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Macignu è stato sconfitto da Chozo? [video esilarante di Team Fortress 2 pieno di "fuck"]


Chozo, questo è il nickname del nostro nuovo idolo. Un pazzo scatenato che all’interno di una partita di Team Fortress 2 è riuscito a tirare una quantità di parolacce da far impallidire il film di South Park (nel guinness dei primati come la pellicola con più brutte parole nella storia dell’umanità; al secondo posto “Pulp Fiction” di Tarantino, battuto di circa 150 vocaboli osceni… non so se mi spiego). E, probabilmente, tale da far impallidire la nostra bandiera tricolore dei pazzi scatenati sul web: il mitico Macignu di World of Warcraft! Se non lo conoscete (… buttatevi dalla finestra?), ne avevamo già parlato in due post: World of Warcraft Korn e Giochi a WoW? Allora qui non lavori, andateveli a recuperare subito! Comunque sia il paragone con Macignu a livello di parolacce può anche esistere ma… l’italianissimo campione di WoW fa molto ma molto più ridere di Chozo.

Insomma è stato un gioco innocuo e simpatico come TF2 a far incazzare come un’ape (sempre per citare il mitico South Park) questo ragazzino americano. Nel video, montato da un suo compagno di sventure, c’è un fantastico “fuck count”, cioè un contatore utile allo scopo di tenere per voi il numero delle imprecazioni riversate nel microfono dal grande Chozo.

Quasi quasi provo ad emularlo nella mia prossima partita a Street Fighter va… magari è la volta buona che divento famoso ;)

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Arriva la beta di WoW Cataclysm! [beta espansione World of Warcraft]


Cari appassionati di WoW, eravate tra quelli che avevano richiesto di partecipare alla beta della nuova espansione: Cataclysm? Bene, controllate le vostre mail allora, perchè la fase beta è appena iniziata!!

Finalmente potrete provare a mettervi nei panni di un Goblin o di un Worgen, i simpaticissimi lupi mannari che fanno parte dell’Alleanza. Potremo levellare dal livello 80 al livello 85 e esplorare nuovi luoghi e Dungeon pieni di sorprese.

Ovviamente se non avete ricevuto l’invito o non avete ancora richesto la partecipazione non disperate, Blizzard continuerà ad aggiungere giocatori nelle prossime settimane. Ma come fare per entrare a far parte della beta adesso? Bisogna avere innanzitutto un account Battle.net con la licenza di WoW (anche quella base), dopodichè, una volta loggati su Battle.net, andiamo su “Manage My Games” e poi su “Beta Profile Settings“, mettendo una bella spunta su World of Warcraft.

Importante, non riceverete la beta key ma sarete informati che siete stati selezionati via mail, vi basterà loggare su Battle.net e controllare la sezione “Manage My Games” per verificare se il download è a disposizione o no. Come sempre fate attenzione alle mail fraudolente!! Buon divertimento con Cataclysm!

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Ragazzo norvegese di 12 anni sopravvive all’attacco di un alce grazie alle abilità apprese in World of Warcraft


Questo post è dedicato a tutto il partito “anti” videogiochi, che vorrebbe il medium videoludico come la peggiore invenzione del secolo scorso, capace di traviare ogni essere umano verso la violenza e la perdizione. Questo partito è riuscito ad affermare di tutto ma su una cosa, sicuramente, ha dovuto cedere: i videogiochi migliorano la coordinazione occhio-mano. Da oggi in poi, però, tutti noi abbiamo un esempio molto più potente per affermare che i videogiochi insegnano anche tanto altro, ad esempio come salvarsi da un Alce infuriato!

Ebbene si, un ragazzino di 12 anni norvegese è sopravvissuto all’attacco di un pericoloso animale (in foto i danni un Alce può fare ad un’automobile… non pochi direi) grazie alle skill apprese in World of Warcraft. Unico gioco che, ironia della sorte, trovo “pericoloso” per i suoi giocatori. Ma come è successo?

Hans Jørgen Olsen e sua sorella stavano camminando nei boschi vicino casa quando un alce, probabilmente spaventato poichè quelle due creature stavano invadendo il suo territorio, li ha incrociati mostrandosi particolarmente aggressivo. Ci sono voluti pochi secondi di panico e poi l’animale ha attaccato. Il nostro eroe Hans è stato veloce ad agire… grazie a dei riflessi guadagnati duramente sui verdi campi di Azeroth ;)

Nella sua testa la prima cosa da risolvere era “proteggere sua sorella”. Che bravo ragazzo… ma davvero voi del partito “anti” volete continuare a dire che i videogiochi aumentano l’aggressività? Suvvia, sono sciocchezze. Dicevamo: come ha pensato di proteggere la ragazza? Semplice con un bel “Taunt“, proprio come WoW insegna!

