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AEX Ranbat 2.4 a Roma, 17 Ottobre [torneo di Street Fighter 4]


AEX Ranbat logoRomics non è stato un grandissimo evento a livello di videoludico. Cioè, non è stato granchè lo spettacolo offerto sul palco dei World Cyber Games organizzato da Progaming Italia. Ci siamo divertiti, per carità: il quizzone sui WCG è stato fantastico. Ma in tre giorni abbiamo fatto vedere solamente la sfida di Guitar Hero e quella di FIFA tra i finalisti. Troppo poco per un patito di Sport Elettronici e netgaming come me. Eppure una nota positiva, nascosta in un angolo della fiera, c’è stata. Il torneo di SF4!

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I videogiochi visti dai Caraibi (un gamer in viaggio di nozze) [Puzzle Quest e Smeagol]


Salve a tutti.

Sono tornato!

Wow, manco fossi Obama. Due righe per scrivere 5 parole, me la tiro vero? Beh in fondo il momento è importante, almeno per me. Non mi riferisco al mio matrimonio, ci mancherebbe, quello è un achievement da poco conto :) Più che altro per la prima volta da quando Inside The Game è nato il suo “creatore” è stato lontano e non ha scritto alcun post per ben tre settimane. Ventuno e più giorni di silenzio. Una bella vacanza, sicuramente me la sono meritata e mi ci voleva.

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AEX Ranbat domani a Roma [torneo di Street Fighter 4]


Arcade Fight Stick per Street Fighter 4Domani sarò alla Ranbat, un torneo praticamente mensile (o quasi), organizzato dalla community di Street Fighter 4 e da Arcade Extreme, come telecronista. L’evento è volto soprattutto a far avvicinare nuovi “adepti” al fantastico picchiaduro Capcom di cui, su questo blog, abbiamo parlato in lungo e largo. Si terrà a Roma nel locale 1Up della “catena” ESC Italia, in Piazza Pecile (quartiere Garbatella): orario, dalle 15 alle 20.

Ovviamente, visto che ci sono, parteciperò al torneo per mostrare a tutti le mie scarse potenzialità con Abel (mio nuovo personaggio, con cui online sto prendendo solo schiaffi :( ). Mi sono anche comprato l’Arcade Fight Stick per l’occasione.

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In diretta da Milano: Serie A di videogiochi italiana


Coppe

Come promesso nei commenti di questo articolo, dove trovate tutte le informazioni che vi servono sulla Serie A dei videogiochi italiana, cioè la ESL Pro Series, eccovi lo streaming della diretta web.

Installate quindi il plugin per lo streaming su Windows Media Player Octoshape se avete problemi a visualizzare lo streaming qui sopra.

Lo spettacolo è già cominciato e terminerà stasera, alla fine di tutti i match. Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e Trackmania ci terranno compagnia fino all’elezione dei nuovi campioni d’Italia.

Buon divertimento.

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C’è solo un titolo all’orizzonte: Starcraft 2!


Feci un post simile anche l’anno scorso chiamandolo “Il gioco più atteso ora, Fallout 3“. Dopo la scorpacciata di titoli del 2007 (qui trovate i migliori), l’anno scorso ci ha portato un indigestone di titoli che comunque sono culminati con il capolavoro Bethesda Softworks (argomento della prossima puntata di Three Minutes of Game) che ovviamente, non ha deluso.

L’abbiamo anche eletto gioco dell’anno :)

Ora, ovviamente, nonostante ci siano davvero tantissimi giochi in uscita in questo 2009, eppure, per me: c’è solo Starcraft 2.

Pensate. Sta per uscire Street Fighter 4, Resident Evil 5, Halo Wars, God of War 3, Gran Turismo 5, The Sims 3, Killzone 2, Dawn of War 2 e tantissimi altri titoli (un bell’elenco l’ha fatto la mia amica Videl, che linko: sempre curioso sapere l’opinione di una gamer in gonnella). Ognuno di questi meriterebbe un post come questo.

Ma ancora, per me, c’è solo Starcraft 2.

Ripenso a 10 anni fa, quando inizia a giocare online con Quake World, all’alba dei tempi del netgaming. Ripenso alle nottate passate a fraggare. Ripenso ai locali dove andavo per giocare in LAN e guardare in faccia i miei avversari. Uno dei periodi più divertenti della mia vita: zero stress, o quantomeno solo quelli universitari (che al tempo mi sembravano giganteschi ma che poi, col tempo, rimpiango: al lavoro è molto peggio) e le ore passate davanti ad un PC, su IRC, con ICQ. Ricordo la scoperta dell’Orshingal, famoso locale romano dove si facevano tornei: Quake online stava morendo ed io ancora non sapevo cosa mi stesse per aspettare, quando mi sedetti in uno di quei PC per fare una partita a Starcraft contro qualcuno. Tra me e me avevo sempre detestato il capolavoro Blizzard, pensate, perchè levava persone a Quake e soprattutto mi aveva portato via il mio compagno di clan e amico Sauron, che abbandono appunto lo sparatutto per lo strategico. A Starcraft io giocavo for fun, non lo consideravo un “gioco eletto”: partite con la regola “30 minuti no rush” e poi giù di battle cruiser VS carrier VS defiler.

