Chi mi conosce lo sa: ho una spiccato interesse per i giochi “di nicchia“, specialmente se provengono dal Giappone; se poi il gioco in questione è di Capcom ed è opera del team di Phoenix Wright, il livello di interesse sale alle stelle.
Il titolo in questione si chiama “Ghost Trick“, è in sviluppo su Nintendo DS, e si presenta come un incrocio tra avventura a tinte noir e puzzle game. Protagonista della vicenda è un fantasma che si troverà a dover impedire al serial killer che lo ha ucciso di compiere ulteriori omicidi.
Altro che Ashley Williams, tutta fumo e niente arrosto! Direttamente dal Tokyo Game Show, arriva un trailer di Mass Effect 2 che ci presenta un nuovo personaggio femminile che si unirà alla truppa di Shepard, ovvero Subject Zero, che si autodefinisce una “all powerful bitch“. Read the full story
Il Tokyo Game Show non finisce di stupire. Anche se molti degli annunci erano abbastanza vociferati o conosciuti per gli addetti ai lavori, qualcosa che ha stupito il pubblico c’è stata. L’annuncio di Koei Tecmo, infatti, è di quelli che lasciano con la pelle d’oca.
Io sono stato un grande fan del cartone animato in questione. Sono stato e lo sono ancora. Spesso dico questa frase, che la dice lunga sulla dose di fanatismo della mia persona nei confronti della Sacra Scuola di Hokuto: “A me sono sempre piaciuti tutti i cartoni animati da ragazzino, ma non saprei definire il mio preferito; so solo che Ken il Guerriero non farebbe parte di questa classifica, perchè Ken Il Guerriero non è un cartone animato, è una religione“.
Splendide notizie dal Tokyo Game Show per chi, come noi, ha amato il primo Dead Rising, senza dubbio uno dei migliori titoli della prima ondata per Xbox 360.
Il secondo capitolo, sviluppato da Blue Castle Games, godrà di un’interessantissima modalità multiplayer per un massimo di quattro giocatori, impegnati in un cruento reality show, TIR (Terror in Reality) , in cui per guadagnare soldi bisogna massacrare zombie nel corso di quattro distinte modalità.
Più che al Grande Fratello, la mente corre al Running Man di Arnold Schwarzenegger e, inutile dirlo, questo ci piace assai!
Le quattro modalità avranno come filo conduttore il conduttore del programma e ovviamente i quattro protagonisti, con tanto di tutine stile American Gladiators: in una (Ramsterball) ogni giocatore sarà chiuso in una sfera di metallo e dovrà abbattere delle torri. Solo un concorrente per volta avrà questa possibilità, gli altri potranno inseguirlo e, dopo averlo colpito, gli strapperanno questa possibilità di far punti; nella seconda (Headache) ognuno avrà a disposizione tre copricapi per volta (che possono essere reintegrati in un’apposita area) e dovrà infilarli sulla testa di quanti più zombie possibili: una volta pronto, dovrà attivare le lame dei cappelli stessi e far schizzare via le cervella dei simpatici non morti.
La terza modalità, Pounds of Flash, vedrà protagonisti i copricapi con corna di alce già visti nei precedenti trailer, con cui spingere quante più carcasse putrescenti su una piattaforma che ne calcola il peso: più peso, più punti!
L’ultima, Slicecycles, col nome dice già tutto: alla guida della splendida moto-motosega (wow!) dovrete affettare quanti più zombie possibile nel delirio finale a base di arti mozzati e viscere.
Nuovo video per The Last Guardian, il nuovo, attesissimo titolo del Team Ico di Fumito Ueda.
Ancora niente gameplay, ma resta fortissima la sensazione che il binomio tra una colonna sonora eccellente e meccaniche vincenti, oltre a un character design senza pari, porteranno a un’altra pietra miliare dopo Ico e Shadow of The Colossus.
Godetevi questi i due minuti di filmato, direttamente dal Tokyo Game Show e, se non avete una PS3, cominciate a mettere da parte i soldi!
Goichi Suda o si ama o si odia: pochi personaggi nel mondo dei videogiochi sono stati in grado di spaccare in due il pubblico come ha fatto questo signore dai tempi di Killer7. Game designer geniale o imbonitore da baraccone la cosa certa è che quando si tratta di ribaltare le regole e i luoghi comuni della cultura pop e videoludica Suda51 sa quello che fa.
