Così, puff, in un post nemmeno annunciato o un po’ spoilerato da mesi per farvi salire l’hype, scrivo la notizia forse più importante dell’anno: Inside The Game sta per cambiare faccia, volto, testa, colori, infrastruttura, funzionalità.
Come se avessimo quasi paura di comunicare a voi, i nostri più fedeli lettori, una novità così grande e muscolosa ce la siamo tenuta per noi, ma adesso manca davvero poco tempo e voglio spiegarvi cosa vi attenderà ad accogliervi nella vostra nuova casa a partire dalla settimana prossima (si spera).
Intanto cominciamo con le notizie certe: la settimana prossima alle 21:30 di sera io e Fucktotum saremo di nuovo in onda. Che bello, non vedevo l’ora che si trovasse una soluzione giusta, equa e corretta per rifaticare sulle frequenze web radiofoniche. Grazie a Stefano Valle e Ambra Volpe, quindi, e grazie a Fragtime che si è trasformata da webradio in società di produzione di contenuti radiofonici.
Torna quindi “Funzine” con un nuovo nome, molto più semplice: Inside The Game. Si lo so, abbiamo poca fantasia (anzi ho poca fantasia) ma l’intento della trasmissione è semplice, portarvi dentro al gioco. Quindi quale migliore nome dello stesso che ci ha portato così in alto tra i blog italiani (ricordate che state leggendo il secondo blog sui videogiochi secondo la classifica “Tempo Libero” di Wikio)? Inoltre è anche un richiamo al sito perfetto e sarà pubblicato anche sotto forma di podcast. Ma dei dettagli di questa trasmissione parleremo magari in un post apposito, sappiate solo che sarà su Goozex Radio, ora invece cerchiamo di andare avanti con ciò che vi aspetta sul blog.
Probabilmente, sempre alla fine di questa settimana (se ci riusciamo), chiuderemo il blog al pubblico per un paio di giorni: il tempo di mettere a posto senza farlo online tutti i problemi derivanti dall’installazione di una nuova versione di Wordpress condita da un nuovo tema grafico e soprattutto da nuove funzionalità, molto più in linea con il presente dei blog videoludici.
Come ben sapete infatti questo è uno spazio partito come Blog Personale, con funzionalità simili a quelle utili ad un blog di una persona sola. Poi però c’è stata una prima evoluzione (è entrato Fucktotum) e poi una seconda (sono entrati Pinolo, Viewtifulmee e Inskin) e ora è venuto il momento di una terza, cioè l’abbandono anche formale di questo “atteggiamento” della struttura ad essere un blog personale per trasformarsi in un vero e proprio magazine.
Avete presente la scritta Simone “AKirA” Trimarchi qui sopra? Bene tra poco quella sparirà quindi se ancora non vi siete letti la mia biografia è il momento di farlo Questo perchè ormai io sono solamente una pedina dello scacchiere di ITG e voglio rimanere tale: niente di più, niente di meno. La passione rimane la stessa e le qualità anche: ma gli utenti non devono più percepire questo spazio come “il blog di AKirA“. Questo è il blog di Fucktotum, Pinolo, Inskin, Viewtifulmee e AKirA. E soprattutto sarà il blog di un’altra persona che per ora non vi svelo con nome e cognome. Un certo Jabaskunda che ha già scritto qualche post (i più attenti l’avranno notato) ma che farà davvero “tremare” l’editoria online specializzata perchè è un signore con un’esperienza che è il doppio della mia e con due palle fumanti. Oltre a lui la redazione si allargherà e già parlare di redazione significa parlare di magazine quindi non avrebbe senso lasciare il nome del suo fondatore in alto, verrà sostituito con una bella scritta “Inside the Staff” o una cosa simile (chi siamo, info, redazione ecc).
Detto questo ci saranno altre novità che verranno però in un secondo momento e non quindi in questa prima release che chiameremo 1.5. La 2.0 avrà veramente sorpresissime per tutti voi e speriamo che vi appassionerete al nostro Forum (che avrà qualche idea in più delle solite board) e ai nostri tornei, gestiti da uno degli admin più importanti a livello nazionale nel netgaming italiano.
Insomma ragazzi, sento già il profumo delle cose che bollono in pentola e pensate che non vi ho svelato nemmeno tutto.
Nell’immagine allegata trovate come sarà la nuova homepage di Inside The Game. Che ne pensate?
Soprattutto “le” cosplayer. Vabbè la smetto, sennò sembra davvero che ho il chiodo fisso quando invece l’unica con cui ho parlato è quella del video di Cartoomics 2009. Certo è che quando si parla di Lucca Comics and Games non si può prescindere dall’analizzare e sottolineare quel gran fenomeno che risonde al nome di Cosplay visto che la quattro giorni toscana sarà letteralmente invasa di tizi mascherati.
Ma ci saranno anche i fumetti, l’animazione, i giochi da tavolo e ovviamente i videogiochi. Ed è di questo aspetto che dobbiamo parlare.
Vediamo cosa propone il menù della fiera e vediamo, soprattutto, dove potrete incontrarmi per chiedermi degli autografi relativamente alla mia bravura nel confezionare la marmellata. Si beh, non ve lo avevo mai detto, ma sto per abbandonare il mondo dei games per darmi a qualcosa che mi riesce meglio Ovviamente sto scherzando.
