Posted on 30 giugno 2010. Tags: Android, epic games, gears of war, ipad, iphone, Mark Rein, tecnologia
L’odierno mobile gaming offre diversi spunti critici a chi non crede ancora nei cellulari come veicolo efficace di intrattenimento, ma il parere dei singoli utenti tende a passare in secondo piano quando grandi società si fanno avanti ed affrontano di petto l’argomento. È ciò che ha fatto Mark Rein, uberpresidente di Epic Games, nel chiarire la posizione della sua società in merito a giovani e promettenti realtà quali iPhone, iPad e dispositivi con OS Android: secondo Rein, ognuna di queste piattaforme riceverà in futuro titoli tripla A, ed in particolare una propria versione di Gears of War.
Nel corso della GameHorizon Conference 2010, il presidente ha espresso un forte interesse verso giochi a basso prezzo e microtransazioni, due orientamenti del gaming particolarmente legati ai prodotti Apple ed Android, e dal punto di vista tecnologico, aver visto girare l’ Unreal Engine 3 su iPhone (con tutti i compromessi del caso, ovviamente) dimostra in concreto che i propositi di Epic Games son più che fondati.
Per quanto ottimistica ed “aggressiva” si dimostri la casa americana, la perplessità del pubblico resta comunque palpabile: non tutti guardano con favore all’idea di giocare uno shooter di alta qualità con controlli “touch”, rinunciando alle assodate condizioni (grandi schermi, alto dettaglio grafico, audio posizionale, multiplayer via Internet) in cui questo genere di giochi si esprime al meglio.
E voi, popolo di Inside The Game, ritenete interessante lo scenario tracciato da Epic Games? Sareste disposti ad aver sempre con voi una versione “da taschino” di Gears of War? Affidiamo a voi l’arduo verdetto.
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Posted on 25 giugno 2010. Tags: 3d, Crysis 2, crytek, tecnologia
Se oramai la maggior parte degli sviluppatori può dirsi avvezza alla complessita delle console odierne, è pur vero che solo alcuni sono davvero in grado di tirar fuori da queste il massimo delle performance e ridefinire i relativi standard tecnici. Con buona pace di chi la riteneva capace di creare unicamente engine per PC di alta gamma, Crytek ha annunciato quest’oggi che la soluzione adottata in Crysis 2 per ottenere l’effetto 3D stereoscopico richiede risorse di calcolo talmente ridotte da dirsi pressochè trascurabili.
La software house tedesca non ha chiarito in che modo si sia pervenuti a tale risultato, ma il presidente Cevat Yerli ne parla in maniera veramente entusiastica: “Vi verrà da ridere. Il nostro impatto è solo dell’1.5%. Praticamente non c’è differenza tra giocare in 2D o in 3D, e questo succede anche su 360. Curiosamente, si investe su PS3 e su altre soluzioni perchè si ritiene che la console Microsoft non riesca a generare l’effetto. Quando mostriamo il 3D usiamo la build 360 proprio per chiarire il concetto. E funziona allo stesso modo su PC, PS3 o 360: 1,5%, 0.4 frames su 30. Non si nota nemmeno.
Quando mi si chiede come facciamo, rispondo che si tratta della nostra piccola magia. Renderizziamo solo una volta e creiamo la seconda immagine a partire dalla prima: è questo il segreto, siamo felici di essere stati i primi a scoprirlo [...] Ed è 3D al cento per cento, dall’inizio alla fine. Altri giochi non lo sono perchè lo fanno in modo diverso, o nel modo ‘canonico’. Facendo a modo nostro, abbiamo una pipeline più economica e un flusso di lavoro migliore, mentre gli altri… Oh no, bisogna passare al 3D e renderizzare due volte, far questo e quest’altro! Escono fuori di testa.”
Capita raramente di vedere Yerli sbilanciarsi a tal punto, ed in tutta sincerità, le dimostrazioni di Crysis 2 viste nel corso dell’E3 sembrano proprio dargli ragione: dopo il Morphological Antialiasing (MLAA) di The Saboteur, il 3D di CryEngine 2 potrebbe rappresentare uno tra i più evidenti traguardi tecnologici di questa generazione. Ma basteranno queste magie digitali a fare del prossimo FPS Crytek una pietra miliare nel suo genere?
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Posted on 03 settembre 2009. Tags: beta, cattivi, cloud computing, Console, gaikai, games, internet, mac, microsoft, Nintendo, onlive, open beta, otoy, PC, perlman, sega, server, shadow of the colossus, sony, streaming, tecnologia, tv, videogames, videogiochi, webtv networks, windows
Abbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.
In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.
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Posted on 29 febbraio 2008. Tags: , caschetto, cellule, cento, comandi, dollari, emotiv, giocare, giroscopio, Hardware, inside the game, mentale, mentali, miliardi, neuoronale, News, novità, onde, PC, pensare, pensiero, periferica, PS3, quick, realtà, tecnologia, trasformare, trasformazione, usb, videogiochi, virtuale, Wii, Xbox360

Come molti già sanno la tecnologia chiamata “realtà virtuale” è stata un fallimento: doveva essere una nuova frontiera dell’intrattenimento elettronico grazie alla totale immersione nelle tre dimensioni ma i costi realizzativi e soprattutto lo scarso livello grafico ottenibile con le macchine dell’epoca hanno fatto praticamente naufragare gli investimenti.
Non che le idee in tal senso siano ferme e lo sviluppo congelato: molti studi stanno andando avanti per avvicinare sempre di più la virtualità alla realtà. Il problema è che la grande avanzata tecnica dei videogiochi da casa ha chiuso le porte del mercato puramente enterntainment alla realtà virtuale. Si continua a sperimentare scientificamente per un utilizzo medico o industriale, ma i cabinati di VR non saranno certo all’ordine del giorno in un prossimo futuro. Semplicemente perchè, come affermato qualche riga sopra, basta un buon televisore e un dolby, magari unito a una forte dose di immedesimazione, per far sembrare il proprio salotto già abbastanza realistico grazie ad un Xbox360o Playstation 3. Addirittura con il Wii si possono mimare i movimenti nella realtà, riproducendoli nella virtualità. Chi ha più bisogno di elmetti alla “Il tagliaerbe”?
Ecco però che l’umanità sta per compiere ancora un nuovo balzo in termini di interazione. Per la fine di quest’anno verrà commercializzato un caschetto che tramuta le onde cerebrali e gli impulsi del cervello in comandi. Grazie ad un giroscopio per controllare i movimenti della testa e ad un sensore per captare appunto l’attività mentale, con questa periferica permetterà, stando a sentire i produttori Emotiv, l’utente sarà in grado di interagire mentalmente con il computer o un videogioco. Nella maniera più intuitiva di sempre: semplicemente pensandoci!
L’applicazione di una simile invenzione nei videogiochi lascia totalmente sbalorditi: potremo addirittura trasmettere le nostre emozioni nei vari mondi virtuali entrando interamente in sintonia con gli altri giocatori presenti.
Emotiv, che è una società di neuro ingegneria, ha assicurato che il caschetto riuscirà in maniera non invasiva a leggere gli impulsi dei circa 100 miliardi di cellule nervose presenti nel cervello (chiaramente non tutti gli esseri umani le usano allo stesso modo
) per riprodurre almeno 30 differenti emozioni, azioni e espressioni. Queste, unite alla possibilità di puntare ai vari punti dello schermo solo spostando la testa potrebbero fare di questo gingillo da 300$ un vero e proprio oggetto di culto che via USB trasporterà la nostra mente “Inside The Game”, dentro al gioco.
Ora l’unica domanda per voi è: ma non staremo esagerando?
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