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[Just Cause 2 Launch trailer] Square Enix tenta di stupire l’occidente


Square Enix è una delle più grandi software house orientale che si conosca. Propietaria di uno dei brand più importanti dell’intera industria (Final Fantasy di cui, a breve, potrete leggere la recensione del tredicesimo capitolo ad opera del nostro Kunda), questa software house ha un dominio quasi incontrastato sulle vendite giapponesi e grazie ai suoi giochi per il mercato interno è diventata, da tempo, leader del settore.

In occidente invece, come va? Dopo la nostra “inchiesta” (ridete, ridete pure!!! Ma un giorno la faremo davvero un’inchiesta e… cercheremo di arrestarvi per i vostri commenti negativi ;) ), Nler l’oriente che cerca di piacere a noi, è chiaro che le software house giapponesi stanno cercando di fare l’impossibile per espandere i domini del proprio mercato. Il contrario, invece, non succede mai perchè, giustamente, le dimensioni contano.

E allora, dopo questo preambolo un po’ senza senso e un po’ effettivamente in target con l’argomento odierno, Square Enix sta per rilasciare un attesissimo titolo che mi sembra dedicato proprio a quest’ultimo mercato e non a quello dagli occhi a mandorla.

Sto parlando di Just Cause 2 che uscirà il 26 di Marzo e che si presenta, dopo filmati di tutti i tipi, con questo launch trailer.

Una cosa va detta: confrontando il trailer prima del lancio di God of War 3 e questo… almeno dal punto di vista di come si aumenta l’hype, possiamo dire che gli americani stanno un passo avanti.

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[Recensione] Song Summoner: the Unsung Heroes Encore


“Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall’armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell’animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l’Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile.” La citazione, da “Il mercante di Venezia” ben si adatta al background di Song Summoner: The Unsung Heroes Encore, RPG tattico di Square Enix per Iphone e Ipod Touch.

Protagonista del gioco è infatti la musica, come simbolo di un’umanità contrapposta a una schiera di esseri meccanici intenzionati a costituire il “network“, una mente alveare dove sentimenti ed emozioni sono solo un peso e la concordia è l’unico asettico modo di vivere. Al centro della vicenda si trova Ziggy, che dopo essersi visto portare via il fratello Zero da parte delle macchine diventa, per una serie di circostanze abbastanza casuali, un “conductor“, cioè uno dei pochi esseri umani in grado di richiamare dalla musica potenti soldati: i “tune troopers“.

Il gioco è in realtà un RPG strategico abbastanza classico: si avranno a disposizione cinque categorie di personaggi: Soldati, Monaci, Maghi, Cavalieri e Arcieri, ognuna con le proprie caratteristiche e specialità, come la possibilità di contrattaccare per quanto riguarda i Monaci o la classica lancia in grado di coprire due caselle con un attacco nel caso dei Cavalieri.

Gli scontri si svolgono su mappe in tutto e per tutto simili a quelle del classico Final Fantasy Tactics, da cui il gioco riprende anche i comandi, seppur in maniera semplificata: in ogni turno sarà possibile muoversi attaccare o utilizzare abilità speciali e oggetti, come nella miglior tradizione del genere.

Proprio con la musica Square Enix rende originale l’esperienza: le canzoni contenute nell’ Iphone/Ipod costituiranno infatti l’ossatura dell’esercito; bisognerà scegliere un brano da quelli che si hanno e da esso nascerà un “tune trooper“  secondo modalità del tutto simili a quelle del vecchio Monster Rancher.

Nel gioco esistono all’incirca 50 “tune troopers” (ma altri sono in arrivo con gli aggiornamenti), ognuno di essi avrà alla nascita un livello tra bronzo, argento, oro e platino e un rango da A a D a seconda dei valori in relazione al livello. Il ruolo della musica però non finisce qui: ogni soldato mantiene un legame importante con la canzone da cui è nato, e tanto più si ascolta la canzone stessa tanto più il personaggio guadagna pearl points, necessari ad aumentarne il livello da bronzo ad argento e così via.

Centrale nell’economia del gioco è anche la gestione dei troopers stessi, dal momento che le volte in cui possono essere schierati sono limitate e possono essere aumentate solo con l’utilizzo di oggetti appositi. Accanto ai troopers ci sarà la possibilità di utilizzare le superstar che di volta in volta si incontreranno nel viaggio, tune troopers speciali senza limiti di utilizzo, ma dai poteri di solito inferiori agli altri.