Partendo però da quest’ultimo argomento io sarò presente come telecronista per i tornei organizzati presso lo stand di Video Games Party: il menù è molto vario e comprende titoli casual per Wii (Mario Kart), il fenomeno calcistico di Electronic Arts (Fifa 1o, di cui potete leggere la nostra recensione) e qualcosa per i pro, Street Fighter 4 (di cui in questo blog abbiamo parlato in lungo e largo). In questo stand, inoltre, grazie ad Ubisoft potrete provare Assassin’s Creed 2 in anteprima nazionale con due postazioni apposite come vi abbiamo raccontato nel post relativo al Fan Day del titolo dove la “banda” Inside The Game è stata recentemente.
Molti miei fan (continuo a delirare) saranno quindi stupiti di vedermi lavorare per la “concorrenza” visto che io ho sempre partecipato a questo tipo di eventi grazie a Progaming Italia che nei precedenti Lucca Comics and Games ha sempre portato qualcosa di torneistico dove serviva un telecronista. Quest’anno invece i ragazzi di Bolzano (che ringrazio comunque per tutti questi anni di eventi insieme e anche per quelli che verranno) avranno solo in mano alcune presentazioni attesissime legate al marchio Activision ma nessun match su cui urlare. Sto parlando dell’anteprima nazionale ed esclusiva per Modern Warfare 2 che quindi proverò a Lucca e su cui vi saprò dire appena avrò un attimo in fiera.
Già che ci sono descrivo anche cosa faranno i ragazzi di Multiplayer.it che, oltre al solito show pirotecnico pieno di luci e suoni, avranno anche un’interessantissima conferenza stampa di THQ centrata su Darksiders di Vigil Games. Alle 12:45 di venerdì al loro stand sarà presente addirittura Joe Madureira, il creative director del titolo per anticipare molte delle cose che vedremo in questo strano titolo che mischia God of War ad un gioco di ruolo.
Insomma, a Lucca, ci saranno tornei, eventi, presentazioni e cosplayer per tutti i gusti: anche per i vostri! Quindi non fatevi pregare e venitemi a trovare!
Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultimagenerazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.
Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.
E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.
Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.
Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.
Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!
Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.
Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sportelettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.
Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.
Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete“
Come sapete tutti io sono un “fanatico”, un appassionato, un esperto, un quellochevipareavoi dei tornei di videogiochi.
Dagli albori di questo fenomeno d’aggregazione, perchè secondo me i LAN party sono proprio questo, ho cercato di seguirne l’evoluzione in Italia partecipando, pensate un po’, a tutte le maggiori competizioni create per il nostro paese, online e offline. Dal 1999 ad oggi, non ho perso un evento degno di questo nome a parte qualche lannetta familiare.
Sono stato testimone del primo LAN Party che coinvolgesse tutta la penisola e tutti i giochi organizzato a Firenze al Palatenda (che caldo): circa 400 giocatori. L’anno dopo è stata la volta del primo ILP, Italian Lan Party, organizzato da ANVI, al palazzetto dello sport di Firenze: poco meno di 1000 giocatori. E poi la prima NGILAN, nel 2002 se non sbaglio: più di 1000 giocatori. Questi eventi erano tutti BYOC, cioè bring your own PC, significa che tutti i giocatori portavano il proprio computer da casa. Nel 2004 cominciai ad avere la passione per i video e decisi di portare la telecamera all’ultimo LAN Party dove risultavo ancora capoclan dei SoL, Sons of Law, ormai estinti. SMAUILP 2004 fu l’evento più grande e impressionante mai organizzato in Italia, il primo in cui io feci un video (quello che vedete qui sopra), l’inizio della fine. Circa 1000 PC portati dall’organizzazione per altrettanti giocatori, più altri 200 PC dell’area “VIP” per tornei dal montepremi stratosferico a cui intervennero i più grandi giocatori di tutta Europa di Warcraft 3 e Call of Duty. Eppure, come detto poco fa, questo evento segna nostro malgrado l’incipit di una parabola discendente in questi eventi e nel netgaming stesso che si è sempre più svuotato.
L’ultimo LAN PArty al quale sono stato, bellissimo per carità, è stata la Dema Zone LAN: circa 80 giocatori. Avete letto bene, da 1000… a 80 . Aiuto! I netgamers stanno sparendo!
Perchè? Tanti motivi. Troppi per elencarli tutti in un unico post che vuole parlare d’altro. Uno su tutti è che il gaming su PC non sta andando tanto bene, soprattutto in Italia. E allora, per riempire di nuovo i palazzetti, quale è il futuro degli Sport Elettronici? Cosa dobbiamo fare?
Semplice, come ho già detto spesso, spalancare il nostro “cuore” di nazipcisti (l’ho letto in un forum ) alle console! E quindi, innanzitutto, cercare di far crescere quella che probabilmente sarà la lega più importante per tornei di console in Europa, se si muove bene, cioè CSL, Consoles Sports League il prolungamento della potente ESL sul mercato delle macchine da gioco Microsoft, Sony e Nintendo.
