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Provata la Beta di Starcraft 2 Wings of Liberty [Recensione esclusiva]


Un gioco mitico, incredibile, stagliato nella storia di questo giovane media come l’unico ad aver varcato i confini di “quel mondo” ed essere straripato in Corea del Sud nello Sport, diventando addirittura famoso quanto il calcio.

Starcraft è questo ma è anche molto di più: lo strategico in tempo reale perfetto (per il multiplayer, si intende), il primo gioco ad aver usufruito del servizio Battle.net ma soprattutto il mio primo, grande, amore per quanto riguarda il netgaming. Il gioco con il quale sono diventato ciò che sono, potrei dire: le linee di codice che mi hanno forgiato e convinto a credere in un mondo inesistente ma terribilmente affascinante, quello dei tornei di videogiochi (online o LAN Party).

Non solo: è stato grazie a Starcraft che nel 2001 sono diventato un campione italiano di videogiochi (primo classificato alle eliminatorie italiane per i primi World Cyber Games - WCG) ed è grazie al viaggio a Seoul da me vinto per partecipare alle Olimpiadi dei Videogiochi che ho deciso di intraprendere la strada che mi ha portato a diventare un giornalista specializzato, un telecronista di videogiochi e infine un blogger.

Senza Starcraft, quindi, non stareste leggendo Inside The Game e, probabilmente, non avreste mai letto un articolo a firma Simone “AKirA” Trimarchi: la mia biografia sarebbe vuota, Fucktotum probabilmente sarebbe diventato uno scippatore e inskin una rockstar (due destini a confronto!).

Ecco perchè non posso che essere emozionato nel descrivervi quali sono le mie prime sensazioni davanti alla Beta di Starcraft 2 di cui mi sono bastate 24 ore per scrivere una intera recensione.

Lo so, molti penseranno che sono poche ma… vi assicuro che per me sono state sufficienti. Non voglio assolutamente “darmi delle arie” o pensare di capire più di un qualunque lettore. Il discorso è che una recensione deve valutare un gioco in maniera oggettiva e, essendo Starcraft 2 praticamente identico a Starcraft, c’è poco da valutare :) E Starcraft lo conosco bene ;)

[Tra l'altro c'è il topic ufficiale sul nostro forum, lì posterò qualche opinione "fresca" mano a mano che le ore di gioco aumentano]

Bene, l’ho detto. Nella frase di cui sopra è contenuto tutto ciò che dovete sapere sulla beta di Starcraft 2. Manca solo un’importantissima premessa: Starcraft 2 Wings of Liberty Closed Beta permette solamente di giocare e di provare il multiplayer, quindi in quest’articolo non è contenuto alcun dettaglio sulla modalità single player, sui filmati, sulla trama di cui, sicuramente, avremo modo di parlare a gioco sugli scaffali.

Torniamo quindi al focus di tutta la recensione: Starcraft 2 è Starcraft, esattamente come era 12 lunghissimi anni fa, con la grafica migliorata.

Questo cosa significa? Prevalentemetne due cose. Chi ha amato il vecchio titolo sono convinto che amerà anche questo capitolo 2. Lo amerà alla follia. Io mi sono innamorato di nuovo. Rivivo le stesse emozioni, provo la stessa voglia di vincere che avevo 12 anni fa. Vorrei rimanere a giocare con gli amici fino alle 6 di mattino come quando mi allenavo per un torneo importante. Insomma Starcraft 2 non mi basta mai, non mi stanca mai, non mi annoierebbe per anni!

Un giudizio così entusiastico va comunque un minimo puntualizzato: i due giochi, nel profondo, hanno comunque grosse differenze. Starcraft 2, come da copione, è più semplice. Ricordo a tutti che siamo in fase beta e che Blizzard ha un mucchio di tempo per prendere un giudizio come questo, farlo suo e apportare le giuste modifiche. Non credo però che la sostanza cambi di molto, Starcraft 2 è più facile da padroneggiare e permette molti più errori di Starcraft originale.

Questo soprattutto perchè la micromanagement è diventata meno importante che la macromanagement. I due termini significano semplicemente l’approccio con cui viene gestita una partita in multi e due vari momenti di una sfida ad un RTS. Quando si sta attenti alla micro si prova a rendere più efficaci possibili le truppe con cui si sta affrontando uno scontro sul campo di battaglia (in molti modi: si spostano quelle ferite nelle retrovie, si utilizzano i trasporti raccogliendo le truppe morenti, si utilizzano al momento giusto le abilità ecc). Questo non permette, di solito, di concentrarsi sulla macro che invece è tutto l’opposto: la gestione dell’economia, delle “espansioni” (basi secondarie), delle truppe da creare e della loro quantità ecc ecc

Starcraft 2 fondamentalmente premia moltissimo l’impostazione della partita e non si possono fare particolari miracoli con la micro. Se il proprio mix di truppe è sbagliato, si perde… anche se le si usa al loro massimo.

