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Svelata la Collector’s Edition di Assassin’s Creed Brotherhood [Un bel po' di roba targata Ubisoft]


La notizia piacerà sicuramente a tutti gli amanti delle Collector’s Edition e soprattutto delle Action Figures dei propri beniamini videoludici, ma questa volta Ubisoft l’ha sparata davvero grossa, ovvero chiederà ben 100 dollari per questa edizione, che però facendo un po’ di conti, li vale davvero tutti!!

Il pezzo grosso di questa edizione da collezione non sarà la solita Action Figure del protagonista di turno, ma un Jack-in-the-box, ovvero uno dei giocattoli che tutti noi abbiamo avuto da bambini, una scatola contenente un pupazzetto a molla una volta aperta o dopo aver girato una manovella. Al suo interno troveremo un pupazzo davvero pauroso (e bellissimo), i clienti di Gamestop riceveranno Arlecchino, tutti gli altri avranno il Dottore.

Ovviamente l’offerta non si ferma solo a questo, compresi nel prezzo troveremo anche:

  • Un art book esclusivo
  • Un disco bonus con video del Making of, un’anteprima del fumetto, trailer e colonna sonora del gioco
  • Due mappe esclusive da usare in single player
  • Una mappa di Roma

Non sappiamo ancora se questa Collector’s Edition sarà disponibile anche in Europa ma lo speriamo davvero, il pupazzo a molla di Arlecchino è una chicca che non può mancare sui nostri scaffali!

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SEGA, Apple, Lucasfilm e Ubisoft “beccate” a scaricare i vostri dati da Facebook?


Il 29 luglio 2010 ha posto una nuova pietra miliare nella storia della privacy nel mondo contemporaneo. A segnare un traguardo così importante è stata la messa in rete di un file torrent contenente circa 2.8 Gb di dati estrapolati da profili Facebook.

A compiere il misfatto è stato l’hacker Ron Bowes, del gruppo Skull Security, che ha inventato un programma in grado di raccogliere tutti i dati presenti nella sezione pubblica del social network. Nessuna vera violazione della privacy quindi, dal momento che i dati sul file sono facilmente accessibili a chiunque tramite una ricerca, oltre a essere già indicizzati e in possesso di Bing e Google, grazie agli accordi presi con Facebook. Più interessante ancora però è il sapere, tra gli altri, da CHI sono stati scaricati i dati di cui sopra, e rendersi conto che sono presenti moltissime compagnie legate al mondo del gaming.

Servendosi di PeerBlock, un semplice programma che rivela a chi appartengano gli IP che stanno scaricando un torrent, è stato possibile stilare una lista di compagnie i cui impiegati, nelle ultime 48 ore, si sono occupati di archiviare le informazioni raccolte dall’hacker. Questo non significa necessariamente che i reparti marketing delle aziende stesse abbiano deciso di impadronirsi dei dati, ma semplicemente che qualcuno, all’interno di esse, abbia utilizzato tempo ed equipaggiamento dedicato teoricamente al lavoro per farle.Chi c’è e chi non c’è?

Scopritelo da voi, ed eventualmente, traete le vostre conclusioni:

A.C. Nielsen
Agilent Technologies
Apple
AT&T – Possible Macrovision
Baker & McKenzie
BBC
Bertelsmann Media
Boeing
Church of Scientology
Cisco Systems
Cox Enterprises
Davis Polk & Wardwell
Deutsche Telekom
Disney
Duracell
Ernst & Young
Fujitsu
Goldman Sachs
Halliburton
HBO & Company
Hilton Hospitality
Hitachi
HP
IBM
Intel
Intuit
Levi Strauss & Co.
Lockheed-Martin Corp
Lucasfilm
Lucent
Lucent Technologies
Matsushita Electric Industrial Co
Mcafee
MetLife
Mitsubishi
Motorola
Northrop Grumman
Novell
Nvidia
O’Melveny & Myers
Oracle Corp
Pepsi Cola
Procter and Gamble
Random House
Raytheon
Road Runner RRWE
Seagate
Sega
Siemens AG
SONY CORPORATION
Sprint
Sun Microsystems
Symantec
The Hague
Time Warner Telecom
Turner Broadcasting system
Ubisoft Entertainment
Unisys
United Nations
Univision
USPS
Viacom
Vodafone
Wells Fargo
Xerox PARC

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La lunga vita della settima generazione [rassegna delle ultime dichiarazioni riguardanti l'esordio della prossima, ottava generazione di console]


L’arrivo della prossima generazione hardware è sicuramente un argomento caldo tanto che, paradossalmente, è stato bellamente ignorato dalle conferenze dell’E3 2010, proprio per non togliere attenzione da quanto veniva presentato.

Nonostante questo, nell’ultimo periodo le dichiarazioni in merito sono state sempre più insistenti e, pian piano, sempre più concordi.

Prima di andare a rimettere insieme i pezzi però, vale la pena sottolineare come la attuale, settima generazione di console sembra sia in controtendenza con quel trend che voleva le diverse generazioni susseguirsi con intervalli sempre più brevi. Fra uscite tardive ed insuccessi da recuperare il prima possibile, si era infatti arrivati a casi limite come quello Microsoft, che ha messo in vendita la 360 a meno di 4 anni dalla prima Xbox: un’inclinazione pericolosa che, oltre ad attentare alle tasche e alla pazienza degli utenti, iniziava a mostrare una spiacevole somiglianza con la peggiore peculiarità del gaming su PC.

Questa generazione appare invece la più longeva da parecchio a questa parte, con evidenti benefici dal punto di vista economico per tutte le parti in causa: produttori, sviluppatori e soprattutto giocatori.

