I due fenomeni che avete appena visto sono specializzati nella sacra arte dello spoiler: film, serie tv, reality show, persino gli Oscar: niente è salvo con questi due nei paraggi.
Se non altro, a differenza del solito amico che non riesce a trattenersi dallo svelarvi che l’assassino di Psycho è Norman Bates con la parrucchetta che parla col cadavere mummificato di sua madre (ah si: era uno spoiler), per scoprire i finali di 50 giochi del NES dovete acconsentire cliccando sul video.
La parte migliore è senz’altro quella dedicata ai vari Megaman, ma la carrellata ci mostra come la narrazione e la capacità di creare storie non necessariamente profonde, ma quantomeno interessanti, non fosse certo una priorità.
Serviva solo un casus belli, una motivazione perchè l’eroe di turno si imbarcasse in un’impresa ardua, salvo uscirne vincitore.
Non molto diverso da ciò che succede anche oggi, in cui una finta profondità dovrebbe servire a farci credere di star vivendo un’esperienza complessa e sfaccettata, mentre in realtà gli sappiamo bene come gli archetipi nei videogiochi sono più limitati che nelle altre forme di… “arte”.
Fanciulle nei pasticci, super cattivi pronti a distruggere tutto e poco altro: l’evoluzione tecnologica non è stata certo seguita di pari passo da quella contenutistica.
Da qualche anno ormai quando SEGA è pronta ad annunciare un nuovo capitolo della serie di Sonic, tra gli innumerevoli fan del porcospino blu aleggia più un’aria di preoccupazione che di gioia e spasmodica attesa. Il 3D è stato il veleno che ha lentamente e implacabilmente ucciso uno dei più grandi protagonisti dell’industria dei videogiochi, tanto da relegare Sonic al ruolo di sparring partner del suo più grande rivale in numerosi giochi. Ma questa volta la storica compagnia giapponese ha deciso di tornare al passato: è ormai già storia l’annuncio di Sonic The Hedgehog 4, titolo in digital delivery per Xbox Live, PlayStation Network e WiiWare, in cui la mascotte SEGA riprende finalmente le sue pixellose sembianze. Credo di poter parlare a nome di tutti i ragazzi di Inside The Game, dicendo che già questo sarebbe un ottimo motivo per esultare da qui a questo autunno, periodo indicativo di uscita del gioco. Erano anni che aspettavamo una cosa del genere, un ritorno ai fasti dell’era 16-bit per una serie che ha segnato l’infanzia mia e di moltissimi di voi (a proposito, bei tempi quando sotto le nostre TV, rigorosamente a tubo catodico, c’era ancora il Megadrive!).
Detto questo, quanto vi andrebbe di vedere la nuova incarnazione di Super Sonic? Tanto, no? Siete proprio sicuri? Bene, allora saltate al minuto 3:14 del video in apertura di articolo. Se vi stanno brillando gli occhi ed un filo di saliva vi pende da un lato della bocca, beh, tranquilli è normale. Il video è apparso Venerdì scorso su YouTube, caricato dall’utente SuperBlizHedgehogRev, e mostra interamente il secondo livello del gioco, Mad Gear Zone. Stranamente, e per fortuna, non c’è stato ancora nessun intervento per violazione di copyright da parte di SEGA. Trasformazione in Super Sonic a parte, la prima cosa che salta all’orecchio è sicuramente la colonna sonora, ritmata, energica e piuttosto mixata come tradizione impone. In alcuni passaggi ricorda da vicino un altro brano storico della saga, che ai tempi di Sonic 2 fischiettavamo durante Metropolis Zone e che ancora oggi merita sicuramente un ascolto.
Nonostante la natura apparentemente “minore” del titolo, data dalla scelta di non distribuirlo in edizione retail, SEGA sta facendo le cose in grande. Per quanto riguarda l’aspetto narrativo il dottor Robotnik e gli Smeraldi del Caos faranno ancora una volta il loro ritorno. Robotnik, o al limite qualche generale della sua armata meccanica, fa la sua comparsa alla fine di ogni livello, in incarnazioni apparentemente riprese dai capitoli originali della saga. A livello di gameplay, dal filmato è evidente che si può riavviare istantaneamente un livello; così, appena commettete qualche errore che già sapete vi impedirà di stabilire un record, potete ripetere immediatamente l’intera area senza dover attendere estenuanti caricamenti. Ogni livello può essere giocato con l’obiettivo di stabilire tempi e punteggi record: le migliori performance del giocatore sono riportate nelle classifiche consultabili secondo diversi filtri, ovvero quelle a livello mondiale, locale o limitate alla vostra lista amici. Un chiaro incentivo alla competizione sfrenata!
