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A parlare di Micromusic con CouCou netlabel! [Inside the Game Music Special]


Ancora una volta ci si vede per la rubrica di Inside the Game in cui si parla di musica e videogiochi. Come promesso la volta scorsa (ve lo ricordate? No? Qui potrete rinfrescarvi la memoria) questa tarda uscita di lunedì si distaccherà un po’ dal solito stile per presentarvi una bella novità: Inside the Game ha passato per voi una serata con i ragazzi di Cou Cou, netlabel che si occupa, virtuosamente, di proporre i lavori di una serie di artisti italiani e non in ambito micromusic e chiptune: musica elettronica suonata con tutto quanto è legato al gaming, modificando e utilizzando le librerie sonore delle più svariate retro console. Abbiamo sentito cosa hanno da proporre e cosa hanno da dire, e siamo assolutamente entusiasti di presentarveli, come sono convinto che sarete entusiasti voi dopo averli conosciuti. And now for something completely different…

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L’occasione per fare una bella chiacchierata è stata la serata 8 bit Party, organizzata da Lights on Carpet al Rising Love di Roma: un evento dedicato interamente alla musica 8 bit, con i musicisti legati all’etichetta romana. Un evento decisamente atipico nel panorama della vita notturna di Roma che ha portato alla console strumenti come Game Boy e Nintendo DS e un bel manipolo di artisti: innanzitutto i due fondatori dell’ etichetta J8B!t e Buskerdroid, un decano del circuit bending come Flavio (attivo anche in ambito elettropop con Le Rose), e infine Microman, geniale cane sciolto il cui retroterra musicale abbraccia tanto l’elettronica quanto la musica classica. La sorpresa? Lo scoprire che fondamentalmente nessuno di loro si è avvicinato a questo ambito passando dai videogiochi.

micromanbusker

Ad aprire la serata è stato il set congiunto di Buskerdroid e Microman, mezz’ora di elettronica ballereccia creata servendosi di tre diversi Game Boy, al termine della quale sono riuscito a parlare con Marco, alias Microman. Dopo i saluti di rito il discorso si è spostato sulle esperienze passate: Marco ha alle spalle dieci anni di studio del pianoforte, e una predilezione per i compositori contemporanei italiani, come Einaudi.  “Mi piace chi, con la musica riesce a creare un’atmosfera, facendo in modo che ogni suono sia una parte di una scena che può essere immaginata da chi ascolta – ha spiegato Microman - Suonando con un Game Boy i mezzi sono ovviamente limitati, ed è un limite che per forza di cose spinge a utilizzare ancora di più l’immaginazione”. Strumento di elezione Little Sound Dj, la cartuccia creata da Johan Kotlinski che permette di trasformare un Game Boy in un vero e proprio sintetizzatore.

microman2

“Se dovessi riassumertela in tre parole, ti direi che suonare con un Game Boy è il “tanto con poco”: ci puoi suonare e comporre di tutto” continua Marco, con una dichiarazione programmatica che riassume il miglior pensiero minimalistico, ma non solo.  La versatilità del mezzo lo renderebbe un vero e proprio strumento di composizione portatile, mi spiega: “Io potrei andare in giro e buttare giù un’idea sull’autobus per poi riprenderla a casa con il pianoforte o qualunque altro strumento; l’idea per il futuro sarebbe riuscire a orchestrare i brani da Game Boy e viceversa, anche unendo insieme orchestra e suoni 8 Bit“. Inutile dire che in seguito, nel corso del suo set solista Microman mi avrebbe fatto sentire in pratica tutto ciò di cui mi aveva parlato, grazie a uno stile che unisce battiti elettronici a un tappeto compositivo di tutto rispetto.

JFlavio

Mentre mi perdevo in chiacchiere interessantissime fuori dal locale, dentro era già cominciato il set di J8B!t e Flavio: due Nintendo Ds equipaggiati con Korg DS-10, emulatore di uno dei più grandi sintetizzatori mai prodotti.

J8B!t nella vita di tutti i giorni si chiama Giorgia, e ha ideato e creato CouCou insieme a Buskerdroid, proprio da lì abbiamo iniziato: “CouCou l’abbiamo creata un anno fa cercando di riunire musicisti italiani ed europei che si muovono nell’ambito della micromusic“. Un progetto che in un anno ha portato alla pubblicazione di otto produzioni tra EP e compilation.  A inaugurare l’etichetta sono stati i Chrono Triggers, micromusicisti francesi, paese per cui Giorgia ammette di avere un debole. Alla prima uscita ne sono seguite altre, con una selezione di artisti italiani,  svedesi e da poco anche canadesi, nell’ambito del progetto di pubblicare una serie di compilation che raccolgano act provenienti dalla stessa zona geografica. Il primo passo è stato ovviamente casa nostra, con 8BITES of Pizza, che raccoglie alcuni dei migliori musicisti sulla piazza.