Proprio oggi le dichiarazioni quasi contemporanee di due personaggi mi hanno dato da pensare. Una di Tetsuya Mizuguchi, creatore (tra gli altri) di Rez e Lumines, e l’altra di Keiji Inafune, storico nome di Capcom.
A legare i due è l’apertura manifestata nei confronti dell’ occidente;
Intervistato da 1Up, Mizuguchi dice: ” Dovrebbe esistere una legge che richieda alle compagnie di videogiochi giapponesi di avere nel proprio staff un 30% di lavoratori di altre nazioni. (…) Dovremmo aprire le porte a sviluppatori non giapponesi.”
L’E3 è passato. E’ stato un botto enorme ma è passato.
Ora arriveranno le altre fiere (Tokyo Game Show e Gamecom a Colonia) mentre quella losangelina si sedimenta nei nostri cervelli. Dobbiamo pensare ai tantissimi titoli presentati e capire quali ci piacciono e quali no. Quali compreremo questo autunno infuocato e quali lasceremo ad impolverarsi sullo scaffale.
Dopo aver visto questo video, penso che uno di quelli che entreranno nelle case dei giocatori sarà Assassin’s Creed 2. Mi sbaglio?
Ma cosa ha combinato Ubisoft con questo gioco?
Il primo capitolo era un’esperienza incredibile, soprattutto per le prime 4 ore di gioco. Poi diventava molto ripetitivo, troppo e sicuramente non poteva essere definito un capolavoro. Certo che lo stile e alcuni dettagli lo hanno reso per me un vero e proprio must del 2007! Una specie di viaggio. Con Assassin’s Creed è stato come andare in gita in Terra Santa.
Ora Ubisoft si spinge ancora più in alto, e la vacanza si sposta in Italia, la nostra terra, la nostra nazione. Venezia, mostrata in questo filmato, non è mai stata così vera, vivida ed emozionante. Ambientare la trama durante il rinascimento è stato un colpo di genio ma addirittura calare la maschera del carnevale sulla città della laguna fa gridare al miracolo. Con il motore del gioco francese, poi, tutto sembra magico, avvolto in un’aura di mistero e sofisticato.
Hanno cambiato qualcosa, rispetto all’originale ora Altair… a no scusate, Ezio, il protagonista del gioco, potrà nuotare e addirittura volare, grazie ad una delle invenzioni di Leonardo da Vinci come la macchina volante. Il tutto sembra navigare nella direzione di rendere il gioco più vario e completo; una sorta di sandbox medievale (pensata fantastica!) dove un assassino sta per compiere il suo destino, non limitandosi a prendere punti alti e a cascare nel fieno. Dal filmato infatti si evince che ogni missione sarà diversa, ludicamente parlando, alla precedente e probabilmente anche il combattimento sarà più divertente. Quest’ultimo punto mi sembra garantito dalla mancanza di armi da parte di Ezio Auditore, molto più “ladro” rispetto ad Altair, oltre che assassino. Il feeling è sempre lo stesso e i particolari davvero azzeccati sono rimasti: i discorsi prima di infliggere il colpo finale alle vittime designati, l’animus e un protagonista davvero carismatico (nonostante il nome faccia ridere).
Graficamente è sconvolgente. Venezia è stupenda, quasi come nella realtà e soprattutto sembra davvero uguale alla controparte reale. I vicoli,i canali, le piazze tutto è stato riprodotto nei minimi termini. Non vedo l’ora di vedere Firenze.
Anche e soprattutto l’idioma dei cittadini della città sospesa sul mare è stato riprodotto in maniera fedele: questo significa che parlano italiano. In quegli anni, infatti, il volgare era ormai in uso e quindi la popolazione, ricca o povera che fosse, utilizzava la lingua con cui tutt’ora io sto scrivendo in questo blog per comunicare. Il trailer, ovviamente, è della versione inglese del gioco ma, come per la terra santa dove c’erano soldati che parlavano francese e guardie che parlavano tedesco, ci saranno frasi in completo italiano.
Apro quindi la prima parentesi negativa di questa preview. Ma è possibile che i programmatori canadesi pensino davvero che noi tutti parliamo come Mario di Super Mario Bros? “It’s me! Simooone”. No, non parliamo così e quindi davvero non si spiega l’approssimazione con la quale sono stati doppiate le frasi in italiano che, al 100% secondo me, si avvarranno di un madre lingua nella versione finale. Questa era solo qualcosa da mostrare all’E3… vero?