Questo primo assaggio del porcospino blu sembra avere tutto il potenziale per farsi amare seriamente dagli appassionati della saga. Forse è per la sua semplicità o magari per l’assenza di fucili al plasma. Forse per le musiche incredibili o per la bellezza del design. O forse si tratta semplicemente di quel blu intenso, un colore capace di scatenare flussi di serotonina dalla parte posteriore del cervello.
Non ci resta che aspettare le prime foglie gialle per sapere se Episode 1 sarà un capolavoro o l’ennesimo “tradimento” di Sonic. La sensazione, però, è quella di aver ritrovato un vecchio amico.
Gears of War è probabilmente la serie che, con quella di Halo, riesce più di tutte a catturare l’attenzione dei possessori di una console Microsoft, generando bizzarri fenomeni da hype e aspettative enormi ad ogni nuova informazione rivelata.
Dopo lo scintillante trailer mostrato da Epic Games qualche settimana fa, è tempo di nuove notizie e indiscrezioni, questa volta direttamente dalla gelida Russia..E noi di Inside The Game non potevamo lasciare che quell’espressione di ignoranza rabbuiasse le vostre facce! Ecco allora tutte le informazioni che la rivista russa ha deciso di rivelare. Prima di fiondarvi nella lettura, vi avviso che è presente qualche spoiler sulla trama, quindi leggete solo se non volete rovinarvi la sorpresa ad Aprile 2011 (data di uscita del gioco).
Jacinto è caduta e il Governo e i COG sono definitivamente archiviati. Marcus e Dom hanno trovato rifugio in un luogo chiamato Raven’s Nest, mentre l’umanità si sta sgretolando lentamente ( ed è, da quanto visto nel trailer, letteralmente ridotta in cenere!) ed è ora divisa in tribù che si battagliano tra loro per la sopravvivenza. Uno degli obbiettivi principali degli ex COG sarà proprio quello di difendere Raven’s Nest, che è proprio l’isola già vista nei primi artwork del gioco, dagli attacchi nemici per proteggere il poco cibo rimasto e garantire, come sempre, una fievole speranza di sopravvivenza al genere umano. Nel frattempo il Leader COG Prescott sembra essere scomparso, per poi apparire in una base aerea su Raven’s Nest. Lì Marcus gli darà una registrazione di suo padre, Adam Fenix, contenente sia le informazioni necessarie per salvare Sera che l’indizio del fatto che Adam potrebbe ancora essere vivo. A tutti quelli che , come me, hanno amato quello scimmione dal cuore d’oro di Cole, farà piacere sapere che sono previste missioni dedicate proprio all’ex giocatore di trashball, affiancato da Baird. Sul fronte dei personaggi e degli intrecci di cui saranno i protagonisti, una svolta interessante è l’introduzione di personaggi femminili, che nelle intenzioni di Epic Games non si limiteranno alla sola Anya vista nel teaser. Molto probabilmente dopo la sua evoluzione, che l’ha spinta a combattere (ed è anche piuttosto cazzuta!) al fianco di Marcus, altre donne COG scenderanno in campo per la salvezza dell’umanità.
Questa volta il sangue che colorerà i nostri launcher non sarà solo quello delle Louste: i nemici principali saranno gli Splendenti ( o Lambent), ora più potenti e capaci di attaccare gli umani anche a gruppi di tre, facendosi esplodere come dei kamikaze una volta arrivati a distanza ravvicinata e utilizzando i propri tentacoli per eludere le coperture.