Curioso come una scimmia ho chiesto cosa significa avere una netlabel e che lavoro c’è dietro “Si tratta perlopiù di promozione delle uscite e degli artisti, su Facebook come su altri canali di buzz, a cui si aggiunge il definire un artwork per il disco e ospitarne il download sul sito di CouCou – dice Giorgia - Il tutto viene ovviamente fatto esclusivamente per amore; tutti i download sono gratuiti e le opere sono in Creative Commons, le rare volte che entra qualche soldo viene tutto reinvestito per il sito o per gli spostamenti in giro per serate degli artisti italiani o europei”. Mi viene anche raccontato dei tentativi di dare spazio a musicisti anche al di fuori del bel paese; tentativi che si sono spinti fino in Indonesia, in cui la scena micromusicale ha un seguito maggiore di qua.

J8Bit

Parlando di musica, Giorgia, o J8B!t che dir si voglia è arrivata all’elettronica prima e al Korg su Nintendo DS poi cominciando come chitarrista in un gruppo hard rock romano; e in parte è proprio dalle radici che nasce il suo atteggiamento nella musica elettronica: “Potrebbe essere simile al punk, in casa attacco la console al computer, vado in modalità live e poi sento cosa succede”. L’emulatore di sintetizzatore per DS ha un totale di 64 tracce, il che porta ancora una volta al discorso sui limiti “Il fatto di avere poche tracce disponibili e scegliere di utilizzare una gamma di suoni 8 bit è un limite, ma anche uno stimolo: è lì che ti trovi a dover inventare tutti i modi possibili per aggirare le regole e sfruttare ogni possibilità per ottenere quello che vuoi, diventa una sfida di intelligenza”.

giorgia

Flavio è l’ultimo degli artisti con cui riesco a parlare, un “decano” si direbbe, della scena micromusic, al lavoro da dieci anni nella creazione di musica elettronica con oggetti originariamente creati per giocare. “E’ dal 2000 che faccio musica in questo modo – dice Flavio - Più o meno si è iniziato a parlare di chiptune e micromusic allora, quando è nato il sito www.micromusic.net. Io ho cominciato dal circuit bending, modificando tastiere giocattolo fino al vecchio grillo parlante, poi ho giocato con Little Sound Dj e Nanoloop, adesso se c’è l’occasione non mi dispiace anche provare con altro”. Anche qui il ferro del mestiere è un Nintendo DS “Oltre al Korg ci sono una serie di altri programmi homebrew per la musica, ma ovviamente non essendo supportati da Nintendo il colpo si ripercuote su tutta la scena, tecnicamente stiamo facendo qualcosa che è illegale.” Come detto, Flavio l’ha vista nascere la “scena” italiana: “eravamo una decina di persone, io, Cobol Pongide, Micropupazzo tra gli altri, e nel tempo ci hanno etichettato in un sacco di modi: siamo stati avanguardia, noise, poi musica sperimentale, adesso si parla di micromusic.  Testimonianza su cd dei primi vagiti del genere è stata la compilation Bit Beat pubblicata da To Lose La Track nel 2007, in seguito alla quale i vari artisti si sono mossi parecchio per festival. Comunque – prosegue Flavio – questo genere di musica in Italia non uscirà mai dalla nicchia probabilmente; a Londra, a Berlino si sono tenuti eventi che hanno raccolto parecchie persone, ma qua finora non c’è stato modo.” Oltre alla micromusic Flavio suona elettropop con il duo Le Rose, con loro ha suonato la sera successiva al Circolo degli Artisti a Roma.

Flavio

Come spiegavo in apertura, una delle cose forse più interessanti è che nessuno di questi artisti si è avvicinato al genere partendo dal videogioco: “Esiste come ispirazione culturale e non mi dispiacerebbe fare musica per videogiochi – mi dice Microman - ma non gioco” ed è più o meno la stessa risposta di J8B!t, che il DS lo usa solo per la musica “qualche gestionale a turni non mi dispiace ogni tanto” ma tutto finisce lì; e per quanto mi riguarda è una conferma interessante, quella che questo genere di sonorità ormai iniziano a slegarsi da un punto di vista prettamente ludico proprio perchè sono penetrate nel profondo dell’immaginario collettivo pop; e credo che le possibilità e i punti di sbocco del genere, musicalmente, abbiano appena iniziato a concretizzarsi: in un momento in cui sempre più persone prendono in mano una console per videogiochi, è solo questione di tempo prima che si sviluppi l’interesse a voltarsi indietro per scoprire il passato e interpretare il presente; ora che il videogioco è sdoganato, forse si può iniziare a parlare di tutto quanto fa arte e si muove intorno al videogioco, e queste persone potrebbero essere dei precursori.

Così come potrebbero esserlo i Lights on Carpet, organizzatori della serata, che si sono proposti di portare nella scena notturna romana qualcosa che possa essere diverso dal solito “Non ha senso continuare a portare le stesse serate fino alla morte, potremmo fare così, come fanno molti altri qui, però poi non si muove nulla – mi dice Sara - Il problema è che Roma è chiusa, se c’è qualcosa che tira fa un sacco di ingressi, ma poi la gente non guarda al di fuori dell’ordinario e di quello che conosce”. E proprio per questo loro cercano di portare una ventata d’aria fresca che chi sta in zona dovrebbe guardare con interesse “Arte, musica, mostre, tutto insieme – ribadisce Francesco, che, per inciso, aveva una delle magliette più belle che io abbia mai visto – Sono serate che all’estero magari farebbero parecchi ingressi, ma qui c’è bisogno che le persone siano prima abituate ed educate a guardare un po’ al di là dell’ovvio e dell’abitudine”.

