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Fan Day di Assassin’s Creed 2 a Roma [abbiamo visto il capolavoro Ubisoft!!!]


Stamattina, dopo aver ricevuto gentile invito da parte di Ubisoft, io e AkiRA ci siamo infilati nella metropolitana di Roma alla volta del cinema Giulio Cesare, per partecipare al Fan Day dedicato all’imminente Assassin’s Creed 2.
Tra l’altro è stata una doppia prima volta: non era mai successo che organizzassero un evento in contemporenea in due città, Roma e Milano, e mai si erano allontanati dal capoluogo lombardo.
Ben lieti di notare un buon numero di persone e di ritirare un codice bonus per un contenuto nella versione PS3, ci siamo accomodati in poltrona.
A dire il vero non sapevamo bene in cosa sarebbe consistita tutta la faccenda, che si è svolta in tre fasi, tutte molto importanti. Nella prima ci hanno mostrato il primo filmato della storia della Famiglia Auditore; nella seconda una lunga parte giocata in sala, in cui ci hanno riempito di dannosi spoiler e nella terza, ottima anche quella, io ho assalito il buffet.

Il filmato, assolutamente in linea con quello che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, è realizzato da Hybride Tecnologies, la casa di post produzione video che ha realizzato gli effetti degli adattamenti cinematografici di 300 e Sin City, recentemente acquistata da una Ubisoft in gran forma, a quanto pare pronta a sbarcare persino sul grande schermo.
A parte qualche momento in cui la sovrapposione tra attori veri e contorno digitale non è perfetta, la qualità di quanto visto è stata eccellente: in un attimo siamo stati letteralmente catapultati nella Firenze rinascimentale, per conoscere Giovanni Auditore, padre di quello che sarà il protagonista del gioco, Ezio.  Gli intrecci fra famiglie rivali sembrano nascondere molti intrighi, e la presenza di personaggi storici come Lorenzo de’ Medici non fa che aumentare il coinvolgimento dello spettatore. Tra qualche giorno sarà reso pubblico questo mini episodio (di cui questo era solo una minima parte) e potrete vedere coi vostri occhi l’amore riversato nel progetto.

Ma il bello doveva ancora venire.
Conclusa la visione con un bell’applauso, abbiamo avuto modo di assistere al lungo prologo del gioco vero e proprio, scoprendo un mare di freschezza e novità: per spazzare subito ogni dubbio vi dico che se tutto ciò che è stato inserito funzionerà a dovere, Assassin’s Creed 2 sarà sensazionale.
La prima parte era ovviamente ambientata nello stesso laboratorio in cui si conclude il primo capitolo,  quindi ancora con Desmond e Lucy come protagonisti. Quest’ultima getta la machera e finalmente aiuta il povero pronipote del nobile Altair a fuggire dalla struttura. Come ricorderete, c’è una guerra centenaria tra Templari e Assassini: dopo aver passato un intero gioco al servizio dei primi, in questo seguito saremo ospitati nella base segreta dei secondi, con un nuovo Animus e nuovi comprimari.

Al termine della fuga, veniamo subito buttati sul diabolico marchingegno, e qui rivivremo il primo ricordo di Ezio, la sua nascita. Come visto in Fallout 3, il primissimo tutorial di movimento sarà quindi nei panni di un bebè.
In seguito faremo la conoscenza degli altri membri della famiglia, dei suoi alleati e dei rivali, come la Famiglia de Pazzi: con Ezio adolescente scavezzacolo pronto a battersi per un insulto fra le strade della città toscana. Già da questi minuti in game è evidente il desiderio di Ubisoft di fare tesoro delle critiche al predecessore: non solo le missioni (tutte volte a impratichire il giocatore coi controlli) sembrano varie, ma sono liberamente ignorabili.

Due sole cose stridono in questa sezione di gioco: Ezio non è ancora un assassino (a noi hanno spoilerato il seguito… io sarò buono e lo terrò per noi), quindi è vestito come un nobile ed evidentemente le scene di salto, arrampicata e combattimento sono meno curate in dettagli come le compenetrazioni con le superfici (i piedi non “appoggiano” perfettamente sui muri ad es.); inoltre, nonostante tutti i dubbi sul doppiaggio siano fugati dalla qualità ottima della localizzazione, non è possibile sentire Ezio che risponde al fratello “fottiti“, o Maria, madre del nostro eroe che lo rimbrotta dicendo “dovresti trovare un hobby…oltre la topa“.
A parte questo, l’ambientazione è sensazionale ed è pronta a farci vivere sensazioni analoghe alla gita in Terrasanta:  palazzi vicoli, strade e tetti pulsano di vita, e l’aggiunta di fazioni con cui è possibile allearsi o lottare, come i Ladri e le Cortigiane, permetterà di personalizzare la propria esperienza con vantaggi e svantaggi del tutto nuovi. Ad es., ottenendo i favori delle prostitute, queste potranno aiutarvi a fuggire ditraendo le guardie con le loro lusinghe.

