Secondo alcuni rumors il Playstation Move dovrebbe arrivare sugli scaffali il prossimo novembre, prevedibilmente in quasi-contemporanea con il Natal di Microsoft, previsto invece per ottobre.
Nonostante questo, come dicevamo la guerra del marketing è già iniziata da un po’, e la casa della Playstation si dimostra da subito agguerritissima con uno spot dal forte sapore ironico, in cui oltre a mostrare il Move in azione un fittizio dirigente Sony (in questo caso Vice Presidente del dipartimento Movimenti Realistici ) prende pesantemente in giro Wii e Natal rispettivamente per l’imprecisione e per la mancanza di un controller.
Il video è in inglese, ma le prese per i fondelli sono internazionali..
Niente da dire, lo spot è ficcante ed efficace, mostrando quella che dovrebbe essere (e si spera sarà) la straordinaria precisione del Move, e nel contempo focalizzando e dileggiando i problemi veri o presunti della concorrenza; certo che però è anche, volutamente, un po’ scorretto: ci si ‘dimentica’ che da quasi un anno è uscito il Wii Motion Plus, e non si prende in considerazione il fatto che con Natal sarebbe in teoria possibile impugnare oggetti sostitutivi al controller e magari anche più aderenti al genere del gioco rispetto ad un dildo con una palla colorata in cima.
Comunque ben vengano la concorrenza e gli spot comparativi: se lo spirito è questo, signori, mi sa che all’E3 ne vedremo delle belle!
Il nostro carismatico, ma anche un po’ camaleontico, Renato “inskin” Rossi aveva scritto un articolo riguardante la lotta delle periferiche di motion control che tra poco invaderanno il mercato seguendo l’esempio del telecomando Wii, il Wiimote. Questo articolo si chiamava Arc vs Natal: ancora in sviluppo ma è già guerra e oggi voglio aggiungere qualche lottatore e qualche angolo ai contendenti.
Nella prossima lotta per incrementare la facilità d’utilizzo dei propri prodotti non ci sono solo Xbox 360, PS3 e NintendoWii, le tre console casalinghe… non va infatti dimenticato il PC, terra di confine di ogni videogiocatore (nel senso che quasi tutti possono scoprire i videogiochi grazie ad un computer Mac o Windows, semplicemente perchè c’è un’alta probabilità di ritrovarselo in casa).
Le soluzioni proposte in tal senso per riuscire a portare un motioncontroller su PC sono in verità innumerevoli. Soprattutto la comunità modder, infatti, è da anni al lavoro per modificare gli script del WiiMote e farlo funzionare come mouse con risultati assolutametne paragonabili ad una soluzione studiata e commercializzata da qualche grande produttore.
Il video che ho inserito in apertura la dice lunga sulle potenzialità dei programmatori indipendenti di cui, tutte le volte, non possiamo che tessere le lodi. Half Life 2 giocato col WiiMote… e tra l’altro è roba di 2 anni fa.
Ora però il momento è “diverso”: lo spazio per i progetti “homebrew” sono belli, sprizzano allegria ed energia ma… hanno un problema! Praticamente nessuno ci tira fuori un euro. Problema piccolo vero? E allora da un’idea copiata da terzi, ecco il prodotto “rivoluzionario”: Blobo, una pallina con cui si può controllare il movimento del proprio avatarvirtuale in alcuni videogiochi prodotti appositamente e non solo.
Un video vi mostra meglio di cose stiamo parlando.
Fico e? Più semplice ancora di Natal e di un telecomando! Tra l’altro si può anche “strizzare”, per ottenere ulteriori tipi di interazione. Ovviamente attenzione a non tirarlo contro il monitor quando siete incazzati perchè, altrimenti, dovete sperare fortemente che vi rimbalzi in fronte, piuttosto che incrinare il prezioso cristallo liquido dal quale la vostra vita, videoludica, dipende.
