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Lo screen saver perfetto [Nintendo Saver 2009]


Sicuramente molti di voi avevano già sentito parlare dello screen saver per Windows che mostrava video dei classici giochi del Nintendo Entertainment System. Ebbene, adesso i ragazzi di MK Productions ne hanno rilasciato una nuova versione… che ricorda ciò che ci promette OnLive. Read the full story

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Onlive va in open beta: lancio previsto in inverno


OnliveAbbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.

In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.

Read the full story

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3MoG, Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena [video recensione]


Mi sono ufficialmente scordato. Potete picchiarmi ;)

Ogni sabato (settimana più, settimana meno … :) ) pubblico la mia video recensione di un videogioco, il “famoso” Three Minutes of Game o 3MoG. Questo sabato, emozionato perchè stavo per postare una vecchia column, mi sono completamente dimenticato.

Eccomi quindi a parlarvi di Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena, un videogioco svedese, pensate un po’ (sviluppato da Starbreeze Studios e prodotto da Atari) che ha conquistato la critica al tempo della sua uscita su Xbox come “Escape from Bucher’s Bay“. Questo Assault on Dark Athena, infatti, non è altro che il remake di quel titolo, con grafica HD, una campagna in più e la modalità multiplayer.

Peccato che, come detto in recensione, le aggiunte non siano poi granché azzeccate, purtroppo. Il multiplayer sinceramente mi ha lasciato parecchio deluso mentre Dark Athena, la campagna, è carina ma assolutamente non paragonabile con Escape from Bucther’s Bay, che rimane il cuore dell’esperienza e il reale motivo per avere a casa una copia del gioco Atari.

Se non l’avete giocato al tempo della prima Xbox (uscì anche per PC) allora è il momento di colmare quella lacuna. Si tratta di uno stealth game atipico, dove si può anche sparare molto e dove ci sono parecchie sezioni di gameplay differente, come parti narrate, dialoghi a selezione, avventura ecc. Un riuscitissimo mix di generi che consiglio a tutti. Disponibile per console, Xbox 360 e PS3 e per PC forniti di sistema operativo Microsoft Windows.

Buon 3MoG che, vi ricordo, potete anche gustarvi sul televisore di casa vostra su Music Box: 703 di Sky.

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Rapelay, il simulatore di stupro fatto videogioco: uno scandalo mediatico senza senso!


RapeLay

Ed eccolo qua, l’ennesimo scandalo senza senso nel mondo dei videogiochi. Si chiama RapeLay ed è un “simulatore” di stupri, cioè un videogioco altamente controverso dove lo scopo del gioco è seguire una signora uscita dalla metropolitana, molestarla verbalmente e poi stuprlarla fisicamente. Dopo aver scoperto che la suddetta è madre di due splendide ragazze, bisognerà seguire, molestare, rapire e stuprare anche le due più giovani protagoniste. E così via fino alla conclusione della storia, o del proprio liquido seminale.

Senza esclusioni di immagini spinte o censure di alcun tipo. Se volete farvi un idea, ovviamente, c’è youtube o questo link con le immagini di google.

Ora, la notizia incredibile (davvero incredibile) è che il Parlamento Italiano sta discutendo di questo videogioco e lo vuole bloccare. Così come stanno facendo in America, negli altri stati d’Europa ecc. Tutto perchè qualcuno ha portato all’attenzione della stampa RapeLay. Questo qualcuno è Amazon che prima, da buon “imprenditore”, rende il titolo disponibile nel suo catalogo per 2 anni (è un titolo del 2006); ora, accortasi del “pericolo” l’ha bloccato e ne ha fatto parlare i giornali e i blog di mezzo mondo con pochissima cognizione di causa.

Voglio dire subito una cosa, a me fa schifo un gioco dove devo stuprare la gente. Tra l’altro Rapelay è un pessimo videogioco. Ripetitivo, piatto, graficamente scialbo. Insomma un titolo senza senso che non è proprio degno di alcun articolo, nè su Repubblica nè su Inside The Game. Solo che Repubblica vende più copie parlandone….

