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Videogiochi erotici per tutti i gusti! [due notizie piccanti con immagini NSFW]


Se c’é una software house che da sempre impone una politica strettissima di controllo dei contenuti sulle proprire piattaforme è decisamente Nintendo. La stessa Nintendo responsabile, ai tempi d’oro del Nes di aver censurato croci, simboli religiosi e ovviamente pixellatissime nudità di ogni tipo, opera che nel corso del tempo le è valsa la nomea a doppio taglio di casa produttrice di prodotti indirizzati a un pubblico di tutte le età.

Nel corso delle ultime enerazioni la casa di Kyoto ha tentato in tutti i modi di venire incontro anche ai gusti dei videogiocatori più smaliziati, non sempre riuscendo, e l’ultima uscita su Wiiware sembra essere l’ennesimo passo (falso, a giudicare dal risultato) in questo senso.

Le maglie della grande N infatti stanno rimanendo aperte per la pubblicazione di un giochino che sembra una vera e propria porcata, in più di un senso direi:)

Parliamo di “Enjoy Your Massage“, in cui servendosi del telecomando Wii sarà necessario soddisfare le voglie…di massaggi di diverse discinte signorine. La schiena sarà divisa per aree e se l’opera verrà compiuta per bene le vedremo cambiare posizione per poi essere premiati con un’immagine che le vede ritratte in spiaggia, piscina, o altre situazioni “da reggiseno e mutandine“. Tutto qua?

Sì, decisamente, l’unico particolare vagamente interessante, che aggiunge ridicolo a un’operazione commerciale furbetta è che la software house di tale capolavoro, Microforum, ha già realizzato su IPhone un tale “Emmanuel erotic massages“, del quale questo nuovo prodotto sembra essere un vago porting. Mah.

Nel frattempo ad Akihabara, Tokyo, una software house di videogiochi (questi sul serio) erotici hanno pensato bene di addobbare a tema l’ascensore di un negozio di videogiochi per pubblicizzare “Kudo“, il loro ultimo prodotto per maggiorenni; la scelta non è male, un esterno adorabile e in grado di attirare i fan del “moe” e all’interno….guardate voi!

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Descent e i suoi 1080 gradi stanno arrivando su WiiWare [Digital Delivery Nintendo]


E’ chiaro che le piattaforme di Digital Delivery, come Xbox Live Arcade, Playstation Network e WiiWare stanno servendo soprattutto ai produttori di videogiochi per rivendere qualcosa che, in passato, è già stato venduto. In percentuale quanti sono i giochi vecchi rimasterizzati in HD (oppure nemmeno modificati minimamente, tipo Doom su XBLA riproposto uguale identico alla versione del 1993) e quanti quelli originali su questi servizi appena menzionati? Secondo me almeno il 90% sono giochi già visti. Ho sparato un numero così, spannometrico, però dubito di essere andato tanto lontano dalla realtà.

Faccio questa premessa perchè è arrivato finalmente il momento di rispolverare un grande classico del passato. Un gioco che, alla sua uscita (lo ricordo ancora) fu salutato dalla stampa specializzata come una vera e propria rivoluzione. Tante aspettative, tante davvero, su un titolo in 3D che proponeva come suo punto di svolta nella storia dei videogiochi l’utilizzo di 1080°. Il giocatore muoveva nel classico mondo degli FPS un’astronave, non un omino, e quindi poteva si muoversi avanti indietro e lateralmente… ma poteva anche andare in alto, in basso ecc. Quindi, riassumento, in tutte le direzioni.

Ovviamente sto parlando di Descent che, secondo un comunicato stampa diffuso da Interplay il 14 Aprile, arriverà su WiiWare a breve. Ovviamente il comunicato racconta quanto sia azzeccata la scelta di una macchina come Wii, dotata di sensori di movimento, per giocare ad un titolo come questo che permette rotazioni di tutti i tipi. Io su quest’ultimo punto non mi pronuncio ma riconosco in Descent un vero e proprio esperimento che vi consiglio di provare, se non avete un’età simile a quella del sottoscritto che l’ha già divorato ai tempi del PC (era il 1995).

