenati. E’ emblematico che questo tipo di videogiochi siano diventati popolari in un momento storico nel quale imperversano i reality show, anch’essi simulatori di celebrità televisiva.

Inoltre, quelli che stiamo vivendo, sono gli anni di myspace, facebook e dei blog: “tutti sono qualcuno, tutti sono in vetrina”, per citare un artista musicale fan dei games come Caparezza. Ma Guitar Hero e Rock Band non hanno solo il merito di rendere divertente e non faticoso l’accarezzamento dei sogni di Rock and Roll: il merito più grande di questi titoli è di essere realmente il paradigma del videogioco trasversale. Sono adatti a tutti i tipi di pubblico, da chi non ha mai visto un videogioco in vita sua all’hardcore gamer: grazie ai livelli di difficoltà scalabili singolarmente per ogni strumento e all’altissimo grado di sfida e perfezionamento richiesto dalle modalità più difficili, i videogiochi musicali mettono d’accordo chiunque. Mentre una partita col proprio vecchio a Wii Sport infatti risulta limitante per chi è abituato a titoli più complicati, una suonata in compagnia non si rifiuta mai. Inoltre è la musica stessa ad essere trasversale, come notato in apertura di column, il che rende il nucleo centrale di questi prodotti assimilabile per chiunque: “guardare” qualcun altro giocare ad un videogioco musicale equivale comunque all’intrattenimento fornito nell’ascoltare una canzone, a parte gli “sdeng” degli errori commessi.

Da questa riflessione scaturisce un’osservazione ovvia quanto mai importante: il gradimento di Guitar Hero o Rock Band non dipende più da come è programmato il titolo o dall’interazione, bensì dalle specifiche canzoni. E’ infatti evidente che chi è appassionato di musica dance o di musica pop esclusivamente italiana, troverà ben poco interessante suonare virtualmente brani rock che normalmente nemmeno degnerebbe di un ascolto.

Ma questo i giganti dell’industria dei videogiochi l’hanno capito e la parola d’ordine ormai è differenziare l’offerta per genere musicale e non per interazione: Guitar Hero Metallica e Rock Band Beatles sono solo l’inizio, chissà che un giorno non vedremo anche un’edizione dedicata a Vasco Rossi disponibile solo in Italia. Allo stesso modo le riviste di settore dovrebbero smetterla di occuparsi di questi titoli con i canoni tradizionali della critica videoludica. Grafica, giocabilità e innovazione non hanno più alcun senso in una recensione di uno dei prossimi giochi di queste due serie; bisognerebbe parlare di qualità dei suoni, tracce incluse e durata complessiva: praticamente gli stessi elementi con cui si giudica un disco.

E vista l’alleanza stretta tra le major dell’industria musicale (che hanno trovato finalmente un nuovo canale sicuro per vendere i loro prodotti senza investire quasi nulla) e Activision o Electronic Arts, posso spingermi anche oltre con la fantasia: se il mercato dei videogiochi continuerà ad ingigantirsi con i ritmi odierni raggiungendo sempre più persone, tutti i titoli musicali dovranno figurare in una apposita sezione creata ad hoc su Game Pro del futuro, perché rappresenteranno un settore nel settore. Dei videogiochi a misura di disco, cioè un sogno di rock and roll avveratosi.

[Articolo originariamente apparso su Game Pro, come Column chiamata "Boom Headshot: C'è del cervello nella rete"]

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Aperta l’open beta di Rock Band Network


A partire da questa sera Harmonix aprirà le porte dell’ open beta di Rock Band Network (qui il link), la community dedicata a chi vuole portare la propria musica a milioni di utenti con Rock Band.

Il servizio si presenta, nelle parole di Caleb Epps (Audio Lead di Harmonix), come una sorta di User Generated Content d’autore. Partendo da una base MIDI delle proprie canzoni, gli iscritti dovranno costruire una traccia giocabile esattamente come farebbero gli sviluppatori del gioco; anche Reaper,  il programma da utilizzare sarà similissimo alla versione in uso al team Harmonix.

Ogni cosa sarà in mano all’utente: una volta caricata la versione MIDI della canzone, l’ autore dovrà stendere una “tempo map” che dia il ritmo del brano e aggiungervi a mano le “gemme” che indicheranno i tasti da suonare sul controller, creando diverse “mappe” per i diversi livelli di difficoltà. In seguito sarà il momento di inserire e mappare la parte vocale tramite un altro programma, Magma. Una volta creata la canzone l’autore potrà occuparsi della regia del video, personalizzandola sotto ogni aspetto.

