Tag Archive | "russia"

Nuove indiscrezioni su Gears of War 3..Dalla Russia con amore! [spoiler]


Gears of War è probabilmente la serie che, con quella di Halo, riesce più di tutte a catturare l’attenzione dei possessori di una console Microsoft, generando bizzarri fenomeni da hype e aspettative enormi ad ogni nuova informazione rivelata.

Dopo lo scintillante trailer mostrato da Epic Games qualche settimana fa, è tempo di nuove notizie  e indiscrezioni, questa volta direttamente dalla gelida Russia..E noi di Inside The Game non potevamo lasciare che quell’espressione di ignoranza rabbuiasse le vostre facce! Ecco allora tutte le informazioni che la rivista russa ha deciso di rivelare. Prima di fiondarvi nella lettura, vi avviso che è presente qualche spoiler sulla trama, quindi leggete solo se non volete rovinarvi la sorpresa ad Aprile 2011 (data di uscita del gioco).

Jacinto è caduta e il Governo e i COG sono definitivamente archiviati. Marcus e Dom hanno trovato rifugio in un luogo chiamato Raven’s Nest, mentre l’umanità si sta sgretolando lentamente ( ed è, da quanto visto nel trailer, letteralmente ridotta in cenere!) ed è ora divisa in tribù che si battagliano tra loro per la sopravvivenza. Uno degli obbiettivi principali degli ex COG sarà proprio quello di difendere Raven’s Nest, che è proprio l’isola già vista nei primi artwork del gioco,  dagli attacchi nemici per proteggere il poco cibo rimasto e garantire, come sempre, una fievole speranza di sopravvivenza al genere umano. Nel frattempo il Leader COG Prescott sembra essere scomparso, per poi apparire in una base aerea su Raven’s Nest. Lì Marcus gli darà una registrazione di suo padre, Adam Fenix, contenente sia le informazioni necessarie per salvare Sera che l’indizio del fatto che Adam potrebbe ancora essere vivo. A tutti quelli che , come me, hanno amato quello scimmione dal cuore d’oro di Cole, farà piacere sapere che sono previste missioni dedicate proprio all’ex giocatore di trashball, affiancato da Baird. Sul fronte dei personaggi e degli intrecci di cui saranno i protagonisti, una svolta interessante è l’introduzione di personaggi femminili, che nelle intenzioni di Epic Games non si limiteranno alla sola Anya vista nel teaser. Molto probabilmente dopo la sua evoluzione, che l’ha spinta a combattere (ed è anche piuttosto cazzuta!) al fianco di Marcus, altre donne COG scenderanno in campo per la salvezza dell’umanità.

Questa volta il sangue che colorerà i nostri launcher non sarà solo quello delle Louste: i nemici principali saranno gli Splendenti ( o Lambent), ora più potenti e capaci di attaccare gli umani anche a gruppi di tre, facendosi esplodere come dei kamikaze una volta arrivati a distanza ravvicinata e utilizzando i propri tentacoli per eludere le coperture.

E della giocabilità ne vogliamo parlare? Direi di si, data la gradita introduzione di nuove e devastanti armi, tra cui figurano un lanciagranate (con proiettili trivellanti in grado di viaggiare sotto il suolo e non lasciare scampo al nemico!),  un fucile a colpo singolo e il già annunciato fucile a doppia canna. Ci saranno tre tipi di granate: a frammentazione, incendiarie e fumogene. I loro effetti potranno anche essere combinati assieme. Ad esempio, se si fa esplodere una frammentaria in un luogo già abbrustolito da una incendiaria, potremmo scatenare un vero e proprio inferno in terra. Il nuovo mech pilotabile monterà una mitragliatrice a proiettili illimitati su un braccio e un lanciagranate sull’altro. Questi bestioni vantano una corazza resistentissima, ma, come da tradizione, il retro sarà il loro punto debole. Piccola nota che mi ha fatto storcere il naso è la dichiarata volontà degli sviluppatori di ridurre la difficoltà del gioco, per permettere a tutti di portarlo a termine anche ai livelli più elevati. Una scelta, questa, guidata da quel 40% di giocatori che non sono stati in grado di portare a termine il secondo capitolo. Le mie perplessità derivano dal timore che venga snaturato in parte il divertimento della modalità cooperativa, che trovava la sua massima espressione al livello di difficoltà Folle.

Come precedentemente annunciato dagli sviluppatori, il terzo capitolo sarà la conclusione di una trilogia, ma assolutamente non l’ultimo episodio di questo fortunato franchise: la serie rimarrà vitale grazie a prequel, spin-off e addirittura una probabile transizione verso un nuovo genere.

Che ne dite? La carne al fuoco sembra tanta e tutta di una certo interesse. Aspettiamo fiduciosi l’E3 dando, di tanto in tanto, una lucidatina al nostro launcher. Dal video in apertura di articolo direi che ne avremo bisogno!

