Ghost ‘n Goblins e Ghouls ‘n Ghost sono custoditi tra i miei ricordi più cari.
Entrambi titoli fantastici, immediati ma difficilissimi da completare, erano figli di un tempo in cui, pur non esistendo ancora la categoria, eravamo tutti un po’ hardcore gamer.
Dopo l’episodio per Snes (Super Ghouls ’n Ghost) e quello per PSP (Ultimate GnG), è finalmente giunto il momento dell’approdo di questa saga leggendaria sui “toccanti” schermi dei vosti IPhone e Ipod Touch. Capcom torna alla carica con uno dei suoi titoli più riusciti e meno sfruttati, ma stavolta cerca di stravolgere un po’ la formula base per svecchiare il prode cavaliere Arthur.
La prima buona notizia è che verrà seguito il trend dell’episodio per PSP, quindi una bella grafica a “due dimensioni e mezzo” farà sfoggio di sè sugli schermi dei gingilli tecnologici più in voga al momento.
Non solo: per la prima volta nella storia della serie, sarà possibile controllare un altro eroe oltre ad Arthur, il banale Lancelot, che sarà fortunatamente completamento diverso da giocare.
Questa nuova possibilità, unita a sei armi e nuove magie, formeranno il nucleo pulsante di un gameplay basato sul combattimento ma anche sulle solite, ardue, sezioni platform.
Chiudo con un dubbio e una certezza: dando un’occhio agli screenshot, mi preoccupa non poco l’interfaccia di gioco, in quanto anche il classico attacco con la lancia va azionato premendo una piccola porzione di schermo, così come le magie e il salto, col rischio di impallare con le vostre ditone una buona porzione di livello; la certezza viene invece proprio da Capcom, che garantisce che per Halloween questo piccolo gioiellino sarà nelle vostre mani.
Questo nuovo trailer di Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena mi ha fatto venire in mente questo post sui “remake” videoludici, in cui voglio porre qualche domanda.
Il cinema, si sa, vive di remake. Di tutti i tipi. Remake di film vecchi fatti per aggiornare la trama alla tecnica dei giorni nostri, remake di registi che vogliono rifare film secondo la loro percezioni, remake addirittura di registi che rifanno i propri film anni dopo. E’ il caso di Hitchcock, non certo l’ultimo arrivato, e della pellicola “L’uomo che sapeva troppo“. Girata dallo stesso maestro prima nel 1934 e poi rifatta nel 1956 con più mezzi. Quindi insomma,non sono una moda degli ultimi tempi.
I videogiochi invece non hanno mai generato dei veri e propri “remake”. A memoria non mi pare esistere un videogioco che è il remake di uno del passato. Al limite è un seguito (e di quelli ne abbiamo a palate), uno spin off: ma un vero e proprio remake, cioè un gioco uguale all’originale (trama, giocabilità… ecc), ma cambiato solo nella grafica, non è mai stato programmato.
Questo Assault on Dark Athena è il primo remake che mi venga in mente, del gioco Chronicles of Riddick che è stato aggiornato graficamente e più in generale a livello tecnico, limando alcune imperfezioni (e a cui è stata aggiunta in coda tutta un’altra “campagna” che potrebbe farlo somigliare ad un sequel). Quello che state guardando è uno dei trailer.
Inoltre girava un rumor che voleva in sviluppo il remake di Shadow of The Colossus, capolavoro limitato dall’hardware su cui è uscito (cali di frame rate allucinanti, ma gioco comunque nella media incredibilmente bello).
Ho pensato: “Ora anche il mondo di videogiochi vuole dei remake“.
Come mai?
Ma soprattutto: non è strano però che si stiano pensando remake per giochi in fondo non troppo “anziani” piuttosto che a rifare vecchi classici? Entrambi i titoli citati poco fa appartengono alla passata generazione di console e tra l’altro non sono neanche tanto precoci (il primo è del 2004, il secondo del 2005: la nuova generazione di console è proprio del 2005, anno di uscita di Xbox 360).
