Mai pensato di mollare il lavoro? La questione aperta tra Rockstar e un’anonima moglie di un programmatore che negli ultimi tempi è rimbalzata tra le news del settore videogiochi ha scoperchiato ancora una volta il vaso di Pandora dell’insoddisfazione professionale dei lavoratori nell’ambito.
Quando superlavoro, scadenze sempre più strette e progetti ricostruiti e distrutti chiedono il loro tributo qual’è la cosa migliore da fare, ma soprattutto qual’è il modo migliore per farla?
Dal momento che ogni game designer è in fondo un creativo, la scelta di affidare il proprio addio all’azienda a metodi quanto meno non ortodossi non dovrebbe stupirvi, a partire da questo:
Sobrio, elegante, decisamente passivo-aggrssivo, questo pop up è ciò che i datori di lavoro di un anonimo programmatore si sono un giorno ritrovati sul proprio Mac; il testo recita:
“Il designer che avete trattato come merda ha mollato improvvisamente. La vostra compagnia e gli altri impiegati non subiranno ripercussioni. Clicca su “Renegotiate” per discutere i termini di un nuovo contratto, clicca su “HR” per scoprire quanto di brutto hai scazzato.”
Non male, indovinate un po’ dove i bravi datori di lavoro avranno cliccato?
Questo però non è l’unico esempio di “defezioni creative”, meno amaro, ma forse più di classe l’addio di un impiegato di 2K Australia, che ha affidato i suoi saluti a un mod di Super Mario Bros, giocabile e presente sul sito ufficiale del programmatore, che per inciso ha mollato tutto per dedicarsi alla scena indipendente.
Commuovente e incredibilmente pieno di stile il messaggio di un impiegato di Ubisoft, che ha creato un ambientazione in stile noir, in cui un manipolo di personaggi cerca di far desistere il protagonista, niente paura comunque, la storia finirà bene…qui il gioco.
Ovviamente in un discorso del genere non può mancare il re indiscusso delle vittorie in ambito lavorativo: Matt Harding, proprio quello di “Where the hell is Matt“. Cosa c’entra?
Beh, il buon Matt prima di decidere espressamente che si era rotto le scatole del proprio lavoro e che dalla vita avrebbe preferito una carriera come fenomeno internettiano era niente meno che uno sviluppatore di videogiochi, posizione che ha mollato nel pieno della produzione di “Destroy All Humans!“, lasciando la squadra in bei casini.
Allora? Che ne dite, avete deciso modi e tempi? Bene, ora, come cantavano i Chixdiggit (ma anche i Dandy Warhols, se è per questo) “Quit your job”!
Una considerazione personalissima: questo post è necessariamente dedicato a E. e ad A. Loro sanno il perchè:)
Il Dio del Videogame™ sa che c’ho provato. Magari senza tanta convinzione, ma conta lo stesso.
Io faccio parte di quella (neanche tanto) sparuta schiera di videogiocatori che non gioca online, e non perchè non possa: chi mi conosce sa che a casa ho una connessione ADSL decente, tutt’e tre le console di questa generazione, un Nintendo DS e il PC su cui sto scrivendo che, pur non essendo nuovissimo, mi ha permesso di aggirarmi per il Cyrodiil senza troppi problemi, quindi diciamo che l’hardware ci sarebbe anche.
E’ proprio lo stimolo che manca.
La mia concezione di videogame è riassumibile con due parole: “esperienza personale”; per me ogni gioco, dallo shoot ‘em up al RPG, è un’avventura da vivere, e nel 99% dei casi preferisco farlo da solo.
Chiariamoci, io amo il multiplayer, ho bellissimi ricordi legati a furiose sessioni multigiocatore (rigorosamente in locale) su tantissimi giochi per quasi tutti i sistemi dal C64 in poi, ma non c’è paragone: prendersi il proprio tempo (sempre meno, purtroppo), scegliere con cura cosa giocare, stravaccarsi sulla propria poltrona preferita e guardare il gioco scelto caricarsi, per il sottoscritto ha lo stesso effetto benefico di una doccia calda quando fuori nevica.
A questo punto si potrebbe pensare che il multiplayer online sia l’unione perfetta di questi due modi di giocare tanto diversi eppure entrambi a me graditi e familiari; d’altra parte sei tu, il tuo joypad e il tuo gioco, il più vicino degli altri giocatori se va bene è a un centinaio di chilometri, ma nel contempo è come se fossi in compagnia, con tutti i vantaggi ed il divertimento di giocare con altri esseri umani. E invece per il sottoscritto il risultato è inferiore alla somma delle parti.
