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La prima profezia di inskindamus: il Wii 2 [ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]


Nonostante si sia ormai giunti al traguardo dei quattro anni dall’esordio della “Next-Gen” (ormai “Actual-Gen”, e tra un po’ “Old-Gen”..), non si è ancora visto nè sentito nulla di concreto riguardo la prossima generazione di hardware che invaderà i nostri salotti e le meraviglie che verranno.

Dove andremo a finire?

Ve lo dico io, o almeno ci provo: non conoscendo Michael Patcher e non essendo un analista del settore ho molta più probabilità di azzeccare una previsione…

Partiamo dalla situazione attuale, e dalla variabile fuori controllo che ha alterato un’evoluzione che stava diventando più invecchiamento che crescita, ovvero Nintendo con la sua macchina fabbrica-soldi, il Wii.

Iwata e soci sanno bene che la maggior parte dei possessori del Wii è composta di fruitori occasionali, che probabilmente proprio con la piccola console bianca per la prima volta si sono avvicinati ad una console, che non hanno ancora la concezione di “generazioni hardware” e che non sentiranno l’esigenza di acquistare una nuova macchina a meno che questa non riesca nuovamente a proporsi come la next big thing, il nuovo feticcio hardware da possedere a prescindere.Nonostante abbiano dimostrato di sapersi muovere in spazi sconosciuti meglio degli altri, Nintendo non è Apple, e non è così scontato che il successore del Wii riesca a guadagnarsi l’attenzione del mondo e a diventare nuovamente un fenomeno di massa, quindi le soluzioni sono due: proporre (ancora) qualcosa di completamente nuovo e dirompente, assumendosi i rischi che questo comporta, o seguire il nuovo solco tracciato finora, approfittando di quanto imparato e guadagnato per aggiustare il tiro.

Una classica sindrome da secondo album, quindi.

Le recenti dichiarazioni di Miyamoto riguardo l’alta definizione lasciano intravedere uno scenario nel quale la casa di Kyoto si muove controcorrente, recuperando il gap tecnologico che ha accumulato rispetto alla concorrenza e al tempo stesso capitalizzando l’ormai avvenuta penetrazione dell’idea di motion control e l’enorme base installata.

In questo senso è chiaro ormai quanto sia divenuta irrinunciabile la retrocompatibilità per garantire un passaggio “morbido” fra le generazioni hardware: poter continuare ad utilizzare i giochi della vecchia macchina induce alla fidelizzazione, e convincere un utente che può riporre senza ripensamenti la propria console in cantina è il primo passo per indurlo ad acquistare la successiva.

Resta comunque la necessità di stuzzicare il pubblico con qualcosa di nuovo, che crei di nuovo quel desiderio compulsivo di possesso che ha fatto la fortuna del Wii. Considerato che è ormai diventata maestra di design e periferiche, è probabile che Nintendo cerchi ancora di partire da questi punti di forza piuttosto che dalla mèra potenza audiovisiva per far presa sulla gente, quindi c’è da aspettarsi un nuovo Wiimote che mantenga, stavolta da subito, eventuali ulteriori promesse di accuratezza e affidabilità, e che elimini i (pochi) difetti stilistici della prima versione, a partire dallo scomodissimo cavo di collegamento col Nunchuck.

Volendo spingersi oltre il confine con le illazioni, escluderei qualunque nuovo accessorio che comporti caschi, visori e quant’altro (il Virtual Boy ancora brucia..), ma si potrebbe pensare all’aggiunta sul telecomando di uno stick analogico o di qualcosa di equivalente ma più avanzato, come un sistema “touch” che senza complicare troppo l’accesso alla periferica (e quindi senza rinnegarne la filosofia) ne ampli nettamente le potenzialità e nel contempo risulti comprensibile e  affascinante quanto basta per rendere irrinunciabile l’acquisto da parte di chiunque.

Infine le due facce dell’online.

