Tra i tanti titoli che da qui a qualche mese affolleranno la ludoteca di Nintendo 3DS, anche gli amanti del folle Saints Row troveranno pane per i loro denti. THQ ha infatti ufficializzato il nome del capitolo dedicato al nuovo portatile Nintendo: si tratta di Saints Row: Drive By, sandbox game che oltre a vantare una realizzazione in 3D stereoscopico, potrà scambiare dati con la versione Xbox 360 di Saints Row 3.
Ma le sorprese non finiscono qui. Volition Inc. sta infatti realizzando una versione di Drive By compatibile con Xbox Live, ed anch’essa provvista di rendering stereoscopico. Una mossa davvero importante da parte della software house, considerato che realizzerebbe su Xbox Live ciò che da tempo immemorabile gli utenti PSP chiedono a Sony, ossia giocare i propri titoli PSP direttamente su PlayStation 3. Che sia il seme di una possibile – e danarosa - tendenza per gli sviluppatori 3DS third party?
All’E3 del 2009 venne presentato un curioso FPS prodotto da THQ che avrebbe permesso ai giocatori di vivere una vera e propria guerra moderna sul suolo americano, un po’ nello stile del recente Modern Warfare 2, ma con la Korea al posto della Russia: stiamo parlando di Homefront.
Da un anno a questa parte però nulla è stato più rilasciato sul gioco e in molti già avevano archiviato la parentesi Homefront nella nutrita schiera dei vaporware… fino ad oggi! Kaos Studios infatti ha proposto ai videogiocatori di tutto il mondo un trailer di eccellente fattura in cui vengono mostrate le fasi storiche che porteranno all’invasione degli Stati Uniti da parte della Korea, e quindi alle vicende del gioco. Non ci possiamo sbilanciare molto con i giudizi dato che il video in questione è realizzato con attori in carne ed ossa, ma non si può negare che l’idea di base per ora sia decisamente buona!
Homefront è atteso per fine 2010/ inizio 2011 su Playstation 3 e Xbox 360, e il producer THQ assicura che i lavori su questo nuovo titolo procedono senza intoppi…ciò su cui si farà leva sarà il grande senso di immedesimazione con il proprio personaggio, quindi è lecito aspettarsi un alto livello di spettacolarità e tensione da vivere esclusivamente in prima persona, senza narrazione onnisciente o cut-scenes estranee al personaggio…insomma un gioco alla Gordon Freeman!
Speriamo bene, e incrociamo le dita affinchè questo nuovo tentativo di ucronìa non faccia la fine di Turning Point che, sebbene come idea risultasse alquanto intrigante, si sia poi rivelato meno divertente di un calcio sui denti.
Tutto pronto o quasi per l’E3. E i filmati di videogiochi di prossima uscita continuano a prolificare. Ora è la volta di Red Faction Armageddon che si presenta proprio al pubblico con questo primo trailer di debutto che mostra non solo grafica in CG ma anche qualche scena di Gameplay.
Dopo Red Faction Guerrilla, uno delle poche belle sorprese dell’anno passato, THQ si ributta sul franchise ed ha come deadline Marzo 2011, data di uscita per questo titolo che si svolgerà nuovamente su Marte (come il primo Red Faction e il predecessore). Il Pianeta Rosso sarà teatro della nuova avventura che prenderà piede circa cinquant’anni dopo Guerrilla. Ovviamente, come avrete potuto vedere dal trailer, non solo nemici umani questa volta… ma anche schifosissimi alieni
Una saga fantascientifica alla Asimov, quella di Red Faction che sta descrivendo centinaia di anni ai margini dell’universo abitato, non certo con la calma e la lungimiranza dello scrittore russo ma, videoludicamente parlando, con la stessa iper produttività.
Come erano belli i giochi ai tempi di Darksiders… come? Scusa, cosa hai detto? Effettivamente è un po’ controsenso, visto che Darksiders è disponibile nei negozi solo da pochi giorni, ma questo non ci ha impedito, almeno con la fantasia, di tornare ai bei vecchi tempi, ovvero quando titoli simili a questa prima fatica della Vigil Games se ne vedevano molti ma molti di più. A partire dal sempiterno Zelda naturalmente, una serie che però nel tempo ha perso un po’ del suo lustro, affidandosi fin troppo alla struttura di quell’Ocarina of Time per Nintendo64 che nel 1998 rivoluzionò la saga. Ma perchè parliamo di Zelda? Perchè ci siamo soffermati così tanto su un genere apparentemente dismesso? La risposta è proprio Darksiders, un gioco dove le prime cinque ore ci portano col pensiero proprio alle nostre scorribande su Hyrule. Piante esplosive, una spada e un sottospecie di boomerang sono le armi chiave di Guerra, il protagonista del gioco, esattamente come lo sono da sempre di Link, l’eroe senza tempo dell’epopea Nintendo. Insomma, se quel genere vi manca, sappiate che questo è il primo esponente in grado di riportare in auge la triade composta da esplorazione, combattimenti e puzzle.