Questo, unito a tanti dettagli molto più “tecnici” e pratici come l’aumento del numero di unità di un gruppo, la gestione degli stessi, la presenza di due giacimenti di gas per base, la possibilità di scavare minerali più velocemente, rendono SC2 più facile, mi spiace ripeterlo, di Starcraft ma, fondamentalmente stiamo parlando dello stesso identico gioco.

I pochi lettori che sono arrivati fino a questo momento si staranno chiedendo: “ma questo tizio delira? 10 paragrafi e non ci ha ancora parlato del gioco?”. E questo è l’altro lato della medaglia: se non conoscete Starcraft probabilmente è inutile che vi avviciniate a Starcraft 2 se non per la modalità single player, parte integrante dell’esperienza, per carità, ma qui si parla di un titolo totalmente importanto al multiplayer.

Questo quindi è il rischio che Blizzard ha corso: creare un gioco dedicato ai suoi fan, quelli più oltranzisti. Quelli che hanno voluto seguirla in ogni suo volo pindarico, in ogni sua evoluzione. E gli altri? Rimarranno incantati da Starcraft 2? Per ora, senza single player e senza tutte le caratteristiche del nuovo Battle.net (nella Beta ce ne sono molte, comunque, ed è diventato tipo Xbox Live, con gruppi, chat di gruppo ecc), credo proprio di no.

Magari sarà una pubblicità massiccia a fare la differenza oppure l’affezione dei vecchi fan come me porterà comunque nuova linfa per i server di gioco. Nonostante questo Starcraft 2 sembra un gioco “vecchio” a cui non è stata apportata nessuna evoluzione strutturale.

Sembra una nuova espansione del primo Starcraft con un po’ di meccaniche riviste e qualche piccolossima novità (alcune unità possono scalare le salite senza trasporti e quindi permettono raid inaspettati). Tra l’altro da questo punto di vista credo proprio che Blizzard si stia tenendo i veri assi tutti nella manica con il secondo e il terzo capitolo, già annunciati e che verranno rilasciati a cadenza annuale. Con ognuno di essi verranno aggiunte truppe e probabilmente vedremo lì le vere novità.

Per ora Starcraft 2 rimane un titolo interessante che non si merita però gli onori della cronaca e della stampa poichè 12 anni, nel mondo dei videogiochi, sono un’eternità e qualcosa, probabilmente e oggettivamente, doveva cambiare.

Lo dico a malincuore, sia chiaro, ma devo assolutamente dare un consiglio a tutti i lettori e non solo a coloro che, come me, hanno passato parte della loro vita a giocare sui server di Battle.net a Starcraft.

Per quest’ultimi… come avranno capito da soli, non c’è niente da dire, Starcraft 2 è tutto quello che aspettavamo, volevamo, desideravamo e speravamo da Blizzard. La nostra “mamma” software house ci vuole bene e ci ha regalato un’emozione.

Un gioco identico a quello di cui ci siamo innamorati. Blizzard ci ha regalato un nuovo  “primo bacio”: è stata capace di ripetere l’irripetibile.

Era difficile ma… io non ho dubbi, ce l’ha fatta. Ora scusatemi ma, ho alt tabbato la finestra della Beta, torno a giocare. Ho appena perso un Protoss vs Protoss durato 45 minuti, non vedo l’ora di rifarmi ;)

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Il vaporware dell’anno per la classifica di Wired? Starcraft 2!


Come ogni anno, Wired ha pubblicato la propria classifica relativa ai vaporware, a quei progetti o prodotti che, dopo essere stati pluriannunciati in uscita quest’anno, per i motivi più disparati sono costretti a marcare visita e a vedere la luce (forse) prima o poi.

La grande notizia è che, dopo anni di dominio incondizionato, il principe degli scomparsi, Duke Nukem Forever, è stato escluso dalla classifica: non perchè definitivamente cancellato, ma a causa della “morte” di 3D Realms: la palla passa alla detentrice dei diritti, Take Two, e quindi la favola del gioco ribattezzato dai maligni Duke Nukem Whenever potrà ripartire l’anno prossimo.

Quello che fa notizia, come un profetico AKirA ci aveva segnalato esattamente un mese fa, è che il Re di questa categoria non proprio positiva è Starcraft 2: a mio parere un’ottima punizione per i continui annunci di Blizzard relativi a beta varie e periodi di rilascio.
Il fastidio è duplice pensando ai vari battle report che periodicamente vengono pubblicati: parliamoci chiaro, questo gioco sarà clamoroso, credo che tutti coloro che lo attendano al varco per eventuali critiche affogheranno nella bile… proprio per questo l’attesa è insostenibile, perchè quando un IP importante come questa si muove verso l’uscita, una massa enorme di persone ne è attratta come una falena dalla luce: bruciarsi a cadenza trimestrale comincia a diventare un vero problema, o no?