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Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]


Molti, moltissimi di noi iniziarono la propria epopea videoludica grazie alle più disparate macchine: coin op, C64, AMIGA e così via.
Il gioiello con cui Nintendo iniziò a invadere le nostre case, il NES , è tuttavia un filo conduttore che unisce quasi tutti i giocatori “da console”. Potevate non possederlo voi, ma un qualche amico o cugino che saltellava schiacciando tartarughe era sempre a disposizione, a meno che non abbiate trascorso una travagliata infanzia del tutto priva di videogiochi.

I  titoli che andiamo a proporvi sono stati scelti espressamente perchè meno conosciuti di altri: non troverete nessun Castlevania, Megaman, Mario, Zelda o Metroid, perchè il tempo ha già ampiamente dato merito a queste saghe con tanti seguiti e un amore da parte dei fan che non diminuisce, neanche a distanza di 20 anni.
Piuttosto cercheremo di darvi qualche imbucatura utile, perchè tra il canale WiiWare e emulatori vari potreste trovarli con una certa facilità, rivivendo o scoprendo che un pomeriggio senza poligoni ed effetti particellari non è necessariamente triste.

Battle of Olympus

The Battle of Olympus (Infinity)
Liquidato troppo spesso come mero clone di Zelda II The Adventure of Link, a cui lo accomunavano elementi come la mappa di gioco e moltissime meccaniche, TBoO godeva di una splendida colonna sonora e una grafica di tutto rispetto. Fondeva poi nella trama numerosi miti greci, anticipando in un certo senso God of War (con gli Dèi che corrono in aiuto del protagonista fornendogli abilità sovraumane) e Dante’s Inferno, dato che Orfeo, protagonista di quest’avventura, metteva a repentaglio la sua vita per salvare la sua bella dalla discesa verso l’Ade.

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Wizard & Warriors
(Rare Ltd.)
Nonostante il titolo riecheggi atmosfere da gioco di ruolo, W&W era fondamentalmente un action con molti elementi validi, tanto da originare ben due sequel. Kuros, il cavaliere in armatura protagonista del gioco, era l’eroe che tutti vorremmo essere: non più limitato dalla ricerca monogama di una singola principessa, aveva il difficile compito di riportarne in salvo un buon numero, così da essere condannato a una futura vita circondato da fanciulle adoranti. La difficoltà principale dei vari livelli era data dal fatto che prima di poterli completare andavano recuperate varie gemme, spesso nascoste, che costringevano il giocatore a perdere pazienza e diottrie alle ricerca dei dannati brillocchi. Difficile ben oltre il punto giusto, godeva almeno di continue illimitati, fatto non così comune all’epoca.

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Duck Tales
(Capcom)
Quello che si potrebbe pensare dal tie in di una serie a cartoni che furoreggiava  all’inizio degli anni ‘90  è chiaro: intuile, puerile e in definitiva brutto. Ma sarebbe un grosso errore: sviluppato da Capcom usando l’architettura base di un Mega Man preso a caso, il videogioco su Paperone e nipoti era freschissimo, pieno di segreti e estremamente vario, anche grazie alla successione dei livelli liberamente personalizzabile, solo una delle eredità dal Blue Bomber. Un grandissimo platform che troppo spesso non viene messo nella giusta luce.

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Solstice: The Quest for the Staff of Demnos (Software Creations Ltd.)
Solstice era fondamentalmente un incubo: nell’isometrico mondo di gioco era imprescindibile avere una pazienza di ferro. Forte di una struttura che costringeva a procedere a tentativi per scoprire la giusta sequenza di salti e piattaforme da percorrere, poteva rendere folle il giocatore più ditratto: punitivo al massimo grazie al mix di mostri e trappole, potrebbe essere una sfida severa anche oggi. Si guadagnò un successore per SNES, Equinox, ma a conti fatti hanno lasciato pochi ricordi del mago Shadax e  delle sue pozioni…

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R.C. Pro Am (Rare Ltd.)
Qui si entra nella leggenda. Più di 2 milioni di copie vendute si sentono al giorno d’oggi per moltissimi titoli, ma al tempo non era proprio facilissimo raggiungere certe cifre. Credo che tutti i possessori di NES avessero la loro cartuccia, perchè qui siamo davvero in presenza di un piccolo capolavoro: divertentissimo, graficamente lodevole ma soprattutto armato fino ai denti: fu uno dei primi giochi di guida a integrare le armi e questo fa di lui il padre putativo di Mario Kart. Saranno state macchine radiocomandate, ma hanno fatto da rompighiaccio a centinaia di successori!