No perchè sennò questo gioco si coprirà di ridicolo almeno qui nel Bel Paese (anche se in verità verrà ridoppiato, quindi solo chi comprerà o vorrà giocare alla versione inglese noterà ciò che sto dicendo): al minuto 3:00 c’è una guardia che dice “Il diavolo, il diavolo è venuto a portarci via” che non sembra manco italiano maccheronico parlato da qualche straniero. Sembra proprio la voce di Mario!!!
Pensate in tal proposito è nata anche un’iniziativa volta a far ridoppiare Assassin’s Creed 2 a madrelingua italiani professionisti anche per il mercato non italiano. Me l’ha fatto notare Matteo, creatore di questa corrente che si chiama “assassinmario“. Pensate che c’è addirittura una petizione da firmare online e inoltre la protesta ora ha anche un simbolgo. Lo vedete qui a sinistra Insomma ridiamo dignità alla nostra lingua è la parola d’ordine per questo gruppo di persone, almeno nei videogiochi… Bravi, vi appoggio!
Curiosità vuole che io abbia già avuto problemi col doppiaggio di Assassin’s Creed, anche se era quello italiano. Avevo accusato, sbagliando, di scarsa qualità i doppiatori italiani per la prununcia della parola “credo“. Fortunatamente nei commenti del mio articolo, il credo de noartri (che tra l’altro dovrebbe essere “noantri”, in romanesco), uno dei doppiatori del gioco mi ha fatto notare l’errore. Come già detto comunque, qui non si parla di localizzazione, spesso approssimativa nei videogiochi italiani, ma proprio della versione in lingua inglese.
Concludendo comunque, sono sicuro però che Ubisoft ci sta già pensando e nella versione finale avremo un italiano perfetto che permetterà al pubblico inglese, americano, francese ecc di calarsi ancora di più nell’atmosfera di questo splendido titolo che, per la cronaca, comprerò al day one (la data diuscita mondiale è fissata per il 17 novembre) !
Ancora pochi giorni e aprirà i battenti l’ennesima fiera sull’intrattenimento digitale, il Tokyo Game Show.
Saremo nuovamente sommersi da notizie, immagini, filmati e tutto quanto fa notizia in occasioni di eventi come questo. Nel frattempo però Nintendo, nel corso della sua consueta conferenza invernale, scende in campo pesantemente con una serie di preziosi annunci.
Possiamo dirlo subito: esiste un nuovo DS e sarà lanciato a breve sul suolo nipponico (si parla di inizio Novembre) , mentre noi poveri europei dovremo attendere la primavera del 2009.Si chiama Nintendo DSi e, come sostenevano le voci diffuse in rete giorni fa, ha una serie di caratteristiche interessanti e del tutto nuove per una console portatile. Vediamole un po’ in dettaglio: innanzitutto a fronte di una leggera diminuzione del volume della console (si parla di 12% di “ingombro” in meno), i due schermi sono stati ampliati, arrivando ad avere una diagonale di 3,25 pollici. Confermata anche la notizia relativa alla fotocamera: 3 megapixel e la possibilità di salvare e apportare piccole modifiche ai nostri scatti. Entra in scena poi la possibilità di leggere card SD, a discapito della porta per giochi del glorioso Game Boy Advance e di tutti gli accessori che in quella sede si ancoravano. Compare un browser interno (Opera?), grazie al quale si potranno scaricare nuovi titoli tramite il servizio DSiWare (analogo a quello per Wii con titoli gratuiti e a pagamento, nei tagli di 200,500 e 800 “punti”). Insomma, una piccola rivoluzione che porterà ancora tanti soldi alla casa di Kyoto: anche se è la seconda trasformazione del portatile, queste nuove caratteristiche lo premieranno di certo sul mercato mondiale.
Passando ai giochi, anche qui conferme e novità di grande valore. Ci erano stati promessi nuovi episodi di classici storici, la risposta è arrivata e ha le fattezze di titoli molto diversi tra loro ma di sicuro appeal.
Iniziamo con Punch-Out!!! Wii, sul quale non sono stati dati molti dettagli ma per il quale basta il titolo: giocherei ancora oggi all’episodio per Nes, sono passati tanti anni ma a livello di divertimento resta insuperato, speriamo bene!