Per chi non masticasse l’inglese (o il linguaggio di noi nerd legati a World of Warcraft ;) ) taunt significa “provocare”, “schernire”. Nei giochi si usa, soprattutto negli RPG, per attirare l’attenzione di un particolare nemico verso se stessi, evitando così di far colpire personaggi più importanti (e meno resistenti) nel party.

Insomma Hans si è messo ad urlare come un pazzo contro l’animale!!! Avete letto bene. Dimostrando non solo di aver appreso una lezione dal suo videogioco preferito, ma anche una discreta dose di coraggio. Ha urlato talmente tanto che l’animale si è concentrato solamente su di lui, permettendo alla sorella di fuggire.

Ovviamente questa era la parte “più facile”. Ora la scena si potrebbe così raffigurare. Un bambino di 40 KG (player 1), un bosco isolato (stage 2) e un animale, incazzato, di 550 kg (player 2): fight! Come avrebbe potuto un indifeso essere umano, senza armi o modo di essere aiutato da lì a secondi dal classico cacciatore buono, a sconfiggere un alce?

Semplice, come si impara al trentesimo livello di World of Warcraft: fingendosi morto!

La storia è vera, ve lo posso assicurare (alla fine dell’articolo c’è la fonte ma, ovviamente, sta facendo il giro del mondo). Finisce con l’alce che, visto che il cucciolo di uomo sembrava essere non più “interessato” ad attaccarlo, gira il sedere e se ne va a brucare poco lontano, permettendo ad Hans di andare via in tutta calma. Il ragazzino, tornato a casa, ha raccontato tutto ai genitori e poi ai giornali.

Ora, cosa c’è da imparare da questa storia? Ovviamente non che dovreste regalare una copia di WoW ai vostri amici che vivono vicino a degli animali selvaggi… bensì che i videogiochi possono “plasmare” con le loro meccaniche i cervelli più semplici fino a fargli assimilare ben precisi insegnamenti che possono andare dall’economico allo storico, fino a “come sopravvivere in un’isola deserta”. Questo perchè giocare ci piace, ci diverte, ci rilassa. E mentre giochiamo siamo recettivi attenti e, durante l’infanzia, è molto difficile per qualunque bambino essere recettivo ed attento. Il succo è che le capacità cognitive vengono per forza aumentate. Così come la nostra possibilità di sopravvivenza ;)

Il videogioco è uno strumento dalle infinite possibilità che, se usato bene, può portare davvero moltissimi vantaggi ai propri utilizzatori. Per ora l’umanità forse non lo sta sfruttando appieno ma, se i risultati comunque sono questi, ben vengano console, giochi e cartucce fino alla fine dei giorni ;)

[via - Facebook di Bonaventura "bdb" Di Bello via Games.on.net World of Warcraft Skills save boy from moose]

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Avatar Days, Online Role Playing in Dublin [cortometraggio su World of Warcraft]


Per una volta non ne parlano così male. Dopo Second Skin e tante altre opere e notizie sul pessimo utilizzo che la gente fa dei MMORPG (e in particolare di WoW, giusta causa di non assunzione), ho incrociato questo bellissimo cortometraggio irlandese, girato a Dublino, sui Massive Multiplayer Online Role Playing Game e specialmente su World of Warcraft.

Si chiama Avatar Days e ovviamente richiede una buona conoscenza dell’inglese per essere gustato fino in fondo. I discorsi dei giocatori, di coloro che vestono un avatar, questa volta non sono assolutamente “contro”  WOW ma si posizionano in mezzo o addirittura, a favore. In fondo che differenza c’è tra uno che passa 8 ore al giorno nei panni di un elfo e uno che passa altrettanto tempo su Facebook?

Basta non dimenticarsi che c’è una seria differenza tra il mondo reale e quello immaginario. Basta tenere a mente che siamo il nostro avatar mentre giochiamo ma quando ci guardiamo allo specchio, siamo soli con il nostro lavoro i nostri problemi i nostri dubbi e paure: tutte cose che dobbiamo affrontare, prima o poi, e non ostacoli da quali bisogna fuggire nei mondi virtuali.

Perchè arrivare al 70 su WoW non vi permetterà di avere quell’aumento necessario a tirare su famiglia, piuttosto che a conquistare quella ragazza fantastica che all’università si siede sempre a pochi posti lontana da voi.

Quindi, concludendo, ci sono giorni da Avatar e giorni da reali per tutti, tutti noi.

Vi lascio a questo splendido “short film“, ovvero, cortometraggio.