Per la cronaca Blobo è già in vendita sullo shop ufficiale: http://www.bloboshop.com/ anche se non è disponibile al di fuori della Finlandia, patria di produzione dell’aggeggio, per ora. Mentre la società produttrice (Evolution Solutions) si preoccupa di trovare partnership commerciali per esportarlo in tutta Europa e Stati Uniti (succederà durante il 2010) noi possiamo solo pensare di andare in quel di Helsinki per comprare Blobo.
Certo già che andate in Finlandia, vi consiglio anche uno “sguardo” a qualche bellezza locale… solo se avete tempo eh…
Siete dei ferventi cattolici e desiderate andare in chiesa ogni giorno ma non potete per impegni lavorativi, familiari ecc? Avete ucciso il cane del vicino perchè abbaiava troppo e adesso volete confessarvi? Nessun problema, ecco il gioco che fa per voi: Mass: We Pray, della Prayer Works Interactive.
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Dal video non riesco a capire se sia uno scherzo o no, ma se lo è, complimenti agli ideatori!! Il gioco (?!?!) si presenta con una sorta di wiimote a forma di croce e una Wii Balance Board a forma di inginocchiatoio (si chiama così, vero?). I minigiochi mostrati sono coinvolgenti e dedicati a tutta la famiglia, delle chicche come: più spargi incenso e acqua santa, più fai punti! A quanto pare anche tutti i sacramenti sono inclusi, per “portare tutta la famiglia più vicina al paradiso.”
Altro che Hardcore Gamers e Casual Gamers, teniamoci pronti all’arrivo dei Christian Gamers!!!
Si tratta del gioco investigativo più importante degli ultimi anni, nonchè una delle deviazioni più interessanti del genere delle avventure grafiche: la serie Ace Attorney ha rappresentato per Capcom la più inattesa delle galline dalle uova d’oro, passando da una difficoltosa uscita dai confini nipponici al successo internazionale.
E ora arriva su WiiWare!
Per chi non conoscesse le indagini dell’avvocato Phoenix Wright, del suo capo Mia Fey e dell’acerrimo nemico Miles Edgeworth, si tratta di una serie di avventure investigative a schermate fisse costruite attorno a due fasi principali di gioco: l’indagine, in cui si cercano indizi su dettagliate schermate fisse e si interrogano testimoni ed indiziati, e il processo, durante il quale dovremo riuscire a cogliere contraddizioni e bugie nei racconti degli indiziati, urlando loro contro il famoso “Objection!” con tanto di indice puntato ogni volta che incontreremo incongruenze nelle loro versioni, a cui dovremo opporci presentando le prove raccolte.
Lunghe schermate di dialogo e ben poche animazioni, ma casi ben studiati ed un intreccio che spesso supera i confini di un titolo per finire in quelli successivi, creando una trama globale che ha irretito centinaia di migliaia di giocatori.
Quello che però ci interessa particolarmente oggi è l’annuncio che Capcom dal prossimo Gennaio ne proporrà, sia in Giappone che in USA (ancora nessun annuncio ufficiale per l’Europa) e pare con cadenza più o meno trimestrale, dei porting diretti da Nintendo DS su WiiWare, dando il via ad un trend che potrebbe rivoluzionare l’esistenza, finora tutt’altro che eccitante, del canale “alternativo” di digital delivery Nintendo.
All’annuncio della casa di MegaMan sono infatti seguite inaspettate manifestazioni di gioia su un po’ tutti i siti specializzati, in quanto prospetta un futuro possibile in cui Nintendo e le terze parti potrebbero proporre dei porting da DS, il cui catalogo presenta una serie sconfinata di titoli dal successo planetario e nativamente pensati per sfruttare un sistema di controllo che nella grandissima parte dei casi ben si adatterebbe ad essere trasposto sul Wiimote.
Un’operazione a costo praticamente zero per le software house, che però potenzierebbe a dismisura il redditizio, ma finora assai poco sfruttato, negozio online del Wii.
