Tag Archive | "Wii"

Epic Mickey: annunciata la Collector’s Edition [prezzo e dettagli]


Proprio qualche giorno fa sul nostro Forum abbiamo sollevato una questione tanto vera quanto “dolorosa”: perché le Limited Edition per i giochi targati Nintendo sono così rare? Che le edizioni da collezione dei giochi per le piattaforme made in Kyoto siano uscite eccezionali è un dato di fatto, ma quando vengono annunciate sono sempre dei piccoli gioielli e cariche di stile.

Dopo la splendida Collector’s Edition per No more Heroes 2 (una Limited Edition dal profumo orientale), disponibile però esclusivamente in Giappone, il prossimo a cedere al fascino della confezione speciale sarà il sorcio più famoso del Pianeta. Il negozio online Toys ‘R Us ha infatti aggiunto agli articoli in listino una versione di lusso per Epic Mickey, titolo per Wii ideato dal geniale Warren Spector incentrato proprio sulla figura di Topolino. Siete curiosi di scoprirne il contenuto? Seguitemi allora.

Al relativamente modico prezzo di 69.99$, la Collector’s offrirà, oltre al gioco, tutta una serie di deliziosi gadget extra: un faceplate griffato per il Wiimote, un DVD del Making of del titolo arricchito da una vasta gamma di video promozionali e di Viral Marketing, una statuetta in vinile del protagonista e alcuni ispiratissimi artwork. Il sito americano riporta poi come possibile data di uscita il 15 Novembre.

Questa edizione speciale e una Disney fuori “controller” rappresentano un’accoppiata decisamente esplosiva per quello che si preannuncia come uno dei titoli più caldi del prossimo Autunno. ;-)

Posted in Annunci, NewsComments (12)

Abbiamo provato il PlayStation Move: e al momento è il nostro motion controller preferito!


Inutile parlare ancora di Wii e di ciò che ha combinato al mondo dei videogiochi. L’invenzione di Iwata, Miyamoto e tutto il team di ricerca e sviluppo Nintendo ha scombinato le carte in tavola e con una console rivoluzionariamente retrò si è impossessata del primo posto di ogni classifica mondiale. Ma l’effetto Wii, a distanza di quattro anni, sembra ora rallentare, tornare nei ranghi di una normalità che non si addice molto alla Nintendo dei record di oggi. Nel frattempo Microsoft e Sony, come saprete sicuramente già, si apprestano a rilanciare le loro console attraverso dei nuovi controller già presentati più volte nel corso degli ultimi 365 giorni e di conseguenza sempre più vicini alla loro distribuzione nei negozi.

Di Project Natal, ora Kinect, abbiamo potuto provare le antesignane demo dello scorso anno e osservare da molto vicino i nuovi titoli che dovrebbero accompagnarlo sugli scaffali di tutto il mondo questo autunno. Software per il popolo Wii che secondo i piani Microsoft impazzirà all’idea di non avere controller tra le palle, saltando allegramente davanti al televisore di casa per un’esperienza mai provata fino ad oggi. Tutto vero? Probabilmente no, quel che ci spaventa di Kinect infatti non è solo il suo essere sempre più reale e di fatto limitato, ma sopratutto il suo sbilanciamento tecnologico. Siamo tutti contenti se i nostri fratellini si divertiranno un mondo con Kinect, ma noi appassionati di Call of Duty, noi che sogniamo da decenni di giocare a un Elder’s Scroll combattendo come se avessimo in mano una vera spada, cosa dobbiamo aspettarci? Almeno per ora niente o poco più (Fable III potrebbe in futuro supportare Kinect ma quanti misteriosi misteri al riguardo…).

Il nuovo controller include tutti i tasti base PlayStation più un tasto centrale, un grilletto posteriore e Star e Select posizionati sui lati. La sfera di gomma (profumatissima!) sulla punta del pad si illumina di diversi colori a seconda del luogo in cui ci troviamo e il gioco.

In fondo al gruppo, almeno inizialmente, si trovava Sony e il suo PlayStation Move. Le differenze con il Wii erano piuttosto labili e tutti i pensieri finivano irrimediabilmente a quel Kinect che in base alle prime teorie e ai primi filmati mostrati appariva chiaramente anni luce avanti. Niente di più sbagliato. Dopo aver messo le mani sul controller finale e aver provato il software che Sony sta lentamente distribuendo ai giornalisti di tutto il mondo, PlayStation Move scavalca la concorrenza dimostrandosi il progetto più bilanciato e divertente. Come nel caso di Microsoft il software dimostrativo si tratta in larga parte da una copia più o meno spudorata di quel Wii Sports che continua a fare la fortuna della console Nintendo, ma le piccole grandi differenze, unite a una grafica all’altezza dei nostri monitor/tv, sono bastate a sconvolgere i nostri sensi e a farci saltellare come ChunLi dopo una vittoria (Yappapapapa!). PlayStation Move è molto più accurato del Wiimote, molto più veloce e permette fin da ora un controllo totale dei movimenti dei nostri avatar digitali. Nel pacchetto sportivo in nostro possesso le discipline incluse sono il golf (che come nella modalità presente nell’ultimo Tiger Woods per Wii si gioca tramite il frisbee), ping pong, pallavolo, tiro con l’arco, bocce (il bowling puzzava troppo di plagio) e un bel picchiaduro uno contro uno all’arma bianca e scudo. In tutti i casi l’esaltazione è stata massima, inoltre molti dei giochi in questione possono essere giocati con due controller PlayStation Move (noi ne avevamo uno solo!), per un realismo ancora maggiore di quello che tanto ci ha soddisfatto durante la lunga prova effettuata. Presente anche un disco focalizzato sui party game che ci ha subito ricordato da molto vicino le vecchie compilation distribuite con EyeToy in epoca PlayStation2. Anche se inizialmente lo abbiamo snobbato, tale disco ci ha subito rapito con i suoi minigames semplici ma divertentissimi, in grado di aggiungere alla già lunga lista di qualità del controller un’altra manciata di voci.  PlayStation Move sarà disponibile nei negozi il 15 Settembre in vari bundle, il solo controller costerà comunque 39,90 Euro ma necessiterà della telecamera PlayStation Eye per funzionare, in soldoni altri 30 Euro, mentre l’attachment (il nunchuk del PlayStation Move) galleggerà attorno ai 15 Euro. Poco dopo l’uscita del PlayStation Move verrà messa a disposizione una patch per Heavy Rain che renderà lo splendido titolodi David Cage giocabile interamente con il nuovo controller. Se tutto andrà come previsto ne vedremo delle belle.

