Il rapporto fra Nintendo e le terze parti è sempre stato uno strano miscuglio di amore e odio: all’inizio, quando era la regina dei mercati, sviluppare per NES e SNES era fondamentale, ma la casa di Kyoto imponeva condizioni assurde per far uscire giochi sulle proprie console; quando poi, arrivata l’era del 3D, Nintendo scese al secondo posto del podio, ci fu una diaspora di sviluppatori esterni ben esemplificata dal violento divorzio con la Square, che perdurò risultando peraltro una delle maggiori cause della breve e ardua vita del Gamecube.
A questo bisogna aggiungere che da sempre la grande N è uno dei migliori sviluppatori sul mercato, essendo quindi il più agguerrito concorrente per chiunque voglia sviluppare sulle sue macchine.
Oggi la situazione è pesantemente cambiata: Nintendo è tornata ad avere la console più venduta, i vertici e gli ideali dell’azienda sono cambiati e cambiata è anche la politica della casa, ma il rapporto con le terze parti resta uno dei nodi più importanti da sciogliere per la seconda età del Wii.
Al riguardo Reggie Fils-Aime, presidente di Nintendo of America e personalità di spicco (e non poco sopra le righe) dell’ambito videoludico, dopo essersi provocatoriamente detto lusingato dal Playstation Move, ha rilasciato la scorsa settimana un’interessante intervista a Industry Gamers, in occasione della Game Developers Conference.
Lo scorso autunno infatti, nonostante le vendite stellari del Wii e gli aiuti e gli sforzi messi in atto da Nintendo per rendere invitante la propria macchina agli occhi degli sviluppatori esterni, molti dei maggiori publishers hanno ripensato i propri piani per il futuro dedicando sempre più risorse a PS3 e Xbox360, specie per quel che riguarda i titoli e le serie più importanti.
Chiamato a rispondere sulla questione, al suo solito Reggie ha parlato in modo diretto: “Lasciatemi rispondere in due modi diversi. Primo, come detentori di una piattaforma il nostro compito è di creare un’ampia base installata per la quale gli sviluppatori possano creare contenuti, di dotarli dei mezzi e delle conoscenze necessari per aiutarli a creare grandi giochi, e di mettere in atto dei modelli di profitto che li motivino e gli consentano di cogliere i frutti del loro lavoro.
Noi questo l’abbiamo fatto: le vendite superano i 67 milioni per il Wii ed i 120 per il DS, quindi c’è un’ampia base installata, una piattaforma per la quale è facile sviluppare e un potente gruppo di tools per farlo.
Oltre a questo, una delle ragioni per le quali partecipiamo a conferenze come questa e portiamo alcuni dei nostri talentuosi e più importanti sviluppatori è di cambiare la mentalità riguardo che cosa si possa effettivamente creare. Avere qualcuno come Sakamoto-san (designer della serie Metroid NdITG) che parla di Tomodachi Collection, di Samus (la protagonista di Metroid NdITG), e condivide le sue esperienze e il modo con il quale stiamo cercando di incoraggiare gli sviluppatori ad aprire le proprie menti per creare qualcosa di differente.”
“D’altra parte, l’aspetto interessante di questo business è che gli sviluppatori amano creare giochi tecnicamente avanzati e visivamente stupefacenti, ma indipendentemente da questo non tutti questi giochi vendono bene allo stesso modo. Guardate le più recenti classifiche NPD. Non so per certo quanto sia stato investito in giochi come Dante’s Inferno o Bioshock 2, ma se questi livelli di vendite sono il massimo che questi titoli possono fare in un mese particolare, e da qui non potranno fare altro che diminuire rapidamente, allora questi giochi non ripagheranno gli investimenti fatti.
Quindi per me c’è la domanda non è tanto ‘perchè non ci sono sviluppatori che creano contenuti importanti per Wii?’, quanto una questione più ampia: ‘Come può la comunità degli sviluppatori creare contenuti che possano far breccia nel pubblico e nel contempo essere economicamente convenienti?’
“Beh, fortunatamente non abbiamo questa mentalità. Per noi è importante che le terze parti portino sulla nostra piattaforma i loro contenuti migliori. Potresti chiedere ‘Perchè?’
E’ perchè…bene, lasciami fare il punto.
Ci sono 20 milioni di Wii sul mercato. Sappiamo, in base ai nostri dati, che abbiamo utenti dai 5 ai 95 anni che usano questa piattaforma. In punto della faccenda è che noi sappiamo di poter creare grandi giochi per gli utenti più giovani, sappiamo di avere grandi contenuti per i giocatori casuali, e vogliamo fantastici titoli per i giocatori più attivi, quelli che amano Metroid o Zelda ma forse vogliono anche qualcosa come Bioshock 2 da giocare. E ammettiamo anche di non essere in grado di produrre da soli questo tipo di contenuti. E neanche c’interessa. Ma vogliamo questo tipo di titoli sulla nostra piattaforma, quindi corteggeremo ed incoraggeremo gli sviluppatori delle terze parti a crearli, facendo sì che risulti conveniente anche per loro. ”
Il discorso fatto di Fils-Aime è importante per due aspetti: primo, finalmente Nintendo parla chiaro e tondo ammettendo le carenze della propria console rispetto a giochi di rilievo di terze parti.
Una mancanza, quella di giochi “esterni”, che tutti i possessori di Wii che abbiano un interesse per il videogioco anche solo leggermente superiore a quello dell’utente medio di WiiFit sentono come pesantissima ormai da anni e alla quale, nonostante gli sforzi, la casa di Kyoto finora non è riuscita a porre rimedio.
In secondo luogo vengono descritte le strategie che Nintendo intende mettere in atto per sanare il problema: da un lato continuare a spingere perchè su Wii vengano creati contenuti originali e alternativi, dall’altro cercare di richiamare a sè sviluppatori e publishers rendendo conveniente e proficuo sviluppare su Wii anche giochi che esulino da quanto già presente nel catalogo della console bianca e siano più vicini ai titoli dai videogiocatori “hardcore”, titoli che per ora sono prerogativa esclusiva della concorrenza.
Il tutto a confermare una tendenza già evidenziata più volte qui su Inside The Game, che vede tutti e tre i competitor intenti a cercare di ricompattare l’utenza sulle rispettive macchine, Sony e Microsoft aprendosi ai casual gamers tramite le periferiche di motion control in arrivo il prossimo autunno, Nintendo cercando di richiamare a sè i giocatori “duri & puri” convincendo le maggiori software house a dare un’altra chance alla sua console, che è sì la meno potente, ma che potenzialmente è quella su cui si potrebbero fare i guadagni maggiori.
La sfida per Iwata & soci quindi è di riuscire a concretizzare quelle potenzialità finora rimaste tali: che sia finalmente giunta l’ora di una nuova età adulta per il Wii?













giapponese Asahi Shimbun in cui parlava dei futuri piani Nintendo, citando un nuovo Zelda per Wii entro il 2010 (sappiamo ora che il gioco verrà presentato al prossimo E3 con una data d’uscita che nel sol levante dovrebbe anticipare di poco le feste natalizie) e una nuova console portatile molto più potente e dotata di sensore di movimento. Certo, poi si è rimangiato tutto ma nel farlo non è stato molto convincente.



