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Guitar Hero World Tour: una passione strozzata? [recensione]


Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone

Ed ora buttiamoci nel vivo del post.

Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?

Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.

E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.

Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire?  Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?

Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.

Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!

La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonare veramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare  a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.

Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.

Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.

Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.

Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.

Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite ;) . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.

Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando ;)

E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! :) Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…

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Counter Strike 2: verso la reincarnazione?


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Counter-Strike è una delle invenzioni più rivoluzionarie dell’intera internet. Quantomeno in ambito videoludico. Se si pensa banalmente solo ai numeri, si sta parlando di un MOD, una semplice “modifica” ad un pre esistente videogioco (Half Life) creato da due studenti universitari (Minh “Gooseman” Le e Jess “Cliffe” Cliffe che ora lavorano, pensate un pò, in Valve ), diventato lo sparatutto online più giocato della storia dell’umanità. Già così sarebbe un risultato incredibile. Se apriamo la parentesi Sport Elettronici, poi, allora non possiamo che meravigliarci della potenza di un gioco ormai diventato disciplina sportiva in molti stati del mondo (in Svezia è lo spettacolo più seguito dopo il calcio, in Germania poco ci manca). Estrapolando addirittura questo successo dai lidi meramente videoludici, Counter Strike rappresenta la punta dell’iceberg di una “cultura”, di un “movimento”, destianato sicuramente a far parlare di sè.

Inutile però pensare di concentrare in dieci righe la storia di Counter Strike o dei suoi successi passati, parliamo quindi del presente e del futuro. Al momento abbiamo un “conflitto di interessi” di Valve e delle community di interesse relativo alla “versione” da supportare: Counter-strike 1.6 o Counter-strike: Source? Mentre l’Italia non si chiede nulla in proposito (la vecchia versione è stata quasi totalmente rimpiazzata da quella nuova, purtroppo) negli altri paesi è in atto un vero e proprio dibattito virtuale che rischia di finire con una sconfitta di entrambe le scene. Infatti 1.6 e Source non sono intercambiabili, potremmo definirli addirittura due giochi differenti o quasi; non entro nei dettagli per non risultare noioso (o per non essere corretto da chissà quanti esperti del settore ;) ) ma non disperate perchè un giorno potreste vedere il post 1.6 vs Source come ho provato a fare con Starcraft vs Warcraft III. Per ora mi limito a dire ciò che ho affermato prima, la divisione della community globale tra le due versioni del medesimo gioco ha indebilito gli Sport Elettronici in generale, non più uniti sotto la stessa unica bandiera. Parlare infatti di un milione di giocatori (un totale, totalmente ipotetico di CS 1.6 + CSS) o parlare di 300.000 in un caso e 700.000 (è un esempio anche questo) nell’altro fa comunque differenza, soprattutto perchè dove i numeri non sono così ampi, una delle due community rischia di sparire.

Ora, tramite le parole di Gabe Newell prendiamo atto che Counter Strike 2 sarà realtà. Non è più “un sogno nel cassetto” vedere riuniti tutti i giocatori delle due community sotto lo stesso tetto. Così come Starcraft 2 si propone di riunire molte community di RTS, soprattutto quelle legate ai giochi Blizzard, il seguito di CS cercherà di intraprendere la medesima strada. Il gioco è ancora in fase di pre-produzione, quindi ben lontano da essere realtà, anche per questo motivo il condizionale è d’obbligo. Magari CS 2 potrebbe non piacere nè ai fan della 1.6 nè a quelli del Source.

Ciò che però colpisce maggiormente è che questa nuova edizione di Counter strike potrebbe essere quella realmente “decisiva” per trasformare la passione del netgaming in qualche cosa di più anche in Italia. Perchè? Semplice,basta dare un’occhiata alle piattaforme su cui è in sviluppo il titolo, PC, Xbox360 e PS3. So già che verrà innalzato un coro di “disgusto” a queste mie parole per la questione di sostituire con il joypad l’amato binomio mouse + tastiera. Gli stessi però che solleveranno questo polverone sono al corrente che ad Unreal Tournament 3 per PS3 si può giocare collegando le proprie periferiche preferite (avete letto bene: MOUSE + TASTIERA) alle USB della console Sony?