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World of Warcraft in streaming tramite Gaikai su iPad


Ricordate Gaikai? Ne avevamo già parlato: è un servizio che si propone di fare concorrenza a qualcosa che ancora non esiste, cioè OnLive (in uscita il 17 Giugno). Sostanzialmente si tratta di videogiochi in streaming tramite dei server che lavorano con il cloud computing (i players in quest’ambito sono comunque 3: Gaikai, Otoy e Onlive)

David Perry (il famoso di sviluppatore di videogiochi come EarthWorm Jim, ora capo progetto di Gaikai), tramite il suo twitter, ha fatto vedere che la sua piattaforma può spingersi oltre… e può funzionare anche sull’iPad di Apple (così come Otoy può far girare Crysis sul telefonino).

Sempre la solita cosa da dire: il futuro dei videogiochi sembra sempre più roseo se addirittura WoW rischia di finire su un telefonino o un dispositivo touch senza neanche una scheda grafica dentro ;)

Maggiori info sul sito personale di David Perry:

http://www.dperry.com/

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Rai Tre, Citizen Report e dipendenze da online gaming [World of Warcraft e Poker Online in TV]


Citizen Report è un esperimento. Il primo, per il servizio pubblico Radio Televisivo Italiano, di Citizen Journalism: giornalismo fatto da semplici cittadini. Bastano una telecamera e mezza idea, oltre alla fortuna di trovarsi nel momento giusto e nel posto giusto, per diventare reporter e giornalisti per un giorno. E’ il potere dell’UGC (dello User Generated Content) e del CrowdSourcing.

Sinceramente è strano che un “dinosauro” come la RAI permetta la fruizione di immagini così “senza filtro” per mezzo delle sue emittenti (non c’è quindi da stupirsi se l’orario di messa in onda è all’1:10 di notte). Comunque sia Citizen Report (sul cui sito ufficiale ci sono tutte le istruzioni sul come partecipare alla trasmissione) è assolutamente qualcosa per cui battere le mani e se la televisione italiana ha un tale prodotto lo deve soprattutto alla lungimiranza del direttore di Rai Educational (Gianni Minoli) e a quella di Bruno Pellegrini (C.E.O. di TheBlogTV, la società di produzione televisiva che ha materialmente creato il format e per la quale, è giusto dirlo, io lavoro come Project Manager per progetti web), vero cuore pulsante del progetto e persona dotata di un’istancabile perseveranza, che gli ha permesso di riuscire dove tutti, prima di lui, avevano fallito. Ah, quasi dimenticavo, il regista è il mio amico Alessandro de Angelis, creatore di www.ortourbano.it e cantante dei Rino Ceronti (qui in “Giornata Solare”)

Fatta questa doverosa premessa facciamone un’altra: fortunatamente, nella redazione di Citizen Report, lavora un esperto di videogiochi: il nostro Luca “Viewtifulmee” Mogini. Perchè dico fortunatamente? Perchè, se non fosse per lui, probabilmente, nella puntata andata in onda ieri notte e dedicata alle dipendenze, i videogiochi sarebbero stati trattati molto peggi di come invece escono fuori.

Se state vedendo il video, al minuto 8:30 circa, il programma entra in una sfera di dipendenze davvero “non pervenuta”, cioè quella della dipendenza da videogames. Lo fa però con intelligenza e cioè parlando dell’unico videogiochi (a modesto parere di chi vi scrive) che realmente è capace di originare qualcosa di simile: World of Warcraft.

L’argomento, mi rendo conto, è delicato. Eppure MAI, e voglio ripeterlo, MAI, la televisione generalista in una rete nazionale (Citizen Report va in onda su Rai Tre) aveva trattato in termini così “oggettivi” ed esperti l’argomento, addirittura intervistando un capo gilda e non i soliti psicologi che generano un inutile allarmismo. Certo, io forse parlo così perchè sono d’accordo: World of Warcraft può generare dipendenza e può essere assimilato ad una droga (non lo penso solo io ma anche chi ha aperto delle cliniche specializzate in disintossicazione da MMORPG). Più volte ho detto la mia sull’argomento: ad esempio ho trovato società che arrivano a licenziare i propri dipendenti che hanno account su WoW, proprio perchè lo considerano “pericoloso”. Poi ovviamente è chiaro: dipende da persona a persona. Anche col Poker Online c’è chi ci perde 4500€ (come il tipo che viene intervistato per primo) e chi, come il sottoscritto, ne perde una trentina e poi si stanca. C’è poco di davvero “oggettivo” ma … di indizi a favore della mia tesi, ne ho tanti.

Ed ora ho anche questa puntata di Citizen Report che, quantomeno, non tratta i videogiochi con la stessa faziosità a cui i media generalisti ci hanno abituati e, permettetemi di dirlo, questa mi sembra una grande vittoria (nonostante la “furbata” di utilizzare Macignu per fare sensazionalismo può essere considerata un colpo basso).