E della giocabilità ne vogliamo parlare? Direi di si, data la gradita introduzione di nuove e devastanti armi, tra cui figurano un lanciagranate (con proiettili trivellanti in grado di viaggiare sotto il suolo e non lasciare scampo al nemico!), un fucile a colpo singolo e il già annunciato fucile a doppia canna. Ci saranno tre tipi di granate: a frammentazione, incendiarie e fumogene. I loro effetti potranno anche essere combinati assieme. Ad esempio, se si fa esplodere una frammentaria in un luogo già abbrustolito da una incendiaria, potremmo scatenare un vero e proprio inferno in terra. Il nuovo mech pilotabile monterà una mitragliatrice a proiettili illimitati su un braccio e un lanciagranate sull’altro. Questi bestioni vantano una corazza resistentissima, ma, come da tradizione, il retro sarà il loro punto debole. Piccola nota che mi ha fatto storcere il naso è la dichiarata volontà degli sviluppatori di ridurre la difficoltà del gioco, per permettere a tutti di portarlo a termine anche ai livelli più elevati. Una scelta, questa, guidata da quel 40% di giocatori che non sono stati in grado di portare a termine il secondo capitolo. Le mie perplessità derivano dal timore che venga snaturato in parte il divertimento della modalità cooperativa, che trovava la sua massima espressione al livello di difficoltà Folle.
Come precedentemente annunciato dagli sviluppatori, il terzo capitolo sarà la conclusione di una trilogia, ma assolutamente non l’ultimo episodio di questo fortunato franchise: la serie rimarrà vitale grazie a prequel, spin-off e addirittura una probabile transizione verso un nuovo genere.
Che ne dite? La carne al fuoco sembra tanta e tutta di una certo interesse. Aspettiamo fiduciosi l’E3 dando, di tanto in tanto, una lucidatina al nostro launcher. Dal video in apertura di articolo direi che ne avremo bisogno!
Non premete play su video qui sopra se non volete rovinarvi e spoilerarvi il nuovo finale di Portal. Si, avete letto bene, proprio “nuovo finale”, caratteristica che fa nascere subito una riflessione sulle patch. E’ stato infatti un aggiornamento, preludio a Portal 2, il mezzo con il quale Valve ha regalato tramite Steam ai giocatori PC di tutto il mondo una nuova svolta in quel piccolo capolavoro chiamato Portal. Capolavoro che tra l’altro Inside The Game ha valutato come miglior gioco del 2007 con un fantastico video omaggio che, spero, abbiate visto tutti!!!
Se non l’avete fatto potete rimediare senza essere frustati adesso, l’ho embeddato qui sotto. Mi raccomando occhio ai mirabolanti effetti speciali per cui devo ringraziare ancora Kleshamusic
Dicevo poco sopra: riflettere su una patch. Può qualcosa da sempre indirizzato alla correzione di bug ma anche all’aggiunta di contenut extra addirittura correggere una storia? Anzi, ancora più clamorosamente un finale di un videogioco?
La risposta è sicuramente si. In fondo non sta a noi “critici” decidere cosa fare con una patch, proprietà privata di uno sviluppatore. Se Valve ha addirittura deciso che il vecchio finale di Portal era un “difetto” ovviamente ha deciso di correggerlo… anche se nel caso specifico la verità mi sembra un’altra.
Per chi ha giocato e finito il primo titolo della serie, lo spazio per un “numero 2″ in termini di trama era assolutamente nullo. Soprattutto dato il primo finale dove Glados… eh, no, non arriverò fino al punto di raccontarvi come finiva Portal, già vi ho mostrato come finirà dopo aver applicato la patch, direi che sono stato già abbastanza “spoileroso”
Guardando però le immagini del primo video mi sembra assolutamente scontato che Portal, titolo inizialmente sviluppato praticamente come tesi universitaria (Narbacular Drop, questo il titolo originale dell’opera sviluppata al DigiPen Institute of Technology che poi Valve ha trasformato in Portal assumendo i suoi creatori) e diventato un vero e proprio cult, avrà un seguito.
Pronti a tornare nell’unico FPS dove non si spara neanche un colpo?