Un motivo è senz’altro dato dal fatto che il 3D invecchia diversamente (e peggio) del 2D. In fondo Street Fighter 4 potrebbe essere considerato un remake. E’ lo stesso identico gioco ma aggiornato ai tempi moderni, con più personaggi, più mosse, ecc… La sua trama (che tra l’altro è totalmente accessoria), però, non è la stessa del capitolo 2 e il gioco è da considerare un “sequel”. In fondo il titolo gode dell’effetto nostalgia e giocare al 2 anche adesso non sarebbe così diverso.
Differentemente un gioco 3D come Tomb Raider ha avuto un suo remake(Tomb Raider Anniversary), nonostante sia molto più recente. Giocare ora all’originale Tomb Raider ora farebbe schifo. La grafica poligonale dei “primi tempi” è proprio a livello di sensazioni inaccettabile in un videogioco moderno. Personalmente alcuni giochi su Wii mi fanno lo stesso effetto, quando sono 3D: vedere i risultati sulle altre console anche di un party game è per i miei occhi lo standard, sotto al quale tutto mi sembra stonare.
Ma la prima domanda era un’altra: come mai i remake escono adesso?
La mia risposta “di getto” è che il mondo dei videogiochi abbia finito le idee e quindi cominci a riciclarle senza neanche sforzarsi di inventare nuove meccaniche, tanto tutto o quasi è stato creato. Questa tesi è confermata soprattutto negli FPS: ogni nuovo titolo che vedo ha delle armi comunque “già viste” da qualche parte. Oltre a sparachiodi, fucili shock e laser spartan e lancio della tazza del cesso (tramite gravity gun) cos’ altro si può arrivare ad inventare?
Non penso però che questa sia la risposta alla domanda poco prima posta.
Penso più che altro i remake ora hanno senso perchè il giro d’affari è talmente tanto grande che possono tranquillamente permettersi di vendere la stessa cosa due volte. I nuovi giocatori sono tantissimi e l’età media degli stessi è in continua crescita: questo vuol dire molti più “nostalgici”.
Certo ci sarebbe l’ulteriore domanda: ma i remake fanno bene ad un mercato già pieno di sequel e prequel, con serie che sono addirittura arrivate alla doppia cifra?
A questa domanda non ho voglia di rispondere ora.
Voi cosa ne pensate? Rispondete voi… se volete anche alle prime 2
Il 18 Novembre 2008, le Championship Gaming Series si sono “spente” alla tenera età di due edizioni.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, sicuramente il video qua sopra vale di più di mille parole. Poi, chiaramente, vi vengo in aiuto io e vi illumino. Le CGS sono, a mio avviso, il più importante “esperimento” occidentale per quanto riguarda i tornei di videogiochi. Si tratta di una trasmissione televisiva americana (girata a Los Angeles) e quindi non di un torneo sul territorio, dove si scontrano varie “franchigie, cioè squadre, costrette a portare partecipanti a tutti i giochi in gara. Ogni partita si disputa quindi non su una lunghezza ma su quattro diversi campi: Counterstrike Source, Dead or Alive 4, FIFA e Project Gotham Racing. La somma dei punti ottenuti da ogni franchigia nei vari giochi, ognuno con uno score ben diverso (è chiaro che una vittoria a CS deve valere di più di una a FIFA, perchè da una parte si gioca 5vs5 e dall’altra 1vs1), permette di raggiungere la vittoria.
Le Championship Gaming Series sono andate in onda per due stagioni, 2007 e 2008, su G4TV e quindi sul network Direct TV. La seconda stagione è stata trasmessa, sotto forma di Highlights, anche in Europa da Eurosport e in Cina da Star TV. Con Europa intendo anche in Italia quindi la diffusione è stata praticametne planetaria se si esclude qualche stato asiatico.
I verbi del primo capoverso sono al presente, probabilmente sarebbe stato meglio usare l’imperfetto visto che dopo due stagioni di grande successo, almeno secondo gli organizzatori e gli addetti ai lavori, le CGS non ci sono più. Sul sito ufficiale, ormai inesistente, lo stringato comunicato stampa fondamentalmente motivava la sparizione del progetto dicendo che le CGS erano “Un’idea venuta troppo presto” . La verità sulla chiusura risulta, ad oggi, ancora poco chiara: quello che io so è che gli investimenti, inizialmente altissimi, sono venuti a mancare e la trasmissione è quindi clamorosamente naufragato.