Darksiders è sviluppato dalla Vigil Games, software house fondata solo qualche anno fa (e con l’intento di creare proprio questo titolo) da Joe Madureira, ovvero uno dei più rinomati disegnatori della sua generazione, entrato in Marvel all’età di 16 anni. Praticamente un fenomeno, ma Joe Mad, questo il suo soprannome, è riuscito a trasferire la sua abilità artistica anche nel mondo dei videogiochi? In parte. Di certo Darksiders ha beneficiato del suo inimitabile tratto, il mondo di gioco per esempio per quanto non brilli per realizzazione tecnica è in ogni suo anfratto decisamente ispirato, mentre i vari personaggi che si alterneranno dinnanzi a Guerra rappresenteranno una sorpresa continua, ancor di più per gli amanti dei comics americani.
L’ambientazione di Darksiders vede l’umanità estinta e il pianeta terra in balia di poderose entità demoniache. Nei panni di Guerra, niente meno che uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse, saremo chiamati a malmenare aberranti creature di ogni stazza, affidandoci a un semplice quanto divertente sistema di combattimento, forse un po’ piatto a difficoltà normale ma assolutamente bastardo (e per questo divertente) se assaporato scegliendo come difficoltà il livello apocalittico (che non è così apocalittico ma nemmeno una passeggiata, in pratica oldstyle come potrebbe piacere a molti). Il gioco è alquanto lineare ma questo non gli impedisce di inserire costantemente nuove idee alla sua già comunque robusta struttura che ha un solo grande merito (ce ne sono ancora ma sono copiati da altri giochi), quello di rapire il giocatore nel suo mondo devastato impegnandolo sempre con qualche tipo di attività, come ricercare i pezzi perduti di una mitica armatura o semplicemente esplorando uno dei numerosi dungeons del gioco, cercando di progredire nella trama.
L’aria che si respira, nonostante una grafica disegnata con maestria e animata un po’ peggio, è alquanto desolante, ma non mancheranno zone più lussureggianti da sporcare minuziosamente di sangue demoniaco.
Abbiamo fatto provare Darksiders a un gallo e la sua reazione è stata questa:
Una cosa che Darksiders potrebbe insegnare all’università è come creare boss di fine livello, un merito che riconosciamo ad ogni titolo che spinge i giocatori ad aggrapparsi al joypad dalla concentrazione. D’altronde i diabolici sviluppatori hanno deciso di non farci vedere l’energia dei nostri nemici, una scelta che nonostante le ingiurie lanciate ci ha a dir poco esaltato, rendendo ogni epica battaglia una corsa all’ultimo fendente. Naturalmente potremo migliorare il nostro arsenale di armi e magie, a volte semplicemente spingendoci dove vuole il gioco e altre come ricompensa alla nostra videoludica curiosità (cosa diavolo c’è in quel corridoio apparentemente sbarrato? È così che passano improvvisamente ore e ore di gioco). Senza innovare nulla Darksiders si prende il tuo tempo libero e lo trasforma in una macelleria sovrannaturale davvero spassosa, un fulmine a ciel sereno per chi non ha mai avuto modo di giocare a uno Zelda, un ritorno a quando i giochi erano meno arrivisti verso il futuro e più sicuri della loro semplice struttura per tutti gli altri. In pratica un gran bel prodotto che potrebbe anche rischiare di passare ingiustamente inosservato. Peccato che la THQ non abbia rilasciato un demo su Xbox Live o PlayStation Network ma questo è anche dovuto alla sua fluida struttura di gioco, davvero difficile da spezzettare in un blocco da 10 minuti da presentare ai giocatori sperando che faccia davvero colpo. Inoltre la longevità è di tutto rispetto, sebbene si possa terminare l’avventura con 15 ore di gioco dovrete aggiungerne un bel pò se vorrete scoprire tutti i segreti o impelagarvi con il livello di difficoltà apocalittico. Complimenti!