La fragorosa esplosione del digital delivery sarà il vero motivo per il quale questa settima generazione verrà ricordata (altro che HD..). La vendita tramite i rispettivi negozi online si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per Microsoft, Sony e Nintendo forse oltre le più rosee previsioni, ma quest’ultima rispetto alle altre ha pagato la scarsa lungimiranza e l’eccessiva paura verso i dispositivi di memoria di massa: Iwata & co. si sono ottusamente ostinati a vendere giochi su Virtual Console/WiiWare senza fornire il Wii di un hard disk, un’incongruenza che non ha portato vantaggi in termini di lotta alla pirateria (tutt’altro: il Wii è la console più facilmente piratabile dai tempi della Playstation) e ha frustrato ulteriormente l’utenza. Un errore che difficilmente verrà commesso nuovamente, specie viste le taglie sempre più abbondanti dei giochi venduti online.

Anche l’online game è stato definitivamente consacrato da questa generazione divenendo una feature irrinunciabile, e anche sotto questo punto di vista la grande N si è fatta cogliere impreparata, esageratamente titubante nel permettere di giocare in rete liberamente, complice anche un pesante retaggio del passato che la porta ad iper-proteggere i suoi utenti dagli abusi che potrebbero subire giocando con sconosciuti.

Le proteste montanti, il superamento dei limiti imposti dal sistema dei Codici Amico da parte degli sviluppatori esterni e un certo cambio del target d’utenza hanno però ammorbidito la posizione della casa di Kyoto, che nonostante non si dimostri ancora di mentalità del tutto aperta sull’argomento, sta cercando un buon compromesso per garantire connettività e sicurezza al tempo stesso, e la concezione di totale configurabilità che si sta facendo strada anche nel videogame potrebbe essere d’aiuto in questo senso.

La prima profezia di inskindamus: La prossima console Nintendo non sarà una rivoluzione, ma un “Wii 2″ (Wiii? WWii lo escluderei…). Supporterà l’HD e sarà nettamente più potente del primo in termini di grafica e sonoro, pur non mirando a vincere la corsa al poligono e alla texture più definita. Sarà dotata di hard disk per non porre finalmente limiti alle possibilità di dilapidare tutti i nostri risparmi senza alzarci dal divano, e l’online game sarà finalmente libero e disponibile per tutti, ma chi vuole potrà inserire limitazioni per proteggere i propri pargoli o sè stesso da maniaci e maleducati. Il controller sarà ancora un Wiimote, ma perfezionato e potenziato, con la tecnologia del Wii Motion Plus evoluta e inclusa al suo interno e il Nunchuck totalmente wireless, il tutto per far sì che la nuova console sia totalmente retrocompatibile. Infine, il “Wiimote 2″ avrà una nuova, importante feature che ne amplierà le capacità e che fungerà da principale attrattiva, evitando oltretutto che la nuova console venga scambiata per un restyle della Xbox360 con Wiimote al seguito..

- continua -

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L’impiegato suicida fa la sua comparsa nell’App Store! [5 Minutes to Kill (Yourself) per iPhone]


Questo è uno dei migliori giochi scaccia pensieri di sempre, perchè? Beh, provateci voi a far suicidare un semplice impiegato in 5 minuti!!
Il gioco che vi presento oggi si chiama “5 Minutes to Kill (Yourself)”, avevo provato l’originale in Flash anni fa sul sito della Adult Swim e mi era piaciuto tantissimo. Adesso che è disponibile per iPhone e iPod Touch, sarà il mio passatempo preferito quando andrò al lavoro!

Il gioco è un semplice punta e clicca dove il giocatore impersona un impiegato che, stanco del proprio infruttuoso lavoro, decide di farla finita e suicidarsi. Noi dobbiamo aiutarlo. Come? Andando in giro per l’ufficio e utilizzando circa il 90% degli oggetti che ci troveremo davanti, senza contare della possibilità di parlare con i colleghi e scegliere il dialogo perfetto per farci picchiare da loro (attenzione alla Mano di Dio!!).

