Non sono una persona religiosa.
Ho anche parecchia difficoltà a credere nella semplice spiritualità così come dubito che ci siano Aldilà o Campi Elisi. Probabilmente, quindi, dubito di tutto ciò che sto per raccontarvi.
Allo stesso tempo però riporto con attenzione quanto ho ascoltato e poi ho scoperto documentandomi sul Bardo Training.La pratica del “bardo”, riportata al suo significato originale, è il “periodo intermedio tra due eventi o situazioni”; questo secondo il Buddhismo Tibetano. Ad esempio uno dei bardi è tra la nascita e la morte e, visto che i buddisti credono nella reincarnazione, gli altri sono i collegamenti tra questi due eventi che avvengono in ogni individuo in maniera ciclica.
Fatta questa doverosa premessa devo introdurre la figura di E. J. Gold: nato nel 1941 a New York è stato artista e autore, musicista jazz e scrittore.
Al momento però è un maestro spirituale e insegna alle persone come affrontare la vita in maniera migliore, spiegando che quest’ultima non è altro che una fase di passaggio tra un mondo e l’altro: uno dei bardi, quindi. La conoscenza delle meccaniche reali, rispetto alla propria reincarnazione, permette all’individuo un risveglio sempre più consapevole nella prossima esistenza, facilitando di molto il compito di “vivere”. Questo è il Bardo Training e Gold, che lo pratica ai suoi corsi, ha anche scritto un libro sull’argomento chiamato “American Book of Dead”, una versione occidentale del Bardo Thodol, cioè il Libro Tibetano dei Morti.
Ora arriva la parte interessante. E. J Gold è stato anche uno dei primi giocatori online di sempre ed ha partecipato alla produzione di Quake 2, Dragon’s Lair 3D: Return of the Lair e Necronomicon. Bizzarro non trovate? La sua spiritualità gli ha permesso di vedere qualcosa nei videogiochi che a chiunque è sfuggita.
Grazie a internet e alla socialità che permea ogni universo online, alcuni titoli sono diventati degli strumenti formidabili per le sue lezioni. Gold infatti utilizza Diablo 2, Team Fortress e Capture The Flag su Quake per i suoi incontri spirituali. Avete capito bene: i suoi allievi si connettono online con lui e Gold li guida nella scoperta del proprio bardo attraverso il videogioco, ovviamente praticandolo in maniera completamente diversa.
So che vi chiedo uno sforzo di immaginazione davvero grande ma, se pensate a quanto scritto sopra sulla reincarnazione “consapevole” e pensate, ad esempio, all’esperienza di Diablo 2 online, noterete delle curiose analogie.
Il mio personaggio di Diablo nasce nudo, praticamente senza armi o armature e con una conoscenza del mondo circostante pari a zero. Continuando il livellamento forsennato nei dungeon crescerà e accumulerà “esperienza” sul mondo virtuale che lo circonda. Ovviamente, prima o poi, dovrà necessariamente morire: niente di traumatico. Ci sarà una perdita di alcuni valori che lo contraddistinguono: esperienza e denaro, ma il proprio cadavere sarà rinvenibile nel luogo di morte, ancora pieno dell’equipaggiamento trasportato prima di spirare.
Durante tutta l’avventura bisognerà reiterare all’infinito le stesse azioni: colpire, correre, raccogliere degli oggetti parlare con dei personaggi ecc… fino alla conclusione dell’opera. Ma online l’esperienza cambia notevolmente e la presenza di una socialità di giocatori non permette di fermarsi dopo aver finito il titolo: si vogliono ottenere più oggetti e raggiungere il più alto livello di esperienza. Per questo si ripete ciclicamente la stessa identica ”vita” al più alto livello di difficoltà: ormai si ha l’esperienza giusta per affrontarlo.
Secondo Gold alcuni videogiochi simulano, come avrete potuto osservare, le meccaniche della morte e della reincarnazione, solo che il nostro personaggio non esiste, siamo noi a guidarlo e siamo quindi consapevoli di ciò che succede nel gioco prima e dopo la morte dell’avatar. Sappiamo che siamo deceduti perché lì c’è un mostro inaffrontabile, quindi ora non ripeteremo l’errore di sfidarlo impreparati, ma aumenteremo la nostra potenza per poter superare lo scoglio, trovandone poi un altro più avanti e così via.
In modo analogo a una vita che si reincarna, ripetendo all’infinito le stesse azioni (andare a scuola, comprare, lavorare, scrivere un documento sul computer, ecc…). Con la differenza fondamentale che dopo la nostra morte noi non siamo consapevoli di affrontare una nuova vita: l’esperienza del Bardo Training tramite i videogiochi online sovra elencati, invece, potrebbe aumentare questa consapevolezza o almeno è ciò che teorizza questo “santone” (termine forse non appropriato… O forse si?) nelle sue lezioni.
Tesi simile a quella espressa da Salvatores nel film Nirvana.
Da uno stralcio di intervista di Gold: “L’online gaming può, nelle giuste mani, portare alla comprensione di quanto sia senza significato la vita senza conoscere il Disegno completo: questo noi lo chiamiamo Primo Risveglio Incosciente”.
Credeteci o no, quanto fin qui scritto è vero nei minimi dettagli e chi vuole seguire un corso di Bardo Training tramite un gioco online non deve far altro che iscriversi al clan [LOL] (Legion of The Lost, nome curioso) e cominciare a conoscere i propri compagni di “esperienza”: mai come in questo caso termine è più appropriato. C’è anche qualche italiano e io mi sono confrontato con uno di loro: la persona che ha portato alla mia conoscenza questa pratica e quindi un altro risvolto del divertimento elettronico.
I videogiochi non sono solo un prodotto, un’arte, uno sport, una passione o un divertimento, ma anche un modo per scoprire se stessi. E io che pensavo che quei tizi che saltano spesso contro i muri nei server prendendo razzi a profusione fossero solo niubbi


Per noi videogiocatori il Natale è uno dei periodi migliori: ci ritroviamo subissati di titoloni che ci osservano dagli scaffali aspettando solo di essere giocati.