Poichè però sono un tipo curioso e ormai il multiplayer online te lo mettono anche nel pacchetto di affettati che prendi al supermercato, tempo fa ho deciso infine di riprovare. Riprovare, sì, perchè diversi anni fa tentai un timido approccio su Ultima Online che è durato il tempo di un tutorial: uscito nel mondo aperto ho girato senza meta per un po’, per essere poi placcato da un altro novizio che ha iniziato a bombardarmi di domande e che mi ha seguito continuando a chiedere finchè non sono uscito dal gioco. Per essere sicuro di non reincontrare il mio nuovo, petulante amico, una volta fuori ho disinstallato il tutto.
Ad ogni modo dicevo, circa un anno fa, trascinato dall’entusiasmo di altri giocatori di mia conoscenza, ho deciso di riprovare; non avevo ancora la PS3, quindi approfittando di un mese di abbonamento gratuito allegato a GTA IV sono diventato un utente Gold del Live senza spendere una lira. La scelta del primo gioco, nonostante per 360 avessi anche il succitato gioco Rockstar, Halo 3 e Gears of War, è caduta su Burnout Paradise, probabilmente perchè mi è sembrato il titolo ideale per poter fare i primi passi senza essere crivellato di headshots da un qualunque ragazzino cresciuto a pane e Modern Warfare.
La scelta del gioco è stata oculata e, pur non essendo dotato di cuffia e microfono (o forse grazie a questo..), la prima prova è stata positiva: qualche trofeo sbloccato, qualche sfida vinta, qualcuna persa e divertimento più che sufficiente tanto che, nonostante detesti l’idea di dover sborsare soldi ulteriori rispetto a quelli spesi per l’acquisto dei giochi, il mese successivo ho persino rinnovato l’abbonamento, spendendo ben 6€ (!!!).
Qualche altra partita, poi semplicemente la passione si è spenta.
Halo 3 e Gears non li ho neanche provati, dovendoli ancora affrontare seriamente in single player e non essendo sicuramente un asso nei rispettivi generi.
Fast Forward. Qualche mese fa, complice l’arrivo della PS3 ed la gratuità del Playstation Network, decido di riprovarci; i titoli prescelti sono ben due, Little BIG Planet e Metal Gear Online, il primo più vicino ai miei gusti, il secondo a quelli della massa: nella mia distorta (?) visione del gioco online ci vogliono almeno un paio di fucili per poter dire di giocare online “seriamente”…
Per indorarmi un po’ la pillola provo LBP con due amici, residenti dall’altra parte d’Italia ma fidati; anche stavolta la cosa dura poco: terminati un paio di livelli “ufficiali” per recuperare oggetti altrimenti irraggiungibili e provati un paio di stage creati dagli utenti, saluto e mi disconnetto. Nonostante il piacere di giocare con persone conosciute, mi mancava la possibilità di proseguire i livelli con i miei tempi, di guardarmi intorno, di apprezzare i particolari.
Di lì a poco tempo faccio infine un ultimo tentativo con Metal Gear Online. Non è il mio genere, non c’è nessuno che conosco che ci giochi e il rischio di trovare adolescenti con un ormonale desiderio di prevaricazione è altissimo, ma dovevo provarci.
Il risultato è stato per me inaspettato (ah, beata ingenuità!) e abbastanza deprimente: ho aspettato quasi un quarto d’ora del mio risicatissimo tempo per trovare qualcuno, entriamo in due nello stage, incredibilmente lo becco un paio di volte dopo ricerche estenuanti e lui per tutta risposta si disconnette a metà partita lasciandomi lì a prendere la neve con il mio avatar minuziosamente customizzato.
Sono un ingenuo. Già da qualche anno credevo di aver visto tutto il campionario di possibili gadget e aggeggi vari allegati ai videogiochi di nuova uscita per convincerci a comprarli. Quelle che normalmente nominiamo “limited edition“, che tra l’altro di limitato hanno ben poco, piano piano si stanno trasformando in una pura e semplice edizione di lusso, che a prezzo maggiorato (spesso anche parecchio) non fa altro che riempirci la casa di inutili cianfrusaglie.
L’attrazione che alcune di queste iniziative eserciano su di me è ondivaga: a volte non riesco a pensare ad altro (GTA IV), a volte le ignoro completamente (Modern Warfare 2).
Apprezzo particolarmente quelle originali, ben realizzate e magari di qualche utilità: la cassettina di sicurezza di Rockstar ospita i miei beni più privati, mentre la borsetta sportiva, per non correre il rischio di rotture o abrasioni, se ne sta da una parte, inutile e inutilizzata.