Dante’s Inferno uscirà il 10 febbraio su console. Senza troppi giri di parole, è evidente che ci troveremo davanti a un clone di God of War: non riesco però a non curarmi di lui, guardare e passare oltre. Molto semplice scoprire il perchè: sembra proprio che Visceral Games stia mettendo molte risorse tecniche e artistiche per realizzare un prodotto eccellente che, pur non avendo nulla a che spartire con l’opera del caro vecchio Alighieri, riesca a lasciare il segno… a colpi di falce ovviamente.
Tutte le volte in cui per sbaglio mi sono trovato davanti uno dei tanti developer’s diary relativi a questo titolo, ho dato un’occhiata veloce per non rischiare troppi spoiler. Trovo che sotto il profilo artistico, soprattutto riguardo alle ambientazioni e alla realizzazione dei vari gironi, il gioco sia davvero di grande impatto: mostri giganti, tanto sangue e il fascino di un’immaginario con pochi eguali.
I dubbi semmai restano (e resteranno fino all’uscita) sul gameplay, fatto di combo e quick time ormai visti e rivisti.
Quello che mi aspetto è un prodotto analogo a Ninja Blade, curato e denso di azione ma in definitiva usa e getta.
Forse ci aiuterà di più la demo giocabile, che sarà disponibile tra un mesetto sia su Xbox Live che su PlayStation Network: a quanto pare verrà mostrato l’antefatto esterno all’inferno (scusate la rima), con Dante che dovrà raggiungerne la porta e sconfiggere la Morte per iniziare la discesa vera e propria e recuperare Beatrice.
Contemporaneamente al lancio del gioco, uscirà il cartoon di cui state per vedere il trailer, un po’ come capitato per Dead Space: speriamo solo che la qualità finale di questo progetto parallelo non sia simile al moscissimo Downfall.
Sotto halloween la penuria di giochi horror di valore su console next gen si fa sentire un po’ di più, catalizzando l’attenzione degli appassionati sul genere. Inevitabile quindi l’ennesima notizia riguardante uno dei titoli più attesi degli ultimi tre anni: Alan Wake.
Stamattina, dopo aver ricevuto gentile invito da parte di Ubisoft, io e AkiRA ci siamo infilati nella metropolitana di Roma alla volta del cinema Giulio Cesare, per partecipare al Fan Day dedicato all’imminente Assassin’s Creed 2.
Tra l’altro è stata una doppia prima volta: non era mai successo che organizzassero un evento in contemporenea in due città, Roma e Milano, e mai si erano allontanati dal capoluogo lombardo.
Ben lieti di notare un buon numero di persone e di ritirare un codice bonus per un contenuto nella versione PS3, ci siamo accomodati in poltrona.
A dire il vero non sapevamo bene in cosa sarebbe consistita tutta la faccenda, che si è svolta in tre fasi, tutte molto importanti. Nella prima ci hanno mostrato il primo filmato della storia della Famiglia Auditore; nella seconda una lunga parte giocata in sala, in cui ci hanno riempito di dannosi spoiler e nella terza, ottima anche quella, io ho assalito il buffet.
Il filmato, assolutamente in linea con quello che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, è realizzato da Hybride Tecnologies, la casa di post produzione video che ha realizzato gli effetti degli adattamenti cinematografici di 300 e Sin City, recentemente acquistata da una Ubisoft in gran forma, a quanto pare pronta a sbarcare persino sul grande schermo.
A parte qualche momento in cui la sovrapposione tra attori veri e contorno digitale non è perfetta, la qualità di quanto visto è stata eccellente: in un attimo siamo stati letteralmente catapultati nella Firenze rinascimentale, per conoscere Giovanni Auditore, padre di quello che sarà il protagonista del gioco, Ezio. Gli intrecci fra famiglie rivali sembrano nascondere molti intrighi, e la presenza di personaggi storici come Lorenzo de’ Medici non fa che aumentare il coinvolgimento dello spettatore. Tra qualche giorno sarà reso pubblico questo mini episodio (di cui questo era solo una minima parte) e potrete vedere coi vostri occhi l’amore riversato nel progetto.
Ma il bello doveva ancora venire.
Conclusa la visione con un bell’applauso, abbiamo avuto modo di assistere al lungo prologo del gioco vero e proprio, scoprendo un mare di freschezza e novità: per spazzare subito ogni dubbio vi dico che se tutto ciò che è stato inserito funzionerà a dovere, Assassin’s Creed 2 sarà sensazionale.