Nonostante le meccaniche, come detto, non siano originalissime Song Summoner riesce a essere sempre piacevole da giocare grazie alla buona varietà di poteri utilizzabili dai personaggi e a un livello di difficoltà che mantiene sempre alto il livello di sfida, con avversari impegnativi e scontri con i boss che metteranno alla prova anche gli strateghi più esperti.

Discreta la realizzazione, con grafica e sonoro che non fanno gridare al miracolo, ma sono funzionali al gioco; l’aspetto ricorda i “bei strategici di una volta”, a metà tra Super Nes e primo periodo Playstation, e le musiche sebbene non siano brutte sicuramente non entreranno negli annali delle colonne sonore.

Una nota di merito per l’ambientazione, con luoghi e personaggi i cui nomi sono continue e dovute citazioni alla cultura musicale pop e rock a 360 gradi, a partire dal protagonista Ziggy per continuare con troopers quali “Punk and Disorderly” e luoghi come “Joshua Tree” ed “Electric Ladyland“. Notevole anche il character design di Roberto Ferrari, talento da poco scoperto da Square Enix che si è avvalsa della sua collaborazione anche per il gioco di carte  Lord of Vermillion; il design dei troopers e delle superstar è gradevole e sopra le righe come richiesto dai personaggi, e originale è anche il mecha design delle numerose truppe robotizzate che costituiscono l’esercito avversario. Molto buono è anche il sistema di controllo, che rende facile imparare i comandi e fa sì che il margine di errore nell’impartirli, seppur presente sia minimo.

L’ immancabile tasto dolente è costituito dal prezzo: 7,99 euro, che porta Song Summoner nella fascia più alta per quanto riguarda le applicazioni Iphone; il colpo al portafogli è mitigato in realtà dalla durata del gioco, intorno alle 30 ore e dalla qualità del tutto.

Un titolo sicuramente da provare almeno in demo, Song Summoner fa i compiti e li fa bene, riuscendo interessante e piacevole per appassionati e non pur se con evidenti limiti, primo dei quali l’incapacità di dire qualcosa di nuovo sul genere, di cui segue gli standard pedissequamente, con l’unica variante della componente musicale che introduce.

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La collector’s edition di Final Fantasy XIII anche nei territori PAL


Una bella notizia per i più infervorati sostenitori della saga di Final Fantasy.
Square Enix ha infatti annunciato che la monumentale collector’s edition del suo nuovo episodio arriverà anche nei territori PAL il 9 Marzo, anche se il prezzo rimane avvolto nel mistero.

Prezzo che dubitiamo sarà di fascia bassa, considerando la mole di materiale incluso:

- Una copia di Final Fantasy XIII;
- Un cd compilation delle migliori musiche del gioco selezionate dal compositore originale, Masashi Hamauzu;
- “Il Mondo di Final fantasy XIII“,ormai irrinunciabile art book,  composto da disegni originali di ambienti e personaggi, con particolare attenzione alla creazione delle splendide scene in computer grafica;
- 3 stampe artistiche esclusive che raffigurano gil Eidolons, i potenti alleati che il personaggio principale potrà evocare nel corso dell’avventura;
- una decalcomania del Marchio degli I’Cie’, simbolo su cui si baserà buona parte della storia principale (si, un “trasferello”!)
- Tutto ciò racchiuso in un box “brandizzato”.

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Massacro in Diretta-Web [Kane & Lynch 2: Dog Days - Anteprima]


I paradossi commerciali della nostra epoca non finiscono mai: tra un’iperbole e l’altra, ci ritrova così a parlare anche del sequel di un titolo che poco o nulla avrebbe fatto per meritarselo … E per giunta, con toni entusiastici, neanche fossimo tutti qui ad aspettare da tempo una notizia del genere.