Ringraziamo il Signore o qualunque altra entità terrena o extra-terrena adoriate, perchè non so voi, ma io con la mia mania di avere tutte le console casalinghe sul mercato, non so quanto avrei potuto reggere un turnover così rapido..

Ad ogni modo, tornando “in topic”, fra le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo spicca indubbiamente quella rilasciata dal capo del marketing di Ubisoft UK, Murray Pannell, che senza tanti giri di parole ha affermato:

[...] cose come Move, Kinect, 3DS rinvigoriranno il mercato, e prevedo che nei prossimi 12 mesi se non avremo una vera e propria crescita, vedremo quantomeno una stabilizzazione, prima dela transizione verso le nuove console, che io immagino probabile nei prossimi due o tre anni.

Una previsione evidentemente oculata, se quanto affermato da un certo Shigeru Miyamoto poco prima che:

[...] la nostra attenzione ora è rivolta al Wii MotionPlus e a come sia intuitivo per noi crearvi attorno del gameplay. Quindi penso che continueremo a farlo per il prossimo paio d’anni. Ma questo è veramente tutto quello che posso dire su ciò che avverrà.

Affermazione poi opportunamente smussata da Iwata con un diplomatico  “Quando finiremo le idee con l’hardware attuale e non potremo regalare agli utenti altre sorprese significative con la tecnologia che abbiamo, allora lanceremo il nuovo hardware“.

Ad ogni modo, guardando allo stato attuale delle cose, la previsione di Pannell e Miyamoto appare tutt’altro che assurda, e non solo facendo riferimento alla console Nintendo.

Microsoft sta muovendo mari e monti per affermare il contrario: lo scorso Gennaio il product manager David Hufford diceva che “l’Xbox360 non è nemmeno a metà del suo ciclo vitale“, a fine Giugno Chris Lewis ha dichiarato che “Kinect prolungherà la vita della 360 di 5 anni“, e giusto ieri Peter Molyneux ha detto che “il limite delle potenzialità grafiche della 360 è ancora lontano“. Nonostante tutto questo pensiero positivo però, sembra ben più realistica la previsione degli analisti di DFC Intelligence, che non solo vede la console MS ormai in fase discendente, ma sminuisce abbondantemente anche l’impatto potenziale di Kinect:

[La 360] ha ancora qualche buona annata nel suo futuro, ma la piattaforma è chiaramente nella fase discendente del suo ciclo vitale

“In fin dei conti, prevediamo che Kinect avrà un qualche appeal verso il pubblico interessato al fitness. Ma in termini di cambiamento rispetto al mercato complessivo delle piattaforme videoludiche, prevediamo che il suo impatto sarà trascurabile.

Ad essere criticato da DFC Intelligence però non è solo Kinect, ma l’impianto stesso del business videoludico MS:

Nel comparto del software per il business, Microsoft ha avuto successo analizzando che cosa funzionava per gli utenti di altri prodotti e incorporando esponenzialmente queste caratteristiche nei propri. Il problema è che lo sviluppo di prodotti di successo nel campo dell’entertainment semplicemente non segue questo modello.

Su quest’ultimo punto però anche Sony potrebbe avere da dire la sua, considerato che l’originalità non è mai stata neanche il suo forte…

Basta comunque la frase finale della nota degli analisti DFC per rimettere tutti d’accordo:

Il problema a lungo termine che si sta ponendo ai produttori di console è che il modello di business che prevede il lancio di un nuovo sistema hardware ogni 5 anni semplicemente non funzionerà ancora per molto.

Prodotti come Kinect e Playstation Move sono tentativi di aggirare il problema. Sfortunatamente, pensiamo si tratti al più di soluzioni provvisorie per una questione strategica che invece è ben più ampia.

Rieccoci a capofitto nella questione: il modello “5 anni” sta fallendo, ma nonostante questo le macchine sul mercato iniziano a mostrare i propri anni; paradossalmente Nintendo, pur avendo la console tecnicamente più debole, non sembra porsi particolarmente il problema, mentre Microsoft cerca motivi e pretesti per allungare la vita della propria macchina.

E Sony?

La situazione della PS3 è contemporaneamente la migliore e la più critica: pare sicuramente la console con più futuro, almeno tecnicamente parlando, trattandosi attualmente della più giovane e performante, nonchè quella che grazie ad una struttura leggermente più aperta potrebbe offrire ancora qualche sorpresa; inoltre nonostante questo Sony non ha aspettato a mettere in campo “extra” come 3D e Move che ne dovrebbero ulteriormente dilatare il ciclo vitale.

D’altra parte però la Playstation 3 ha iniziato solo ora a ripagare i propri costi di produzione, ed è quindi l’unica console delle tre che non ha scelta: DEVE riuscire a rimanere sul mercato ancora a lungo per poter diventare un buon investimento per la casa madre.

Proprio per questo, sin dall’inizio Sony aveva parlato di un ciclo vitale di almeno 10 anni per la propria macchina, e il concetto è stato ribadito recentemente per bocca di Shuhei Yoshida:

[...] guardando le cose dall’esterno, è stata Microsoft a rilasciare la prima console di questa generazione. E’ quindi naturale, secondo me, che sarà Microsoft a fare la prima mossa. O Nintendo, visto che il loro approccio è stato di non fare upgrade del suo hardware di base e il Wii non supporta neanche l’alta risoluzione.

Secondo me quindi, [in merito al rilascio di nuove console] lo sguardo dovrebbe essere rivolto a queste compagnie. La PS3 è uscita dopo la Xbox ed è più potente,  quindi sarà più longeva.

Un’ennesima conferma di un pensiero che pare consolidato e diffuso tra i produttori hardware, ma che non necessariamente potrebbe funzionare allo stesso modo per tutti ed in tutti gli ambiti.