Ormai è di gran moda il box di metallo, nato probabilmente con Halo 3 e ormai visto e rivisto (ad es. in Mass Effect ed è pronto per il seguito…): carino la prima volta, ma dannatamente voluminoso e quindi inutile a lungo andare. Dragon Age Origins con la sua mappa in tessuto riesce a essere di classe, ma nel futuro salotto di casa mia difficilmente troverà spazio la riproduzione di un mondo fantasy…
Insomma, hype a parte è molto difficile, anche senza considerare il maggiore esborso necessario all’acquisto, considerarle indispensabili.
A meno che non parliamo dell’action figure di Altair (per il primo Assassin’s Creed) o lo splendido Pip Boy di Fallout 3, o di gadget come magliette o accessori davvero rilevanti (furoreggiano le penne usb, soprattutto nei press kit), resto un fervente oppositore di queste iniziative.
Poi, stamattina l’ho visto. In legno, poco funzionale, decisamente ingombrante e completamente inutile: ciononostante, lo voglio con tutte le mie forze e ritorno ad essere un semplice schiavo di regole di marketing efficacissime. Non potrò averlo purtroppo, ma di cosa vi sto parlando? Di questo:
Fico eh? Unico difetto riscontrato è nella musichina, veramente bruttarella: avesse avuto quella degli scrigni di Ocarina…
Rockstar colpisce sempre nel segno. Anche quando, come in questo caso, dà vita a un titolo la cui ambientazione non mi stimola più di tanto. Il vecchio West, coi suoi saloon, gli assalti alle diligenze, le rapine in banca, proprio non fanno colpo sulla mia immaginazione. In questo caso però il discorso è diverso: se riusciranno a creare un titolo simil GTA ma pregno delle caratteristiche viste tante volte al cinema, difficilmente me lo farò sfuggire. Specie dopo aver visto questo trailer!
La qualità tipica delle produzioni Rockstar inizia a prendere forma, ma bisogna considerare che lo sviluppo è affidato a Rockstar San Diego, che aveva già dato i natali al primo capitolo, Red Dead Revolver, così come al piacevolissimo Table Tennis o a Midnight Club.
Dalla sua il titolo ha evidentemente un appeal tutto particolare: un free roaming ambientato tra le sterminate pianure americane si presta a un’infinità di situazioni diverse, elemento imprescindibile per creare un’esperienza durevole.
Il taglio fortemente cinematografico completa il quadro, soprattutto perchè unito al classico personaggio “al limite”, un fuorilegge sulle tracce di un vecchio compagno di scorribande.
Considerato che RDR sarà sugli scaffali il 27 aprile, c’è tutto il tempo per aspettarne la crescita (tecnicamente non sembra lo stato dell’arte… vedremo), soprattutto perchè quello sarà di nuovo periodo di probabili vacche magre sul fronte uscite di rilievo.
Come nota a margine segnalo che al momento è previsto solo per PS3 e Xbox 360, ancora non è certo se, come successo con GTA IV, gli utenti Pc lo vedranno in seguito o se ormai anche Rockstar dirotterà tutte le sue attenzioni sul mercato console.
Chiunque conosca anche solo per sentito dire la serie di Grand Theft Auto sa benissimo che il sesso si è affacciato spesso nei fantastici giochi che compongono l’epopea Rockstar.
Nessuno si stupirà del fatto che anche nell’imminente pacchetto The Ballad of Gay Tony ci sarà da divertirsi non poco col solito devastante mix tra erotismo, abuso di droghe e tanta, tanta violenza, verbale e non!
La notizia arriva da una fonte un po’ trasversale rispetto ai soliti canali, cioè da BBFC (British Board of Film Classification) che, come il nome lascia intendere, si occupa di imporre di classificare film, video e videogiochi, un po’ quello che succede col “nostro” PEGI.
Ora, se volete, potete cliccare qui per leggere il documento originale (in inglese e con qualche spoiler minore), oppure andare alla riga sotto e leggere il mio riassunto.
Un pompino e due trombate in posizioni diverse, ma i protagonisti sono sempre completamente vestiti.
Chissà che trambusto quando questo abominio arriverà tra noi (vi ricordo che sarà vietato ai minori di 18 anni)!
Nel suddetto documento sono identificate le varie situazioni che si verificano nel gioco (segnala che la parolaccia più usata è fuck e che più volte compare la cocaina) con grande dovizia di dettagli, questo perchè gli inglesi ancora non si fidano del PEGI: quando questo attribuisce un rating di 16+ o 18+ ecco che il secondo interviene a dare un’occhiata al prodotto.
Ora, per chiudere, un altro bel video del gioco:
Da un bel po’ di tempo cercavo un’occasione per postare la foto a destra, scattata quest’estate a New York. Rappresenta abbastanza bene cosa significhi il marketing per una sotfware house come Rockstar, talmente forte e celebre da poter pubblicizzare un suo titolo sulla facciata di un palazzo.