Beh dopo la scorpacciata di news dei giorni scorsi, relative all’E3, vi sarà salita una voglia di giocare mica da ridere (come al sottoscritto). Quale migliore occasione, quindi, di un bel torneo con gli amici? Beh il sito giusto è proprio www.consoles.net ! Iscrivetevi, mettete il sito in italiano e buttatevi nell’arena. Ci sono dei bei premi e, speriamo, anche della grandi notizie in serbo per voi (io sogno, ogni notte, una EPS, cioè un campionato di Serie A con finali dal vivo e un montepremi da 25.000$ per console; per saperne di più ho scritto il post Finali EPS: gli Sport Elettronici in 5 punti)
Beh, un po’ si! Sapete che a darmi retta ci si guadagna sempre Comunque sia la differenza tra CSL e questi ultimi siti, però, è evidente. Il primo ha un infrastruttura creata apposta per organizzare tornei, ladder e chi più ne ha più ne metta. Gli altri invece sono tutti via forum. Insomma CSL è un po’ più professionale, mentre gli altri sono molto for fun (non che questo sia un male… anzi in fondo per i giocatori l’importante sono i premi e gli eventi e in questo campo la lotta è serratissima tra tutti i contendenti, scegliete quello che preferite).
E proprio in questi giorni Consoles Sports League sta venendo rilanciato, con delle nuove opening cup e altri tornei. Per saperne di più il link preciso è questo, dove troverete tutte le informazioni necessarie per partecipare e per mettere le vostre manacce sui premi! Sempre che io ve lo permetta…
Insomma, concludendo, come questo video è stato l’inizio della fine (anche se per me è stato importantissimo, per la prima volta, filmare un evento simile: sul mio canale youtube trovate molte testimonianze, italiane o estere, degli eventi ai quali ho partecipato), spero che Consoles sia invece il primo mattone su cui ricostruire la casa del netgaming italiano. Spero di rivedere, davvero, lo spero proprio, un evento con 1000 persone in Italia: tutti ragazzi semplice, genuini e simpatici, con lo stesso pallino, la passione per la sfida e per i videogiochi. La stessa passioneche ormai mi accompagna da più di 10 anni e in cui continuo a credere, credere, credere nonostante i segnali negativi siano ad ogni angolo.
Ma per come mi sento adesso, non mollerò mai. Voi invece?
Ho da poco parlato della crisi del netgaming mondiale ma sarò costretto a ricredermi se Street Fighter 4 non mi delude e gli attori che recitano sul palcoscenico dell’e-sport riescono a non sprecare il suo enorme potenziale.
Come avrete capito il multiplayer online del picchiaduro Capcom mi sta piacendo tantissimo e mi sono ritrovato a credere talmente tanto in una sua diffusione davvero rilevante che ormai non penso ad altro
Capisco bene che a non tutti piacciono i giochi di botte e molti netgamers considerano troppo “semplice” questo tipo di titoli. A mio avviso, invece, si sbagliano: Street Fighter 4, 1 contro 1, è uno dei più difficili esercizi di concentrazione che ci sia in giro. Per 4 minuti bisogna rimanere costantemente allineati con il gioco! Ogni momento utilizzato per divagare o fare una mossa sterile e non ponderata verrà punito dall’avversario. Insomma difficile ma bellissimo: sentire il proprio cervello pulsare pensando alla mossa giusta da fare al momento giusto per contrastare l’iniziativa dell’avversario è gratificante. Inoltre in questo gioco non si finisce mai di imparare, si può sempre giocare in modi diversi ed è evidente la spettacolarità di alcune azioni. In pratica ha tutte le caratteristiche che hanno reso Starcraft o Counterstrike delle pietre miliari in ambito multiplayer.
Ma non serve solo l’oggettiva qualità dei meccanismi che animano l’online, le sfide e i tornei a fare di un titolo un classico e un possibile appiglio per diffondere la passione per il netgaming e gli sport elettronici. Serve molto di più da parte dei programmatori che lo hanno sviluppato: un ottimo supporto e soprattutto un modo semplice per far crescere qualitativamente la community che gioca. Questo Street Fighter 4 non lo aveva… fino ad oggi.
Il 24 Aprile esce infatti il Championship Mode, tra l’altro gratuito, che aggiunge una feature talmente importante e banale da stupirmi che non fosse stata inclusa inizialmente: i replay! Questo DLC infatti non solo permetterà di partecipare a tornei con vari livelli di difficoltà e divertirsi anche ricercando una competizione più alta di quella “amatoriale” data dai punti ranked. Aggiunge anche la possibilità di registrare e rivedere le partite, caratteristica senza la quale un gioco multiplayer è impossibilitato a fare il salto di qualità. Se Halo 3, su console, è così importante ad anni dall’uscita, lo deve anche al fatto di poter condividere con altri player un’intera partita che la console registra addirittura automaticamente.
Inoltre per Street Fighter 4 i replay sono ancora più importanti perchè è attualmente l’unico gioco in cui una partita “professionistica” duri talmente poco da poter essere caricata su Youtube (che ha un limite massimo di 10 minuti a video) e sui portali di video sharing. Per continuare a fare proseliti e nuovi appassionati di netgaming, infatti, c’è bisogno che la gente veda, ad esempio, quanto è spettacolare una partita di Call of Duty 4 in S&D (cerca e distruggi)tra due clan forti o una partita tra due progamer (per chi non lo sapesse significa professional gamer, cioè giocatori professionisti)di Starcraft.