Devo dire che sono davvero molto eccitato per questa notizia, anche se ci vorranno anni prima della sua realizzazione. Le console in Italia sono giocatissime (il PC è rimasto con un misero 14% delle vendite globali dei videogiochi nel nostro paese) e con la nuova connessione ad internet hanno fatto scoprire il netgaming “passivo” (cioè senza affiliazione a nessuna community ma semplice gioco online) a moltissimi giocatori. La notizia che in futuro potrebbe essere il seguito di Counter Strike il gioco più giocato su Xbox Live o PS network non può che rallegrare chiunque si interessi al fenomeno. Milioni di persone potranno quantomeno avvicinarsi a conoscere questo splendido sport elettronico.

Nonostante mi sia impegnato così tanto a scrivere l’articolo probabilmente il video attrarrà maggiormente la vostra attenzione: si tratta di un virale da 2 milioni di click: Counter Strike fatto con i mattoncini più famosi del mondo :)


RadioGifP.S. Non perdetevi questa sera la nuova puntata de “Il Bar dell’eSport e Dintorni“! Inutile dire altro dopo il bellissimo sommario di revng, il primo post sul blog di un differente autore (applausi!). Stasera ci saranno grandi ospiti, grandi curiosità e grandi notizie. Non mancherà la solita musica rock e la solita dose di umorismo che caratterizza Il Bar dell’eSport e Dintorni da ben 10 puntate. A proposito, oggi è il nostro primo anniversario, fateci gli auguri! :)

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Controlli mentali per videogiochi


Come molti già sanno la tecnologia chiamata “realtà virtuale” è stata un fallimento: doveva essere una nuova frontiera dell’intrattenimento elettronico grazie alla totale immersione nelle tre dimensioni ma i costi realizzativi e soprattutto lo scarso livello grafico ottenibile con le macchine dell’epoca hanno fatto praticamente naufragare gli investimenti.

Non che le idee in tal senso siano ferme e lo sviluppo congelato: molti studi stanno andando avanti per avvicinare sempre di più la virtualità alla realtà. Il problema è che la grande avanzata tecnica dei videogiochi da casa ha chiuso le porte del mercato puramente enterntainment alla realtà virtuale. Si continua a sperimentare scientificamente per un utilizzo medico o industriale, ma i cabinati di VR non saranno certo all’ordine del giorno in un prossimo futuro. Semplicemente perchè, come affermato qualche riga sopra, basta un buon televisore e un dolby, magari unito a una forte dose di immedesimazione, per far sembrare il proprio salotto già abbastanza realistico grazie ad un Xbox360o Playstation 3. Addirittura con il Wii si possono mimare i movimenti nella realtà, riproducendoli nella virtualità. Chi ha più bisogno di elmetti alla “Il tagliaerbe”?

Ecco però che l’umanità sta per compiere ancora un nuovo balzo in termini di interazione. Per la fine di quest’anno verrà commercializzato un caschetto che tramuta le onde cerebrali e gli impulsi del cervello in comandi. Grazie ad un giroscopio per controllare i movimenti della testa e ad un sensore per captare appunto l’attività mentale, con questa periferica permetterà, stando a sentire i produttori Emotiv, l’utente sarà in grado di interagire mentalmente con il computer o un videogioco. Nella maniera più intuitiva di sempre: semplicemente pensandoci!

L’applicazione di una simile invenzione nei videogiochi lascia totalmente sbalorditi: potremo addirittura trasmettere le nostre emozioni nei vari mondi virtuali entrando interamente in sintonia con gli altri giocatori presenti.

Emotiv, che è una società di neuro ingegneria, ha assicurato che il caschetto riuscirà in maniera non invasiva a leggere gli impulsi dei circa 100 miliardi di cellule nervose presenti nel cervello (chiaramente non tutti gli esseri umani le usano allo stesso modo ;) ) per riprodurre almeno 30 differenti emozioni, azioni e espressioni. Queste, unite alla possibilità di puntare ai vari punti dello schermo solo spostando la testa potrebbero fare di questo gingillo da 300$ un vero e proprio oggetto di culto che via USB trasporterà la nostra mente “Inside The Game”, dentro al gioco.

Ora l’unica domanda per voi è: ma non staremo esagerando? :)

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