Alcuni aspetti del tutto nuovi ci sono stati raccontati dal relatore, come la conferma dei luoghi in cui avverrà la storia (annunciata di una durata minima di 40 ore…fino a 90, ma qui qualche dubbio sorge): Venezia, Firenze, la Città del Vaticano e San Gimignano, con la possibilità peraltro di contribuire all’economia di quest’ultima in un modo definito simile ai gestionali.
A proposito di economia, accolgo con favore l’introduzione dei soldi, con cui comprare oggetti e migliorie, oltre che costumi e cure dai caratteristici dottori sparsi in città.
Su questo aspetto Ubisoft centra già nel segno, perchè a una rapida occhiata della mappa, questa sembra piena di opportunità, anche perchè finalmente si potrà entrare in alcune abitazioni.

Ultima nota sui difetti emersi in questa presentazione, che comunque vedeva un hardware debug (la PS3) particolarmente sotto stress: ciò non toglie che sia stato evidente un brutto bug che non permetteva di raccogliere un oggetto. Anche il breve tratto a nuoto visto è stato abbastanza deludente, perchè il mantello sulla spalla di Ezio sembra seguire una fisica irreale e approssimativa.
Tutti dettagli in ogni caso rispetto allo sfarzo visivo e contenutistico, perchè tutto sembra limato perfettamente per rasentare la perfezione.
Come nota a magine segnalo che Ubisoft avrà uno stand a Lucca Comics in cui sarà possibile vincere premi (cosa in cui noi abbiamo fallito) e provare il gioco con le proprie mani, anche se voi non avrete il buffet!

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Questo pazzo pazzo Mad World


Di questi tempi basta accendere la tv il lunedì in prima serata per sentirsi presi da un’ira devastante.

In un noto programma tv, il Grande Fratello, va in scena l’imbecillità fatta essere umano. Dalla fanciulla che ragiona con le tette a quella che sostiene che le persone che “stanno avanti” entrano in discoteca con i nani al guinzaglio, passando per quello che chiede al cieco se paga la bolletta della luce e finendo col tizio con la maglietta “bevo e me ne frego“, il campionario della stupidità è più o meno presente in toto.

Di fronte a tanto scempio, l’unica vera voglia che emerge dopo la visione è quella di imbracciare una bella motosega e massacrare nei modi più bizzarri tutti i componenti del cast, un po’ come capita a Jack, protagonista di Mad World e concorrente del reality Death Watch, architettato da Platinum Games e pubblicato da Sega.

Sostanzialmente siamo davanti a un action game in cui è possibile eliminare tutti gli avversari nei modi più violenti e allucinanti possibili, per esempio impalandoli con un segnale stradale o lanciandoli contro spuntoni di metallo fino a gettarli sotto presse gigantesche: anche i minigiochi presenti seguono quest’interessante linea, come succede in Man Darts, in cui i nostri poveri compagni di gioco saranno scagliati da possenti colpi di mazza da baseball contro un enorme bersaglio.
Ma la violenza senza stile resta fine a se stessa: è proprio qui che la faccenda si fa interessante.

Tutto il mondo di gioco è infatti rappresentato in alto contrasto (bianco/nero) e solo gli schizzi di sangue cremisi arricchiscono di colore la folle città di Varrigan City. Sebbene sia una scelta di grande spessore artistico (chiaramente ispirata a Sin City di Frank Miller), la violenza grottesca rappresentata nel titolo ha già iniziato a fare scalpore in alcuni paesi, primo fra tutti il Giappone, dove non si sa se il gioco sarà pubblicato.

E’ come al solito evidente che il medium videoludico, con i suoi eccessi, ancora dia fastidio a coloro che si arrogano il diritto di scegliere al posto del consumatore cosa sia o meno adatto ad essere rappresentato sulla propria tv: l’ ESRB (l’associazione che nel Nord America svolge le funzioni del PEGI qui da noi) ha classificato (giustamente) Mad World come M (pubblico maturo) e indicato tra i contenuti presenti elementi come: sangue, violenza, droga, linguaggio volgare e humor adulto.
Assurdo come questo ancora non basti: meglio impedire direttamente che un prodotto raggiunga gli scaffali piuttosto che rischiare che alcune povere menti ne risultino traviate…

Polemiche a parte, Mad World rappresenta per i possessori di Wii una sorta di ultima chance perchè adulto, frenetico, violento e insensatamente divertente: sfrutta molte peculiarità del fermaporte di Kyoto (ma non tutte: il puntamento col Wiimote è stato considerato inutile ai fini del gioco, per cui basta muoversi col nunchuk e distruggere tutto muovendo il telecomando) e sembra capace di tappare il buco colossale aperto dalla pubblicazione di decine di inutili titoli con omini senza braccia.

Una speranza per il futuro anche per me, che potrò finalmente spolverare gli eoni di schifezze accumulati sulla mia console, abbandonata ormai da tempo immemore al suo destino: il 10 Marzo, data di uscita europea, si avvicina!

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