Ma non è finita qui. Le partite di Street Fighter hanno anche un altro pregio oltre a quello di essere corte: reggono. Da spettatore qualunque, non appassionato a nulla che riguardi gaming, competizioni e addirittura videogiochi; vedersi 3 minuti di partita di Street Fighter 4 è comunque divertente perchè quasi “comprensibile”. Ci sono due che si menano, hanno due barre di energia, ogni colpo leva un po’ di vita all’altro e ci sono super mosse piene di colori, luci e suoni. Un assist, vero e proprio, per una telecronaca fatta bene che non deve far altro che trasmettere emozione e spiegare qualche cosetta per creare un contenuto video davvero rispettabile che secondo me non sfigurerebbe neanche in televisione e non solo su internet.
Ok, ho finito. Direi che di carne al fuoco per un bel dibattito ce ne è tanta. Ora passiamo alle cose serie, cioè a divertirsi. Ho trovato questi video che definire FANTASTICI è poco. Infatti non sono fatti da un utente ma dal famoso portale Collegehumor, visto che tra effetti speciali e attori comunque “credibili” qualche soldo è stato speso. Si tratta di una mini serie chiamata Street Fighter: The Later Years, embeddato in cima al post avete la prima parte, che parla di “che fine hanno fatto” i personaggi divenuti celebri in tutto il mondo diciassette anni fa con Street Fighter 2 e poi “spolpati” dal film, dai vari seguiti apocrifi e da tutta una serie di commercializzazioni.
Delirante e soprattutto da morire dalle risate. Vedere Zangief che spazza il pavimento di una sala giochi non ha prezzo, se non quello di ringraziare il solito, utilissimo, viewtifulmee per la segnalazione. Tra l’altro, fortunatamente, questi video sono stati tradotti da “BBF” e caricati sul canale youtube di “ragazzomucca“ con i sottotitoli. Visto che oggi mi sento particolarmente in giornata vi posto qui sotto tutti i link a tutti gli episodi / puntate sottotitolate in italiano.
Fatevi una cultura… e soprattutto quattro risate… vogliamo parlare della fine che ha fatto Ryu?
In questo post ci sarebbero veramente tante cose da dire e tanti argomenti interessanti. Per questo ho deciso di spezzare il lavoro in 2 parti e tra oggi e domani fare un quadro completo sia della situazione internazionale e italiana legata ai tornei di Street Fighter 4, sia delle mie opinioni riguardanti il titolo.
Vi premetto che è praticamente un mese che ho abbandonato Halo Wars (titolo per il quale sto partecipando ad un torneo organzzato dagli amici di The Live Community) per giocare solamente a Street Fighter 4 online e qualche partita a Rock Band 2. Insomma sono presissimo, direi totalmente assuefatto, al capolavoro Capcom e alla sua modalità multiplayer (nonostante purtroppo non sia un granchè come giocatore, meglio ammetterlo subito; ma sto migliorando!).
Il mio primo focus (non la mossa ), quindi, è imparare a giocare e in questa prima parte del post cercherò di dare qualche consiglio oggettivo per farlo.
Partiamo oggi quindi dal World Tournament di Street Fighter 4 che si è appena concluso in America e di cui potete trovare una bella news su Progaming.it e moltissimi video qui grazie a Gold Jok3. Ha vinto Daigo Umehara, uno dei giocatori professionisti più famosi del mondo, definito “Street Fighter God” oppure “The Beast“. Su di lui ovviamente potete saperne di più clikkando sul nome visto che vi ho linkato la voce di wikipedia corrispondente. Inoltre lo state vedendo in azione nella finalissima di questo torneo contro Justing Wong, neo eletto campione americano e protagonista, insieme alla bestia, di uno dei momenti più esaltanti della storia del netgaming mondiale durante una tappa dell’EVO il torneo professionistico di Street Fighter. Ne avevo parlato nel post “una vigilia spettacolare” senza sapere che a distanza di qualche mese oltre ad emozionarmi per quel video mi sarei appassionato in prima persona alle sfide online di Street Fighter 4.
Su di lui volevo segnalare anche che ha un fan club, molto seguito e aggiornato, pieno di video delle sue prestazioni. Il sito è questo ed è in giapponese, ma tanto i video non hanno lingua no?
La prima curiosità è che Justin usa Rufus. Io pensavo che un ciccione simile non potesse essere un personaggio competitivo Invece, ovviamente, mi sbagliavo. La seconda curiosità è che in questo torneo in palio c’era un cabinato da collezione in edizione limitata di Street Fighther: fichissimo!!!
Curiosità finite. Passiamo alle cose serie. Il torneo è stato il culmine di eventi satellite sponsorizzati dall’EVO Championship Series (che è giapponese), da Gamestop e da Capcom. Erano presenti alcuni VIP delll’azienda giapponese alle finali, tenutesi a San Francisco, durante il Fort Mason Festival Pavillion: c’era infatti Yoshinori Ono il producer di Street Fighter 4 e il community manager Seth Killian, ex campione di vecchie edizioni del gioco. Ma quano raccontato è veramente importante? O più importante dirvi che c’erano migliaia di spettatori ad assistere? Insomma il tutto è stato una figata e io non vedo l’ora di fare qualcosa del genere in Italia!
