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Uno SNES nello chassis di un Gameboy? Eccovi serviti!


Il recente annuncio di 3DS ha letteralmente calamitato l’attenzione di tutti, accendendo interessanti discussioni sulle funzionalità del nuovo portatile Nintendo. Nonostante i nostri occhi siano ben puntati verso il presente, esistono piccoli geni dell’elettronica (o più semplicemente, gente molto creativa con saldatori e transistor in mano) che non dimenticano il passato e si divertono ad attualizzare oggetti ormai appartenenti ai nostri ricordi. Parliamo in questo caso del vecchio Gameboy, trasformato dall’intraprendente Nex in uno scintillante SNES Boy.

Come già il nome suggerisce, questa versione modificata di Gameboy è in grado di far girare giochi per Super Nintendo grazie ad un connettore montato sul dorso. All’interno dello chassis grigio trovano posto componenti tratte da un Super Famicom Jr. ed una batteria ricaricabile al nichel-metallo idruro da 4.8 volts, mentre le parti più esterne (pulsanti, speaker, interruttore principale, controllo del volume) sono rimaste invariate.

Naturalmente il problema più annoso di SNES Boy consiste nel possedere solo due tasti azione, ma il buon Nex ha pensato anche a questo: accanto allo slot per cartucce si trovano infatti due adattatori per pad SNES che restituiscono il controllo completo sui giochi. Magari il minuscolo schermo della console non sarà il modo migliore di accomodare partite per due giocatori, ma l’idea solletica comunque il nerd che c’è in noi.

Quando Nex completerà il tutto, il nastro adesivo che vedete sui lati ed i numerosi cavetti sul retro dovrebbero scomparire elegantemente, restituendo SNES Boy alla sua forma ideale. Non vediamo l’ora di poterlo ammirare!

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[Sondaggio] Qual è la migliore console prodotta nell’era 16 bit?


Altro giro, altro sondaggio chiuso, stavolta con poche sorprese. L’era delle console 16 bit è ormai lontana, ma ha di sicuro lasciato un segno indelebile nei giocatori di quegli anni grazie a uscite continue e tutte rilevanti, ma soprattutto per macchine che, pur non facendo intuire i miracoli attuali, iniziavano a spingersi oltre e a dare le prime picconate alle sale arcade, potendo offrire titoli  soluzioni ludiche sempre più simili a quelle viste nei peggiori bar dello Stivale.

Dal Megadrive al Super Nintendo, senza tralasciare il “misterioso” PC Engine, vi abbiamo voluto buttare là qualche alternativa divertente per mischiare le carte in tavola: bravi voi a non farvi buggerare e a decretare la vittoria del nipotino del NES, vero mattatore di quegli anni. Vediamo nel dettaglio i piazzamenti:

Quale è la migliore console prodotta nell'era 16 bit?

  • Super Nintendo (52%, 81 Votes)
  • Megadrive (18%, 28 Votes)
  • La scollatura di quella della seconda B... (18%, 28 Votes)
  • Il Subbuteo (6%, 9 Votes)
  • Dylan di Beverly Hills 90210 (3%, 5 Votes)
  • La videocassetta di "The Bodyguard" (3%, 4 Votes)
  • TurboGrafx-16 - PC Engine (0%, 1 Votes)

Total Voters: 156

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Devo confessarvi di essere un filo spiazzato da questi risultati: mi sarei aspettato un durissimo testa a testa Sega – Nintendo, invece il Super Nes ha staccato tutti e sbanca alla grande. A questo punto, mi pare quindi il minimo che la macchina Sega pareggi con la scollatura di quella della seconda B: abbiamo avuto tutti un’adolescenza inquieta :)

Staccatissimo, con soli 9 voti, il gioco/disciplina degli afosi pomeriggi con gli amici senza console, il Subbuteo: assolutamente fantastico ma costoso, volete mettere poi con i primi FIFA o Sensible Soccer? Bocciato quindi, insieme alla VHS di The Bodyguard, orrendo polpettone romantico che con le sue smancerie sdolcinate ha fatto la fortuna dei dentisti di tutto il mondo.

Cinque, dico cinque, voti per Dylan di Beverly Hills: inviadiato belloccio alla James Dean, senza un filo di carisma e con l’aria da cattivo dal cuore d’oro. Patetico come la serie, per me un vero incubo, ma disgustoso solo la metà delle pettinature che il serial avrebbe imposto al mondo in poco tempo.

Un solo, stoico voto per il PC Engine, che ho definito in alto “misterioso”: la mia conoscenza all’epoca era limitata a qualche recensione sulle riviste specializzate, ma ancora anelo allo splendore irriverente di Parodius. In effetti quell’unico voto potrebbe essere mio… o ho votato Dylan?

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Un’orchestra al servizio di Super Metroid


Super Metroid è uno dei titoli per Super Nintendo a cui sono più affezionato. Nintendo seppe miscelare in modo pazzesco il gameplay tipico della saga, alcune preziose innovazioni creando la formula magica definitiva che avrebbe aiutato, qualche anno più tardi, sia Retro Studios per la serie Prime che Konami coi suoi svariati Castlevania portatili.

Ma un grande gioco, uno veramente imprescindibile, è sempre caratterizzato da una colonna sonora indimenticabile.
Il video di oggi non ha immagini, è parte di un concerto che l’Orchestra Filarmonica della città di Tokyo ha suonato parecchi anni fa omaggiando i più famosi videogiochi.

