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Gran Turismo 5 controllabile con il Playstation Move! [news]


Grandi novità la settimana scorsa dalla GDC, la Sony ha infatti svelato il nome e le peculiarità del nuovo controller di movimento Playstation Move e abbiamo visto alcuni dei titoli che ne faranno uso. Ebbene, andando sul sito ufficiale di questa nuova periferica, abbiamo visto come siano spuntati nuovi giochi, tra questi Gran Turismo 5!

Sarà stata forse questa nuova compatibilità con il Playstation Move a far ritardare il lancio del gioco di simulazione automobilistica più seguito e aspettato di sempre? Per noi è probabile, dopotutto questo nuovo remote sembra avere le carte in regola per metterci nei panni di un pilota automobilistico e inoltre sulla lista dei giochi disponibili al momento della presentazione del Move, c’era anche ModNation Racers, un gioco di corse targato Sony.

Anche Split/Second della Disney è incluso nella lista, segno che anche altre case produttrici credono nel nuovo telecomando Sony. Ci chiediamo ovviamente come sarà possibile utilizzarlo nei suddetti giochi, pensando che si, la cosa più probabile sarà inclinarlo a destra o a sinistra per girare e in avanti e indietro per accelerare e frenare, il tutto accompagnato da uno speciale volante dove posizionare il Move… ci ricorda Mario Kart Wii, ovvio, ma attendiamo prima qualche video di dimostrazione, sperando che questa nuova opzione per GT5 non faccia slittare nuovamente la sua data di uscita.

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Playstation Move [nome ufficiale per il motion controller di Sony]


Finalmente il motion controller Sony ha un nome ufficiale. E’ stato comunicato alla GDC, Game Developers Conference.

Dopo il seminale “wand” e il quasi ufficiale “arc” abbiamo la scelta definitiva del colosso giapponese.

Il motion controller per PS3 si chiamerà Playstation Move!

Ovviamente le più grandi software house e publisher, dopo l’annuncio, si sono subito affrettate a dichiarare il loro supporto al nuovo hardware per Playstation. Square Enix, Activision, Konami, Namco Bandai stanno già sviluppando titoli creati appositamente per Playstation Move.

Little Big Planet, Sports Challenge e Move Party saranno i primi titoli, probabilmente, a supportare la nuova tecnologia.

[fonte: VG247 - Playstation Move is finally real everything in one place]

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God of War III e Heavy Rain: il passato ed il futuro del videogioco, in esclusiva su PS3.


Come dicevo altrove, aspettavo Heavy Rain con infinita fiducia sin dalle prime dichiarazioni di David Cage, ed è di conseguenza rientrato nella ristretta cerchia dei titoli che ho dovuto assolutamente accaparrarmi al day one.

Le due settimane successive hanno visto me e la mia ragazza (che a forza di sentirmene parlare lo attendeva quasi quanto me) avvicendarci fra la PS3 con il titolo Quantic Dream ed il PC con i dvd delle puntate di Lost, in un teatrino di commenti stupiti ed impropèri alternati provenienti dalle due postazioni che si è concluso col raggiungimento per entrambi dei titoli di coda del gioco, ai quali sono seguiti commenti entusiastici e pensieri assortiti.

Passa qualche giorno, e mentre lei si prepara per uscire io mi guardo una video-recensione di God of War III, quando quasi senza farci caso se ne esce un commento granitico: “Un altro gioco così?

Lì per lì cerco di difendere il titolo Sony, ma mentre le parlo del carisma di Kratos e della bella ambientazione creata dallo Studio Santa Monica non posso fare a meno di pensare che in effetti negli ultimi due mesi sono usciti anche Darksiders, Bayonetta e Dante’s Inferno. Tutti giochi con una certa personalità, non lo metto in dubbio, ma che possono senza troppe remore essere considerati alla stregua di variazioni di uno stesso tema.

Tema del quale peraltro esistevano già molti, forse troppi, esponenti. E in breve, come già per Dante’s Inferno, mi ritrovo a pensare a quanto sarebbe stato bello poter vivere all’interno di quelle ambientazioni un’avventura diversa e che, a parte qualche scontato puzzle ambientale, non comportasse necessariamente il dover fare a fettine o impallinare qualunque cosa mi si ponga davanti.

A questo punto arriva da un remoto cassetto del mio cervello il ricordo di un’intervista rilasciata da David Cage nella quale, parlando di Heavy Rain, esprimeva un concetto piuttosto fondamentale, e che suonava più o meno così: “Se avessimo voluto implementare un motore per le sparatorie, avremmo dovuto inserire uno scontro a fuoco ogni 10-15 minuti, e avremmo dovuto giustificare a livello narrativo la caneficina che ne sarebbe derivata. Allo stesso modo, se avessimo inserito un motore per combattimenti alla Tekken, questi si sarebbero dovuti moltiplicare a dismisura, diventando il fulcro dell’esperienza e andando a ledere la coerenza narrativa.

Che i videogiochi degli ultimi anni siano tutti più o meno ascrivibili ad una decina di macro-generi è cosa nota, ma Heavy Rain per la prima volta sbatte il problema in faccia non solo a noi ma a chiunque, giocatore o meno, e con una veemenza mai vista.

Il gioco Quantic Dream infatti sovverte ed inverte il sopradescritto schema “engine -> tipo di gioco” tramite un proprio, unico motore in grado di posporre il gameplay alla narrazione adattandosi a tutte le situazioni proposte dalla sceneggiatura. Questo comporta che da un lato per la prima volta lo sviluppatore sia svincolato dall’obbligo di restare all’interno di uno specifico genere di gioco, dall’altro che non è più necessario imparare nuovi comandi per ogni differente fase di gioco (come accade invece in titoli come GTAIV), rendendo quindi il titolo giocabile da chiunque, giocatore abituale o meno.