Ben venga quindi oggi, proprio a Natale, un po’ di sana cattiveria: fermo restando che quando Terran: Wings of Liberty sarà sullo scaffale  ci ritroveremo tutti in fila pronti all’acquisto… :D

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Diablo 3 nel 2010? Scordatevelo! Sperate in Starcraft 2…


Probabilmente qualcuno di voi ricorderà quel “rumor”, molto poco fondato a mio avviso, che dava Diablo 3 in uscita prima o contemporaneamente a Starcraft 2. Siccome il titolo strategico spaziale di Blizzard (che ormai diventerà un vaporware visto che era atteso già dal 2008 e ancora… nada) è previsto per il 2010, questo significa che l’hack and slash uscirà almeno nel 2011 (ho sottolineato almeno…)

E Rob Pardo di Blizzard Entertainment di recente ha confermato tutto con il solito “uscirà quando sarà pronto… e non sarà pronto nel 2010 o prima di SC2“!

Devo dire che, nonostante io sia abituato da Blizzard a queste date “flessibili” nella pubblicazione dei giochi e a queste attese deterioranti per la salute, sono molto deluso dalla casa di Irvine. Molto deluso. Cioè più che deluso, cosa di cui a pochissimi interesserebbe (soprattutto non a Rob Pardo), credo sia per loro controproducente per l’hype sui giochi continuare a svelare i titoli 3 anni prima della pubblicazione.

Pensate a Modern Warfare 2: in meno di un anno si è passati dall’annuncio alla pubblicazione: in mezzo ci sono stati video, dev diary, video di lancio, trailer ecc.

Per Starcraft 2 ormai siamo all’assurdo. Dopo l’annuncio della beta Blizzard ha ritirato in mano le proprie carte dicendo “E no fanciulli, neanche quella è pronta… sarà pronta nel 2010 quando pubblicheremo il titolo”.

La gente è stanca, stressata e sta disperdendo il proprio Hype verso altri prodotti: non ne possiam più di video o di informazioni, tanto ormai sappiamo tutto.

Ora vogliamo il gioco vero, Starcraft 2 era per me l’unico titolo all’orizzonte del 2009 e mi toccherà aspettare fino al 2010!!!

Di una cosa sono sicuro, nel post del prossimo anno “il titolo più atteso del 2010″, non ci sarà SC2! Ormai più che atteso è “sperato”: tipo la manna dal cielo. Non me l’aspetto più ma so che arriverà ;)

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I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]


top 5 videogames innovative innovativi innovazione rivoluzionari molyneuxPeter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).

Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.

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Gamescom 2009 [reportage Inside The Game]


Tre amici si ritrovano in terra straniera, pronti ad assistere per la prima volta alle meraviglie di una grande fiera interamente dedicata ai videogiochi e parallelamente a capire come un evento anche solo simile a questo per ora, in Italia, è impossibile vederlo pure col telescopio Hubble.
Non pensate neppure per un attimo che si tratti di esterofilia perchè i tedeschi hanno lavorato alla grandissima sotto ogni punto di vista per portare il meglio del videogame davanti ai nostri occhi in un delirio di luci, colori e pazzie varie: escludendo le storie di abusi di birra, belle tette e di persone che si imbucano alle feste, eccovi il mio resoconto.
Primo contatto:

La città di Colonia è molto bella, ma questo lo sapevamo già. Clima perfetto (almeno in pieno agosto) e una folta rappresentanza di giocatori, che era possibile incontrare ovunque nella zona del centro. La nostra visita all’evento era prevista per Sabato, quindi a spasso orfani di Pinolo che sarebbe giunto a notte inoltrata da Monaco.
Trovare il biglietto è stato facilissimo: in un grande magazzino un’arzilla signora non solo ci ha venduto il prezioso tagliando, ma anche dato perfette indicazioni per la serata. Francamente non mi sarei mai aspettato lo spettacolo in centro: credevo avremmo trovato una zona piena di locali, ci siamo trovati davanti a una piazza gremita di gente, con tanto di posti a sedere, un palco con band che si esibiva dal vivo, un presentatore abbastanza idiota e gli Awards per i videogame dell’anno trascorso. Ah, e la birra a 2 euro. In più postazioni tematiche di vari titoli o console, in modo che fosse chiaro che nei giorni della fiera i videogiochi erano prontissimi a ricevere tutto il rispetto che meritano. Peccato essere arrivati alla fine dei premi, tanto più che quello per la migliore ambientazione è andato a Mirror’s Edge (per chi tifavamo noi? Ovviamente per Fallout!).
Questo è stato l’antipasto, eravamo più che pronti a un risveglio di buon mattino e una devastante giornata di attese e meraviglie.

Welcome to the Jungle: Occhi impiastricciati di sonno, stomaco provato dalla copiosa colazione: pronti via, la Fiera apriva alle 9 e noi pensavamo di fregare sul tempo i tedeschi, provando più giochi possibile prima che gli stupidotti si alzassero dal letto. Che stolti! La folla era già oceanica, assiepata in una bella struttura tirata a lucido (almeno di buon mattino) e dannatamente vasta: avedola percorsa in lungo e in largo il fisico ne ha risentito abbondantemente, lasciandoci alla lunga stremati.