Decisamente un compito non per tutti, dal momento che oltre alla difficoltà tecnica requisito fondamentale per accedere alla programmazione in Rock Band Network è il possedere un account Creator’s Club di XNA; quindi, sebbene sarà possibile acquistare e utilizzare le tracce anche su Playstation 3, per crearle è invece indispensabile un XBox 360.

Una volta creato un brano giocabile, questo sarà sottoposto al vaglio della community per la fase di perfezionamento, in seguito alla quale il brano sarà prima giudicato da un gruppo di sviluppatori XNA e infine arriverà a ingrossare le fila dei pezzi scaricabili tramite Rock Band Network, con un prezzo tra 1$ e 3$, il 30% del ricavato di ogni brano andrà in tasca all’autore. Come ulteriore garanzia sulla qualità, ogni canzone potrà essere provata per circa un minuto prima di essere acquistata.

Alcuni grossi nomi sono già pronti a fare il salto verso quella che potrebbe diventare una piccola grande rivoluzione per l’industria musicale, con album il cui annuncio di uscita potrebbe diventare “disponibile su cd, vinile e RockBand Network“; al “day one” saranno sicuramente presenti Jonathan Coulton e Billy Idol, e presto sembra che anche i Creed e gli Evanescence li raggiungeranno; anche Sub Pop, la storica etichetta di Seattle sarebbe pronta a fare il grande passo, con pezzi dei The Shins, Flight of the Conchords, Mudhoney, Sleater-Kinney e The Postal Service.

La nuova rivoluzione musicale, o una furbata qualunque? Questo sarà deciso solo dal sostegno della community.

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Flute Hero [video Rock Band]


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Non preoccupatevi, non è l’ennesima periferica per Rock Band o Guitar Hero! Questa ragazza ha provato ad usare il flauto traverso invece di cantare al microfono e ha ottenuto un risultato quasi perfetto! Rock Band infatti non è capace di riconoscere le parole ma solo il tono. Se siete stonati o semplicemente vi va di provare qualcosa di nuovo, questo è un esempio da non perdere!

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Lady Gaga su Rock Band? [Spoiler South Park]


Oggi è uscito l’episodio 11 della tredicesima stagione di South Park, dove Stan chiede aiuto ai suoi amici di aiutarlo a fermare la mattanza delle balene e dei delfini da parte dei giapponesi, ma i ragazzi sono troppo impegnati a giocare con Rock Band, in particolare con Poker Face di Lady Gaga! Che sia in cantiere un nuovo DLC su Lady Gaga?

La serie di South Park ovviamente non è nuova a incursioni di videogiochi e console, ricordiamo episodi come Make Love, Not Warcraft, Guitar Queer – o o Go God Go dove Cartman non ce la fa ad aspettare l’uscita della console Wii e si auto congela con l’intento di scongelarsi il giorno della comparsa della console sul mercato (ma avrà fatto bene?).

Quel che io mi auguro è che un DLC, se non addirittura un’improbabile gioco dedicato a Lady Gaga, non esca mai, a meno che non sia la versione presente nel video di questo post, dove la voce di Eric Cartman vince e stravince.

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Come inflazionare un genere: Lego Rock Band tracklist [lista canzoni]


Non so voi, ma io ancora non mi sono abituato. A cosa? Ma ovviamente alle continue uscite di nuove versioni di Guitar Hero e Rock Band!
Siamo ormai rasentando la follia, tanto che le fila di giochi di questo tipo si ingrossano sempre di più, con l’unico rischio di stufare anche il fan più accanito. Tanto più che, a parte casi rari, a cambiare sono solo le tracklist, sempre e comunque col solo interesse di coprire ogni rimasuglio di mercato rimasto intonso. Tra poco toccherà ai più piccoli con la versione Lego, forse più in là agli animali domestici, magari con Rock Band: Pooh!

Eccoci di nuovo pronti a una nuova lista di canzoni (confesso che questa lista mi piace abbastanza, soprattutto grazie a Queen, David Bowie, Elton John, T Rex e Jimi Hendrix), così come alle curiose aggiunte del Duca Bianco (che somiglia pochissimo alla controparte reale, meno male che ha almeno gli occhi di colori diversi) e di Iggy Pop in versione mattoncini colorati:

All American Rejects, “Swing, Swing”
The Automatic, “Monster”
Blink-182, “Aliens Exist”
Blur, “Song 2″
Bon Jovi, “You Give Love a Bad Name”
Boys like Girls, “Thunder”
Bryan Adams, “Summer of 69″
Carl Douglas, “Kung Fu Fighting”
The Coral, “Dreaming of You”
Counting Crows, “Accidentally in Love”
David Bowie, “Let’s Dance”
Elton John, “Crocodile Rock”
Europe, “The Final Countdown”
Everlife, “Real Wild Child”
Foo Fighters, “Breakout”
Good Charlotte, “Girls & Boys”
The Hives, “Tick Tick Boom!”
Iggy Pop, “The Passenger”
Incubus, “Dig”
Jackson 5, “I Want You Back”
Jimi Hendrix, “Fire”
Kaiser Chiefs, “Ruby”
Katrina & The Waves, “Walking on Sunshine”
The Kooks, “Naïve”
KoRn, “Word Up!”
KT Tunstall, “Suddenly I See”
Lostprophets, “Rooftops”
P!NK, “So What”
The Police, “Every Little Thing She Does Is Magic”
The Primitives, “Crash”
Queen, “We Are The Champions”
Queen, “We Will Rock You”
Rascal Flatts, “Life is a Highway”
Ray Parker Jr., “Ghostbusters”
Razorlight, “Stumble and Fall”
Spin Doctors, “Two Princes”
Spinal Tap, “Short & Sweet”
Steve Harly, “Make Me Smile”
Sum 41, “In Too Deep”
Supergrass, “Grace”
Tom Petty, “Free Fallin”
T-Rex, “Ride a White Swan”
Vampire Weekend, “A-Punk”
We the Kings, “Check Yes Juliet”

Come da tradizione poi, questi brani saranno esportabili sul più canonico Rock Band 2, una delle pochissime mosse che vanno un minimo incontro all’utente.

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Rock Band Unplugged e il digital delivery


rock band unplugged psp digital deliveryQuando la settimana scorsa ho acceso la mia PSP e mi sono fatto il mio giretto su PSN ho trovato una cosa interessante: Rock Band Unplugged.

So che non si tratta esattamente di una “breaking news” e immagino che in molti abbiano già un’idea sul gioco; fatto sta che me lo sono ritrovato a 3,50 Euro e me ne sono stupito.

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Prost! Un brindisi sul Nintendo DS! [Oktoberfest - The Official Game]


Non ci credevo neanche io finchè non l’ho visto oggi nelle bancarelle per strada a Monaco di Baviera, dove ogni anno si celebra la più grande festa alcoolica dell’anno! Ecco a voi il gioco dell’Oktoberfest per Nintendo DS!!

Mi chiedo come sarà possibile ubriacarsi “virtualmente” e col pennino ma ovviamente, i creativi del videogioco, hanno una risposta a questa e a molte altre domande che vengono in mente ad un semplice tester italiano.

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Pronti per Forza Motorsport 3? [video]


Siete pronti all’ennesima sfida da dentro o fuori? Come accade ormai da anni col calcio simulato (PES o Fifa?) e con i rhythm games (Rock Band o Guitar Hero?), a breve i dibattiti si concentreranno per l’ennesima volta sui racing: aspetterete trepidanti il nuovo Gran Turismo o vi butterete sul nemico made in Xbox 360, questo Forza Motorsport 3, la simulazione automobilistica più completa disponibile sulla macchina Microsoft?

Mentre prendete la decisione un paio di appuntamenti da segnare sul calendario: 24 settembre per la demo da scaricare, mentre il 23 ottobre è la data d’uscita nei negozi.
Dal canto mio, essendo poco avvezzo alle simulazione e più prepenso all’arcade, mi gusterò questa sfida all’ultima vettura comodamente, pronto ad appaludire il vincitore finale!

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Chi vuol essere uno scarafaggio? [uscita di The Beatles: Rock Band]


Ieri è uscito The Beatles: Rock Band.

Nonostante Paul McCartey si sia stupito nel vedersi trasformato in “androide” durante la presentazione un po’ pacchiana ma d’effetto all’E3, nonostante lo stesso Paul abbia in seguito ammesso di non aver mai neanche provato il gioco, nonostante ci sia una certa probabilità che  John e George si stiano agitando un bel po’ nei loro loculi (ma con Kurt Cobain e Johnny Cash redivivi nel nuovo Guitar Hero, sono in buona compagnia..), con tutta probabilità si tratterà di un best-seller.

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Mutande videoludiche… belle! [gadget cultura pop]


Underwear videoludicoMentre sceglievo la categoria di questo articolo pensavo: “GamingCulture…? Possono delle mutande essere cultura?”. Beh, quando sono videoludiche, si: sono cultura pop! E la cultura pop tira. Ho appena scoperto, infatti, che la catena di abbigliamento Target, ha allestito un intero rack di underwear (cioè biancheria intima: non solo mutande, quindi) nei suoi punti vendita.

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