Soprattutto “le” cosplayer. Vabbè la smetto, sennò sembra davvero che ho il chiodo fisso quando invece l’unica con cui ho parlato è quella del video di Cartoomics 2009. Certo è che quando si parla di Lucca Comics and Games non si può prescindere dall’analizzare e sottolineare quel gran fenomeno che risonde al nome di Cosplay visto che la quattro giorni toscana sarà letteralmente invasa di tizi mascherati.
Ma ci saranno anche i fumetti, l’animazione, i giochi da tavolo e ovviamente i videogiochi. Ed è di questo aspetto che dobbiamo parlare.
Vediamo cosa propone il menù della fiera e vediamo, soprattutto, dove potrete incontrarmi per chiedermi degli autografi relativamente alla mia bravura nel confezionare la marmellata. Si beh, non ve lo avevo mai detto, ma sto per abbandonare il mondo dei games per darmi a qualcosa che mi riesce meglio Ovviamente sto scherzando.
Partendo però da quest’ultimo argomento io sarò presente come telecronista per i tornei organizzati presso lo stand di Video Games Party: il menù è molto vario e comprende titoli casual per Wii (Mario Kart), il fenomeno calcistico di Electronic Arts (Fifa 1o, di cui potete leggere la nostra recensione) e qualcosa per i pro, Street Fighter 4 (di cui in questo blog abbiamo parlato in lungo e largo). In questo stand, inoltre, grazie ad Ubisoft potrete provare Assassin’s Creed 2 in anteprima nazionale con due postazioni apposite come vi abbiamo raccontato nel post relativo al Fan Day del titolo dove la “banda” Inside The Game è stata recentemente.
Molti miei fan (continuo a delirare) saranno quindi stupiti di vedermi lavorare per la “concorrenza” visto che io ho sempre partecipato a questo tipo di eventi grazie a Progaming Italia che nei precedenti Lucca Comics and Games ha sempre portato qualcosa di torneistico dove serviva un telecronista. Quest’anno invece i ragazzi di Bolzano (che ringrazio comunque per tutti questi anni di eventi insieme e anche per quelli che verranno) avranno solo in mano alcune presentazioni attesissime legate al marchio Activision ma nessun match su cui urlare. Sto parlando dell’anteprima nazionale ed esclusiva per Modern Warfare 2 che quindi proverò a Lucca e su cui vi saprò dire appena avrò un attimo in fiera.
Già che ci sono descrivo anche cosa faranno i ragazzi di Multiplayer.it che, oltre al solito show pirotecnico pieno di luci e suoni, avranno anche un’interessantissima conferenza stampa di THQ centrata su Darksiders di Vigil Games. Alle 12:45 di venerdì al loro stand sarà presente addirittura Joe Madureira, il creative director del titolo per anticipare molte delle cose che vedremo in questo strano titolo che mischia God of War ad un gioco di ruolo.
Insomma, a Lucca, ci saranno tornei, eventi, presentazioni e cosplayer per tutti i gusti: anche per i vostri! Quindi non fatevi pregare e venitemi a trovare!
I più strafottenti diranno di averlo già in coda su qualche programma di condivisione file, ma se volete davvero bene ai videogiochi allora vi conviene cancellare il torrent e aprire subito Steam, dove fino al 2 Novembre potrete acquistare lo splendido S.T.A.L.K.E.R con lo sconto del 75%, ovvero 5 Euro tondi tondi.
Il gioco della GSC Games è una delle esclusive Pc più forti degli ultimi anni ed è ispirata all’omonimo film di Andrei Tarkovsky, a sua volta tratto dal libro Roadside Pic-Nic, in cui la zona attorno alla centrale di Chernobyl diveniva un luogo magico e letale, abitato da disperati e formazioni paramilitari, costantemente minacciati da pericolosi artefatti di origine sconosciuta e aberranti creature mutanti. Read the full story
Dopo l’acquisizione di Marvel da parte di Disney, e dopo le deliranti affermazioni di AKirA ieri , iniziano a giungere le prime notizie ufficiali riguardo l’evoluzione dei videogiochi legati ai personaggi della Casa delle Idee. Disney attualmente ha la propria divisione software, la quale si occupa dello sviluppo dei giochi basati sui propri film, personaggi e proprietà intellettuali varie.
Come promesso eccovi il post che racchiude l’opinione di Inside The Game, cioè la mia e quella di Fucktotum, riguardo ai migliori giochi usciti nel 2008.