Non sono parole semplici da metabolizzare, ma parlano di una realtà su cui varrebbe la pena di soffermarsi, quella che ha a che fare con quel lamento che spesso si sente riguardo al fatto che “non si sente mai nulla di nuovo” o che “in Italia non si muove nulla”: eccolo qua il nuovo; un discorso musicale fresco, intelligente e di valore musicalmente ancora prima che a livello di curiosità videoludica; un passo indispensabile per chi si interessa di nuove sonorità e di elettronica in particolare che, per inciso, nasce, vive e si muove dietro casa propria, allungano poi tentacoli e collegamenti in tutta Europa grazie agli strumenti offerti dalla rete. Diciamo spesso che le cose non si muovono, e allora forse è il caso di farle muovere: scaricate, ascoltate, diffondete e andate alle serate, se l’idea vi piace, provare non costa niente e sono convinto che sia un bell’arricchimento per chi bazzica musica e videogiochi. Io la mia parte la voglio fare:)

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Qui trovate il sito ufficiale della CouCou, dove scaricare tutto quello di cui abbiamo parlato

Naturalmente sono d’obbligo i ringraziamenti, tanti e tante persone che nonostante la serata movimentata hanno trovato il tempo e la voglia di scambiare quattro chiacchiere e farlo con apertura, disponibilità e una cortesia immensa: in puro ordine di intervista, così da non offendere nessuno: Marco Microman, Sara, Giulia e Francesco di Lights on Carpet, Giorgia J8B!t (grazie infinite anche per il cd!) e Flavio. Il ringraziamento naturalmente è da estendersi a tutte le facce sorridenti e gentili che hanno accolto me e la mia “fotografa ufficiale” nel corso della serata. Siete stati, tutti, eccezionali, grandi musicisti e persone ancora migliori. Grazie.

Una menzione d’onore va a Marzia D’Amico, fotografa e amica che è stata sequestrata da me a un paio d’ore dalla serata e che ha avuto l’ardire di mollare tutto e seguirmi nell’impresa. Il suo contributo è stato determinante per portarvi una documentazione visiva della serata, visto che la signorina, solo per la gloria, si è smazzata foto sotto, sopra e dietro palco per tutta la serata. Quindi grazie, veramente di cuore per lo sforzo e l’aiuto preziosissimo, ripagato in null’altro che nuove incredibili avventure e avvertimenti all’ultimo quando si ripresenterà l’occasione. Praticamente un’eroina.

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Diabolica EA! [Dante's Inferno a Roma]


Ieri sera, camminando per le strette vie di un quartiere romano zeppo di fumosi locali ad alto tasso alcolico, ho rischiato di finire all’inferno. E sapete per colpa di cosa? Proprio del gioco marchiato EA e ambientato nei divertenti gironi dell’inferno dantesco, sì sì, Dante’s Inferno!

Un vero e proprio scherzo del destino, forse anche uno tiro mancino da parte della Electronic Arts, venuta a conoscenza della mia ostilità verso questo loro ultimo titolo. La verità forse non la scoprirò mai ma intanto ecco a voi le foto del corpo del quasi reato. Centinaia di croci, nere, di plastica, poste su scivolosissimi “san pietrini” bagnati!

Chi perdendo l’equilibrio bestemmia con creatività veniva premiato con una copia del gioco in anteprima. Di questi giorni se le inventano di tutte…

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P.S.

Attenzione! Il concorso sulle bestemmie non esiste. L’unica cosa che si poteva vincere è un trauma cranico, o un nuovo coccigge di metallo. Ad ogni modo simpatica iniziativa, solo un pò pericolosa.

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L’ombra che vedete è la mia, non quella di un cacodemone ballerino. Le foto sono prese con un cellulare magico.

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Fan Day di Assassin’s Creed 2 a Roma [abbiamo visto il capolavoro Ubisoft!!!]


Stamattina, dopo aver ricevuto gentile invito da parte di Ubisoft, io e AkiRA ci siamo infilati nella metropolitana di Roma alla volta del cinema Giulio Cesare, per partecipare al Fan Day dedicato all’imminente Assassin’s Creed 2.
Tra l’altro è stata una doppia prima volta: non era mai successo che organizzassero un evento in contemporenea in due città, Roma e Milano, e mai si erano allontanati dal capoluogo lombardo.
Ben lieti di notare un buon numero di persone e di ritirare un codice bonus per un contenuto nella versione PS3, ci siamo accomodati in poltrona.
A dire il vero non sapevamo bene in cosa sarebbe consistita tutta la faccenda, che si è svolta in tre fasi, tutte molto importanti. Nella prima ci hanno mostrato il primo filmato della storia della Famiglia Auditore; nella seconda una lunga parte giocata in sala, in cui ci hanno riempito di dannosi spoiler e nella terza, ottima anche quella, io ho assalito il buffet.