Posted in News, Voci di corridoioComments (3)

[Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre


Attesissimo. Pubblicizzatissimo. Contestatissimo. Per qualche settimana ha monopolizzato il mercato dei videogiochi, per mesi resterà fisso nei lettori di console e pc. Infinity Ward torna alla carica col nuovo Call of Duty, strizzando in un disco la consueta campagna single player, il pirotecnico multiplayer e una modalità tutta nuova, Special Ops. In questa sede ci occuperemo di quest’ultima e della campagna, rimandando l’analisi del comparto online per offrire un giudizio più completo dopo qualche settimana di prove concrete.
Impugnate la vostra arma preferita e tenetevi pronti quindi, la guerra non ammette distrazioni!

Quando si deve parlare di un titolo con tante aspettative, non è mai facile prendere una posizione netta. La tendenza è quella di perdonare qualche imprecisione, di concedere a uno sviluppatore blasonato che lancia un grande sequel troppa tolleranza: voglio perciò mettere subito in chiaro che se cercate la recensione di un fanboy, dovete andare altrove.
Call of Duty è una serie straordinaria, divertentissima e spesso entusismante. Il quarto episodio è stato un capolavoro sotto tutti i punti di vista, mentre il quinto ha lasciato i soliti dubbi sullo sfruttamento dell’IP da parte di soggetti diversi dai veri creatori.

Riuscire ad andare oltre Modern Warfare non era affatto facile, anche solo basandosi sulla Campagna. Questo perchè in quel caso tutti abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vere e proprie prodezze narrative ed emozionali. La missione coi cecchini, quella del dopo bomba in cui si può solo strisciare e morire: grandi idee perfettamente realizzate, colpi di scena mai prevedibili e in grado di lasciare a bocca aperta (la prima missione, che vedeva la nostra esecuzione è solo un altro esempio…).
Questo è esattamente ciò che manca a questo “seguito”.

La Campagna

La trama in sè, trovata in un cestino dell’immondizia usato da Kojima durante la stesura di quella di un qualsiasi Metal Gear, vede una cospirazione fantapolitica gettare il mondo ben oltre la soglia di un’ennesima guerra mondiale. Russia e Usa si scambiano accuse ed attacchi mentre dal canto nostro saremo impegnati in missioni a spasso per il mondo, a volte per contrastare minacce a volte (non scherzo) per crearne di nuove.
Il tutto è narrato in modo estremamente approssimativo, dato che si ha una certa difficoltà a capire bene lo sviluppo della vicenda: troppi salti e personaggi poco carismatici concludono un quadro generale di desolante profondità.
Il riciclo dei colpi di scena, con uccisioni “improvvise” o situazioni già viste, condisce una modalità che vive di rarissimi picchi, soprattutto se ripensiamo al discorso delle aspettative: centinaia di screenshot diffusi, con la stazione spaziale e i subacquei,  avevano fatto alzare la mia soglia d’attenzione verso missioni completamente innovative… peccato che all’atto pratico queste due ambientazioni siano poco più che scene d’inframezzo.

Per fortuna c’è il comparto tecnico, assolutamente di prim’ordine: graficamente la serie ha sempre espresso grandissima qualità, e anche in questo caso tra ambientazioni pittoresche (le favelas) o sensazionali (l’incursione nelle grotte), l’occhio è continuamente rapito da svavillante bellezza e intensità.
Al pari dell’orecchio, ancora una volta fiore all’occhiello di Infinity Ward: a patto di giocare a un volume accettabile, la sensazione di trovarsi in pieno conflitto è garantita dagli effetti delle armi ed esplosioni, sensazionali come al solito.
In un titolo del genere è ovvio che il fulcro debbano essere gli scontri e la sensazione di realismo che è capace di trasmettere, e su questo l’ennesimo COD è semplicemente perfetto. Gli agguati, i pericoli ad ogni angolo, le sezioni stealth contribuiscono a creare un insieme di devastante impatto, che lascia il giocatore davvero a bocca spalancata, sempre pronto a chiedere ancora più azione, più caos, più scontri.
Questo è il suo vero e grande difetto: anche a livello Veterano (ampiamente semplificato rispetto ai predecessori) non vi durerà più di otto ore, trascorse però a perdifiato tra scenari impeccabili e irruzioni (brevi momenti stile bullet time), ma con poche memorabilia, tra cui spicca un fenomenale scontro finale, che vi ripagherà di tutte le frustrazioni patite per arrivarci.

Discorso a parte, molto delicato, merita la terza missione single player, quella che ha causato un po’ di rumore sui media e la rimozione dagli scaffali russi del gioco.
In essa saremo un agente americano infiltrato in un’organizzazione terroristica russa, impegnata in un’azione dimostrativa: un attentato in aereoporto.
Trovarsi di fronte a questo scenario senza essere pronti può essere un pugno nello stomaco, perchè il tutto prende il via con l’irruzione nel terminal, la fuga dei civili e i nostri compagni che iniziano a prenderli di mira per buoni 5 minuti di livello in cui bisogna solo avanzare ed eliminare quante più persone possibili, fino all’arrivo della polizia e il conseguente ritorno a dinamiche più consuete in un fps.
La durezza di questa parte del gioco è tale che lo stesso vi richiederà in un paio di occasioni se siete disposti ad affrontarla, sottolineando anche che in termini di gioco in sè, trofei e obiettivi non cambierà nulla: credo che però sarete voi, come me, l’aspetto più interessante di questa vicenda.