…mentre io non voglio assolutamente parlarvene (anche se in verità lo sto facendo… stupido AKirA), ma voglio invece puntare il dito sulla stupidità del Parlamento Italiano, dei giornali che stanno parlando del caso, delle TV ecc ecc. E questa volta non agiterò il fantasma della censura o il fatto che nessuno ha provato il titolo prima di bandirlo. Non me ne frega niente di difendere questo gioco che spero davvero nessuno caghi di striscio (se non per vedere qualche donnina nuda… ma ci sono già migliaia di siti per fare questo no?) non regalando alcun soldi ad Illusion Soft, i creatori di questo “fantastico” titolo.

Come si fa a montare un caso internazionale su un gioco edito solo in Giappone? Cioè il Parlamento Italiano vuole “bloccarlo”? Si dovrebbe rendere conto che è già “bloccato” da solo perchè non è commercializzato in nessun negozio del Bel Paese (mi sa che prima o poi questa perifrasi per indicare l’Italia la dovrò eliminare dal mio vocabolario…). Quindi cosa vogliono bloccare? Vogliono andare in Giappone e bruciare tutte le copie come si faceva con i libri sotto il Nazismo? :)

Chi possiede il titolo, infatti, lo può possedere solo attraverso l’importazione indipendente che probabilmente è già illegale di per se.

Ma la cosa ancora più da ridere è un’altra. Rapelay è il seguito (non ufficiale a dire la verità) di un altro videogioco chiamato Interact Play VR, sempre dei porconi Illusion Soft (di cui parleremo a breve). Tra i due però c’è molta differenza. Il primo è molto ma molto più leggero del secondo: mentre è consentito solamente stuprare le donne in Rapelay, in Interact Play VR si può fare di tutto, fino ad ucciderle in maniera non proprio convenzionale. Ora, c’è qualcosa di più cretino che attaccare il titolo meno spinto, soprattutto quando l’altro è uscito nel solo Giappone nel 2001 e nessuno ha detto “a”?

No, non c’è niente di più stupido!

Quindi questa immensa polemica che non farà altro che far schizzare alle stelle i download illegali di Rapelay, visto che il titolo non è neanche per console ma per PC, quindi manco ci vuole la modifica. Uno scandalo mediatico senza senso e completamente sterile, tanto per far scrivere un po’ di inchiostro ad orologeria sui giornali quando i videogiochi, porgono il fianco, in maniera tanto banale come in un titolo dove il gameplay è basato sugli stupri.

La cosa più importante da dire però è un altra, cioè che Illusion Soft è una software house di videogiochi Hentai (nel suo catalogo anche la serie Des Blood, lo sparatutto con le donne nude!). Ora, siccome so di star parlando con dei nerdini come voi, non vi spiego il significato di questa parola, tanto lo conoscete benissimo. Basta dire che in Giappone, come detto nei commenti al mio post “Quanto tira il porno? Poco nei videogame”, quello dei videogiochi a sfondo pornografico è un vero e proprio mercato, come da noi quello dei film hard. Quindi è assolutamente normale che ci siano giochi in cui si stupra così come nel mercato delle pellicole porno in Italia è assolutamente normale che ci siano dei film dove accade la stessa cosa (solo che è finta, sennò si finisce negli snuff, qualcosa di veramente terribile in cui spero di non imbattermi mai).

La vera cosa interessante di cui parlare sarebbe questa: ma perchè in un videgioco ci sembra lecito uccidere, smembrare e scartavetrare a suon di razzi la gente mentre è inaccettabile uno stupro? Perchè addirittura io mi sento di condannare lo stupro virtuale ma non l’omicidio virtuale? Cosa scatta nella mia testa per dire una cosa simile?

A queste domande proverò a rispondere in un prossimo post anche se, probabilmente, avrò bisogno di un buon sociologo e di un buon psicologo per rispondere in maniera intelligente.

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3MoG, video recensione Call of Duty – World At War




Beh, più che della nuova puntata di Three Minutes of Game, che avete sotto gli occhi, vorrei parlare di come si veda su Youtube: senza audio. La canzone da me scelta per “background”, One dei Metallica, è stata censurata automaticamente da Youtube nonostante fosse ovviamente mischiata alla mia voce e quindi non credo risultasse un utilizzo improprio di copyright altrui. Cioè, se avessi usato una canzone per fare un video lo avrei capito, ma l’ho usata solo come sottofondo (se ne sentono, in fondo, solo alcuni stralci da qualche secondo) e in fondo il prodotto finito non è certo “simile” alla canzone stessa.

