…un gioco dalle meccaniche obsolete. Cerchiamo di capirci da subito però: StarCraft 2 è un caso talmente particolare nel panorama odierno da sfuggire a semplici classificazioni e congetture, perchè la sua stessa natura e creazione hanno pochi eguali nella breve esistenza del videogioco.
Se lo analizzassimo soltanto come prodotto di consumo generico, comprato da un milione e mezzo di persone nei primi 2 giorni di commercializzazione, ci sarebbe sinceramente da sorridere amaramente. StarCraft 2 è un titolo talmente tanto canonico per il suo genere da non giustificare la follia da acquisto compulsivo appena descritta: così come AKirA ci raccontava sul fronte multiplayer, lo stesso può dirsi del single.
Nessuna novità o variante rispetto a quello che gli RTS sono e sono stati fino ad oggi, niente che possa essere pari al tentativo di cambiare almeno la struttura base con Warcraft 3 : StarCraft 2 si gioca nello stesso identico modo del primo e di qualsiasi strategico in tempo reale. Si costruiscono edifici, si schierano le proprie truppe e si cerca di assortirle con intelligenza per fronteggiare i vari tipi di avversari. Niente eroi da livellare, niente coperture o corpo a corpo in stile Dawn of War.
Questo tipo di valutazioni varrebbero in senso assoluto per ogni tipo di videogioco, fiaccandone il voto finale e la considerazione del pubblico. Peccato che ci sia un però, un immenso e straordinario “però” che si chiama Blizzard Entertainment.
Qualsiasi software house avesse impiegato 11 anni e avesse presentato il proprio equivalente di SC2, sarebbe stata sbertucciata. Ma Blizzard è magia pura, è anima e affetto profuse a piene mani nello sviluppo dei suoi prodotti.
L’impianto narrativo della campagna Terran, Wings of Liberty, è di prim’ordine: un’epopea che segue Jim Reynor e i suoi compagni nella loro crescita da eroici sbandati a invasori di Char, pianeta che ospita la battaglia finale contro la Regina delle Lame. Non importa che la motivazione più intima del protagonista sia la speranza di salvare la solita fanciulla (anche se mutata), la cara e vecchia Sarah Kerrigan: lo scontro per la libertà dal Dominio Terran del vecchio compagno Arcturus Mengsk parte da scaramucce per giungere a un’escalation su scala vastissima a causa della nuova invasione Zerg, dando vita a un’inno al sacrificio e al coraggio, non privo di sorprese e colpi di scena (questi ultimi, a dire in vero, un po’ prevedibili).
L’autoreferenzialità tipica di Blizzard trasuda in ogni momento: la conoscenza della storia e degli antefatti non è necessaria in senso stretto per godersi la Campagna, ma diventa parte integrante dell’esperienza grazie al gioco di richiami e rimandi che da sempre viene portato avanti: gli Easter Eggs sono solo una componente, insieme alle frasi personalizzate per ogni unità, umoristiche e piene di citazioni come sempre (SCV che dice “in chat mi chimano trivellone” o il Marine “questo è il mio fucile gaussiano C-14 Impaler, ce ne sono molti come lui, ma questo è il mio“), persino da altri videogame, da Metroid a Duke Nukem passando per l’inserimento della bellissima Nova, la mancata protagonista di Starcraft Ghost.
Ma col mero piacere dell’autocompiacimento e delle strizzatine d’occhio ai fan non è automatico il successo: ci vuole un’altissima qualità media e anche su questo Starcraft 2 non sbanda dal percorso tracciato. 29 missioni complessive (contando anche l’unica segreta e quelle alternative, una delle poche novità è appunto quella di scegliere in 3 momenti diversi quale missione affrontare) strutturalmente diverse tra loro, per coprire più o meno tutto lo spettro di situazioni che ci si aspetta da un RTS. Abbiamo quindi missioni d’attacco in massa, di difesa a oltranza, di sabotaggio e infliltrazione: tutte di grande intensità e durata media intorno alla mezz’ora. Ci sono persino un paio di gustose varianti, come quella in cui è costantemente necessario spostare le strutture Terran in luoghi elevati per non vederli sciogliere dalla lava, o quella in cui durante il giorno dovremo cercare di assemblare una versatile forza mobile per attaccare, salvo poi tornare rapidamente nell’accampamento prima di notte, quando gli attacchi Zerg si intensificano.
Piccola variante al legittimo monopolio Terran nella campagna a loro dedicata sono le missioni Protoss, in cui un vecchio amico, Zeratul, cercherà di squarciare il velo del futuro dando a Reynor quel filo di speranza sul destino di Kerrigan che diviene il punto centrale di tutta la campagna.
Nonostante per una volta Blizzard si sia dimostrata poco coraggiosa nel riprendere in mano uno dei suoi capolavori per innalzarlo a nuovi picchi di gloria, StarCraft 2 Wings of Liberty è un’esperienza che va assolutamente affrontata per lo sfavillante bagliore del suo impianto narrativo, per la scelta di creare un titolo egregio tecnicamente ma ampiamente scalabile per raggiungere i PC (e i Mac!) più anzianotti, per la cura maniacale al più piccolo dei dettagli e per il multiplayer “noob-friendly” ma al tempo stesso ossequiosamente dedicato ai fanatici del primo episodio: la scelta di camminare a braccetto di un capolavoro e non tentare di sopravanzarlo non può limitare il valore complessivo di un’opera di questo livello.