Tutti pronti al suicidio allora… e mi raccomando… don’t try this at home!!!

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Space Invaders Infinity Gene [review]


Wohoo! Sono tornati! E questa volta sono più agguerriti che mai e intenzionati a conquistare la terra con gigantesche astronavi che si muovono… a suon di mp3! Taito ha sfornato una vera e propria killer app per il nostro iPhone/iPod Touch, ovvero Space Invaders Infinity Gene! Read the full story

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id Software su iPhone e iPod Touch! [Quake e Doom]


Premetto che posseggo un iPod Touch da poco più di 4 giorni e mi ha già conquistato in toto, ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata provare i giochi più interessanti a disposizione su iTunes Store. Non nego che ci siano alcune chicche (Flick Fishing… che invenzione!) però voglio di più. Proprio da ieri, per i fortunati possessori di un iPhone o di un iPod Touch, è uscito su iTunes Store un nuovo capitolo del gioco che noi amanti degli sparatutto non possiamo proprio dimenticare, sto parlando di Doom: Resurrection.

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Fieldrunners per IPhone 3G: mobile gaming alla riscossa [recensione]


Fieldrunners

Allora, molti già lo sanno da Facebook, altri perchè l’hanno visto, altri ancora non gliene frega niente, ma da qualche tempo sono un “felice” (notare le virgolette: il mio rapporto con questo gingillo ha alti e bassi) possessore di un IPhone 3G, l’oggetto tecnologico più desiderato del momento.

Non sono un patito Apple, non sono un patito dei telefonini, non ho mai avuto uno smartphone e sono arrivato a possedere il melafonino in maniera quasi casuale (un cliente l’ha regalato a mio padre … che l’ha regalato a me); detto questo però devo dire che st’attrezzo è veramente fichissimo. A parte dei grandi problemi dovuti alla chiusura tecnologica scelta da Apple e a parte l’utilizzo come telefonino (praticamente pessimo) è il coltellino svizzero della tecnologia: ha tutto. A patto, ovviamente, di possedere un abbonamento telefonico con la connessione ad internet. Questo perchè le applicazioni possono essere programmate da chiunque e quindi la massa di persone che esiste al mondo ha creato davvero “di tutto, di più” per l’IPhone. Io ho un applicazione per accordare la chitarra e fare da metronomo … e questo è solo un esempio.

Ciò che però mi ha stupito maggiormente però è l’impressionante quantità di giochi e i risultati economici che stanno ottenendo sull’Apple Store. Praticamente un terzo delle applicazioni vendute sono giochi e la più venduta del mese è sempre un gioco. Giochini semplici, niente di trascendentale. Ma questo fatto la dice davvero lunga sulle strategie dell’azienda di Cupertino per entrare nel mercato dei videogiochi (dove tutti, praticamente, vorrebbero entrare: chi ha i mezzi lo fa dalla porta principale, come Microsoft e il progetto Xbox, chi non può permetterselo cerca altre vie come inventare i WCG, mi riferisco a Samsung).

Affermo senza paura che IpodTouch e l’Iphone sono due console portatili! Senza alcun dubbio. Hanno un interfaccia semplice (touch screen) un giroscopio che permette giochi basati sul movimento e hanno venduto milioni di copie nel mondo. PSP e DS devono assolutamente fare i conti con questi due apparecchi, non c’è assolutamente altro da dire e se i risultati ludici sono come Fieldrunners, devono anche cominciare a temere qualcosa.