Ma questo è quanto quindi dovrò cambiare canzone, direi, o lasciarlo lì per chi riesce a leggere il labbiale. Però Dailymotion non ha fatto storie e quindi voi potete comunque vedervi la mia “opera” senza censure.

Buon 3MoG: stavolta recensione di Call of Duty – World At War, sviluppato da Treyarch e prodotto da Activision. Si può avere a patto di possedere un PC, un Xbox 360, una PS3, una Wii, una PS2 e addirittura un DS. La versione recensita è ovviamente quella “next gen”, per le prime tre piattaforme.

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3MoG, video recensione Fable 2


Eccoci ad un nuovo sabato ed eccoci ad una nuova puntata di Three Minutes of Game (3MoG), il formattone di Inside The Game che recensisce un videogioco in 3 minuti su YKS Channel, 863 di Sky.

Formattone inteso come format (televisivo) grosso… non come format c:

In questa puntata presentiamo una favola, La favola. Quella di Lionhead chiamata Fable 2, esclusiva Xbox360. Un gioco sofisticato e affascinante, ma con un’anima non del tutto ludica. Potete leggerne di più nella recensione di Fucktotum oppure… vedervi la puntata, direttamente da Youtube.

Ah… quasi dimenticavo: commentate (su YT)!

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La caduta del gigante CGS


Il 18 Novembre 2008, le Championship Gaming Series si sono “spente” alla tenera età di due edizioni.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, sicuramente il video qua sopra vale di più di mille parole. Poi, chiaramente, vi vengo in aiuto io e vi illumino.  Le CGS sono, a mio avviso, il più importante “esperimento” occidentale per quanto riguarda i tornei di videogiochi. Si tratta di una trasmissione televisiva americana (girata a Los Angeles) e quindi non di un torneo sul territorio, dove si scontrano varie “franchigie, cioè squadre, costrette a portare partecipanti a tutti i giochi in gara. Ogni partita si disputa quindi non su una lunghezza ma su quattro diversi campi: Counterstrike Source, Dead or Alive 4, FIFA e Project Gotham Racing. La somma dei punti ottenuti da ogni franchigia nei vari giochi, ognuno con uno score ben diverso (è chiaro che una vittoria a CS deve valere di più di una a FIFA, perchè da una parte si gioca 5vs5 e dall’altra 1vs1), permette di raggiungere la vittoria.

Le Championship Gaming Series sono andate in onda per due stagioni, 2007 e 2008, su G4TV e quindi sul network Direct TV. La seconda stagione è stata trasmessa, sotto forma di Highlights, anche in Europa da Eurosport e in Cina da Star TV. Con Europa intendo anche in Italia quindi la diffusione è stata praticametne planetaria se si esclude qualche stato asiatico.

I verbi del primo capoverso sono al presente, probabilmente sarebbe stato meglio usare l’imperfetto visto che dopo due stagioni di grande successo, almeno secondo gli organizzatori  e gli addetti ai lavori, le CGS non ci sono più. Sul sito ufficiale, ormai inesistente, lo stringato comunicato stampa fondamentalmente motivava la sparizione del progetto dicendo che le CGS erano “Un’idea venuta troppo presto” . La verità sulla chiusura risulta, ad oggi, ancora poco chiara: quello che io so è che gli investimenti, inizialmente altissimi, sono venuti a mancare e la trasmissione è quindi clamorosamente naufragato.

Perchè?

Chiariamo un punto: la televisione si basa sugli introiti pubblicitari (e raramente da qualche partnership molto forte). Per avere introiti pubblicitari, nei paesi civili, bisogna fare audience. Dall’audience, quindi, dipende la fortuna o la chiusura di qualunque serie tv, trasmissione o show televisivo.

Molti di voi quindi penseranno che le CGS non avevano audience. Questo non è del tutto vero. DjWheat, uno dei telecronisti ufficiali dello show, mi ha parlato dei dati di audience e non erano per niente scarsi. Lui addirittura mi ha raccontato, durante la mia vacanza estiva in U.S.A., che la gente cominciava a riconoscerlo per strada, segno della buona popolarità della trasmissione.