Spostando leggermente il focus sulla PSP possiamo infatti leggere la nuova filosofia Sony anche tra le righe di una recente intervista a John Koller di SCEA:

La PSP avrà un ciclo vitale di 10 anni o forse più. Abbiamo detto che ’saremo nel business PSP finchè saremo nel business Playstation’ perchè crediamo fermamente nel mercato handheld

Appare chiara anche qui l’intenzione di prolungare la vita media dell’hardware proprio per ammortizzare il più possibile gli investimenti fatti, a prescindere dal suo successo. Il problema è che si tratta di una strategia sicuramente oculata, ma che può funzionare soltanto se condivisa ed attuata da tutti i competitor.

E la recente presentazione del 3DS dimostra che, almeno nel campo delle portatili, Nintendo non sembra voler stare al gioco. Resta quindi il dubbio che la casa di Kyoto possa smarcarsi anche in ambito casalingo, rimescolando carte e taciti accordi come solo chi ha il pieno controllo del mercato può fare, il che porterebbe ad un’improvvisa, nuova accelerazione del processo che ci consegnerà, presto o tardi, l’ottava generazione di console.

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Uno nuovo Assassin’s Creed? Si, ma una serie a fumetti! [Comic-Con 2010]


Nelle ultime ore Ubisoft ha confermato la  sua presenza al Comic-Con International di San Diego con due titoli assolutamente di rilievo: Assassin’s Creed BrotherhoodTom Clancy’s Ghost Recon Future Soldier.

Ma le sorprese non sono certo finite, ed hanno l’odore della carta appena stampata. Il prossimo 22 Luglio, infatti, la software house francese presenterà una miniserie a fumetti in tre volumi ispirata all’universo di Assassin’s Creed.

E non parliamo di certo di un’opera a stampo amatoriale, visto che al timone ci sono nomi del calibro di Cameron Stewart (già illustratore di Batman & Robin, Seaguy e Catwoman) e Karl Kerschl (Superman e The Flash, tra gli altri). All’evento, durante il quale verrà proiettato un trailer, prenderà parte anche Jeffrey Johalem, sceneggiatore dello stesso Brotherhood.

Non ci resta che attendere gli ultimi giorni del mese  sintonizzati sull’evento Ubi, Assassin’s Creed: Behind and Beyond the Brotherhood! ;-)

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Il mito di Michael Jackson celebrato da Ubisoft


Nel corso dell’ E3, la conferenza Ubisoft si è conclusa con un ”cliffhanger” riguardante il Re del Pop che ci ha lasciati col fiato sospeso. E mentre nei nostri cuori si faceva strada l’idea di un possibile ritorno in stile Moonwalker (capita spesso che i comuni giocatori abbiano ottime idee, poi disattese dagli addetti ai lavori), apprendiamo che ciò a cui il publisher si riferiva è in realtà Michael Jackson: The Experience, rhythm game presentato nel corso di un evento in quel di Londra. Proprio la dove Jacko avrebbe dovuto tenere il tour This Is It.

In MJ: The Experience, il giocatore ballerà e canterà sulle note di grandi successi quali “Thriller”, “Billie Jean” and so on: il gioco sarà disponibile su tutte le console casalinghe ed offrirà un’esperienza controller-free via Kinect, PlayStation Eye ed una telecamerina dedicata su Wii. Chi invece vorrà misurare le proprie capacità canore con quelle di Michael (non che sia più facile del ballare nel suo stile!) potrà armarsi di microfono e magari abilitare il controllo automatico dell’ intonazione, onde evitare che i presenti si accorgano delle stecche…

L’uscita del gioco è prevista per il mese di Novembre, e per l’occasione troveremo negli scaffali dei negozi anche delle versioni (molto) semplificate per DS e PSP.

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Scott Pilgrim vs The World, se il gioco diventa metafora [Recensione]


Il flirt tra videogiochi e fumetti non e’ una novità. Da sempre, probabilmente per un discorso di target affini, il mondo delle immagini su carta ha corteggiato, corrisposto, quello delle immagini su schermo. Le regole dell’affettuoso scambio sono sempre state piuttosto ferree; non tutte le opere di un media si prestano alla trasposizione, e finora si e’ sempre trattato di storie di conflitti, eroi e combattimenti, con dialoghi funzionali alla spettacolarizzazione delle lotte (nei fumetti tratti da videogame) o alla caratterizzazione dei personaggi feticcio del giocatore di turno ( nei videogame tratti da fumetti).

Cosa succede pero’ quando gli stilemi del videogioco diventano un mezzo espressivo per definire nientemeno che una realtà vera e intimista, facendosi assoluto culturale e riuscendo a sfumare nell’assurdo la vita di tutti i giorni?
Una risposta viene  da Scott Pilgrim, comic creato da Bryan Lee O’Malley che prende il nome dal protagonista, un ragazzo normalissimo di 23 anni cresciuto immerso in tutti i riconoscibilissimi riferimenti pop che costituiscono l’ossatura fantastica del fumetto.

Scott gioca all’XBox, ha un gruppo chiamato Sex Bob-Omb e la mattina si domanda perché non gli sia possibile trasformarsi in morph ball e rotolare fino al bagno. Ma, ovviamente non finisce qui: al centro della trama c’e il rapporto tra Scott e Ramona Flowers, ragazza newyorchese arrivata a Toronto e fattorina di amazon.ca, che per velocizzare le consegne si serve di un autostrada iperspaziale ( “tipo in Super Mario Bros 2?” Chiede lui) che passa per il mondo onirico di Scott, diventandone la vera e propria “donna dei sogni”.