Non posso che consigliarvi di procedere con la vostra navigazione ascoltando questa meraviglia, che contiene:

Theme of Samus Aran (0:00-2:08)
Crateria (2:09-2:41)
Brinstar Green Vegetation (2:42-4:00)
Brinstar Red Soil (4:01-5:39)
Super Metroid Ending Theme (5:40-8:05)

Theme of Samus Aran (0:00-2:08)
Crateria (2:09-2:41)
Brinstar Green Vegetation (2:42-4:00)
Brinstar Red Soil (4:01-5:39)
Super Metroid Ending Theme (5:40-8:05)Theme of Samus Aran (0:00-2:08)Crateria (2:09-2:41)


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La sindrome Nintendo [Iwata sorpreso dal primo calo di profitti in sei anni]


Satoru Iwata parla, ammettendo di essere rimasto sorpreso dal calo di vendite che sta interessando il Wii e, in misura minore il Nintendo DS:

The Wii stalled.

The mood of the market got colder than expected, and there was a miscalculation.

Solo un grossolano errore di calcolo, o c’è qualcosa di più?

Il primo commento che viene in mente è che l’uomo che ha il merito merito di aver portato Nintendo, in un’ascesa vertiginosa, dalle stalle del Gamecube e del GBA Micro alle stelle di Wii e DS sia incontentabile, e semplicemente non si sia reso conto di aver saturato il mercato con le proprie macchine stampa-soldi.

Più razionalmente però bisogna considerare che probabilmente nessuno più di Iwata ha una percezione completa e organica del mercato attuale, composto in grandissima parte da quella fetta di utenza che prima della touch generation, di Brain Training e Wii Sports semplicemente non “esisteva”, e vedendo sotto questa luce i commenti rilasciati dal quarto presidente Nintendo e considerando come almeno in apparenza l’idea di “saturazione” non lo sfiori minimamente, potrebbe essere il caso di pensare ad altre possibili cause per la flessione di vendite in atto.

La mia impressione è che Iwata stia suo malgrado manifestando quella tipica “sindrome Nintendo” che ha sempre portato la casa di Super Mario ad essere innovatrice per tanti aspetti quanto stolidamente conservatrice per altri.

Nintendo quindi potrebbe stare pagando non tanto l’eccesso di vendite di questi anni quanto una politica di mercato vecchia, poco aggressiva sui prezzi e soprattutto legata a reissues di uno stesso hardware che dal DS Lite in poi sembrano non essere più così tanto attese e gradite dal pubblico.

Il tardivo ribasso di prezzo della propria console da salotto, a cui con tutta probabilità presto seguirà una pletora di rimaneggiamenti poco più che estetici simile a quella che ha già colpito il DS, il rifiuto categorico e incomprensibile di fornire il Wii di un hard disk, l’altrettanto immotivata impossibilità di leggere i DVD video e il mancato supporto del gioco online nei suoi titoli di punta (vedi alla voce New Super Mario Bros. Wii..) sono tutti segni di una scarsa di lungimiranza che sembra paradossale per una casa che negli ultimi sei anni ha rivoluzionato il concetto stesso di videogame, ma che in realtà è perfettamente in linea con la rigidità di pensiero che ha privato il Super Nintendo del suo lettore CD (spingendo poi Sony a creare la Playstation), che ha affossato il Nintendo 64 e le sue anacronistiche cartucce o che ha reso perdente sin dalla nascita il Gamecube per il suo target d’utenza poco più che adolescenziale.

Quello in cui, fortunatamente, Iwata pare distaccarsi almeno in parte dal suo storico predecessore Hiroshi Yamauchi è la capacità di imparare, pur tardivamente, dai propri errori.

E la sfida quindi pare spostarsi -finalmente- sul software:

Not being able to continuously release strong software has made a good mood grow cold.

I tentativi di coinvolgere terze parti “di spessore” su Wii hanno avuto il loro culmine con il Motion Plus e con l’uscita ritardata (per non infastidire i primi due titoli EA che sfruttavano la nuova periferica) di Wii Sports Resort, tentativi di cui speriamo di vedere frutti concreti nei prossimi mesi; dal canto suo Nintendo, con titoli come Metroid Prime: Other M e Sin & Punishment 2 sembra volersi riappropriare almeno in parte di quell’anima “hardcore” che tanti la accusano di essersi venduta alla divinità del casual gaming.

In questo senso però sembrano ancora più strani l’insistenza di Iwata-san sulle fantastiche possibilità offerte dal Wii Vitality Sensor e il brevetto di un cuscino gonfiabile in cui inserire il Wiimote, che potrebbero apparire come la definitiva conferma di un disturbo di personalità schizoide…

Ad ogni modo, staremo a vedere cosa succederà durante quello che si prospetta come il periodo natalizio più duro per Nintendo da diversi anni a questa parte, nonchè probabilmente quello decisivo per capire come l’azienda si muoverà sia in relazione alle console che attualmente ha sul mercato, sia in vista di un nuovo cambio generazionale che sotto un’apparente calma piatta sta già iniziando a sobbollire pian piano.

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Il remake che non ti aspetti [Rocket Knight Adventures]


rocket knight adventure remakeChi aveva un Sega Megadrive o un Super Nintendo potrebbe ricordarlo come uno di quei platform che hanno attraversato il panorama dei videogames anni ‘90 riscuotendo un certo successo; parlo di Rocket Knight, IP di Konami nata su console Sega e poi arrivata su SNES sotto il nome di Sparkster; qual’è la notizia? Che Rocket Knight sta per tornare, questa volta su Live, PSN e Steam in una nuova veste riveduta e corretta.

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Q’apla! [presentazione inskin]


Iniziamo con le formalità.

Salve a tutti, io sono Renato Rossi aka inskin; come AKirA sono nato quando comparivano le prime pubblicità a colori sulla TV italiana (classe 1978), vivo ad Ancona e in attesa del mio trentunesimo compleanno e della televisione 3D suono con i Need her liver (www.needherliver.com), sono in procinto di laurearmi in medicina e scrivo di videogiochi.

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