La prima parte era ovviamente ambientata nello stesso laboratorio in cui si conclude il primo capitolo, quindi ancora con Desmond e Lucy come protagonisti. Quest’ultima getta la machera e finalmente aiuta il povero pronipote del nobile Altair a fuggire dalla struttura. Come ricorderete, c’è una guerra centenaria tra Templari e Assassini: dopo aver passato un intero gioco al servizio dei primi, in questo seguito saremo ospitati nella base segreta dei secondi, con un nuovo Animus e nuovi comprimari.
Al termine della fuga, veniamo subito buttati sul diabolico marchingegno, e qui rivivremo il primo ricordo di Ezio, la sua nascita. Come visto in Fallout 3, il primissimo tutorial di movimento sarà quindi nei panni di un bebè.
In seguito faremo la conoscenza degli altri membri della famiglia, dei suoi alleati e dei rivali, come la Famiglia de Pazzi: con Ezio adolescente scavezzacolo pronto a battersi per un insulto fra le strade della città toscana. Già da questi minuti in game è evidente il desiderio di Ubisoft di fare tesoro delle critiche al predecessore: non solo le missioni (tutte volte a impratichire il giocatore coi controlli) sembrano varie, ma sono liberamente ignorabili.
Due sole cose stridono in questa sezione di gioco: Ezio non è ancora un assassino (a noi hanno spoilerato il seguito… io sarò buono e lo terrò per noi), quindi è vestito come un nobile ed evidentemente le scene di salto, arrampicata e combattimento sono meno curate in dettagli come le compenetrazioni con le superfici (i piedi non “appoggiano” perfettamente sui muri ad es.); inoltre, nonostante tutti i dubbi sul doppiaggio siano fugati dalla qualità ottima della localizzazione, non è possibile sentire Ezio che risponde al fratello “fottiti“, o Maria, madre del nostro eroe che lo rimbrotta dicendo “dovresti trovare un hobby…oltre la topa“.
A parte questo, l’ambientazione è sensazionale ed è pronta a farci vivere sensazioni analoghe alla gita in Terrasanta: palazzi vicoli, strade e tetti pulsano di vita, e l’aggiunta di fazioni con cui è possibile allearsi o lottare, come i Ladri e le Cortigiane, permetterà di personalizzare la propria esperienza con vantaggi e svantaggi del tutto nuovi. Ad es., ottenendo i favori delle prostitute, queste potranno aiutarvi a fuggire ditraendo le guardie con le loro lusinghe.
Alcuni aspetti del tutto nuovi ci sono stati raccontati dal relatore, come la conferma dei luoghi in cui avverrà la storia (annunciata di una durata minima di 40 ore…fino a 90, ma qui qualche dubbio sorge): Venezia, Firenze, la Città del Vaticano e San Gimignano, con la possibilità peraltro di contribuire all’economia di quest’ultima in un modo definito simile ai gestionali.
A proposito di economia, accolgo con favore l’introduzione dei soldi, con cui comprare oggetti e migliorie, oltre che costumi e cure dai caratteristici dottori sparsi in città.
Su questo aspetto Ubisoft centra già nel segno, perchè a una rapida occhiata della mappa, questa sembra piena di opportunità, anche perchè finalmente si potrà entrare in alcune abitazioni.
Ultima nota sui difetti emersi in questa presentazione, che comunque vedeva un hardware debug (la PS3) particolarmente sotto stress: ciò non toglie che sia stato evidente un brutto bug che non permetteva di raccogliere un oggetto. Anche il breve tratto a nuoto visto è stato abbastanza deludente, perchè il mantello sulla spalla di Ezio sembra seguire una fisica irreale e approssimativa.
Tutti dettagli in ogni caso rispetto allo sfarzo visivo e contenutistico, perchè tutto sembra limato perfettamente per rasentare la perfezione.
Come nota a magine segnalo che Ubisoft avrà uno stand a Lucca Comics in cui sarà possibile vincere premi (cosa in cui noi abbiamo fallito) e provare il gioco con le proprie mani, anche se voi non avrete il buffet!