Scott, reduce da un rapporto misterioso e traumatico e da un altro troppo poco serio, inizia a frequentare Ramona, e presto capisce che le cose non sono facili come sembrano, anzi. Per guadagnarsi il diritto di uscire con la sua bella, Scott dovrà affrontare tutti i suoi ex, e si parla assolutamente fuor di metafora, dal momento che i cinque (o sei, ma forse sette, dice lei) sono tutti individui dotati di superpoteri e hanno addirittura fondato una “lega degli ex malvagi” come nelle migliori tradizioni fumettistiche americane.
Un problema per Scott, che comunque viene riconosciuto come “il miglior lottatore della zona”, in grado di piazzare combo da 64 colpi in aria, e dovrà affrontare emo con poteri mistici, skater/stelle del cinema superforti, diavolesse indie rock, e fare i conti con le proprie ex, che si tratti di adolescenti ninja o di “stronze-che-ce-l’hanno-fatta”.

Questo tuttavia è ciò che qualunque sinossi da quarta di copertina può dire; ciò che non viene detto invece è che Scott Pilgrim è un’enorme, azzeccata, delicatissima e divertente metafora.

Una sequela di situazioni fantastiche, surreali e bizzarre in cui paradossalmente chiunque abbia superato l’adolescenza può riconoscersi. Il confronto con il passato, proprio e di chi ci si trova accanto, il trovarsi a lasciare una persona sentendosi in colpa, l’amico (o l’amica) affascinante e sicuro di se’; Bryan Lee O’Malley riesce a inserire tutti questi momenti topici della vita di chiunque in un affresco che fa della fantasia e dei riferimenti a videogiochi, fumetti e musica il proprio punto di forza e primo mezzo espressivo, riuscendo solo ad aggiungere e rendere migliore un fumetto che, fondamentalmente, riesce a parlare delle piccole enormi cose di tutti i giorni.

A coronare la storia uno stile di disegno che reinterpreta la grafica tipica da comic americano in una chiave che trae ispirazione dall’urban design e dal fumetto giapponese, dando al tutto un’atmosfera tra il “cool” e il “kawaii” nipponico senza esagerare in nessun senso e trovando l’equilibrio perfetto per rendersi scanzonato, leggero e tuttavia adatto al tono intimista della serie. Le linee sono nette e spesso nervose e gli “effetti speciali” enormi e ipercinetici; ma O’Malley si dimostra perfettamente in grado di stupire con cambi di scenario improvvisi e surreali, come una tempesta di neve sempre più fitta al centro della quale, come un salto del buio, si spalanca una fortuita porta di casa.

Un successo riconosciuto da critica e pubblico, quello di Scott Pilgrim, che ha portato in brevissimo tempo i cinque volumi che finora compongono la serie (il sesto, conclusivo, uscirà il 20 luglio negli States) a scalare le classifiche e a diventare un film in uscita a luglio in America e a novembre da noi; un lungometraggio che, nonostante una scelta degli attori che personalmente non condivido affatto, si promette fedelissimo al fumetto e ben fatto. I primi tre volumi di Scott Pilgrim sono disponibili anche in italiano, pubblicati da Rizzoli/Lizard, mentre per vedere “come va a finire” i lettori dovranno attendere novembre.

Recente è stato anche l’annuncio di un videogioco tratto dal film e dal fumetto, in uscita prossimamente per Ubisoft Montreal. Il gioco sarà un beat’em up a scorrimento che vedrà Scott, Ramona e gli amici Kim Pine e Stephen Stiles combattere per sconfiggere gli ex malvagi della ragazza. Come già nel fumetto gli avversari sconfitti lasceranno cadere monete e vite extra (sì, succede anche questo). Si sa anche che della colonna sonora si occuperanno gli Amanamaguchi, eccezionale band che mescola musica 8 bit e punk in una formula eccezionale e decisamente innovativa.
Considerando il fumetto e le sue influenze, decisamente non c’è modo migliore di chiudere il cerchio.

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[E3 2010] Conferenza Ubisoft: Assassin’s Creed, Driver, Child of Eden, Rayman Origins, Ubi Sports, Ghost Recon, 3D, Trackmania


Dopo aver gustato in anticipo il trailer e la data di uscita di Assassin’s Creed: Brotherood, siamo pronti per tutte le novità della conferenza Ubisoft sul palco di questo scoppiettante E3 2010.

La Software House transalpina apre le danze con un filmato veramente spettacolare ( lo trovate proprio in apertura di questo articolo), un connubio di musica e colori. Sul palco quel geniaccio di Tetsuya Mizuguchi e il suo Child of Eden, titolo fortemente ispirato a Rez e giocabile con l’utilizzo delle nostre mani. Su Kinect ovviamente. Questo gioco, interamente in prima persona, ci ha convinto immediatamente: è ispiratissimo, dalla colonna sonora accattivante e super colorato, forse l’unico motivo valido per l’acquisto del sensore di movimento Microsoft..Almeno per ora! Il gioco sarà comunque disponibile anche su PlayStation 3, probabilmente tramite l’accoppiata Move + Eyetoy.

Non potevano mancare nuovi filmati in game e informazioni sull’attesissimo spin-off multiplayer di Assassin’s Creed, di cui è stata però mostrata una sessione in singolo. Il video dedicato a Brotherood si apre con l’assedio di Villa Auditore a Monteriggioni per mano dei Borgia, guidati da Cesare, nuovo nemico del nostro Ezio. Una furiosa corsa a cavallo e interazione con armi ambientali come cannoni e balestre utili a sventare gli attacchi più critici vengono mostrate nei minuti successivi. Purtroppo i combattimenti corpo a corpo della serie paiono invariati e le guardie attaccano ancora una alla volta, rendendo il tutto decisamente semplicistico. Nota di merito per la conclusione del filmato, che vede la confraternita degli Assassini scalare il Colosseo. Applausi per Ezio e il forse deceduto zio Mario!