Il problema delle CGS però è molto più banale della mancanza di ascolti: chi ha investito nello show ha sparato troppo in alto. Mi spiego meglio. Come potete vedere dal video qui sopra le CGS sono una vera e propria baracconata. Un sacco di figuranti in sala, palchi enormi per metterci sopra due PC con due giocatori, stipendi alle squadre del torneo, premi faraonici, modelle, draft nella Playboy Mansion e chi più ne ha più ne metta. Io credo che una trasmissione simile, in diretta, sia costata davvero tanti soldi. Cifre che non sono state ripagate dalla pubblicità in questi due anni e che quindi non hanno permesso una nuova stagione perchè, chi le ha investite, si è tirato indietro.

E’ evidente che il netgaming e l’esport invece avrebbero dovuto seguire una strada leggermente diversa, soprattutto perchè rappresentano un rischio, un rischio enorme. Pochi sanno di cosa parliamo, quasi nessuno lo capisce e quindi i tempi sono prematuri per una trasmissione televisiva di quello sfarzo. Certo, c’è chi dice che senza quello sfarzo il netgaming non farà mai presa sul pubblico. Forse è vero. La cornice alle sfide quindi, doveva sembrare come quella del Wrestling: pensateci bene, quest’ultima disciplina non ha praticamente nulla di spettacolare visto che segue il duello tra due persone che si picchiano per finta. Ma ha un contorno da evento ed è diventato quello che è diventato. L’esperienza CGS dimostra che questa non è la strada giusta e che la televisione probabilmente ancora non è pronta per decretare un successo (parola su cui fare attenzione) di una trasmissione simile.

Mi chiedo solo… ma invece di spendere tutti quei soldi per poi venire cancellati dopo due stagioni dalla storia, non si poteva invece partire con i piedi di piombo come hanno fatto i coreani? Studi piccoli, telecronisti in gamba e tanta attenzione al gioco che diventa spettacolo (come il poker, non mi stancherò mai di ripeterlo). Il contorno nelle trasmissioni di OnGameNet è quasi inesistente, notatelo. Così magari si sarebbe potuto abituare l’audience alle sfide di videogiochi per fare il grande salto quando si sarebbe presentata l’occasione (= grandi sponsor).

Invece è finita con un gigante dai piedi d’argilla caduto al suolo con un grande tonfo.

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La paura è un videogioco: F.E.A.R. 2 Project Origin


Ammetto subito un particolare molto importante. Io non ho giocato a F.E.A.R. , FPS horror di Monolith rilasciato per qualunque piattaforma nel 2005. Ne ho sentito parlare, sempre abbastanza bene. L’ho visto giocare in multiplayer alle finali del CPL World Tour. Mi ero fatto un’idea abbastanza nitida della produzione ma, comunque, non avevo mai toccato con joypad la paura fatta FPS e le gesta della mitica “Alma“.

Ho approcciato quindi questo Project Origin, poi rinominato F.E.A.R. 2, con molto scetticismo e lo stavo seguendo più che altro per le notizie di corridoio. Ad esempio il fatto che Monolith, staccatasi da Sierra per il secondo episodio, non avrebbe più potuto usare questo altisonante nome per il suo gioco mentre poi è riuscita, col nuovo publisher Warner Bros, a riavere la proprietà intellettuale di quelle quattro lettere che significano paura. A parte questo, insomma, F.E.A.R. 2 non mi interessava; recentemente ho invece provato la demo, pubblicata su Xbox Live, Playstation Network e su internet, per gli utenti Windows (la trovate a questo indirizzo). Ovviamente, mi sono ricreduto!

Ebbene si signori. Entrare nel mondo dello sparatutto Monolith, software house di cui tra l’altro ero un grande fan (giocai con piacere ad uno dei loro primi titoli: Blood, ve lo ricordate?), è stato una bomba. Grafica davvero super spinta, atmosfera rarefatta e convincente ma soprattutto sangue, a fiumi. Pensavo di trovare il solito FPS, condito dalla mitologia su questa paurosa bambina, Alma: invece F.E.A.R. 2 ha le sue chicche. Salire sul robot, ad esempio, mi ha stupito… così come più volte sono sobbalzato sulla sedia ai vari “flash” che il nostro personaggio ha durante i combattimenti contro i normali soldati. C’è veramente tanto sangue e il gioco sembra programmato apposta per disturbare l’utente: questo mi attira molto anche se, immagino, non potrò praticarlo a cuor leggero.