Ma quando decisi di sedermi e di accettare Starcraft come competizione, quel giorno lontano ormai 2 lustri, la mia vita cambiò per sempre.

Ripeto: neanche io potevo lontanamente immaginare dove mi avrebbe portato una partita ad un videogioco. Se tornassi indietro e arrivasse il mio del futuro a dirmi: “Tu andrai in Corea del Sud a giocare a Starcraft e grazie a questa passione scriverai su Giochi per il Mio Computer e poi sarai telecronista di Sport Elettronici“, sinceramente, non gli crederei.

Già a “Corea” sarei rotolato per terra tenendomi la pancia dalle risate. :)

Eppure è andata così, ed è per questo che per me, ora, c’è solo Starcraft 2.

Non so nemmeno se uscirà nel 2009, magari dovrò aspettare fino al 2010 (leggete i commenti dell’articolo “Il gioco più atteso ora: Fallout 3” per scoprire che anche nel 2008, c’era gente che attendeva Starcraft 2) eppure mi sento che questo è l’anno giusto, che il gioco è quasi pronto e che tutto sembra convergere verso la storia. Anche se i dubbi qualitativi, sinceramente, sono l’ultimo pensiero che mi sfiora: signori e signore, stiamo parlando di un gioco Blizzard, conoscete un loro gioco che sia stato sotto la soglia del capolavoro?

E allora si, lo ammetto, ormai non ce la faccio più ad aspettare e questa data, 25 Settembre 2009, scritta come certa da molti rivenditori online per l’uscita del gioco,  mi è entrata nella testa. Da oggi a quel giorno mancano circa 9 mesi che, sicuramente, voleranno sulle ali di altri giochi, di altri film, di altre serie tv. Di altra vita.

Ma per quanto rapidi, non lo saranno mai quanto vorrei.

Ma arrivato quel giorno, chissà, tutto forse, nuovamente, cambierà.

Magari mi licenzierò per giocare 24/7 o magari troverò Starcraft 2 talmente tanto brutto dal decidere di smettere di credere nel netgaming e negli Sport Elettronici.

In un modo o nell’altro, ne sono certo, Blizzard cambierà nuovamente la mia vita, come ha fatto dieci anni fa.

Nel video il primo Battle Report rilasciato dai programmatori californiani, 21 minuti di partita multiplayer commentata in inglese.

L’hype, non è mai stato così alto.

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Milano, il nuovo inizio delle ESL Pro Series


Come molti sanno sono, da anni ormai, il telecronista ufficiale del più importante campionato di videogiochi in Italia. Non solo “più importante”, ma anche ormai uno dei più longevi, dei meglio organizzati e dei più appassionanti. E’ l’equivalente della “Serie A“e si chiama ESL Pro Series, ne ho parlato già qui e vi rimando a questo post per maggiori spiegazioni (dove ho spiegato, in cinque semplici punti, gli Sport Elettronici in Italia).

Ogni anno, quindi, la mia voce trasmette le emozioni che vivo sulla mia pelle vedendo le partite di Counterstrike Source, Call of Duty 4, Pro Evolution Soccer e gli altri giochi ufficiali della Pro Series, agli eventi organizzati sul territorio italiano. Territorio che, per la prima volta nella storia di questa manifestazione, cambia regione.

Le finali delle EPS, infatti, si sono da sempre tenute in Trentino Alto Adige, a Bolzano. Location alquanto “scomoda”, o almeno questo è il giudizio della maggior parte dei netgamers non certamente altoatesini, per organizzare una finale nazionale. Il 17 e il 18 di Gennaio, cioè questo week end, Milano sarà teatro dei playoff della settima stagione EPS italiana. Al Tim Tribù Village, in Via Cevedale 5, sabato e domenica “full time” (dalle 10 di mattina fino a quando non finiamo, quindi fino a notte ;) ) avrete la possibilità di vedere in azione i migliori giocatori in Italia, su PC, dei più importanti Sport Elettronici (maggiori info su giochi e team partecipanti qui). Si giocheranno 30.000€, quindi non certo “bruscolini”. Anzi, si è fatto molto rumore per il The Gameland con i suoi 80.000€ (a ragione ovviamente) e la cifra delle EPS è quasi la metà, quindi assolutamente non male (se inoltre pensiamo che sono 30.000€ ad ogni finale, quindi 60.000€ l’anno, arriviamo quasi allo stesso numero).