Cambiamo totalmente registro e sul palco arriva Shaun White, campione di skateboard. L’occasione è l’annuncio di Shaun White Skateboarding per Wii, PS3 e Xbox360. Tecnicamente nulla di eccezionale, ma il filmato in game mostrava una grande interzione ambientale  e la possibilità di modificare lo scenario circostante grazie ai trick e alle evoluzioni con lo skate, e soprattutto la possibilità di editare le nostre piste preferite. Gli sviluppatori Ubisoft sono riusciti a concepire anche una sorta di trama, che vede la città di Montreal privata dei suoi colori e trasformata in un dipinto fatto di chiaroscuri e scale di grigi. Starà al prode Shaun (che diciamocelo, è un ometto parecchio buffo! :-D ) regalare tinte di rosso, verde e azzurro cielo alle ambientazioni. Per gli amanti dello skate è un titolo sicuramente da tenere d’occhio ed una valida alternativa a Skate 3 di EA.

Riposto lo skate in cantina è tempo di ridere alla conferenza Ubi. Purtroppo i tratta di risate amare e al limite dell’isteria. E’ infatti il momento dei titoli casual, molto probabilmente concepiti dopo un party allucinogeno negli studi francesi della compagnia. Dal pubblico si alza qualche comparsa, indossano dei sensori e sono armati di una pistola laser. Avete capito bene, una pistolina laser di plastica! Inizia una “battaglia” furiosa, tra risate, corse e coperture, per un titolo che promette di divertirsi rigorosamente in compagnia, una sorta di simulazione di laser game. Il gioco è infatti un software in grado di segnare lo score dei giocatori, nulla di più, disponibile da questo autunno in bundle con due pistole (che ormai sono dei veri e propri oggetti di culto per noi Insiders :-D ) e due sensori.

Ma, come si dice, non c’è mai limite al peggio e sul palco dell’E3 il protagonista è ora Innergy, un gioco in grado di controllare lo stress quotidiano grazie ad una sorta di Vitality Sensor molto simile a quello che Nintendo presentò durante al conferenza del 2009. Vi riporto esattamente il commento a caldo del nostro buon Fucktotum perchè credo renda benissimo l’idea che ci siamo fatti su questo Innergy: “No , non sto vedendo uno spermatozoo che respira all’interno di un colon umano tutto colorato!”. Una simulazione di esercizi di respirazione, sulla stessa lunghezza d’onda di Ubi Sports, ennesimo titolo sportivo multievento “ispirato” a Wii Sports per piattaforma Nintendo.

Tra sfide online a colpi di Yoga e semplici esercizi di fitness, è il momento di accogliere i personaggi più fuori di testa del panorama videoludico. Un gradissimo welcome back ai Rabbids che per l’occasione si sono dati ai viaggi spazio-temporali con il loro Raving Rabbids Travel in Time. Video come sempre esilarante per un gioco in esclusiva su Nintendo Wii pronto il 9 Novembre 2010.

Spediti gli psicopatici conigli nell’antica Roma, è tempo di tornare a fare i soldati. Spec-Ops, mimetizzazione ottica, azione stealth e uccisioni silenziose sono gli ingredienti di Ghost Recon: Future Soldier. Il nuovo capitolo della saga di Tom Clancy non offre apparentemente nulla che non si sia già visto in altri titoli, con un realizzazione tecnica convincente ma un’azione di gioco fin troppo ripetitiva e poco varia ed un livello di sfida inesistente. Buona la sensazione di pesantezza dei colpi e delle armi, modalità cooperativa per 4 giocatori e pieno supporto al 3D. Promosso a metà per ora!

In ogni conferenza che si rispetti non può mancare uno spettacolare inseguimento in auto tra le strade di San Francisco e lo spettacolo organizzato da Ubisoft non è da meno. Scaldate i motori perchè Tanner è tornato nel reboot di Driver, e questa volta la sua caccia al crimine prende il nome di Jericho, un pericoloso mafioso altamente incazzato. Driver: San Francisco è il titolo del gioco, previsto su PS3 e Xbox 360, ancora una volta in formato sandbox ma con l’introduzione di un sistema di scannerizzazione dei veicoli piuttosto avanzato. La modalità Shift consente di cambiare veicolo e direzione on the go. Le novità sul mondo delle 4 ruote non sono finite qui e la casa d’oltralpe dedica al popolo dei PC Gamer il progetto Maniaplanet, una sorta di MMO nel mondo di Trackmania, corredato di una modalità shooter ed una quest. Si tratta di una piattaforma (ispirata dal successo di Trackmania) pensata per creare titoli per l’utenza PC. Una sorta di LittleBigPlanet esteso anche agli shooter e ai GDR, con infinite possibilità di combinazione e di creazione. Per ora nulla di concreto, ma solo tante domande ed una data generica per la beta multiplayer fissata per l’ultimo quarto del 2010.

Prima che le luci si spengano sulla conferenza, tra i passi di uno spettacolare corpo di ballo e le note di Beat It del mai troppo lodato MJ, Ubisoft ha ancora una sorpresa: è un platform, è in 2D ed il protagonista è una melanzana! Rayman è tornato ragazzi e pare proprio intenzionato a rispolverare le meccaniche bidimensionali del primo glorioso capitolo. Sulla falsariga di Sonic 4 di SEGA, Rayman Origins è un tuffo nel passato, fatto di colori pastello, animazioni fantastiche e tutto l’umorismo che ha sempre caratterizzato questa serie. Il gioco è sviluppato da Ancel e altre 4(!) persone.