La rivoluzione giunta sugli schermi dei (mai tanto come in questo periodo) fortunati possessori di PS3 quindi è enorme, e consente di fatto di traspondere in videogame in modo efficace e coinvolgente qualunque sceneggiatura, per complessa o varia che sia, aprendo il medium a trame di ogni tipo e genere e a tutti i tipi di pubblico, gettando nel contempo un’ombra di arretratezza sui giochi mono-genere che usciranno dopo Heavy Rain, in primis lo stupendo, mastodontico ma estremamente derivativo God of War III.

Il ritorno del possente spartano infatti è tanto esaltante audiovisivamente quanto stantìo nel gameplay, risultando sì un capolavoro, ma di un genere che come tanti altri ha moltissimi epigoni, e che negli anni non ha subito nessuna vera evoluzione.

Ci troviamo quindi in un momento chiave della storia del videogioco, e grazie a Sony possiamo rendercene pienamente conto grazie a due capolavori che si trovano agli antipodi dell’universo videoludico, ma che sono curiosamente usciti in esclusiva sulla stessa console e nello stesso periodo: uno rappresenta una delle massime espressioni del video-gioco nella sua accezione più classica, quella secondo cui un VG deve prima di tutto divertire, andando a far leva sulle emozioni e le funzioni più basilari e primitive dell’essere umano; l’altro è un titolo completamente rivolto al futuro, un futuro fatto di storie prima che di coordinazione occhio-mano e di emozioni “superiori”, che vanno cioè oltre il dittico amore-odio.

Sempre nella stessa intervista David Cage affermava la necessità per il videogioco di trovare il suo Citizen Kane/Quarto Potere, e la speranza che Heavy Rain potesse essere quel gioco.

Lascio stabilire a voi se effettivamente Heavy Rain rappresenti il passo più lungo, deciso ed importante verso l’assegnazione al videogame dell’agognato titolo di ottava arte, ma per concludere vorrei sottoporvi un commento del noto critico Andrè Bazin al seminale film di Orson Welles:

Non è soltanto un altro modo di far regia, essa rimette in gioco la natura stessa della storia del cinema. Con essa il cinema si allontana un po’ di più dal teatro, diventa meno uno spettacolo e più un racconto.

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Playstation phone: ora è ufficiale! [smartphone]


Vi ricordate quando, addirittura il 27 giugno scorso, scrivevano che il Playstation Phone era sempre più vicino? Immagino di si anche se al tempo era una voce di corridoio, un semplice rumor, che poteva essere confermato o smentito.

Sembra proprio che, tra le due opzioni prima citate, abbia vinto la prima: il Playstation Phone sarà realtà e lo sarà molto presto: entro il 2010.

Credendo ad un report di WSJ (che sarebbe il Wall Street Journal, non il Corriere dei Piccoli) sull’argomento, sembra proprio che Sony non sia solo al lavoro su un telefono marchiato Playstation ma anche su un concorrente diretto dell’iPad di Apple. Qualcosa che “eliminerà le differenze tra un netbook, un e reader e una PSP“.

Boom! Ecco la news che aspettavate per passare il week end a cercare immagini leakate di questa nuova diavoleria tecnologica ;)

Ovviamente le motivazioni sono semplici: le vendite di PSP Go non sono state soddisfacenti (e noi vi avevamo anche anticipato il perchè) e quelle di PSP sono state molto ridotte dal lancio di iPod Touch e iPhone mentre il DSi e il DS continuano a vendere bene. Aggiungiamo un dettaglio: il Playstation Phone non riporterà il marchio Ericsson, partner storico di Sony per quanto riguarda i telefonini e gli smarthpone.

Sony doveva correre ai ripari.

Basterà un telefonino con dentro Metal Gear Solid (tra l’altro già presente sull’App Store)?

N.B. L’immagine usata è frutto di fantasia. La PSP Phone o Playstation Phone non sarà come la vedete rappresentata.

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Sony brevetta le demo “deperibili”


Ognuno di noi ha installata sulla propria console almeno una demo di un gioco del quale pondera periodicamente l’acquisto, salvo poi continuare a giocare con la la versione di prova e sentirsi pienamente soddisfatto così.

Questa cosa deve però aver fatto passare non poche notti insonni ai dirigenti Sony (ma invece pensare a tappare in anticipo falle come quella del primo marzo?), e così qualcuno se n’è venuto fuori con un’idea veramente geniale: la demo deperibile.

Praticamente noi scarichiamo una demo, iniziamo a giocarci e dopo tot partite o tot tempo quella cambia…si riduce: possono diminuire le piste percorribili in un gioco di corse o i personaggi giocabili in un picchiaduro, oppure un’arma può diventare meno potente in uno FPS, o addirittura possono cambiare colori, luminosità e sonoro; sta di fatto che il gioco pian piano diventa progressivamente meno giocabile, costringendoci ad abbandonare la versione di prova in favore di quella completa o del nulla assoluto.

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Il principio di partenza non è sbagliato: in questo modo si potrà offrire il titolo completo anche su supporti fisici, così i più bravi potranno provare una porzione maggiore di gioco senza sentirsi forzosamente bloccati oltre un certo punto, e poi man mano che passa il tempo verranno progressivamente decurtate features invitando all’acquisto, grazie al quale otterremo un codice per ripristinare il gioco completo.