Questa prima parte del post è infatti dedicata non tanto ad elogiare Daigo e il suo utilizzo di Ryu (a proposito, vi consiglio vivamente di guardare tutti i video che sono embeddati sulla news della finalissima internazionale alla quale erano presenti anche un altro giocatore giapponese, Iyo, che usa Dhalsim e il campione coreano Poongkoo: quest’ultimo è assolutamente imperdibile per come gioca Ryu, tutto in attacco e senza pause… uno spettacolo) ma sopratttto a capire, visto che domani esce il DLC gratuito (quindi meglio chiamarlo patch) “Championship” per Street Fighter 4, che darà il via ad un torneo internazionale che deciderà online i finalisti europei e, incredibile a dirsi, sarà possibile iscriversi anche per noi italiani! Vincerà uno solo per nazione (Inghilterra, Francia, Germania, Spanga e Italia) e questi cinque si giocheranno il titolo di campione europeo.
E si, grazie a www.streetfighter4.it, sito che vi consiglio per imparare a giocare (sul forum ci sono guide dettagliatissime per ogni match up e trucchetti di tutti i tipi e soprattutto video dei pro) e per conoscere altri rappresentanti della community italiana con cui sfidarsi, ho scoperto che esiste l’SFIV Official Tournament, organizzato proprio da Capcom in persona.
Ultimissimo suggerimento per la vostra impegnatissima giornata, nella quale scoprirete secondo me cose che neanche immaginavate, se clikkerete sui vari link inclusi in quest’articolo, è il sito www.StreetFighterDojo.com, dove a seconda del vostro personaggio preferito e del vostro avversario potrete decidere i video da vedere.
Punto di riferimento internazionale, comunque, per i picchiaduro 2D è www.shoryuken.com.
Ormai è abbastanza evidente che, dopo quasi 8 anni di onorata storia, il netgaming competitivo mondiale su PC sia in un lento e angosciante declino. La situazione italiana, come sanno benissimo i lettori assidui di questo blog, è ovviamente peggiore rispetto a quella straniera ma anche fuori dalle alpi non se la passano tanto bene.
Tanti tornei stanno chiudendo, tanti hanno già chiuso (e il fallimento delle Championship Gaming Series in tal senso è emblematico) e soprattutto si sente la mancanza di veri e propri punti di riferimento. I giocatori sono sparsi nelle varie community quasi a caso e la verità è che, anche secondo statistiche certificate, l’online gaming sta trovando nelle console di nuova generazione una migliore casa. Parleremo di questo argomento, anche perchè molte novità per il gaming su console stanno bollendo in pentola e speriamo di potervele svelare al più presto.
Ciò di cui volevo parlare oggi è: come si può evitare tutto ciò? Come possiamo evitare che il netgaming su PC fallisca? Semplice, trovano nuovi modi di far fare soldi a chi organizza i tornei e a chi gioca. Se siamo arrivati a questo punto, infatti, è perchè gli investimenti da parte degli sponsor sono stati sempre più ingenti e l’unico ritorno che avevano era quello di immagine che, in periodi floridi può anche andar bene… ma con la crisi che tira è sconsigliato. Quindi tutta la macchina si è bloccata (anche se erano un po’ di anni che si stava arrugginendo).
Quindi bisogna trovare un’idea per cui un sito possa trarre dei vantaggi concreti dall’organizzare tornei di videogiochi così come i suoi utenti (che in verità richiedono “solo” tornei con premi).
GeePlay prova a dare forma a questa idea utilizzando TeeWorlds, di cui abbiamo parlato qui, un semplice gioco online gratuito che viene trasformato nel “poker” del netgaming: un gioco di puro azzardo. Fai un frag, guadagni un dollaro; vieni fraggato, perdi un dollaro. Non puoi scendere sotto il tuo budget, finito il quale vieni espulso dalla partita. Semplice, d’impatto e funzionante come business (il sito guadagna ovviamente delle percentuali sulle vincite dei giocatori).
Ovviamente bisogna vedere se una tale formula avrà successo o no ma, catapultata su un sito tipo ESL con centinaia di migliaia di iscritti, credo che sarebbe una bella rivoluzione per il netgaming, non trovate? Ci sono i tornei “buy in” che si tengono in un tempo predefinito, chi vince si prende tutto o quasi, come nel poker.
Come promesso nei commenti di questo articolo, dove trovate tutte le informazioni che vi servono sulla Serie A dei videogiochi italiana, cioè la ESL Pro Series, eccovi lo streaming della diretta web.
Lo spettacolo è già cominciato e terminerà stasera, alla fine di tutti i match. Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e Trackmania ci terranno compagnia fino all’elezione dei nuovi campioni d’Italia.
Feci un post simile anche l’anno scorso chiamandolo “Il gioco più atteso ora, Fallout 3“. Dopo la scorpacciata di titoli del 2007 (qui trovate i migliori), l’anno scorso ci ha portato un indigestone di titoli che comunque sono culminati con il capolavoro Bethesda Softworks (argomento della prossima puntata di Three Minutes of Game) che ovviamente, non ha deluso.
Ora, ovviamente, nonostante ci siano davvero tantissimi giochi in uscita in questo 2009, eppure, per me: c’è soloStarcraft 2.
Pensate. Sta per uscire Street Fighter 4, Resident Evil 5, Halo Wars, God of War 3, Gran Turismo 5, The Sims 3, Killzone 2, Dawn of War 2 e tantissimi altri titoli (un bell’elenco l’ha fatto la mia amica Videl, che linko: sempre curioso sapere l’opinione di una gamer in gonnella). Ognuno di questi meriterebbe un post come questo.
Ma ancora, per me, c’è solo Starcraft 2.