Certo, i giochi in questione presenterebbero un’estetica tutt’altro che esaltante, viste le differenti capacità tecniche delle due console (peraltro già ben evidenziate dal semi-porting di Final Fantasy: Crystal Chronicles), ma in generale credo che a nessuno dispiacerebbe poter giocare sullo schermo del proprio salotto gioielli come i vari Prof. Layton o Scribblenauts, uno dei nuovi episodi di Castlevania oppure di Advance Wars spendendo soltanto 10€ a titolo; per non parlare poi di chi semplicemente il DS non ce l’ha, e pur non essendo attratto dal concetto di gioco portatile non disdegnerebbe affatto di provare i suoi capolavori.
Una piccola rivoluzione che non possiamo che attendere con ansia quindi, pur sperando che non si tratti dell’unica via pianificata da Nintendo per ampliare il catalogo software della sua console casalinga..
Davvero!!! Non me lo sarei mai aspettato, eppure l’hanno creato. Sto parlando di Baby and Me, un nuovo gioco per la Wii (ovviamente), sviluppato da 505 Games. Nella confezione troveremo il gioco e un bambolotto, o se preferite potete usare il vostro. Il wiimote va inserito all’interno del bambolotto. Non scherzo!!
Fortunatamente, il gioco sarà distribuito solo in Australia. Nulla toglie che potremmo anche iniziare una petizione online per godere anche noi di questa nuova trovata. Scherzi a parte, il gioco supporterà anche la Wii Balance Board e troveremo minigiochi come Dai da mangiare al bimbo o Fallo addormentare… dimenticavo… ci sarà anche Fagli fare il ruttino!
Il bambino piangerà, riderà e… rutterà tramite il wiimote… ideale per realizzare degli scherzi agli amici!
Purtroppo non sono riuscito a trovare video del gioco. Fateci sapere se ne trovate uno! Non vedo l’ora di inserire il wiimote dentro un bambolotto e giocarci con Wii Tennis!
Satoru Iwata parla, ammettendo di essere rimasto sorpreso dal calo di vendite che sta interessando il Wii e, in misura minore il Nintendo DS:
“The Wii stalled.”
“The mood of the market got colder than expected, and there was a miscalculation.”
Solo un grossolano errore di calcolo, o c’è qualcosa di più?
Il primo commento che viene in mente è che l’uomo che ha il merito merito di aver portato Nintendo, in un’ascesa vertiginosa, dalle stalle del Gamecube e del GBA Micro alle stelle di Wii e DS sia incontentabile, e semplicemente non si sia reso conto di aver saturato il mercato con le proprie macchine stampa-soldi.
Più razionalmente però bisogna considerare che probabilmente nessuno più di Iwata ha una percezione completa e organica del mercato attuale, composto in grandissima parte da quella fetta di utenza che prima della touch generation, di Brain Training e Wii Sports semplicemente non “esisteva”, e vedendo sotto questa luce i commenti rilasciati dal quarto presidente Nintendo e considerando come almeno in apparenza l’idea di “saturazione” non lo sfiori minimamente, potrebbe essere il caso di pensare ad altre possibili cause per la flessione di vendite in atto.
La mia impressione è che Iwata stia suo malgrado manifestando quella tipica “sindrome Nintendo” che ha sempre portato la casa di Super Mario ad essere innovatrice per tanti aspetti quanto stolidamente conservatrice per altri.
Nintendo quindi potrebbe stare pagando non tanto l’eccesso di vendite di questi anni quanto una politica di mercato vecchia, poco aggressiva sui prezzi e soprattutto legata a reissues di uno stesso hardware che dal DS Lite in poi sembrano non essere più così tanto attese e gradite dal pubblico.
Il tardivo ribasso di prezzo della propria console da salotto, a cui con tutta probabilità presto seguirà una pletora di rimaneggiamenti poco più che estetici simile a quella che ha già colpito il DS, il rifiuto categorico e incomprensibile di fornire il Wii di un hard disk, l’altrettanto immotivata impossibilità di leggere i DVD video e il mancato supporto del gioco online nei suoi titoli di punta (vedi alla voce NewSuper Mario Bros. Wii..) sono tutti segni di una scarsa di lungimiranza che sembra paradossale per una casa che negli ultimi sei anni ha rivoluzionato il concetto stesso di videogame, ma che in realtà è perfettamente in linea con la rigidità di pensiero che ha privato il Super Nintendo del suo lettore CD (spingendo poi Sony a creare la Playstation), che ha affossato il Nintendo 64 e le sue anacronistiche cartucce o che ha reso perdente sin dalla nascita il Gamecube per il suo target d’utenza poco più che adolescenziale.
