Ultima conferenza, solo a un paio d’ore da quella Nintendo e buona parte del futuro prossimo di Sony è finalmente rivelato. Meglio anticipare subito che di materiale davvero succoso non è stato presentato moltissimo, ma davvero tante sono state le notizie (anche inattese) che senza dubbio saranno riportate e approfondite nelle prossime settimane.
Sony non è più solo un leone ferito, sembra avere la forza, anche grazie all’apporto di PSP e della gloriosa PS2, di piazzare interessanti colpi sul mercato. A partire da Uncharted 2: Among Thieves, attesissimo in virtù del grande successo dell’esordio e con tutte le carte in regola per sfondare ancora: super grafica, ambientazioni mozzafiato (pazzesco il livello di dettaglio degli scenari) e una giocabilità che non sembra dare tregua. Ha meritato pienamente lo spazio concessogli durante il keynote: probabilissimo top seller.
Altra bomba annunciata è MAG (Massive Action Game), che già dal titolo fa intuire molto del suo potenziale: un fps che prevede un massimo di 256 players in tempo reale in gioco non si è mai visto, come è assolutamente nuovo l’approccio al lavoro di squadra in game mutuato dall’esercitoUSA: ogni giocatore viene assegnato a una squadra da 8, quattro squadre formano un intero plotone e così via fino alla compagnia (cioè l’intera squadra di cento e più giocatori!). Aggiungo solo che ognuno dei gruppi è guidato da un comandante che può dare ordini a tutti i suoi sottoposti, presi singolarmente o per reparti, e il delirio militar-strategico è servito.
In apertura parlavo di PSP e del suo successo, confermato dai tanti titoli che vedremo tra qualche mese e da una nuova incarnazione della console: grande circa la metà dell’attuale e finalmente priva del supporto UMD (avrà una ben più comoda memoria flash interna da 16 GB), è pronta a uscire il 1 Ottobre anche da noi insieme a Gran Turismo Portable, con le sue 800 macchine diverse e più di 30 tracciati. Si chiamerà PSP GO.
Poteva mancare sul palco la comparsata di Hideo Kojima? Assolutamente no, tanto più se si presenta per annunciare Metal Gear Solid PeaceWalker, sempre per PSP. Pochi dettagli, se non la garanzia che si tratti di un episodio completo pensato appositamente per la più piccola console targata Sony.
A seguire un bel po’ di inutile chiacchiericcio su Home e i nuovi spazi pronti a sbarcare nella nostra casa virtuale: tra i più vicini all’uscita quelli di InFamous e Street Fighter IV.
Il momento più curioso è stato l’annuncio della pluri promessa esclusiva Rockstar per PS3: pochissime notizie e un titolo, Agent. Da istanti come questo si capisce la difficoltà di Sony, cui è sufficiente fare notizia senza la minima concretezza per fronteggiare i suoi rivali, fino a questo momento più in palla e grintosi.
Assassin’s Creed 2 merita solo un accenno perchè multipiattaforma: sensazionale ricostruzione di Venezia rinascimentale, ambientazione azzeccatissima, doppiaggio in italo-inglese che strappa più di un sorriso, tante tecniche e gadget fantastici (curiosamente inventati da Leonardo da Vinci, come il celebre aliante che caratterizzava una parte della demo mostrata). Il precedente viveva alla grande per 8 ore, se variano le sub quest siamo a un livello eccezionale: lo voglio persino io!
Quello che non volevo vedere, ma evidentemente il mondo si, è l’osceno prototipo del motion controller made in Sony: finalmente avremo giochini futili e leggeri anche su PS3… Speriamo quanto più tardi possibile, anche se questo è un drammatico trend del mercato con cui siamo e saremo costretti a confrontarci sempre più spesso.
Mini filmato di Gran Turismo 5, con un paio di competizioni aggiuntive (come le corse Nascar) e il solito mega bagaglio di tracciati, macchine e quanto ci si aspetti da uno dei racing game più importanti di sempre.Fortunatamente il nuovo progetto di Fumito Ueda ha perso il nome in codice (Project Trico) e guadagnato quello definitivo, The Last Gurdian: meno male, ma vorrei tanto capire di più su meccaniche di gioco e somiglianza ai predecessori.
Simpatica l’idea di annunciare al mondo Final Fantasy Online in chiusura di filmato di gameplay del prossimo Final Fantasy XIII: a titolo personale sono più interessato alla versione classica, ma il fascino di un universo narrativo celeberrimo e la poca concorrenza dei MMORPG su console potrebbe farmi ricredere.