In pratica però i rischi sono molteplici: di irritare chi sta ponderando se spendere o meno i propri soldi, di alterare l’esperienza di gioco rendendo meno invitante il prodotto finale, e soprattutto di fornire alla pirateria un aiuto inatteso facilitando la circolazione di giochi completi e facilmente “scardinabili”.

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E rimanendo in tema di pirateria, oltretutto non si tratta neanche di un’idea particolarmente innovativa: anni fa infatti qualcuno propose un metodo analogo per combattere le copie illegali, non bloccando il gioco dall’inizio ma rendendolo via via ingiocabile; curioso quindi come oggi un’idea molto simile venga considerata un modo valido per “invitare” all’acquisto.

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Sony compra Media Molecule


Dopo milioni di livelli creati e scaricati dagli utenti la Sony ha pensato bene di continuare a ottenere esclusive da questo prestigioso studio del Surrey, infatti ha oggi annunciato l’acquisizione di Media Molecule.

Beh, dopo aver ottenuto premi esclusivi come un BAFTA e tanti altri (qui li trovate tutti!), mi sembra proprio il giusto riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto dallo studio di sviluppo fondato da ex membri della Lionhead Studios.

“Fin da quando è apparso nella scena videoludica, Media Molecule si è dimostrato come uno studio di sviluppo davvero entusiasmante e innovativo che ha dato prova di se con l’incredibile Little Big Planet.” Parole di Shuhei Yoshida, che aggiunge “Portarli nella nostra famiglia prova la nostra dedizione nel creare delle nuove e fantastiche esperienze che crediamo cementeranno la nostra posizione come leader del settore.”

Anche il co-fondatore di Media Molecule, Alex Evans, è abbastanza entusiasta dell’accordo raggiunto “Abbiamo sempre avuto una forte relazione con la SCE, lungo tutti questi anni hanno sempre mostrato la loro dedizione a Media Molecule e al gaming creativo, non solo supportando la compagnia, ma anche mostrando la volontà di prendere rischi e accettare le nostre idee e approcci fuori dagli schemi.”

Media Molecule va così a inserirsi in un roster di ferro che comprende già PolyPhony Digital (Gran Turismo 5), Guerrilla Games (Killzone 2), Naughty Dog (Uncharted 2) ecc, non di certo gli ultimi arrivati ;)

Cosa potremo aspettarci adesso? Un nuovo progetto o un sequel per LBP? Voi cosa vorreste?

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Nuovo trailer per God of War 3 [Trilogy Edition ordinata]


Siete pronti? Siete caldi? Il Blu Ray più atteso dell’anno sta per arrivare e, personalmente, non sto più nella mia trentunenne pellaccia. Cazzo… God of War 3, ma ci pensate? Finalmente potremo vestire nuovamente i panni di uno degli eroi dei videogiochi più fini e delicati della storia del nostro amato medium itnerattivo.

E si, proprio lui, quel Kratos che prima di menare le mani cerca sempre una soluzione diplomatica. Quello stesso dio della guerra che ogni volta che ha di fronte un minotauro enorme gli manda prima una lettera controfirmata dal suo legale per indicargli che è tristemente “contrariato”, poi invece lo porta davanti al giudice di pace e risolve la questione in maniera civile.

Cioè spaccandogli la capoccia su un muro ripetutamente per poi tagliargli le corna con le sue lame.

Ah… che gusto, non vedo davvero l’ora che arrivi il 19 di Marzo, data di uscita europea un gioco che rimarrà nella memoria, o almeno lo spero, grazie al solito mix di azione frenetica, musiche epiche e una trama che fomenterebbe anche un morto.

Ovviamente, per essere pronto al day one e far rosikare tutti voi poveri pischelli senza danaro (mi piace scritto con la A, sa di gangster), ho ordinato 149€ di Ultimate Trilogy Edition.

Qui sotto trovate il mio scontrino e una foto della stessa edizione speciale che contiene davvero molte amenità: il primi due capitoli della saga (God of War 1 e Gow 2) rimasterizzati in HD per PS3, cd della colonna sonora, armature sbloccabili nel gioco e chi più ne ha più ne metta. Sbaaaavvvv

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Arc Vs. Natal: ancora in sviluppo ma è già guerra.


Nel nostro speciale sulle esclusive per il 2010 abbiamo già accennato al fatto che, dopo essersi equamente spartite Giappone e USA, Sony e Microsoft siano ai ferri corti soprattutto in territorio europeo. E’ però da tenere ben presente che dall’E3 di giugno in poi si aggiungerà al già ampio scenario di guerra il fronte delle nuove periferiche e, come era prevedibile, entrambe le parti stanno scaldando le macchine a suon di dichiarazioni più o meno esplicite sulla presunta superiorità del proprio sistema di motion control.