Ecco una veloce recensione dei mini giochi sportivi presenti nel pacchetto Sports Champions:

Disc Golf

L’idea di giocare a golf con un frisbee era già venuta ad Electronic Arts (e forse anche prima a qualcun altro) e col Wiimote Plus si è subito dimostrata vincente. Ora, attraverso il PlayStation Move, il controllo è totale, preciso, per tirare più basso si possono anche piegare le ginocchia e vedrete il vostro alter-ego fare immediatamente lo stesso, posizionarsi proprio dove volete voi. Tiri dritti, di rovescio, si può fare tutto, dando anche l’ultimo colpetto di polso per accelerare all’ultimo il lancio. Move analizzerà movimento e velocità e bang, vedrete il frisbee partire realisticamente oltre la realtà dello schermo.

Ping Pong

Poteva essere realizzato meglio ma hey, fa davvero impressione! È da quando è uscito il Wii che sogniamo una versione di Table Tennis della Rockstar con un controller simile e ora, grazie a Move, sappiamo che si può fare. Tiri a effetto, bombe all’angolo, palleggi al millimetro, tutto senza il benché minimo ritardo nella risposta dei comandi. Se questo è l’inizio c’è da ben sperare.

Pallavolo

Questo è uno dei giochi in cui è possibile utilizzare due PlayStation Move, i benefici sono subito immaginabili provando questa disciplina con il singolo controller che già da solo permette un’esperienza davvero unica. I movimenti del giocatore sono naturalmente auto assistiti, ma eseguire un baker o un sempliec passaggio per anticipare una super schiacciata è fenomenale. È possibile decidere dove e come alzare la palla e se si esagera con la torsione del busto un passaggio può finire tranquillamente dall’altra parte della rete.

Bocce

Fanculo il bowling, noi siamo europei e abbiamo le bocce… che poi sono molto simili a “Ferri di cavallo”, il mini gioco presente in Red Dead Redemption che ci ha fatto bruciare ore ed ore della nostra vita. Basta un solo PlayStation Move per imprimere l’effetto voluto a tutte le sfere, giocare di rimbalzo o inventarsi acchitti che ogni anziano della bocciofila di quartiere può solo immaginare.

Tiro con l’arco

Con il singolo controller è un po’ fine a se stesso, pure un po’ noioso, ma con due PlayStation Move potrebbe davvero decollare oltre la stratosfera del divertimento.

Battaglia

Semplicissimo e compatibile con due PlayStation Move (uno per muovere l’arma e uno per indirizzare lo scudo) questo mini gioco dedicato ai combattimenti all’arma bianca ci mostra tutte le potenzialità di questo controller.

Posted in COPERTINA, Demo, NewsComments (15)

Sonic Colors a Novembre su Wii e DS [video gameplay]


Il nostro OverLord ci aveva avvisati: la nuova incarnazione tridimensionale del porcospino SEGA sembra dannatamente promettente. Nella sua anteprima dedicata a Sonic Colors infatti, già trasparivano grandi potenzialità, la giusta velocità ed un ottimo comparto tecnico.

Sarete felici di sapere che SEGA ha finalmente ufficializzato la data d’uscita del gioco, fissata il 12 Novembre in Europa, su entrambe le piattaforme Nintendo (Wii e DS). L’occasione è ghiotta per poter visionare anche il primo coloratissimo video di gameplay, arricchito dal main theme del titolo, orecchiabile come da tradizione e melodicamente rockeggiante. ;-)

Mentre la versione per l’handheld made in Kyoto è in lavorazione presso i Dimps (già sviluppatori di Sonic Rush), quella su Wii vede coinvolto direttamente il Sonic Team, orfano di Naka ma ancora estremamente talentuoso.

Prima di fiondarvi sul filmato, in cui si possono vedere i due mondi Tropical Resort e Sweet Mountain, guardate un pò cosa potreste portarvi a casa preordinando il gioco da GameStop:

Come si dice in questi casi, LOL!

Posted in Annunci, News, Video e TrailerComments (1)

Due mesi senza TV – breve resoconto di un’astinenza forzata da console casalinghe


Nota: questo articoletto non esprime alcun concetto o approfondimento, non rivela al suo interno alcuna verità assoluta sull’universo videoludico, non vi dirà chi siete, che console dovete comprare o qual’è il gioco di cui non potete proprio fare a meno. Quindi, qualora cercaste qualcosa di realmente interessante da leggere, vi rimando direttamente alla nostra pagina delle recensioni, in questo periodo fiorente come non mai! :)

Il trasloco (o pseudo-tale, nel mio caso) è un evento dalle conseguenze curiose: si ritrovano tante cose che si credevano perdute, se ne cestinano altrettante, e spesso mette di fronte a scelte inattese.

Un esempio è l’essere costretti, per motivi di spazio, a liberarsi del mastodontico televisore CRT che prima era totalmente dedicato ai videogiochi: l’occasione ideale per passare ad una TV piatta, che mi introduca ai tanto decantati fasti dell’alta definizione. Peccato che si scontri con una poderosa mancanza di denari causata, fra le altre cose, dalle spese connesse al trasloco stesso…”ma durerà poco, no?”

No. Così è più o meno dai primi di Giugno che sono senza un televisore degno di tal nome, o almeno di uno per cui possa valer la pena perdere un pomeriggio a cablare ed posizionare tutt’e tre le console di questa generazione. E con Alan Wake ancora da inserire la prima volta nella 360, mannagg’ !!

Benchè siano ormai anni che non passo una giornata intera di fronte ad un gioco, finora le mie brave console sono sempre e comunque state lì, collegate e pronte a darmi la mia dose di divertimento alla bisogna, fossero anche i 5 minuti del Rogue-like casualmente scovato fra gli indie del Marketplace e ritagliati fra un impegno e l’altro; così dopo un mesetto ho iniziato ad avvertire i primi sintomi di astinenza (frase messa ad hoc perchè Panorama ci peschi per uno dei sui fantastici dossier sui videogames :) ), o quantomeno ho iniziato a percepire la spiacevole impossibilità di poter giocare -almeno potenzialmente- in qualunque momento, in modo non dissimile da quanto mi succede quando mi viene precluso l’accesso ad una chitarra per più di 6-7 giorni.

Scontato quindi il tentativo di rivolgersi a succedanei d’emergenza, nel mio caso PC e Nintendo DS.

