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[Anteprima Sonic Colours] Un porcospino nello spazio! [Primi dettagli, immagini e video dall'E3 2010]


Pare che Sega stia cercando di rilanciare alla grande la sua mascotte di punta, e gli ultimi progetti riguardanti Sonic ne sono la prova. Quindi oltre all’imminente e bellissimo Sonic 4, capitolo che gli appassionati aspettano da troppi anni ormai, abbiamo tra le mani un’altro gioco molto interessante, Sonic Colours in uscita entro fine anno per Wii e Ds.

In quest’occasione l’acerrimo nemico dell’istrice più famosa del mondo, il Dr.Eggman (O Dr.Robotnik), ha costruito un parco divertimenti nientemeno che nello spazio! (E con Sonic ormai, ci siamo abituati ad andare a finire inesorabilmente nello spazio :D ). Il suo piano di conquista ci è ancora sconosciuto, ma quello che sappiamo è che sta sfruttando una strana razza aliena chiamata Wisp, sfruttandone le energie cromatiche per i suoi malefici scopi. Sonic si rende conto che c’è qualcosa che non và, e infatti scopre che è proprio così, prendendosi il fardello di proteggere e liberare le povere creature.

Questi piccoli alieni sono in grado di dare al porcospino dei poteri speciali con il semplice scuotimento del Wii-Mote. Il Wisp giallo permette di scavare delle buche nel terreno, o anche nelle torte, come mostrato nell’immagine del livello Sweet Mountain qui sotto.

Il Wisp color ciano invece è in grado di dare l’abilità laser, rendendo capaci di mirare con estrema precisione i nemici e facendo viaggiare il porcospino in speciali fibre ottiche, mirando e distruggendo qualunque cosa si ponga sul suo cammino, e magari conducendo anche a passaggi segreti e nuove aree. Le abilità degli altri Wisps non ci è ancora dato saperle, visto che Sega ha deciso di mantenere segrete altre informazioni al riguardo.

Insieme all’uscita Wii ci sarà anche una controparte Ds, che seppur ci siano poche informazioni a disposizione, sappiamo che il gameplay sarà basato sulle classiche schermate 2D, molto in stile Sonic Rush Adventure sempre per Nintendo Ds.

In generale questo promettente progetto, mi dà ancora un’pò di fiducia nei confronti di Sega, che più volte ha maltrattato il povero Sonic con pessimi titoli a lui dedicati. La sensazione è che questa sia davvero la volta buona, e che molto presto ci ritroveremo fra le mani un godibile nuovo gioco di Sonic, come da tanto tempo non ne vedavamo!

Vi lascio speranzosi con una simpatica immagine di Sonic che corre attorno ad un Hamburger :D .

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La storia dei videogiochi nel pallone [video - Mondiali di Calcio 2010 - Sud Africa]


Bellissimo video di IGN che racconta la storia dei videogiochi di calcio. Dai primi esperimenti su Intellevision che promettevano realismo estremo ma si limitavano ad un’accozzaglia di pixel colorati, a FIFA 10, passando attraverso titoli in cui non era neanche necessario tirare in porta per fare un goal.

Ovviamente in occasione dei Mondiali di Calcio 2010 in Sud Africa (a proposito, oggi gioca l’Italia, yu hu!), uno dei più importanti siti di videogames al mondo (appunto il network IGN) celebra con questo video (intitolato History of Football Games) la carriera, sfavillante, di Kick Off e soci (chi si ricorda di Dino Dini?) che ormai si è ovviamente ridotta, per problemi di ricerca del realismo e quindi di budget multi milionari, a due titoli all’anno FIFA e PES. A proposito, tra i due titoli avevamo fatto un divertente confronto una volta (FIFA 2009 VS PES 09), trasformandolo in una partita di calcio.

Buona visione.

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Pixels, incredibile video arte [New York invasa da personaggi 8 Bit by Patrick Jean]


Quando qualcuno utilizza la sua arte coinvolgendo anche le sensazioni create dall’immaginario dei videogiochi merita sempre tutto il nostro rispetto.