Questa chance è arrivata proprio oggi, grazie al video che vedrete più sotto, il trailer di lancio di Chinatown Wars per PSP.
Curiosamente questo episodio portatile (uscito già per DS) ha ottenuto unanimi consensi da parte della critica, ma ha avuto scarso successo di vendite.
E’ probabile che i giocatori non si siano fidati, non tanto dei giudizi quanto più dell’hardware su cui girava: il gingillo Nintendo è una bella macchina, ma di certo non fa del mero sfoggio di muscoli e poligoni la sua carta vincente.
Il bello (e lo strano) era comunque che visivamente si fissava su standard ottimi, e che l’accoppiata pennino-touch screen lo rendeva senza dubbio un eccellente esempio di programmazione.
Per fortuna a breve CW approderà su PSP, e questo video, sempre pregno di stile come tradizione Rockstar, ci mostra qualcosa in più: tra folli corse in auto e mini giochi spezza-ritmo, si candida di sicuro come top seller.
[Premessa doverosa, l'articolo è uscito praticamente un anno fa su Game Pro: molti particolari qui citati, quindi, sono decaduti e si noti che il tutto risale ad eventi di circa 12 mesi fa]
I videogiochi sono sotto attacco.
Non c’è bisogno di spie rosse lampeggianti o di allarmi da coprifuoco per accorgersi che l’uscita di Grand Theft Auto 4 ha letteralmente gettato benzina su un incendio mai assopito: quello a cui si scaldano psicologi, avvocati, giornalisti dei media tradizionali, associazioni di genitori e associazioni religiose. La fiamma del rifiuto del videogioco come medium e come, addirittura, opera d’arte; quel sentimento di paura verso un’innovazione tecnologica proprio del genere umano in tutte le epoche storiche. I primi uomini che videro un treno, non volevano salirci perché era spaventoso viaggiare su qualcosa non trainato da animali; col tempo si sono abituati.
I vari attacchi che si sono susseguiti dal 29 aprile in poi sono echi della voce di quegli uomini: chi non può difendere il proprio status quo con la ragione o la forza può solo mettere sul tavolo la carta della paura. La stessa carta di cui abusa JackThompson nelle sue partite contro i “videogiochi violenti”: il celebre avvocato americano “cristiano conservatore”, diventa un vero attivista quando si tratta di attaccare Bully o prodotti simili. Se ogni tanto si concedesse una sfida virtuale, al di fuori delle aule di tribunale, forse non sarebbe così avvelenato: magari a Phoenix Wright, per unire l’utile al dilettevole. Ma non è il solo che dovrebbe provare ad utilizzare un prodotto interattivo giocandolo e non guardandolo; è davvero triste sparare a zero senza nemmeno documentarsi come hanno fatto i media tradizionali in questi mesi. Appunto mentre il capolavoro Rockstar riscriveva i record dell’industria dell’intrattenimento mondiale, molti telegiornali nazionali hanno mandato in onda pura “disinformazione videoludica”; niente di inedito per il piccolo schermo.
Mai sentito invece uno showman accanirsi su un prodotto simile in radio: durante Viva Radio 2, trasmissione condotta da Fiorello e Baldini, il primo ha affermato che GTA4 “… andrebbe veramente bandito”. Ecco dimostrato che anche i personaggi simpatici e apparentemente non cretini, quindi, leggono le veline, prima di portarsi a letto quelle in carne ed ossa.
L’assenza totale di un contraddittorio, in questi casi, crea un lacerante interrogativo: ma perché a parlare di videogiochi al grande pubblico è sempre qualcuno che probabilmente non sa neanche dove va inserito il disco? Non esiste una via per far sentire la voce degli appassionati?
Secondo me c’è un modo per controbattere; un modo per far arrivare la risposta dei gamers a chi voglia quantomeno sentire un’altra campana. Si chiama UGC, Contenuto Generato dagli Utenti (User Generated Content). Quanto sarebbe stato bello, ad esempio, poter vedere il filmato del dibattito tra Metalmark e il sapiente psicologo del Moige su Youtube? Sapreste pensare a quante volte un simile video, grazie al passaparola, sarebbe stato visto e commentato? La strada da battere, quindi, è proprio questa: l’UGC è una rivoluzione che ormai non accenna a fermarsi. Nascono nuovi blog ogni secondo e su Youtube, ogni ora, vengono aggiunte dieci ore di contenuti inediti: nessuna TV, nessun giornale e nessuna radio ha una redazione di milioni di utenti sparsi per tutti i continenti.