[continua ;) ]

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Sega conferma: in estate Sonic 4 Episode 1!


Circa un mese fa ci ervamo chiesti se il misterioso Project Needlemouse fosse un nuovo inizio per Sonic.
Oggi, grazie a Gamespot, possiamo finalmente esultare per il ritorno alle meccaniche classiche del porcospino blu, allo splendore della colorata grafica 2D (solita solfa…2D e mezzo), alla sparizione del ridicolo cast di improbabili comprimari.

Ma non solo: è importante anche la scelta di portarlo sulle 3 macchine da gioco principali in digital delivery.
PlasyStation Network, WiiWare e Xbox Live vedranno sfrecciare l’antipatica faccetta a mille Km/h, con le classiche scarpette rosse ben allacciate e un carisma che neanche nei momenti più bui della serie è venuto meno.
La giustificazione al sottotitolo, fornita da Ken Balough (brand manager di Sega) è da riscontrare nella serialità che ci troveremo a scoprire col tempo:  a quanto pare, terminato uesto capitolo, non “dovremmo vedere l’ora” di sapere come il tutto si evolverà con l’Episode 2.

Dinamiche e musiche avranno una sostanziosa rinvigorita rispetto ai classici titoli per MegaDrive, e a precisa domanda in merito alle differenze fra le tre console la risposta è stata che su Wii girerà a 480p, mentre sui “mostri” Sony e Microsoft a 1080p. In alcune sezioni di gioco poi, Wii e PS3 potranno avvalersi rispettivamente dei sensori di movimento del WiiMote e del SixAxis.

Ancora una volta quindi l’estate diventa interessante finestra temporale in cui collocare piacevoli titoli scaricabili, che finirebbero inevitabilmente schiacciati al fianco di produzioni plurimilionarie: speriamo che la rinascita di Sonic The Hedgehog sia finalmente a portata di spin dash!

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Il ritorno di Mega Man! [video trailer]


Yeah! Lo avevamo lasciato al nono capitolo, uscito l´anno scorso per WiiWare, XBLA e PSN, dopo aver liberato nuovamente il suo creatore, Dr. Light, dalle nefandezze del Dr. Wily e aver combattuto contro 8 nuovi Robot Masters, il tutto condito da un livello di difficoltá di certo non basso. Da pochi giorni abbiamo la conferma che a marzo il nostro robottino in tuta blu indosserá nuovamente il suo casco per iniziare una nuova avventura!

Uno strano tipo di influenza robotica chiamata Roboenza (se avete un´amica di nome Enza potete iniziare a chiamarla cosí… tanto per calarvi di piú nella parte) sta contagiando tutti i robot e tra questi vi é anche Roll, la compagna di merende del nostro eroe. Dopo circa un mese, i robot colpiti da questa influenza iniziano a impazzire e tentano di conquistare il mondo, toccherá a Mega Man e a Proto Man salvarlo.

La musica del trailer mi ha giá conquistato!!! Ovviamente non sappiamo ancora molto dei boss, quello che si sa per ora é che uno di loro si chiama Sheep Man (curiosissimo di vederlo in azione!) e dal momento che nel trailer vediamo livelli a base di ghiaccio, di fuoco e di sabbia, probabilmente ci saranno boss con questi poteri. Se fate attenzione alla fine del trailer viene annunciato un Easy Mode che dal video sembra davvero Easy, vedremo una volta avuto il gioco!! Appuntamento a marzo 2010!

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Il Nintendo Ds al salvataggio di WiiWare [I porting di Phoenix Wright arrivano su Wii]


Si tratta del gioco investigativo più importante degli ultimi anni, nonchè una delle deviazioni più interessanti del genere delle avventure grafiche:  la serie Ace Attorney ha rappresentato per Capcom la più inattesa delle galline dalle uova d’oro, passando da una difficoltosa uscita dai confini nipponici al successo internazionale.

E ora arriva su WiiWare!

Per chi non conoscesse le indagini dell’avvocato Phoenix Wright, del suo capo Mia Fey e dell’acerrimo nemico Miles Edgeworth, si tratta di una serie di avventure investigative a schermate fisse costruite attorno a due fasi principali di gioco: l’indagine, in cui si cercano indizi su dettagliate schermate fisse e si interrogano testimoni ed indiziati, e il processo, durante il quale dovremo riuscire a cogliere contraddizioni e bugie nei racconti degli indiziati, urlando loro contro il famoso “Objection!” con tanto di indice puntato ogni volta che incontreremo incongruenze nelle loro versioni, a cui dovremo opporci presentando le prove raccolte.