Patrick Jean è un regista che, grazie a questo video, non posso che definire geniale. Il titolo di quest’opera Pixels e si tratta di un cortometraggio che sta facendo il giro dei vari festival. Grazie al supporto di tutto il suo team “OneMoreProd“, di cui cito gli animatori Benjamin Darras, Johnny Alves e Matias Boucard, il risultato di un’intuizione “come sarebbe New York se fosse invasa dai personaggi dei videogiochi” è pura video arte. I suoi ingredienti? Animazione 3D, vere riprese, persone in carne ed ossa e tanti pixel.

Donkey Kong, gli alieni di Space Invaders, Pacman e altri personaggi a 8 bit conquisteranno o meno la grande mela oltre ai nostri cuori di gamer?

Scopritelo con “Pixels The Movie” e… stupitevi anche voi.

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Edge e New Super Mario Bros Wii


new_super_mario_bros_wii-thumb2-gif.jpgEdge accoglie  New   Super Mario Bros Wii con un tiepido 7. Che sia per la mancanza di quel “fattore originalità” che viene tenuto in ampia considerazione dagli editor della rivista inglese, piuttosto che per reali lacune al livello di gameplay, il fatto che il nuovo episodio di Mario abbia preso un punto in meno del suo illustre predecessore per Nintendo DS ha lasciato sbigottiti un po’ tutti.

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Un dominio digitale che si estende [Digital Domain e i videogames]


Cos’hanno in comune blockbuster del calibro di Titanic, The Day After Tomorrow, Transformers e artisti come Michael Jackson, Rolling Stones e Bjork?
Beh, tutti questi (e molti altri) hanno beneficiato dell’abilità, competenza e tecnologia di Digital Domain, compagnia che si occupa di effetti visivi e animazione.
La notizia è che DD ha deciso di aprire una nuova sezione in Florida, che si occuperà ancora di animazione, simulazioni grafiche militari e…videogames!

Il video mostra la perizia della compagnia nel suo campo, dove ha ottenuto risultati eccellenti creando un buon numero di software essenziali per le meraviglie appena mostrate.
Ora, pensatele incluse in un videogame: e se fosse l’alba di una nuova era?

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Vivere Giocando [Tom Taylor, Lim Yo-Hwan e Alessandro Avallone]


Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.

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The GamesCom 2009 Experience (attenzione: belle ragazze all’interno) [video sexy]


GamescomCe l’ho fatta, finalmente.

Erano anni che non facevo un video a tema videoludico (in fondo, l’ultimo che ho fatto sulla fiera Cartoomics di Milano, era sul Cosplay) e ora che ci penso, probabilmente, neanche questo lo è fino in fondo. Credo infatti che capirete da soli l’argomento principale di quest’opera: le booth babes, direbbero in inglese, le standiste, diremmo noi, “il triangolino magico”, direbbe qualche malizioso.

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Onlive va in open beta: lancio previsto in inverno


OnliveAbbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.

In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.

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Disney compra Marvel: sarà per i videogiochi?


Io non sono un analista. No… non nel senso che non riuscirei a darvi un buon consiglio se voi vi veniste a sdraiare sul mio divano, quello potrei anche farlo. Volevo dire che io non sono un analista di mercato, un mago dell’economia e dei numeri, quindi ciò che sto per dire potrebbe essere smentito fin da subito. Eppure l’odierna acquisizione che sta lasciando senza fiato il mondo dell’entertainment e dell’economia mi fa venire in mente una domanda.

Non è che The Walt Disney Company abbia appena comprato la Marvel con una mega operazione da 4 milardi di dollari anche per i suoi videogiochi?

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Monkey Island fail (o win?) [video divertente]


the-secret-of-monkey-island_0big.jpgIn questo video vediamo uno scherzo ben riuscito al canale televisivo argentino C5N, in testa nella crociata contro il consumo di alcol. Un ascoltatore ha contattato l’emittente avvertendoli di una pericolosa mistura che va per la maggiore tra i giovani del paese, tanto di moda da essere pubblicizzata persino su Facebook….il nome del miscuglio? Semplice: Grog XD !!