Insomma questo è un esempio di demo davvero ben riuscita e che può, senz’altro, convincere più di un giocatore ad abbracciare la via della paura. Non ho notato novità di sorta e la possibilità di rallentare il tempo ormai è diventato un clichè. Anche l’ambientazione, molto ben curata graficamente, non mi ha stupito in positivo.

Calcolando però che il gioco sarà senz’altro dotato di un buon multiplayer e aggiungendo quanto di buono fin’ora detto… segnatevi la data d’uscita sul calendario. Il 13 febbraio sarà ora di affrontare i vostri demoni e una bambina di nome Alma. Su Xbox360, PS3 e PC.

Il video, ovviamente, è un trailer.

Ultima postilla, volete fare un test per vedere quanta paura avrete? Volete testare la vostra fear? Bene. Seguite questo link.

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Video recensione di Fallout 3, torna 3MoG



Lo so, lo so ho già parlato in lungo e in largo del capolavoro (“Il mio futuro Post Atomico“) Bethesda Softworks che risponde al nome di Fallout 3, lo abbiamo anche eletto gioco dell’anno! Però ci voleva una videorecensione perchè innanzitutto il pubblico di Three Minutes of Game non è lo stesso del blog e poi perchè… beh lo scoprirete vedendola; volevo divertirmi un po’. :)

Torna quindi finalmente la trasmissione televisiva più nerd del pianeta, come al solito su YKS Channel (863 di Sky) e on demand (maggiori info, come al solito, su www.yks.tv): 3MoG ha ancora molte cose da dire e il 2009 è appena cominciato con un titolone su cui c’era ancora qualcosa da dire.

Vi aspetto la prossima settimana con una nuova puntata, mentre come al solito vi chiedo un commento su Youtube, se vi è piaciuta quest’ultima video recensione del vostro AKirA di quartiere ;)

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Ti hanno trovato, Watchmen: è ora di svendere un capolavoro


Alla fine ti hanno trovato, piccolo, immenso capolavoro.

Hanno cercato in tutti i luoghi più malsani e oscuri, hanno raschiato i fondi di innumerevoli barili e portato sui nostri schermi prodotti di infima qualità, attratti dai guadagni facili che ne avrebbero ricavato.

Nel frattempo, tu eri nella tua nicchia e li guardavi tutti dall’alto, sapevi che mai nessuno avrebbe osato riservarti lo stesso trattamento: la scelta, la raccolta di informazioni, la micidiale fase di adattamento a un mezzo diverso e infine la mercificazione a tutti i costi di marchi, immagini, concetti.

Tu hai cambiato tutto dal giorno della tua uscita: nessuno avrebbe mai pensato che 12 piccoli albetti disegnati che parlano di supereroi potessero avere un simile impatto, potessero stravolgere tutti i canoni sulla base dei quali da decine di anni si scrivevano storie con buffoni in calzamaglia che aiutavano gli innocenti a portare avanti le loro vite.

Hai insegnato al mondo che la narrazione è più importante della continuity, che gli eroi non hanno bisogno di super poteri ma di una determinazione fuori dal comune. Che sotto le maschere, le tutine aderenti o tra le piaghe di un mantello c’è sempre un essere umano, con le sue contraddizioni, le sue bassezze, i vizi e le virtù.

Hai elevato il tuo mezzo espressivo oltre il concetto di “giornaletto”: del resto sei l’unica graphic novel ad aver vinto il Premio Hugo (non Victor, Gernsback) e il Time Magazine ti ha inserito tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923, segno che il tuo valore travalica tutti i limiti ed è capace di toccare chiunque ti legga.

Quante storie nella storia contieni tra le tue pagine? Di sicuro una trama principale architettata dalla mente di un genio, in cui si incastonano tanti temi diversi, tutti trattati con eguale perizia, tanto da richiedere una lettura attenta (da qui la regola base del tuo lettore, tramandata sin dalla tua uscita: si legge un capitolo al giorno, non di più).