Lunghe schermate di dialogo e ben poche animazioni, ma casi ben studiati ed un intreccio che spesso supera i confini di un titolo per finire in quelli successivi, creando una trama globale che ha irretito centinaia di migliaia di giocatori.

Quello che però ci interessa particolarmente oggi è l’annuncio che Capcom dal prossimo Gennaio ne proporrà, sia in Giappone che in USA (ancora nessun annuncio ufficiale per l’Europa) e pare con cadenza più o meno trimestrale, dei porting diretti da Nintendo DS su WiiWare, dando il via ad un trend che potrebbe rivoluzionare l’esistenza, finora tutt’altro che eccitante, del canale “alternativo” di digital delivery Nintendo.

All’annuncio della casa di MegaMan sono infatti seguite inaspettate manifestazioni di gioia su un po’ tutti i siti specializzati, in quanto prospetta un futuro possibile in cui Nintendo e le terze parti potrebbero proporre dei porting da DS, il cui catalogo presenta una serie sconfinata di titoli dal successo planetario e nativamente pensati per sfruttare un sistema di controllo che nella grandissima parte dei casi ben si adatterebbe ad essere trasposto sul Wiimote.

Un’operazione a costo praticamente zero per le software house, che però potenzierebbe a dismisura il redditizio, ma finora assai poco sfruttato, negozio online del Wii.

Certo, i giochi in questione presenterebbero un’estetica tutt’altro che esaltante, viste le differenti capacità tecniche delle due console (peraltro già ben evidenziate dal semi-porting di Final Fantasy: Crystal Chronicles), ma in generale credo che a nessuno dispiacerebbe poter giocare sullo schermo del proprio salotto gioielli come i vari Prof. Layton o Scribblenauts, uno dei nuovi episodi di Castlevania oppure di Advance Wars spendendo soltanto 10€ a titolo; per non parlare poi di chi semplicemente il DS non ce l’ha, e pur non essendo attratto dal concetto di gioco portatile non disdegnerebbe affatto di provare i suoi capolavori.

Una piccola rivoluzione che non possiamo che attendere con ansia quindi, pur sperando che non si tratti dell’unica via pianificata da Nintendo per ampliare il catalogo software della sua console casalinga..

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La prima profezia di inskindamus: il Wii 2 [ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]


Nonostante si sia ormai giunti al traguardo dei quattro anni dall’esordio della “Next-Gen” (ormai “Actual-Gen”, e tra un po’ “Old-Gen”..), non si è ancora visto nè sentito nulla di concreto riguardo la prossima generazione di hardware che invaderà i nostri salotti e le meraviglie che verranno.

Dove andremo a finire?

Ve lo dico io, o almeno ci provo: non conoscendo Michael Patcher e non essendo un analista del settore ho molta più probabilità di azzeccare una previsione…

Partiamo dalla situazione attuale, e dalla variabile fuori controllo che ha alterato un’evoluzione che stava diventando più invecchiamento che crescita, ovvero Nintendo con la sua macchina fabbrica-soldi, il Wii.

Iwata e soci sanno bene che la maggior parte dei possessori del Wii è composta di fruitori occasionali, che probabilmente proprio con la piccola console bianca per la prima volta si sono avvicinati ad una console, che non hanno ancora la concezione di “generazioni hardware” e che non sentiranno l’esigenza di acquistare una nuova macchina a meno che questa non riesca nuovamente a proporsi come la next big thing, il nuovo feticcio hardware da possedere a prescindere.Nonostante abbiano dimostrato di sapersi muovere in spazi sconosciuti meglio degli altri, Nintendo non è Apple, e non è così scontato che il successore del Wii riesca a guadagnarsi l’attenzione del mondo e a diventare nuovamente un fenomeno di massa, quindi le soluzioni sono due: proporre (ancora) qualcosa di completamente nuovo e dirompente, assumendosi i rischi che questo comporta, o seguire il nuovo solco tracciato finora, approfittando di quanto imparato e guadagnato per aggiustare il tiro.