Ovviamente i giornalisti non potevano lasciarsi sfuggire lo scoop, ed eccoli qua a dare la notizia e l’elenco degli ingredienti:

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I videogiochi fanno bene….anche a chi non li gioca [beneficenza e Final Fantasy]


n69361202245_4642.jpgLo ammetto, la notizia è un pò vecchiotta, ma non è mai troppo tardi.L’ultima moda nella comunità di videogiocatori internettiana sembra essere l’organizzazione di maratone di beneficenza, nel corso delle quali gruppi più o meno consistenti di gamers mettono le proprie abilità al servizio di una buona causa.

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Sony: like suicide [La PSP Go! non si venderà da sola..]


Dopo i discutibili atteggiamenti e gli innumerevoli passi falsi che hanno contraddistinto la presentazione, l’uscita e la promozione della PS3, il rapporto fra Sony ed i videogiocatori sembrava finalmente essere tornato, se non all’idillio degli anni scorsi, almeno alla normalità. D’altronde parliamo pur sempre della casa che ha dato i natali al brand simbolo dei nostri tempi: se negli anni ‘80-’90 per parlare di videogames si diceva semplicemente “Nintendo“, oggi per la gente l’equazione è videogioco = Playstation. Con questo pensiero rafforzato da diversi mesi di calma apparente, si era quindi diffusa una tenue speranza che i colpi di testa dello staff Sony fossero finiti e che la casa del Walkman, scontratasi con la dura realtà di aver perso per propri demeriti la posizione dominante, avesse fatto tesoro dei propri errori e stesse pian piano risolvendo i propri problemi.

Invece l’E3 2009, ed i giorni immediatamente successivi, sono stati soltanto un’altra ulteriore conferma dell’inadeguatezza comunicativa che ha caratterizzato tutte le mosse di SCEI dalla primissima presentazione della PS3 in poi; un problema tanto grave da arrivare a minare la credibilità degli annunci ufficiali fatti dalla casa giapponese, oltre che fornire un’idea di confusione interna all’azienda tutt’altro che proficua.

Non si spiegherebbe altrimenti la proverbiale, clamorosa zappata sui piedi che si sono dati subito dopo la pur riuscita press conference della fiera: in quel di Los Angeles infatti Sony si era comportata in maniera più che pregevole, annunciando diverse esclusive per la sua console casalinga, un sensore di movimento di discutibile originalità ma comunque interessante e soprattutto la PSP Go!, il radicale restyling che dovrebbe rilanciare le vendite di quella che resta comunque la più potente delle console portatili sul mercato.

La novità più importante nell’ambito quest’ultimo annuncio riguardava l’abbandono ufficiale del vituperato formato UMD: figlio della mania di Sony per i formati proprietari, questa sorta di mini DVD “inscatolato” sarebbe dovuto diventare il supporto multimediale portatile per eccellenza, grazie anche all’iniziale supporto di diversi studios cinematografici. Il prezzo troppo alto ne stroncò però in breve la carriera in ambito video, prevedibilmente infatti,  l’idea di dover acquistare di nuovo un film già posseduto solo per poterselo vedere in treno non entusiasmò il pubblico, e d’altra parte non si capisce neanche perchè si sarebbero dovuti spendere gli stessi soldi di un DVD per poter vedere un film solo sullo schermo di una console portatile.

Il passo era quindi atteso, ma comunque importante, la PSP Go! diviene così la prima console in assoluto ad abbandonare totalmente i supporti fisici in favore del digital delivery puro; una scelta rischiosa sicuramente, ma utile, sia per rilanciare l’immagine di una macchina che ormai il mercato identifica come eterna seconda, sia per migliorarne le prestazioni (l’UMD era tristemente famoso anche per sua la lentezza), ma soprattutto ridurre i costi di produzione e, conseguentemente, il prezzo.

O no?

A pochi giorni dall’annuncio trapela proprio il prezzo della nuova PSP, lasciando tutti di sasso, la nuova Go! infatti costerà quasi 80$ più della versione originale.