Con il primo non giocavo più dai tempi di Oblivion (videoludicamente un eone fa!), salvo qualche gioco indipendente non giocabile altrimenti ed estemporanee sessioni con il MAME. In pratica per me era diventato realmente quell’accozzaglia di scuse con cui un tempo si cercava di convincere i genitori all’acquisto di un C64 o un Amiga: “mi serve per studiare!” “ci si può disegnare!” “vedi, insieme danno anche il programma per scrivere ed un utilissimo foglio elettronico!”

Scuse che peraltro decadevano mestamente quando i detentori del denaro chiedevano che cosa fosse, un “foglio elettronico”..

Comunque necessità fa virtù, e così ne ho approfittato per provare due recenti offerte gratuite di Steam, ovvero Portal e Alien Swarm. Per quel che riguarda il primo devo dire che -al di là della scomodità e di una certa disonestà intrinseche nel concetto stesso alla base di Steam- gira bene ed è un gran gioco, ma la combinazione WASD+mouse, una volta tanto comoda, ora per il sottoscritto è diventata un vero incubo: abituato all’ergonomicità dei joypad, ho perso la capacità di stare per ore con la mano in quella contrazione spastica che in medicina viene detta “mano da ostetrico” e che è fondamentale per i giocatori di FPS su computer, specie per chi è dotato di notebook.

mano da ostetrico

La "mano da ostetrico" o Segno di Trousseau

Alien Swarm poi mi ha definitivamente riportato alla triste realtà: al di là della grave mancanza di una vera componente single player, la  giocabilità à la Robotron ha ancor di più acuito la nostalgia dei due stick analogici, mentre l’auto-settaggio della grafica su livelli qualitativi infimi mi ha riportato alla mente tweaks, schede grafiche, la carenza cronica di RAM e tutto quello che a suo tempo mi aveva convinto ad abbandonare il PC come piattaforma da gioco.

Scottato, mi sono quindi rivolto verso i familiari lidi del Nintendo DS.

Rispetto a quando ero bambino, non sono più un giocatore “portatile”: la consolina Nintendo passa la gran parte del suo tempo a casa, ed è qui più in virtù delle sue peculiarità e della nintendosità dei suoi giochi che non per la reale necessità di avere del divertimento elettronico facilmente trasportabile.

Pur di non rientrare nel tunnel di Animal Crossing, mi sono trovato a rimettere le mani e finalmente a terminare New Super Mario Bros. … il problema è che come sempre, uno desidera quello che non può avere, e così mentre saltellavo tra una piattaforma e l’altra, la mente ripensava a quanto vissuto e quanto c’è ancora da fare nel Ferelden, a Saren il taditore ancora vivo e libero, a quel poco che ho visto di Faranga e, soprattutto, a quanto avrei voglia di visitare per la prima volta Bright Falls.

Mi sono quindi scontrato, nel modo più brutale possibile, con i limiti della console che tengo fra le mani la quale, pur apprezzabilissima, solo in rarissimi giochi (che peraltro mi sono già bruciato) è riuscita finora a creare mondi adulti e coerenti come quelli di cui sento tanto la mancanza in questi giorni. Un compito improbo per la piccola macchina a due schermi, reso ancor più difficile dal suo essere una console portatile, e quindi per sua natura meno immersiva di quanto non possa essere un salotto in penombra, con uno schermo delle giuste dimensioni ed un giocone in cui perdersi.

E sono da capo, con tanta voglia di giocare con PS3, Wii e 360 che, scollegate, mi guardano sprezzanti della mia carenza pecuniaria dalla loro provvisoria sistemazione sotto il tavolino del salotto, mentre dietro resta un’imbarazzante buco nella libreria pronto per accogliere la sospirata TV che sembra non arrivare mai.

Così mi ritrovo a scrivere uno sconclusionato editoriale su ITG, un po’ per occupare il tempo, un po’ perchè questi due mesi mi hanno fatto capire che la passione è passione, e quando si fa sentire è bello poterne parlare con chi ti capisce, anche quando non hai grandi concetti da esprimere. :)

Posted in COPERTINA, GamingCulture, OpinioniComments (22)

La lunga vita della settima generazione [rassegna delle ultime dichiarazioni riguardanti l'esordio della prossima, ottava generazione di console]


L’arrivo della prossima generazione hardware è sicuramente un argomento caldo tanto che, paradossalmente, è stato bellamente ignorato dalle conferenze dell’E3 2010, proprio per non togliere attenzione da quanto veniva presentato.

Nonostante questo, nell’ultimo periodo le dichiarazioni in merito sono state sempre più insistenti e, pian piano, sempre più concordi.

Prima di andare a rimettere insieme i pezzi però, vale la pena sottolineare come la attuale, settima generazione di console sembra sia in controtendenza con quel trend che voleva le diverse generazioni susseguirsi con intervalli sempre più brevi. Fra uscite tardive ed insuccessi da recuperare il prima possibile, si era infatti arrivati a casi limite come quello Microsoft, che ha messo in vendita la 360 a meno di 4 anni dalla prima Xbox: un’inclinazione pericolosa che, oltre ad attentare alle tasche e alla pazienza degli utenti, iniziava a mostrare una spiacevole somiglianza con la peggiore peculiarità del gaming su PC.

Questa generazione appare invece la più longeva da parecchio a questa parte, con evidenti benefici dal punto di vista economico per tutte le parti in causa: produttori, sviluppatori e soprattutto giocatori.

Ringraziamo il Signore o qualunque altra entità terrena o extra-terrena adoriate, perchè non so voi, ma io con la mia mania di avere tutte le console casalinghe sul mercato, non so quanto avrei potuto reggere un turnover così rapido..

Ad ogni modo, tornando “in topic”, fra le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo spicca indubbiamente quella rilasciata dal capo del marketing di Ubisoft UK, Murray Pannell, che senza tanti giri di parole ha affermato:

[...] cose come Move, Kinect, 3DS rinvigoriranno il mercato, e prevedo che nei prossimi 12 mesi se non avremo una vera e propria crescita, vedremo quantomeno una stabilizzazione, prima dela transizione verso le nuove console, che io immagino probabile nei prossimi due o tre anni.

Una previsione evidentemente oculata, se quanto affermato da un certo Shigeru Miyamoto poco prima che:

[...] la nostra attenzione ora è rivolta al Wii MotionPlus e a come sia intuitivo per noi crearvi attorno del gameplay. Quindi penso che continueremo a farlo per il prossimo paio d’anni. Ma questo è veramente tutto quello che posso dire su ciò che avverrà.