Ma alla fine ti hanno trovato.

Sono pronti a banchettare coi proventi del tuo successo, a sminuirti, a scegliere i temi di cui parlare e il modo in cui farlo: catastrofismo e determinismo torneranno ad essere solo parole da usare per fare gli intellettuali, soppiantate da qualche testa rotta e qualche battuta ad effetto.

Ma tu sarai ancora lì Watchmen (link a wikipedia), nell’Olimpo delle opere d’arte, guarderai i tuoi figli spuri (il film di prossima uscita e il videogioco, addirittura un prequel in due parti venduto in digital delivery su PsNetwork, XboxLive Arcade e Steam), e forse, come lo smile che è il tuo marchio più famoso, sorriderai beffardo…

Watchmen Smile

Nel video il trailer del gioco di prossima uscita Watchmen The End is Nigh, che non è nemmeno tratto dalla trama del fumetto cui si è parlato in questo post: è solo una postilla commerciale al film, un modo abbastanza conosciuto per svendere un capolavoro. Nessuno di questi due “esperimenti” potrà, minimamente, rispecchiare l’opera a fumetti di Alan Moore ormai entrata nella storia.

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PES 2009 vs FIFA 09 [recensione]


Avete notato? Inside The Game, il blog videoludico più miticissimo del creato (seeee), ancora non ha fatto una “blogcensione” nè di Fifa 09 nè di PES 2009. Perchè? Ma è mai possibile lasciare i lettori senza un’informazione così importante? Scandalo!

In verità c’era il “trucco”, piuttosto che fare due post, meglio mettere a confronto i due giochi in una sola occasione: questa. Nonostante molti di voi abbiano già scelto il proprio gioco di calcio preferito, spero che questa piccola guida possa aiutare gli indecisi a scegliere se, per le proprie esigenze, è meglio il titolo Electronic Arts o quello Konami. Vediamo chi vincerà lo scontro.

Stadio pieno, circa 1 milione di persone. Se sommiamo le vendite di entrambi i titoli in Italia: l’attesa per questa partita è altissima. Da una parte i supporter della simulazione, la squadra di Konami, da sempre ritenuta di caratura più elevata per quanto riguarda la messa in campo dei valori del calcio reale. Dall’altra i panzer di Electronic Arts; dalla loro hanno le licenze più disparate e l’amore per i videogiochi: una sorta di arcade del pallone, si è sempre detto di FIFA, meno profondo ma comunque divertente. Oggi la storia può essere diversa. I due capitani si stringono la mano, si scambiano i galgliardetti. L’arbitro AKirA fischia l’inizio della partita. La palla è rotonda, può vincere chiunque.

Al settimo del primo tempo c’è subito un cartellino giallo: PES scende in campo con poche evoluzioni grafiche rispetto alla versione 2008, tanto criticata dal punto di vista tecnico. Tutto è sicuramente più fluido (e meno male, visto che il gioco dell’anno scorso scattava nei replay) ma allo stesso tempo poco è cambiato dal punto di vista delle animazioni; per un titolo “next gen” è un po’ poco. FIFA dal canto suo prende palla sulla tre quarti e in questo senso crossa in mezzo e sfiora il gol di testa: l’edizione 09 è sensibilmente migliore di quella 08, soprattutto dal punto di vista del sonoro; meno male che PES finalmente cambia i suoi telecronisti che ora sono Pardo (i lettori del blog lo conoscono bene per GXT Calcio) e Altafini, non ne potevamo più di Civoli e Sandreani. In casa FIFA rimangono Caressa e Bergomi, molto professionali.

Siamo alla mezz’ora di gioco, i contrasti tra le due squadre si sprecano e l’online gaming può fare la differenza. Mentre FIFA propone moltissime modalità nuove tra cui un’inedita 10 vs 10 (che però non sempre funziona a dovere), PES ha i soliti problemi di LAG che i programmatori giapponesi non sembrano in grado di risolvere. Inutile dire che in “area internet” Electronic Arts abbia già superato Konami molto tempo fa. Ma manca il guizzo vincente, che arriva con le licenze. Perfetto posizionamento del centrocampo di FIFA sulle licenze: il giocatore in possesso palla avanza minaccioso verso l’area di rigore e da 30 metri scocca un tiro che va dritto all’incrocio dei pali: niente da fare per il portiere di PES. Mentre infatti l’ultimo titolo citato può vantare solo l’ufficialità della Champions League, FIFA ha 500 squadre completamente originali dislocate in 30 campionati diversi. Un vero record. 1 a 0, palla al centro.