Seguono a ruota Sin and Punishment 2, sparatutto di quei geniacci di Treasure (cui dobbiamo l’arduo Ikaruga e il leggendario Gunstar Heroes) e Dynasty Warriors Wii, mega classico in Giappone creato da Koei. Sbarca sull’ammiraglia Nintendo anche Another Code, avventura grafica vecchio stile che almeno su DS aveva mostrato degli enigmi davvero geniali, insieme a un ennesimo Wii Ware che presenta le solite caratteristiche: costa poco da sviluppare e vende a pacchi perchè divertente e giocabile anche da un animale domestico privo di particolare addestramento. Torniamo al DS grazie al nuovo Mario & Luigi (il terzo): chi lo ha provato sa quanto possa essere avvincente il suo gameplay, fatto da una spruzzatina (minuscola!) di platform e di una solidissima struttura da GdR.
Chiudo la panoramica con l’annuncio relativo a una nuova iniziativa, Wii de Asobu (”Gioca su Wii”), una selezione di titoli classici per GameCube che proveranno a rivenderci riadattandoli per l’occasione. Il primo della serie? Pikmin!
Titolo mezzo in italiano e mezzo in inglese per un articolo, mezzo di critica mezzo di esaltazione, rivolto ad una fiera completamente incentrata sul pubblico consumer e non mezza rivolta alla stampa.
Cosa intendo? Beh da queste due righe sarà stato difficile capirlo: mi spiego meglio.
Sarà stata la vicinanza temporale con l’E3, oppure il periodo non certo ottimo per rilasciare novità succulente, ma il fatto resta: a Lipsia si è visto tantissimo materiale, di cui solo una piccola percentuale rappresenta prodotti nuovi. Anzi, di novità nel senso stretto del termine, si è visto ben poco. Tutto è stato un “update” dell’E3 e tutti i siti di videogiochi specializzati si sono prodigati nelle loro “updated impressions“. In fondo che dovevano fare? Se mi fai vedere Killzone 2 all’E3 e a Lipsia mi fai vedere il multiplayer, io che devo scrivere?
Probabilmente avremo qualcosa in più su cui riflettere quando usciranno le riviste specializzate. Attendo con ansia la “mia” Game Pro, ad esempio, per leggere un buon reportage sull’evento; più ragionato magari, visto che non sarà scritto con la velocità istantanea del web. Per ora però rimango parzialmente deluso: devo accontentarmi di Lips come novità o della PSP 3000? No! Vorrei sempre di più!
Chiaramente qualcosa c’era. Non ci disperiamo. Ad esempio FIFA 09 e PES 2009, oltre a qualche progetto minore ma interessante come Heavy Rain, il cui video apre il post di oggi. Su questo titolo, va detto, nutro grandissime speranze (è il nuovo progetto degli autori di Fahreneit, Quantic Dream) che spero non vengano disattese come da qualche recentissima uscita. Ma se escludiamo queste gocce nel mare degli update di Lipsia, rimangono solo un sacco di gioconi, a cui tra l’altro manca pochissimo, di cui sappiamo un pò più di prima. Alcuni li vedete qui nel post di Massimo, altri non li elenco nemmeno, tanto, c’è Gamespot.
La riflessione che invece lancio è la seguente: ci sono gli Ubidays, il Blizzcon, il Qcon e altri migliaia di eventi dei vari publisher o sviluppatori. Eventi con un forte taglio giornalistico dove vengono annunciate succose anteprime, comunicate come la casa madre vorrebbe: senza il casino di centinaia di migliaia di visitatori. E allora… era forse prevedibile questa carenza di novità a Lipsia? E’ forse giunto il momento delle fiere singole e i “mega eventi” spariranno piano piano?
Tra poco c’è il Tokyo Game Show 2008, dal 9 al 12 di Ottobre, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo grande evento videoludico del pianeta terra? Un updated E3? Una updated Games Convention?
Si badi bene però, concludendo, che non era mia intenzione criticare minimamente la kermesse tedesca che, a mio parere, è necessarie per far entrare sempre di più il videogioco nell’immaginario collettivo. A Lipsia non c’era un albergo con un posto libero a parte quelli di lusso: l’impatto di un simile evento è clamoroso, da tutta Europa hanno preso d’assalto i cancelli della Games Convention per provare in anteprima i videogiochi del futuro (imminente). Io steso volevo andarci e ci andrò sicuramente il prossimo anno quindi, come detto, non è una critica. Vogliamo una Games Convention sempre più grossa! E sempre più rivolta al pubblico.
Dico solo: questo tipo di fiere, sono il posto giusto per promuovere videogiochi nuovi?
Ai posteri, come al solito, l’ardua mezza sentenza.