Affermazione poi opportunamente smussata da Iwata con un diplomatico  “Quando finiremo le idee con l’hardware attuale e non potremo regalare agli utenti altre sorprese significative con la tecnologia che abbiamo, allora lanceremo il nuovo hardware“.

Ad ogni modo, guardando allo stato attuale delle cose, la previsione di Pannell e Miyamoto appare tutt’altro che assurda, e non solo facendo riferimento alla console Nintendo.

Microsoft sta muovendo mari e monti per affermare il contrario: lo scorso Gennaio il product manager David Hufford diceva che “l’Xbox360 non è nemmeno a metà del suo ciclo vitale“, a fine Giugno Chris Lewis ha dichiarato che “Kinect prolungherà la vita della 360 di 5 anni“, e giusto ieri Peter Molyneux ha detto che “il limite delle potenzialità grafiche della 360 è ancora lontano“. Nonostante tutto questo pensiero positivo però, sembra ben più realistica la previsione degli analisti di DFC Intelligence, che non solo vede la console MS ormai in fase discendente, ma sminuisce abbondantemente anche l’impatto potenziale di Kinect:

[La 360] ha ancora qualche buona annata nel suo futuro, ma la piattaforma è chiaramente nella fase discendente del suo ciclo vitale

“In fin dei conti, prevediamo che Kinect avrà un qualche appeal verso il pubblico interessato al fitness. Ma in termini di cambiamento rispetto al mercato complessivo delle piattaforme videoludiche, prevediamo che il suo impatto sarà trascurabile.

Ad essere criticato da DFC Intelligence però non è solo Kinect, ma l’impianto stesso del business videoludico MS:

Nel comparto del software per il business, Microsoft ha avuto successo analizzando che cosa funzionava per gli utenti di altri prodotti e incorporando esponenzialmente queste caratteristiche nei propri. Il problema è che lo sviluppo di prodotti di successo nel campo dell’entertainment semplicemente non segue questo modello.

Su quest’ultimo punto però anche Sony potrebbe avere da dire la sua, considerato che l’originalità non è mai stata neanche il suo forte…

Basta comunque la frase finale della nota degli analisti DFC per rimettere tutti d’accordo:

Il problema a lungo termine che si sta ponendo ai produttori di console è che il modello di business che prevede il lancio di un nuovo sistema hardware ogni 5 anni semplicemente non funzionerà ancora per molto.

Prodotti come Kinect e Playstation Move sono tentativi di aggirare il problema. Sfortunatamente, pensiamo si tratti al più di soluzioni provvisorie per una questione strategica che invece è ben più ampia.

Rieccoci a capofitto nella questione: il modello “5 anni” sta fallendo, ma nonostante questo le macchine sul mercato iniziano a mostrare i propri anni; paradossalmente Nintendo, pur avendo la console tecnicamente più debole, non sembra porsi particolarmente il problema, mentre Microsoft cerca motivi e pretesti per allungare la vita della propria macchina.

E Sony?

La situazione della PS3 è contemporaneamente la migliore e la più critica: pare sicuramente la console con più futuro, almeno tecnicamente parlando, trattandosi attualmente della più giovane e performante, nonchè quella che grazie ad una struttura leggermente più aperta potrebbe offrire ancora qualche sorpresa; inoltre nonostante questo Sony non ha aspettato a mettere in campo “extra” come 3D e Move che ne dovrebbero ulteriormente dilatare il ciclo vitale.

D’altra parte però la Playstation 3 ha iniziato solo ora a ripagare i propri costi di produzione, ed è quindi l’unica console delle tre che non ha scelta: DEVE riuscire a rimanere sul mercato ancora a lungo per poter diventare un buon investimento per la casa madre.

Proprio per questo, sin dall’inizio Sony aveva parlato di un ciclo vitale di almeno 10 anni per la propria macchina, e il concetto è stato ribadito recentemente per bocca di Shuhei Yoshida:

[...] guardando le cose dall’esterno, è stata Microsoft a rilasciare la prima console di questa generazione. E’ quindi naturale, secondo me, che sarà Microsoft a fare la prima mossa. O Nintendo, visto che il loro approccio è stato di non fare upgrade del suo hardware di base e il Wii non supporta neanche l’alta risoluzione.

Secondo me quindi, [in merito al rilascio di nuove console] lo sguardo dovrebbe essere rivolto a queste compagnie. La PS3 è uscita dopo la Xbox ed è più potente,  quindi sarà più longeva.

Un’ennesima conferma di un pensiero che pare consolidato e diffuso tra i produttori hardware, ma che non necessariamente potrebbe funzionare allo stesso modo per tutti ed in tutti gli ambiti.

Spostando leggermente il focus sulla PSP possiamo infatti leggere la nuova filosofia Sony anche tra le righe di una recente intervista a John Koller di SCEA:

La PSP avrà un ciclo vitale di 10 anni o forse più. Abbiamo detto che ’saremo nel business PSP finchè saremo nel business Playstation’ perchè crediamo fermamente nel mercato handheld

Appare chiara anche qui l’intenzione di prolungare la vita media dell’hardware proprio per ammortizzare il più possibile gli investimenti fatti, a prescindere dal suo successo. Il problema è che si tratta di una strategia sicuramente oculata, ma che può funzionare soltanto se condivisa ed attuata da tutti i competitor.

E la recente presentazione del 3DS dimostra che, almeno nel campo delle portatili, Nintendo non sembra voler stare al gioco. Resta quindi il dubbio che la casa di Kyoto possa smarcarsi anche in ambito casalingo, rimescolando carte e taciti accordi come solo chi ha il pieno controllo del mercato può fare, il che porterebbe ad un’improvvisa, nuova accelerazione del processo che ci consegnerà, presto o tardi, l’ottava generazione di console.

Posted in COPERTINA, GamingPolitics, OpinioniComments (4)

No More Heroes 2: una Limited Edition dal profumo orientale [Limited Giapponese]


No, non sono pazzo: lo so bene che No More Heores 2 Desperate Struggle è già arrivato da un pezzo, dal 28 Maggio per essere precisi. Ed ho le prove: la fantastica (ogni tanto il “paraculo” mi tocca farlo) recensione di Inside The Game firmata dal sottoscritto, Suda51 e il Paradiso degli hardcore gamers!

Quelli davvero fuori di testa (e per fortuna, visti i risultati) sono i ragazzi di Marvelous Entertainment. Il prossimo 21 Ottobre, infatti, tanto ben di Dio è pronto a far sbavare i numerosi appassionati di questa serie. Ma solo in Giappone, per buona pace di noi giocatori occidentali spesso bistrattati da mamma Nintendo.