Bilancio della nottata? Non del tutto positivo per l’eccessivo orientamento alla new way to play che tanto nuova non è, ma Rayman e Child of Eden (il titolo Q Entertainment) sono state vere e proprie sorprese per gli occhi e per il cuore!

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Trailer e data di uscita per Assassin’s Creed: Brotherhood [E3 2010]


Direttamente dalla E3 2010 ecco un trailer per Assassin’s Creed: Brotherhood, nuovo capitolo della fortunata saga targata Ubisoft che promette scintille con la grossa novità del multiplayer. In più, alla fine del filmato (pare che la Ubisoft stia rimovendo tutti quelli su youtube, quindi affrettatevi a vederlo) possiamo vedere la data di uscita del gioco, ovvero 16 novembre 2010!!

Come già sappiamo, torneremo nei panni di Ezio, fortunato protagonista di Assassin’s creed II. Il gioco sarà ambientato a Roma, centro del potere dell’Ordine dei Templari e non ci troveremo da soli, infatti Ezio potrà controllare una fratellanza con la quale sarà più semplice sgominare anche i nemici più mortali. Come detto prima, la vera novità sarà il multiplayer che ci permetterà di scegliere più personaggi con caratteristiche diverse, con armi e tecniche assassine proprie.

Il trailer è davvero fichissimo e davvero ben realizzato, già ho l’hype a mille! Probabilmente nei prossimi giorni potremo vedere qualche video di gameplay, aspettiamo fiduciosi!

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Live Blogging in diretta dalle press conference E3 2010 [coverage degli streaming: Microsoft, Nintendo, Sony, Electronic Arts, Ubisoft]


Inside The Game è qui per portarvi IL MEGLIO dell’informazione videoludica italiana. Giusto? Ebbene, allora non si può assolutamente mancare all’appuntamento con la storia che questo E3 2010 rappresenterà per tutti noi gamer e la nostra idea è quella di proporre non solo dei post “riassuntivi” sulle varie notizie che arrivano dalla California e da Los Angeles, ma anche una simpatica iniziativa di “Live Blogging” a cui tutti voi potrete partecipare via chat. Ecco quindi una magnifica occasione per conoscere e per chiaccherare con i blogger e con gli altri utenti di Inside The Game e soprattutto per seguire, in diretta, le press conference (cioè gli eventi per la stampa, i keynote le conferenze) più importanti dell’evento.

In questo post, quindi, troverete il nostro live blogging coverage delle Press Conference di Microsoft, Nintendo, Sony (speriamo anche di Ubisoft e Electronic Arts: vi aggiorneremo in diretta) in cui verranno sicuramente presentati i giochi che rappresentano il futuro del medium interattivo.

Questo post quindi si aggiornerà (tornate qui spesso) con le varie finestre relative ad un live blogging differente che verrà tenuto da uno dei blogger di Inside The Game. Ovviamente, lo diciamo subito, non siamo all’E3, purtroppo, seguiremo in Streaming insieme a voi (e agli utenti del forum, che si sono organizzati nel Topic Ufficiale E3 2010) le varie dirette.

Cominciamo quindi subito dalla prima, la Press Conference Microsoft all’E3 2010 di cui trovate lo streaming su Gamespot! Comincieremo alle ore 19:00 di oggi Lunedì 14 Giugno esatte, orario italiano, intanto potete scaldarvi con un po’ di chat free. Appena la conferenza finirà metteremo l’evento in modalità standby per ricominciare col secondo appuntamento.

Secondo appuntamento Martedì 15 Giugno alle 18:00 con la Press Conference Nintendo, sempre ovviamente da Los Angeles. Sarà presentato il Wii Hi Fi? Scopritelo e commentatelo con noi! Come al solito, prima del collegamento, chat libera così potrete provare ad indivinare cosa la grande N presenterà. Eccovi la diretta streaming di Gamespot sulla conferenza Nintendo.

Terzo incomodo, o comodo, dipende dai punti di vista della vostra personale Console War, sarà Sony. Sempre Martedì 15 Giugno ma alle ore 21:00 italiane. Press Conference Sony dall’E3 2o10 con in chat sicuramente qualche personaggio “influente” di Inside The Game. Ovviamente per chi volesse gustarsi lo streaming Gamespot ha predisposto anche la Conferenza Sony.

[EDIT] Edizione straordinaria! :) Il Live Blogging seguià anche le conferenza Electronic Arts (alle 23:00 di Lunedì, ora italiana) e la conferenza Ubisoft (alle 2:00 di notte del 15 Giugno). Non mancate di partecipare alla chat.

Wow, wow, wow, direi! No? Non mancate. Vi aspettiamo numerosi!

Si ringrazia dOz (Paolo Miki Isidori) per l’immagine.

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Ritorno a Palazzo [Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate - Recensione]


Archiviate le oniriche atmosfere a tinte cel-shaded che avevano segnato il suo controverso debutto in ambito next gen, Prince of Persia ritorna a calcare i circuiti delle nostre console preferite con Le Sabbie Dimenticate: ennesimo reboot di un canovaccio che Ubisoft continua ormai a reinventare di anno in anno, ostentando una nonchalance quasi irritante.

Tacciato più volte di essere soltanto una mera operazione commerciale volta a supportare il lancio della prima trasposizione cinematografica del brand, il titolo firmato dalla major francese non presenta in realtà grandi analogie col suo collega in celluloide. Piuttosto che riferirci ad esso come ad una sorta di Tie-In dell’ultim’ora, preferiamo pertanto inquadrarlo come discendente morale del piacevole Prince of Persia: Spirito Guerriero (2004, PS2 / XBox), meglio noto ai più in qualità di secondo esponente della trilogia che favorì allo scattante nobiluomo persiano un posto di prim’ordine tra i migliori Action Hero della 128Bit Generation.