Ma i guai per la squadra allenata da Konami non finiscono qui: siamo all’inizio del secondo tempo, un giocatore della squadra FIFA prende palla spazza dalla difesa e il pallone dopo qualche rimbalzo scavalca il portiere avversario e si insacca: incredibile. I ragazzi di Electronic Arts riescono a fare 2 a 0 grazie alla possibilità di aggiornare in tempo reale, settimana dopo settimana, rose e qualità dei vari giocatori tramite internet. Se il Milan nel campionato REALE va male, i suoi giocatori perderanno smalto, se va bene diventeranno dei fenomeni. Incredibile che a Konami non ci abbiano pensato: nel 2008 e nell’era di internet è davvero una banalità farsi fregare in questo modo, peccato.

Nonostante questo la squadra PES è intenzionata a non arrendersi e spinta dall’entusiasmo del suo pubblico sembra riprendersi dai due schiaffioni ricevuti. Fa pervenire un buon pallone all’attaccante giapponese che in area si libera di un primo avversario, dribbling stretto sul secondo e mentre sta per tirare viene atterrato fallosamente: rigore! Probabilmente il fallo c’era ma l’esperienza della squadra Konami ha indotto l’arbitro a fischiare. E’ evidente infatti una cosa, PES stava avanti anni luce rispetto a FIFA che doveva solo recuperare, nonostante i pochi passi avanti di una serie che ha ormai pochissimo tempo per rinnovarsi, il titolo calcistico più amato dal pubblico italiano ha ancora parecchi assi nella manica a livello di giocabilità, campo nel quale è ancora superiore. Nonostante sia molto difficile segnare da fuori area e sia stata levata la possibilità di utilizzare i portieri manuali, PES 2009 ha assolutamente migliorato il gameplay dello scorso anno tornando ai livelli del ben più amato PES 6, ultimo capitolo appositamente disegnato per la “old gen” (PS2). Il feeling è calcistico all’ennesima potenza e i vari colpi utilizzabili stupiscono sempre; finalmente sono tornati i goal su punizione, ora realizzabili e non impossibili.

Ed eccoci arrivati agli ultimi scampoli di partiti: siamo in zona cesarini. Il cronometro scorre inesorabile e lancette si muovono con la pesantezza di un masso per la squadra di Konami: ci vuole un jolly. Il pallone scivola sul campo bagnato e la prima sconfitta della storia del calcio virtuale ormai si sta concretizzando; i miglioramenti di FIFA sono evidenti, quelli di PES no, ormai comprare uno o l’altro è solo una questione di licenze e gusti perchè entrambi i titoli sono divertenti e giocabili. PES magari è ancora superiore ma FIFA ha dalla sua tonnellate di interessanti caratteristiche e una confezione più accattivante.

L’arbitro guarda l’orologio, mancano solo sessanta secondi: FIFA sta già festeggiando la vittoria quando l’allenatore del PES butta in campo nostalgia: si aggrappano a lui le ultime speranze dei tifosi. Il pallone arriva proprio tra i piedi del nuovo entrato che corre contro il tempo per pareggiare la partita. Ingresso macchinoso in area a difesa completamente schierata, triangolo e pallone di ritorno, tiro… parata! Parata! Incredibile. Ormai il risultato sembra segnato, ma l’arbitro decide di far giocare l’ultimo angolo. Dalle retrovie salgono tutti per saltare di testa, anche il portiere del PES. Il cross sembra troppo lungo e ormai sta andando quasi fuori area, ma Nostalgia tiene in vita il gioco rimettendo di testa; tafferuglio nell’area piccola, sbuca il portiere praticamente dal nulla, si coordina, rovesciata volante e… … … GOAL! GOAL! Pareggio, pareggio all’ultimo secondo! 2 a 2.