In particolare mentre Microsoft sembra ancora intenta a convincere tutti della bontà del proprio hardware, Sony sembra aver scelto la strada dell’attacco preventivo, facendo arrivare a mezzo stampa una serie di commenti che fanno leva sulla facilità con cui è possibile sviluppare per Arc per cercare di convincere innanzi tutto gli sviluppatori della qualità del proprio prodotto.
E’ di pochi giorni fa l’intervista di Industry Gamers a Rob Dyer (SCEA Senior Vice President of Publisher Relations): “Dalla prospettiva delle terze parti, volendo creare un gioco basato su motion control, è più facile sviluppare per Arc: puoi utilizzare lo stesso codice di partenza che attualmente usi per PS3 o 360, o anche per Wii. Non puoi farlo con Natal. Devi avere un codice completamente separato, e la mia sensazione è che avremo tanti giochi e tanta innovazione, in particolare  grazie alla PS3Eye e alla precisione che è in grado di garantire, specie rispetto a quello che vedrete con Natal o su Wii.”
Dyer infatti è convinto che proprio la bistrattata cam della PS3 sarà la chiave del successo di Arc: “L’impiego della PS3Eye cambia tutto. Credo che la stampa abbia dimenticato che Sony è dotata di questa periferica da molto tempo. Questa è la nostra seconda cam; sappiamo cosa vuole il consumatore, in particolare riguardo l’impiego della camera, e sappiamo anche se vuole o meno avere qualcosa da tenere in mano mentre gioca.
E ancora: “Penso che Natal avrà alcuni grandi giochi che funzioneranno bene senza controller, ma noi riteniamo che i nostri saranno migliori perchè abbiamo molta più confidenza con l’impiego di una telecamera. Ci lavoriamo sopra da molto tempo, non è il nostro primo tentativo in questo campo.
I punti di forza vantati da Sony quindi sono chiari: facilità di programmazione e maggior precisione dovuta al funzionamento tramite PS3Eye.
Solo che questa visione lascia spazio ad almeno due dubbi concreti.

motionwar2Il primo riguarda proprio la telecamera e il fatto che sia assolutamente necessaria, perchè si deduce che giocoforza saranno costretti a mettere in vendita Arc sia da solo che assieme alla PS3Eye, e questo potrebbe far lievitare il prezzo (per ora si parla di 100$ all’uscita, non si sa se con o senza la camera) oltre l’accettabile.
Il secondo, forse meno concreto ma più importante, riguarda l’approccio complessivo al videogame: così come Microsoft, anche Sony sembra infatti puntare ad inserire il motion control nell’ambito di giochi “classici” (oltre ovviamente a titoli più casual appositamente creati) il che riporta alle grandi difficoltà che la stessa Nintendo sta incontrando nell’implementare in modo efficace le peculiarità del Wiimote all’interno dei più comuni generi videoludici.
Finora la cosa si è risolta con un nulla di fatto, e anche a dispetto della sicumera di Sony, la soluzione non sembra proprio dietro l’angolo.

Molto più basso invece il profilo tenuto da Microsoft in quest’ultimo periodo, probabilmente anche a causa delle ultime notizie, che parlano di un Natal più economico (voci di un prezzo tra i 50 e gli 80$ all’uscita) ma anche nettamente meno performante per l’eliminazione di un chip, con conseguente superlavoro per l’ormai anzianotto hardware della console.
Un depotenziamento che a fronte di un prezzo più attraente rischia però di affossare anzitempo la camera 3D che tanto colpì il pubblico lo scorso giugno.
Sarà forse per questo che latitano dichiarazioni ufficiali, lasciando a voci e rumor il compito di tenere accesa la luce dei riflettori sulla periferica.

Voci che da un lato danno per interessate case importanti come Valve a creare qualcosa di “serio”, e per certa l’implementazione nell’atteso Fable III, mentre dall’altro confermano le non eccezionali performance viste finora.
Tralasciando poi le solite, tragicomiche previsioni di Michael Pachter, secondo cui Natal venderà cinque volte più di Arc.

A prescindere dai deliri dell’analista-Otelma c’è però da tenere presente che, pur avendo innegabili problemi la cui risoluzione non pare proprio dietro l’angolo, Natal è ancora la più concreta delle contendenti, essendo stata vista e provata da stampa e pubblico in più di un’occasione anche in giochi non dedicati (Burnout Paradise), mentre di Arc si parla molto ma ad oggi nessuno è ancora riuscito a metterci le mani sopra e l’unico video in cui il telecomando veniva impiegato in un gioco normale (Resident Evil 5) “riconvertito” al motion control era tutt’altro che eccitante.

Lo scontro aperto viene quindi rinviato all’ E3 del prossimo 15 giugno, quando per forza di cose entrambe le case saranno costrette a mettere in tavola le proprie carte. Lì vedremo cosa Arc e Natal sono davvero capaci di fare, e i contendenti inizieranno a disporre le truppe per lo scontro finale, già confermato per il prossimo autunno (Natal uscirà ad ottobre e Arc di lì a poco); nel frattempo Inside The Game terrà dritte le antenne per captare qualunque tentativo di giocare d’anticipo con nuove dichiarazioni, dimostrazioni o filmati.

Stay tuned!

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La recensione di MAG, il gioco che non dovete sottovalutare


Bello Call of Duty in multiplayer, vero? Però è un po’ fine a se stesso, ogni partita uguale alla precedente e una vittoria in più influisce solo su statistiche ed equipaggiamento, lo stesso si può dire di Battlefield e di tanti altri giochi simili. All’alba del ventunesimo secoli c’è chi chiede di più e fortunatamente c’è anche chi quel più riesce a realizzarlo. Parliamo degli Zipper Interactive, famosi per quel SOCOM che negli anni si è imposto come uno dei più apprezzati sparatutto online su PlayStation. Con questo nuovo MAG (acronimo di Mass Action Game) la Zipper entra ufficialmente nella next generation, confezionando un titolo che non solo promette battaglie da 256 giocatori contemporaneamente ma anche una guerra persistente tra tre diverse fazioni. Scegliere con chi stare è la prima risposta che dovremo dare al gioco. S.V.E.R, Raven, Valor, ogni esercito ha le sue caratteristiche, le sue armi, le sue abilità come anche i suoi punti deboli. mag soldatoE no, in MAG non c’è spazio per i doppiogiochisti, una volta che ci saremo schierati non potremo più tornare indietro, se non cancellando tutti i personaggi relativi a una fazione. In poche parole serve del fottuto patriottismo, altrimenti si può vincere solo qualche battaglia e non un’intera guerra. In MAG questa differenza è sostanziale visto che il dominio su ogni zona di battaglia è dato dalla somma di più partite, vincere una battaglia farà in modo che la nostra fazione guadagni un punto in più verso la vittoria. In pratica tutto questo cambia completamente il modo in cui ci approcceremo al gioco. In un qualsiasi sparatutto online si sceglie la modalità in base alla voglia del momento, in MAG invece ci si comporta in modo diverso, una volta fatto il log-in la prima cosa che si va a vedere è lo stato del conflitto. La Valor sta per aggiudicarsi quelle postazione radio mentre la nostra fazione sta mangiando la polvere? Andiamo a dare una mano!