Come starete già vedendo dal video sovrastante il post, questa volta ho preferito usare uno strumento “diverso” per stilare la mia persona classifica, tutta. Piuttosto che premiare con un video il gioco dell’anno (curiosità, la colonna sonora è dei Faunts e si chiama M4 Part 2, l’ho scelta perchè è la musica di sottofondo nei “credits” di Mass Effect, uno dei più bei videogiochi dell’anno scorso che però non trovò posto nella mia classifica visto che l’ho giocato nel 2008: mi sentivo in dovere di elogiare in qualche modo questa perla di programmazione), come 365 giorni fa, meglio premiare tutti e 10 i protagonisti di questo 2008 storico. Se pensavo che il 2007 fosse stato il miglior anno, a livello qualitativo, per l’industria dell’intrattenimento elettronico, devo ricredermi: questo è stato di gran lunga l’annata DOC. Conservate le bottiglie.
Abbiamo cominciato l’anno con Grand Theft Auto 4, ad Aprile e tutti abbiamo steso il tappeto rosso a Nico, che è entrato nelle nostre case trasportandoci nella migliore ricostruzione virtuale di sempre, quella di Liberty City. Ma l’estate porta caldo, il caldo vacanze strane, le vacanze strane portano ad un viaggio con Avventure nel Mondo e quest’ultime portano serpenti! Uno è sbucato sulla mia PS3, un “Solid Snake” e mi ha lasciato di sasso: era Metal Gear Solid 4!
Poi è stato una specie di attacco continuo e quasi senza senso di produzioni tripla AAA o comunque da giocare: Geometry Wars 2 (e via a sparare alla geometria, un sogno che si avvera ), Braid (il titolo che più mi ha stupito quest’anno, senza subbio il più affascinante), de Blob (se penso a questo gioco mi metto a ballare… ) Dead Space (ancora me la faccio sotto; ma tornerò sulla Ishimura per un po’ di achievement), Fallout 3 (“Do you want to set the World on fireeeee”), Gears of War 2 (veramente epico, anche in multiplayer io mi diverto molto a reggere orde su orde), Mirror’s Edge (ne ho parlato ieri, la mia opinione sul lavoro DICE è altissima), Little Big Planet (il post lo rimandiamo all’anno prossimo… devo ancora provarlo a fondo).
E’ stato un anno di cambiamenti, di rischi di super grafica di grandi ritorni… un anno da passare attaccati al pad visto che oltretutto sono usciti anche tanti altri titoli degni di nota, molti dei quali non ho avuto tempo di provarli: mi riferisco a Spore, World of Warcraft: Wrath of the Lich King, Viva Pinata Trouble in Paradise, No More Heroes, Fable 2, Castlevania: Order of Ecclesia, Rock Band 2, Far Cry 2, Red Alert 3, ecc… Altri ancora invece li ho giocati ma non li abbiamo inseriti, per un motivo o per l’altro, in top 10… alcuni esempi? Guitar Hero World Tour, Ninja Gaiden 2, Il potere della Forza, Castle Crashers.
Insomma guardo la lista qui sopra e rimango di stucco, quasi non ci credo. E devo ancora aggiungere i titoli tripla A che ho giocato e mi hanno deluso. In fondo aspettavo con ansia l’avvento di Too Human o il nuovo Call of Duty World At War oppure Alone in The Dark: li ho provati, finendo il primo e il terzo e sono rimasto alquanto scontento, ma vanno comunque annoverati in questo palcoscenico chiamato 2008 tra i grandi nomi.
Quasi dimenticavo i non giochi, che poi hanno venduto molto più di questi titoloni. Uno su tutti? WiiFit… e la lista si allunga!
Insomma… ma di che anno stiamo parlando? Signori, io sinceramente tutti questi gioconi non l’ho mai visti e stilare una top 10 è stato difficilissimo. Eppure abbiamo voluto premiare i nostri gusti e, come al solito, parlare col cuore piuttosto che con la mente. In fondo, c’è anche scritto un po’ ovunque nel video, Inside The Game.
Detto questo, quindi, non arrabbiatevi se non avete visto il vostro beniamino in classifica, il prossimo anno progettiamo nomination e votazioni, anche perchè se il 2009 rispecchierà la tendenza di questo “uno-due” che sono stati 07 e 08… mi devo far clonare a breve e quindi in due akiri saremo in grado di sostenere tutta la votazione e relative bagarre!