Quello in cui, fortunatamente, Iwata pare distaccarsi almeno in parte dal suo storico predecessore Hiroshi Yamauchi è la capacità di imparare, pur tardivamente, dai propri errori.
E la sfida quindi pare spostarsi -finalmente- sul software:
“Not being able to continuously release strong software has made a good mood grow cold.”
I tentativi di coinvolgere terze parti “di spessore” su Wii hanno avuto il loro culmine con il Motion Plus e con l’uscita ritardata (per non infastidire i primi due titoli EA che sfruttavano la nuova periferica) di Wii Sports Resort, tentativi di cui speriamo di vedere frutti concreti nei prossimi mesi; dal canto suo Nintendo, con titoli come Metroid Prime: Other M e Sin & Punishment 2 sembra volersi riappropriare almeno in parte di quell’anima “hardcore” che tanti la accusano di essersi venduta alla divinità del casual gaming.
In questo senso però sembrano ancora più strani l’insistenza di Iwata-san sulle fantastiche possibilità offerte dal Wii Vitality Sensor e il brevetto di un cuscino gonfiabile in cui inserire il Wiimote, che potrebbero apparire come la definitiva conferma di un disturbo di personalità schizoide…
Ad ogni modo, staremo a vedere cosa succederà durante quello che si prospetta come il periodo natalizio più duro per Nintendo da diversi anni a questa parte, nonchè probabilmente quello decisivo per capire come l’azienda si muoverà sia in relazione alle console che attualmente ha sul mercato, sia in vista di un nuovo cambio generazionale che sotto un’apparente calma piatta sta già iniziando a sobbollire pian piano.
E alla fine dopo averlo mostrato fin dai primordi della vita della sua console, Nintendo dà finalmente al pubblico un Wii nero.
In fondo mancava solo lui, perchè la PS3 lo è da sempre, mentre l’Xbox 360 lo è diventato solo con l’uscita dell’hard disk da 120 Giga: a questi ritmi quanto passerà prima di vedere le altre colorazioni “previste”, come il rosso interiora e il verde vomito dell’Esorcista?
La buona notizia, al di là del fatto che anche nero è proprio bello, è che dal 20 novembre i negozi europei saranno invasi da questo nuovo bundle in edizione limitata, che conterrà non solo un Wiimote e un Nunchuck, ma anche tutto il campionario di omini privi di braccia che si dilettano (almeno loro) con le più svariate discipline.
Esatto, sia l’ormai classico Wii Sports che la sua più recente incarnazione, Wii Sports Resort, saranno compresi nel pacco, di cui ancora non si conosce il prezzo ufficiale.
C’è una domanda retorica che aleggia nel mio cervello: come mai, considerata la presenza di Resort e il fatto che siamo di fronte a un bundle, il Wii Motion Plus sia da comprare separatamente?
Insomma, se un Wii bianco come fermaporta non si abbinasse alla vostra stanzetta dark, ora avrete a disposizione un rimedio bello e pronto.
Almeno fino all’uscita di quello verde vomito, a mio parere impareggiabile!
Project Natal. All’E3 è stato probabilmente la rivelazione dell’anno ma, come ovvio passata l’emozione del primo contatto, sono iniziati a fioccare i dubbi.
Dubbi riguardanti principalmente le reali capacità di una periferica che promette di essere quello che la PS3Eye non è stata, nonchè quel concreto passo avanti che il Wiimote non è ancora riuscito a incarnare, ma ci sono anche domande inerenti questioni annose: può davvero esistere un’alternativa completa e definitiva al controllo via joypad? Qual’è l’effettiva praticità di un “full body motion sensing controller“?