Sviluppato da Subatomic Studios e venduto a 4€ (praticamente niente), si tratta di un semplice strategico Turret Defense dove non si ha alcun avatar e non si danno ordini a nessuno: si piazzano solo torrette in giro per la mappa cercando di resistere all’attacco dei nemici. Ripeto, niente di trascendentale, eppure FieldRunners si è piazzato addirittura al trentesimo posto nella classifica dei videogiochi migliori del 2008 secondo Edge, una classifica dove un titolo come Mirror’s Edge neanche è stato citato. Un gioco semplice e divertente, che manca di una chiara classifica online dove vedere i record degli altri ma che garantisce davvero ore di divertimento sull’autobus, al lavoro, in bagno o ovunque siate con il vostro telefonino. Inizialmente non volevo parlarne perchè, i soli due livelli a disposizione, mi avevano un po’ deluso. Ieri ho aggiornato il titolo e mi hanno aggiunto un livello e due tipi di torrette, senza ulteriori pagamenti e allora beh, eccomi qui.

In un presente sempre più multimediale, dove non vedi “pischello” senza auricolari nelle orecchie, avere un apparecchio che faccia da lettore musicale, telefono e console è un privilegio, anche se molto costoso. Ovvio però che bisogna poterci videogiocare dignitosamente (quindi non solo a Snake), sennò l’Ngage sarebbe stato una figata (e invece non lo era!!!).  Per ora mi è difficile valutare l’offerta di giochi per IPhone 3G perchè non vengono recensiti su alcun sito autorevole (noi cominciamo ora, ovviamente) e tra le circa 5000 proposte dell’App Store trovare un bel gioco è come trovare un ago in un pagliaio. La maggior parte dei titoli infatti sono stupidi giochi di carte o roba simile e, guarda caso, sono i più venduti.

Altri invece, arrivano addirittura secondi all’Independent Game Festival, ma ne parleremo dettagliatamente in seguito.

Per ora torno alle mie torrette, questo terzo livello è davvero ostico e non esiste strategico che possa resistermi!

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Apple si ributta nei videogiochi?


Cosa è questa immagine? Cosa è il Pippin? Oltre ad essere un nickname buffo per Peregrino Tuck del Signore degli Anelli? Da dove esce questa “console”? E’ un Super Nintendo del mondo fantasy?

Lo ammetto, a volte mi sento ignorante. Non si finisce mai di imparare. Pensavo che l’unica cosa che legasse Apple, la grande mela morsicata, al mondo dei videogiochi fosse il famoso Apple 2. Un computer “di altri tempi”, antesignano del Commodore 64. Un’invenzione storica su si potrebbe affermare che i videogiochi sono praticamente nati o quasi (almeno come programmazione).

Invece no. Il Pippin era una console, completamente fallimentare nelle vendite e nell’impatto, che però anticipava di un decennio l’idea di Microsoft Xbox, cioè quella di creare una macchina da gioco che è un computer con un altro nome (il primo Xbox così come l’Xbox360 sono costituiti all’interno da componenti identiche a quelle dei normali PC, anche la Playstation 3 ora ha la stessa architettura). Era una console per videogiochi, un computer di rete ecc. Fu lanciato a metà degli anni novanta. E chi lo comprò lo lanciò dalla finestra in seguito, o quasi.

Secondo una news da poco serpeggiata in rete il colosso di Cupertino, dopo il successo dell’iPod e di tutti gli altri gingilli tecnologici come smartphone da urlo e computer sempre più amati dal pubblico, potrebbe riprovarci con i videogiochi. Incredibile? No, realtà, o quasi.

Jobs e soci hanno allargato il marchio e il simbolo. I diritti sul termine “Apple” a breve copriranno anche “giochi, giocattoli e simili, comprese mini-console e dispositivi portatili per videogiochi”. Non si sa ancora nulla di più, nulla è stato ufficialmente annunciato. Magari i prossimi iPod potranno disporre di videogiochi programmati per la loro tecnologia touch (in forma di cartuccie? Da scaricare da iTunes? chissà…). Oppure arriveranno sugli iPhone. Sui Mac ci sono già, ma magari Apple deciderà di potenziare gli accordi con le case di produzione di videogiochi che si dedicano quasi eslusivamente al PC tranne in rari casi.

Oppure arriverà una nuova Pippin, questa volta ribattezzata, seguendo i trend correnti, Potterin ;)

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