COMMILITONI E NEMICI
Forse ancora non ve lo abbiamo detto, ci è sfuggito, ma MAG è un gioco online, solo ed esclusivamente online, fin dalle prime battute. Pensate che anche l’addestramento si svolge contro altri giocatori (questa volta della nostra stessa fazione, esattamente come in un campo esercitazioni reale). Il senso di progressione dato dalla carriera è fenomenale, si parte come dei soldati semplici che si fanno le ossa contro i loro amici e si finisce generali a capo di cento e passa uomini, nel mezzo naturalmente ci sono ore ed ore di gioco, specializzazioni da scegliere e fucili da comprare, migliorare, perfezionare, in base ai punti e all’esperienza che man mano accumuleremo.

Proprio così, un buon cecchinio potrà sparare anche ai paracadutisti che si stanno lanciando all'orizzonre

Proprio così, un buon cecchino potrà sparare anche ai paracadutisti che si stanno lanciando all'orizzonte. Lucidate i mirini!

Inizialmente poi non ci sarà dato l’accesso alle battaglie più grandi, siamo delle spine, appena arrivati, ci vuole un po’ di progressione e MAG, nonostante abbia uno dei tutorial meno completi della storia, si premura almeno di introdurci man mano nelle sue numerose meccaniche.
Una volta in battaglia la prima cosa che si impara è senza dubbio tenere la testa bassa, sebbene MAG utilizzi i più classici punti feriti (che potremo ripristinare tramite una siringona tascabile e grazie ai medici) sparando ai nemici si ha la sensazione di trovarsi davanti alla perfetta unione tra la modalità normale e quella veterano di Call of Duty, un mix esplosivo che infatti diverte, sprona costantemente a fare di meglio pur rappresentando una sfida mai realmente insormontabile. Ma il meglio deve ancora arrivare, aumentando di grado le battaglie in cui potremo essere coinvolti aumentano di intensità fino ad arrivare ai tanto sbandierati 256 giocatori contemporaneamente. Un conflitto di una tale entità rischia naturalmente di degenerare nel caos più assoluto ed è qua che finalmente potremo ringraziare il sistema gerarchico messo in piedi dalla Zipper Interactive. Ogni fazione infatti sarà divisa in plotoni e ogni plotone in diverse squadre, in base al livello il giocatore potrà candidarsi o meno a capo di ogni distaccamento e da li impartire ordini ai sottoposti, ordini che naturalmente compariranno sullo schermo come obiettivi principali e secondari. mag shot2I generali poi potranno anche attivare una serie di misure estreme come bombardamenti e quant’altro possa aiutare una fazione a vincere. E funziona, sì, sarà il fatto che questi ordini compaiono su schermo e non sono semplicemente urlati dal microfono, sarà che se non si è coordinati si perde e basta, ma funziona, MAG funziona e sebbene ci siano anche qui i lupi solitari (comunque utili) le diverse squadre riescono a collaborare tra loro in modo sorprendente. Così camminando insieme al nostro battaglione è possibile scorgere in lontananza la squadra intenta a ripulire le strade da barricate e mine, quella che cerca di conquistare l’eliporto e fare in modo che da li sia possibile poi ricominciare dopo essere morti, in poche parole si ha la netta sensazione di essere le pedine di un disegno più grande.