E poi, finalmente, ciò per cui mi ero messo a sedere ore prima: God of War 3. In una sola parola potrei dire “clamoroso“: meccaniche classiche dei due capolavori precedenti, con combo, prese e lanci vari, qualche nuova arma e lo stesso fascino di sempre. Bellissima l’idea di percorrere tratti in volo catturando al volo le arpie, pestandole selvaggiamente per tutto il viaggio. Così come è eccezionale lo scontro con i due mini boss (centauro e chimera), avendo sullo sfondo un Titano che scala in Monte Olimpo flagellato costantemente dai colpi di Apollo che svolazza col suo carro infuocato: attenti dèi greci, l’ora della vendetta di avvicina…Violento e crudo quanto basta, (basti vedere le combo finali dei suddetti avversari, tra budella al vento e smembramenti pezzo per pezzo), è l’unica cosa in esclusiva Playstation che potrebbe convincermi all’acquisto immediato: a Kratos non posso proprio dire di no!
Tra annunci e sorprese si è trattato di un evento piacevole e interessante, con qualche bella notizia e qualche delusione (e Heavy Rain?), tutta spostata su quello che sarà il futuro più o meno immediato: è il momento per Sony di tirare fuori i giochi pesanti, o, per la prima volta da quando si è buttata nei videogiochi, uscire sconfitta.
Otto anni di lavoro e domani, finalmente, sarà il giorno di Spore e quindi del suo creatore Will Wright.
Il rivoluzionario “god game” sarà nei negozi europei venerdì 5 Settembre ed è in lavorazione fin dal 2000, quando al geniale inventore di Sim City se ne uscì fuori con l’idea di non ricreare un semplice universo (una città, un formicaio, una casa), bensì di ricreare l’Universo, o quantomeno la storia della vita sulla terra. Le piattaforme sono solamente il PC e il MAC, niente console. Ogni tanto succede
Nato, per stessa ammissione di Will Wright, dall’ispirazione fornita dal Seti Project, Spore è un videogioco di cui si è discusso davvero a lungo e non solo tra appassionati. Nel 2006 il New York Times, ha addirittura reso noto il budget della produzione che aveva superato i 20 milioni di dollari. Grazie alla forza produttiva di Electronic Arts e al genio di uno dei game designer più importanti del mondo, l’umanità potrà godere dell’opera omnia videoludica sull’evoluzione, dal punto di vista di cui godrebbe Giove sull’Olimpo. Dal punto di vista di un dio.
Questi sono alcuni dati su un gioco da cui mi aspetto tantissimo. E anche quelle del mondo intero, se ha ricevuto addirittura 6 milioni di prenotazioni. Sarebbe bello se Spore mantenesse tutte le promesse fatte: sarebbe come avere un piccolo “mondo vivente” nel proprio schermo. Da aggiustarsi a piacimento e da tichettare dall’esterno solo per vedere che succede. Una tabula rasa spalmata sugli LCD di mezzo mondo, su cui ridisegnare l’umanità cancellando gli errori più grossi.
Io quantomeno vorrei creare un mondo verde, civile, senza paura, dove le varie specie possano convivere in pace: vorrei evitare guerre, se possibile, visto che non le ritengo necessarie. Dalla mia spora, sola in quel monitor magico, non vorrei veder nascere un mondo, per carità, ma nemmeno lo voglio somigliante a quello che ho sotto gli occhi ogni mattina.
Sarò in grado di ottenere questi risultati? Io credo di no, poichè per esigenze commerciali un prodotto deve comunque vendere. E un videogioco non vende se non si spara nemmeno un colpicino. Se non si sventra nemmeno un goblin. Se non si schiaccia almeno un funghetto. Probabilmente perchè non è ancora giunto il momento per videogiochi talmente coraggiosi da non contenere conflitti o molto più probabilmente perchè il pubblico non li vuole. Il pubblico ama il conflitto, ama sparare, ama distruggere tutto.
Beh allora mi chiedo, chissà che Spore (e in senso lato tutti i videogiochi) non sia già un piccolo passo nella direzione giusta: almeno questa distruzione non uscirà dai quattro lati del vostro monitor o televisore.
Sono nel giro da poco più di cinque giorni; appena sbarcato da quella nave, ho subito pensato che la terra delle opportunità mi avrebbe accolto a coscie aperte. Avevo torto, le cose non sarebbero cambiate. Mio cugino Roman non possiede una villa ma una topaia. Non va in giro accompagnato da due belle bionde che poi si scopa contemporaneamente: va semplicemente in giro. A sbronzarsi al limite. Le sue macchine sportive sono in verità Taxi sporchi e malconci che probabilmente io dovrò guidare per raggranellare qualche spicciolo. No, decisamente no. La grande statua non ha spalancato le braccia a me, Nico. Anche qui dovrò sudare per arrivare a fine mese. La vita è dannatamente complicata.
In guerra ne ho viste tante, troppe. Non sono più lo stesso. Ho commesso delle barbarie e sulla mia pelle porto i segni di altri barbari. Ne sono uscito, ma questi strozzini non ne vogliono sapere di stare al loro posto con le buone. Dovrò usare le cattivissime, tanto sono abituato. Ma è colpa loro, non mia. Stanno sempre a chiedere… Soldi, soldi, soldi, soldi. Conta solo questo concetto? Conta solo il faccione di Washington che ti sorride dal verdone? Si, se ne hai migliaia in tasca. Non c’è altro. La tua salute, la tua fedina penale, il tuo successo con le donne, il tuo cesso di posto o il tuo schifo di hamburger. Tutto ruota intorno al denaro. E l’unico modo che uno come me ha per ottenerne una ingente quantità è innanzitutto pestare questi bastardi strozzini. Poi il futuro si svelerà chiaro e ho idea che non sarà tanto diverso dal passato.