Ripenso a 10 anni fa, quando inizia a giocare online con Quake World, all’alba dei tempi del netgaming. Ripenso alle nottate passate a fraggare. Ripenso ai locali dove andavo per giocare in LAN e guardare in faccia i miei avversari. Uno dei periodi più divertenti della mia vita: zero stress, o quantomeno solo quelli universitari (che al tempo mi sembravano giganteschi ma che poi, col tempo, rimpiango: al lavoro è molto peggio) e le ore passate davanti ad un PC, su IRC, con ICQ. Ricordo la scoperta dell’Orshingal, famoso locale romano dove si facevano tornei: Quake online stava morendo ed io ancora non sapevo cosa mi stesse per aspettare, quando mi sedetti in uno di quei PC per fare una partita a Starcraft contro qualcuno. Tra me e me avevo sempre detestato il capolavoro Blizzard, pensate, perchè levava persone a Quake e soprattutto mi aveva portato via il mio compagno di clan e amico Sauron, che abbandono appunto lo sparatutto per lo strategico. A Starcraft io giocavo for fun, non lo consideravo un “gioco eletto”: partite con la regola “30 minuti no rush” e poi giù di battle cruiser VS carrier VS defiler.
Ma quando decisi di sedermi e di accettare Starcraft come competizione, quel giorno lontano ormai 2 lustri, la mia vita cambiò per sempre.
Ripeto: neanche io potevo lontanamente immaginare dove mi avrebbe portato una partita ad un videogioco. Se tornassi indietro e arrivasse il mio del futuro a dirmi: “Tu andrai in Corea del Sud a giocare a Starcraft e grazie a questa passione scriverai su Giochi per il Mio Computer e poi sarai telecronista di Sport Elettronici“, sinceramente, non gli crederei.
Già a “Corea” sarei rotolato per terra tenendomi la pancia dalle risate.
Eppure è andata così, ed è per questo che per me, ora, c’è solo Starcraft 2.
Non so nemmeno se uscirà nel 2009, magari dovrò aspettare fino al 2010 (leggete i commenti dell’articolo “Il gioco più atteso ora: Fallout 3” per scoprire che anche nel 2008, c’era gente che attendeva Starcraft 2) eppure mi sento che questo è l’anno giusto, che il gioco è quasi pronto e che tutto sembra convergere verso la storia. Anche se i dubbi qualitativi, sinceramente, sono l’ultimo pensiero che mi sfiora: signori e signore, stiamo parlando di un gioco Blizzard, conoscete un loro gioco che sia stato sotto la soglia del capolavoro?
E allora si, lo ammetto, ormai non ce la faccio più ad aspettare e questa data, 25 Settembre 2009, scritta come certa da molti rivenditori online per l’uscita del gioco, mi è entrata nella testa. Da oggi a quel giorno mancano circa 9 mesi che, sicuramente, voleranno sulle ali di altri giochi, di altri film, di altre serie tv. Di altra vita.
Ma per quanto rapidi, non lo saranno mai quanto vorrei.
Ma arrivato quel giorno, chissà, tutto forse, nuovamente, cambierà.
Magari mi licenzierò per giocare 24/7 o magari troverò Starcraft 2 talmente tanto brutto dal decidere di smettere di credere nel netgaming e negli Sport Elettronici.
In un modo o nell’altro, ne sono certo, Blizzard cambierà nuovamente la mia vita, come ha fatto dieci anni fa.
Nel video il primo Battle Report rilasciato dai programmatori californiani, 21 minuti di partita multiplayer commentata in inglese.
Come molti sanno sono, da anni ormai, il telecronista ufficiale del più importante campionato di videogiochi in Italia. Non solo “più importante”, ma anche ormai uno dei più longevi, dei meglio organizzati e dei più appassionanti. E’ l’equivalente della “Serie A“e si chiama ESL Pro Series, ne ho parlato già qui e vi rimando a questo post per maggiori spiegazioni (dove ho spiegato, in cinque semplici punti, gli Sport Elettronici in Italia).
Ogni anno, quindi, la mia voce trasmette le emozioni che vivo sulla mia pelle vedendo le partite di Counterstrike Source, Call of Duty 4, Pro Evolution Soccer e gli altri giochi ufficiali della Pro Series, agli eventi organizzati sul territorio italiano. Territorio che, per la prima volta nella storia di questa manifestazione, cambia regione.
Le finali delle EPS, infatti, si sono da sempre tenute in Trentino Alto Adige, a Bolzano. Location alquanto “scomoda”, o almeno questo è il giudizio della maggior parte dei netgamers non certamente altoatesini, per organizzare una finale nazionale. Il 17 e il 18 di Gennaio, cioè questo week end, Milano sarà teatro dei playoff della settima stagione EPS italiana. Al Tim Tribù Village, in Via Cevedale 5, sabato e domenica “full time” (dalle 10 di mattina fino a quando non finiamo, quindi fino a notte ) avrete la possibilità di vedere in azione i migliori giocatori in Italia, su PC, dei più importanti Sport Elettronici (maggiori info su giochi e team partecipanti qui). Si giocheranno 30.000€, quindi non certo “bruscolini”. Anzi, si è fatto molto rumore per il The Gameland con i suoi 80.000€ (a ragione ovviamente) e la cifra delle EPS è quasi la metà, quindi assolutamente non male (se inoltre pensiamo che sono 30.000€ ad ogni finale, quindi 60.000€ l’anno, arriviamo quasi allo stesso numero).
Ok, pubblicità finita!