Il filmato, assolutamente in linea con quello che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, è realizzato da Hybride Tecnologies, la casa di post produzione video che ha realizzato gli effetti degli adattamenti cinematografici di 300 e Sin City, recentemente acquistata da una Ubisoft in gran forma, a quanto pare pronta a sbarcare persino sul grande schermo.
A parte qualche momento in cui la sovrapposione tra attori veri e contorno digitale non è perfetta, la qualità di quanto visto è stata eccellente: in un attimo siamo stati letteralmente catapultati nella Firenze rinascimentale, per conoscere Giovanni Auditore, padre di quello che sarà il protagonista del gioco, Ezio.  Gli intrecci fra famiglie rivali sembrano nascondere molti intrighi, e la presenza di personaggi storici come Lorenzo de’ Medici non fa che aumentare il coinvolgimento dello spettatore. Tra qualche giorno sarà reso pubblico questo mini episodio (di cui questo era solo una minima parte) e potrete vedere coi vostri occhi l’amore riversato nel progetto.

Ma il bello doveva ancora venire.
Conclusa la visione con un bell’applauso, abbiamo avuto modo di assistere al lungo prologo del gioco vero e proprio, scoprendo un mare di freschezza e novità: per spazzare subito ogni dubbio vi dico che se tutto ciò che è stato inserito funzionerà a dovere, Assassin’s Creed 2 sarà sensazionale.
La prima parte era ovviamente ambientata nello stesso laboratorio in cui si conclude il primo capitolo,  quindi ancora con Desmond e Lucy come protagonisti. Quest’ultima getta la machera e finalmente aiuta il povero pronipote del nobile Altair a fuggire dalla struttura. Come ricorderete, c’è una guerra centenaria tra Templari e Assassini: dopo aver passato un intero gioco al servizio dei primi, in questo seguito saremo ospitati nella base segreta dei secondi, con un nuovo Animus e nuovi comprimari.

Al termine della fuga, veniamo subito buttati sul diabolico marchingegno, e qui rivivremo il primo ricordo di Ezio, la sua nascita. Come visto in Fallout 3, il primissimo tutorial di movimento sarà quindi nei panni di un bebè.
In seguito faremo la conoscenza degli altri membri della famiglia, dei suoi alleati e dei rivali, come la Famiglia de Pazzi: con Ezio adolescente scavezzacolo pronto a battersi per un insulto fra le strade della città toscana. Già da questi minuti in game è evidente il desiderio di Ubisoft di fare tesoro delle critiche al predecessore: non solo le missioni (tutte volte a impratichire il giocatore coi controlli) sembrano varie, ma sono liberamente ignorabili.

Due sole cose stridono in questa sezione di gioco: Ezio non è ancora un assassino (a noi hanno spoilerato il seguito… io sarò buono e lo terrò per noi), quindi è vestito come un nobile ed evidentemente le scene di salto, arrampicata e combattimento sono meno curate in dettagli come le compenetrazioni con le superfici (i piedi non “appoggiano” perfettamente sui muri ad es.); inoltre, nonostante tutti i dubbi sul doppiaggio siano fugati dalla qualità ottima della localizzazione, non è possibile sentire Ezio che risponde al fratello “fottiti“, o Maria, madre del nostro eroe che lo rimbrotta dicendo “dovresti trovare un hobby…oltre la topa“.
A parte questo, l’ambientazione è sensazionale ed è pronta a farci vivere sensazioni analoghe alla gita in Terrasanta:  palazzi vicoli, strade e tetti pulsano di vita, e l’aggiunta di fazioni con cui è possibile allearsi o lottare, come i Ladri e le Cortigiane, permetterà di personalizzare la propria esperienza con vantaggi e svantaggi del tutto nuovi. Ad es., ottenendo i favori delle prostitute, queste potranno aiutarvi a fuggire ditraendo le guardie con le loro lusinghe.

Alcuni aspetti del tutto nuovi ci sono stati raccontati dal relatore, come la conferma dei luoghi in cui avverrà la storia (annunciata di una durata minima di 40 ore…fino a 90, ma qui qualche dubbio sorge): Venezia, Firenze, la Città del Vaticano e San Gimignano, con la possibilità peraltro di contribuire all’economia di quest’ultima in un modo definito simile ai gestionali.
A proposito di economia, accolgo con favore l’introduzione dei soldi, con cui comprare oggetti e migliorie, oltre che costumi e cure dai caratteristici dottori sparsi in città.
Su questo aspetto Ubisoft centra già nel segno, perchè a una rapida occhiata della mappa, questa sembra piena di opportunità, anche perchè finalmente si potrà entrare in alcune abitazioni.

Ultima nota sui difetti emersi in questa presentazione, che comunque vedeva un hardware debug (la PS3) particolarmente sotto stress: ciò non toglie che sia stato evidente un brutto bug che non permetteva di raccogliere un oggetto. Anche il breve tratto a nuoto visto è stato abbastanza deludente, perchè il mantello sulla spalla di Ezio sembra seguire una fisica irreale e approssimativa.
Tutti dettagli in ogni caso rispetto allo sfarzo visivo e contenutistico, perchè tutto sembra limato perfettamente per rasentare la perfezione.
Come nota a magine segnalo che Ubisoft avrà uno stand a Lucca Comics in cui sarà possibile vincere premi (cosa in cui noi abbiamo fallito) e provare il gioco con le proprie mani, anche se voi non avrete il buffet!