Chiunque conosca anche solo per sentito dire la serie di Grand Theft Auto sa benissimo che il sesso si è affacciato spesso nei fantastici giochi che compongono l’epopea Rockstar.
Nessuno si stupirà del fatto che anche nell’imminente pacchetto The Ballad of Gay Tony ci sarà da divertirsi non poco col solito devastante mix tra erotismo, abuso di droghe e tanta, tanta violenza, verbale e non!
La notizia arriva da una fonte un po’ trasversale rispetto ai soliti canali, cioè da BBFC (British Board of Film Classification) che, come il nome lascia intendere, si occupa di imporre di classificare film, video e videogiochi, un po’ quello che succede col “nostro” PEGI.
Ora, se volete, potete cliccare qui per leggere il documento originale (in inglese e con qualche spoiler minore), oppure andare alla riga sotto e leggere il mio riassunto.
Un pompino e due trombate in posizioni diverse, ma i protagonisti sono sempre completamente vestiti.
Chissà che trambusto quando questo abominio arriverà tra noi (vi ricordo che sarà vietato ai minori di 18 anni)!
Nel suddetto documento sono identificate le varie situazioni che si verificano nel gioco (segnala che la parolaccia più usata è fuck e che più volte compare la cocaina) con grande dovizia di dettagli, questo perchè gli inglesi ancora non si fidano del PEGI: quando questo attribuisce un rating di 16+ o 18+ ecco che il secondo interviene a dare un’occhiata al prodotto.
Ora, per chiudere, un altro bel video del gioco:
Ventiquattro supereroi, più o meno conosciuti, separati e costretti a scontrarsi a causa di un atto emanato dal Governo degli Stati Uniti che li costringere a scegliere se “legalizzarsi”, dichiarando la propria identità segreta, oppure optare per la clandestinità, portando avanti la loro crociata alla vecchia maniera ma trovandosi contro quelli che una volta erano fedeli alleati.
Questo è il nucleo narrativo di una delle migliori miniserie Marvel degli ultimi anni, Civil War, che fa da sfondo a Marvel Ultimate Alliance 2, nuovo lavoro di Vicarious Visions.
Civil War ha avuto il potere di spiazzare molti, soprattutto chi fosse tornato nel Marvel Universe dopo una lunga pausa. Eroi che si fronteggiano senza quartiere nè rispetto per la popolazione civile, supercriminali come Venom e Goblin riabilitati, ripuliti e incaricati di dare una caccia senza quartiere ai più grandi eroi che il mondo abbia avuto, come l’Uomo Ragno o Capitan America.
Va da sè che abbia avuto un grande successo e un notevole spazio su molti media (soprattutto per le sue “drammatiche” conseguenze), al punto da essere usata in Marvel Ultimate Alliance 2 come primo motore di tutta la vicenda.
Se quindi nel lungo prologo ambientato in Latveria, patria del Dottor Destino, abbiamo ancora un team composto dagli eroi più amati, ben presto le divergenze emergeranno portando a due sottotrame distinte, che rendono necessario affrontare il titolo dalla diverse angolazioni, rappresentate da Capitan America, fermo oppositore dell’Atto di Registrazione, e Iron Man che al contrario ritiene che dichiarare allo stato la propria identità significherebbe soltanto seguire la legge.
Il giocatore in un preciso momento della trama sarà quindi chiamato a parteggiare per l’una o l’altra parte, assemblando un team di quattro eroi e avendo cura di avere una forza sufficientemente equilibrata per affrontare ogni tipo di minaccia.
Tra attacchi ad area, colpi forti o leggeri, getti di energia a distanza, buff o debuff, più o meno tutto lo spettro delle abilità del bagaglio di un supereroe è ampiamente rappresentato con dovizia di luci e colori.
A ogni colpo andato a segno corrisponde un aumento dell’apposito indicatore per le devastanti mosse Focus, capaci da sole di riequilibrare qualsiasi scontro.
Queste sono di tre tipi e dipendono dalla combinazione di personaggi con cui sono effettuate: le Target danneggiano pesantemente un unico bersaglio e sono ideali per i boss, le Clearing spazzano una vasta area ripulendola letteralmente dalle masse di avversari meno potenti e le Guided vanno controllate direttamente per colpire il maggior numero possibile di nemici.