Il problema più grande, nonostante l’impeccabile organizzazione, era che la maggior parte delle presentazioni era riservata di volta in volta a gruppi di circa 70 persone, che entravano tutte insieme per assistere ai mini eventi della durata di circa mezz’ora: il risultato erano un minimo di mezz’ora di attesa snervante, senza poter muovere un passo prima di poter finalmente affollare le salette. Ciò non toglie nulla all’evento, anche perchè in linea di massima tra le meraviglie viste e il gadget di fine proiezione l’attesa si scordava in fretta. Non so però se AKirA sarà più lo stesso di prima: avere Starcraft 2 in prova a pochi metri e scoprire che l’attesa minima era di quattro ore (su undici di apertura dell’area) lo ha lasciato catatonico per qualche minuto. Siate buoni: non provate a ricordarglielo!

In ogni caso, al di là  questi mini-eventi, lo spettatore non aveva modo di annoiarsi tra rampe da skate, mini campi da calcetto, una pista sterrata per correre con motorini e quad, moltissimi stand che vendevano rinfreschi e un piccolo museo delle piattaforme di gioco in cui era possibile provare vecchie macchine da gioco collegate a monitor o televisioni dell’epoca in modo da accontentare anche il più accanito retrogamer: fantastico!

Poco prima di pranzo finalmente compare il grande Pinolo: dopo qualche mese di lontananza e contatti unicamente virtuali è stato un vero piacere ritrovarsi e massacrarsi fianco a fianco in fila, nonchè abusare dell’ospitalità post evento allo stand Deep Silver.

Gamescom 2

Finalmente in gioco:

E’ ovvio che sulle suddette undici ore di apertura e con le massacranti attese, siamo stati costretti a scegliere quali giochi vedere/provare: dato che la nostra linea è di non parlare di ciò che non abbiamo toccato con mano (Stoya a parte ;) ) ecco ciò che abbiamo selezionato dal caos del Gamecom 2009:

Borderlands: definito “il primo rpg/fps”, presenta un’ambientazione simil Mad Max, con macchine costruite bizzarramente, migliaia di armi (”più di tutte quelle di tutti i giochi usciti a oggi per Ps3 e Xbox360″) e grafica in cell shading, potrà anche essere un titolo molto atteso, ma non mi ha colpito per niente. Proprio le scelte di design a mio parere cozzano troppo con l’ambientazione, rendendola troppo luminosa e tendente al fumetto: probabilmente è solo questione di gusti e il multiplayer cooperativo mi farà passare ogni perplessità: basterà aspettare il 23 ottobre per un giudizio definitivo.

Mafia 2: la serie svolta pesantemente verso il gameplay di GTA, ma questo non è necessariamente un male. Praticamente un film interattivo, forte di scene di inframezzo e gioco dannatamente realistiche e di un’ambientazione di sicuro appeal: mitra Thompson, un po’ di alcol e qualche ragazza poco vestita non hanno fatto altro che aggiungere hype.

Bioshock 2: deludente il filmato perchè mi aspettavo di più dal punto di vista delle novità, ma non si può dire che non stia venendo su molto bene. Essere un Big Daddy e difendere le sorelline sposta completamente le premesse del gioco, se l’atmosfera generale restasse analoga a quella del predecessore c’è poco da dire: mio.

The Beatles: Rock Band: suonare su un palco simil vero, anche se davanti a una decina di persone,  non mi capiterà mai più, come dubito di prendere in considerazione un titolo che venderà godzillardi di copie grazie alla band pop più celebre di tutti i tempi. Cosa dovrei dirvi? Ci sono i modelli dei Beatles, ci sono tutti i loro successi e c’è pure tutto il divertimento tipico della serie. Io però mi sono rotto le palle, continuano ad abusare del successo che stanno riscuotendo: legittimo, ma per me resta sullo scaffale.

Brink: shooter futuristico ambientato su una città galleggiante, contiene parecchi spunti interessanti visti in altri titoli ma rielaborati in modo funzionale a un gameplay che appare molto solido, almeno in prospettiva. Per il movimento del nostro personaggio (interamente customizzabile), si è scelta una via analoga a Assassin’s Creed: con un tasto premuto e una rapida occhiata con la telecamera di gioco, è possibile superare gli ostacoli in modo dinamico e molto vario. Inoltre la presenza di classi diverse, che è possibile cambiare accedendo a punti strategici per completare i vari obiettivi di missione, e il multiplayer fino in otto suonano come aggiunte davvero sfiziose a un fps nettamente fuori dai canoni consueti.