Con questi interrogativi in testa, due giorni dopo la press conference Microsoft, molti addetti stampa e professionisti del settore hanno avuto modo di provare la periferica. Inoltre, molti di più hanno avuto accesso ad una versione sensibilmente migliorata durante il Tokio Game Show concluso pochi giorni fa. In entrambe i casi, la maggior parte dei commenti è stata entusiastica ma anche critica, anche grazie/a causa del Wii.
Sembra paradossale, ma proprio la console che ha stra-vinto la console war basando il proprio appeal su un controller motion sensitive, avendo già mostrato parte dei limiti e dei problemi che possono derivare da un metodo di controllo diverso e attivo, oggi funge da ritardante di fiamma per l’hype di una periferica concettualmente simile.
Da qui le critiche contenute nei succitati hands-on e riferite principalmente ad una delle demo presentate, un hack di Burnout Paradise che consentiva, un po’ come visto nel video mostrato durante la press conference, di guidare tenendo le braccia tese in avanti verso un volante immaginario e spostando avanti e indietro il piede destro.
A prescindere dalle capacità del Natal messe in evidenza da questo dimostrativo (focalizzazione su mani e piedi, precisione del rilevamento, etc.), non c’è stato un solo giornalista che non abbia sottolineato quanto, superato il divertito stupore iniziale, possa essere scomodo controllare un gioco del genere in quel modo.
Ed eccoci al punto: per Microsoft non è importante quanto un sistema di comando senza joypad e tasti possa essere stancante, impreciso o scomodo sul lungo periodo, l’importante è che ci sia. In più giochi possibile.
Nella loro utopica (?) idea originaria probabilmente tutti dovrebbero poter provare un qualunque titolo per Xbox360 senza prendere un joypad in mano ed impararne i controlli: devono potersi sedere e guidare, nel caso di Burnout, per abbattere quella barriera che finora solo Nintendo si è dimostrata in grado di aggirare, ovvero la complessità dell’interfaccia.
La casa di Kyoto ha infatti preferito girare attorno all’ostacolo, mantenendo uno strumento di controllo, ma riportandolo a qualcosa che tutti conoscono (un telecomando), mentre Microsoft, in linea con la sua filosofia tipicamente americana del “bigger & better”, vuole abbatterlo completamente eliminando del tutto il controller e cercando nel contempo di rendere possibile un approccio istantaneo a tutti i titoli del suo catalogo.
Ecco la differenza reale fra le tre esche per casual gamers Natal, Wiimote e PS3Eye (con o senza la PS3Wand..): a prescindere dalle recenti dichiarazioni sull’infattibilità della cosa (ma sappiamo bene che volere è potere, specie a Redmond), nei progetti di Microsoft c’era e probabilmente c’è tutt’ora la volontà di rendere accessibilea chiunque il maggior numero possibile di titoli, vecchi o nuovi che siano.
Il che supera, per ambizione e portata dell’obiettivo, persino il Kind CodeNintendo che, pur se in maniera del tutto differente, mira al medesimo risultato.
Il Project Natal quindi non sembra fatto per “noi”: avendo la possibilità di scegliere, ogni videogiocatore con un minimo di esperienza dopo una breve prova via Natal tornerà inesorabilmente a giocare con il joypad, rispolverando la telecamerona nelle serate con gli amici o qualora ci fosse un gioco (Milomaybe?) che veramente la renda indispensabile.
O forse si tratta invece del più classico uovo di Colombo: qualora mantenesse i suoi propositi di universalità, ci troveremmo infatti di fronte alla piena e definitiva libertà per ognuno di decidere, in funzione di età, esperienza, abilità o persino disabilità (finalmente!), il livello di sforzo, complessità, precisione ed immersione in ognigioco.
E’ proprio questa la vera sfida per il Project Natal: fare in modo che tutti i videogames siano giocabili da tutti, ricongiungendo lo scisma fra casual e hardcore gamers che Nintendo ha creato ma che solo a sprazzi (Mario Kart Wii) si è dimostrata in grado di ricomporre, e che dal canto suo spera di superare definitivamente con il già citato Kind Code.