Tutto merito del carisma di quelle due sagome di Kane  & Lynch che, salvando a colpi di piombo, battutacce e paranoie un progetto tecnicamente destinato al baratro, hanno finito col guadagnarsi il lusso di una preziosa chance di riscatto. Attesi comunque al varco da un pubblico che venderà senz’altro a caro prezzo la propria indulgenza, i due dovranno stavolta fare davvero dello straordinario per lasciare il segno, il che giustifica l’ardito sforzo concettuale profuso da Io Interactive nel mettere su il qui presente Dog Days.
Consci del fatto che, in caso di fallimento, questo secondo capitolo della serie potrebbe facilmente trasformarsi nel suo epitaffio, gli sviluppatori hanno di fatti gettato le fondamenta per un progetto di ben altro spessore, il cui scopo ultimo sarà quello di immortalare l’azione su schermo come mai nessun Action Shooter abbia fatto in precedenza.
La parola chiave, in tal senso, si chiama realismo: un termine che, nel particolare vocabolario della software house danese fa rima con You Tube, il cui dictat conferirà alla nuova avventura dei nostri il tipico look di quei disturbanti video virali che sono soliti rifilarci programmi come Real Tv … Scene di vita vissuta via handycam, per intenderci, in cui violenza metropolitana, sangue e turpiloquio si mescolano alla quotidianità, dando vita ad un micidiale cocktail di inquadrature sfocate, riprese mosse e morte improvvisa.

Trasposta su schermo in modo piuttosto efficace grazie alla costante interazione di effetti ad hoc quali disinvolti grandangoli e varie alterazioni ottiche di sorta, quest’ambiziosa visione dovrebbe completarsi sulle trame di un plot narrativo ancor più adulto e grezzo di quello apprezzato nell’ambito del vecchio Dead Men: un thriller nero pece ambientato lungo le strade di Shangai, in cui sarà l’instabile Lynch e non più il rassicurante Kane, a vestire i panni del “padrone di casa”. kane-lynch-2-dog-days-20091215084210892_640w

Come prevedibile, l’inedita impronta registica adottata dovrebbe maturare parallele conseguenze anche in termini di gameplay. Sebbene il concept di gioco resterà tutto sommato fedele ai canoni basilari degli  Sparatutto in Terza Persona, sarà pertanto lecito attendersi un ritmo di gioco molto più isterico e concitato, che finirà probabilmente col favorire un approccio molto più dinamico, che strategico.
Nell’incrociare tutto l’incrociabile, non resta che mettersi comodi e attendere dunque la release definitiva del gioco, attesa più o meno a breve … Sperando sempre che, nel frattempo, i suoi creatori abbiano imparato a domare il caratteraccio di quel Glacier Engine che tanto ci fece penare in passato!

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Immagini e aggiornamenti per Front Mission Evolved


Square-Enix ha appena rilasciato una vagonata di nuove immagini di Front Mission Evolved, decimo gioco della storica saga di robottoni (qui il link alla galleria).

Il gioco uscirà in Europa in primavera, ma ha già attirato un vespaio di polemiche sulla sotware house giapponese, colpevole secondo i fan di aver abbandonato il tradizionale genere strategico a turni per diventare un vero e proprio sparatutto in terza persona.

In realtà la serie non è nuovissima a questo genere di stravolgimento, dal momento che già nel lontano 1996 si era tentata la carta del gioco d’azione con Front Mission Gun Hazard, sparatutto a scorrimento slegato dalla storyline principale. Nell’ennesimo tentativo di accattivarsi le simpatie del pubblico occidentale lo sviluppo del gioco è stato affidato a Double Helix Games, team californiano nato nel 2007 già responsabile di Silent Hill: Homecoming (ehrm) e G.I. Joe Rise of the Cobra (ehrrrrm); il tutto sotto la supervisione di Shinji Hashimoto, producer per Square sin dal 1995.

Verrà a mancare anche la presenza di Yoshitaka Amano, storico character designer della serie, sostituito dall’ illustratore thailandese Skan Srisuwan, in arte Fiduciose.

Dalle informazioni trapelate il gioco, oltre agli storici robottoni chiamati “wanzers” (contrazione di “wanderung panzer“, carriarmati ambulanti) manterrà anche le armi e gli oggetti trasportabili tanto cari agli estimatori della serie, con la possibilità di customizzare il proprio mezzo per renderlo in grado di riparare gli altri membri del proprio team o di confondere gli strumenti del team avversario. Confermata inoltre la modalità multiplayer, che si appoggerà sulle mappe dello story mode.

La trama si inserisce pienamente nel canone della serie, e si muoverà sulle stesse complesse coordinate geopolitiche degli episodi precedenti. Ambientato nel 2171, 50 anni dopo gli avvenimenti di Front Mission 5, Evolved seguirà le vicende di Dylan Ramsey, ingegnere, che si troverà suo malgrado coinvolto in una guerra tra le due superpotenze del mondo di Front Mission: l’OCU (costituita da Giappone, Australia e sud est asiatico) e USN (che comprende Nord e Sud America); il tutto sullo sfondo di una corsa alla conquista dello spazio tramite ascensori orbitali.