Passano i mesi e la terra delle possibilità continua a rivelarsi come la terra della violenza. Tutti hanno paura, tutti girano armati, nessuno si fida del prossimo. Io devo far più paura di loro. Sentendo il mio nome devono tremare, così non avrò bisogno di far loro alcun male, per ottenere ciò che voglio. Ma se sarà necessario, sarà stato un attimo: un affondo di qualche centinaio di grammi su un grilletto. E il male fu. Ma in fondo anche da dove vengo ero potenzialmente un criminale. Tutti voi potreste essere dei criminali! Al volante di una macchina potreste, al minimo cenno del mio cervello, uccidere un’innocente bambina sul ciglio della strada, o quel dannato dandy col mercedes. Non per imperizia ma perchè anche dentro di voi forse c’è un mostro. Ora non vi sognate nemmeno una cosa simile ma sta di fatto che potreste. Avete tutto a portata di mano. Potreste già scegliere il lato oscuro. Se foste a Liberty City non avreste dubbi. Qui schiacci o rimani schiacciato, e io non sono il tipo da fare la fine di una formica. Mi sento più un formichiere: io le mangio le formiche.
Ormai sono all’apice del successo: ho sgominato intere bande criminali, ho ucciso gente cattiva… e gente meno cattiva. C’erano momenti in cui anche i piccioni dovevano morire, dovevo far paura anche a loro. Solo un altro passo e sarò più in alto che mai.
Guardo il cielo, manca poco al tramonto; le mie riflessioni sono finite, è tempo di agire. I miei uomini sono già sul posto, aspettano solo me e un mio segnale, per rendere pan per focaccia ai siciliani. Per trasformare la vita in morte, il mobile in immobile. Fortunatamente sono uscito a piedi, così posso ancora provare qualche emozione forte prima di quelle fortissime. Ruberò quella Cadillac; tanto è parcheggiata e non dovrò nemmeno sporcarmi le mani. Una bella gomitata al finestrino e sarò già sulla tangenziale…
…ma questa coppietta da dove cazzo è spuntata? Erano dietro a trombare???? Non li ho visti, cazzo! Ora cominceranno a urlare e la polizia sarà qui in un lampo; non lo posso permettere, l’agguato al padrino ha la priorità. Devo metterli a tacere prima che nelle loro corde vocali passi abbastanza aria da innalzare i decibel fino a “insostenibile urlo di paura“. Il ferro è freddo, ed è al suo posto. Come la vita mi ha sempre costretto a fare devo prendere una decisione difficile in poco tempo.
La scelta però per me è facile. Io non ho scelta. Le opportunità me le ha tolte il destino aiutato dalle bugie del mondo. I buoni sentimenti li ho visti col binocolo. Devo scegliere tra altri migliaia di George Washington e la vita di questi due sfigati. Come gli altri prima di loro, si sono trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Trattengo il fiato e il mio dito indice fa forza sul grilletto…
… BANG BANG!
Ho sparato.
Al tetto dell’auto. Sono immobili davanti a me e non stanno urlando. La paura è troppo forte anche per corde vocali giovani. Li ho lasciati vivere. Gli sibilo di scendere dalla loro macchina e di non emettere alcun suono, altrimenti le prossime due pallottole saranno infilate nei loro cranii. Si dileguano in un attimo. Forse lo diranno alla polizia e il mio impero cadrà, forse mi sono rovinato.
Però ho capito che in fondo c’è scelta. Anche per me, anche a Liberty City.
P.S. Come vedete l’uscita e il possesso di Grand Theft Auto IV mi ha spinto a pubblicare un racconto sul blog per la prima volta. Contestualmente ho pensato che in un video avrei potuto raccontarvi la mia rocambolesca avventura per ottenere una copia del gioco. Spero che apprezziate entrambe le “trovate”, mentre aspettate le mie impressioni sul titolo che vi assicuro non tarderanno ad arrivare
Ora solo qualche numero per capire veramente come stanno le cose!
Voto su Gamespot: 10
Voto su IGN: 10
Voto su 1up.com: A+
Voto su Eurogamer: 10
Voto su Gamesradar: 10
Voto su GameTrailers: 9.8
Grand Theft Auto 4 è realtà, ed è una grandissima realtà. Lo hanno già definito il miglior gioco della storia. A noi videogiocatori serve altro?
Si! serve unirci sotto un’unica bandiera contro il qualunquismo e le menzogne dell’informazione italiana (notare che nel servizio del TG1 si vede chiaramente che le mani che impugnano il joypad non stanno in verità giocando: è un trailer).
Signori, scriviamolo su msn, sui forum, negli SMS.