Una classica sindrome da secondo album, quindi.

Le recenti dichiarazioni di Miyamoto riguardo l’alta definizione lasciano intravedere uno scenario nel quale la casa di Kyoto si muove controcorrente, recuperando il gap tecnologico che ha accumulato rispetto alla concorrenza e al tempo stesso capitalizzando l’ormai avvenuta penetrazione dell’idea di motion control e l’enorme base installata.

In questo senso è chiaro ormai quanto sia divenuta irrinunciabile la retrocompatibilità per garantire un passaggio “morbido” fra le generazioni hardware: poter continuare ad utilizzare i giochi della vecchia macchina induce alla fidelizzazione, e convincere un utente che può riporre senza ripensamenti la propria console in cantina è il primo passo per indurlo ad acquistare la successiva.

Resta comunque la necessità di stuzzicare il pubblico con qualcosa di nuovo, che crei di nuovo quel desiderio compulsivo di possesso che ha fatto la fortuna del Wii. Considerato che è ormai diventata maestra di design e periferiche, è probabile che Nintendo cerchi ancora di partire da questi punti di forza piuttosto che dalla mèra potenza audiovisiva per far presa sulla gente, quindi c’è da aspettarsi un nuovo Wiimote che mantenga, stavolta da subito, eventuali ulteriori promesse di accuratezza e affidabilità, e che elimini i (pochi) difetti stilistici della prima versione, a partire dallo scomodissimo cavo di collegamento col Nunchuck.

Volendo spingersi oltre il confine con le illazioni, escluderei qualunque nuovo accessorio che comporti caschi, visori e quant’altro (il Virtual Boy ancora brucia..), ma si potrebbe pensare all’aggiunta sul telecomando di uno stick analogico o di qualcosa di equivalente ma più avanzato, come un sistema “touch” che senza complicare troppo l’accesso alla periferica (e quindi senza rinnegarne la filosofia) ne ampli nettamente le potenzialità e nel contempo risulti comprensibile e  affascinante quanto basta per rendere irrinunciabile l’acquisto da parte di chiunque.

Infine le due facce dell’online.

La fragorosa esplosione del digital delivery sarà il vero motivo per il quale questa settima generazione verrà ricordata (altro che HD..). La vendita tramite i rispettivi negozi online si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per Microsoft, Sony e Nintendo forse oltre le più rosee previsioni, ma quest’ultima rispetto alle altre ha pagato la scarsa lungimiranza e l’eccessiva paura verso i dispositivi di memoria di massa: Iwata & co. si sono ottusamente ostinati a vendere giochi su Virtual Console/WiiWare senza fornire il Wii di un hard disk, un’incongruenza che non ha portato vantaggi in termini di lotta alla pirateria (tutt’altro: il Wii è la console più facilmente piratabile dai tempi della Playstation) e ha frustrato ulteriormente l’utenza. Un errore che difficilmente verrà commesso nuovamente, specie viste le taglie sempre più abbondanti dei giochi venduti online.

Anche l’online game è stato definitivamente consacrato da questa generazione divenendo una feature irrinunciabile, e anche sotto questo punto di vista la grande N si è fatta cogliere impreparata, esageratamente titubante nel permettere di giocare in rete liberamente, complice anche un pesante retaggio del passato che la porta ad iper-proteggere i suoi utenti dagli abusi che potrebbero subire giocando con sconosciuti.

Le proteste montanti, il superamento dei limiti imposti dal sistema dei Codici Amico da parte degli sviluppatori esterni e un certo cambio del target d’utenza hanno però ammorbidito la posizione della casa di Kyoto, che nonostante non si dimostri ancora di mentalità del tutto aperta sull’argomento, sta cercando un buon compromesso per garantire connettività e sicurezza al tempo stesso, e la concezione di totale configurabilità che si sta facendo strada anche nel videogame potrebbe essere d’aiuto in questo senso.