Al giorno d’oggi l’informazione non corre più solo sul piccolo schermo o sui tabloid; anzi è il caso di dire che chi vuole veramente informarsi ha spento la TV da anni. Il fantomatico “web 2.0” ha innescato nella popolazione mondiale tanti comportamenti criticabili, come il voler essere costantemente in vetrina, ma ha anche portato una costante democratizzazione dei contenuti. Su internet non c’è articolo che non si possa commentare: sulle piattaforme di upload di filmati si può addirittura inviare una video risposta. Se c’è un altro lato della medaglia, qualcuno è sempre pronto a mostrarlo.
C’è un caso emblematico a riguardo: il video maker Alessandro Paciolla ha pubblicato su Youtube un video intitolato “Stop Ai Videogiochi”, nel quale accusa con poca sagacia il medium interattivo di instupidire chi lo pratica. Nel cortometraggio, peraltro abbastanza ben fatto, la tesi espressa è molto banale: meglio fare altro piuttosto che videogiocare. I gamers non l’hanno presa bene. Il video è stato subissato di commenti negativi e critiche, in numero così grande da costringere l’autore a censurare chi non la pensava come lui per poi addirittura chiudere il suo stesso account, nella speranza di eliminare per sempre la sua opera da internet. Probabilmente avrà capito l’errore, o almeno a me piace pensare così; ma i “crudeli” gamers non si sono comunque fermati. Hanno rimesso il video su Youtube, per permettere a chi non aveva ancora commentato di farlo, così che ad imperitura memoria chi colpisce il videogioco sa che verrà colpito a sua volta.
E nel caso delle critiche piovute su Nico Bellic tramite telegiornale si può fare subito un altro esperimento: scrivete sulla ricerca di Youtube i termini “GTA” e “TG1” e il primo video proposto sarà quello dell’utente andrybara. Un giovanissimo gamer che dà la sua risposta, magari un po’ sgangherata, ma pur sempre libera ed efficace. Più di cinquemila visite per un video ripreso dallo stesso “attore” con la telecamera a mano; più di cento commenti a supporto, tutti di indignazione verso il servizio, in cui si vede un’epilettica mano schiacciare i tasti sul joypad in maniera forsennata: peccato che lo schermo stia mostrando un trailer del gioco e non una parte interattiva.
Una menzogna smascherata da una risposta compatta, quella dei gamers, e da un mezzo con infinite possibilità.
Da Game Pro 15 di Agosto 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete“
Ultima conferenza, solo a un paio d’ore da quella Nintendo e buona parte del futuro prossimo di Sony è finalmente rivelato. Meglio anticipare subito che di materiale davvero succoso non è stato presentato moltissimo, ma davvero tante sono state le notizie (anche inattese) che senza dubbio saranno riportate e approfondite nelle prossime settimane.
Sony non è più solo un leone ferito, sembra avere la forza, anche grazie all’apporto di PSP e della gloriosa PS2, di piazzare interessanti colpi sul mercato. A partire da Uncharted 2: Among Thieves, attesissimo in virtù del grande successo dell’esordio e con tutte le carte in regola per sfondare ancora: super grafica, ambientazioni mozzafiato (pazzesco il livello di dettaglio degli scenari) e una giocabilità che non sembra dare tregua. Ha meritato pienamente lo spazio concessogli durante il keynote: probabilissimo top seller.
Altra bomba annunciata è MAG (Massive Action Game), che già dal titolo fa intuire molto del suo potenziale: un fps che prevede un massimo di 256 players in tempo reale in gioco non si è mai visto, come è assolutamente nuovo l’approccio al lavoro di squadra in game mutuato dall’esercitoUSA: ogni giocatore viene assegnato a una squadra da 8, quattro squadre formano un intero plotone e così via fino alla compagnia (cioè l’intera squadra di cento e più giocatori!). Aggiungo solo che ognuno dei gruppi è guidato da un comandante che può dare ordini a tutti i suoi sottoposti, presi singolarmente o per reparti, e il delirio militar-strategico è servito.
In apertura parlavo di PSP e del suo successo, confermato dai tanti titoli che vedremo tra qualche mese e da una nuova incarnazione della console: grande circa la metà dell’attuale e finalmente priva del supporto UMD (avrà una ben più comoda memoria flash interna da 16 GB), è pronta a uscire il 1 Ottobre anche da noi insieme a Gran Turismo Portable, con le sue 800 macchine diverse e più di 30 tracciati. Si chiamerà PSP GO.
Poteva mancare sul palco la comparsata di Hideo Kojima? Assolutamente no, tanto più se si presenta per annunciare Metal Gear Solid PeaceWalker, sempre per PSP. Pochi dettagli, se non la garanzia che si tratti di un episodio completo pensato appositamente per la più piccola console targata Sony.