Versione anabolica di quest’ultimo, Le Sabbie Dimenticate sconfessa gran parte delle soluzioni concettuali proposte dal suo più recente predecessore, rinunciando ad ogni velleità free roaming in virtù di un sobrio “ritorno a palazzo“, per poi rimpazzare il romantico zingarello di cui sopra con un ben più virile guerriero dal fisico scultoreo: ne scaturisce un Prince of Persia molto più tradizionale e “riconoscibile”, che non teme certo di palesare sin da subito la sua marcata vena platform, né tantomeno di “isolare” le consuete sequenze hack ‘n slash nell’ambito di ciclici siparietti da godersi tra un’evoluzione e l’altra.

Tanto lineare nella trama, quanto curato nell’ambientazione, il lavoro dei nostri cari cugini d’oltralpe si presenta alla prova del pad sfoggiando un sistema di controllo agile ed intuitivo che, strizzando forse anche più di un occhio alla platea casual, non mancherà di rendere alquanto accessibili  manovre la cui esecusione avrebbe un tempo richiesto sforzi di tutt’altro spessore. Manco a dirlo, anche le sezioni di combattimento paiono risentire di questo particolare approccio user friendly. Di conseguenza, non sorprendetevi più di tanto quando vi ritroverete a falciare orde di nemici come fossero esili steli di grano: questo principe non è di fatti  uno che la manda a dire, e la sua abilità con la lama è così formidabile da rendere quasi superfluo l’impiego dei soliti poteri elementali volti a recar supplementare danno agli ostili.

Giusto in proposito, vale senz’altro la pena di segnalare un ultieriore cambio di rotta rispetto alla formula sperimentata con il Prince of Persia del 2008: in piena linea con l’epurazione voluta dagli sviluppatori, il nostro guizzante alter ego non dovrà ora vedersela soltanto con i ciclopici guardiani di fine livello, ma sarà invece chiamato a far strage di battaglioni così folti da riempire in più di un’occasione l’intero schermo.

Nel segnalare l’efficacia di un level design piuttosto ispirato che, traendo diversi benefici dalla complessità delle architetture di scena e giocando con acqua, dispositivi a tempo ed altre diavolerie analoghe, spingerà spesso  i giocatori a tenere un ritmo di gioco alquanto sincopato, non possiamo che elargire un piccolo plauso anche al commento sonoro di sottofondo. Pur non brillando per l’originalità delle musiche o per la qualità del doppiaggio, esso rispecchia in effetti adeguatamente le atmosfere suggerite dalle varie sequenze narrative, senza tra l’altro risultare mai troppo invasivo o magari ripetitivo.

Dovendo, a questo punto,  individuare delle lacune nell’econonomia di un progetto che, almeno dal punto di vista della forma, parrebbe sostanzialmente inattaccabile,  si potrebbe senz’altro far riferimento all’assenza di una modalità multiplayer oppure ad un coefficiente di longevità non proprio esaltante. A conti fatti, l’unico difetto reale rintracciabile ne Le Sabbie Dimenticate risiede tuttavia nelle sue stesse fondamenta, ovvero in  concept praticamente privo di alcuna innovazione di sorta, il cui unico, reale scopo è quello di rivisitare soluzioni e schemi di gioco che i cultori della saga conoscono ormai a menadito…

In tal senso, l’impressione è che il team Ubi abbia stavolta preferito giocare sul sicuro, limitandosi ad offrire ai fan più integralisti – ergo quelli che avevano storto il naso di fronte all’ultimo episodio della serie  -  l’esperienza che questi ritengono “ci si debba aspettare” da Prince of Persia. Il che, visti i risultati, non è comunque un male…

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Assassin’s Creed Brotherhood “svelato” dal Marketing Gamestop [Assassin's Creed Multiplayer]


Ah… dannato marketing di Gamestop. Anzi… dannato Gamestop ;) E’ la stessa frase, secondo me, che rimbomba negli uffici Ubisoft visto che l’immagine promozionale che vedete nel riquadro (potete ingrandirla clikkandoci) è sfuggita agli uffici della grande catena di distribuzione e qualcuno l’ha messa online, costringendo la multinazionale francese a rivelare i suoi piani e cioè Assassin’s Creed Brotherhood, un nuovo gioco (al momento sembra uno spin off) della famosa serie con protagonista il grande Desmond Miles (e si, mica pensavate che erano Altair o Ezio Auditore, vero?). Nuovo gioco che non è però Assassin’s Creed 3… perchè? Perchè Brotherhood sarà, praticamente, il multiplayer di Assassin’s Creed.

Ubisoft quindi, piuttosto che rilasciare qualcosa tramite un DLC, pensa ad un gioco totalmente nuovo per “per la prima volta, prendere parte ad un innovativa esperienza multiplayer lasciando i giocatori liberi di impersonare l’assassino e scegliere lo stile dei vari omicidi. Qualcosa di mai visto prima a livello di multiplayer“. Queste le parole incise proprio sulla “scatola” (probabilmente creata da quelli di Gamestop perchè non credo che di un gioco simile sia già pronto il packaging) volantino pubblicitario.

Sarà vero? Sembra che, da una notizia dell’ultimo minuto, Ubisoft rivelerà tutti i dettagli tra qualche settimana. Attendiamo, quindi, fiduciosi!

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Il mio nome è Sam Fisher, e questo è l’inferno in cui vivo… [Recensione Splinter Cell Conviction]


Mi chiamo Sam Fisher, e questo è l’inferno in cui vivo.