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Finalissima Shirl (Akuma) vs Jabba (Sagat) [torneo di SF4 AEX Ranbat 2.4]


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[recensione] Fifa 10, gioiello targato EA


Come la foto spiega bene, da una settimana Fifa 10 ha invaso i salotti europei.
Uno dei più importanti brand di Electronic Arts ritorna come ogni anno con un buon bagaglio di novità e il consolidato gameplay che, più o meno dalla versione dedicata agli Europei, lo ha portato quantomeno ad eguagliare il re PES, di cui attendiamo ancora l’uscita per un confronto faccia a faccia.
Una volta trovata l’alchimia magica, non resta che da fare un pesante lavoro di cesello, per rendere il complesso fresco e nuovo anche per chi abbia passato giorni sul capitolo precedente.
Scommessa vinta una volta di più, perchè Fifa 10 è un gioiello vero e proprio, che non può mancare nelle case dei malati di calcio!

Il bello di parlare di un titolo che tutti conoscono è che si possono dare alcune nozioni per scontate. Tutti masticano il calcio e moltissimi si sono cimentati con quello virtuale. Solo qualche accenno quindi al lato più tecnico della faccenda, dato che lo scheletro di questo capitolo è ovviamente la base di quello precedente, arricchito da molte animazioni dannatamente realistiche e qualche lampo di pura classe, come evidenziato in questo video.


Niente male eh? Per fortuna, oltre a gingillarsi col pallone, i miglioramenti hanno toccato due aspetti molto importanti, che non rendevano a dovere nella versione 2009: i cross laterali (che ora prendono una traiettoria arcuata molto realistica, e dai quali finalmente si segna senza troppi problemi) e i tiri da fuori. Su questi ultimi è bello notare la minore frequenza del missile da lontanissimo, colpo straordinario abbastanza raro da vedere dal vivo, in favore di bolidi da medio-lunga gittata che mettono in splendida luce le animazione e parate dei portieri.

Per quanto poi il gioco resti ancora un filo troppo frenetico, col pallone che toccato di prima schizza qua e là, non ci sono critiche particolari da fare a quest’aspetto, per tanti anni il tallone d’Achille della serie.
La gestione delle palle “morte” invece (quelle che sbucano da un rimpallo e vanno conquistate) non mi piace affatto, perchè spesso il giocatore controllato dal computer vaga per un secondo nei pressi prima di farla propria: per fortuna capita di rado e si può quindi chiudere un occhio.

Come è sempre stato poi, tutto ci che è corollario alla partita in sè è curato nei minimi dettagli: stadio, pubblico, ma soprattutto modalità di gioco sono capaci di mantenere sempre viva l’attenzione del giocatore.
La modalità allenatore è stata limata ulteriormente, e le 15 stagioni da cui è composta tra calciomercato, amichevoli, campionati, rinnovi contrattuali e gestione del club coprono più o meno ogni aspetto della vita manageriale. Peccato per le licenze di Champions ed Europa League che non è stato possibile sfruttare per motivi diversi e per qualche sciocchezzuola che può dar noia al vero patito (per es. mi è capitato in Coppa dei Campioni di incontrare, ovviamente con la Roma, ai quarti l’Inter e in semifinale il Milan…), così come ho trovato abbastanza surreale che dopo aver vinto 6 trofei in 2 anni le uniche squadre interessate alle mie abilità manageriali fossero 8 compagini di serie B…spagnola tra l’altro!

Il versante multiplayer è, come sempre, ottimo: tanti giocatori online e buon numero di modalità (dal 10 vs 10 al bellissimo campionato tra amici, massimo 20 squadre: entusiasmante). L’unico problema è dato dall’unione dell’idiozia di alcuni players che al 90° si disconnettono quando perdono (tantissimi) e di quella di EA che addirittura dà un obiettivo per chi dà forfait 5 volte mentre è sotto nel punteggio: incoraggiare comportamenti sleali è secondo me vergognoso, anche se il punteggio per l’achievement  0.
Concludo parlando delle due aggiunte più pubblicizzate: il movimento del calciatore a 360° è eccellente e permette addirittura di sgusciare tra due avversari con la palla al piede, mentre la procedura di caricare una propria foto per creare la nostra controparte è macchinosa e pessimamente gestita.

In definitiva, escludendo il fatto che non sia possibile definire capolavoro un titolo che vedrà tra 12 mesi un successore ancora più curato, non posso che consigliare l’acquisto del blockbuster EA, perchè senza dubbio vale ogni centesimo speso. Almeno fino al 2011.


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Romics e le finali dei World Cyber Games dall’8 all 11 Ottobre


Cosplay a Romics ragazze carineChe fate il prossimo Week End? Io sono impegnato. Finalmente torno a telecronizzare qualcosina, anche se ina poichè non avremo molte discipline in gara alla prossima edizione delle finali italiane dei World Cyber Games (le Olimpiadi dei videogiochi).