Perchè?
Chiariamo un punto: la televisione si basa sugli introiti pubblicitari (e raramente da qualche partnership molto forte). Per avere introiti pubblicitari, nei paesi civili, bisogna fare audience. Dall’audience, quindi, dipende la fortuna o la chiusura di qualunque serie tv, trasmissione o show televisivo.
Molti di voi quindi penseranno che le CGS non avevano audience. Questo non è del tutto vero. DjWheat, uno dei telecronisti ufficiali dello show, mi ha parlato dei dati di audience e non erano per niente scarsi. Lui addirittura mi ha raccontato, durante la mia vacanza estiva in U.S.A., che la gente cominciava a riconoscerlo per strada, segno della buona popolarità della trasmissione.
Il problema delle CGS però è molto più banale della mancanza di ascolti: chi ha investito nello show ha sparato troppo in alto. Mi spiego meglio. Come potete vedere dal video qui sopra le CGS sono una vera e propria baracconata. Un sacco di figuranti in sala, palchi enormi per metterci sopra due PC con due giocatori, stipendi alle squadre del torneo, premi faraonici, modelle, draft nella PlayboyMansion e chi più ne ha più ne metta. Io credo che una trasmissione simile, in diretta, sia costata davvero tanti soldi. Cifre che non sono state ripagate dalla pubblicità in questi due anni e che quindi non hanno permesso una nuova stagione perchè, chi le ha investite, si è tirato indietro.
E’ evidente che il netgaming e l’esport invece avrebbero dovuto seguire una strada leggermente diversa, soprattutto perchè rappresentano un rischio, un rischio enorme. Pochi sanno di cosa parliamo, quasi nessuno lo capisce e quindi i tempi sono prematuri per una trasmissione televisiva di quello sfarzo. Certo, c’è chi dice che senza quello sfarzo il netgaming non farà mai presa sul pubblico. Forse è vero. La cornice alle sfide quindi, doveva sembrare come quella del Wrestling: pensateci bene, quest’ultima disciplina non ha praticamente nulla di spettacolare visto che segue il duello tra due persone che si picchiano per finta. Ma ha un contorno da evento ed è diventato quello che è diventato. L’esperienza CGS dimostra che questa non è la strada giusta e che la televisione probabilmente ancora non è pronta per decretare un successo (parola su cui fare attenzione) di una trasmissione simile.
Mi chiedo solo… ma invece di spendere tutti quei soldi per poi venire cancellati dopo due stagioni dalla storia, non si poteva invece partire con i piedi di piombo come hanno fatto i coreani? Studi piccoli, telecronisti in gamba e tanta attenzione al gioco che diventa spettacolo (come il poker, non mi stancherò mai di ripeterlo). Il contorno nelle trasmissioni di OnGameNet è quasi inesistente, notatelo. Così magari si sarebbe potuto abituare l’audience alle sfide di videogiochi per fare il grande salto quando si sarebbe presentata l’occasione (= grandi sponsor).
Invece è finita con un gigante dai piedi d’argilla caduto al suolo con un grande tonfo.
Come promesso nei commenti di questo articolo, dove trovate tutte le informazioni che vi servono sulla Serie A dei videogiochi italiana, cioè la ESL Pro Series, eccovi lo streaming della diretta web.
Lo spettacolo è già cominciato e terminerà stasera, alla fine di tutti i match. Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e Trackmania ci terranno compagnia fino all’elezione dei nuovi campioni d’Italia.
Come molti sanno sono, da anni ormai, il telecronista ufficiale del più importante campionato di videogiochi in Italia. Non solo “più importante”, ma anche ormai uno dei più longevi, dei meglio organizzati e dei più appassionanti. E’ l’equivalente della “Serie A“e si chiama ESL Pro Series, ne ho parlato già qui e vi rimando a questo post per maggiori spiegazioni (dove ho spiegato, in cinque semplici punti, gli Sport Elettronici in Italia).