La prima profezia di inskindamus: La prossima console Nintendo non sarà una rivoluzione, ma un “Wii 2″ (Wiii? WWii lo escluderei…). Supporterà l’HD e sarà nettamente più potente del primo in termini di grafica e sonoro, pur non mirando a vincere la corsa al poligono e alla texture più definita. Sarà dotata di hard disk per non porre finalmente limiti alle possibilità di dilapidare tutti i nostri risparmi senza alzarci dal divano, e l’online game sarà finalmente libero e disponibile per tutti, ma chi vuole potrà inserire limitazioni per proteggere i propri pargoli o sè stesso da maniaci e maleducati. Il controller sarà ancora un Wiimote, ma perfezionato e potenziato, con la tecnologia del Wii Motion Plus evoluta e inclusa al suo interno e il Nunchuck totalmente wireless, il tutto per far sì che la nuova console sia totalmente retrocompatibile. Infine, il “Wiimote 2″ avrà una nuova, importante feature che ne amplierà le capacità e che fungerà da principale attrattiva, evitando oltretutto che la nuova console venga scambiata per un restyle della Xbox360 con Wiimote al seguito..

- continua -

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La Nintendo che non ti aspetti [taglio di prezzo del Wii e sexy game su Wiiware]


Dopo diversi mesi in cui le vendite del Wii hanno subito un fisiologico calo, finalmente è arrivato il momento anche per la console bianca di diventare più economica e accessibile: nonostante le smentite iniziali anche in Europa il prezzo cala infatti di 50€ arrivando a 200€ riallineandosi alla concorrenza.

Dopo le analoghe mosse di Microsoft e Sony, Nintendo non poteva più esimersi, visto il rischio di ritrovarsi a dicembre, sotto le feste, con la meno appetibile delle tre macchine sugli scaffali; ora vedremo se questo calo non esorbitante, magari accompagnato dall’uscita di nuovi titoli di spessore, sarà sufficiente a rilanciare le vendite.

Quello che però mi lascia perplesso è che mentre l’attenzione del mondo viene catalizzata da questi annunci, che sono un po’ una disposizione di truppe per la consueta guerra natalizia, su WiiWare è arrivato qualcosa di assolutamente inaspettato…

Avete presente Nintendo, no?

Quella dei casual gamers, quella di “tutta la famiglia davanti alla TV col Wiimote in mano”, quella degli idraulici coi baffoni che mangiano funghi e schiacciano tartarughe, quella di Animal Crossing e dei suoi animali umanizzati, quella delle principessine e degli eroi senza macchia e senza alone?

Bene, la stessa Nintendo (…quella delle palle gommose rosa che aspirano nemici teneroidi, quella degli insopportabili pupazzetti gialli che lanciano scosse elettriche al grido di “Pika pika!”…) ha lasciato che Gameloft pubblicasse uno strip poker su WiiWare, chiamato con molta fantasia “Sexy Poker“.


Parliamoci chiaro: nonostante la classificazione “Mature”, Sexy Poker non permetterà di vedere praticamente alcunchè, quindi scordatevi visite ginecologiche fatte col Wiimote e stacchetti alternativi à la Poker Ladies, qui al massimo vedrete qualche completo di intimo su ragazze disegnate con tratto nipponico. Ma visto che anche solo questo basterebbe a far catapultare molti ad acquistarlo, sappiate anche che come gioco è piuttosto scadente, almeno da quanto si legge in giro per la rete.

Resta però l’interrogativo su come abbia fatto un titolo simile a raggiungere le nostre case, superando non solo selezioni e test qualitativi, ma soprattutto l’idiosincrasia totale di Nintendo verso i temi sessuali: avreste mai creduto che il primo sexy game scaricabile di questa generazione l’avreste visto su Wii?

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I giochi della community diventano indipendenti [aggiornamento dashboard Xbox360]


L’aggiornamento della dashboard è stato anche l’occasione per riorganizzare la sezione del Marketplace dedicata ai giochi della community, ora rinominata “giochi indipendenti“.

Negli ultimi mesi infatti il numero di giochi, editor audio, screen saver, relax-o-matic a base di vibrazioni e quant’altro era aumentato in maniera esponenziale, rendendo un’impresa titanica anche la sola consultazione del catalogo a causa della mancanza di un qualsivoglia metodo di catalogazione che non fosse quello alfabetico.

Poco sorprendentemente il succitato aggiornamento non ha portato una suddivisione dei vari prodotti disponibili per genere, in quanto sarebbe necessario un team apposito per provare ogni singolo software; quello che è stato aggiunto invece è un sistema di votazione che consentirà con il passare del tempo di potersi districare in modo più agevole fra le decine di titoli, spesso anche poco attinenti al contenuto effettivo, grazie ad una indicazione del gradimento.