La vostra reazione di fronte a una violenza su inermi civili sarà quello che più di ogni altro vi resterà impresso nella memoria. Non c’è punteggio, non c’è obiettivo, non c’è utilità nè nello sparare a tutti, nè nell’evitare di uccidere: il grande successo di Infinity Ward è quello di dimostrare praticamente quanto insensata sia la violenza, quanto tutto questo non possa che lasciare vuoti, inermi, senza parole.
Quando sentirete qualcuno criticarla perchè “diseducativa“, buttategli in faccia la realtà: nessuno può parlare senza aver messo mano, nessuno sa come ci si senta mentre si segue il “richiamo del dovere”, soprattutto quando questo viene interpretato in tutte le direzioni…

Special Operations

Per quanto riguarda le Special Ops, sono la vera innovazione introdotta in questo CODMW2 e rappresentano la risposta alle modalità cooperative che trabordano in tutti i giochi di oggi. Vere e proprie sfide da affrontare da soli o con un compagno, coprono tutte le sfaccettature del gioco: ve ne sono stealth, di difesa contro orde continue di nemici, corse a tempo, irruzioni e attacchi vari, il tutto in tre livelli di difficoltà diversi.
Un’aggiunta non da poco ma soprattutto la degna compensazione per le mancanze di longevità del single, dato che riuscire a completare ogni sfida richiederà molto tempo, e ancora più pazienza. Un punto nettamente a favore di Infinity Ward e non un’introduzione fine a se stessa, il degno filo conduttore tra campagna e multi online.
Se avete presente la sindrome “solo un’altra e poi smetto”, tipica del giocatore di puzzle game, riuscirete a capire quanto possa essere piacevolmente additivo provare e riprovare a migliorare i propri risultati, cercando in ogni modo di non allertare quella guardia o impostare al meglio una curva dannatamente stretta per la vostra motoslitta.
Di certo non si tratta di una modalità eterna, perchè la frustrazione in alcune missioni raggiunge e supera ampiamente il limite di bestemmie quotidiane consentite, ma finchè la fiamma della sfida brucerà i vostri polpastrelli state sicuri che continuerete a tentare.

Posted in PC, PS3, Recensioni, Xbox 360Comments (5)

Counter Strike guadagna visibilità grazie ad un paio di (belle) tette


Alcune modelle hanno fatto un’incursione in un torneo di Counter Strike in Russia per “testare le capacità di concentrazione” dei due team coinvolti, i famosi Virtus.Pro e forZe i durante una clanwar.

Ho scritto tra virgolette perchè, come al solito, il tutto è una manovra commerciale da parte degli organizzatori per ottenere un po’ di visibilità. A giudicare anche da questo mio post, ci sono riusciti.

Il netgaming è una cosa seria, dicono. Ancora però fatica ad esplodere e i tornei internazionali sono snobbati dal pubblico e dai giocatori stessi che preferiscono rimanere a casa e giocare via internet. A meno che voi non siate residente in Germania, Corea del Sud o Stati Uniti è difficile definire “rilevante” questa pratica che tanto mi appassiona (quante volte avrò scritto queste cose??? ;) ).

L’idea che è venuta quindi agli organizzatori del torneo è quella di acchiappare visibilità con un bel paio di tette (in verità non si sa, probabilmente è una specie di marketing virale di qualcuno a cui è caro il claim “ctrl-alt-del” stampato sugli indumenti delle modelle… quelli che avevano prima di spogliarsi). Durante il torneo, infatti, erano presenti alcune belle ragazze che aspettavano l’inizio di questa partita. Mentre le due squadre erano impegnate nel pistol round (non fate battute indecenti, plz) queste belle figliole hanno cominciato a strusciarsi sui tavoli e a spogliarsi organizzando un vero e proprio Strip Tease. E’ il caso di dire “tease” visto che l’iniziativa era volta a vedere quanto 10 persone, concentrate in una partita importantissima, potessero rimanerlo nonostante un evento casuale come “una bionda, russa, fighissima che ti si spoglia davanti ad un centimetro”. Probabilmente neanche un terremoto avrebbe gli stessi effetti su una persona normale… ma su un gamer, nessuno dei due accadimenti ha effetto! :)

Dalle foto che troverete in questa galleria (erotica, direi) su English Russia, capirete che nonostante la buonissima volontà profusa dalle strippers (spogliarelliste) i giocatori di CS sono determinati al successo e alla vittoria della partita. A parte qualche sorrisino non hanno discostato lo sguardo dai loro monitor!

Ben fatto ragazzi, avete dimostrato che i videogiocatori sono persone serie (NB: questa frase è fortemente ironica)!

[Ringrazio Vernon per la segnalazione su FB, via Kotaku]

Posted in Curiosità, Tempo LiberoComments (7)


Pubblicità

Polls

Quale è la migliore saga JRPG della storia dei videogiochi?

View Results

Loading ... Loading ...