Ho dedicato tutta la mia vita a servire il mio paese…sono un agente segreto. Ho lavorato per anni nella sezione Third Echelon della NSA, e ho visto cose che farebbero impallidire qualsiasi cittadino americano. Proprio per l’America, nella mia ultima missione (una missione di infiltrazione in una cellula terroristica) ho dovuto freddare il mio migliore amico…”senza rimorsi” mi hanno detto, “è la missione”! sì, come se fossimo solo macchine assassine…per colpa di quella maledetta missione io la notte non dormo più. E le mie sventure non finiscono qui: mia figlia, Sara, unica ancora di salvezza che mi rendeva umano, è morta. Investita da un pirata della strada che non è mai stato trovato…e che forse è più vicino di quanto non sembri.

Sono stato contattato da Grim, il mio unico contatto in anni e anni di missioni, e lei mi ha rivelato che forse non c’è una brutta storia di droga dietro l’incidente che ha coinvolto mia figlia, no…probabilmente è stata proprio Third Echelon ad organizzare tutto. La stessa agenzia che ho servito e per la quale mi sono riempito di sangue le mani ora ha deciso di voltarmi le spalle, o meglio…ha deciso di rendermi una vera e propria macchina di morte. Forse a loro sono più utile così, incazzato nero e pronto a tutto…l’ “uomo” Sam Fisher è morto, ma grazie al ricordo di mia figlia un unico punto bianco ancora resiste nella mia anima nera, e tutte quelle persone in giacca e cravatta che mandano noi agenti a fare il loro lavoro sporco non hanno considerato un particolare…intendo vendicarmi.

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Non so se ci sono altri interessi in ballo, non importa… so solo che voglio distruggere le loro vite, così come loro hanno fatto con la mia, e non mi fermerò davanti a niente e nessuno. Cancellerò chiunque cercherà di ostacolarmi, anche perchè….diamine, tutti questi agentucoli da quattro soldi mandati per fermarmi li ho addestrati io! Col tempo i miei occhi si sono abituati al buio, mentre i loro, giovani e poco addestrati, subito si riempiono di paura quando con pochi colpi precisi distruggo tutte le fonti di luce nei dintorni, inducendoli a sparare alla cieca verso l’ultimo luogo dove mi hanno avvistato. Certo, potrei anche imbracciare un mitra e farmi avanti sparando all’impazzata, nessuno me lo impedirebbe! Eppure, quando ne ho l’occasione, mi piace ancora fare ciò per cui sono stato cresciuto…uccidere in silenzio. Non è difficile, basta piombare alle loro spalle e poi, rapidamente, proiettile alla gamba, mano sulla bocca e proiettile alla nuca…veloce, preciso ed indolore. Dopotutto, loro non hanno colpe, sono solo strumenti messi sul mio cammino dai veri responsabili…e potete scommetterci, con loro non sarò altrettanto buono! Li spremerò fino all’ultima informazione, e poi deciderò cosa fare delle loro vite: una macabra danza della morte dove la variabile non è il perdono, ma il tempo che farò passare prima di ucciderli.

Io sono pronto. Prima di iniziare ho studiato i rapporti informativi degli agenti Archer e Kestrel…sono loro che hanno scoperto i primi dettagli riguardo tutta questa storia, loro che hanno iniziato a vedere del marcio nella vicenda. Sono due ottimi elementi, ma hanno l’abitudine di svolgere le missioni insieme, come se la cooperazione rendesse il lavoro più facile.

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Non c’è niente di facile in quello che mi appresto a fare, ma posso contare su alcuni alleati: Grim, che seppur mai completamente sincera, mi rifornisce di armi e nuovi gadget a patto che io svolga qualche piccola missione secondaria sul mio cammino; Victor Coste, un mio vecchio amico dell’Iraq che ancora mi deve qualche favore e…ovviamente il mio addestramento: non è facile mantenersi allenati, ma posso sempre accedere a diverse sessioni di training per migliorare le mie capacità di infiltrazione, resistenza o forza bruta, insomma il pane quotidiano di un agente segreto.

Nonostante il tempo cominci a mostrare segni di qualche lieve cedimento fisico, la mia memoria funziona ancora a dovere. Mi basta prendere un appunto mentale della posizione dei bersagli e poi, con un unico movimento, posso dare avvio a quello che nell’agenzia chiamano “Marca e Colpisci“. Tre nemici, tre cadaveri. E con tre vite spezzate l’obiettivo è più facile da raggiungere. Dispongo di un arsenale di tutto rispetto, il minimo per portare l’inferno in casa di chi mi ha rovinato la vita: pistole, fucili, granate, flashbang e l’ultimo ritrovato della tecnologia, gli Emp. Vorrei tanto stringere la mano a chi li ha inventati, sembrano fatti apposta per me: un veloce impulso elettromagnetico e la corrente elettrica della zona è fuori uso, così che io possa entrare in azione indisturbato… e proprio di questi Emp Grim sembra ansiosa di parlarmi, perchè se io posso togliere la corrente ad un magazzino con una semplice esplosione, qualcuno ai piani alti progetta di privare l’intera nazione dell’energia, insomma…del futuro.

Neanche questo importa…possono avere pronte anche delle bombe atomiche, niente mi impedirà di stringere le mie mani intorno al loro collo.

Sara, piccolina mia (è buffo…quando si è genitori nonostante i figli crescano si è portati a vederli sempre piccoli…), dicono che non c’è dolore più grande del dover seppellire il proprio figlio, ma io dimostrerò che si sbagliano, perchè chi è responsabile della tua morte soffrirà molto, molto di più….una terribile tempesta sta per abbattersi su Washington D.C., e ai miei nemici auguro solo che siano pronti ad affrontarmi.

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Il mio nome è Sam Fisher, preparatevi a vivere la mia vendetta.

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