A seguire un bel po’ di inutile chiacchiericcio su Home e i nuovi spazi pronti a sbarcare nella nostra casa virtuale: tra i più vicini all’uscita quelli di InFamous e Street Fighter IV.
Il momento più curioso è stato l’annuncio della pluri promessa esclusiva Rockstar per PS3: pochissime notizie e un titolo, Agent. Da istanti come questo si capisce la difficoltà di Sony, cui è sufficiente fare notizia senza la minima concretezza per fronteggiare i suoi rivali, fino a questo momento più in palla e grintosi.
Assassin’s Creed 2 merita solo un accenno perchè multipiattaforma: sensazionale ricostruzione di Venezia rinascimentale, ambientazione azzeccatissima, doppiaggio in italo-inglese che strappa più di un sorriso, tante tecniche e gadget fantastici (curiosamente inventati da Leonardo da Vinci, come il celebre aliante che caratterizzava una parte della demo mostrata). Il precedente viveva alla grande per 8 ore, se variano le sub quest siamo a un livello eccezionale: lo voglio persino io!
Quello che non volevo vedere, ma evidentemente il mondo si, è l’osceno prototipo del motion controller made in Sony: finalmente avremo giochini futili e leggeri anche su PS3… Speriamo quanto più tardi possibile, anche se questo è un drammatico trend del mercato con cui siamo e saremo costretti a confrontarci sempre più spesso.
Mini filmato di Gran Turismo 5, con un paio di competizioni aggiuntive (come le corse Nascar) e il solito mega bagaglio di tracciati, macchine e quanto ci si aspetti da uno dei racing game più importanti di sempre.Fortunatamente il nuovo progetto di Fumito Ueda ha perso il nome in codice (Project Trico) e guadagnato quello definitivo, The Last Gurdian: meno male, ma vorrei tanto capire di più su meccaniche di gioco e somiglianza ai predecessori.
Simpatica l’idea di annunciare al mondo Final Fantasy Online in chiusura di filmato di gameplay del prossimo Final Fantasy XIII: a titolo personale sono più interessato alla versione classica, ma il fascino di un universo narrativo celeberrimo e la poca concorrenza dei MMORPG su console potrebbe farmi ricredere.
E poi, finalmente, ciò per cui mi ero messo a sedere ore prima: God of War 3. In una sola parola potrei dire “clamoroso“: meccaniche classiche dei due capolavori precedenti, con combo, prese e lanci vari, qualche nuova arma e lo stesso fascino di sempre. Bellissima l’idea di percorrere tratti in volo catturando al volo le arpie, pestandole selvaggiamente per tutto il viaggio. Così come è eccezionale lo scontro con i due mini boss (centauro e chimera), avendo sullo sfondo un Titano che scala in Monte Olimpo flagellato costantemente dai colpi di Apollo che svolazza col suo carro infuocato: attenti dèi greci, l’ora della vendetta di avvicina…Violento e crudo quanto basta, (basti vedere le combo finali dei suddetti avversari, tra budella al vento e smembramenti pezzo per pezzo), è l’unica cosa in esclusiva Playstation che potrebbe convincermi all’acquisto immediato: a Kratos non posso proprio dire di no!
Tra annunci e sorprese si è trattato di un evento piacevole e interessante, con qualche bella notizia e qualche delusione (e Heavy Rain?), tutta spostata su quello che sarà il futuro più o meno immediato: è il momento per Sony di tirare fuori i giochi pesanti, o, per la prima volta da quando si è buttata nei videogiochi, uscire sconfitta.
Questa canzone e questo divertente video, del rapper americano MC Lars, sono stupendi!
Mi hanno fatto letteralmente ammazzare dalla risate nonostante noi videogiocatori e la nostra passione non ne usciamo poi così bene, anzi ne usciamo malissimo (e la satira del pezzo non è solo sui games…).
In pratica la canzone, che si chiama in maniera estesa “Guitar Hero Hero (Beating Guitar Hero doesn’t make you Slash)” prende in giro chi, giocando ai famosi music game, pensa di saper suonare la chitarra o comunque chi si atteggia a rockstar perchè è forte ad uno di questi giochi.
Vi posto anche il testo perchè davvero è da sentire e capire tutta vista la qualità di alcune rime e battute.
E intanto continuo a cantare: “I’m a guitar, hero HERO!!!”