Alla nuova Fiera di Roma dall’8 all 11 Ottobre c’è Romics, festival del fumetto capitolino (ingresso a pagamento: maggiori info su www.romics.it), andranno in scena i Cyber Atleti più forti d’Italia, selezionati attraverso svariate tappe in tutta la penisola, in un torneo che li vedrà “combattere” per accaparrarsi un posto nell’aereo che li porterà a ChengDu. Le discipline ufficiali: Starcraft Broodwar, Asphalt 4, Trackmania Nations Forever, Guitar Hero World Tour, Fifa 09 e Wisestar 2.

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AEX Ranbat domani a Roma [torneo di Street Fighter 4]


Arcade Fight Stick per Street Fighter 4Domani sarò alla Ranbat, un torneo praticamente mensile (o quasi), organizzato dalla community di Street Fighter 4 e da Arcade Extreme, come telecronista. L’evento è volto soprattutto a far avvicinare nuovi “adepti” al fantastico picchiaduro Capcom di cui, su questo blog, abbiamo parlato in lungo e largo. Si terrà a Roma nel locale 1Up della “catena” ESC Italia, in Piazza Pecile (quartiere Garbatella): orario, dalle 15 alle 20.

Ovviamente, visto che ci sono, parteciperò al torneo per mostrare a tutti le mie scarse potenzialità con Abel (mio nuovo personaggio, con cui online sto prendendo solo schiaffi :( ). Mi sono anche comprato l’Arcade Fight Stick per l’occasione.

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Wings of Magic Roma Media Festival: ci sarò!


Wings of Magic Roma Media Festival

Roma Media Festival, wow mi piace come nome.

Un’occasione nuova e unica, a mio modo di vedere, di approfondire alcuni argomenti videoludici importanti nella capitale.

Organizzato da Wings of Magic, portale sul mondo del fantastico (videoludico e non, ve lo consiglio comunque è davvero un gran sito: www.wingsofmagic.it) e quindi dall’associazione AIOMI (insomma, c’è la firma del dinamico duo Marco Accordi Rickards e Raul Carbone, i miei due super eroi preferiti ;) , soprattutto dopo il successo dell’IVDC) l’evento si pone l’alto obiettivo di far trapelare un po’ di cultura del videogioco nella nostra capitale dove regnano il calcio, i reality e i coatti.

Tre giorni, quindi, per uscire dal caldo straziante di questi argomenti ed entrare nel fresco clima di un evento che si pone come un faro (glaciale ;) ) soprattutto in campo videoludico, ma che non mancherà di stupire anche gli appassionati di cinema, sci fi, fumetti ecc. Guardando infatti il programma, noto con piacere che le conferenze e le presentazioni verteranno si su argomenti relativi al nostro hobby preferito, ma anche su molto altro (Diabolik, Transformers 2… ecc).

Ma torniamo a noi. Che ci fa AKirA in un posto dove non ci sono tornei? ;)

A parte che ci faccio eccome…!!! Ne so anche di videogiochi normali :) ! Sarò quindi moderatore di alcuni incontri e conferenze, mi divertirò a giocare a Guitar Hero con le postazioni gratuite messe a disposizione in uno studio di registrazione costruito ad hoc ma soprattutto ci saranno alcuni tornei e dimostrazioni di gioco.

Non vi ho infatti detto che come partner della manifestazione ci saranno ESC e FNIV (per maggiori informazioni: www.esc.vg e www.fniv.it), che porteranno la passione dei videogiochi competitivi anche a Villa Torlonia con tornei e dimostrazioni di FIFA , Guitar Hero World Tour e Street Fighter 4. Altra sorpresissima, ci saranno alcuni tornei di retrogame (grazie a www.gamescollection.it), pensate un po’: sono davvero curioso di vedere cosa ne verrà fuori.

Insomma, appuntamento questo week end ragazzi,  al Techtown di Villa Torlonia, Roma. Da venerdì 19 a domenica 21 al Wings of Magic Roma Media Festival ne vedrete delle belle! Non mancate!

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I World Cyber Games ripartono da Milano


Ormai non c’è più bisogno di spiegare cosa sono i World Cyber Games, giusto?

Si tratta delle “Olimpiadi dei videogiochi”, in piedi dal 2001, alla cui fase finale partecipano circa 700 giocatori da 70 nazioni del mondo. L’anno scorso le finali si sono tenute in Germania a Colonia. Quest’anno, chi vincerà le eliminatorie, potrà volare addirittura fino in Cina, cioè dall’altra parte del mondo.

Fortunatamente la crisi, che ha picchiato duro praticamente su qualunque altro torneo mondiale (ESWC, CGS, ESL…) non ha colpito i WCG che si terranno regolarmente verso la fine dell’anno. Ora, però, è tempo di eliminatorie e, pensate un po’, grazie a Progaming Italia la nostra nazione sarà la prima del mondo a disputarne una. Si perchè venerdì, sabato e domenica (27 – 29 Marzo) a Milano, si potrà provare a far parte della nazionale italiana videogames nonostante ancora non siano noti tutte le discipline ufficiali. Alcune però sono state comunicate ed è su queste che si cominceranno le eliminatorie con la prima tappa a Cartoomics.