Mi nasce però spontanea una riflessione. Le EPS si sono evolute, di stagione in stagione, proponendo ad ogni finale qualcosa di nuovo. Alla seconda stagione (il video di apertura è un “memorabilia”, appunto, di questa stagione) non c’era neanche la possibilià di mangiare in loco mentre in seguito, anno dopo anno, ci sono state aggiunte di ogni tipo, fino alla festa di chiusura. E’ sicuramente vero, però, che nelle ultime due stagioni, la manifestazione sembrava “stantia”: le evoluzioni che si potevano fare erano già state messe in pratica e altre avrebbero riguardato solo la comunicazione dell’evento al di fuori dello stesso. Quasi impossibile, in questo senso, comunicare al meglio un evento con sede a Bolzano in Italia, nazione che ha due centri nevralgici importanti e tante altre città molto più piccole. Insomma un evento è tale se è a Roma o Milano, non se è a Bolzano, Latina o Cosenza (senza nulla togliere a questi 3 esempi di città).
Questo cambiamento di città, quindi, se verranno mantenuti tutti gli standard qualitativi di Bolzano, può veramente essere la svolta per ESL e per le Pro Series che si spera abbiano un impatto mediatico più alto nel capoluogo meneghino e soprattutto potranno richiamare ancora più spettatori che in passato, sfruttando il bacino di utenza sicuramente più ampio e la maggiore “centralità” della città (almeno longitudinalmente).
Inoltre, se si prendesse la buona abitudine di rendere itineranti le finali, si potrebbe ogni stagione “colpire” una zona diversa per portare la spettacolarità del netgaming in ogni angolo di penisola, coinvolgendo sempre più persone.
Riassumendo queste finali sono da prendere in considerazione come primo vero gradino da cui poi veramente costruire una scala che porti in alto. Ora i presupposti ci sono tutti. Sta a noi, organizzatori, gamer e spettatori (io sono un po’ tutto ) non far fallire questa opportunità.
Quindi io darò il massimo con le mie telecronache e farò sibilare colpi virtuali nell’aria reale! Voi netgamer dovete venire incazzati neri, dovete venire per vincere, per dimostrare di essere i migliori e dovete trasformare la vostra convinzioni in match appassionanti e pieni di colpi di scena.
E voi spettatori, per una volta, questo week end, dite a tutti i vostri amici che avete un impegno irrinunciabile e affollate le settime finali della ESL Pro Series!!! Vi aspetto!
Sia io che Fucktotum abbiamo detto, a più riprese, che questo gioco è una bellezza. Un capolavoro, addirittura, un “must buy”. E personalmente penso che la cosa sia più che vera: GoW 2 è il miglior sparatutto dell’anno ed ha un multiplayer davvero spettacolare.
Ma forse i videogiochi andrebbero valutati a più livelli. Per gli utenti “casual”, per quelli più smaliziati e per i “pro”. Nei primi due casi, la sostanza non cambia: siamo di fronte ad un capolavoro. Eppure per chi questo gioco lo sta giocando ad alti livelli online, cercando di sfidarsi e diventare il clan più forte d’Italia e perchè no d’Europa e del mondo, c’è qualche cosa che non va. Chi entra nel “gaming competitivo” dalla porta principale, nota ogni micro dettaglio, ogni bug ogni glitch ogni imprecisione. E purtroppo Gears of War 2 in questo senso non ha dei “micro” problemi ma dei MACRO problemi che lo rendono ingiocabile.
Starete già vedendo il video qui sopra, su cui apro una parentesi. E’ un video creato da Or4k, un utente del blog, un amico sul Live e un player di Gears of War (ha fatto parte della spedizione italiana al WCG 2007 di Seattle come Coach, insieme Lord Ravenloft) e, a questo punto, un videomaker di successo. Lui con un solo video ha eguagliato e superato le visualizzazioni di tutti i miei messi insieme, anche perchè questo suo ultimo “prodotto” è stato citato da più parti, anche dal famoso Kotakudi cui avevamo parlato in questo post. Un orgoglio italiano, direi. Grande Or4k!
Ma cosa mostra questo video? Dei muri inesistenti che possono essere utilizziati come “arma” invisibile, usando il corpo a corpo. Un glitch che Epic sta cercando di nascondere addirittura sui forum propietari, dove ha cancellato i post che lo riguardano. Non un bug ma un BUCO enorme che meriterebbe una patch da un giorno all’altro. Patch che invece non arriva…
Ieri abbiamo postato la nostra opinione su Gears of War2 in single player. Fucktotum ha scritto un ottimo post e sicuramente ne capisce, in questo campo.
Sul multiplayer però avevo dei dubbi. Avrei dovuto postare io, visto che sicuramente sono riconosciuto come esperto dalla community, in questo ambito, forse vi sarebbe anche andata bene la mia opinione. In fondo sto proprio giocando il nuovo titolo Epic in multi e mi sto divertento veramente molto. E’ anche vero però che non ho avuto tutto questo tempo negli ultimi giorni e che del multi su console, c’è sicuramente qualcuno che ne sa più di me.