Call of Duty: Modern Warfare 2: la fila più massacrante perchè doppia (prima all’esterno, poi all’interno), ma anche la più spettacolare: tutto il livello ambientato sulla neve giocato davanti a noi, con il classico realismo tipico di Infinity Ward fatto di esplosioni e effetti grafici curatissimi (come le crepe sul ghiaccio lasciate dai ramponi con cui ci si arrampica, che continuano a estendersi sulla superficie stessa). Un gioco pieno dii carattere, anche se il single player, per quanto intenso e stepefacente, non è niente rispetto al multi, che si prospetta ancora una volta imperdibile.

Tatsunoko vs Capcom Ultimate All Stars: finalmente una prova con mano, conclusa in tragedia causa rottura dell’arcade stick che utilizzavo io (che mi sa tanto avrei perso malamente). Veloce e colorato, persino bello da vedere nonostante esca per Wii, sembra limato a dovere per pttenere un buon successo. Magari non tutti conosceranno Polymar, Kyashan o il Mago Pancione (con un cuore cosìììì), ma per chi è cresciuto negli anni 80 è un sogno che si avvera. Personalmente avrei allegramente evitato i personaggi Capcom per avere solo quelli Tastunoko (e magari quelli di Go Nagai), ma lo spirito del gioco è quello del crossover improbabile, in cui persino Viewtiful Joe col suo testone pare picchiare come un fabbro. Combo spettacolari e super mosse devastanti, mi sa che per questo toglierò il Wii da sotto il tavolo della cucina che balla.

Mass Effect 2: non vedo l’ora. Provato con mano, non sposta in nulla in gameplay già amato col primo, infarcito di dialoghi intensi e combattimenti frenetici. Niente di veramente nuovo, ma la sensazione netta che il comparto grafico sia migliorato e Bioware punti molto sulla serie. Tutti coloro che hanno giocato al primo sono riusciti ad apprezzarlo nonostante i problemi tecnici di cui era infarcito, superati quelli tutti zitti: si compra e basta!

Scribbleanauts: ovvero il trionfo delle idee sulla tecnologia. Carino da vedere, stupefacente per l’inventiva nascosta in un gioco solo apparentemente semplice. Mi sa che dovrò recuperare anche il mio fedele DS “prima maniera”, in barba al DSI, anche solo per scoprire tutte le soluzioni possibili usando un po’ di cervello. C’è da dire però che non riconosce la parola birra, un fatto certamente molto grave: però c’è Dio!

Fifa 10/PES 10: ingiudicabili. Senza provare con mano con almeno una decina di partite, ogni modifica o limatura al gameplay non può essere colta, a meno di parlarne rielaborando le chiacchiere di Konami e EA. Tanto venderanno a pacchi, indipendentemente da quale sarà considerato migliore.

Passo e chiudo:

Evento fantastico, ogni aspetto del videogioco trattato con cura, rispetto e spazio a sufficienza. Organizzazione più o meno impeccabile, tante risate in una città affascinante e accogliente. Ah, quasi dimenticavo le Booth Babes: riguardo a quelle c’è qualcosa che bolle nel pentolone di AKirA, un po’ di pazienza e ne vedrete delle belle!

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La solita Blizzard: Starcraft 2 rinviato al 2010


La notizia è di quelle grosse e, purtroppo, negative: la prima parte della trilogia che andrà a comporre Starcraft 2, Wings of Liberty, è stata rinviata alla prima metà del 2010.

Un colpo molto duro per le legioni di fan che attendevano di sapere giorno e mese, ma del 2009, e si trovano di nuovo senza chiarezza, ma con timide rassicurazioni sul fatto che non sia lo sviluppo del gioco a causare questo ritardo, ma le enormi modifiche che faranno di Battle.net il punto di riferimento anche per i prodotti a venire.
Tutto ciò per garantire adeguate misure antipirateria a difesa dei prodotti targati Blizzard, intento anche lodevole, ma che forse andava pianificato diversamente: orami è chiaro che il saper montare l’hype dei consumatori è un elemento imprescindibile dell’industria del videogioco, ma quante volte è successo già che annunciassero una data e poi la smentissero all’improvviso? Svariate, e il ritorno di fiamma dell’amore dei fan potrebbe scottare qualche dito…

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Starcraft 2 senza modalità LAN [la pirateria fa paura a Blizzard]


Ma io dico… si può?

No davvero, parlo sul serio: è concepibile sottostare ad una simile decisione senza fare niente?

Per la paura della pirateria Blizzard non ha solo deciso per una attivazione online (alla Steam) del suo prossimo prodotto di punta, Starcraft 2, ma si è addirittura “dimenticata” di includere una modalità LAN all’interno dell’RTS più atteso del mondo.

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Aperto il beta test di Starcraft 2, come partecipare


Dal 2006, anno nel quale sono andato a vivere da solo e mi sono ricomprato il PC, questa immagine è lo sfondo dei miei 2 monitor. Non l’ho mai cambiata.

Mentre ho cambiato quella del portatile, a casa sono rimasto fedele alla linea. Oltranzista, direi.