Non si tratta certamente della miglior soluzione auspicabile, ma in un colpo solo Microsoft è riuscita a ridare un senso alla consultazione della sua vetrina “freak” e al tempo stesso ha dato agli utenti un ruolo leggermente più attivo, permettendo così ai prodotti più meritevoli di restare in evidenza assieme alle novità senza rischiare di essere sommersi dalle tante uscite mensili di bassa qualità.

Come dicevamo però l’upgrade ha riguardato anche il nome della sezione, una finezza che si spiega andando a guardare l’elenco delle novità presenti; tra i primissimi posti infatti compare un certo Kodu.

Chi se ne ricorda?

Il titolo in questione, al tempo chiamato Boku, era stato protagonista di una fumosa presentazione con la quale la casa di Redmond aveva cercato di controbattere il clamoroso successo di critica (a cui purtroppo non sono corrisposte altrettante vendite) di niente meno che LittleBIGPlanet.

Ispirandosi chiaramente al titolo Media Molecule, Kodu si proponeva come un tool di creazione di mondi tridimensionali estremamente user-friendly grazie ad una interfaccia interamente grafica perfettamente spalmata sul controller della Xbox360.

Sarà che LBP è stato un flop inaspettato, sarà che le priorità sono diventate altre, sta di fatto che senza nessun clamore l’editor di Microsoft è arrivato su Marketplace il giugno scorso; la peculiare natura del progetto ha però reso sconveniente l’inserimento nel catalogo ufficiale, e così il povero Kodu si è ritrovato infilato fra i giochi della community, probabilmente un’ubicazione adattissima per i suoi propositi di creazione e condivisione, ma pessima per quel che riguarda la visibilità e discutibile visto il nome della sezione, nome adesso opportunamente modificato così da poter accogliere anche futuri progetti “indie” della più grande azienda informatica del mondo (sì, sono ironico…).

Concludiamo questo primo sguardo ad uno degli aspetti della nuova dashboard citando quello che potrebbe prossimamente diventare un caso. Assieme alla “nuova” interfaccia infatti è arrivata un’infornata di titoli acquistabili online, tra cui  un gioco indipendente assolutamente degno di nota, chiamato BitStream.

Si tratta di titolo very cool in cui dei raggi colorati corrono in un forsennato testa a testa attraverso percorsi lineari fra ostacoli e turbo; tutti i beams hanno la stessa velocità, quindi al giocatore è richiesto un attento studio delle traiettorie che gli permetta di effettuare il minor numero possibile di deviazioni e al tempo stesso sfruttare il maggior numero di acceleratori. Un game design assolutamente brillante e accompagnato da uno stile grafico e sonoro fortemente legati a Tron e ai videogame vettoriali, con un solo problema.

Il gioco di ProjectorGames è infatti un clone spudorato (persino nel titolo) di DotStream, capostipite di una serie di rari titoli per GBA chiamata bitGeneration, pubblicata da Nintendo nel 2006 e mai arrivata ufficialmente in occidente. Si tratta di giochi che prediligono stile e stilizzazione, con gameplay semplici ma estremamente studiati seriamente a rischio assuefazione, molti dei quali stanno uscendo più o meno aggiornati sul catalogo WiiWare e DSiWare sotto il nome ArtStyle.

Il catalogo dei giochi indie sul Marketplace è pieno di cloni più o meno dichiarati di titoli vecchi e nuovi, ma forse è la prima volta che un gioco viene riproposto senza cambiamenti sostanziali da uno sviluppatore indipendente e quindi difficilmente dotato delle adeguate licenze, e si sa che Nintendo non è mai stata clemente con chi approfitta abusivamente delle sue proprietà intellettuali.

Staremo a vedere come si evolverà la questione: la dichiarazione di non-responsabilità di Microsoft, ben evidente all’avvio di ogni gioco della community, la esime probabilmente da tutti i rischi derivanti dalla pubblicazione di un plagio videoludico bello e buono, ma non si può escludere che ad una possibile protesta della Nintendo segua l’applicazione di nuovi e più pesanti filtri per la pubblicazione del materiale indipendente, il tutto ovviamente a scapito dei videogiocatori.

Nel frattempo fate in fretta e provatevi BitStream, ne vale la pena.