Questa categoria di super abilità è l’unica vera innovazione positiva rispetto al primo capitolo, perchè a fare notizia sono maggiormente le mancanze rispetto alle introduzioni.
Se in MUA oltre a meccaniche tipicamente ispirate ai picchiaduro a scorrimento erano affiancati elementi che richiamavano i giochi di ruolo, come una serie di oggetti capaci di potenziare i vari eroi, in questo seguito abbiamo solo 3 items da raccogliere per gli stage e utilizzare come bonus permanenti, scegliendo di volta in volta quelli più utili. Inoltre, pur essendo presente una scheda personale in cui aumentare i classici puntini relativi alle varie caratteristiche (corpo a corpo, attacchi a distanza etc…), le modifiche sono quasi impercettibili e così limitate che a ogni passaggio di livello è preferibile assegnarli in automatico piuttosto che perdere del tempo.
Sotto il punto di vista tecnico invece non è stato effettuato alcun miglioramento: tutti i personaggi sono basati sullo stesso modello e le animazioni sono molto limitate e poco diversificate, col risultato di avere uomini, donne e mostri che avanzano uno in fila all’altro con minime variazioni nei movimenti, tra l’altro legnosi.
Le musiche fanno da adeguato sfondo all’azione scriteriata che si sussegue su schermo, ma nessuna di queste è capace di imprimersi nella mente e lasciare il segno.
Riguardo alla longevità invece, è vero che il titolo andrebbe completato con le due fazioni per poterne conoscere ogni aspetto, ma lo è altrettanto che in concreto non cambia nulla se non i vari miniboss e il boss finale di ogni stage. Questo causa non poca frustrazione, perchè ci si trova davanti allo stesso percorso con minime variazioni e difficilmente si proverà piacere nel ricominciare da zero a schieramenti invertiti.
Certo, è possibile completare tutto il gioco online o offline con un massimo di tre amici, ma purtroppo il caos a schermo diviene totale e molto spesso vi troverete a lanciare una Focus sbagliata, persi tra bagliori, esplosioni e avversari che volano da tutte le parti.
In un titolo in cui l’area di gioco è pesantemente limitata poi, puntare molto sull’esplorazione e la ricerca dei vari potenziamenti può divenire controproducente: basta un minimo di attenzione per recuperare gran parte dei power up, trasformando abbastanza in fretta anche il più scarso dei personaggi in una forza con cui è impossibile evitare di fare i conti.
Da appassionato fan della Casa delle Idee mi trovo poi combattuto su due punti, entrambi a mio parere essenziali: l’idea di inserire un quiz sul Marvel Universe è lodevole, soprattutto perchè le domande (175) non sono banalissime. E’ inammissibile però che un prodotto dedicato ai più giovani non abbia ricevuto una traduzione italiana, rendendo quindi impossibile la comprensione dei quesiti per chi non mastichi l’inglese o ignori i nomi originali degli eroi.
L’altro aspetto, me ne rendo conto da solo, tocca soltanto chi conosca la “vera” storia della Guerra Civile, ma diamine, perchè sfruttare due saghe importanti (c’è più di una spruzzata della Guerra Segreta ordita da Nick Fury) come base narrativa, se poi la si disattende in modo plateale? Senza fare spoiler eccessivi, perchè c’è Hulk (assente dal teatro di guerra perchè esiliato su un altro pianeta)? Perchè tutto finisce a “tarallucci e vino” con una stretta di mano?
Insomma, per quanto in me sia presente ben più di una punta di delusione, mi rendo conto che per un target diverso, fatto di ragazzi che magari vogliono solo sfogarsi a suon di mosse eccezionali (molte Focus sono davvero fantastiche) e che sono assolutamente legittimati a ignorare i vetusti fumetti, questo sia un titolo più che sufficiente a regalare non meno di dieci ore di divertimento scriteriato, picchiando sui tasti come forsennati.
E’ solo che sono anni, troppi anni (da Captain America and The Avengers, 1991) che aspetto un bel gioco sul Marvel Universe, e questa è l’ennesima occasione buttata alle ortiche.