Starcraft e Guitar Hero World Tour,  questi i giochi dove potrete coronare il vostro sogno: fare parte degli Azzurri almeno una volta nella vita, nel vostro passatempo preferito.

Vi aspetto quindi, con le mie telecronache e soprattutto con le mie skill da batterista in GHWT (LOL), alla Fiera di Milano City (ci si arriva così).

Nel video un riassunto delle finali nazionali a Roma, tenutesi l’anno scorso a Romics (che sono state davvero uno spettacolo) per farvicapire a cosa potreste partecipare se vi riusciste a qualificare a Milano!!!

Per ulteriori informazioni:

>> Sito ufficiale World Cyber Games

>> Sito ufficiale WCG Italiano

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In diretta da Milano: Serie A di videogiochi italiana


Coppe

Come promesso nei commenti di questo articolo, dove trovate tutte le informazioni che vi servono sulla Serie A dei videogiochi italiana, cioè la ESL Pro Series, eccovi lo streaming della diretta web.

Installate quindi il plugin per lo streaming su Windows Media Player Octoshape se avete problemi a visualizzare lo streaming qui sopra.

Lo spettacolo è già cominciato e terminerà stasera, alla fine di tutti i match. Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e Trackmania ci terranno compagnia fino all’elezione dei nuovi campioni d’Italia.

Buon divertimento.

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Aspettando Street Fighter 4 sotto la pioggia


Sarà la pioggia che non dà tregua alla povera città di Roma da oltre un mese, sarà l’età che avanza, ma come avrete notato ci stiamo buttando un po’ sulla nostalgia in questi giorni.

La storia delle console, il post sulla futura uscita di Starcraft 2 e quello che state per leggere non sono però stimolati solo da questa insolita situazione metereologica o geriatrica, ma anche e soprattutto al fatto che molte software house si stanno lanciando in sequel di titoli mitici, spesso a distanza di molto tempo dai rispettivi predecessori.

E’ quindi naturale che un nuovo episodio si ricolleghi subito, nelle nostre menti, ai ricordi e sensazioni ormai passate, ma di certo non sopite.

Non voglio mentirvi: non mi sembra sia passato solo un giorno da quando nel mio bar preferito vidi un capannello di gente assiepata davanti ad un cabinato tutto nuovo, su cui girava un titolo che avrebbe fatto la storia del videogioco…Di tempo ne è passato tantissimo, ma Street Fighter 2 avrà sempre un posto di rilievo nel mio cuore, soprattutto oggi, quando manca circa un mese all’uscita del quarto capitolo (togliamoci subito il dente: il mio primissimo personaggio fu Guile, semplicemente perchè il computer controllandolo mi batteva sempre: al primo SF2 non si combatteva contro il proprio gemello, da qui la decisione di semplificarmi la vita prendendo l’orribile capellone).

I picchiaduro non andavano ancora per la maggiore, ma sarebbero presto diventati il super trend capace di condizionare l’intero mercato dei videogiochi del tempo: tutti i titoli che si sono succeduti (davvero tantissimi, anche uscendo dai soliti noti: chi ricorda Eternal Champions per Megadrive vince una virile stretta di mano!) avevano come unico referente il titolo Capcom e il suo successo pazzesco.

Ma di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima: i beat ‘em up a incontri sono cambiati profondamente, sono più spettacolari, più tecnici e ( ma qui passo al piano soggettivo) meno divertenti. Che cosa aspettarsi quindi dal quarto capitolo di un gioco che ha fatto la storia, ma rischia di sembrare obsoleto agli occhi del grande mercato?

Innanzitutto il fascino del roster, composto da personaggi entrati di diritto nell’immaginario collettivo: in questo senso l’inclusione dei 12 lottatori (boss compresi) di SF2 è una mossa dedicata ai nostalgici, mentre per i fan più recenti sono previste 4 new entries (già vi ho detto che secondo me sono tutti bruttini, ma se l’estetica contasse Dhalsim non sarebbe giocato affatto) oltre a una mini selezione presa qua e là dai vari capitoli, comprendente la stundetessa Sakura, Fei Long, Akuma e la splendida Cammy (senza contare il boss finale, Seth, un po’ troppo in stile Toriyama per i miei gusti).

Se invece passiamo al gameplay, rigorosamente basato su meccaniche 2d, quello che non deve mancare assolutamente è l’immediatezza, nel senso che vorrei prendere il pad in mano e tornare indietro nel tempo, con tutta la velocità e la facilità di esecuzione che hanno fatto grande la serie. Niente combo complicate, niente smanettamenti furiosi: il gioco non deve premiare il giocatore compulsivo che massacra il controller premendo tutto insieme, ma quello tecnico e capace di gestire le varie situazioni di gioco.

Contrattacchi e super combo sono ovviamente essenziali, ma la rapidità e correttezza nei controlli non dovranno trovare nei pad di PS3 e Xbox360 un ostacolo: sono un pochino preoccupato da questo aspetto, perchè la levetta analogica finora non mi ha soddisfatto quando mi sono trovato alle prese coi vari remake, per non parlare poi della croce direzionale di Microsoft, che definire imprecisa è dire poco…

Per fortuna non ci saranno baracconate tipo Darth Fener o Superman, che vengono lasciate a franchise più in difficoltà, ma la sfida maggiore sarà di certo rappresentata dal lato multiplayer: se quello in locale offrirà senza dubbio un divertimento notevolissimo, quello online non deve minimamente mostrare problemi di lag che danneggerebbero inevitabilmente l’esperienza di gioco. Se non dovesse avere disguidi su questo fronte, SF4 sarà capace di creare una folta schiera di appassionati senza grandi difficoltà.