Conoscete un buon clonatore?
Buona visione e sopprattutto buon anno a tutti!!! Videogiocatori e non (questa volta mi sento buono ).
Sono rari i casi di giochi di cui non senti minimamente l’arrivo eppure ti stupiscono.
de Blob, di Blue Tongue, pubblicato da THQ, è uno di questi.
A dire la verità ne avevo sentito parlare, avevo letto qualche bella recensione in giro… pensavo ad un buon gioco con molte innovazioni, niente di più. Mi sbagliavo e sono contento di aver toccato con mano il mio errore: de Blob è un assoluto “must buy” per tutti i possessori del Wii che non siano l’ultima ondata di videogiocatori/giocatrici, cioè appassionati solo a WiiFit e a roba simile. Come ho già detto nella puntata di 3 Minutes of Game dedicata al titolo, a mio avviso questo è il miglior prodotto third party per Wii del 2008.
Chiunque abbia comprato la macchina Nintendo, come il sottoscritto, nella speranza di vedere giochi “inediti” con un metodo di controllo innovativo per sfruttarli al meglio, sarà ufficialmente rapito da quella simpatica goccia d’acqua che è Blob, in lotta contro i malvagi INKT.
Parentesi: questo gioco ricorda moltissimo il film Wall-E. Non come trama o senso, ma semplicemente come tipo di opera: dedicata ai più piccoli ma adatta soprattutto agli adulti. E’ un gioco con un PEGI di 3+, cioè per bambini; le moltissime metafore e il suo significato, però, lo rendono molto più appetibile per chi qualche anno sulle spalle lo ha. Il momento del telegiornale, in cui gli INKT nascondono in malo modo l’operato di Blob e la liberazione, città per città, del mondo conosciuto dal bianco e nero, è ovviamente un modo di criticare il controllo dei media. Molte frasi non sfigurerebbero in bocca a Bakunin o a V e mi piace pensare che gli autori si siano proprio ispirati a loro, o ad altri “teorici” dell’anarchia, mentre le scrivevano. Potere al popolo, almeno secondo Blue Tongue e Alan Moore: nel caso del videogioco potere ai colori… contrapposti ad un monocromatico grigio dei governi.
Tutto vero
Ma non si premia un titolo solo per la sua trama o per il suo significato, altrimenti Killer 7 sarebbe uno stracapolavoro. Si premia un gioco se diverte, se è innovativo e se le sue meccaniche riescono a non stancare.
Nel caso di de Blob due punti su tre sono pienamente rispettati. Il concept è il seguente: siete una “palla” e dovete rimbalzare, rotolare, saltare (alla katamari, per intenderci). Ogni volta che toccata una superficie monocromatica, la dipingerete del colore che avete momentaneamente assorbito. Fin qui, niente di speciale; ecco quindi la genialata.
Ad ogni colore corrisponde uno strumento musicale che, arpeggio dopo arpeggio, si va ad aggiungere alla base funky, blues o rockeggiante ad ognicolorata. Più riuscirete a colorare, quindi, e più sentirete la colonna sonora del gioco vibrare e non fermarsi. Ad ogni area terminata, il ritmo tornerà blando così da ricominciare. Tra l’altro se ricolorate qualcosa che è già stato pennellato, gli strumenti si aggiungeranno uno all’altro.
Da spiegare è difficile, infatti non mi aveva attratto più di tanto nonostante le numerose critiche positive lette in giro. Provarlo è tutta un’altra cosa: sembra assolutamente di “suonare” il gioco. Si prova un senso di libertà e euforia davvero unico; non è poco, per un videogame.
E’ infatti un peccato che per quanto riguarda il terzo aspetto citato poche righe fa, cioè “non stancare”, de Blob pecchi evidentemente di ripetitività. Si è spinti ad andare avanti solo per l’acquisizione di nuove musiche con cui orchestrare le proprie ore di gioco, non tanto per la sfida o per la trama. Da questo punto di vista si vede che il prodotto è un PEGI 3+: troppo facile risolvere gli enigmi da puzzle sparsi tra i livelli e altrettanto facile saltare da una piattaforma all’altra.
A mio avviso, comunque, questo lede di pochissimo il valore del titolo che è pura improvvisazione.
Creativa, videoludica e colorata!
Nel video un livello del gioco comprensivo di incontri con gli abitanti di Chroma City, così vi fate quattro risate anche col loro parlato.