E finalmente ci siamo. Come avevo previsto l’anno scorso (cazzo sono il nostradamus dei videogames! ;) ) Starcraft 2 non sarebbe uscito come previsto nel 2008 e ormai mi sento di dire che è sicuro al 100% che uscirà nel 2009. Quindi, qualunque altra software house può smettere di programmare: la nuova religione dei videogame sta per nascere!

Come so tutto questo? Semplice, come da titolo, hanno aperto il beta test di Starcraft 2 al pubblico. credo quindi che la data di uscita sarà verso autunno, in perfetto stile Blizzard.

Peccato che iscriversi a questo beta test non sia così facile e soprattutto peccato che chi abbia un doppio monitor, come il mio, sarà impossibilitato a terminare la procedura.

Cerco comunque di spiegarvela, anche perchè così vi spiego che hanno combinato per noi con la nuova Battle.net, che è fichissima (una piccola Steam ;) ).

Andate su eu.battle.net e iscrivetevi, date i vostri bei dati veri e ricevete la mail di conferma.

Ora potrete fare “manage my games”. Per partecipare alla beta di Starcraft 2, infatti, dovete avere almeno un gioco Blizzard “in canna”. Altrimenti nisba. vi attaccate. Andate quindi sul suddetto tasto e inserite una key del vostro prodotto. A questo punto, magia, potrete anche scaricare interamente il titolo che possedete. Niente più cd e cd verification, a quanto pare. Ecco perchè sopra ho detto una piccola Steam: potrete riscaricare, basta la cd key, i vostri classici giochi Blizzard.

Fatto questo, per partecipare alla beta, dove schiacciare su “beta profile settings” dovete scaricare un programmino che testa le caratteristiche del vostro computer e che automaticamente manderà uno screenshot a Blizzard (che così ovviamente avrà sia le vostre informazioni personale che i vostri dati sul PC… ma è per una giustissima causa) con i risultati della vostra scheda video/madre/audio, ecc. Il tutto si può fare anche con un MAC.

Qui, ovviamente, il mio problema. C’è un errore sconosciuto secondo me dato dal fatto che col doppio monitor il povero programmino fa uno screenshot che non viene riconosciuto dall’altro lato. Ma questo è un altro discorso.

Finito questo post metto un monitor solo e rimando.

Per Starcraft 2, questo e altro!

Inutile sottolineare che ovviamente nessuno che porterà a termine questa procedurà sarà sicuramente un beta tester di Starcraft 2. Solo alcuni fortunati. Quindi cominciate ad incrociare le dita per me va (anche quelle dei piedi plz).

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Finalmente un trailer serio e nuove informazioni per Dead Rising 2


Dopo averlo finalmente detto, è il caso di andare un po’ più a fondo con la scoperta di Dead Rising 2, uno dei videogiochi che più attendo avere nella mia ludoteca (giuro che lo compro collector’s, limited, special e cazzemazz edition)

Siccome ho già eletto il mio campione, per il 2009, cioè Starcraft 2 (ovviamente), non posso dire che il nuovo titolo di Keiji Inafune sia il mio personale “gioco più atteso dell’anno“. Però posso fare almeno una divisione, no? Dead Rising 2, per quanto riguarda il single player, è assolutamente il gioco su cui più vorrei mettere le mani! Più di Starcraft 2!

Ci sono due problemi, però, nell’affermare quanto scritto sopra. Il primo è che il titolo zombesco migliore dell’universo è previsto per il 2010 e non per quest’anno. Il secondo è anche la notizia del giorno: Dead Rising 2 non sarà solo single player, ma avrà anche una modalità multiplayer! Che notizia, altro che inutili dettagli (sono note anche le piattaforme su cui il titolo uscirà: sia console, Playstation 3, Xbox 360 che PC)

Ok, detto questo posso ufficialmente affermare che non sto più nella pelle!

Al Captivate 09, cioè all’evento di presentazione dei nuovi titoli Capcom, è stato dichiarato che il titolo sarà in grado di supportare fino a 6.000 zombie contemporaneamente sullo schermo quando saranno presenti più giocatori. Cioè, ci rendiamo conto o no? Non solo potrò tornare alle atmosfere cupe e allo stesso tempo divertenti di uno dei più grandi capolavori del’ansia videoludica… potrò anche farlo con un amico.

Passando infine al trailer, che finalmente mostra qualcosa di serio, beh che dire. La moto con le motoseghe attaccate ha vinto! Sarà la mia arma preferita, anche se credo che nei prossimi filmati ne vedremo ancora di più strane ;)

Per chi vuole approfondire l’argomento, vi lascio il link all’intervista al lead producer del progetto Dead Rising 2 Inafune su Gametrailers (si ringrazia Pandreol per la segnalazione).

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3MoG, Street Fighter 4 su MusicBox (Sky 703) [video recensione]



Questo gioco è una figata, punto!