Avete sentito parlare mai di Lapo Matteoni? Se cercate su google c’è addirittura un servizio di Repubblica.TV che lo definisce un “professional gamer”. Sorvolo su questa nomina, perchè credo che anche lui sappia di non campare videogiocando a Gears of War (esiste solo un giocatore in Italia a poter vantare di essere un progamer, cioè Alessandro “Stermy” Avallone che ha anche inaugurato il suo nuovo sito ufficiale). Però stiamo parlando di uno dei componenti della ex nazionale italiana del primo titolo Epic, vincitore quindi delle eliminatorie italiane per i World Cyber Games e volato a Seattle nel 2007 per confrontarsi con altre squadre provenienti da tutto il mondo. Lì il Team Impact, questo il nome del team (precedentemente noto come RoS, cioè Reapers of Souls) è addirittura arrivato quinto, praticamente sotto al podio.
Chi meglio di lui, ho pensato, può spiegarci quanto è bello Gears of War 2 in multiplayer tramite una bella intervista firmata Inside The Game? Spero che apprezzerete l’iniziativa; io ne sono convinto. Lord Ravenloft è forte e ci ha raccontato un sacco di cose interessanti. Nel video di apertura potete vedere alcuni frag online dei RoS, Lapo compreso.
In foto il Team Impact a Seattle, Lapo è quello in mezzo.
AKirA@InsideTheGame: Allora, GOW2 è nei negozi e la gente è entusiasta. I giocatori di Halo 3 e COD4 sono diminuiti vertiginosamente. Il titolo Epic sembra il top per il multiplayer su Xbox Live: quali sono gli ingredienti che secondo te miscelano questo successo?
Lord Ravenloft: Gears of War 2 ha il merito di aver migliorato le dinamiche di gioco del grande successo che è stato GoW, ma senza distaccarsi troppo dal suo predecessore: le ha rese più tattiche e più “pensate”, attraverso espedienti quali rendere il gioco più lento e rallentare il rateo di fuoco del fucile a pompa, favorendo un gioco di squadra più marcato e aggiungendo quel pizzico di strategia in più che i giocatori apprezzano sempre.
AKirA@InsideTheGame: Hai parlato di strategia; se ti provocassi dicendoti che secondo me più che strategia in GOW2 serve gioco di squadra, tu che mi diresti? Dove sta la strategia in un titolo simile?
Lord Ravenloft: Per strategia intendo tattica, e il gioco di squadra è “parte” della strategia di un team. GoW è infatti una serie che favorisce enormemente la superiorità numerica (se ben sfruttata), e da qui ovviamente nascono concetti strategici intesi come il posizionamento a copertura reciproca sulla mappa (e quindi teamplay), oppure ai fini della guardia o raccolta di una specifica arma
AKirA@InsideTheGame: Io ho trovato GOW in multi un po’ limitato; tu l’hai giocato fino a diventare campione italiano col tuo clan. Questo GOW2 invece ha un feeling molto più “elegante”. Cosa è stato migliorato? Dove Epic si è resa conto di aver sbagliato nel primo capitolo e dove invece ha aggiunto ex novo?
Lord Ravenloft: GoW1 era un gioco più veloce; un misto tra un fps frenetico e un tps tattico. Soprattutto verso la fine, quando i giocatori avevano imparato perfettamente la tecnica del wallbounce (con questo termine si intende la tecnica di schivare e sparare allo stesso tempo rimbalzando sul muro). Epic ha saggiamente rallentato il ritmo rendendo il gioco più avvincente e ponderato e quindi più elegante. Per non parlare dell’Unreal Engine che dal 3.0 di GoW arriva al 3.5 per il secondo capitolo con miglioramenti, appunto, eleganti come hai detto tu.
AKirA@InsideTheGame: Che mi dici del bilanciamento delle armi: trovi che ci sia qualche arma non utilizzabile e qualcuna invece troppo potente?
Lord Ravenloft: Secondo me su GoW 2 le armi sono ben bilanciate. Ovviamente c’è un overpower del mortaio che per ovvi motivi sarà tolto da tutte le competizioni di un certo livello, ma per il resto devo dire che si è arrivati ad un ottimo bilanciamento con uno shotgun meno efficace e lancer e hummer vitaminizzati, per non parlare di cecchino, arco e martello, rivisti ma sempre stupendi. Anche le nuove: scudo, granate velenose e lanciafiamme mi sembrano azzeccate: tutte interessanti e da approfondire.
AKirA@InsideTheGame: Uno dei maggiori difetti che i giocatori PC imputano ad un gioco online per console è l’host power (su console non ci sono server dedicati, quindi è sempre un giocatore da fare da server, risultandone avvantaggiato). Secondo te GOW2 risolve un po’ questo problema? Esiste una soluzione … e più che altro, serve?
Lord Ravenloft: Secondo me con GoW 2 ci hanno dato una sorta di illusione su questo tema: si è passati da squadre di 4 a team di 5 giocatori. Questo vuol dire che ci sono 10 persone sulla mappa, e quindi il tutto è teoricamente più pesante. Tuttavia l’host power in matchmaking è sicuramente più limitato rispetto al precedente sistema di multiplayer, ma rimane riscontrabile. In parole comprensibili: lagga un po’ meno dell’1, pur avendo più players, ma lagga sempre, e se non sembra è semplicemente perchè con i movimenti più lenti ora è più facile giocare anche con lag. Il lag è un po’ come la morte, puoi fare del tutto per schivarla o ritardarla ma lei arriverà sempre. Ahah
AKirA@InsideTheGame: E con questa battuta abbiamo concluso. Io ringrazio il nostro ospite per il tempo concessoci e speriamo di vederti presto di nuovo in azione su Gears of War 2!