MARCIANDO VERSO IL COMANDO
Tecnicamente MAG è alle prese con un compito difficile, deve permettere a 256 giocatori di spararsi amorevolmente a vicenda. Questa sua natura limita in parte la bellezza della grafica che comunque rimane assolutamente godibile, priva di un qualsivoglia rallentamento. Menzione a parte merita la colonna sonora, inutile in un gioco del genere dove il sottofondo spesso è rappresentato esclusivamente da spari ed esplosioni, ma in MAG gli Zipper Interactive ne hanno fatto un uso particolare. Ogni match inizia con un bel riff di chitarra, perfetto per dare la carica, ma il meglio è la forsennata batteria che partirà ogni qual volta riusciate a farvi valere sul campo di battaglia. Siete riusciti a piazzare una bomba su un installazione nemica e nel farlo avete seccato una dozzina di persone? Preparatevi a un iniezione di rock che per qualche minuto pomperà nelle vostre orecchie. Ok, ok, non vi piace, siete dei puristi, ma si può togliere! Ma arriviamo al dunque, togliamoci questo sassolino, 256 giocatori contemporaneamente a molti potrebbero far pensare a un gioco che scatta, pieno di lag, sempre pronto a riportarci nel menù principale per colpa di chissà quale problema.mag shot3 Non è così che succede con Call of Duty? Nel gioco Activision c’è chi evita a prescindere le modalità con più giocatori per non incorrere in questi problemi, colpa del nostro collegamento a Internet o del gioco? La risposta ce la da MAG che in questi giorni, server rodati e un paio di patch alle spalle, scorre senza mai un problema, un solo freeze in cinquanta partite con una PlayStation3 comprata al lancio. E con nessun problema intendiamo dire nemmeno un colpetto di lag, inoltre la chat del gioco brilla per qualità, si capisce tutto e bene e insomma, una roba del genere non c’è nemmeno su 360, dove oltretutto ci viene chiesto di pagare un abbonamento mensile. Sony sta colmando il gap con Microsoft anche sull’online e MAG è il punto più alto di questa rincorsa, ovvero il sorpasso.
mag shot4Ma difetti ne ha anche questo gioco, l’interfaccia che ci mostra l’andamento della guerra è confusa, brutta, dovrebbe essere più stimolante. Inoltre le mappe presenti sono poche e le fazioni in guerra sono solo e sempre due, non esistono modalità in cui tutti e tre gli schieramenti si danno battaglia contemporaneamente. Alla Zipper Interactive hanno risparmiato sui contenuti ma non dimentichiamoci che MAG è un gioco online e che la Sony, come testimonia Warhawk, è abbastanza generosa per quel che riguarda add-on, gratuiti e a pagamento. Se i giocatori supporteranno MAG (e secondo noi MAG se lo merita) la Zipper Interactive avrò tra le mani un titolo davvero esplosivo, destinato a crescere assieme alla sua già numerosa comunità di giocatori.

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Nintendo DS2 – Marzo 2010?


Se ne parla da mesi e sempre più insistentemente, cos’è? Ma il Nintendo DS2! Prima di Natale lo stesso Iwata è stato sorpreso a parlare del successore del Nintendo DS, la gloriosa console che tutti denigravano e che in un terzo del tempo è riuscita a farci dimenticare un nome come quello del Game Boy. Ma ci pensate mai qualche volta? Ve ne rendete conto cosa è riuscita a fare Nintendo col Game Boy? Per sostituire quel marchio c’è voluto davvero coraggio. D’altronde è un pò come se la Sony per la sua prossima console rinunciasse al nome PlayStation. Come ci ha insegnato il gigante di Kyoto, una volta messi alle strette (e loro lo erano…) bisogna reagire dando una bella scossa.

Ma torniamo a noi e al Nintendo DS2. Stando agli ultimi rumor, stavolta raccolti da Gamekult (sito francese che sempre più spesso piazza i suoi onorevoli scoop), l’hardware della nuova console portatile Nintendo, completo già da qualche mese, verrà presentato ufficialmente a Marzo durante la Game Developer Conference, inoltre alcuni sviluppatori sembra che abbiano già ricevuto dei kit di sviluppo su cui lavorare. A metà gennaio Satoru Iwata rilasciò un intervista al quotidiano tgengiapponese Asahi Shimbun in cui parlava dei futuri piani Nintendo, citando un nuovo Zelda per Wii entro il 2010 (sappiamo ora che il gioco verrà presentato al prossimo E3 con una data d’uscita che nel sol levante dovrebbe anticipare di poco le feste natalizie) e una nuova console portatile molto più potente e dotata di sensore di movimento. Certo, poi si è rimangiato tutto ma nel farlo non è stato molto convincente.

Effettivamente, analizzando il mercato nella sua totalità, Nintendo ha davvero bisogno di una nuova console. Il DS ha oramai cinque anni e per quanto nel tempo sia stato aggiornato non è in grado di offrire una distribuzione online, chiave del successo di Apple e sempre più importante per Sony, all’altezza delle aspettative. Inoltre l’R4 sta facendo più danni del previsto e tecnicamente, nonostante gli sviluppatori tirino fuori cose sempre più belle, è chiaramente spremuto al massimo delle sue capacità

Se il rumor di Gamekult si rivelerà fondato lo scopriremo presto. Ma qui a Inside The Game pensiamo che il fantomatico Nintendo DS2, se non a Marzo, verrà presentato comunque  a Los Angeles in occasione del solito E3. Scommetiamo?

Secondo voi il Nintendo DS2 verrà presentato entro l'anno?

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E’ uscito Heavy Rain… secondo Repubblica.it


Perchè? Mi chiedo solo… perchè? Perchè per scrivere di videogiochi utilizzano collaboratori che dell’argomento, magari, sono solo appassionati. Soprattutto perchè lo deve fare Repubblica.it che ha tra le sue fila Jaime D’Alessandro che comunque, i videogiochi, li conosce bene? Perchè invece su tutti i restanti temi stanno attenti e quando parlano di videogiochi lo fanno così, con leggerezza?

Stamattina, per vedere la neve a Roma, sono andato su Repubblica.it e mi ritrovo quest’articolo, a firma Carlo Mogiani: Quel videogioco per adulti sembra davvero un film.

Leggo in quest’articolo che Heavy Rain è “uscito in questi giorni”. Ora, se fossi un qualunque lettore di questo “autorevole” giornale e mi sentissi interessato all’articolo e quindi al prodotto, uscirei di casa spenderei benzina tempo e denaro per andare a comprare il titolo e scoprirei, con mio grande disappunto, che la data di uscita è il 24 Febbraio non il 12, cioè oggi.

Probabilmente il buon Carlo ha ricevuto il gioco oggi da Sony, in anteprima e ha ben pensato che fosse già disponibile per gli acquirenti, senza neanche fare un “saltino” su wikipedia, anche italiana e accorgersi che quanto ha scritto è una BOIATA. Il titolo quantic dream non uscirà prima di altri 12 giorni.