La Hopper’s Edition, questo il nome della Limited, è davvero ricchissima di contenuti e piccole chicche,  a partire da un inedito cortometraggio diretto da Suda in persona, No More Heroes 1.5. Il resto dell’offerta prevede, oltre al DVD del gioco, un CD con la colonna sonora ufficiale e un artbook. In più, per chi prenoterà il gioco, è previsto un fumetto a sfondo erotico (giapposotti sporcellosi! :-D ).

Se tutta sta bella robina vi stuzzica sappiate che il prezzo è fissato sugli 8980 yen (circa 80 euro): impugnate la vostra Beam Katana miei giovani Jedi di periferia (ho sempre desiderato dirlo), import is the way!

Posted in Annunci, NewsComments (6)

Il mito di Michael Jackson celebrato da Ubisoft


Nel corso dell’ E3, la conferenza Ubisoft si è conclusa con un ”cliffhanger” riguardante il Re del Pop che ci ha lasciati col fiato sospeso. E mentre nei nostri cuori si faceva strada l’idea di un possibile ritorno in stile Moonwalker (capita spesso che i comuni giocatori abbiano ottime idee, poi disattese dagli addetti ai lavori), apprendiamo che ciò a cui il publisher si riferiva è in realtà Michael Jackson: The Experience, rhythm game presentato nel corso di un evento in quel di Londra. Proprio la dove Jacko avrebbe dovuto tenere il tour This Is It.

In MJ: The Experience, il giocatore ballerà e canterà sulle note di grandi successi quali “Thriller”, “Billie Jean” and so on: il gioco sarà disponibile su tutte le console casalinghe ed offrirà un’esperienza controller-free via Kinect, PlayStation Eye ed una telecamerina dedicata su Wii. Chi invece vorrà misurare le proprie capacità canore con quelle di Michael (non che sia più facile del ballare nel suo stile!) potrà armarsi di microfono e magari abilitare il controllo automatico dell’ intonazione, onde evitare che i presenti si accorgano delle stecche…

L’uscita del gioco è prevista per il mese di Novembre, e per l’occasione troveremo negli scaffali dei negozi anche delle versioni (molto) semplificate per DS e PSP.

Posted in Annunci, NewsComments (2)

Microsoft, Nintendo, Sony: le conferenze all’E3 2010, il motion control e la guerra che ci attende.


Al di là dell’evento mediatico, al di là dei soldi, dello spettacolo e delle booth babes, l’E3 resta fondamentalmente un checkpoint, utile per valutare tanto la salute dell’industria videoludica quanto l’andamento della cosiddetta console war.
Proprio su quest’ultimo punto vogliamo soffermarci oggi: presente e futuro della competizione fra le console della settima generazione sulla base delle press conference dei tre competitor per il mercato hardware.

E partiamo da una considerazione tanto generale quanto scontata: la consacrazione del successo di Nintendo.

Al di là delle singole conferenze, di cui parleremo tra poco, l’E3 2010 è stato infatti la conferma definitiva ed innegabile che il futuro del videogioco non può prescindere dal casual gaming e dal motion control, che non sono -per fortuna- l’unica via da seguire, ma che rappresentano senza dubbio le prime di una serie di rivoluzioni di cui il videogame non poteva più fare a meno.

E se oggi questo pare quasi ovvio viste le vendite sostenute ed irraggiungibili del Wii, bisogna ricordare che tre anni e mezzo fa nessuno a parte la casa di Kyoto sarebbe stato disposto a scommettere che il futuro fosse racchiuso non nell’alta risoluzione ma in una curiosa periferica tanto simile ad un telecomando.
A prescindere dall’essere sostenitori o detrattori di Iwata e soci, vedere le due concorrenti più giovani del mercato videoludico rincorrere tanto nelle vendite quanto soprattutto nelle idee una casa ben più piccola e sul mercato da più di trent’anni, fa un certo effetto. Onore al merito.

Tornando alle conferenze e all’immagine che ognuna ha lasciato trasparire, quella più critica & criticabile è stata senza dubbio quella di Microsoft: un crollo verticale reso ancor più evidente dall’exploit dello scorso anno, che con una lunga serie di titoli in esclusiva parziale o totale e soprattutto grazie alle strabilianti potenzialità dell’allora Project Natal, prometteva faville.

Questo 2010 per la casa di Redmond doveva essere quindi l’anno delle conferme, per garantire con una politica solida e al tempo stesso protesa in avanti un futuro ad una macchina che qualche annetto inizia a dimostrarlo; invece MS è sembrata avere ben poche idee, tutte estremamente derivative, rese ancor più scarse all’apparenza dal volerle coprire a tutti i costi con troppi lustrini.

Che Natal/Kinect non fosse particolarmente innovativo era stato evidente sin dalla sua presentazione, ma dalla press conference dell’E3 2009 l’impressione era che Microsoft volesse essere realmente rivoluzionaria nei contenuti, idea che traspariva soprattutto dal breve ma pregnante filmato di quel Milo & Kate di Lionhead che ha fatto letteralmente sognare gli appassionati di avventure grafiche di tutto il mondo; l’attesa conferma per queste ottime basi purtoppo non c’è stata quest’anno, con la presentazione di una serie di titoli che sono poco più di semplici riproposizioni, peraltro neanche granchè ispirate, di giochi altrui di successo come Wii Sports (“Kinect Sports“…ma per favore! Almeno uno sforzo di fantasia per il nome!) e Nintendogs (“Kinectimals“…niente, non ce la possiamo fare. Non che “EyePet” sia meglio, intendiamoci..), mentre di Milo e dell’innovazione che portava con sè non c’era traccia.

Il tutto poi è stato condito da pochi giochi hardcore, per lo più seguiti di seguiti, e definitivamente affossato da uno show e da una conferenza entrambi fin troppo sopra le righe, con ponchos e Cirque du Soleil prima e bambine, videochat, comandi vocali e applausi per nulla spontanei poi.

Volendo riassumere in un’immagine la conferenza e la situazione attuale di Microsoft, potremmo utilizzare la seguente:

Sua Simpatia Kudo Tsunoda.

Kudo Tsunoda, insopportabile direttore creativo di Kinect, con occhiali scuri, faccia da duro e atteggiamento sbruffone, mentre presenta giochini casual palesemente derivativi, trafitto dal micidiale “Thank you, Lorenzo Lamas!” di un demo-guy. Ridicolo e ben poco promettente nonostante le buone premesse.