Personalmente mi trovo più curioso che scettico riguardo tutta l’operazione; nonostante mi consideri un fan storico della serie, veramente una delle migliori per quanto riguarda gli strategici a turni, devo ammettere che l’idea di una trasposizione fedele delle meccaniche in un contesto action in terza persona non mi dispiace affatto. Personalmente trovo interessante anche la possibilità di avere finalmente un gioco di robottoni con un multiplayer all’altezza, sentiero non praticato su una console next gen dai tempi dell’ ormai lontano Chrome Hounds; insomma ferme restando alcune perplessità e fermo restando il desiderio di vedere un nuovo episodio della saga classica il più presto possibile, quello che ho visto finora non mi dispiace troppo, anzi, potrebbe anche piacermi; voi che ne dite?

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Ho bisogno di mana! [Final Fantasy I e II su iPhone]


Mi fremono le dita!!! Devo averli!! Ormai sono stanco di giocare a Paperboy sul mio iPod Touch mentre vado a lavoro. Se siete fan dei vecchi RPG come il sottoscritto, allora questa notizia vi farà senz’altro piacere, la Square Enix ha infatti annunciato sulla sua pagina Facebook e su Twitter che porterà Final Fantasy I e II su iPhone e iPod Touch!

Dalle immagini che abbiamo sembra i due giochi avranno la stessa grafica delle versioni uscite per PSP e possiamo già vedere in parte come il multi touch verrà utilizzato, al posto dei comandi come Attacca e Difendi troveremo delle iconette da (come si dice in gergo) toccare.

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Purtroppo non sappiamo ancora il prezzo e neanche la data di uscita, ma appena avremo delle notizie concrete state sicuri che ve lo faremo sapere!!! Adesso voglio Chrono Trigger e Secret of Mana!

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Spot TV giapponese per Final Fantasy 13 [trailer]


Il gioco più atteso dell’anno per tutti tranne che per me? Forse o, probabilmente, sicuro. Final Fantasy è una saga che non mi è mai piaciuta, sarà perchè i JRPG ormai non sono pane per i miei denti e perchè in epoca PS1 e PS2 mi ero allontanato dalle console (c’era solo Starcraft e il netgaming, per me, tra il 99 e il 2005). Comunque sia in me questo trailer e questo gioco non provocano il benchè minimo hype.

In voi, invece, credo di si. Final Fantasy XIII di Square Enix è uno dei giochi più attesi dell’anno e continuando a leggere vedrete il trailer televisivo giapponese di 30 secondi, assolutamente da applausi.

Il titolo uscirà in Giappone la prossima settimana (il 22 Dicembre) solamente in versione PS3 (una piccola anteprima che Sony è riuscita a “strappare” grazie al sodalizio di vecchia data tra la sua console e la serie). Il rilascio europeo e americano, cioè la data di uscita, 9 Marzo 2010.

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A volte ritornano: Vagrant Story per PSP e Playstation 3


Nel videogioco, come in tutti i media, esistono titoli che fanno la storia, e Vagrant Story fa sicuramente parte di questa categoria.  Ora finalmente, dopo nove anni dalla sua pubblicazione su Playstation, il gioco fa il suo ritorno, questa volta su PSN. Read the full story

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Quando i mostri si fanno piccoli [recensione Dragon Quest Wars per Nintendo DSi]


dragon quest wars cover nintendo dsSquare Enix ultimamente si è avviata a una politica di sfruttamento selvaggio dei propri brand più famosi che ha portato episodi e spin off di Final Fantasy e Dragon Quest un pò dappertutto.

Tra le ultime iterazioni troviamo Dragon Quest Wars: un interessante esperimento tra strategico e board game dal pedigree eccellente. Il gioco, scaricabile solo per Nintendo DSi, nasce dagli sforzi congiunti di Square Enix e Intelligent Systems, second party di Nintendo responsabile di perle quali Fire Emblem e Advance Wars, che riescono nell’impresa di creare qualcosa di nuovo e venderlo a un prezzo decisamente contenuto.

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Disney e Marvel, prime dichiarazioni videoludiche serie


8220header_banner3871809.jpgDopo l’acquisizione di Marvel da parte di Disney, e dopo le deliranti affermazioni di AKirA ieri ;) , iniziano a giungere le prime notizie ufficiali riguardo l’evoluzione dei videogiochi legati ai personaggi della Casa delle Idee. Disney attualmente ha la propria divisione software, la quale si occupa dello sviluppo dei giochi basati sui propri film, personaggi e proprietà intellettuali varie.