Ogni anno, quindi, la mia voce trasmette le emozioni che vivo sulla mia pelle vedendo le partite di Counterstrike Source, Call of Duty 4, Pro Evolution Soccer e gli altri giochi ufficiali della Pro Series, agli eventi organizzati sul territorio italiano. Territorio che, per la prima volta nella storia di questa manifestazione, cambia regione.
Le finali delle EPS, infatti, si sono da sempre tenute in Trentino Alto Adige, a Bolzano. Location alquanto “scomoda”, o almeno questo è il giudizio della maggior parte dei netgamers non certamente altoatesini, per organizzare una finale nazionale. Il 17 e il 18 di Gennaio, cioè questo week end, Milano sarà teatro dei playoff della settima stagione EPS italiana. Al Tim Tribù Village, in Via Cevedale 5, sabato e domenica “full time” (dalle 10 di mattina fino a quando non finiamo, quindi fino a notte ) avrete la possibilità di vedere in azione i migliori giocatori in Italia, su PC, dei più importanti Sport Elettronici (maggiori info su giochi e team partecipanti qui). Si giocheranno 30.000€, quindi non certo “bruscolini”. Anzi, si è fatto molto rumore per il The Gameland con i suoi 80.000€ (a ragione ovviamente) e la cifra delle EPS è quasi la metà, quindi assolutamente non male (se inoltre pensiamo che sono 30.000€ ad ogni finale, quindi 60.000€ l’anno, arriviamo quasi allo stesso numero).
Ok, pubblicità finita!
Mi nasce però spontanea una riflessione. Le EPS si sono evolute, di stagione in stagione, proponendo ad ogni finale qualcosa di nuovo. Alla seconda stagione (il video di apertura è un “memorabilia”, appunto, di questa stagione) non c’era neanche la possibilià di mangiare in loco mentre in seguito, anno dopo anno, ci sono state aggiunte di ogni tipo, fino alla festa di chiusura. E’ sicuramente vero, però, che nelle ultime due stagioni, la manifestazione sembrava “stantia”: le evoluzioni che si potevano fare erano già state messe in pratica e altre avrebbero riguardato solo la comunicazione dell’evento al di fuori dello stesso. Quasi impossibile, in questo senso, comunicare al meglio un evento con sede a Bolzano in Italia, nazione che ha due centri nevralgici importanti e tante altre città molto più piccole. Insomma un evento è tale se è a Roma o Milano, non se è a Bolzano, Latina o Cosenza (senza nulla togliere a questi 3 esempi di città).
Questo cambiamento di città, quindi, se verranno mantenuti tutti gli standard qualitativi di Bolzano, può veramente essere la svolta per ESL e per le Pro Series che si spera abbiano un impatto mediatico più alto nel capoluogo meneghino e soprattutto potranno richiamare ancora più spettatori che in passato, sfruttando il bacino di utenza sicuramente più ampio e la maggiore “centralità” della città (almeno longitudinalmente).
Inoltre, se si prendesse la buona abitudine di rendere itineranti le finali, si potrebbe ogni stagione “colpire” una zona diversa per portare la spettacolarità del netgaming in ogni angolo di penisola, coinvolgendo sempre più persone.
Riassumendo queste finali sono da prendere in considerazione come primo vero gradino da cui poi veramente costruire una scala che porti in alto. Ora i presupposti ci sono tutti. Sta a noi, organizzatori, gamer e spettatori (io sono un po’ tutto ) non far fallire questa opportunità.
Quindi io darò il massimo con le mie telecronache e farò sibilare colpi virtuali nell’aria reale! Voi netgamer dovete venire incazzati neri, dovete venire per vincere, per dimostrare di essere i migliori e dovete trasformare la vostra convinzioni in match appassionanti e pieni di colpi di scena.
E voi spettatori, per una volta, questo week end, dite a tutti i vostri amici che avete un impegno irrinunciabile e affollate le settime finali della ESL Pro Series!!! Vi aspetto!
Oggi vi faccio un regalino. Anzi lo faccio ai miei coetanei o giù di lì.
Dedicato a Quellicheancoranonhannotrent’annimacisiamoquasi. Escluso me che i trenta li ho fatti.