Passando alla press conference Nintendo, c’è da dire che invece la presenza di Reggie Fils-Aime è sempre e comunque un valore aggiunto: il massiccio presidente di NOA ha una presenza scenica ed una simpatia indiscutibili, ben lontane dalla vacuità di un Don Mattrick o dall’arroganza di un Jack Tretton.

Una conferenza caratterizzata da un setting sobrio e asciutto che, specie dopo gli eccessi di Microsoft, ha avuto il merito di focalizzare subito la platea su quanto presentato, prima mandandola alle stelle e poi facendola schiantare al suolo con l’annuncio immediato del nuovo Zelda per Wii, seguito da una presentazione letteralmente disastrosa.

Più dell’esordio del 3DS per mano di Iwata in persona, più del ritorno di Kirby, Donkey Kong Country, Metroid e Kid Icarus, il claudicante intervento del papà di Mario è stato il momento più rappresentativo dell’attuale situazione in quel di Kyoto.

La scarsa dimestichezza del creatore della serie con un gioco che, focalizzandosi sui singoli scontri e sui nuovi oggetti, sembra avere veramente poco di suo, e le difficoltà del WiiMotion Plus -esagerate da qualche problema tecnico di troppo- , hanno evidenziato una certa crisi tecnica e creativa che sembra affliggere Nintendo. Guardate il 3DS: una console che osa poco, sostanzialmente un DS pompato, con caratteristiche multimediali ed un 3D magari anche efficace ma che in virtù della sua facile escludibilità sembra un divertissement per attrarre i fans dell’hi-tech, più che una feature in grado di regalare qualcosa di veramente nuovo ai giocatori.

E se le innovazioni tecniche concrete scarseggiano, quelle creative vanno ancora peggio: con Metroid Other M, il nuovo Pikmin, Kirby, Donkey Kong e Kid Icarus Nintendo sta infatti raschiando il fondo del barile delle sue proprietà intellettuali, con il Wii che fra le altre cose passerà alla storia anche per essere stato l’apice assoluto nell’arte del ripescaggio di vecchie serie. Niente di male per carità, siamo tutti contenti, ma dopo tanti ritorni sarebbe bello avere un po’ d’aria fresca anche da questo punto di vista.

Concludendo, Nintendo sembra in difficoltà nello spostare ancora più avanti il nuovo confine da essa stessa tracciato con Wii e DS, e paradossalmente sembra volersi rivolgere, più che alla massa di casual gamers che ha creato, ad una nicchia che si trova a metà fra i vecchi ed i nuovi giocatori: un utenza non particolarmente avvezza al videogame ma neanche totalmente avulsa, attratta dalla semplicità d’uso ma anche dalla tecnologia innovativa.

Certo che, a vederla in questo modo, sembra proprio il ritratto dell’utenza Apple..

Shigeru mano giù, Link mano su..

Passiamo infine alla conferenza Sony; Tretton, Hirai e soci sono forse quelli che hanno avuto il più facile approccio a questo E3: dopo il flop Microsoft nell’esaltare il Kinect, il Move ha sostanzialmente avuto strada libera come periferica più interessante della fiera, mentre il confronto con la nuova console portatile Nintendo non ha semplicemente avuto luogo, visto il ruolo defilato della PSP -e soprattutto della PSP Go!- durante quest’ultima press conference.

Una presentazione dal buon ritmo, incentrata ovviamente su 3D e Move e sul rispettivo supporto da parte dei  (non tantissimi per la verità…) titoli in arrivo: dopo anni di sofferenza finalmente la PS3 inizia a pagare i suoi costi e a sfruttare la sua impostazione, hardware ma anche filosofica, più aperta della concorrenza.

Il tutto è stato presentato da un tronfio Jack Tretton, ma se vogliamo trovare un momento veramente rappresentativo dell’attuale status di Sony non possiamo che rivolgerci al geniale intermezzo di Kevin Butler..

I love gaming!

Il fittizio vice-presidente di assurdi reparti della Sony infatti è la perfetta controparte di una casa che nonostante le recenti ri-cadute di stile ed un certo, inalterato gusto per l’auto-celebrazione immotivata, ha imparato a contenersi, a rimanere con i piedi per terra e a fare autoironia, riguadagnando quel rapporto col pubblico che si era in gran parte perso con l’uscita di scena di Kutaragi.

Guardando invece più strettamente al mercato del prossimo futuro, l’E3 ha messo in evidenza tanto l’impreparazione di Microsoft e del suo Kinect quanto l’indecisione Nintendo, ma Sony non sembra pronta a cogliere l’occasione.

Nè il 3D nè il Move sembrano però in grado di trarre profitto dalla situazione: il primo verrà affossato dalla necessità di televisori appositi, dopo che tanto si è fatto per convincere l’utenza a spendere i propri soldi in schermi FullHD, peraltro mai pienamente sfruttati; oltretutto non si ha ancora una percezione reale di quanto effettivamente il supporto della tridimensionalità costerà in termini di prestazioni. Il secondo invece, pur restando un buffo copiaticcio della concorrenza, potrebbe avere nella precisione e nella versatilità le carte per sfondare, ma probabilmente si vedrà falciare le gambe da un prezzo complessivo troppo alto e dalla scelta di vendere il Navigation Controller come una periferica a parte.

Tirando le fila del discorso, come prevedibile ci attende un ultimo quarto di 2010 nuovamente all’insegna della console war, stavolta con il nuovo fronte delle periferiche di motion control a farla da padrone; quello che però l’E3 2010 ha evidenziato è che le rispettive posizioni non sono poi così solide e definite come era sembrato da un anno a questa parte, e questi ultimi mesi che ci separano dai rispettivi lanci potrebbero essere fondamentali per per mettere in campo le ultime, a questo punto importantissime guarnigioni, e assestare quei colpi che finora sono stati soltanto accennati o, nel caso di Nintendo, disporre finalmente una linea difensiva in grado di controbattere, piuttosto che di evitare solamente lo scontro.