Con Street Fighter 4 mi sto divertendo come raramente mi capitava: la possibilità di sfidare gente online unita all’appeal fantastico del titolo mi stanno facendo pentire di essere qui a scrivere sul blog mentre dovrei essere a perfezionare il mio stile con Blanka o Dhalsim. Insomma titolone da possedere assolutamente, nonostante il genere di nicchia.

E ovviamente spero che questa puntata di 3 Minutes of Game sia altrettanto bella e vi stupisca con effetti speciali ;) Spero si noti nella recensione l’affetto che provo per questo titolo, davvero molto importante per me e per i miei ricordi di bambino. Quante monetine al bar per il 2…

Ecco perchè per parlare del picchiaduro Capcom ho voluto per forza calarmi nella parte e quindi realizzare un sogno che da sempre mi stuzzica la fantasia. Pensate se riuscissi a fare l’Haduken veramente, quanto potrebbe essermi utile?

Sono nel traffico e c’è un pirata che mi taglia la strada… ? Basterebbe sporgersi dal finestrino e Haduken!
C’è un tipo che vuole rubarmi la mia copia di Starcraft 2 appena uscito? Haduken e tutti a casa contenti!
Vedo passare la macchina di qualche politico? Con un mio Haduken risolverei una buona percentuale di problemi di questa nazione :)
Accendere la carbonella per una braciolata celebrativa (della morte del suddetto politico… ;) )? Haduken e non consumerei nè diavolina, nè giornali, nè alcool.

Insomma, tanti modi per utilizzare un colpo energetico. Ve ne vengono in mente altri? Postateli nei commenti che ci divertiamo un po’ ;)

Per gli amanti di youtube il 3MoG di Street Fighter 4 è qui.

Colgo l’occasione per informare tutti quanti mi seguissero su MusicBox che il canale della rete è cabmiato ed ha guadagnato 14 numerazioni su Sky. E’ passato da Sky 717 a Sky 703. Merito di 3 Minutes of Game? :)

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For The Emperor! [recensione Warhammer 40.000 Dawn of War 2]


Relic ha avuto un bel coraggio, non c’è che dire.

Il primo Warhammer 40000:Dawn of War aveva riscosso un ottimo successo di critica e pubblico, forte di un’ambientazione curata come poche e di un gameplay massiccio come il granito, che prendeva spunto da molti altri RTS aggiungendo dinamiche e meccaniche tutte nuove.

Il secondo episodio scombina le carte in tavola e riparte quasi da zero, almeno per quanto riguarda la campagna (che può essere affrontata da solo o in cooperativa con un amico). Se il nucleo fondamentale di ogni strategico in tempo reale è sempre stato quello di costruire edifici e potenziare le proprie truppe, in Dawn of War II questa possibilità non c’è affatto, soppiantata da una struttura simile a quella di un gioco di ruolo con molta azione (azzardo il paragone con Diablo), fatta di piccole squadre e tanto sudore per tenerle in vita.

Altra scelta discutibile è quella di lasciare tutto lo sviluppo della trama a una sola delle razze presenti nel gioco, gli Space Marines dei Corvi Sanguinari: sono d’accordo sul fatto che i Tiranidi abbiano poco da raccontare essendo poco più che appendici dell’Unica Mente, ma vivere anche solo un paio di missioni controllando Orki o Eldar sarebbe stato un vero piacere, giusto per testarne limiti e vantaggi prima di buttarsi nel multi.

A parte questa critica, devo comunque ammettere che il lavoro di Relic si dimostra profondo e appagante: adoro passare minuti interi a preparmi per lo schieramento, scegliendo tra le varie possibilità i membri più utili alla missione o all’avversario con cui mi scontrerò.

Possiamo sostanzialmente dividere le varie squadre in tre categorie: chi preferisce piantare una chain-sword in petto all’avversario, chi sbriciolare col fuoco dei requiem ogni resistenza e chi, sotto spesse piastre di ceramite, è tornato dalla morte per servire il Trono D’Oro. Nella combinazione intelligente dei punti di forza delle varie unità sta la chiave del successo, ma bisogna tenere a mente che è sempre la personalizzazione a farla da padrona: il Comandante in Capo ad esempio sarebbe (ed è) un’unità micidiale in melee, ma volendo lo si può upgradare ed equipaggiare per il combattimento a distanza, discorso valido per quasi tutte le altre squadre.

E’ ovvio che una volta scelta una direzione per i vostri upgrade (ad es. il corpo a corpo) diventa controproducente accrescerne un altra, soprattutto quando si tratta di attacchi: avere un Comandante che fa un po’ tutto è senza dubbio meno utile di averne uno esagerato in corpo a corpo, sempre in grado di reggere per darvi il tempo di affossare gli avversari col fuoco a distanza.