Insomma, a ciascuno la propria dose di hype ingestibile: ad oggi tra tutti i titoli annunciati per il 2009, io punto fortissimo su Street Fighter 4 Stupiscimi ancora Capcom!

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Milano, il nuovo inizio delle ESL Pro Series


Come molti sanno sono, da anni ormai, il telecronista ufficiale del più importante campionato di videogiochi in Italia. Non solo “più importante”, ma anche ormai uno dei più longevi, dei meglio organizzati e dei più appassionanti. E’ l’equivalente della “Serie A“e si chiama ESL Pro Series, ne ho parlato già qui e vi rimando a questo post per maggiori spiegazioni (dove ho spiegato, in cinque semplici punti, gli Sport Elettronici in Italia).

Ogni anno, quindi, la mia voce trasmette le emozioni che vivo sulla mia pelle vedendo le partite di Counterstrike Source, Call of Duty 4, Pro Evolution Soccer e gli altri giochi ufficiali della Pro Series, agli eventi organizzati sul territorio italiano. Territorio che, per la prima volta nella storia di questa manifestazione, cambia regione.

Le finali delle EPS, infatti, si sono da sempre tenute in Trentino Alto Adige, a Bolzano. Location alquanto “scomoda”, o almeno questo è il giudizio della maggior parte dei netgamers non certamente altoatesini, per organizzare una finale nazionale. Il 17 e il 18 di Gennaio, cioè questo week end, Milano sarà teatro dei playoff della settima stagione EPS italiana. Al Tim Tribù Village, in Via Cevedale 5, sabato e domenica “full time” (dalle 10 di mattina fino a quando non finiamo, quindi fino a notte ;) ) avrete la possibilità di vedere in azione i migliori giocatori in Italia, su PC, dei più importanti Sport Elettronici (maggiori info su giochi e team partecipanti qui). Si giocheranno 30.000€, quindi non certo “bruscolini”. Anzi, si è fatto molto rumore per il The Gameland con i suoi 80.000€ (a ragione ovviamente) e la cifra delle EPS è quasi la metà, quindi assolutamente non male (se inoltre pensiamo che sono 30.000€ ad ogni finale, quindi 60.000€ l’anno, arriviamo quasi allo stesso numero).

Ok, pubblicità finita! ;)

Mi nasce però spontanea una riflessione. Le EPS si sono evolute, di stagione in stagione, proponendo ad ogni finale qualcosa di nuovo. Alla seconda stagione (il video di apertura è un “memorabilia”, appunto, di questa stagione) non c’era neanche la possibilià di mangiare in loco mentre in seguito, anno dopo anno, ci sono state aggiunte di ogni tipo, fino alla festa di chiusura. E’ sicuramente vero, però, che nelle ultime due stagioni, la manifestazione sembrava “stantia”: le evoluzioni che si potevano fare erano già state messe in pratica e altre avrebbero riguardato solo la comunicazione dell’evento al di fuori dello stesso. Quasi impossibile, in questo senso, comunicare al meglio un evento con sede a Bolzano in Italia, nazione che ha due centri nevralgici importanti e tante altre città molto più piccole. Insomma un evento è tale se è a Roma o Milano, non se è a Bolzano, Latina o Cosenza (senza nulla togliere a questi 3 esempi di città).

Questo cambiamento di città, quindi, se verranno mantenuti tutti gli standard qualitativi di Bolzano, può veramente essere la svolta per ESL e per le Pro Series che si spera abbiano un impatto mediatico più alto nel capoluogo meneghino e soprattutto potranno richiamare ancora più spettatori che in passato, sfruttando il bacino di utenza sicuramente più ampio e la maggiore “centralità” della città (almeno longitudinalmente).

Inoltre, se si prendesse la buona abitudine di rendere itineranti le finali, si potrebbe ogni stagione “colpire” una zona diversa per portare la spettacolarità del netgaming in ogni angolo di penisola, coinvolgendo sempre più persone.

Riassumendo queste finali sono da prendere in considerazione come primo vero gradino da cui poi veramente costruire una scala che porti in alto. Ora i presupposti ci sono tutti. Sta a noi, organizzatori, gamer e spettatori (io sono un po’ tutto ;) ) non far fallire questa opportunità.

Quindi io darò il massimo con le mie telecronache e farò sibilare colpi virtuali nell’aria reale! Voi netgamer dovete venire incazzati neri, dovete venire per vincere, per dimostrare di essere i migliori e dovete trasformare la vostra convinzioni in match appassionanti e pieni di colpi di scena.

E voi spettatori, per una volta, questo week end, dite a tutti i vostri amici che avete un impegno irrinunciabile e affollate le settime finali della ESL Pro Series!!! Vi aspetto!

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