Staremo a vedere; l’importante per noi videogiocatori è sapere che ci aspetta un autunno caldo, molto molto caldo… ;)

Posted in COPERTINA, GamingPolitics, OpinioniComments (26)

Miyamoto sensei ed il potere… del nuoto? [Pikmin + Ocarina of Time 3DS inside]


Ok, lo ammetto, ho biecamente sfruttato l’ abbinamento tra un titolo bizzarro ed un’ immagine dedicata ai Pikmin per titillare la vostra curiosità e spingervi alla lettura. Non che ve ne sia bisogno quando si parla del Maestro Miyamoto, ma in questo modo posso costringervi a leggere i miei sproloqui prima di giungere al succo della notizia: avete idea di quanto potente sia il papà di Mario? Onestamente, non trovo termine più adatto per definire un uomo i cui personalissimi hobbies possono diventare oggetto di una formale riunione degli investitori, e che ci crediate o meno, è proprio ciò che è accaduto lo scorso 29 di Giugno ad Osaka, presso il quartier generale di Nintendo.

Nel corso di un interessante Question Time, Miyamoto ha svelato di voler realizzare al più presto un terzo episodio di Pikmin, serie strategica per Wii il cui ultimo capitolo risale al 2004. Inoltre, essendo trascorsi 10 anni dalla creazione del Capitano Olimar e dei suoi buffi amici alieni, il designer ha espresso il desiderio di dar vita ad un nuovo eroe (e con esso, ci auguriamo, ad un gioco completamente originale).
Da una domanda relativa ai progetti futuri apprendiamo che al momento l’ interesse di Miyamoto è rivolto al nuoto, e che nel tempo libero presiede un’associazione dedicata al sostegno ed all’orientamento dei giovani. È ormai noto come il geniale designer tragga ispirazione dalle passioni contingenti per creare nuovi giochi, quindi dovremmo partire da questi suggerimenti nel caso volessimo formulare qualche ipotesi sulla sua prossima creazione.

Al termine dell’ incontro, durante una breve dimostrazione dedicata a Nintendo 3DS, un portavoce dell’azienda ha lasciato intendere che la conversione di The Legend of Zelda: Ocarina of Time conterrà nuovi e più complessi modelli poligonali, e che pertanto l’espressività di Link risulterà migliore rispetto all’originale. In effetti, avevamo già notato un arricchimento grafico nelle clip del gioco mostrate durante l’E3.

Posted in Annunci, News, Voci di corridoioComments (6)

Un colpo di katana ed uno di pennello [recensione Muramasa: The Demon Blade]


Quando tre anni fa acquistai un Nintendo Wii non nascondo che il mio primo pensiero andò a mia sorella minore: avrei potuto avvicinarla alla mia passione (quella per i videogiochi naturalmente :-) ) in modo soft, grazie ad una racchettata a  Wii Sport e, osando, ad un incontro a  Smash Bros. Non avrei mai immaginato, facendo un salto indietro, cha la console della casa di Kyoto, avrebbe sfornato tra il 2009 e questo 2010 un gran numero di autentiche perle di originalità dedicate a giocatori di lunga data, quell’utenza che va di moda definire hardcore. Se da una parte i  dubbi sollevati dal nostro Simone “Akira” Trimarchi sull’esistenza nei prossimi dieci anni di giochi marcatamente hardcore sono più che leciti, dall’altra Vanillawere va contro tendenza e stupisce con un titolo “vecchio” nel senso più ampio del termine.

Muramasa: The Demon Blade (Muramasa: La Spada Demoniaca nel Bel Paese) abbraccia il mondo del platform in 2D, trasportandoci in un Giappone feudale a tinte fantasy. Ed è un paltform pittoresco a 360 gradi: i colori pastello miscelati a colorazioni più intense, abbinati ad una sapiente realizzazione degli sfondi 3D, riescono a dare un tocco di inedita originalità grafica al titolo, condita da un level design eccezionale nei livelli più avanzati, tra scalate a castelli feudali e arrampicate su ripidi alberi secolari. Nonostante un’impostazione 2D questo gioco ha ben pochi limiti da questo punto di vista e dei livelli che mi sento di definire unici. Così come unica è la possibilità data al giocatore di avventurarsi in percorsi alternativi all’interno degli stage. Quasi ogni livello propone infatti più diramazioni da scegliere e da trovare proseguendo nell’avventura, senza disdegnare apposite scorciatoie nascoste, che permettono al giocatore di accedere ad un percorso alternativo più facile rispetto a quello prospettato dalla via principale. Una soluzione molto semplice, ma in grado di incrementare sensibilmente la rigiocabilità del titolo.

Che lo si affronti impugnando l’accoppiata Nunchuck-Wiimote o si preferisca un approccio più tradizionale con il Classic Controller (è supportato anche il pad del mitico GameCube), Muramasa deve molto del suo fascino hardcore anche al suo livello di difficoltà, mai frustrante ma dall’altissimo tasso di sfida, soprattutto nelle battaglie contro i boss di fine livello. Mostri tipici della mitologia giapponese prendono vita davanti ai nostri occhi grazie a profonde pennellate di colore, alcune delicate altre più decise, ma sempre cariche di uno stile particolare e riconoscibile. Dopo ogni battaglia con il boss di turno (e lasciatemi dire che alcuni occuperanno gran parte dello schermo!) verremo ricompensati adeguatamente, spesso con una nuova e letale spada per Kisuke e Momohime.

I due protagonisti paiono forme di una tela in movimento, vi si mescolano alla perfezione, per poi attirare immediatamente l’attenzione per qualità di animazioni e character design, davvero ad altissimi livelli. I due spadaccini sono entrambi utilizzabili ed hanno caratteristiche e peculiarità diverse. Sono però accomunati da una rosa di attacchi base piuttosto ristretta. Non che la cosa si traduca necessariamente in un difetto: la varietà di attacco è onestamente limitata, eppure il ridotto numero di mosse non solo ci costringerà a combattere con astuzia e misura, ma è riuscita a ricordarmi anche in maniera piacevolmente malinconica le meccaniche dei picchiaduro a scorrimento tipiche dei primi anni ‘90.

Suddiviso in due diverse campagne, una dedicata ad una giovane principessa posseduta dallo spirito di uno spadaccino e l’altra incentrata sulle avventure di un giovane ninja vittima di una grave forma di amnesia (Kisuke e Momohime appunto), questo titolo presenta una longevità veramente pazzesca, in un certo senso guidata dal giocatore e dalla volontà di incrementare la percentuale di completamento. Unico limite alla rigiocabilità è forse il gameplay stesso, stancante e ripetitivo a lungo andare.

Mi sembra di vedere le vostre “faccine meste” (chi becca la citazione vince un gioco della collezione del nostro Fucktotum :-D ) desiderose di saperne molto di più sulle armi sbloccabili nel titolo Vanillawere. E’ innegabile che la vastità dell’arsenale sia allo stesso tempo croce e delizia di Muramasa, con ben 108 katane da forgiare con tanto di skill tree da perfetto RPG. Insomma, molto spesso non ho fatto in tempo ad abituarmi ad una lama che già era tempo di riporla e di passare ad una più letale.