Oltre a questa possibilità di variare il gioco in concreto, è stata lasciata ai giocatori anche quella di procedere nelle varie missioni come preferiscono, gestendo la controffensiva su 3 pianeti, tutti schiacciati tra le masse di zanne e artigli Tiranidi, la brutalità orkesca e l’evasività Eldar: sebbene la varietà di incarichi da portare a termine non sia notevole, la presenza di sotto obiettivi e di boss (si, boss: praticamente ogni unità nemica ha la sua controparte potenziata, con tanto di barra dell’energia in alto sullo schermo) aiuta a cambiare un po’ le carte in tavola, soprattutto a livelli di esperienza elevati.

Insomma, io mi ci sto divertendo da matti perchè mi permette di prendermi il mio tempo per attaccare e ripiegare, perchè sono io a scegliere la forza d’attacco da schierare e potenziare e soprattutto perchè è ambientato in uno degli universi narrativi più profondi e curati mai visti: l’unica critica concreta riguarda aver tarpato le ali ai giocatori, negandogli la possibilità di godere dell’ampia customizzazione della campagna usando anche le altre tre razze…ma non si poteva chiedere a Relic anche il coraggio di abbandonare il versante multiplayer prima dell’avvento di Starcraft II no?

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Left 4 Dead: Trailer e demo


Abbiamo parlato poco, in preview, del prossimo titolo Valve, in uscita addirittura il 21 Novembre, cioè tra pochissimo!!!

Personalmente oltre a questo fantastico trailer ho davvero poco da aggiungere se non che le aspettative per l’FPS cooperativo zombesco della casa di Washingnton, sarà sicuramente un giocone.

Per chi fosse scettico, oggi è stata pubblicata anche la demo su Xbox Live, per provare in anteprima a “sfraffare” carne morta ancora troppo mobile per i nostri gusti. Ma io non sono scettico, come dicevo poco sopra sono sicuro. Valve a mio avviso è una delle poche software house che non ha mai sbagliato un colpo.

Una volta, diciamo 5-6 anni fa, dicevo sempre che Blizzard, Nintendo, id Software e Valve sono gli unici geni dai quali non mi aspetto fallimenti. Analizzando la situazione ora, due su quattro dei nomi sovracitati rimangono nel mio immaginario come garanza assoluta di qualità videoludica. Nintendo, purtroppo, l’ho tolta da questo poker: oltre alle varie mosse commerciali e allo sfruttamento (diciamo pure abuso) delle serie e dei personaggi, sono rimasto comunque deluso da alcune ultime uscite nei loro ip più importanti. Diciamoci la verità: Twilight Princess è un bel gioco ma, come vi dirà Fucktotum in un prossimo post, Zelda merita qualcosa di più per il nome che porta. E’ una di quelle sage che, se continua a autocelebrarsi, scomparirà: ha bisogno di una rinfrescata. Da id Software, invece, non mi aspettavo la caduta di stile avuta con Doom 3: un FPS solido, adrenalinico e pauroso, a cui personalmente ho gradito moltissimo giocare, ma che non aggiunge veramente niente al genere, neanche dal punto di vista tecnico. Strano, per uno come Carmack che si era inventanto con Quake 3 Arena le superfici a poligoni curve.

E allora rimangono i due paladini del capolavoro sicuro: mamma Blizzard, la mamma di tutti i netgamers e papà Valve (guardacaso invischiato anche “lui” nel netgaming che conta; vi dice niente la parola Counterstrike?). Ovviamente è facile concepire e programmare solo perle se ti limiti a far uscire un gioco ogni 3-4 anni, quindi la grande B è facilitata dal compito grazie alla sua filosofia “uscirà quando sarà pronto”. Rendiamoci conto che Starcraft II ancora non ha una data.

E quindi, la valvola delle idee, sforna sempre e solo grandi giochi o grandi piattaforme (Steam). Nulla sotto lo standard raggiunto con il primo Half Life, un’esperienza che definirei mistica, per ogni giocatore che si rispetti. Chi non l’ha giocato, amato, finito e rifinito (io3 volte!), dovrebbe assolutamente rimediare.

Quindi bando alle ciance, dopo The Orange Box dell’anno scorso, premiato soprattutto per la quantità, oltre che per la qualità, tutti aspettano al varco Left 4 Dead. Un progetto ambizioso e originale che, chissà, potrebbe offrire una piccola rivoluzione in un genere, quello degli sparatutto, che ormai sembra aver detto tutto (attenzione in tal senso al nuovo lavoro DICE, Mirror’s Edge).

Appena arrivo a casa mi scarico la demo, così potrò essere smentito, chissà.

O forse tornerò qui ancora più convinto della mia idea.


P.S. Nonostante questo mese non ci sia la mia column “Boom Headshot: c’è del cervello nella rete”, mi permetto comunque di segnalarvi l’uscita in edicola del nuovo numero di Game Pro, il diciassettesimo, che comprende tantissime interessanti recensioni come Fallout 3, Little Big Planet ecc.  Anche se siete dei miei fan sfegatati e comprate la rivista solo per la mia rubrica, fate un eccezione e sborsate sti 6 euri, non ve ne pentirete :)

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