Conclusione: il 2009 è il primo anno in cui i due giochi sono veramente equivalenti. Comprate FIFA se volete di tutto di più (e se siete stanchi di una serie che ogni anno non propone quasi nulla di nuovo rispetto all’edizione precedente), comprate PES se avete sempre amato il calcio Konami che al 100% non vi deluderà come l’anno scorso. Certo è che un pareggio ottenuto con un rigore e un gol del portiere al novantaquattresimo vuol dire solo una cosa: un “culo” allucinante (perdonate il francesismo).

Se continua così, il 2010, sarà l’anno del sorpasso.

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Un’operazione Tera tera


Una volta feci un articolo sul porno e i videogiochi, esprimevo opinioni personali sulla non compenetrazione (vocabolo molto adatto in una situazione simile) tra i due mondi, impermeabili o quasi l’uno all’altro. Quel post è uno dei più clikkati grazie alle ricerche su internet che includono spesso la parola porn, porno, tette e molte altre amenità simili (ne avete la dimostrazione sull’apposita sezione a destra: è secondo).

Ora, io non ho quasi nulla contro l’industria del porno, quando non sfrutta le persone che lavorano al suo interno (la cosa, purtroppo, succede raramente): inoltre, come tutti, ho usufruito di numerose clip per documentarmi sull’argomento (a solo scopo di ricerca scientifica, ovviamente) quindi non sputo certo nel famoso piatto… Eppure la manovra utilizzata per il lancio di Saints Row 2 di Ubisoft mi sembra proprio un operazione tera tera, come si dice a Roma: terra, terra. Dal titolo però avrete capito che una delle due t andrebbe maiuscola, vista la protagonista del “dev diary” del gioco: Tera Patrick.

Molti di voi la ricorderanno in ginocchio ai piedi di un letto mentre… ehm ehm, meglio non andare avanti. Altri magari sdraiata, rigorosamente nuda, su una spiaggia mentre aspetta … ehm ehm, meglio non andare avanti. Altri ancora, i casti videogiocatori che non utilizzano internet se non per nerdare in qualche server o per sapere di tutto, di più, sui videogiochi di prossima uscita, invece non la ricorderanno per niente… beh ragazzi, meglio non andare avanti allora! Una volta ogni tanto potreste vedervi qualcosina per documentarvi!!! Comunque ora, grazie al video che state vedendo, Tera sarà nei vostri sogni più reconditi mentre stringe con lussuria un joypad. Sbav!

Allora, facciamoci due conti: il porno tira praticamente da solo quasi tutto il mercato di internet (vabbè ho un po’ esagerato, ma in passato ha salvato il VHS ed ha assolutamente contribuito a lanciare la grande rete). Il video che trovate a fine post rappresenta in maniera molto colorita questa tendenza. I patiti di videogiochi utilizzano moltissimo internet e diffidano dei nuovi media. Andare a presentare un videogioco tramite le sinuose forme di una pornostar è assolutamente un’operazione commerciale fantastica che avrà richiami pazzeschi. Un successo annunciato. Ne stanno parlando tutti: blogger, siti specializzati, stampa generalista, tutti! Anche io, ovviamente, non potevo esimermi.

Ma allo stesso tempo mi sembra davvero una manovra ambigua e  di pessimo gusto. Perchè associare ad un prodotto videoludico, che nella migliore delle ipotesi dovrebbe essere considerato “arte”, qualcosa che ne svilisce totalmente gli sforzi nella realizzazione? Non è una piccola ammisione di colpa, tipo: “abbiamo un videogioco così così ma abbiamo Tera Patrick e la gente lo comprerà”. Non è un modo per far parlare ancora peggio la stampa del nostro amato medium interattivo? Cosa diranno ora il Moige e gli altri benpensanti?

A queste domande lascio a voi la risposta nel solito dibattito nei commenti, io intanto mi sono “goduto” il filmato e soprattutto ho fatto un nuovo post che permetterà ad Inside The Game di continuare la conquista del mondo conosciuto tramite l’acquisizione dimaggiori click, un miglior pagerank e quant’altro! Evviva la sincerità! :)

Ah, quasi dimenticavo, il gioco uscirà per Windows, Xbox360 e PS3 il 7 Novembre. Ma in fondo, questa cosa, interesserà veramente a pochi ;)

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