Ho scoperto grazie al mio collega Studiounto un videogioco che è passato inosservato qui da noi in “occidente”, ma che deve aver fatto sfaceli in giappone. Si tratta di un picchiaduro i cui personaggi sono in modalità “cross over”. Avete presente Marvel Vs Capcom, il picchiaduro in cui con Ryu si poteva picchiare Wolverine?
Bene. Questa è la versione che contiene i famosi personaggi dei cartoni “Tatsunoko“. Beh, ai più giovani di voi forse i nomi Kyashan, Tekkaman e Hurricane Polymar non diranno niente ma per alcuni, me compreso, sono un tuffo al cuore dei ricordi. Serie animate mitiche, assolutamente non paragonabili con la “monnezza” moderna.
Come potete vedere dal filmato, sta per uscire un gioco, solo in cabinato arcade, in cui si potranno sfidare Ken e Kyashan. Per una volta, vorrei essere un giapponese!!!Si chiamerà Tatsunoko vs Capcom.
Non è prevista alcuna versione per console o alcun rilascio sul suolo europeo.
Lo so, siete rimasti delusi perchè guardando il video qua sopra non avete visto il mio faccione volare giù da un “Bungie” Jumping eh?
Ma Bungie Day non sta assolutamente a significare il giorno del mio primo salto con corda in qualche precipizio. Oggi è il Bungie Day 08, e per tutti i possessori di Xbox360 è il momento di scaricare qualche bel “gadget” virtuale per questa celebrazione. Ogni anno infatti i creatori di Halo danno vita ad una serie di eventi online e regalano mappe oppure sfondi e temi per un periodo di tempo limitato.
Affrettatevi quindi ad accendere la vostra console Microsoft e a connettervi ad internet: vi aspetta l’ultimo Map Pack di Halo 3 (Legendary Map Pack) a prezzo scontato e una manciata di immagini esclusive, scaricabili esclusivamente nella giornata odierna (non preoccupatevi, avete tempo, in America le lancette dell’orologio non sono nella stessa posizione che in Italia). Troverete addirittura una mappa completamente nuova, Cold Storage.
Basta chiaccherare quindi, mettete in pausa il video e correte a scaricare tutto ciò che riuscite; dopodichè tornate qui e fatevi quattro grasse risate con questa celebrazione del Bungie Day da parte di alcuni birichini di Youtube.
E si perchè Inside The Game non è il solito sito in cui le recensioni vengono fatte dopo appena poche ore di gioco perchè devono essere pronte subito dopo l’uscita (pratica alla quale anche io devo per forza sottostare, la mia recensione su Virgilio Giochidel titolo è stata scritta dopo poche ore di esperienza). Su questo blog si cerca di parlare con cognizione di causa e dal basso del mio 65% dei progressi di gioco, comunque, potrei anche avere poco da dire, secondo molti, su un gioco che ha già lasciato un segno indelebile sulla storia di questo mezzo.
Come i precedenti post sui giochi, comunque (come l’ultimo di Fucktotum su Ninja Gaiden 2), non si tratta di svolgere il compitino di una recensione, con i vari punti a grafica, sonoro e giocabilità: per quello trovate appunto la mia recensione su Virgilio Giochi, con un bel 10 stampato nel voto, ma ciò di cui voglio parlare adesso sono gli aspetti che più mi hanno colpito in questo titolo. Il primo è assolutamente sconvolgente e mi ha veramente lasciato di sasso. Grand Theft Auto 4 ha circa mezz’ora di titoli di coda!
Ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione, quindi, è l’opera mastodontica che avete in vostro possesso. O quella che vi state perdendo lasciandola al negozio perchè non avete una console (aspettate la versione PC eh… ? bravi bravi ). Mezz’ora di titoli di coda: non ho mai visto tanti cognomi tutti insieme allo stesso tempo in vita mia. Prima di citare le persone in carne ed ossa, come i doppiatori o gli attori che hanno partecipato al motion capture, oppure le voci degli speaker delle radio, c’è una sfilza di programmatori, progettisti, designer, grafici, addetti al suono, capi progetto ecc lunga almeno quanto quella che di solito chiude un blockbuster cinematografico. Io mi sono letteralmente spaventato: è vero che GTA 4 è il gioco più costoso di sempre (e quello che ha infranto tutti i record di vendite diventando l’evento entertainment più grande nella storia dell’umanità) ma se penso al lavoro che c’è voluto anche solo per organizzare una marea di professionisti come quella, mi sento male. Sono oltre mille persone, signori, MILLE! Davvero qualcosa di impensabile quando due bastoncini bianchi si lanciavano una pallina da una parte all’altra. Il primo plauso, quindi, è per la produzione di questo titolo, per cui dobbiamo tutti ringraziare tutti Take TwoInteractive che ci ha messo i soldi, ma soprattutto Rockstar Games che ha saputo utilizzarli nel migliore dei modi.