Sorvolo poi sul “tono” dell’articolo ma mi permetto di citarne una frase:

“Basta poco per rendersi conto quanto questa singola clip di gioco sia distante anni luce dal mondo dei videogames finora conosciuti. Se la violenza e il sadismo non fanno quasi più scalpore, per cui non  è un problema fare strage di civili in un aeroporto come nel recente Modern Warfare 2 (per fortuna in un capitolo che almeno si può decidere di non giocare)”

Commentate voi, io mi astengo.

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Il valzer delle esclusive [Sony e Microsoft affilano le armi per il 2010]


Il primo round è andato Microsoft, c’è poco da fare.

La Playstation 3 infatti è stata tanto colpevolmente affossata dal lancio tardivo e dal prezzo troppo alto, quanto colpita dalla sfortuna (Haze), dallo scarso effetto delle killer application (Metal Gear Solid 4, Uncharted) e da una soprendentemente bassa presa sul pubblico di titoli dall’alto potenziale di vendita (Resistance 2, Killzone 2) o dallo spessore elevatissimo (LittleBIGPlanet).

A onor del vero bisogna ricordare che l’Xbox 360, al di là del migliore tempismo, ha potuto vantare un enorme capitale investito e di conseguenza giocare sulla legge dei grandi numeri accaparrandosi, temporaneamente o definitivamente, un numero altissimo di titoli e “coprendo” di conseguenza delusioni plateali (Too Human) o fallimenti immeritati (Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts) con diversi blockbuster che hanno frantumato i record di vendite al day one (Halo 3, Gear of War, GTAIV).

Quello che comunque si evince da uno sguardo più generale è che, almeno fino ad oggi, il mercato console è ancora indissolubilmente legato al concetto di esclusiva; ma come sarà la situazione da qui in avanti?

Nonostante le recenti affermazioni di Michael Pacher, la situazione non sembra prossima ad un cambiamento in tempi brevi, e infatti basta dare un’occhiata alle rispettive release list per capire che anche questo 2010 sarà invariabilmente all’insegna delle esclusive.

Limitandoci al nostro mercato, vediamo quali sono finora le truppe schierate dai contendenti:

-Xbox 360-

Mass Effect 2 (uscito) (anche PC)

Splinter Cell: Conviction (13 aprile) (anche PC)

Alan Wake (13 aprile, o più probabilmente quando Dio vorrà) (anche PC)

Crackdown 2 (1 maggio)

Halo: Reach (ultimo quarto 2010)

Fable III (1 novembre)

Metro 2033 (19 marzo) (anche PC)

Supreme Commander 2 (19 marzo) (anche PC)

The Swarm (maggio)

Al di là di Mass Effect 2,  la cui qualità ormai potete saggiare da soli, abbiamo parecchi titoli sui quali pesano aspettative altissime: Halo Reach e Fable III sono seguiti di due delle serie più importanti e rappresentative per il marchio Xbox, e se Peter Molyneux con Fable II ha convinto tutti della bontà della propria visione, che ora si appresta ad espandere esponenzialmente, Bungie col suo ultimo (in teoria) gioco legato ad Halo deve invece porre nuove basi di partenza dopo il successo prevedibile ma controverso dello spin-off/espansione ODST.

Di Alan Wake si parla da anni, ma pare che finalmente questo sia l’anno giusto per trasformare il vaporware di Remedy in qualcosa di (speriamo) molto concreto. E per chi intravedesse lo spettro di Too Human aleggiare nell’aria ricordiamo che anche Max Payne si fece attendere un lustro, ma il gioco finale fu tutt’altro che deludente..

Alan Wake

Splinter Cell: Conviction ha molte domande a cui rispondere: dovrà infatti rilanciare la serie introducendo moltissimi nuovi aspetti, prima fra tutti la non linearità delle missioni, che inserita in un contesto sandbox presenta tante potenzialità quanti rischi. Ad ogni modo c’è da dire che, dopo Assassin’s Creed 2, Ubisoft ha dimostrato di saper gestire sorprendentemente bene i propri assi nella manica, quindi anche qui massima fiducia.

Anche Crackdown 2 raccoglie un’eredità abbastanza pesante, che i nuovi sviluppatori Ruffian Games sembrano aver affrontato con piglio sicuro, ma forse ispirandosi un po’ troppo ai due giochi super-free roaming dello scorso anno, inFAMOUS e soprattutto Prototype. Le buone idee ci sono, l’originalità è tutta da dimostrare; personalmente avrei preferito che la serie rimanesse nelle mani di Realtime Worlds, attualmente al lavoro sul suo MMO APB (All Points Bulletin) la cui uscita su Xbox è stata rimandata a data da destinarsi.

Crackdown 2

Concludiamo la breve rassegna con Supreme Commander 2, che sarà un ottimo gioco ma difficilmente rivoluzionerà il genere (Gas Powered Games comunque ringrazia sentitamente Blizzard di aver ulteriormente posticipato StarCraft 2!), il poco conosciuto The Swarm, action in terza persona a base di alieni e mutazioni ambientato in Russia come il promettente Metro 2033, FPS a base di stealth e sopravvivenza che è un po’ l’erede spirituale (e non solo, visto che i fondatori di 4A Games sono due esuli di GSC) di S.T.A.L.K.E.R.: Clear Sky.

Metro 2033

Una lista potente quindi, quella Microsoft, da cui però possiamo dedurre un paio di cose interessanti.