Riuscirà Microsoft a rubare il sogno di Iwata e Miyamoto?
Dopo diversi mesi in cui le vendite del Wii hanno subito un fisiologico calo, finalmente è arrivato il momento anche per la console bianca di diventare più economica e accessibile: nonostante le smentite iniziali anche in Europa il prezzo cala infatti di 50€ arrivando a 200€ riallineandosi alla concorrenza.
Dopo le analoghe mosse di Microsoft e Sony, Nintendo non poteva più esimersi, visto il rischio di ritrovarsi a dicembre, sotto le feste, con la meno appetibile delle tre macchine sugli scaffali; ora vedremo se questo calo non esorbitante, magari accompagnato dall’uscita di nuovi titoli di spessore, sarà sufficiente a rilanciare le vendite.
Quello che però mi lascia perplesso è che mentre l’attenzione del mondo viene catalizzata da questi annunci, che sono un po’ una disposizione di truppe per la consueta guerra natalizia, su WiiWare è arrivato qualcosa di assolutamente inaspettato…
Avete presente Nintendo, no?
Quella dei casual gamers, quella di “tutta la famiglia davanti alla TV col Wiimote in mano”, quella degli idraulici coi baffoni che mangiano funghi e schiacciano tartarughe, quella di Animal Crossing e dei suoi animali umanizzati, quella delle principessine e degli eroi senza macchia e senza alone?
Bene, la stessa Nintendo (…quella delle palle gommose rosa che aspirano nemici teneroidi, quella degli insopportabili pupazzetti gialli che lanciano scosse elettriche al grido di “Pika pika!”…) ha lasciato che Gameloft pubblicasse uno strip poker su WiiWare, chiamato con molta fantasia “Sexy Poker“.
Parliamoci chiaro: nonostante la classificazione “Mature”, Sexy Poker non permetterà di vedere praticamente alcunchè, quindi scordatevi visite ginecologiche fatte col Wiimote e stacchetti alternativi à laPoker Ladies, qui al massimo vedrete qualche completo di intimo su ragazze disegnate con tratto nipponico. Ma visto che anche solo questo basterebbe a far catapultare molti ad acquistarlo, sappiate anche che come gioco è piuttosto scadente, almeno da quanto si legge in giro per la rete.
Resta però l’interrogativo su come abbia fatto un titolo simile a raggiungere le nostre case, superando non solo selezioni e test qualitativi, ma soprattutto l’idiosincrasia totale di Nintendo verso i temi sessuali: avreste mai creduto che il primo sexy game scaricabile di questa generazione l’avreste visto su Wii?
Goichi Suda o si ama o si odia: pochi personaggi nel mondo dei videogiochi sono stati in grado di spaccare in due il pubblico come ha fatto questo signore dai tempi di Killer7. Game designer geniale o imbonitore da baraccone la cosa certa è che quando si tratta di ribaltare le regole e i luoghi comuni della cultura pop e videoludica Suda51 sa quello che fa.
Ferragosto è l’inizio della fine dell’estate, e considerando che questa stagione che sta volgendo al termine non ci ha certo risparmiato caldo e afa, essere un po’ acidi in questa ennesima giornata di calura che per prima lascia intravedere il momento del ritorno al lavoro o ai libri è abbastanza normale.
Metteteci anche che in questo mese di agosto le novità legate al mondo dei videogiochi sono veramente poche ed eccomi qui, guidato dal mio pH basso, a ripubblicare i video dei sistemi di motion control presentati all’E32009 associandoli stavolta ad altri filmati precedenti con cui mostrano evidenti somiglianze.
Direttamente dal Sol Levante, dopo aver fatto girare la notizia lo scorso febbraio, arriva finalmente il nuovo controller per la Wii. Si, proprio la Nintendo Wii, la console che ha reso l’esperienza videoludica più interattiva grazie al famoso telecomando WiiMote, adesso fa uscire in bundle con la console di colore nero e Monster Hunter 3, un nuovo classic controller, nero e molto somigliante al famoso Sixaxis della Playstation. Si chiama Classic Controller Pro. Quando si parla di innovazione…