Da quest’aspetto, tra l’altro, viene fuori una considerazione davvero interessante: il campo della nuova sperimentazione artistica audio/video, dove i creativi moderni possono finalmente esprimersi senza limiti o quasi, sono proprio i videogiochi. E’ impensabile che in una serie TV come Lost una battuta sia “fuori posto”, quindi ogni rilettura della sceneggiatura sarà scandita da tagli e freni alle menti che l’hanno pensata. Cercate invece di chiudere gli occhi e di immaginarvi nella stanza dove Dan Hauser e i suoi ragazzi si sono inventati tutte le battute degli speaker delle radio di GTA. Ma quanta roba fuori di testa hanno partorito? Sono convinto che si siano divertiti da morire a farci ascoltare Iggy Pop (esattamente lui: è uno degli speaker delle radio di GTA) mentre scandisce ai microfoni di Liberty Rock Radio l’ultima notizia strampalata o la pubblicità del sito in cui si possono comprare i bambini al posto di farli. Io credo che questa gente, questi sceneggiatori, magari saranno meno pagati di David Koepp (lo sceneggiatore, ad esempio, dell’ultimo Indiana Jones) e i suoi colleghi di hollywood, ma di talento ne hanno da vendere. Ma soprattutto sono stati cento volte più liberi di scrivere ciò che gli passava per la testa nella facciata e nei bassifondi di Liberty City, una città virtuale dalla quale è difficile separarsi.
Si perchè ad esempio io, che di solito quando finisco un gioco, per mere questioni di tempo, difficilmente lo rigioco, sento che Liberty City già mi manca. Vedere gli amici, uscire per uno spogliarello, guidare all’imbrunire ascoltando 1979 degli Smashing Pumpkins, guardare il panorama sul ponte di Broker, mangiare un panino a cinque dollari dagli ambulanti a middle park o un’aletta di pollo al Clukin Bell sulla via principale, rimorchiare una bella ragazza su internet… sento che tutto questo faceva parte della mia vita, ed ora che non c’è più ne sento la mancanza. La grande cura per i dettagli, maniacale direi, che Rockstar Games ha saputo infondere al suo capolavoro assoluto, mi ha portato a desiderare di non uscire mai da quel mondo: la cura a base di forti emozioni e soddisfazioni celebrali a cui per due mesi sono stato sottoposto è cibo per la mente il cui sapore difficilmente si dimentica. Soprattutto perchè non ho potuto materialmente vedere e ascoltare tutto: mi sarò perso sicuramente qualche bello scorcio di città, qualche esilarante frase alla radio, decine di siti, programmi TV, persone, macchine, moto. E’ questo il cuore dell’esperienza di GTA, creare una città in cui si può davvero vivere per tanto tempo senza lamentarsi che tutto è generato da un computer. Un gioco totale, dove guidi, spari, risolvi enigmi, viaggi, senti musica, vedi film, ecc e non ti stanchi mai!
Anzi, ho quasi paura che Rockstar Games, grazie ai contenuti scaricabili in arrivo, abbia deciso che sulle nostre console deve girare un solo ed unico disco, per sempre: quello di GTA 4.
E noi saremo là, joypad in mano, pronti a raccogliere la sfida.
Io però ora sono “dovuto” andare in altri mondi virtuali, forse non altrettanto belli o vasti, ma altrettanto interessanti (sto giocando a Metal Gear Solid 4, e mi sembra davvero bellissimo). Fortuna che c’è Frantz (grazie!) che mi ha scattato una foto mentre ero a Liberty City, così da ricordarmi per sempre della più bella città virtuale di tutti i tempi.