In primo luogo la rinuncia pressochè totale alle velleità di successo in Giappone, che associata ad una certa crisi del videogioco made in Japan ci consegna una lista dallo spiccato sapore occidentale .

In secondo luogo l’uscita contemporanea o semi-contemporanea della gran parte di questi titoli su PC lascia trasparire lo scarso interesse di Microsoft per la concorrenza proveniente da quel mercato, sul quale comunque grazie ai suoi sistemi operativi mantiene un certo controllo, come evidenziato dalla ormai immancabile certificazione “Games for Windows“. Un ambito, quello del videogioco su computer, che comunque appare sempre più in crisi al di fuori di quei generi che sono ancora (per poco) preclusi alle console come i MMORPG, e di nicchie promettenti ma ancora poco redditizie come quelle dei giochi indie e dei browser games.

Oggi per l’Xbox360 è la Playstation 3 l’unica vera concorrente.

-Playstation 3-

MAG (uscito)

God of War 3 (19 marzo)

Heavy Rain (24 febbraio)

Gran Turismo 5 (autunno)

ModNation Racers (primavera)

3D Dot Heroes (maggio)

Yakuza 3 (6 marzo)

MAG, l’esclusiva post-natalizia della casa giapponese è già nei negozi, e pur non stupendo per qualità audiovisive sembra mantenere la promessa di un multiplayer massivo come mai prima d’ora (ben 256 giocatori), anche se rischia di passare un po’ inosservato considerata l’uscita a fine febbraio dell’attesissimo Heavy Rain.

Gioco, quello di Quantic Dream, su cui pesano aspettative pesantissime, per il carico di novità che propone, per il tentativo di spostare un po’ più avanti l’ormai stantìo concetto di film interattivo, e per le ottime premesse rappresentate del predecessore Fahrenheit. Tutto da vedere, come sempre per giochi che si sforzano di uscire dagli schemi, se le vendite rispecchieranno l’hype ormai altissima.

Heavy Rain

Vendite che appaiono invece una certezza per God of War 3, che seguendo la filosofia del bigger & better porterà sui nostri schermi più sangue, più armi, più definizione, più poligoni, pur rimanendo la terza iterazione di una serie che ormai ha fin troppa concorrenza nel suo genere.

Anche la PS3 non si fa mancare un titolo che per i numerosi rinvii rientra di prepotenza fra i vaporware: si tratta nientemeno che di Gran Turismo 5, ulteriormente posticipato soltanto qualche giorno fa. Le novità proposte sono consistenti, sempre che Polyphony sia riuscita a tirare fuori il suo gioco da quella struttura troppo rigida che stava iniziando a soffocare il franchise. Anche qui comunque i dubbi riguardo i risultati “al botteghino” sono ben pochi. Sempre che esca..

Gran Turismo 5

ModNation Racers è un “kart-game 2.0″ che, anche se diretto principalmente ai casual, potrebbe però attirare l’attenzione di più di un hardcore gamer in virtù di un editor e di una modalità di competizione e condivisione online che, a detta di chi ha provato la beta chiusa uscita a gennaio, sembrano più che ben fatti. Il largo anticipo inoltre dovrebbe permettergli di acquisire la giusta visibilità rispetto al suo pseudo-equivalente Microsoft, quel Joy Ride annunciato durante lo scorso E3 e di cui per ora si sono perse le tracce.

ModNation Racers

Presente, a differenza della controparte, anche una discreta proposta di titoli nipponici. 3D Dot Heroes è un cubettoso emulo di Zelda con più di un ammiccamento al retrogaming, mentre Yakuza 3 è il terzo capitolo della validissima serie SEGA che unisce con estrema personalità GTA e Shen Mue. Certo, non è che ci sia da iniziare a mangiarsi le unghie per sopportare l’attesa, ma almeno i palati più nippofili avranno qualcosa con cui giocare, sempre ricordando che comunque il regional lockout su PS3 ha delle maglie molto larghe.

Per il resto, escludendo scaramanticamente la possibilità di avere Killzone 3, Resistance 3 e soprattutto The Last Guardian sui nostri schermi entro quest’anno, sarebbe bello però vedere maggiori sforzi da parte di Sony, per portare subito anche da noi Yakuza 4 (in uscita il 18 marzo in terra del sol levante) e soprattutto quel capolavoro hardcore di Demon’s Souls, una delle migliori esclusive in assoluto per la PS3 uscito negli USA lo scorso ottobre e sugli scaffali giapponesi addirittura dal febbraio 2009, e la cui assenza a tutt’oggi nei negozi europei è semplicemente scandalosa.

Polemiche a parte, il pensiero finale non può che riguardare la Sony che, nonostante abbia ancora qualche freccia in meno al suo arco, nel complesso pare finalmente in grado di combattere pressochè alla pari con la concorrenza americana. Il che, unito al lento ma costante aumento di vendite della PS3, lascia intendere il 2010 come un anno chiave per capire chi occuperà il secondo gradino sul podio finale di questa console war. Un secondo posto che ha due pretendenti non alla pari, ma che comunque è evidentemente ancora in ballo, specie tenendo presente che a 5 anni dal suo esordio la vita di questa generazione non accenna minimamente a terminare.

Considerato poi che, delle due console in questione, in America ormai la 360 è saldamente al comando, mentre in Giappone la situazione è esattamente l’opposto con la PS3 che ha venduto tre volte la console Microsoft, appare scontato che proprio l’Europa sarà il vero campo di battaglia da qui in avanti.

E noi europei, dall’essere l’ago della bilancia, abbiamo solo da guadagnarci!

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