Considerate le dimensioni ridotte dello schermo, l’assenza di nuove features attese come il touch screen e la rimozione dello slot UMD (cosa che tra l’altro rende inutilizzabili i giochi della prima PSP, affidandosi completamente al Playstation Network), era difficile giustificare una differenza di prezzo così ampia. Fortunatamente un’esauriente spiegazione di Sony nella persona di Andrew House, presidente di SCEE, non si è fatta attendere: “When you introduce a new piece of hardware you have the opportunity to say there is a certain premium that is associated with it, and we took that into account.

In sostanza: costa di più perchè è nuova e la gente è disposta a spendere di più.

Una concezione che seppure parzialmente condivisibile nel suo cinismo, ancora una volta non mostra rispetto nè grande considerazione per l’intelligenza del consumatore medio.

Passano i giorni, e fra le altre caratteristiche che emergono per la nuova Go! una delle più interessanti riguarda il processore centrale: in base a quanto depositato da Sony presso la FCC (la Federal Communications Commission statunitense) il nuovo modello può teoricamente raggiungere una velocità di clock di 480MHz, risultando quindi circa il 50% più veloce dei predecessori.

Un’ottima notizia, sia per le possibilità che un processore più performante garantirebbe agli sviluppatori (homebrew compresi), sia perchè sarebbe una parziale giustificazione dell’esistenza e soprattutto dell’alta prezzatura di questo restyle.

Niente da fare. Pochi giorni dopo Sony prontamente smentisce, affermando che la velocità massima dichiarata era da intendersi come riferita alla porta USB; certo, è strano che sul documento registrato alla FCC non ci siano indicazioni in merito, bensì soltanto questa frase lapidaria: “Model No: PSP-N1001 (referred to as the EUT in this report) is the Handheld Entertainment System. The clock frequency used in EUT: Maximum clock frequency: 480 MHz“.

Ad ogni modo, pur trattandosi di una incomprensione non direttamente imputabile a Sony, c’è da dire che la smentita è stata gestita in maniera tutt’altro che ottimale, in effetti  poteva essere un buon momento per rilasciare nuove informazioni sulla console, magari in grado di giustificarne razionalmente il costo esagerato, e invece è stata solo un modo per rendere la PSP Go! ancora meno appetibile: se l’incompatibilità verso i giochi su UMD e la mancanza di sostanziali miglioramenti hardware riducono l’attrattiva verso i possessori delle precedenti versioni pressochè a zero, il costo spropositato rischia invece di spingere i potenziali nuovi acquirenti verso il vecchio modello.

Il paradosso è totale, ma non è finita qui.

Non si sono invece fatti sfuggire, qualche tempo dopo, l’occasione di apporre in prima persona l’ultimo chiodo sulla bara della povera nuova-vecchia PSP Go!, già condannata all’oblio prima ancora di uscire, decidendo stavolta di non smentire i rumors che parlano di una vera PSP2 in arrivo entro un anno e mezzo, nonchè quelli relativi allo sviluppo di una PSP Phone di cui parlava AKirA qualche tempo fa.

Si tratta solo di rumors ovviamente, ma l’insistenza degli stessi e soprattutto la mancanza di smentite ufficiali (arrivate perentorie invece nel caso della velocità di clock e sempre puntuali quando si parla di tagli al prezzo della PS3), lasciano comunque pensare che effettivamente ci sia in sviluppo qualcosa di nuovo. Inutile dire che anche solo pensare di riuscire a vendere, per l’equivalente di una Wii, un restyle depotenziato di una console portatile vecchia di 5 anni, per di più senza smentire le voci su un probabile successore in dirittura d’arrivo (si vocifera addirittura di una possibile presentazione al prossimo TGS, a settembre), è semplicemente una follia commerciale, riservata soltanto a chi non ha più una concreta percezione del mercato che fino a pochi anni fa invece controllava.

Attualmente più che la concorrenza il principale problema di Sony è Sony stessa. Una rivoluzione urge, e in tempi brevi, farsi trovare nuovamente impreparati all’arrivo della prossima generazione hardware potrebbe risultare fatale, ma perdere definitivamente la fiducia del pubblico potrebbe vanificare a priori qualunque sforzo di risalire la china.

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