Sicuramente meno basso, comunque, di un account cancellato da tua madre che ti fa urlare: “Aiuto! Mi hanno cancellato l’account

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Il lungo braccio della legge arriva fino ad Azeroth


Ci sono occasioni in cui la vita virtuale di un giocatore si lega indissolubilmente a quella reale: basti pensare a un qualsiasi pro gamer, che ottiene benefici nella seconda grazie ai risultati ottenuti con la prima.
Purtroppo per Alfred Hightower (cognome che sa un po’ di fantasy e un po’ di Scuola di Polizia, entrambi elementi di questa storia) le cose non sono andate proprio così, e la sua passione si è trasformata in un boomerang dalle pesanti conseguenze.

Il nostro protagonista era infatti ricercato per spaccio di sostanze stupefacenti e, come ogni ricercato che si rispetti, ha ben deciso di fuggire all’estero per destinazione sconosciuta.
Un piano classico ma inevitabile, se non fosse per una piccola falla: tale è la sua passione per World of Warcraft che non ha smesso di giocarci neanche dopo la fuga, finendo rintracciato grazie a un lavoro incrociato tra la Polizia e… Blizzard.

Tutto comincia con un “traditore”: un amico che rivela all’ufficio dello sceriffo della Contea di Howard, Indiana, che il Canada era la probabile destinazione della fuga dell’amico che, fra le altre cose, era un grande appassionato di un videogame basato su “streghe e evocatori”.
A questo punto, l’inquirente, saltuario giocatore di WoW, fa due più due e contatta Blizzard nella speranza che questa fornisca alcuni dettagli fondamentali per il proseguo delle indagini.
Passati un paio di mesi, e senza che la software house fosse obbligata a diffondere dati, ecco la sorpresa: questa comunica non solo l’indirizzo IP, lo storico e le informazioni sul soggetto, ma anche il nickname (Rastlynn), il server preferito e l’indirizzo di fatturazione!

Con l’aiuto di queste importanti informazioni, gli agenti sono stati capaci di localizzare e segnalare alla polizia canadese la presenza sul loro territorio di un ricercato, farlo arrestare e, il 5 gennaio, farlo tornare in Indiana per subire un processo per detenzione e spaccio di marijuana.
Tanto scemo da fare quasi pena no?

La storia completa e l’intervista relativa a questi fatti sono rintracciabili qui

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Un eroe moderno. [Nonno gioca a WoW]


Guardatelo, non fa tenerezza? E soprattutto, non vi fa pensare che anche voi potreste essere così in futuro?

Andiamo con ordine e spieghiamo perchè questa immagine mi sta a cuore: la settimana scorsa, in un ristorante americano che si chiama Panera Bread che offre connessione WiFi gratis, questo simpatico vecchietto si è portato il suo iMac, non molto faticoso da portare in giro, e si è messo a giocare a World of Warcraft.

Chissà se questo vecchietto è un gamer old school che continua imperterrito a giocare con il suo passatempo preferito,  che lo spinge persino a scroccare il WiFi di una catena di ristoranti pur di aumentare di livello a WoW, o magari sono stati i nipotini e il tempo libero a far avvicinare il nonnino a uno dei videogiochi più importanti della storia.

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Sfido, dopotutto, a trovare qualcuno di voi che smetterà di giocare una volta raggiuntà l’età senile! Quando giocare in multiplayer sarà impossibile perchè i bimbetti ci massacreranno e la demenza prenderà il sopravvento! Io, ad esempio, ne approfitterò per finire uno dopo l’altro, tutti i giochi della saga di Mega Man a livello impossibile, ma forse, per raggiungere questo achievement, una vita non basterà.

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E se Starcraft 2 fallisse? [Column]


Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultima generazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.

Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.

E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.

Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.

Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.

Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!

Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.

Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sport elettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.

Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo  a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.

Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

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I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]


top 5 videogames innovative innovativi innovazione rivoluzionari molyneuxPeter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).

Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.

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World of Warcraft: The Movie [WoW al cinema]


WoW LogoNon sto scherzando, è tutto vero. A quanto pare Blizzard Entertainment ha confermato la realizzazione di un film sul fenomeno MMORPG del decennio, World of Warcraft, annunciando che alla regia ci sarà nientemeno che Sam Raimi, ovvero il regista dei film dell’uomo ragno (anzi no, scusate, Spider Man, che adesso fa più figo).

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Tweetcraft, World of Warcraft Twitter Client


Immaginavo che prima o poi sarebbe successo. Anzi, in verità già è stato annunciato all’E3 da Microsoft che la sua console implementerà i migliori servizi di Social Networking esistenti nei videogiochi tra cui, chiaramente, l’ottimo Twitter che ancora manca su Inside The Game ma che sarà nostra cura implementare nella versione 2.0 del blog.

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