Walking down the hall all the fifth graders swoon
Autograph line every day in homeroom
On the playground all the kids like to point and whisper,
“Check his calloused guitar-button blisters”
I’m a fourth grade celebrity
Plastic axe on my back and a Dragonforce T
My teachers know that I’m the man
A walking, talking ten-year-old-brand
Pepsi offered me mad G’s to drink Sobe exclusively
Guitar Hero, it’s my song, flip the switch and then it’s on
CHORUS
Well I’m starting up my Wii and all my fans are in the stands
I would invite my parents but they’ll never understand
I’ve got a reputation for the levels that I beat
I’m a Guitar Hero hero, hey that’s me
They say Robert Johnson sold his soul to the devil
I can beat “Through the Fire and Flames” on expert level
While Slash rocks the strip up and down LA
I push multi-colored buttons on a stick all day
Dimebag brought the dope harmonics
My five buttons are electronic
Clapton spilt his heart on “Layla”
I go (click click click) playa
Hendrix lit his strat on fire
Generations were inspired
One day my songs could do the same
if I weren’t so addicted to this game!
CHORUS
I’m a player, I’m a hero, I’m your rock star little man
If I don’t do my homework will my teachers understand?
Can’t really strum a note and every gig I rock for free
I’m a Guitar Hero hero, hey that’s me
Beating Call of Duty doesn’t mean your aim is good
Beating Wii Golf doesn’t make you Tiger Woods
Beating Apples to Apples doesn’t make you a farmer
Watching UFC won’t make you any harder
Friends on Myspace won’t make you a musician
Beating Operation doesn’t make you a physician
Watching CSI doesn’t make you a detective
Playing Mario Paint doesn’t mean you have perspective
Beating Gears of War doesn’t make you Wintson Churchill
Quoting 90’s sitcoms won’t make you Steve Urkel Grand Theft Auto doesn’t make you a player
Playing Sim City doesn’t make you a mayor
Beating Rock Band doesn’t mean you rock
Beating Tony Hawk doesn’t make you Tony Hawk
American Idol won’t make you a star
Beating Guitar Hero doesn’t mean you play guitar
Play me some guitar
Now play me some guitar
Play me some guitar
Paul Gilbert on guitar!
Let’s go!
CHORUS
Well I know my mom will ground me if I play again all night
When I step into the zone I always rock it right
My eyes are getting bloodshot as my fingers start to bleed
I’m a Guitar Hero hero
I’m gamer, I’m an addict, guitar strummer, I’m a fan
One day I’ll tour the country in my drummer’s beat-up van
But until I learn to play I’ll sit in front of my TV
I’m a Guitar Hero hero
I’m a Guitar Hero hero
I’m a Guitar Hero hero
Hey that’s me!
And that’s me!
And that’s you!
Well golly gee!
Come promesso eccovi il post che racchiude l’opinione di Inside The Game, cioè la mia e quella di Fucktotum, riguardo ai migliori giochi usciti nel 2008.
Come starete già vedendo dal video sovrastante il post, questa volta ho preferito usare uno strumento “diverso” per stilare la mia persona classifica, tutta. Piuttosto che premiare con un video il gioco dell’anno (curiosità, la colonna sonora è dei Faunts e si chiama M4 Part 2, l’ho scelta perchè è la musica di sottofondo nei “credits” di Mass Effect, uno dei più bei videogiochi dell’anno scorso che però non trovò posto nella mia classifica visto che l’ho giocato nel 2008: mi sentivo in dovere di elogiare in qualche modo questa perla di programmazione), come 365 giorni fa, meglio premiare tutti e 10 i protagonisti di questo 2008 storico. Se pensavo che il 2007 fosse stato il miglior anno, a livello qualitativo, per l’industria dell’intrattenimento elettronico, devo ricredermi: questo è stato di gran lunga l’annata DOC. Conservate le bottiglie.
Abbiamo cominciato l’anno con Grand Theft Auto 4, ad Aprile e tutti abbiamo steso il tappeto rosso a Nico, che è entrato nelle nostre case trasportandoci nella migliore ricostruzione virtuale di sempre, quella di Liberty City. Ma l’estate porta caldo, il caldo vacanze strane, le vacanze strane portano ad un viaggio con Avventure nel Mondo e quest’ultime portano serpenti! Uno è sbucato sulla mia PS3, un “Solid Snake” e mi ha lasciato di sasso: era Metal Gear Solid 4!
Poi è stato una specie di attacco continuo e quasi senza senso di produzioni tripla AAA o comunque da giocare: Geometry Wars 2 (e via a sparare alla geometria, un sogno che si avvera ), Braid (il titolo che più mi ha stupito quest’anno, senza subbio il più affascinante), de Blob (se penso a questo gioco mi metto a ballare… ) Dead Space (ancora me la faccio sotto; ma tornerò sulla Ishimura per un po’ di achievement), Fallout 3 (”Do you want to set the World on fireeeee”), Gears of War 2 (veramente epico, anche in multiplayer io mi diverto molto a reggere orde su orde), Mirror’s Edge (ne ho parlato ieri, la mia opinione sul lavoro DICE è altissima), Little Big Planet (il post lo rimandiamo all’anno prossimo… devo ancora provarlo a fondo).