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Nintendo e l’epopea dei controllers [presentazione Classic Controller Pro]


Direttamente dal Sol Levante, dopo aver fatto girare la notizia lo scorso febbraio, arriva finalmente il nuovo controller per la Wii. Si, proprio la Nintendo Wii, la console che ha reso l’esperienza videoludica più interattiva grazie al famoso telecomando WiiMote, adesso fa uscire in bundle con la console di colore nero e Monster Hunter 3, un nuovo classic controller, nero e molto somigliante al famoso Sixaxis della Playstation. Si chiama Classic Controller Pro. Quando si parla di innovazione…

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E3 2008: Nintendo press conference


La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.

Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.

Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?

Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.

L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).

Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.

Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno. Noi ti abbiamo sostenuto per anni, ora tu ricordati di noi!

Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.

Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!

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Arriva WiiWare


Da ieri, finalmente, è disponibile il servizio di download a pagamento di titoli per Wii (che si differenzia dalla già esistente “virtual console” perchè non offre vecchi classici, ma giochi nuovi), l’ultima strabiliante innovazione di Nintendo (in questo blog ne abbiamo parlato varie volte, qui c’è la lista di tutti i post con questo argomento) nel campo delle console casalinghe.

Cosa è WiiWare? E perchè sta facendo tutto questo “rumore”? Allora secondo Nintendo è la possibilità, finalmente, per gli sviluppatori indipendenti di usufruire di un canale preferenziale di vendita tramite digital delivery per supportare le proprie idee. Essendo WiiWare pensato per videogiochi dal budget ridotto, venduti ad un prezzo molto competitivo, è assolutamente vero che gli indipendenti, con una buona idea alle spalle, potranno trovare uno spazio per esprimersi e vedere finalmente retribuito il loro lavoro.

Ma la vittoria dell’idea non è certo in queste sovrastanti parole. Riflettiamoci un attimo, cosa c’è di differente rispetto ai servizi analoghi offerti da Xbox Live Arcade e Playstation Network? Assolutamente niente, anzi i giochi per WiiWare dovranno per forza essere meno “lunghi” a livello di megabyte, perchè il gingillo Nintendo non ha l’hard disk (oppure ci faranno spendere soldi per comprarlo…), e inoltre costano tendenzialmente di più (il gioco del video, Lost Winds, è venduto a circa 15€, nessun gioco XBLA ha un tale prezzo). Raccontato così, quindi, il servizio sembra nato morto, rispetto alla concorrenza.

Ciò che rende WiiWare più appettibile per un indipendente rispetto ai rispettivi servizi di Microsoft e Sony è il valore aggiunto dato dal pubblico raggiungibile tramite la console Nintendo. Non parlo di numeri, perchè comunque sono simili a quelli di Xbox 360 (per ora…), bensì di tipo di persone. Wii è entrata in tutte le case, soprattutto in quelle dove il videogioco non era mai entrato. Xbox 360 e PS3 sono a casa degli “Hardcore Gamers” o comunque di gente avezza al videogioco. Quest’ultimi sono persone che PRETENDONO, o quasi, una grafica da mascella rotta e un linguaggio interattivo più complesso. Chi possiede un Wii invece, in astratto, “si accontenta” di un comparto tecnico di minor spessore, più facilmente realizzabile da un indipendente che, come detto prima, può e deve vendere un’idea.

Certo un lancio così tardivo rispetto anche alla stessa “virtual console” non fa ben pensare su quanto la grande N creda in WiiWare che forse andava sviluppato prima, soprattutto per stare al passo con la concorrenza (mossasi con largo anticipo). Questo comunque non permetterà certo alla rivoluzione di fermarsi visto che ormai è evidente che la semplificazione del videogioco tramite un sistema di controllo più intuitivo ha già vinto. Anche e soprattutto a livello di vendite.

Come al solito, comunque, non vince Microsoft o Sony o Nintendo e le loro idee. Vincono i giochi. Gli indipendenti si sono già destreggiatti su XBLA (Space Giraffe di Jeff Minter, anche columnist di EDGE) o su PSN (Fl0w, capolavoro di Jenova Chen). Ora vedremo se sapranno fare altrettanto con WiiWare. Il primo esperimento di un certo livello fa assolutamente ben sperare. Sto parlando del già citato Lost Winds, di Frontier Developements, un piccolo capolavoro. Ne parleremo.

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