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358 / 2 days? Diamo i numeri a Kingdom Hearts? [recensione]


Kingdom Hearts 358 / 2 DaysNel videogioco, come in tanti altri media, esistono casi di opere che “sfuggono di mano” ai propri creatori, raggiungendo vette insperate di successo, per la gioia di fan e produttori.E’ questo il caso di Kingdom Hearts: nato come semplice esperimento la collaborazione tra Square-Enix e Disney ha colpito dritto al cuore milioni di giocatori, entrando nell’olimpo dei titoli “tripla A” e assicurandosi una corposa discendenza. Read the full story

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Da Redmond a Tokyo: Microsoft al TGS


Una bella fiera apre i battenti, tante notizie molto attese e una certezza ci travolgono: Microsoft le sta mettendo in pratica davvero tutte per sfondare sul mercato nipponico.

Ci prova dal 2005 e le sue strategie sono state al momento tutte vanificate per una serie infinita di motivi, principalmente culturali e di marketing. Innanzitutto ha due colossi “di bandiera” contro cui confrontarsi, ma non bisogna tralasciare il fatto che dove il parco titoli pieno di fps dà (USA ed Europa), il parco titoli toglie (Giappone, dove il genere non ha molti seguaci).

E’ in quest’ottica che vanno inquadrate molte delle manovre recenti, che sono passate dal rilascio di GdR di impostazione tipicamente nipponica (Lost Odyssey e Blue Dragon), alla guerra senza esclusione di colpi per sottrarre preziose esclusive a Sony (Devil May Cry e Final Fantasy). Nel frattempo, tra i due litiganti il terzo (Nintendo) gode, e pure parecchio.

In ogni caso a questo Tokyo Game Show l’offensiva riparte alla grande e, nell’attesa delle repliche dal fronte PS3, ci godiamo quello che più ci interessa, cioè i giochi presentati. Tralasciando quelli di cui abbiamo parlato in precedenza, come Resident Evil 5 di cui abbiamo un nuovo filmato, vediamo come le manovre di cui sopra non sono ancora state abbandonate e si combinano tutte in una strategia inattaccabile.

I giocatori giapponesi vogliono GdR? Microsoft ci darà in pasto le centinaia di ore di gioco di Star Ocean: The Last Hope e di Last Remnant (entrambi da Square Enix) , col secondo in uscita a fine Novembre, mentre per il primo dovremo aspettare i primi di Marzo.

Non alzatevi, perchè abbiamo appena cominciato: il secondo aspetto suddetto riguardava le esclusive strappate… Stavolta a venire sepolta da verdi banconote sarà Namco Bandai, che rilascerà in contemporanea su PS3 e XBox360 Tekken 6! Un picchiaduro che ha fatto scuola in virtù di modelli 3d paurosamente realistici e a un gameplay complesso,  in grado di attirare un numero enorme di fans in tutto il mondo: altro passo per avvicinare gli scettici che ritengono l’Xbox una macchina monotematica (ma anche un’ammissione di colpa in un certo senso…).

E poi c’è Bungie: vi ricordate? Aspettavamo all’E3 un nuovo annuncio, i poveri programmatori erano stati estromessi all’ultimo momento dalla conferenza americana e si erano risentiti non poco…Non senza ragioni, perchè avevano pronto l’annuncio e il trailer di Halo 3 Recon!

Il nome fa presagire un’impostazione diversa per questa nuova campagna, probabilmente incentrata su dinamiche di squadra: a me per il momento basta il filmato di debutto, il nome e la garanzia di qualità che esso porta con sè, tanto per il resto c’è tempo, dato che l’uscita è fissata per il tardo 2009. Su Halo Wars, Rts ambientato nell’universo di Master Chief, non proferisco verbo: il nostro Akira sarà l’uomo giusto per dirci se, e come, un gioco di strategia in tempo reale possa essere valido su console come su pc.

Se poi, come me, cominciavate ad essere un po’ preoccupati dalla data d’uscita della nuova XBox Experience (la nuova dashboard), potete finalmente iniziare a contare i giorni che ci separano dal rilascio: sono 41, perchè sarà scaricabile dal 19 Novembre e porterà molte novità, come gli avatar (anche questa mossa strizza l’occhio ad Oriente…) o la possibilità di installare i giochi (per cui sarà sempre necessario il dvd) e accorciare sensibilmente i caricamenti, proprio come succede ad oggi su PS3.

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