E’ stato un anno di cambiamenti, di rischi di super grafica di grandi ritorni… un anno da passare attaccati al pad visto che oltretutto sono usciti anche tanti altri titoli degni di nota, molti dei quali non ho avuto tempo di provarli: mi riferisco a Spore, World of Warcraft: Wrath of the Lich King, Viva Pinata Trouble in Paradise, No More Heroes, Fable 2, Castlevania: Order of Ecclesia, Rock Band 2, Far Cry 2, Red Alert 3, ecc… Altri ancora invece li ho giocati ma non li abbiamo inseriti, per un motivo o per l’altro, in top 10… alcuni esempi? Guitar Hero World Tour, Ninja Gaiden 2, Il potere della Forza, Castle Crashers.
Insomma guardo la lista qui sopra e rimango di stucco, quasi non ci credo. E devo ancora aggiungere i titoli tripla A che ho giocato e mi hanno deluso. In fondo aspettavo con ansia l’avvento di Too Human o il nuovo Call of Duty World At War oppure Alone in The Dark: li ho provati, finendo il primo e il terzo e sono rimasto alquanto scontento, ma vanno comunque annoverati in questo palcoscenico chiamato 2008 tra i grandi nomi.
Quasi dimenticavo i non giochi, che poi hanno venduto molto più di questi titoloni. Uno su tutti? WiiFit… e la lista si allunga!
Insomma… ma di che anno stiamo parlando? Signori, io sinceramente tutti questi gioconi non l’ho mai visti e stilare una top 10 è stato difficilissimo. Eppure abbiamo voluto premiare i nostri gusti e, come al solito, parlare col cuore piuttosto che con la mente. In fondo, c’è anche scritto un po’ ovunque nel video, Inside The Game.
Detto questo, quindi, non arrabbiatevi se non avete visto il vostro beniamino in classifica, il prossimo anno progettiamo nomination e votazioni, anche perchè se il 2009 rispecchierà la tendenza di questo “uno-due” che sono stati 07 e 08… mi devo far clonare a breve e quindi in due akiri saremo in grado di sostenere tutta la votazione e relative bagarre!
Conoscete un buon clonatore?
Buona visione e sopprattutto buon anno a tutti!!! Videogiocatori e non (questa volta mi sento buono ).
Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone
Ed ora buttiamoci nel vivo del post.
Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?
Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.
E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.
Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire? Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?
Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.
Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!
La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonareveramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.
Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.
Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.
Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.
Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.
Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.
Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando
E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…
Un nuovo modo dell’industria dei videogiochi di fare soldi, dico io.
A ben vedere un buon modo, per carità. Creano un gioco e lo “aggiornano”, inventando nuovi posti, nuove situazioni, nuovi pezzi di trama, nuove armi, nuove quellochevepare e ci fanno pagare questo aggiornamento.
Se lo vogliamo, ovviamente, nessuno ci obbliga. Possiamo sempre tenerci i soldi continuando a cercare i 100 piccioni, nel caso di GTA 4; nel mio caso la strada sarebbe ancora molto lunga. Non sono contro i DLC, sia chiaro… sono solo contro i giochi “incompleti” fino al prossimo contenuto scaricabile, come Fallout 3 in cui non si può avanzare sopra il livello 20 al momento. Si potrà farlo nei prossimi contenuti scaricabili (na specie di WoW, single player… con la differenza che nessuno ci aveva avvisato che era cappato al ventesimo).
Ma torniamo all’argomento del giorno: ecco Lost and Damned, il primo DLC (per ora esclusivo agli utenti della console con la X al centro) per il già capolavoro dell’anno Grand Theft Auto 4.
E io sono deluso! Deluso dal video, deluso dal concept deluso da tutto.
Prima si rumoreggiava di far volare Nico Bellic sull’altra costa, a San Andreas, poi ho sentito parlare addirittura di Vice City ed ora l’annuncio è questo?
Quattro biker “maledetti” da martoriare con l’uzi?
E’ sempre chiaro quanto detto in passato: si parla dopo aver provato. Al momento ho visto un filmato, magari il DLC sarà strabbello e mega coinvolgente (anzi, lasciatemi dire che sono sicuro di questo: Rockstar è Rockstar…).
E’ però legittimo dire che mi aspettavo qualcosa di diverso.