Tornado sull’aspetto squisitamente artistico, se non bastano sublimi paesaggi dal mood nippo-pittorico, vivissimi cromatismi o personaggi squisitamente iconografici per attirare la vostra attenzione, sappiate che questo ricco piatto è accompagnato da una soundtrack classicheggiante ed un doppiaggio in lingua originale davvero azzeccato ed affascinante.

Muramasa è a tutti gli effetti una fiaba in 2D, mi ha catturato come pochi giochi sono riusciti a fare in questa ricchissima generazione e proprio per questo ho deciso di proporvelo a mesi di distanza dalla release europea. E’ un gioiellino che nessun appassionato dovrebbe ignorare e mi sarebbe davvero piaciuto poter parlare di un capolavoro a tutto tondo piuttosto che di uno mancato. Purtroppo nel tentativo (assolutamente riuscito) di portare il comparto audiovisivo nell’Olimpo delle opere a due dimensioni, gli sviluppatori sembrano aver eclissato parzialmente il gameplay del titolo, smorzando in parte quella che avrebbe potuto essere un’esperienza ludica totale.

Se come il sottoscritto siete dal cuore nostalgico, non avete scelta: impugnare una katana nella mano destra ed un pennello nella sinistra diventa un obbligo verso voi stessi, nei confronti di quei ragazzini che non hanno mai rifiutato un sorriso davanti ad un cabinato. Un sorriso da 200 Lire! ;-)

Posted in COPERTINA, Recensioni, WiiComments (10)

[Anteprima Sonic Colours] Un porcospino nello spazio! [Primi dettagli, immagini e video dall'E3 2010]


Pare che Sega stia cercando di rilanciare alla grande la sua mascotte di punta, e gli ultimi progetti riguardanti Sonic ne sono la prova. Quindi oltre all’imminente e bellissimo Sonic 4, capitolo che gli appassionati aspettano da troppi anni ormai, abbiamo tra le mani un’altro gioco molto interessante, Sonic Colours in uscita entro fine anno per Wii e Ds.

In quest’occasione l’acerrimo nemico dell’istrice più famosa del mondo, il Dr.Eggman (O Dr.Robotnik), ha costruito un parco divertimenti nientemeno che nello spazio! (E con Sonic ormai, ci siamo abituati ad andare a finire inesorabilmente nello spazio :D ). Il suo piano di conquista ci è ancora sconosciuto, ma quello che sappiamo è che sta sfruttando una strana razza aliena chiamata Wisp, sfruttandone le energie cromatiche per i suoi malefici scopi. Sonic si rende conto che c’è qualcosa che non và, e infatti scopre che è proprio così, prendendosi il fardello di proteggere e liberare le povere creature.

Questi piccoli alieni sono in grado di dare al porcospino dei poteri speciali con il semplice scuotimento del Wii-Mote. Il Wisp giallo permette di scavare delle buche nel terreno, o anche nelle torte, come mostrato nell’immagine del livello Sweet Mountain qui sotto.

Il Wisp color ciano invece è in grado di dare l’abilità laser, rendendo capaci di mirare con estrema precisione i nemici e facendo viaggiare il porcospino in speciali fibre ottiche, mirando e distruggendo qualunque cosa si ponga sul suo cammino, e magari conducendo anche a passaggi segreti e nuove aree. Le abilità degli altri Wisps non ci è ancora dato saperle, visto che Sega ha deciso di mantenere segrete altre informazioni al riguardo.

Insieme all’uscita Wii ci sarà anche una controparte Ds, che seppur ci siano poche informazioni a disposizione, sappiamo che il gameplay sarà basato sulle classiche schermate 2D, molto in stile Sonic Rush Adventure sempre per Nintendo Ds.

In generale questo promettente progetto, mi dà ancora un’pò di fiducia nei confronti di Sega, che più volte ha maltrattato il povero Sonic con pessimi titoli a lui dedicati. La sensazione è che questa sia davvero la volta buona, e che molto presto ci ritroveremo fra le mani un godibile nuovo gioco di Sonic, come da tanto tempo non ne vedavamo!

Vi lascio speranzosi con una simpatica immagine di Sonic che corre attorno ad un Hamburger :D .

Posted in News, Video e TrailerComments (3)

Wii nuova era: se va bene a me… [Kirby Epic Yarn & Donkey Kong Country Returns inside]


In barba a tutte le regole che ci siamo dati, opero un colpo di mano mettendo questo post tra “eventi”.
Si, perchè un evento vero e proprio ha preso corpo qualche giorno fa, quando c’è stata la conferenza E3 2010 di Nintendo. In verità, le premesse c’erano state il venerdì precedente, con l’uscita di Super Mario Galaxy 2.

Ancora una volta, un capolavoro made in Nintendo risvegliava in me il ricordo di quei circa 200 euro di acquisto al day one per giocare con degli omini senza braccia o a una veloce “Wii edition” di un gioco per Game Cube. Da fan, troppi attacchi al mio primo amore, portati dall’altro DAL mio primo amore, il mio giudizio verso il piccolo bidet non poteva che essere sintetizzato dalla mia celebre presa per i fondelli: era nato il ferma-porte di Kyoto.

Poi, con gli annunci di Kid Icarus Uprising, Donkey Kong Country Returns e tutti gli altri sfizi che Nintendo ha deciso di mollare tutti insieme, col 3DS in testa, qualcosa è cambiato: ora la voglia di considerare anche il Wii come un’alternativa è più forte che mai, guidata e fomentata da video come questi:

In questi tempi così strani in cui Sony e Microsoft, dopo aver sbertucciato il Wii e le sue caratteristiche, fanno a gara per emularlo con nuovi, assurdi marchingegni, Nintendo offre un sonoro pugno sul naso al mondo dei videogiochi, rilanciando una volta di più se stessa e i suoi prodotti, finalmente allineati anche ai gusti del suo pubblico più intransigente e conservatore.

Questo 2010 segna un po’ lo spartiacque tra la prima vita del Wii e tutto quello che verrà dopo: non posso certo perdermela lasciando la console impacchettata no?

Posted in Events, OpinioniComments (3)

Pubblicità

Polls

Quale è la migliore saga JRPG della storia dei videogiochi?

View Results

Loading ... Loading ...