Ok, pubblicità finita! ;)

Mi nasce però spontanea una riflessione. Le EPS si sono evolute, di stagione in stagione, proponendo ad ogni finale qualcosa di nuovo. Alla seconda stagione (il video di apertura è un “memorabilia”, appunto, di questa stagione) non c’era neanche la possibilià di mangiare in loco mentre in seguito, anno dopo anno, ci sono state aggiunte di ogni tipo, fino alla festa di chiusura. E’ sicuramente vero, però, che nelle ultime due stagioni, la manifestazione sembrava “stantia”: le evoluzioni che si potevano fare erano già state messe in pratica e altre avrebbero riguardato solo la comunicazione dell’evento al di fuori dello stesso. Quasi impossibile, in questo senso, comunicare al meglio un evento con sede a Bolzano in Italia, nazione che ha due centri nevralgici importanti e tante altre città molto più piccole. Insomma un evento è tale se è a Roma o Milano, non se è a Bolzano, Latina o Cosenza (senza nulla togliere a questi 3 esempi di città).

Questo cambiamento di città, quindi, se verranno mantenuti tutti gli standard qualitativi di Bolzano, può veramente essere la svolta per ESL e per le Pro Series che si spera abbiano un impatto mediatico più alto nel capoluogo meneghino e soprattutto potranno richiamare ancora più spettatori che in passato, sfruttando il bacino di utenza sicuramente più ampio e la maggiore “centralità” della città (almeno longitudinalmente).

Inoltre, se si prendesse la buona abitudine di rendere itineranti le finali, si potrebbe ogni stagione “colpire” una zona diversa per portare la spettacolarità del netgaming in ogni angolo di penisola, coinvolgendo sempre più persone.

Riassumendo queste finali sono da prendere in considerazione come primo vero gradino da cui poi veramente costruire una scala che porti in alto. Ora i presupposti ci sono tutti. Sta a noi, organizzatori, gamer e spettatori (io sono un po’ tutto ;) ) non far fallire questa opportunità.

Quindi io darò il massimo con le mie telecronache e farò sibilare colpi virtuali nell’aria reale! Voi netgamer dovete venire incazzati neri, dovete venire per vincere, per dimostrare di essere i migliori e dovete trasformare la vostra convinzioni in match appassionanti e pieni di colpi di scena.

E voi spettatori, per una volta, questo week end, dite a tutti i vostri amici che avete un impegno irrinunciabile e affollate le settime finali della ESL Pro Series!!! Vi aspetto!

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Grand Theft Auto 4: vivere a Liberty City [recensione]


Ho finito Grand Theft Auto 4. Dopo aver postato innumerevoli volte sul capolavoro Rockstar, prima delle anticipazioni, poi l’agognata data di uscita, poi ancora un video e un racconto e infine una difesa a spada tratta dei suoi contenuti, finalmente posso esprimere cosa ne penso dal punto di vista ludico. Anzi; videoludico.

E si perchè Inside The Game non è il solito sito in cui le recensioni vengono fatte dopo appena poche ore di gioco perchè devono essere pronte subito dopo l’uscita (pratica alla quale anche io devo per forza sottostare, la mia recensione su Virgilio Giochi del titolo è stata scritta dopo poche ore di esperienza). Su questo blog si cerca di parlare con cognizione di causa e dal basso del mio 65% dei progressi di gioco, comunque, potrei anche avere poco da dire, secondo molti, su un gioco che ha già lasciato un segno indelebile sulla storia di questo mezzo.

Come i precedenti post sui giochi, comunque (come l’ultimo di Fucktotum su Ninja Gaiden 2), non si tratta di svolgere il compitino di una recensione, con i vari punti a grafica, sonoro e giocabilità: per quello trovate appunto la mia recensione su Virgilio Giochi, con un bel 10 stampato nel voto, ma ciò di cui voglio parlare adesso sono gli aspetti che più mi hanno colpito in questo titolo. Il primo è assolutamente sconvolgente e mi ha veramente lasciato di sasso. Grand Theft Auto 4 ha circa mezz’ora di titoli di coda! 

Ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione, quindi, è l’opera mastodontica che avete in vostro possesso. O quella che vi state perdendo lasciandola al negozio perchè non avete una console (aspettate la versione PC eh… ? bravi bravi :) ). Mezz’ora di titoli di coda: non ho mai visto tanti cognomi tutti insieme allo stesso tempo in vita mia. Prima di citare le persone in carne ed ossa, come i doppiatori o gli attori che hanno partecipato al motion capture, oppure le voci degli speaker delle radio, c’è una sfilza di programmatori, progettisti, designer, grafici, addetti al suono, capi progetto ecc lunga almeno quanto quella che di solito chiude un blockbuster cinematografico. Io mi sono letteralmente spaventato: è vero che GTA 4 è il gioco più costoso di sempre (e quello che ha infranto tutti i record di vendite diventando l’evento entertainment più grande nella storia dell’umanità) ma se penso al lavoro che c’è voluto anche solo per organizzare una marea di professionisti come quella, mi sento male. Sono oltre mille persone, signori, MILLE! Davvero qualcosa di impensabile quando due bastoncini bianchi si lanciavano una pallina da una parte all’altra. Il primo plauso, quindi, è per la produzione di questo titolo, per cui dobbiamo tutti ringraziare tutti Take Two Interactive che ci ha messo i soldi, ma soprattutto Rockstar Games che ha saputo utilizzarli nel migliore dei modi.

Da quest’aspetto, tra l’altro, viene fuori una considerazione davvero interessante: il campo della nuova sperimentazione artistica audio/video, dove i creativi moderni possono finalmente esprimersi senza limiti o quasi, sono proprio i videogiochi. E’ impensabile che in una serie TV come Lost una battuta sia “fuori posto”, quindi ogni rilettura della sceneggiatura sarà scandita da tagli e freni alle menti che l’hanno pensata. Cercate invece di chiudere gli occhi e di immaginarvi nella stanza dove Dan Hauser e i suoi ragazzi si sono inventati tutte le battute degli speaker delle radio di GTA. Ma quanta roba fuori di testa hanno partorito? :) Sono convinto che si siano divertiti da morire a farci ascoltare Iggy Pop (esattamente lui: è uno degli speaker delle radio di GTA) mentre scandisce ai microfoni di Liberty Rock Radio l’ultima notizia strampalata o la pubblicità del sito in cui si possono comprare i bambini al posto di farli. Io credo che questa gente, questi sceneggiatori, magari saranno meno pagati di David Koepp (lo sceneggiatore, ad esempio, dell’ultimo Indiana Jones) e i suoi colleghi di hollywood, ma di talento ne hanno da vendere. Ma soprattutto sono stati cento volte più liberi di scrivere ciò che gli passava per la testa nella facciata e nei bassifondi di Liberty City, una città virtuale dalla quale è difficile separarsi.

Si perchè ad esempio io, che di solito quando finisco un gioco, per mere questioni di tempo, difficilmente lo rigioco, sento che Liberty City già mi manca. Vedere gli amici, uscire per uno spogliarello, guidare all’imbrunire ascoltando 1979 degli Smashing Pumpkins, guardare il panorama sul ponte di Broker, mangiare un panino a cinque dollari dagli ambulanti a middle park o un’aletta di pollo al Clukin Bell sulla via principale, rimorchiare una bella ragazza su internet… sento che tutto questo faceva parte della mia vita, ed ora che non c’è più ne sento la mancanza. La grande cura per i dettagli, maniacale direi, che Rockstar Games ha saputo infondere al suo capolavoro assoluto, mi ha portato a desiderare di non uscire mai da quel mondo: la cura a base di forti emozioni e soddisfazioni celebrali a cui per due mesi sono stato sottoposto è cibo per la mente il cui sapore difficilmente si dimentica. Soprattutto perchè non ho potuto materialmente vedere e ascoltare tutto: mi sarò perso sicuramente qualche bello scorcio di città, qualche esilarante frase alla radio, decine di siti, programmi TV, persone, macchine, moto. E’ questo il cuore dell’esperienza di GTA, creare una città in cui si può davvero vivere per tanto tempo senza lamentarsi che tutto è generato da un computer. Un gioco totale, dove guidi, spari, risolvi enigmi, viaggi, senti musica, vedi film, ecc e non ti stanchi mai!

Anzi, ho quasi paura che Rockstar Games, grazie ai contenuti scaricabili in arrivo, abbia deciso che sulle nostre console deve girare un solo ed unico disco, per sempre: quello di GTA 4.

E noi saremo là, joypad in mano, pronti a raccogliere la sfida.

Io però ora sono “dovuto” andare in altri mondi virtuali, forse non altrettanto belli o vasti, ma altrettanto interessanti (sto giocando a Metal Gear Solid 4, e mi sembra davvero bellissimo). Fortuna che c’è Frantz (grazie!) che mi ha scattato una foto mentre ero a Liberty City, così da ricordarmi per sempre della più bella città virtuale di tutti i tempi.

GTA IV

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