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Ovvero quando videogiochi e l’arte si incontrano. Chiudiamo la settimana in bellezza!
Vi ho già parlato del fenomeno dei machinina, quantomeno ho introdotto questa nuova forma di fare cinema/video/spettacolo (a costo zero: basta la fantasia di creare qualcosa e il tempo per farlo). Avete i link della wiki per approfondire qualcosa che va al di là, sicuramente, della vostra immaginazione. In due parole i machinima sono cortometraggi o veri e propri film girati utilizzando solamente, come fonte video, i videogiochi. Questo non significa solo registrare particolari momenti evocativi dei vostri titoli preferiti e montarli con un qualunque software digitale di editing. Significa innanzitutto plasmare il videogioco a forma della propria idea, muovendo i personaggi, le telecamere e il proprio intelletto, alla velocità dell’arte, o quantomeno di qualcosa di gradevole.
Sinceramente vorrei dedicare un giorno alla settimana di questo blog alla presentazione di opere di questo tipo, perchè, come detto in un altro post, ne sono ammaliato completamente. Nonostante non siano gli unici tentativi di creare appunto contenuti artistici con i videogiochi (ci sono anche le videoinstallazioni, i concerti di Elektroplankton, gioco di cui parleremo sicuramente in futuro, ecc) i machinima sono sicuramente quelli con il maggiore impatto. Un buon punto di partenza per cominciare a scoprire queste fantastiche creature dell’ingegno umano è il portale www.machinima.com, dove ne sono raccolti tantissimi. In verità va bene anche il solito, classico e fondamentale Youtube.
Per chiudere la mia personale presentazione vorrei aggiungere che il mio principale obiettivo, nel provare a condividere con voi le emozioni di alcuni di questi capolavori, è proprio quello di spingere me stesso e tutti noi fanatici dei videogiochi nel tentativo di realizzare qualche machinima o addirittura chessò, un grande film collettivo ed open source. Inoltre un altro mio pallino, nel blog e non solo, è quello di RIDARE DIGNITIA’ a un medium, i videogiochi, che troppo spesso è ingiustamente maltrattato dall’opinione pubblica e da chi non lo comprende a fondo. Far vedere che con un mucchio di linee di codice e quattro pixel si può creare qualcosa di bello, senza saper programmare, mi sembra un buon modo per raggiungere l’obiettivo. Ne riparleremo, sicuramente, ora gustiamoci il video del giorno.
“I’m Still Seeing Breen” è un opera di Paul Marino (trovate il suo blog, anche e soprattutto per scaricare il video in alta
definizione, a questo indirizzo) ed è quasi sicuramente l’opera più scioccante e spettacolare nel campo, nonostante duri il tempo di una canzone, circa cinque minuti. Il pezzo utilizzato come sottofondo è So Cold, dei Breaking Benjamin.
L’autore, Paul Marino, è l’inventore del Machinima Film Festival (c’è una academy anche per i film di pixel… ebbene si!) cioè la principale kermesse per i film e i corti creati con i videogiochi, che ogni anno sono sempre di più. Il gioco utilizzato per il video è Half Life 2, scelta influenzata soprattutto da un particolare. Ora vi spiego.
Fondamentalmente, come potrete notare, il video non è altro che una collezione, veramente ben montata (si vede che Marino è un professionista che viene dal cinema, come il suo curriculum ci fa notare) di spezzoni tratti dall’avventura single player proposta da Valve, tranne per un piccolo particolare e lì c’è lo shock!
Grazie all’SDK (source developer kit) che la casa di Gabe Newell distribuisce GRATUITAMENTE a tutti gli acquirenti di Half Life 2 o di un prodotto che sfrutti il motore source (se avete già Steam, potrete scaricare l’SDK semplicemente andando in strumenti), Marino ha potuto esibire nel suo video un cantante “particolare“. Guardate bene e stupitevi.
Due parole su cosa è un SDK: non è altro che il tool di sviluppo, realizzato dagli stessi programmatori, che permette di creare oggetti, armi, persone. Grazie a mesi di lavoro sotto i vostri occhi c’è qualcosa di magico, di indescrivibile.
Mi fermo infatti qui, non voglio rovinarvi il gusto e la sorpresa di guardare il video. Sappiate solo che il cosiddetto “G Man”, l’uomo della valigetta, non è mai stato così espressivo
Vorrei solo ringraziare Valve che rende possibile fare una cosa del genere (se non avesse offerto il suo sdk si sarebbe dovuto mettere mano al codice, invece, tra l’altro, il tool è anche facile da usare) e Paul Marino per avermi regalato “I’m Still Seeing Breen“.
P.S. Oggi
Alice Giochi ha pubblicato la mia recensione di
Super Mario Galaxy. Vi consiglio di leggerla, come al solito, soprattutto perchè stiamo parlando del gioco dell’anno. Una curiosità, ho dato
9.5 al capolavoro Nintendo e
10 a
The Orange Box quindi molti potrebbero obiettare che il secondo è gioco dell’anno perchè ha preso più del primo. In verità quel 10 vuole premiare soprattutto l’affare. Tutti i cinque titoli all’interno di
The Orange Box sono bellissimi, ma nessuno è come il nuovo
Mario! Torno a volare su
Wii… buon week end.